LIBRO QUINTO
Del lavoro
TITOLO V
Delle società
CAPO V
Della società per azioni
SEZIONE V
Delle azioni e di altri strumenti finanziari partecipativi

Art. 2352

Pegno, usufrutto e sequestro delle azioni
TESTO A FRONTE

I. Nel caso di pegno o usufrutto sulle azioni, il diritto di voto spetta, salvo convenzione contraria, al creditore pignoratizio o all'usufruttuario. Nel caso di sequestro delle azioni il diritto di voto è esercitato dal custode.
II. Se le azioni attribuiscono un diritto di opzione, questo spetta al socio ed al medesimo sono attribuite le azioni in base ad esso sottoscritte. Qualora il socio non provveda almeno tre giorni prima della scadenza al versamento delle somme necessarie per l'esercizio del diritto di opzione e qualora gli altri soci non si offrano di acquistarlo, questo deve essere alienato per suo conto a mezzo banca od intermediario autorizzato alla negoziazione nei mercati regolamentati.
III. Nel caso di aumento del capitale sociale ai sensi dell'articolo 2442, il pegno, l'usufrutto o il sequestro si estendono alle azioni di nuova emissione.
IV. Se sono richiesti versamenti sulle azioni, nel caso di pegno, il socio deve provvedere al versamento delle somme necessarie almeno tre giorni prima della scadenza; in mancanza il creditore pignoratizio può vendere le azioni nel modo stabilito dal secondo comma del presente articolo. Nel caso di usufrutto, l'usufruttuario deve provvedere al versamento, salvo il suo diritto alla restituzione al termine dell'usufrutto.
V. Se l'usufrutto spetta a più persone, si applica il secondo comma dell'articolo 2347.
VI. Salvo che dal titolo o dal provvedimento del giudice risulti diversamente, i diritti amministrativi diversi da quelli previsti nel presente articolo spettano, nel caso di pegno o di usufrutto, sia al socio sia al creditore pignoratizio o all'usufruttuario; nel caso di sequestro sono esercitati dal custode.

GIURISPRUDENZA

Società di capitali – Sequestro conservativo partecipazioni societarie – Attuazione – Nomina Custode – Competenza Giudice della cautela e del merito – Sussistenza.
Il sequestro conservativo, quale misura cautelare destinata alla conservazione della garanzia patrimoniale del creditore nel tempo necessario all’accertamento giudiziale delle sue pretese, ha natura ontologicamente diversa rispetto a quella delle misure adottate in sede di procedura esecutiva, di guisa che il rinvio previsto dal legislatore, ex art. 678 c.p.c., alle forme del pignoramento presso il debitore e presso i terzi, è da intendersi alle sole sue modalità attuative. (Nicola Carchia) (Riproduzione riservata)

Competente a decidere sull’attuazione del sequestro e sulla nomina dell’eventuale custode, ove resa opportuna e/o necessaria dalla natura dei beni sottoposti a misura è, prima, il giudice della cautela e, poi, quello del processo di merito, ai sensi dell’art. 669 duodecies c.p.c., ben potendo detta nomina – anche ove espressamente prevista per la sola ipotesi di sequestro giudiziario - effettuarsi anche nell’ipotesi di sequestro conservativo delle partecipazioni societarie. (Nicola Carchia) (Riproduzione riservata)

A tale conclusione induce, in particolare, i) l’estensione e la natura della garanzia patrimoniale generica del debitore riguardante un’entità dinamica, composti di tutti i beni presenti e futuri del predetto; ii) la natura delle partecipazioni societarie, considerate quali beni mobili comprensivi di diritti patrimoniali e/o amministrativi, strumentali a garantire il valore e/o la consistenza valore; iii) la natura dei poteri/doveri del custode; iv) le previsioni normative di cui agli artt. 2352 e 2471 bis che, senza distinguere tra sequestro giudiziario o conservativo, attribuiscono al custode i diritti di voto ed i diritti amministrativi derivanti dalle partecipazioni societarie. (Nicola Carchia) (Riproduzione riservata)
Tribunale Napoli, 11 Dicembre 2017.


Pegno di azioni di società quotata - Aumento di capitale - Diritti di opzione - Mancato esercizio - Alienazione - Corrispettivo - Spettanza al debitore pignoratizio - Affermazione.
L'art. 2352 c.c. non prevede disposizioni espresse circa la sorte della garanzia in caso di vendita di diritti dei opzione spettanti, in caso di aumento di capitale, ad azioni conferite in pegno. Ciò nondimeno il riconoscimento al socio delle azioni optate (in caso di esercizio dell'opzione) e l'inciso "per suo conto" contenuto nel co. 2 della predetta norma, fanno desumere la volontà del legislatore di attribuire al socio debitore sia le azioni optate, sia il ricavato dalla vendita del diritto di opzione, liberi da pegno, in conformità agli interessi che vengono in rilievo in caso di aumento oneroso del capitale sociale: l'interesse del socio ad ottenere un'utilità patrimoniale libera da vincoli, sottoscrivendo le nuove azioni od incamerando il corrispettivo della vendita, e quello del creditore che non necessariamente vede con ciò diminuita la sua garanzia e che, nel caso solo eventuale in cui ciò accada, potrà avvalersi dei rimedi generali (art. 2743 c.c.). (Marco De Cristofaro) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 29 Marzo 2016.


Sequestro in generale di un diritto menzionato in un titolo di credito – Annotazione del vincolo sul titolo e sul libro soci – Necessità esclusivamente ai fini dell’opponibilità a terzi cessionari non legittimati..
Il combinato disposto degli artt. 1997, 2024 e 2022, comma 3, c.c. stabilisce che il sequestro di un diritto menzionato in un titolo di credito non ha effetto nei confronti dell’emittente se non si attua sul titolo e che tale attuazione avviene mediante annotazione a cura e responsabilità della società emittente. Le dette annotazioni sul titolo e sul libro soci servono, tuttavia, solo affinché la società emittente possa rendere opponibile il vincolo a terzi cessionari nei modi previsti nei termini di legge. (Edgardo Riccardi) (riproduzione riservata) Tribunale Nola, 14 Maggio 2013.


Sequestro conservativo avente ad oggetto partecipazioni detenute da società lussemburghesi – Giurisdizione italiana – Sussistenza – criteri di collegamento..
Sussiste, ai sensi dell’articolo 10 legge 218/95, la giurisdizione italiana in relazione al ricorso per sequestro conservativo di partecipazioni societarie detenute da società lussemburghesi in società italiane, trattandosi di provvedimento cautelare che deve essere eseguito in Italia. (Francesco Dialti) (riproduzione riservata) Tribunale Savona, 15 Novembre 2012.


Pignoramento di quote di S.r.l. - Legittimazione del socio pignorato ad impugnare le deliberazioni assembleari invalide - Sussistenza - Legittimazione concorrente del creditore pignoratizio - Sussistenza - Esercizio da parte del creditore pignoratizio dei diritti amministrativi indicati dall’art. 2352 c.c...
Spettano sia al socio sia al creditore pignoratizio i diritti amministrativi diversi da quelli previsti dall’art. 2352 c.c.. Per quanto, infatti, la dottrina non sia univoca sull’applicabilità dell’art. 2352 c.c. alla titolarità disgiunta del diritto di impugnare le delibere assembleari ex art. 2377 c.c., non pare si possa dubitare che in caso di azione di nullità essa competa ad entrambe le parti del rapporto dominicale. (Raffaella Argenzio) (riproduzione riservata) Tribunale Napoli, 14 Settembre 2011.


Procedimento civile – Integrità del contraddittorio – Società a responsabilità limitata sottoposta a misura di prevenzione del sequestro di quote – Permanenza capacità giuridica e processuale a mezzo del proprio legale rappresentante..
Nel caso di provvedimento di sequestro di quote di una società a responsabilità limitata adottato in sede di misure di prevenzione, il sequestro incide sulle quote sociali ma non priva l’ente della capacità giuridica e d’agire a mezzo del proprio legale rappresentante. (Luca Caputo) (riproduzione riservata) Tribunale Santa Maria Capua Vetere, 09 Agosto 2011.


Procedimento civile – Integrità del contraddittorio – Società a responsabilità limitata sottoposta a misura di prevenzione del sequestro di quote – Notifica nei confronti del legale rappresentante – Validità..
Nel caso di notifica a società a responsabilità limitata sottoposta a misura di prevenzione del sequestro di quote non solo non è necessario notificare il ricorso all’amministratore giudiziario delle quote sociali confiscate, ma ciò è anche inutile da un punto di vista processuale, atteso che gli amministratori giudiziari delle quote della società nominati dal Tribunale non sono legittimati ad agire in nome e per conto della società, non rivestendo la qualifica di rappresentanti legali dell’ente, considerato che l’adozione di un provvedimento di confisca ex l. n. 575/65 non determina una successione universale dello Stato (e per esso degli amministratori giudiziari) nel patrimonio dell’ente con conseguente subingresso anche nelle situazioni soggettive passive. (Luca Caputo) (riproduzione riservata) Tribunale Santa Maria Capua Vetere, 09 Agosto 2011.


Società a responsabilità limitata - Custode giudiziario delle quote sociali - Accertamento della causa di scioglimento ex articolo 2485, comma due c.c. - Legittimazione del custode - Sussistenza..
Il custode giudiziario di quote di società a responsabilità limitata è legittimato a richiedere, in luogo dei soci, l'accertamento della sussistenza della causa di scioglimento di cui all'articolo 2485, comma 2, c.c.. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Brescia, 24 Giugno 2011.


Società di persone - Quote sociali - Usufrutto - Riconoscimento della qualità di socio al nudo proprietario..
Nelle società di persone, alle quali non è in via analogica applicabile l'articolo 2352 c.c., la qualità di socio deve essere riconosciuta al nudo proprietario della quota e non all'usufruttuario, posto che quest'ultimo non solo non è voluto come socio dagli altri soci ma soprattutto non dispone del potere di partecipare alle modificazioni del contratto sociale. (Andrea Gibelli) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 14 Marzo 2011.


Enti pubblici - Partecipazioni societarie - Realizzazione di opera pubblica - Concessione di pegno sulle azioni - Ammissibilità - Condizioni..
Non vi sono norme che precludono agli enti pubblici ed alle società da essi partecipate di concedere il pegno sulle azioni della società che ha la titolarità della realizzazione di un'opera, tanto più che la concentrazione della garanzia sulle azioni della società che realizza l'intervento limita l'ampiezza della potenziale esposizione debitoria al solo valore delle azioni della società partecipata, evitando il rischio di ulteriori perdite di risorse pubbliche. E’ quindi possibile affermare che il pegno sulle azioni di una società a partecipazione pubblica, che sia destinato a garantire un finanziamento ottenuto dalla stessa società e finalizzato alla realizzazione di un'opera pubblica che sia idonea a generare i ricavi necessari per il rimborso del debito mediante il proget financing, è uno strumento utilizzabile sia dagli enti pubblici che dalle società a partecipazione pubblica. Tuttavia, considerata la particolare natura dell'operazione che coinvolge una società a partecipazione pubblica e che presenta pertanto ricadute patrimoniali sull'ente controllante che ha in gestione risorse della collettività, è opportuno che la regolamentazione pattizia della garanzia di cui si discute contenga clausole che: a) in relazione al diritto di voto nelle assemblee sociali, specifichino che lo stesso deve permanere in capo alla società controllante, sia perché si tratta di un organismo di diritto pubblico la cui sorte influenza sia pure, in senso lato, il patrimonio dell'ente locale socio sia perché la gestione della società per l'effettuazione dell'intervento di realizzazione della dell'opera pubblica è elemento essenziale; b) limitino la circolazione del diritto di pegno ai soli soggetti finanziatori e ciò al fine di consentire sempre la tracciabilità ed il controllo pubblico sui soggetti che, in caso di esito negativo dell'operazione, potrebbero escutere il pegno; c) in ragione della necessaria trasparenza che deve connotare l'azione della pubblica amministrazione, prevedano che la cessione del credito derivante dal finanziamento e del conseguente pegno sulle azioni possa avvenire solo previo gradimento dell'ente, utilizzando all’uopo lo stesso meccanismo autorizzatorio previsto per il rilascio del pegno; d) in deroga alla previsione di carattere generale prevista dall'articolo 2791, codice civile, gli eventuali frutti del bene sottoposto al pegno (nel caso di azioni, gli utili) siano di competenza del debitore e non del creditore pignoratizio. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Corte dei Conti, 21 Settembre 2010.


Enti pubblici - Province - Partecipazioni indirette - Concessione di pegno sulle azioni - Previsione regolamentare - Necessità..
L'amministrazione provinciale può autorizzare il rilascio del pegno sulle azioni di una società partecipata indirettamente a condizione che il regolamento di contabilità dell'ente contempli tale possibilità. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Corte dei Conti, 21 Settembre 2010.