LIBRO QUINTO
Del lavoro
TITOLO V
Delle società
CAPO V
Della società per azioni
SEZIONE X
Delle modificazioni dello statuto

Art. 2439

Sottoscrizione e versamenti
TESTO A FRONTE

I. Salvo quanto previsto nel quarto comma dell'articolo 2342, i sottoscrittori delle azioni di nuova emissione devono, all'atto della sottoscrizione, versare alla società almeno il venticinque per cento del valore nominale delle azioni sottoscritte. Se è previsto un soprapprezzo, questo deve essere interamente versato all'atto della sottoscrizione.
II. Se l'aumento di capitale non è integralmente sottoscritto entro il termine che, nell'osservanza di quelli stabiliti dall'articolo 2441, secondo e terzo comma, deve risultare dalla deliberazione, il capitale è aumentato di un importo pari alle sottoscrizioni raccolte soltanto se la deliberazione medesima lo abbia espressamente previsto.

GIURISPRUDENZA

Società pubblica - Natura - Società in house - Fallibilità.
Se è vero che l'ente pubblico in linea di principio può partecipare alla società soltanto se la causa lucrativa sia compatibile con la realizzazione di un proprio interesse (secondo norme e vincoli resi più stringenti dal d.lgs. n.175 del 2016), una volta che comunque la società sia stata costituita, l'interesse che fa capo al socio pubblico si configura come di rilievo esclusivamente extrasociale, con la conseguenza che le società partecipate da una pubblica amministrazione hanno comunque natura privatistica (Cass. s.u. 17287/2006).

Il rapporto tra società ed ente è perciò di assoluta autonomia, non essendo consentito al secondo di incidere unilateralmente sullo svolgimento dello stesso rapporto e sull'attività della società mediante poteri autoritativi, ma solo avvalendosi degli strumenti previsti dal diritto societario e mediante la nomina dei componenti degli organi sociali. Né un eventuale abuso di tali poteri pubblicistici ovvero la previsione di accordi anche contrattuali tra società ed ente, in costanza del tipo societario operativo, possono farne aggirare il modello di responsabilità con efficacia verso i terzi, ciò altrimenti dipendendo, sostanzialmente, da imprevedibili scelte di mera convenienza, ancora una volta incompatibili con l'adozione a monte dell'istituto societario.

La disciplina di convivenza così sintetizzata permette, come efficacemente spiegato in dottrina, che le società a partecipazione pubblica siano assoggettate a regole analoghe a quelle applicabili ai soggetti pubblici nei settori di attività in cui assume rilievo preminente rispettivamente la natura sostanziale degli interessi pubblici coinvolti e la destinazione non privatistica della finanza d'intervento; saranno invece assoggettate alle normali regole privatistiche ai fini dell'organizzazione e del funzionamento. E ciò vale anche per l'istituzione, la modificazione e l'estinzione, ove gli atti propedeutici alla formazione della volontà negoziale dell'ente sono soggetti alla giurisdizione amministrativa, ma gli atti societari rientrano certamente nella giurisdizione del giudice ordinario. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Cassazione civile, sez. I, 07 Febbraio 2017.


Società di capitali – Aumento di capitale – Momento perfezionativo dell’operazione – Sottoscrizione.
Ai fini del perfezionamento dell’operazione di aumento del capitale, la deliberazione assembleare con la quale è stato approvato l’incremento quantitativo del capitale è sicuramente necessaria ma non sufficiente, in quanto è pur sempre necessaria la dichiarazione di adesione dei soci ovvero, se prevista, anche dei terzi; detta dichiarazione si manifesta con la sottoscrizione di una quota dell’aumento deliberato, ed è diversa dalla manifestazione di voto espressa durante l’assemblea.
Quindi la deliberazione di aumento di capitale ben può configurarsi come una proposta e la sottoscrizione del socio o del terzo come una accettazione, secondo il classico schema del contratto di natura consensuale. Il versamento si riferisce alla fase esecutiva del contratto: dall’art.2444 c.c. si ricava che il contratto si perfeziona al momento della sottoscrizione, e quindi al momento della manifestazione del consenso e non al momento del versamento. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Tribunale Roma, 28 Giugno 2016.


Società per azioni - Aumento di capitale - Sottoscrizione - Deliberazione di aumento di capitale configurabile quale proposta e la sottoscrizione quale accettazione.
Il negozio di sottoscrizione dell'aumento di capitale ha natura consensuale e si perfeziona con lo scambio del consenso fra il socio sottoscrittore o il terzo e la società, per il tramite dell'organo amministrativo; la deliberazione di aumento di capitale ben può, quindi, configurarsi come una proposta e la sottoscrizione del socio o del terzo come una accettazione, secondo il classico schema del contratto di natura consensuale. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 31 Luglio 2015.


Società per azioni - Aumento di capitale - Adesione - Natura consensuale del contratto - Conferimento quale elemento della fase esecutiva e non già formativa del negozio.
Poiché il contratto di sottoscrizione dell'aumento di capitale si perfeziona per effetto del consenso manifestato dalle parti, è allora vero che il conferimento attiene alla fase esecutiva di un contratto già concluso ed il versamento deve essere inteso come obbligo del sottoscrittore e non come fatto attinente alla fase formativa del negozio. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 31 Luglio 2015.


Società per azioni - Aumento di capitale - Prescrizione di forma - Esclusione - Sottoscrizione mediante comportamenti concludenti.
La manifestazione di volontà del socio o del terzo di voler procedere alla sottoscrizione dell'aumento di capitale non è soggetta a forme particolari, non essendo al riguardo le stesse prescritte dalla legge, per cui l'esercizio di tale diritto può desumersi anche da comportamenti concludenti: l'importante è che l'esercizio del diritto avvenga nel termine previsto nella deliberazione assembleare. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 31 Luglio 2015.


Società per azioni - Aumento di capitale - Sottoscrizione da parte della pubblica amministrazione - Forma scritta - Necessità - Sottoscrizione comportamento concludente - Esclusione.
La regola della necessaria forma scritta, a pena di nullità, dei contratti nei quali sia parte una pubblica amministrazione è applicabile anche all'assunzione, da parte dello Stato o di enti pubblici, di partecipazioni in società di capitali perché tali partecipazioni, oltre che costituire negozi giuridici, comportano l'assunzione di impegni verso la società. (Nel caso di specie, si è ritenuto che la sottoscrizione dell'aumento di capitale non potesse avvenire da parte della Regione mediante comportamenti concludenti essendo, invece, necessaria una formalizzazione della sottoscrizione del capitale aumentato in atto scritto, in difetto del quale nessun rilievo e nessun effetto assumono eventuali comportamenti tenuti dal personale o dallo stesso Presidente dell'ente). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 31 Luglio 2015.


Società - Di capitali - Società per azioni - Costituzione - Modi di formazione del capitale - Modificazioni dell'atto costitutivo - Contenuto delle modificazioni - Aumento del capitale - Nuove azioni - In genere - Negozio di sottoscrizione dell'aumento di capitale - Natura - Consensuale..
Il negozio di sottoscrizione dell'aumento di capitale di una società per azioni ha natura consensuale, e non reale, essendo il versamento dei tre decimi del valore nominale delle azioni sottoscritte, previsto dall'art. 2439 cod. civ., come quello da effettuare al momento della costituzione della società (art. 2329 n. 2 cod. civ.) - rispetto al quale è ipotizzata la mora (art. 2334 comma secondo) e la cui mancanza dà luogo, se l'atto costitutivo venga ugualmente omologato, alla cosiddetta nullità della società (art. 2332 n. 6) - un'obbligazione derivante dal contratto e non elemento costitutivo dello stesso. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 26 Gennaio 1996, n. 611.