LIBRO QUINTO
Del lavoro
TITOLO V
Delle società
CAPO V
Della società per azioni
SEZIONE VI Bis
Dell'amministrazione e del controllo
PARAGRAFO 3
Del collegio sindacale

Art. 2399

Cause d'ineleggibilità e di decadenza
TESTO A FRONTE

I. Non possono essere eletti alla carica di sindaco e, se eletti, decadono dall'ufficio:
a) coloro che si trovano nelle condizioni previste dall'articolo 2382;
b) il coniuge, i parenti e gli affini entro il quarto grado degli amministratori della società, gli amministratori, il coniuge, i parenti e gli affini entro il quarto grado degli amministratori delle società da questa controllate, delle società che la controllano e di quelle sottoposte a comune controllo;
c) coloro che sono legati alla società o alle società da questa controllate o alle società che la controllano o a quelle sottoposte a comune controllo da un rapporto di lavoro o da un rapporto continuativo di consulenza o di prestazione d'opera retribuita, ovvero da altri rapporti di natura patrimoniale che ne compromettano l'indipendenza.
II. La cancellazione o la sospensione dal registro dei revisori legali e delle società di revisione legale (1) e la perdita dei requisiti previsti dall'ultimo comma dell'articolo 2397 sono causa di decadenza dall'ufficio di sindaco.
III. Lo statuto può prevedere altre cause di ineleggibilità o decadenza, nonché cause di incompatibilità e limiti e criteri per il cumulo degli incarichi.


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(1) Le parole «dei revisori legali e delle società di revisione legale» hanno sostituito le parole «dei revisori contabili» in base all'art. 37, comma 6, del D. Lgs. 27 gennaio 2010, n. 39, pubb. in Gazz. Uff. n. 68 del 23 marzo 2010, suppl. ord. n. 58. La modifica ha effetto dal 7 aprile 2010.

GIURISPRUDENZA

Società – Collegio sindacale – Membro del collegio collaboratore autonomo del consulente fiscale della società – Condizione di ineleggibilità – Esclusione – Membro del collegio amministratore dello studio di consulenza fiscale della società – Condizione di ineleggibilità – Sussiste.
Il rapporto libero professionale con lo studio di consulenza della società di per sé non è sufficiente ad inficiare l’indipendenza del sindaco della società stessa.
Invece, il contemporaneo esercizio della funzione di amministratore dello studio e di sindaco della società integra ipotesi di ineleggibilità cd. residuale di cui alla lettera c) dell’art.2399 c.c.. [Nella fattispecie, è stato ammesso al passivo fallimentare della società il credito per il compenso del sindaco al tempo in cui era collaboratore, in libera professione, dello studio di consulenza fiscale della società in bonis, mentre è stato escluso il credito per il compenso del sindaco al tempo in cui lo stesso era amministratore del suddetto studio di consulenza.] (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Tribunale Bologna, 17 Gennaio 2017.


Collegio sindacale - Cause di ineleggibilità e di decadenza - Coniuge - Applicazione a rapporti familiari di fatto - Convivenza more uxorio con l'amministratore - Interpretazione estensiva - Ammissibilità - Interpretazione costituzionalmente orientata.
Deve ritenersi possibile una interpretazione estensiva dell'articolo 2399 c.c. che consenta l'applicazione di essa anche a rapporti familiari di fatto e, in particolare, a eventuali rapporti di convivenza more uxorio di uno dei sindaci con uno degli amministratori della società e ciò sulla base della considerazione che una tale convivenza costituisca comunque un "attentato" all'indipendenza del sindaco ben più grave rispetto, ad esempio, al rapporto di affinità che, invece, è ostativo all'assunzione della carica anche quando sia soltanto di quarto grado. Infatti, ritenere che, menzionando espressamente il rapporto di coniugio, il legislatore abbia inteso riferirsi anche a rapporti di convivenza more uxorio, non implica una applicazione analogica della norma di cui all'art. 2399 c.c. a fattispecie non previste, ma, più semplicemente, implica individuare quanto è già contenuto nella norma in coerenza con l'identità di ratio rispetto a quanto espressamente previsto (cfr., in particolare Cassazione civile sez. I, 1 settembre 1999, n. 9205): e tanto più ciò sembra ammissibile quando mediante l'interpretazione estensiva, è possibile dare una lettura costituzionalmente orientata della norma stessa, che, altrimenti, sembrerebbe porre una discriminazione "irragionevole" e per questo in contrasto con il principio costituzionale di uguaglianza. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 08 Gennaio 2014.


Società per azioni - Organi sociali - Collegio sindacale - Nomina - In genere - Cause di ineleggibilità e di decadenza - Rapporto di prestazione d'opera con la società - Indagine del giudice del merito - Contenuto - Prestazioni inerenti ad atti o vicende societarie di particolare importanza - Sufficienza - Esclusione - Complessiva ragguardevole consistenza rispetto all'ordinaria professione svolta dal sindaco - Valutazione - Necessità - Fattispecie.

Società per azioni - Organi sociali - Collegio sindacale - Nomina - In genere - Cause di ineleggibilità e di decadenza - Rapporto di prestazione d'opera con la società - Nozione - Lavoro subordinato - Necessità - Esclusione - Carattere oneroso e continuativo dell'attività professionale - Sufficienza - Fattispecie.
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In tema di società di capitali, ed ai fini dell'accertamento della sussistenza del vincolo di collaborazione continuativa previsto dall'art. 2399 cod. civ. (nel testo, applicabile "ratione temporis", anteriore al d.lgs. 17 gennaio 2003, n. 6) come causa di ineleggibilità alla carica di sindaco delle società per azioni, o di decadenza dall'ufficio in ipotesi di avvenuta elezione, l'inerenza ad atti o vicende societarie di particolare importanza costituisce soltanto un aspetto della rilevanza delle prestazioni su cui il giudice del merito deve svolgere la sua indagine, non risultando sufficiente che le stesse rivestano particolare interesse per il cliente, ma occorrendo anche che, complessivamente, esse assumano una ragguardevole consistenza in rapporto all'esercizio ordinario della professione da parte del sindaco. (Nella specie, la S.C. accogliendo il corrispondente motivo di impugnazione, ha ritenuto carente la sentenza impugnata che, essendosi limitata a dare atto della natura delle prestazioni rese e della consistenza del corrispettivo richiesto in termini assoluti, senza rapportarli al livello ed alla dimensione dell'attività normalmente svolta dal ricorrente ed ai relativi proventi, non consentiva la pur indispensabile verifica circa la concreta incidenza di tali prestazioni sull'indipendenza del sindaco).

In tema di società di capitali, il rapporto continuativo di prestazione di opera retribuita, sancito dall'art. 2399 cod. civ. (nel testo, applicabile "ratione temporis", anteriore al d.lgs. 17 gennaio 2003, n. 6) come causa di ineleggibilità alla carica di sindaco delle società per azioni, o di decadenza dall'ufficio in ipotesi di avvenuta elezione, è configurabile non soltanto in presenza di rapporti di lavoro subordinato, ma ogniqualvolta ricorra un legame riguardante lo svolgimento di attività professionali, rese anche nell'ambito di un rapporto di lavoro autonomo, a titolo oneroso e con carattere non saltuario nè occasionale (In applicazione di tale principio, la S.C., respingendo il corrispondente motivo di impugnazione, ha ritenuto concretamente incompatibile con la carica di sindaco della società poi fallita, invocata dal ricorrente quale ragione giustificativa del credito di cui aveva chiesto l'insinuazione al passivo del sopravvenuto fallimento di quest'ultima, la contemporanea, reiterata ed incisiva prestazione professionale da lui svolta, in un limitato arco di tempo e con l'intesa della sua onerosità, per conto della medesima società).
Cassazione civile, sez. I, 28 Marzo 2013, n. 7902.


Società per azioni - Organi sociali - Collegio sindacale - Nomina - Cause di ineleggibilità e di decadenza - Rapporto di prestazione d'opera con la società - Nozione - Lavoro subordinato - Necessità - Esclusione - Carattere oneroso e continuativo dell'attività professionale - Sufficienza - Fattispecie..
In tema di società di capitali, il rapporto continuativo di prestazione di opera retribuita, sancito dall'art. 2399 cod. civ. (nel testo, applicabile "ratione temporis", anteriore al d.lgs. 17 gennaio 2003, n. 6) come causa di ineleggibilità alla carica di sindaco delle società per azioni, o di decadenza dall'ufficio in ipotesi di avvenuta elezione, è configurabile non soltanto in presenza di rapporti di lavoro subordinato, ma ogniqualvolta ricorra un legame riguardante lo svolgimento di attività professionali, rese anche nell'ambito di un rapporto di lavoro autonomo, a titolo oneroso e con carattere non saltuario nè occasionale (In applicazione di tale principio, la S.C., respingendo il corrispondente motivo di impugnazione, ha ritenuto concretamente incompatibile con la carica di sindaco della società poi fallita, invocata dal ricorrente quale ragione giustificativa del credito di cui aveva chiesto l'insinuazione al passivo del sopravvenuto fallimento di quest'ultima, la contemporanea, reiterata ed incisiva prestazione professionale da lui svolta, in un limitato arco di tempo e con l'intesa della sua onerosità, per conto della medesima società). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 28 Marzo 2013, n. 7902.