LIBRO QUINTO
Del lavoro
TITOLO V
Delle società
CAPO II
Della società semplice
SEZIONE V
Dello scioglimento del rapporto sociale limitatamente a un socio

Art. 2287

Procedimento di esclusione
TESTO A FRONTE

I. L'esclusione è deliberata dalla maggioranza dei soci, non computandosi nel numero di questi il socio da escludere, ed ha effetto decorsi trenta giorni dalla data della comunicazione al socio escluso.
II. Entro questo termine il socio escluso può fare opposizione davanti al tribunale, il quale può sospendere l'esecuzione.
III. Se la società si compone di due soci, l'esclusione di uno di essi è pronunciata dal tribunale, su domanda dell'altro.

GIURISPRUDENZA

Società a responsabilità limitata - Esclusione del socio - Applicazione della disciplina della società di persone..
All’esclusione del socio di una società a responsabilità limitata deliberata a norma di una clausola statutaria si applica la disciplina di cui all’art. 2287 c.c. riguardante l’esclusione del socio di società persone che è, nel silenzio della previsione dell’art. 2483 bis c.c., la forma di tutela giurisdizionale applicabile al caso di specie, in considerazione del carattere prevalentemente personalistico dell’istituto. (Francesco Fimmanò) (riproduzione riservata) Tribunale Napoli, 08 Aprile 2013.


Esclusione del socio - Istanza cautelare - Necessaria instaurazione del giudizio di merito..
In virtù delle previsioni dell’art. 2287 c.c. l’istanza cautelare è proponibile solo previa instaurazione del giudizio di merito ed a conclusioni analoghe si perverrebbe pur a voler ritenere applicabile la disciplina dell’art. 2378 c.c., richiamata dall’art. 2479 ter c.c. In entrambi i casi vale infatti la regola dell’incidentalità del ricorso cautelare. (Francesco Fimmanò) (riproduzione riservata) Tribunale Napoli, 08 Aprile 2013.


Esclusione del socio - Arbitrato societario - Nomina dell'arbitro - Attivazione del procedimento arbitrale..
A tali fini, anche rispetto ai termini di cui all’art. 2287 c.c., occorre distinguere nel cosiddetto arbitrato societario la domanda diretta alla controparte dall’istanza di nomina degli arbitri. Nel caso di specie non rileva se l’istanza di richiesta di nomina rivolta al tribunale dovesse o meno essere notificata alla controparte, ma appare decisiva la circostanza che essa, pur notificata, non avrebbe avuto la natura di domanda tale da attivare il procedimento arbitrale. (Francesco Fimmanò) (riproduzione riservata) Tribunale Napoli, 08 Aprile 2013.


Società di persone - Esclusione del socio - Procedimento ex articolo 700 c.p.c. - Ammissibilità - Presupposti.
E' ammissibile l'esclusione del socio di una società di persone per mezzo di ordinanza emessa ex art 700 c.p.c. qualora il giudice della cautela ravvisi prima facie fondata la futura (ma eventuale) domanda di merito proposta al fine di ottenere l'esclusione del socio ai sensi dell'art. 2287, comma 3, c.c. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 08 Febbraio 2013.


Società di persone - Domanda di esclusione del socio e di revoca dell'amministratore per giusta causa - Rapporti tra le due domande.
Con riferimento al rapporto tra la domanda di esclusione del socio e di revoca dell'amministratore per giusta causa ed alla questione se la revoca della qualifica di amministratore costituisca di per sé anche causa di esclusione del socio, salvo il ricorrere degli specifici presupposti di legge per quest'ultima pronunzia, per risolvere il problema occorre verificare se i poteri di amministrazione discendano unicamente dalla posizione di socio ovvero se dipendano da uno specifico incarico conferito con il contratto sociale o con atto separato. Nel primi caso l'esclusione del socio determina sempre anche il venir meno della qualità di amministratore, mentre, nella seconda ipotesi, è possibile sostenere che il socio possa a determinate condizioni permanere nella carica di amministratore. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 08 Febbraio 2013.


Società di persone - Revoca dell'amministratore - Giusta causa - Divieto di voto in conflitto di interessi - Consenso dell'amministratore revocando alla convocazione dell'assemblea - Irrilevanza..
Poiché la deliberazione di revoca dell'amministratore prescinde dal consenso del soggetto revocando in virtù del principio, avente portata generale, del divieto di voto in conflitto di interessi con la società (articoli 2373 e 2287 c.c.), allo stesso modo il consenso di tale soggetto non può in alcun modo vincolare la convocazione dell'assemblea che deve deliberare sulla questione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 14 Marzo 2011.


Società - Di persone fisiche - Società semplice - Rapporti tra soci - Amministrazione - Controllo dei soci - Revoca dell'amministratore - Presupposti - Necessità del consenso del socio amministratore revocando - Esclusione..
Ai sensi del combinato disposto degli art. 2252 e 2259 cod. civ., la revoca dell'amministratore di società di persone, la cui nomina sia contenuta nell'atto costitutivo, postula l'esistenza congiunta dei presupposti dell'unanimità dei consensi e della giusta causa, mentre questi possono sussistere in via alternativa, ove la nomina sia avvenuta con atto separato. Peraltro, allorché l'amministratore sia socio, non è richiesto il consenso del medesimo al fine della sua revoca, avendo portata generale il principio del divieto di voto in conflitto di interessi con la società, ai sensi dell'art. 2373 cod. civ., del quale costituisce applicazione anche l'art. 2287 cod. civ., che impone di non considerare il socio da escludere nel computo della maggioranza necessaria per l'esclusione. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 12 Giugno 2009, n. 13761.


Società - Di persone fisiche - Società in accomandita semplice - In genere (nozione, caratteri, distinzioni) - Norme applicabili - In genere.

Società - Di persone fisiche - Società semplice - Scioglimento - Esclusione - In genere - Esclusione del socio accomandatario - Applicabilità degli artt. 2286 e 2287 cod. civ. - Fondamento.

Società - Di persone fisiche - Società semplice - Scioglimento - Esclusione - In genere - Opposizione del socio espulso - Legittimazione passiva - Società - Notificazione dell'azione a tutti i soci - Equipollenza - Condizioni.
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All'esclusione dell'accomandatario di società in accomandita semplice sono applicabili gli art. 2286 e 2287 cod. civ. disciplinanti le cause ed il procedimento di esclusione dei soci di società di persone, in virtù del rinvio contenuto negli artt. 2315 e 2293 cod. civ., non ravvisandosi incompatibilità né con l'art. 2318 cod. civ., che attribuisce solo agli accomandatari la facoltà di diventare amministratori della società, ma non esclude la nomina di terzi, né con il regime giuridico della nomina e della revoca degli amministratori medesimi, previsto dall'art. 2319 cod. civ., in quanto non incidente sul perdurare del rapporto sociale. (massima ufficiale)

Nel giudizio di opposizione avverso l'espulsione del socio di una società di persone, la legittimazione passiva compete esclusivamente alla società, in persona del legale rappresentante, anche se è consentita, come modalità equipollente d'instaurazione del contraddittorio, la citazione di tutti i soci, notificata nel termine di decadenza previsto dall'art. 2287 cod.civ. Ne consegue che la citazione tempestiva soltanto di alcuni dei soci non impedisce la decadenza dall'azione, non essendo ravvisabile un'ipotesi di litisconsorzio necessario. (massima ufficiale)
Cassazione civile, sez. I, 08 Aprile 2009, n. 8570.


Società - Di persone fisiche - Società semplice - Scioglimento - Esclusione - Ad opera degli altri soci - Procedimento - Ricorso all'autorità giudiziaria - Presupposti - Società composta da due soli soci - Applicabilità alle società composte da più di due soci - Esclusione - Delibera a maggioranza - Necessità - Esistenza di due gruppi d'interesse omogenei e contrapposti - Irrilevanza - Impossibilità di raggiungere la maggioranza - Rimedi - Recesso per giusta causa - Ammissibilità. .
In tema di società di persone, il ricorso all'autorità giudiziaria per ottenere una pronuncia di esclusione del socio è ammissibile, a norma dell'art. 2287, terzo comma, cod. civ., nel solo caso in cui la società sia composta soltanto da due soci, mentre in ogni altro caso trova applicazione l'art. 2287, primo comma, cod. civ., ai sensi del quale l'esclusione del socio può essere deliberata a maggioranza, senza che assuma alcun rilievo la circostanza che all'interno della compagine sociale siano eventualmente configurabili due gruppi di interesse omogenei e tra loro contrapposti, e che l'esclusione possa in tal caso rivelarsi impossibile, in virtù del conflitto d'interessi che impedisce di computare nella maggioranza il socio da escludere: la posizione del socio che non possa avvalersi né del procedimento di cui primo comma, né del ricorso all'autorità giudiziaria, ai sensi del terzo comma, non resta infatti priva di tutela, essendo sempre possibile il recesso per giusta causa, ai sensi dell'art. 2285, secondo comma, cod. civ., il quale rappresenta una forma di tutela reputata adeguata dal legislatore, senza che possa al riguardo prospettarsi alcun dubbio di legittimità costituzionale, in riferimento agli artt. 3 e 24 Cost.. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 19 Settembre 2006, n. 20255.


Società - Di capitali - Società cooperative - Capitale sociale - Partecipazione dei soci - Esclusione del socio - Da parte degli altri soci e degli amministratori - Impugnazioni - Opposizione ex art. 2527 cod. civ. - Unico rimedio accordato al socio escluso per far valere l'illegittimità del provvedimento di esclusione. .
In tema di società cooperative, avverso la delibera di esclusione del socio, l'opposizione prevista dall'art. 2527, terzo comma, cod. civ. rappresenta l'unico rimedio accordato al socio escluso per far valere l'illegittimità del provvedimento, anche nel caso in cui se ne contesti la regolarità; spirato il termine, di trenta giorni dalla comunicazione, stabilito a pena di decadenza per l'esperimento di tale mezzo di tutela, eventuali vizi del provvedimento non possono essere più dedotti dalla parte o rilevati dal giudice. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 20 Luglio 2004, n. 13407.


Società - Di persone fisiche - Società in accomandita semplice - In genere (nozione, caratteri, distinzioni) - Norme applicabili - Art. 2259 cod. civ. - Revoca dell'amministratore di società semplice per giusta causa - Richiesta del singolo socio al giudice - Applicabilità - Incidenza sullo stato di socio dell'amministratore - Configurabilità - Esclusione. .
Alle società in accomandita semplice è applicabile la disposizione, dettata per le società semplici, dell'art. 2259, terzo comma, cod. civ., che consente al singolo socio di chiedere giudizialmente la revoca per giusta causa dell'amministratore, la quale non incide, peraltro, sulla qualità di socio dello stesso. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 29 Novembre 2001, n. 15197.


Società - Di persone fisiche - Società in nome collettivo - Scioglimento - In genere - Socio - Esclusione - Delibera - Opposizione - Annullamento - Efficacia "ex tunc" - Reintegrazione del soggetto escluso nella posizione anteriore. .
L'annullamento della deliberazione di esclusione di un socio in esito ad opposizione proposta a norma dell'art. 2287, comma secondo cod. civ., opera "ex tunc" e comporta la reintegrazione del socio stesso nella sua posizione anteriore e nella pienezza dei diritti da essa derivati. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 22 Dicembre 2000, n. 16150.


Arbitrato - Procedimento arbitrale - Norme applicabili - Termine di trenta giorni per proporre opposizione avanti al tribunale avverso la delibera di esclusione del socio - Applicabilità nel giudizio arbitrale - Esclusione. .
Il termine di trenta giorni, previsto dall'art. 2287, comma secondo, cod. civ., per proporre opposizione avanti al tribunale avverso la delibera di esclusione del socio, non è applicabile nel giudizio arbitrale, senza che in senso contrario possa invocarsi l'ultimo comma dell'art. 2652 cod. civ. - il quale dispone che alla domanda giudiziale è equiparato l'atto notificato con il quale la parte, in presenza di compromesso o di clausola compromissoria, dichiara all'altra la propria intenzione di promuovere il procedimento arbitrale, propone la domanda e procede, per quanto le spetta, alla nomina degli arbitri - trattandosi di disposizione dettata in materia di trascrizione delle domande di atti soggetti a trascrizione e, quindi, irrilevante al fine di stabilire la applicabilità o meno al giudizio arbitrale del termine di decadenza di cui al secondo comma dell'art. 2287 cod. civ.. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 12 Novembre 1998, n. 11436.


Società - Di persone fisiche - Società semplice - Scioglimento - Esclusione - Ad opera degli altri soci - Procedimento - Delibera di esclusione - Necessaria contestuale convocazione di tutti i soci - Esclusione - Raccolta delle singole manifestazioni di volontà dei soci idonei a formare la maggioranza richiesta ex art. 2287 cod. civ. - Sufficienza - Fondamento - Previsione dell'organo e del metodo assembleare nelle società di persone fisiche - Esclusione..
Nella disciplina legale delle società di persone manca la previsione dell'organo e del metodo assembleare, con la conseguenza che, dovendosi adottare la delibera di esclusione di un socio (per la quale è richiesta la maggioranza dei soci non computandosi tra questi quello da escludere), non è necessario che siano consultati tutti i soci, ne' che essi manifestino contestualmente la propria volontà attraverso una delibera unitaria, essendo sufficiente raccogliere le singole volontà idonee a formare la richiesta maggioranza e comunicare la delibera di esclusione al socio escluso, affinché egli sia posto in condizione di esercitare la facoltà di opposizione dinanzi al tribunale. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 10 Gennaio 1998, n. 153.


Società - Di capitali - Società cooperative - Capitale sociale - Partecipazione dei soci - Esclusione del socio - Da parte degli altri soci e degli amministratori - Impugnazioni - Gravi inadempienze alle obbligazioni derivanti per il socio dalla legge e dal contratto sociale - Accertamento. .
La fattispecie tipica del procedimento di opposizione all'esclusione, previsto in tema di società cooperative dall'art. 2527 cod. civ., ma modellato in base allo scioglimento del rapporto sociale previsto per le società in genere dagli artt. 2286 e 2287 cod. civ., tende all'accertamento della sussistenza o meno delle "gravi inadempienze" alle obbligazioni derivanti per il socio dalla legge o dal contratto sociale, sicché è incentrata sulla singola posizione del socio illegittimamente escluso, per il quale costituisce l'unico rimedio, ed è del tutto distinta dall'ipotesi di delibere nulle per impossibilità o illiceità dell'oggetto (art. 2379 cod. civ.), che tutelano l'interesse generale dei soci o della società in quanto dirette ad impedire una deviazione dallo scopo perseguito dal rapporto societario. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 26 Marzo 1996, n. 2690.