LIBRO QUINTO
Del lavoro
TITOLO V
Delle società
CAPO V
Della società per azioni
SEZIONE V
Delle azioni e di altri strumenti finanziari partecipativi

Art. 2351

Diritto di voto
TESTO A FRONTE

I. Ogni azione attribuisce il diritto di voto.
II. Salvo quanto previsto dalle leggi speciali, lo statuto può prevedere la creazione di azioni senza diritto di voto, con diritto di voto limitato a particolari argomenti, con diritto di voto subordinato al verificarsi di particolari condizioni non meramente potestative. Il valore di tali azioni non può complessivamente superare la metà del capitale sociale.
III. Lo statuto può altresì prevedere che, in relazione alla quantità delle azioni possedute da uno stesso soggetto, il diritto di voto sia limitato a una misura massima o disporne scaglionamenti (1).
IV. Salvo quanto previsto dalle leggi speciali, lo statuto può prevedere la creazione di azioni con diritto di voto plurimo anche per particolari argomenti o subordinato al verificarsi di particolari condizioni non meramente potestative. Ciascuna azione a voto plurimo può avere fino a un massimo di tre voti (1).
V. Gli strumenti finanziari di cui agli articoli 2346, sesto comma, e 2349, secondo comma, possono essere dotati del diritto di voto su argomenti specificamente indicati e in particolare può essere ad essi riservata, secondo modalità stabilite dallo statuto, la nomina di un componente indipendente del consiglio di amministrazione o del consiglio di sorveglianza o di un sindaco. Alle persone così nominate si applicano le medesime norme previste per gli altri componenti dell'organo cui partecipano.


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(1) Articolo così sostituito dall'art. 1, d.lg. 17 gennaio 2003, n. 6. Il testo dell'articolo recitava: «I. Ogni azione attribuisce il diritto di voto. II. L'atto costitutivo può tuttavia stabilire che le azioni privilegiate nella ripartizione degli utili e nel rimborso del capitale allo scioglimento della società abbiano diritto di voto soltanto nelle deliberazioni previste nell'articolo 2365. Le azioni con voto limitato non possono superare la metà del capitale sociale. III. Non possono emettersi azioni a voto plurimo».
(2) L'art. 20, comma 8-bis, d.l. 24 giugno 2014, n. 91, conv. con modif. in l. 11 agosto 2014 n. 116, in sede di conversione, ha modificato i commi terzo e quarto, che recitavano: «III. Lo statuto delle società che non fanno ricorso al mercato del capitale di rischio può prevedere che, in relazione alla quantità di azioni possedute da uno stesso soggetto, il diritto di voto sia limitato ad una misura massima o disporne scaglionamenti. IV. Non possono emettersi azioni a voto plurimo».

GIURISPRUDENZA

Società per azioni - Costituzione - Modi di formazione del capitale - Limite legale - Modificazioni dell'atto costitutivo - Contenuto delle modificazioni - Recesso del socio dissenziente - Rimborso delle azioni - Società di capitali - Delibera che ha mutato il "quorum" per le assemblee straordinarie - Facoltà di recesso del socio ex art. 2437 lett. g) del c.c. - Esclusione - Fondamento.
In tema di recesso dalle società di capitali, la delibera assembleare che muti il "quorum" per le assemblee straordinarie, riconducendolo a previsione legale, non giustifica il diritto del socio al recesso ex art. 2437, lett. g ), c.c., perché l’interesse della società alla conservazione del capitale sociale prevale sull’eventuale pregiudizio di fatto subito dal socio, che non vede inciso, né direttamente né indirettamente, il suo diritto di partecipazione agli utili ed il suo diritto di voto a causa del mutamento del "quorum". (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 01 Giugno 2017, n. 13875.


Società di capitali - Società con partecipazione pubblica - Natura di soggetto di diritto privato - Indici di valutazione della natura pubblica o privata del soggetto partecipato..
La società per azioni con partecipazione pubblica non muta la sua natura di soggetto di diritto privato per il solo fatto che l'ente pubblico ne possegga in tutto o in parte le azioni. Pertanto, se la società partecipata dalla mano pubblica si avvale degli strumenti previsti dal diritto societario, essa non può che essere ritenuta un soggetto di natura privata. Le forme privatistiche di esercizio di impresa commerciale potranno eventualmente porre questioni attinenti alla natura pubblica o privata del soggetto partecipato da enti pubblici solo qualora l'aspetto gestionale e di attività di detti enti risultasse completamente avulso dalle regole e dagli schemi del diritto commerciale, così da rappresentare la società un mero organo, un’articolazione che si immedesima nel soggetto pubblico che la partecipa. Su questo tema la giurisprudenza ha affermato che gli indici di valutazione riguardanti sia l'aspetto gestionale che l'attività della società che gestisce il servizio pubblico in favore dell'ente locale che interamente la partecipa attengono in sintesi alla concorrenza dei seguenti dati: a) il soggetto affidatario deve svolgere la maggior parte della propria attività in favore dell'ente pubblico; b) l'impresa non deve aver acquisito una vocazione commerciale che rende precario il controllo dell'ente pubblico e che può risultare, tra l'altro, dall'ampliamento del soggetto sociale, dall'apertura obbligatoria della società ad altri capitali, dall'espansione territoriale dell’attività della società a tutto il territorio nazionale ed all'estero; c) il consiglio di amministrazione della società non deve avere poteri gestionali di rilievo e l'ente pubblico esercita poteri maggiori rispetto a quelli che il diritto societario riconosce alla maggioranza sociale; d) le decisioni di maggior rilievo devono essere sottoposte al vaglio preventivo dell'ente affidante. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Santa Maria Capua Vetere, 24 Maggio 2011.


Società per azioni con partecipazione pubblica - Natura giuridica di soggetto privato - Applicazione della normativa ordinaria - Patrimonio indisponibile degli enti pubblici - Esclusione..
La società per azioni con partecipazione pubblica ha natura giuridica di soggetto privato e ad essa deve essere applicata la disciplina ordinaria, non quella prevista dagli articoli 826 e seguenti c.c. in tema di patrimonio indisponibile degli enti pubblici, né quella prevista dall'articolo 515, comma 3, c.p.c. sull'impignorabilità degli strumenti indispensabili all'esercizio della professione. (Nel caso di specie, il Giudice dell'esecuzione ha respinto la domanda di sospensione della procedura esecutiva avente ad oggetto un bene utilizzato per la rimozione dei rifiuti). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Napoli-Ischia, 06 Maggio 2011.


Società soggetta a controllo di ente pubblico – Applicazione della disciplina del fallimento – Funzionamento della società condizionato dagli organi statutari secondo le regole del diritto societario..
Al fine di valutare la possibilità di sottoporre a fallimento le società a partecipazione pubblica, assume rilievo decisivo la circostanza che il funzionamento della società non sia condizionato dai poteri pubblicistici dell’ente pubblico che la controlla, bensì da quelli privatistici esercitati dagli organi statutari secondo le regole del diritto societario. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Nola, 17 Giugno 2010.


Concordato preventivo – Società per azioni a totale partecipazione pubblica – Raccolta e trasporto di rifiuti solidi urbani – Ammissibilità – Attività inquadrabile nel modello privati stitico – Assenza di poteri di ingerenza dell’ente pubblico – Attività a favore di terzi. (09/04/2010).
E’ assoggettabile a procedura concorsuale - e può quindi essere ammessa al concordato preventivo - la società per azioni interamente partecipata da capitale pubblico e che utilizzi risorse pubbliche per lo svolgimento della propria attività qualora la sua sfera d’azione sia riconducibile al diritto privato secondo uno schema comunque inquadrabile nel modello previsto dal codice civile. (Nella specie, il potere di indirizzo riconosciuto all’ente pubblico è limitato all’espletamento del servizio nel territorio di riferimento, gli enti locali non hanno alcun potere di ingerenza nella gestione complessiva della società e di verifica del bilancio e non esercitano comunque un potere analogo a quello esercitato dall’ente pubblico sui propri servizi; l’oggetto sociale ammette infine l’espletamento dell’attività a favore di terzi). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Velletri, 08 Marzo 2010.


Società – Intestazione fiduciaria di azioni – Esercizio dei diritti connessi alla partecipazione sociale – Diritto di voto e di opzione – Sottoscrizione pro-quota di azioni inoptate – Diritto spettante al fiduciante..
Nell’intestazione fiduciaria di azioni sociali i diritti connessi alla partecipazione societaria, quali il diritto di voto e il diritto di opzione permangono in capo al fiduciante e quindi anche il diritto di sottoscrivere pro-quota le azioni rimaste inoptate. (Laura De Simone) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 22 Ottobre 2009.