LIBRO QUINTO
Del lavoro
TITOLO V
Delle società
CAPO III
Della società in nome collettivo

Art. 2310

Rappresentanza della società in liquidazione
TESTO A FRONTE

I. Dalla iscrizione della nomina dei liquidatori la rappresentanza della società, anche in giudizio, spetta ai liquidatori.

GIURISPRUDENZA

Impugnazioni civili - Cassazione (ricorso per) - Legittimazione - Attiva - Società a responsabilità limitata in liquidazione - Ricorso proposto da persona qualificatasi come "liquidatore" senza altra precisazione - Ammissibilità del ricorso - Esclusione. .
Il ricorso per cassazione proposto, in nome di una società a responsabilità limitata in liquidazione, da persona qualificatasi come "liquidatore" della stessa, senza alcuna precisazione in ordine alle vicende della liquidazione, è inammissibile, dovendosi ritenere proposto da soggetto non legittimato a rappresentare la società in giudizio. (massima ufficiale)  Cassazione civile, sez. II, 11 Febbraio 2008, n. 3201.


Società - Di capitali - Società a responsabilità limitata - Organi sociali - In genere- Statuto - Clausola compromissoria per l'esercizio dell'azione di responsabilità - Liquidatore - Vincolatività - Fondamento. .
Nel caso in cui lo statuto di una società a responsabilità limitata preveda il deferimento ad arbitri dell'azione di responsabilità sociale e l'assemblea abbia deliberato di esperire l'azione medesima, il liquidatore, quale rappresentante legale della società, è vincolato dalla clausola e deve agire valendosi del procedimento arbitrale atteso che infatti, lo scioglimento della società non produce la sua estinzione ma il mutamento del suo scopo e non importa l'inefficacia delle clausole contenute nello statuto sociale, salvo l'intervento di una nuova volontà collettiva modificativa del precedente contratto societario. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 18 Maggio 2007, n. 11658.


Società - Di capitali - Società per azioni - Scioglimento - Liquidazione - Liquidatori - Cancellazione della società - In genere - Società cooperativa - Scioglimento - Liquidazione - Conseguenze in tema di rappresentanza - Estinzione della società - Esclusione - Perdita della legittimazione processuale e sostanziale - Esclusione - Processi pendenti - Interruzione - Esclusione..
Per effetto del richiamo operato dall'art. 2516 cod. civ., si applicano alle società cooperative le norme sulla liquidazione delle società per azioni, tra le quali l'art. 2452 cod. civ., che rende applicabile anche alle società di capitali l'art. 2310 dello stesso codice, a norma del quale la rappresentanza della società, a partire dalla iscrizione della nomina dei liquidatori, spetta, anche in giudizio, agli stessi in via esclusiva, salve eventuali limitazioni risultanti dallo statuto o dall'atto di nomina. Tuttavia la messa in liquidazione di una società cooperativa non determina la sua estinzione nè fa venir meno la sua rappresentanza in giudizio, che è determinata invece soltanto dalla effettiva liquidazione dei rapporti giuridici pendenti, che alla stessa facevano capo, e dalla definizione di tutte le controversie in corso con i terzi. Ne deriva che una società costituita in giudizio non perde la legittimazione processuale e che la rappresentanza sostanziale e processuale della stessa permane, per i rapporti rimasti in sospeso e non definiti, nei medesimi organi che la rappresentavano prima del disposto procedimento di liquidazione, restando esclusa l'interruzione dei processi pendenti. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 15 Febbraio 2006, n. 3279.


Società - Di persone fisiche - Società in accomandita semplice - Scioglimento - Liquidazione - In genere - Sentenza nei confronti di una società in accomandita semplice, messa in liquidazione e cancellata dal registro delle imprese - Impugnazione - Legittimazione attiva - Ex socio accomandatario - Spettanza - Esclusione. .
L'impugnazione avverso una sentenza pronunciata nei confronti di una società in accomandita semplice posta in liquidazione e cancellata dal registro delle imprese - ma ancora munita di soggettività e connessa capacità processuale, estinguendosi la società solo a seguito della definizione dei rapporti giuridici pendenti - non può essere proposta da un ex socio accomandatario (in tale qualità), ma, trattandosi di società posta in liquidazione, deve essere proposta dai liquidatori, cui spetta la rappresentanza della società, per il combinato disposto degli artt. 2315 e 2310 cod. civ.. (massima ufficiale)  Cassazione civile, sez. IV, lavoro, 21 Agosto 2004, n. 16500.


Società - Di capitali - Società per azioni - Scioglimento - Liquidazione - Liquidatori - Poteri - In genere - Potere di rappresentanza della società - Decorrenza dalla data di iscrizione della nomina nel registro delle imprese - Conseguenze - Procura alle liti rilasciata, prima di detta data, dall'amministratore della società - Validità. .
In tema di scioglimento di società, l'art. 2310 cod. civ., richiamato, quanto alle società per azioni, dall'art. 2452, primo comma, del codice medesimo, prevede espressamente che il liquidatore è investito del potere di rappresentare la società, anche in giudizio, non già dal momento della sua nomina (assembleare o giudiziale che sia), bensì dalla data dell'iscrizione di tale nomina nel registro delle imprese. Pertanto, prima che l'iscrizione sia stata eseguita, il potere di rappresentanza dell'ente resta in capo all'amministratore, cui già in precedenza spettava (non potendosi ipotizzare al riguardo alcuna soluzione di continuità), ed è quindi valida la procura alle liti da quest'ultimo rilasciata, non incidendo, peraltro, in alcun modo sul corso successivo di un giudizio il mutamento nella persona del legale rappresentante di un ente, avvenuto in pendenza del giudizio precedentemente ben instaurato da chi disponeva dei poteri necessari per farlo. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 18 Settembre 2003, n. 13746.