LIBRO QUINTO
Del lavoro
TITOLO V
Delle società
CAPO V
Della società per azioni
SEZIONE X
Delle modificazioni dello statuto

Art. 2438

Aumento di capitale
TESTO A FRONTE

I. Un aumento di capitale non può essere eseguito fino a che le azioni precedentemente emesse non siano interamente liberate.
II. In caso di violazione del precedente comma, gli amministratori sono solidalmente responsabili per i danni arrecati ai soci ed ai terzi. Restano in ogni caso salvi gli obblighi assunti con la sottoscrizione delle azioni emesse in violazione del precedente comma.

GIURISPRUDENZA

Società pubblica - Natura - Società in house - Fallibilità.
Se è vero che l'ente pubblico in linea di principio può partecipare alla società soltanto se la causa lucrativa sia compatibile con la realizzazione di un proprio interesse (secondo norme e vincoli resi più stringenti dal d.lgs. n.175 del 2016), una volta che comunque la società sia stata costituita, l'interesse che fa capo al socio pubblico si configura come di rilievo esclusivamente extrasociale, con la conseguenza che le società partecipate da una pubblica amministrazione hanno comunque natura privatistica (Cass. s.u. 17287/2006).

Il rapporto tra società ed ente è perciò di assoluta autonomia, non essendo consentito al secondo di incidere unilateralmente sullo svolgimento dello stesso rapporto e sull'attività della società mediante poteri autoritativi, ma solo avvalendosi degli strumenti previsti dal diritto societario e mediante la nomina dei componenti degli organi sociali. Né un eventuale abuso di tali poteri pubblicistici ovvero la previsione di accordi anche contrattuali tra società ed ente, in costanza del tipo societario operativo, possono farne aggirare il modello di responsabilità con efficacia verso i terzi, ciò altrimenti dipendendo, sostanzialmente, da imprevedibili scelte di mera convenienza, ancora una volta incompatibili con l'adozione a monte dell'istituto societario.

La disciplina di convivenza così sintetizzata permette, come efficacemente spiegato in dottrina, che le società a partecipazione pubblica siano assoggettate a regole analoghe a quelle applicabili ai soggetti pubblici nei settori di attività in cui assume rilievo preminente rispettivamente la natura sostanziale degli interessi pubblici coinvolti e la destinazione non privatistica della finanza d'intervento; saranno invece assoggettate alle normali regole privatistiche ai fini dell'organizzazione e del funzionamento. E ciò vale anche per l'istituzione, la modificazione e l'estinzione, ove gli atti propedeutici alla formazione della volontà negoziale dell'ente sono soggetti alla giurisdizione amministrativa, ma gli atti societari rientrano certamente nella giurisdizione del giudice ordinario. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Cassazione civile, sez. I, 07 Febbraio 2017.


Società  di capitali - Conferimenti - Versamento dei soci in conto di futuro aumento del capitale - Natura giuridica - Conferimenti atipici a titolo di mutuo - Ammissibilità - Interpretazione della volontà delle parti - Terminologià adottata nel bilancio - Rilevanza - Fondamento.
I versamenti effettuati dai soci della società in conto di futuro aumento di capitale, pur non determinando un incremento del capitale sociale e pur non attribuendo alle relative somme la condizione giuridica propria del capitale, hanno una causa che, di norma, è diversa da quella del mutuo essendo, invece, assimilabile a quella del capitale di rischio, con la conseguenza che anche tali versamenti vanno iscritti in bilancio non tra le passività ma come riserva nell'ambito del patrimonio netto.

Al fine di stabilire la natura del versamento effettuato dai soci e, quindi, di determinare l'esatta iscrizione della relativa posta in bilancio, si deve procedere ad un'interpretazione della volontà delle parti e, in difetto di una chiara manifestazione di volontà, dovranno essere considerati indici quali la terminologia adottata in bilancio, il modo in cui il rapporto è attuato in concreto e le finalità pratiche cui il finanziamento è diretto. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Tribunale Latina, 18 Novembre 2015.


Società per azioni - Aumento di capitale - Sottoscrizione - Deliberazione di aumento di capitale configurabile quale proposta e la sottoscrizione quale accettazione.
Il negozio di sottoscrizione dell'aumento di capitale ha natura consensuale e si perfeziona con lo scambio del consenso fra il socio sottoscrittore o il terzo e la società, per il tramite dell'organo amministrativo; la deliberazione di aumento di capitale ben può, quindi, configurarsi come una proposta e la sottoscrizione del socio o del terzo come una accettazione, secondo il classico schema del contratto di natura consensuale. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 31 Luglio 2015.


Società per azioni - Aumento di capitale - Adesione - Natura consensuale del contratto - Conferimento quale elemento della fase esecutiva e non già formativa del negozio.
Poiché il contratto di sottoscrizione dell'aumento di capitale si perfeziona per effetto del consenso manifestato dalle parti, è allora vero che il conferimento attiene alla fase esecutiva di un contratto già concluso ed il versamento deve essere inteso come obbligo del sottoscrittore e non come fatto attinente alla fase formativa del negozio. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 31 Luglio 2015.


Società per azioni - Aumento di capitale - Prescrizione di forma - Esclusione - Sottoscrizione mediante comportamenti concludenti.
La manifestazione di volontà del socio o del terzo di voler procedere alla sottoscrizione dell'aumento di capitale non è soggetta a forme particolari, non essendo al riguardo le stesse prescritte dalla legge, per cui l'esercizio di tale diritto può desumersi anche da comportamenti concludenti: l'importante è che l'esercizio del diritto avvenga nel termine previsto nella deliberazione assembleare. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 31 Luglio 2015.


Società per azioni - Aumento di capitale - Sottoscrizione da parte della pubblica amministrazione - Forma scritta - Necessità - Sottoscrizione comportamento concludente - Esclusione.
La regola della necessaria forma scritta, a pena di nullità, dei contratti nei quali sia parte una pubblica amministrazione è applicabile anche all'assunzione, da parte dello Stato o di enti pubblici, di partecipazioni in società di capitali perché tali partecipazioni, oltre che costituire negozi giuridici, comportano l'assunzione di impegni verso la società. (Nel caso di specie, si è ritenuto che la sottoscrizione dell'aumento di capitale non potesse avvenire da parte della Regione mediante comportamenti concludenti essendo, invece, necessaria una formalizzazione della sottoscrizione del capitale aumentato in atto scritto, in difetto del quale nessun rilievo e nessun effetto assumono eventuali comportamenti tenuti dal personale o dallo stesso Presidente dell'ente). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 31 Luglio 2015.


Responsabilità civile - In genere - Società - Aumento del capitale - Responsabilità dell'"advisor" per erronea fissazione del prezzo delle azioni da emettere - Natura - Conseguenze

Società - Di capitali - Società per azioni - Costituzione - Modi di formazione del capitale - Modificazioni dell'atto costitutivo - Contenuto delle modificazioni - Aumento del capitale - Nuove azioni - Conferimenti in natura - Responsabilità dell'"advisor" per erronea fissazione del prezzo delle azioni da emettere - Natura - Conseguenze
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La responsabilità d'una società di consulenza, per erronea fissazione del prezzo di emissione delle nuove azioni in occasione di un aumento del capitale sociale, da liberare mediante conferimento in natura di azioni di altra società da acquisire, ha natura contrattuale nei confronti di chi le ha conferito l'incarico, e natura extracontrattuale nei confronti dei terzi, non essendo configurabile rispetto a questi ultimi una "responsabilità da contatto sociale" della prima. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 11 Luglio 2012.


Società di capitali - Società per azioni - Costituzione - Modi di formazione del capitale - Conferimenti - Versamento dei soci in conto di futuro aumento del capitale - Natura giuridica - Conferimenti atipici a titolo di mutuo - Ammissibilità - Interpretazione della volontà delle parti - Terminologià adottata nel bilancio - Rilevanza - Fondamento.
I versamenti effettuati dai soci della società in conto di futuro aumento di capitale, pur non determinando un incremento del capitale sociale e pur non attribuendo alle relative somme la condizione giuridica propria del capitale, hanno una causa che, di norma, è diversa da quella del mutuo ed è assimilabile invece a quella di capitale di rischio; ciò non esclude, tuttavia, che tra la società ed i soci possa essere convenuta l'erogazione di un capitale di credito e che, quindi, i soci possano effettuare versamenti in favore della società a titolo di mutuo. Lo stabilire poi, in concreto, la natura del versamento, è questione di interpretazione, che, in difetto di una chiara manifestazione di volontà, ben può essere ricavata dalla terminologia adottata nel bilancio, poiché questo è soggetto all'approvazione dei soci e le qualificazioni che i versamenti hanno ricevuto diventano determinanti per stabilire se si controverta, appunto, di un finanziamento o di un conferimento. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 13 Agosto 2008, n. 21563.