LIBRO QUINTO
Del lavoro
TITOLO V
Delle società
CAPO V
Della società per azioni
SEZIONE VI Bis
Dell'amministrazione e del controllo
PARAGRAFO 2
Degli amministratori

Art. 2388

Validità delle deliberazioni del consiglio
TESTO A FRONTE

I. Per la validità delle deliberazioni del consiglio di amministrazione è necessaria la presenza della maggioranza degli amministratori in carica, quando lo statuto non richiede un maggior numero di presenti. Lo statuto può prevedere che la presenza alle riunioni del consiglio avvenga anche mediante mezzi di telecomunicazione.
II. Le deliberazioni del consiglio di amministrazione sono prese a maggioranza assoluta dei presenti, salvo diversa disposizione dello statuto.
III. Il voto non può essere dato per rappresentanza.
IV. Le deliberazioni che non sono prese in conformità della legge o dello statuto possono essere impugnate solo dal collegio sindacale e dagli amministratori assenti o dissenzienti entro novanta giorni dalla data della deliberazione; si applica in quanto compatibile l'articolo 2378. Possono essere altresì impugnate dai soci le deliberazioni lesive dei loro diritti; si applicano in tal caso, in quanto compatibili, gli articoli 2377 e 2378.
V. In ogni caso sono salvi i diritti acquistati in buona fede dai terzi in base ad atti compiuti in esecuzione delle deliberazioni.

GIURISPRUDENZA

Denunzia al Tribunale ex art. 2409 c.c. per sospetto di gravi irregolarità nella gestione di una società – Rapporto dell’istituto con le impugnative delle delibere dell’Assemblea dei Soci e del Consiglio di Amministrazione – Non sovrapponibilità o alternatività.
Lo strumento del ricorso ex art. 2409 c.c. non costituisce una tutela sovrapponibile o alternativa a quella che può essere ottenuta con l’impugnazione delle delibere dell’assemblea dei soci (ex art 2377 c.c.) e del consiglio di amministrazione (ex art. 2388, quarto comma, c.c.). (Giorgio Barbieri) (Gaetano Anzani) (riproduzione riservata) Tribunale Bologna, 20 Giugno 2017.


Società cooperativa - Ricorso cautelare ante causam per la sospensione di delibera del consiglio di amministrazione - Omessa proposizione dell’azione di nullità o di annullamento - Inammissibilità.
Il provvedimento di sospensione della delibera (funzionale a conseguire anticipatamente parte degli effetti dell’azione di nullità di cui all’articolo 2378 c.c.) può essere adottato dal presidente del tribunale o dal giudice istruttore solo nel caso in cui sia stata proposta, nelle forme del processo ordinario di cognizione, l’impugnazione avverso la deliberazione di cui venga assunta la contrarietà alla legge, all’atto costitutivo o allo statuto e ciò in quanto il terzo comma dell’articolo 2378 c.c. prevede espressamente che il ricorso cautelare debba essere depositato contestualmente al deposito anche in copia della citazione; deve, pertanto, essere dichiarato inammissibile il ricorso ante causam ex articolo 700 c.p.c. che non sia accompagnato dalla proposizione della menzionata azione di nullità o di annullamento della delibera. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 03 Agosto 2016.


Impugnativa delle delibere del consiglio di amministrazione – Invalidità – Decadenza – Decorrenza – Dies a quo.
In tema di impugnazione delle deliberazioni del consiglio di amministrazione, l’art. 2388, comma IV, c.c., richiamando gli artt. 2377 e 2378 c.c. e non l’art. 2379 c.c., ha inteso uniformare il regime di invalidità delle delibere consiliari riconoscendo quale unica causa invalidante la non conformità alla legge o allo statuto e, altresì, introdurre un chiaro e netto limite temporale di novanta giorni, decorrenti dalla delibera, entro cui i soggetti legittimati possono farla valere, al fine di contemperare le esigenze di tutela degli azionisti con quelle di stabilità e certezza dell’attività gestoria. (Maria Giulia Musardo) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 17 Aprile 2014.


Impugnativa delle delibere del consiglio di amministrazione - Invalidità - Decadenza - Decorrenza - Dies a quo

Fondi comuni immobiliari di investimento - Sottovalutazione del patrimonio - Danno patrimoniale al quotista - Evento specifico che incida sulla consistenza reale del patrimonio - Necessità
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In tema di impugnazione delle deliberazioni del consiglio di amministrazione, l’art. 2388, comma IV, c.c., richiamando gli artt. 2377 e 2378 c.c. e non l’art. 2379 c.c., ha inteso uniformare il regime di invalidità delle delibere consiliari riconoscendo quale unica causa invalidante la non conformità alla legge o allo statuto e, altresì, introdurre un chiaro e netto limite temporale di novanta giorni, decorrenti dalla delibera, entro cui i soggetti legittimati possono farla valere, al fine di contemperare le esigenze di tutela degli azionisti con quelle di stabilità e certezza dell’attività gestoria. (Maria Giulia Musardo) (riproduzione riservata)

La sottovalutazione del patrimonio immobiliare del fondo non è causa di per sé di un danno in termini di diminuzione del patrimonio del quotista, in quanto il patrimonio immobiliare del fondo ha una consistenza immutata, a prescindere dalla sua eventuale errata valorizzazione; conseguentemente, in mancanza di un evento specifico che incida sulla consistenza reale (e non sulla valorizzazione contabile) del detto patrimonio, il quotista non può lamentare un danno patrimoniale né chiedere l'accertamento della responsabilità di chi l'avrebbe causato. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Tribunale Milano, 17 Aprile 2014.


Società per azioni - Consiglio di amministrazione - Validità delle deliberazioni - Voto dirimente del presidente del consiglio di amministrazione - Previsione statutaria - Necessità.

Società per azioni - Consiglio di amministrazione - Validità delle deliberazioni - Contributo decisivo del supporto tecnico del legale di uno dei consiglieri - Illegittimità.
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È invalida la delibera del consiglio di amministrazione adottata con il voto dirimente del presidente qualora tale possibilità non sia espressamente prevista dallo statuto. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

È illegittima la delibera del consiglio di amministrazione alla cui adozione abbia contribuito in maniera decisiva il supporto tecnico del legale di uno dei consiglieri. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Tribunale Verona, 24 Luglio 2012.


Società per azioni – Delibere del consiglio di amministrazione – Impugnazione – Legittimazione di terzi ad ottenere la sospensione cautelare delle delibere – Esclusione..
L’articolo 2388, codice civile, prevede che le delibere del consiglio di amministrazione possono essere impugnate solo dal collegio sindacale e dagli amministratori assenti o dissenzienti nonché dai soci che ritengano lesi i loro diritti. Ne consegue che altri soggetti, pur interessati agli effetti di detti atti, non sono legittimati nemmeno ad agire in sede cautelare per ottenere la sospensione delle deliberazioni in questione. (Franco Benasi) (riproduzione riservata) Tribunale Napoli, 04 Agosto 2010.


Società per azioni – Delibere del consiglio di amministrazione – Impugnazione – Legittimazione di terzi ad ottenere la sospensione cautelare delle delibere – Esclusione..
L’articolo 2388, codice civile, prevede che le delibere del consiglio di amministrazione possono essere impugnate solo dal collegio sindacale e dagli amministratori assenti o dissenzienti nonché dai soci che ritengano lesi i loro diritti. Ne consegue che altri soggetti, pur interessati agli effetti di detti atti, non sono legittimati nemmeno ad agire in sede cautelare per ottenere la sospensione delle deliberazioni in questione. (Franco Benasi) (riproduzione riservata) Tribunale Napoli, 04 Agosto 2010.