LIBRO QUINTO
Del lavoro
TITOLO V
Delle società
CAPO IV
Della società in accomandita semplice

Art. 2315

Norme applicabili
TESTO A FRONTE

I. Alla società in accomandita semplice si applicano le disposizioni relative alla società in nome collettivo, in quanto siano compatibili con le norme seguenti.

GIURISPRUDENZA

Società di persone – Revoca per giusta causa dell’amministratore – Ricorso d’urgenza ex art. 700 c.p.c. – Ammissibilità – Revoca dell’unico socio accomandatario – Necessario scioglimento della società – Esclusione – Ammissibilità della nomina di amministratore provvisorio – Sussiste.
La revoca giudiziale per giusta causa dall’amministratore di una società di persone può operare anche d’urgenza ex art. 700 c.p.c… [Nella fattispecie, il Tribunale ha accolto la domanda di revoca per giusta causa dell’amministratore che: si era spogliato dei propri poteri gestori nominando due procuratori speciali i quali ostacolavano i soci nell’esercizio del loro diritto di controllo sulla contabilità sociale; aveva affidato la gestione della società ad un suo fornitore in evidente conflitto di interessi con la società stessa; era inadempiente nel pagamento dei canoni di locazione dei locali commerciali usati dalla società.].
Alla revoca dell’unico socio accomandatario non consegue immediatamente lo scioglimento0 della società, essendo applicabile la disciplina ex art.2323 c.c., con conseguente possibilità per i soci di una rivisitazione dei patti sociali entro sei mesi dalla revoca e di nomina medio tempore di un amministratore provvisorio. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Tribunale Torino, 16 Gennaio 2017.


Fallimento - Ammissione al passivo - Domanda cd. supertardiva - Conoscenza della pendenza della procedura fallimentare da parte del socio amministratore di società di persone - Imputabilità alla società - Assenza di limitazioni ai poteri di amministrazione - Applicabilità dell'art. 1391 c.c..
La domanda cd. supertardiva proposta, ex art. 101, comma 4, l.fall., da una società in accomandita semplice assumendo di non aver ricevuto l'avviso di cui all'art. 92 l.fall., è inammissibile ove il suo socio accomandatario e legale rappresentante, di cui nemmeno risultino limitazioni statutarie o assembleari dei pieni poteri di amministrazione e rappresentanza spettantigli, fosse comunque a conoscenza della pendenza della procedura concorsuale, valendo anche per le società di persone il principio, desumibile dall'art. 1391 c.c., dell'attribuibilità della conoscenza di un fatto di pertinenza della società sulla base dell'atteggiamento psichico delle persone che la rappresentano. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 07 Ottobre 2016, n. 20120.


Società - Di persone fisiche - Società in accomandita semplice - Soci accomandanti - Legittimazione dell'accomandante ad impugnare i contratti sociali - Esclusione - Fondamento.
Nelle società in accomandita semplice, il socio accomandante può far valere il suo interesse al potenziamento ed alla conservazione del patrimonio sociale esclusivamente con strumenti interni, quali l'azione di responsabilità contro il socio accomandatario, la richiesta di estromissione di quest'ultimo per gravi inadempienze, l'impugnativa del rendiconto, o la revoca per giusta causa dell'amministratore, mentre non è legittimato ad agire nei confronti dei terzi per far annullare o dichiarare nulli i negozi intercorsi fra questi ultimi e la società, non sussistendo un interesse proprio del socio accomandante, autonomo e distinto rispetto a quello della società. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 07 Settembre 2016, n. 17691.


Registro delle imprese - Scissione - Formazione di due distinte nuove società in accomandita semplice unipersonali - Riserva di ricostituzione della pluralità dei soci - Iscrizione nel registro delle imprese - Inammissibilità..
Non può essere iscritto  al Registro delle Imprese il progetto di scissione di una società ex art. 2506 c.c. con costituzione di due nuove società, entrambe unipersonali con presenza del solo socio accomandatario e con riserva di ciascuno dei due soci accomandatari di ricostituire la pluralità dei soci entro sei mesi, posto che essendo prevista nel progetto di fusione la nascita di nuovi soggetti giuridici, distinti da quello originario o da altri preesistenti, è richiesta dagli artt. 2295 e 2315 c.c. la pluralità di soci, mentre la unipersonalità, disciplinata dall’art. 2272 c.c., è ammissibile solo come sopravvenienza, e quindi non in fase costitutiva. (Laura De Simone) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 04 Gennaio 2012.


Società - Di persone fisiche - Società in accomandita semplice - Soci accomandatari - Amministrazione della società - In genere - Atti di ordinaria e straordinaria amministrazione - Individuazione - Criteri - Fattispecie. .
La distinzione tra atti di ordinaria e straordinaria amministrazione prevista dal codice civile in relazione ai beni degli incapaci (artt. 320, 374 e 394 cod. civ.) non coincide con quella applicabile in tema di determinazione dei poteri attribuiti agli amministratori delle società, i quali vanno individuati con riferimento agli atti che rientrano nell'"oggetto sociale" - qualunque sia la loro rilevanza economica e natura giuridica -, pur se eccedano i limiti della cosidetta ordinaria amministrazione, con la conseguenza che, salvo le limitazioni specificamente previste nello statuto sociale, devono ritenersi rientranti nella competenza dell'amministratore tutti gli atti che ineriscono alla gestione della società ed eccedenti i suoi poteri, invece, quelli di disposizione o di alienazione, suscettibili di modificare la struttura dell'ente e, perciò esorbitanti (e contrastanti con) l'oggetto sociale (ribadendo tali principi, la Suprema Corte ha confermato la decisione di merito, la quale ha ritenuto rientrante nell'oggetto sociale - e, pertanto, vincolante per una s.a.s. anche se stipulato senza la firma congiunta degli amministratori, prevista dallo statuto per gli atti di straordinaria amministrazione - la conclusione di un contratto di leasing cosidetto "di trasferimento", comportante, alla sua scadenza, la possibilità del passaggio in proprietà, alla società utilizzatrice, dei beni strumentali impiegati per l'attività di gestione del gabinetto odontoiatrico, esercitata dalla società medesima). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 12 Marzo 1994, n. 2430.