LIBRO QUINTO
Del lavoro
TITOLO V
Delle società
CAPO V
Della società per azioni
SEZIONE VI
Dell'assemblea

Art. 2367

Convocazione su richiesta di soci
TESTO A FRONTE

I. Gli amministratori o il consiglio di gestione devono convocare senza ritardo l'assemblea, quando ne è fatta domanda da tanti soci che rappresentino almeno il ventesimo del capitale sociale nelle società che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio e il decimo del capitale sociale nelle altre o la minore percentuale prevista nello statuto, e nella domanda sono indicati gli argomenti da trattare (1).
II. Se gli amministratori o il consiglio di gestione, oppure in loro vece i sindaci o il consiglio di sorveglianza o il comitato per il controllo sulla gestione, non provvedono, il tribunale, sentiti i componenti degli organi amministrativi e di controllo, ove il rifiuto di provvedere risulti ingiustificato, ordina con decreto la convocazione dell'assemblea, designando la persona che deve presiederla.
III. La convocazione su richiesta di soci non è ammessa per argomenti sui quali l'assemblea delibera, a norma di legge, su proposta degli amministratori o sulla base di un progetto o di una relazione da essi predisposta.


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(1) L'art. 1, comma 2, del d.lgs. 27 gennaio 2010 n. 27 ha sostituito le parole: «almeno il decimo del capitale sociale» sono state sostituite dalle parole: «almeno il ventesimo del capitale sociale nelle società che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio e il decimo del capitale sociale nelle altre».

GIURISPRUDENZA

Società di capitali – Società per azioni – Convocazione assemblea soci ex art. 2367 cod. civ. – Competenza inderogabile della sezione specializzata per le imprese – Sussistenza.
L’art. 3, comma 2, d.lgs. 27 giugno 2003, n. 168 come modificato dalla legge 24 marzo 2012, n. 27, stabilisce che le istituite “Sezioni specializzate in materia di imprese” sono altresì competenti per la materia “societaria”, per tale intendendosi non solo le “cause” ma anche i “procedimenti” (così includendosi tutta l’area dei procedimenti di c.d. volontaria giurisdizione non indicati nell’originaria formulazione del decreto legge) relativi non soltanto alle società per azioni e alle società in accomandita per azioni, ma anche alle società a responsabilità limitata, alle società cooperative ed alle società europee. Pertanto, il Tribunale ove non è istituita sezione specializzata erroneamente investito di causa avente per oggetto una delle materie sopra indicate dovrà certamente declinare, con ordinanza (per come stabilito dalla l. 18 giugno 2009, n. 69) ovvero con sentenza (negli altri residui casi in cui la pronunzia di incompetenza deve avvenire con tale atto), la propria competenza in favore del Tribunale ove la sezione specializzata è invece istituita (tra le tante, Cassazione civ., Sez. VI, 23 settembre 2013, n. 21762). (Luca Caravella) (riproduzione riservata) Tribunale Napoli Nord, 24 Gennaio 2017.


Società a responsabilità limitata – Potere del socio di convocazione dell’assemblea – Presupposti – Soci titolari di un terzo del capitale sociale – Limiti – Inerzia dell’organo gestorio.
L'attribuzione, di cui all’art. 2479 c.c., ai soci di società a responsabilità limitata, rappresentanti un terzo del capitale sociale, di sottoporre argomenti alla discussione dell'assemblea dei soci, comporta altresì, per via estensiva, il potere di convocazione diretta dell'assemblea su quegli stessi argomenti.
 
Il potere dei soci qualificati di convocare l’assemblea sussiste anche nel caso in cui lo statuto ne demanda la convocazione al solo organo gestorio, tenuto conto che la disposizione di cui all’art. 2479, comma 1, c.c. costituisce regola di garanzia inderogabile, e il rinvio ivi previsto all’atto costitutivo per la disciplina dei “modi di convocazione dell’assemblea” appare piuttosto riferibile alle sole modalità di convocazione in senso stretto, in quanto destinate ad assicurare la tempestiva comunicazione degli argomenti da trattare (mezzo di comunicazione, termini, ecc.), come denotato dalla disciplina contenuta nella seconda parte dello stesso primo comma, che regola appunto tali strette modalità per l’ipotesi di silenzio dell’atto costitutivo (Trib. Milano, 10 novembre 2014 che richiama, in termini, Trib. Milano 11 novembre 2013). D’altra parte, una volta esclusa la possibilità, per il socio di minoranza, di ricorrere al tribunale perché disponga la convocazione, ove lo statuto riservasse il potere di convocazione dell’assemblea all’organo gestorio, il socio di minoranza qualificata non avrebbe alcuno strumento di tutela a fronte dell’inerzia o dell’ostruzionismo dell’amministratore.

Il potere dei soci titolari di un terzo del capitale sociale di convocare l’assemblea trova tuttavia il proprio limite nell’inerzia dell’organo gestorio, sicchè la facoltà di procedere direttamente alla convocazione presuppone che il socio abbia sollecitato l’esercizio del relativo compito all’organo gestorio.

Deve pertanto escludersi che il socio possa avvalersi del potere in argomento in contrasto con la legittima attività dell’amministratore; per converso, però, una volta che il socio abbia convocato, a seguito del comportamento omissivo dell’organo gestorio, l’assemblea, gli amministratori non potranno procedere a revocare la convocazione medesima ovvero a convocare, in contrasto con quella convocata dal socio, una diversa assemblea. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Tribunale Roma, 22 Settembre 2016.


Sentenza di annullamento - Delibere assembleari - Efficacia retroattiva - Passaggio in giudicato - Necessità.
Le sentenze di annullamento, ivi comprese quelle di delibere assembleari, hanno natura ed efficacia costitutiva, con la conseguenza che le stesse producono effetti retroattivi solo a seguito del passaggio in giudicato. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 23 Febbraio 2015.


Annullamento di delibere assembleari - Efficacia retroattiva della sentenza di annullamento - Limiti dei rapporti medio tempore sorti.
La efficacia retroattiva delle sentenze di annullamento passate in giudicato incontra i limiti dei rapporti medio tempore sorti. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 23 Febbraio 2015.


Cause di scioglimento obbligatorio delle società di capitali – Impossibilità di funzionamento della società – Continua inattività dell’assemblea – Art. 2484 c.c. – Accertamento giudiziale della causa di scioglimento della società – Mancata convocazione dell’assemblea per un tempo rilevante – Impossibilità di ricorso al tribunale – Convocazione su richiesta dei soci – Deliberazione sulla base di progetto o relazione predisposti dagli amministratori – Art. 2367 c.c...
In materia di cause di scioglimento della società, può integrare la causa di scioglimento ex art. 2484 I co. n. 3 c.c. la mancata convocazione dell’assemblea per un tempo rilevante allorquando non sia possibile ai soci, nel caso di inerzia dell’organo amministrativo, far intervenire in sostituzione il tribunale ex art. 2367 c.c., come è nel caso di argomenti sui quali l’assemblea delibera, a norma di legge, su proposta degli amministratori o sulla base di un progetto o relazione da essi predisposta, come nel caso dell’approvazione del bilancio. (Vincenzo Cannarozzo, Federico Mincao) (riproduzione riservata) Tribunale Padova, 09 Aprile 2013.