LIBRO QUINTO
Del lavoro
TITOLO V
Delle società
CAPO V
Della società per azioni
SEZIONE VI
Dell'assemblea

Art. 2368

Costituzione dell'assemblea e validità delle deliberazioni
TESTO A FRONTE

I. L'assemblea ordinaria è regolarmente costituita quando e rappresentata almeno la metà del capitale sociale, escluse dal computo le azioni prive del diritto di voto nell'assemblea medesima. Essa delibera a maggioranza assoluta, salvo che lo statuto richieda una maggioranza più elevata. Per la nomina alle cariche sociali lo statuto può stabilire norme particolari (1).
II. L'assemblea straordinaria delibera con il voto favorevole di più della metà del capitale sociale, se lo statuto non richiede una maggioranza più elevata. Nelle società che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio l'assemblea straordinaria è regolarmente costituita quando è rappresentata almeno la metà del capitale sociale o la maggiore percentuale prevista dallo statuto e delibera con il voto favorevole di almeno i due terzi del capitale rappresentato in assemblea (2).
III. Salvo diversa disposizione di legge le azioni per le quali non può essere esercitato il diritto di voto sono computate ai fini della regolare costituzione dell'assemblea. Le medesime azioni e quelle per le quali il diritto di voto non è stato esercitato a seguito della dichiarazione del soggetto al quale spetta il diritto di voto di astenersi per conflitto di interessi non sono computate ai fini del calcolo della maggioranza e della quota di capitale richiesta per l'approvazione della deliberazione (3).


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(1) Le parole: «con l'intervento di tanti soci che rappresentino» sono sostituite dalle parole «quando e rappresentata» dall'art. 1, comma 3, del d.lgs. 27 gennaio 2010 n. 27
(2) Comma modificato dall'art. 1, comma 3, del d.lgs. 27 gennaio 2010 n. 27. Questo il testo precedente: «L'assemblea straordinaria delibera con il voto favorevole di tanti soci che rappresentino più della metà del capitale sociale, se lo statuto non richiede una maggioranza più elevata. Nelle società che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio l'assemblea straordinaria è regolarmente costituita con la presenza di tanti soci che rappresentino almeno la metà del capitale sociale o la maggiore percentuale prevista dallo statuto e delibera con il voto favorevole di almeno i due terzi del capitale rappresentato in assemblea».
(3) La parola «socio» è stata sostituita dalle parole «soggetto al quale spetta il diritto di voto» dall'art. 1, comma 3, del d.lgs. 27 gennaio 2010 n. 27.

GIURISPRUDENZA

Società – Società per azioni – Voto di lista – Società non quotate – Clausola statutaria relativa alla nomina degli amministratori – Interpretazione – Metodo d’Hont
 
Società – Società per azioni – Voto di lista – Società non quotate – Clausola statutaria relativa alla nomina degli amministratori – Metodo d’Hont – Divieto di somma dei quozienti
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E’ una clausola che prevede l’elezione del consiglio di amministrazione secondo il metodo proporzionale c.d. d’Hont quella secondo la quale «[l]’intero consiglio di amministrazione viene nominato sulla base di liste presentate dai soci e nelle quali i candidati devono essere indicati mediante un numero progressivo (…). Ogni lista dovrà contenere un numero di candidati non superiore al numero di consiglieri previsto» nello statuto. «Avranno diritto a presentare le liste soltanto i soci che – da soli o insieme ad altri soci- rappresentino almeno il 10% delle azioni aventi il diritto di voto nell’assemblea ordinaria. (…) Ogni avente diritto al voto potrà votare una sola lista. All’elezione dei membri del consiglio di amministrazione si procederà come segue: a) il numero complessivo dei voti ottenuti da ciascuna lista sarà diviso per ciascun numero progressivo assegnato ai candidati indicati nella lista stessa; b) i quozienti così ottenuti saranno assegnati progressivamente ai candidati delle rispettive liste, nell’ordine in esse previsto, e sarà stilata un’unica graduatoria decrescente; c) risulteranno eletti coloro che avranno ottenuto i quozienti più elevati». (Rolandino Guidotti) (Barbara Verri) (riproduzione riservata)

In presenza di detta clausola statutaria ai fini della redazione delle graduatoria finale rivolta a determinare gli eletti –e quindi gli  amministratori che risultano vincitori– non possono essere sommati i quozienti che il medesimo amministratore, indicato in più liste, ha ottenuto in liste diverse perché se così si facesse non solo si elimina il principio delle liste concorrenti ma, andando contro il principio di democrazia interna, si falserebbe la stessa volontà di chi quelle liste ha presentato, in quanto il quoziente realizzato da ogni candidato all’interno di liste diverse dipende proprio dalla posizione di questi nella lista presentata. La sommatoria dei quozienti comporta quindi una violazione del significato del sistema a liste contrapposte e non risulta maggiormente democratico ma al contrario modifica la volontà espressa dai soci presentatori di ogni singola lista, perché permette di falsare il significato della posizione attribuita ad ogni candidato nella lista; è necessario quindi lasciar distinti i diversi quozienti risultanti dai voti di ciascuna lista che non possono essere mai sommati. (Rolandino Guidotti) (Barbara Verri) (riproduzione riservata)
Tribunale Genova, 12 Settembre 2017.


Sanzioni amministrative - Principi comuni - Ambito di applicazione - Sanzione amministrativa - Principio di specialità - In genere.
Gli artt. 2368 c.c. e 190 del TUF, quest'ultimo in relazione al precedente art. 10, puniscono entrambi, il primo sotto il profilo penale, il secondo sotto l'aspetto amministrativo, la medesima condotta, consistente nella trasmissione alla CONSOB di una relazione, dal contenuto non veritiero, inerente verifiche di conformità sul collocamento di un prestito obbligazionario, con conseguente applicazione della sola disciplina penale, ex art. 9, comma 1, della l. n. 689 del 1981. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 05 Aprile 2017, n. 8855.


Società per azioni - Organi sociali - Assemblea dei soci - Costituzione - Indicazione nominativa dei soci partecipanti all'assemblea - Necessità - Ragioni - Foglio allegato al verbale - Possibilità - Mancanza - Conseguenze - Annullabilità della delibera.
L’indicazione nominativa dei partecipanti e dei votanti ad un’assemblea di società per azioni consente di verificare se i voti siano stati validamente espressi dai soggetti a ciò legittimati ed è, quindi, necessaria per ricostruire la genesi del processo deliberativo ed accertare la validità delle determinazioni assunte. Ne consegue che, ove manchi la relativa documentazione (anche in foglio separato, purché “allegato” al verbale, in modo da farne parte integrante, e cioè richiamato ovvero allo stesso materialmente unito), la delibera è annullabile. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 12 Gennaio 2017, n. 603.


Società di capitali - Delibera assembleare - Impugnazione - Citazione - Illegittimità formale e sostanziale - Natura anche processuale del termine - Sospensione feriale dei termini.
L'impugnazione della deliberazione assembleare, da proporsi mediante citazione, rappresenta l'unico rimedio accordato al socio per far valere l'illegittimità del provvedimento, nel caso in cui ne contesti la validità sotto il profilo formale e sostanziale. Pertanto, il termine previsto dal codice civile per la proposizione dell'impugnazione assume natura, oltre che sostanziale, anche processuale, con la conseguenza che esso resta soggetto alla sospensione durante il periodo feriale a norma dell'articolo 1 della legge 7 ottobre 1969 n. 742. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 31 Luglio 2015.


Società e associazioni - Organi collegiali - Discussione di argomenti non inseriti all'ordine del giorno - Onere di contestazione dei componenti non tempestivamente informati - Discussione nel merito - Sanatoria del vizio di errata convocazione dell'organo - Fattispecie - Abbandono della seduta prima della votazione.
Comporta la sanatoria del vizio afferente la convocazione dell'organo collegiale il comportamento assunto dai componenti (nella specie consiglio direttivo Confapi) che, al momento della discussione della proposta del presidente di adottare una determinata decisione, non hanno evidenziato l'incompletezza dell'ordine del giorno. Infatti, in ipotesi di discussione su un argomento non indicato nell'ordine del giorno, il soggetto che partecipa ai lavori dell'organo collegiale ha l'onere di dichiarare di non essere adeguatamente informato su quello specifico argomento e di richiedere all'assemblea di soprassedere alla relativa discussione. Egli non può dapprima partecipare ai lavori entrando nel merito della vicenda per poi successivamente, in sede di impugnativa della deliberazione, far valere il vizio afferente alla convocazione, poiché un tale comportamento costituisce violazione del divieto, di ordine generale, di venire contro factum proprium che, a sua volta, è espressione del divieto di abusare di un proprio diritto attraverso un uso strumentale di esso. (Nel caso di specie, il consiglio direttivo aveva provveduto all'avvio di un procedimento disciplinare nei confronti del direttore generale dell'associazione nonché alla revoca e sostituzione del medesimo; il Tribunale di Roma, in prima istanza e quindi in sede di reclamo, rilevava che i consiglieri, i quali avevano addotto di non essere stati adeguatamente informati degli argomenti all'ordine del giorno e di non aver pertanto avuto il tempo di ponderare la gravità delle conseguenze e degli effetti della decisione proposta, avevano partecipato alla discussione omettendo far rilevare di non essere stati adeguatamente informati ed avevano infine abbandonato la seduta, in segno di protesta, poco prima della votazione). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 28 Febbraio 2014.


Società a responsabilità limitata – Socio – Deliberazioni assembleari – Assemblea – Intervento – Morosità per conferimenti – Morosità per altre obbligazioni – Rilevanza.

Società a responsabilità limitata – Socio – Deliberazioni assembleari – Assemblea – Intervento – Voto – Morosità – Rilevanza.
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Nelle società a responsabilità limitata non trova applicazione la disposizione di cui all’art. 2466, comma 4, c.c., che vieta al socio “moroso” di partecipare alle decisioni dei soci, in quanto la norma de qua è applicabile nel caso in cui difetti l'esecuzione dei conferimenti di capitale di rischio, non anche di altre obbligazioni. (Nel caso di specie, è stato affermato che non trova applicazione nel caso di inadempimento di obbligazioni aventi per oggetto il versamento, da parte dei soci, di somme a titolo di finanziamento, ipotesi nella quale può parlarsi, al più, di mancata esecuzione di conferimenti di capitale di credito). (Giuseppe Caramia) (riproduzione riservata)

Alla società a responsabilità limitata è da ritenersi applicabile il novellato art. 2368, comma 2, c.c., sicché il socio moroso ha diritto di intervento in assemblea e deve essere computato per il calcolo del quorum costitutivo, ancorché la sua presenza non debba essere computata per il calcolo delle maggioranze e della quota di capitale richiesta per l’approvazione delle deliberazioni. (Giuseppe Caramia) (riproduzione riservata)
Tribunale Bari, 15 Luglio 2013.