LIBRO QUINTO
Del lavoro
TITOLO V
Delle società
CAPO II
Della società semplice
SEZIONE IV
Dello scioglimento della società

Art. 2282

Ripartizione dell'attivo
TESTO A FRONTE

I. Estinti i debiti sociali, l'attivo residuo è destinato al rimborso dei conferimenti. L'eventuale eccedenza è ripartita tra i soci in proporzione della parte di ciascuno nei guadagni.
II. L'ammontare dei conferimenti non aventi per oggetto somme di danaro è determinato secondo la valutazione che ne è stata fatta nel contratto o, in mancanza, secondo il valore che essi avevano nel momento in cui furono eseguiti.

GIURISPRUDENZA

Società di persone – Apporto del socio d’opera – Conferimento di capitale – Esclusione.
L’apporto del socio d’opera nelle società di persone non deve essere capitalizzato.

I conferimenti dei soci d’opera debbono, infatti essere qualificati come conferimenti di patrimonio e non di capitale, in quanto, pur costituendo entità utili per il perseguimento dell’oggetto sociale, non sono idonei alla garanzia dei creditori sociali, atteso che la loro capitalizzazione, da un lato falserebbe la reddittività dell’impresa e, dall’altro lato, non garantirebbe l’eventuale soddisfacimento dei creditori sociali in caso di escussione del patrimonio sociale, tali apporti consistendo in servizi o prestazioni lavorative o comunque di fare, non sarebbe suscettibili di espropriazione forzata. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Tribunale Roma, 21 Maggio 2019.


Società di persone fisiche - Società in nome collettivo - Proroga - Recesso del socio - Unico socio superstite - Mancata ricostituzione della pluralità dei soci - Continuazione dell'attività aziendale da parte del socio superstite come impresa individuale - Trasformazione societaria ex art. 2498 cod. civ. - Esclusione - Successione tra soggetti distinti - Sussistenza.
Nel caso di recesso di un socio da una società in nome collettivo composta da due soli soci, qualora quello superstite non abbia ricostituito la pluralità della compagine sociale decidendo al contempo di continuare l'attività aziendale come impresa individuale - così determinandosi lo scioglimento della società, a norma dell'art. 2272, n. 4, cod. civ. -, non si realizza una trasformazione societaria ai sensi dell'art. 2498 cod. civ., ma solo una successione tra soggetti distinti, ossia tra colui che conferisce l'azienda (la società di persone in liquidazione) e la persona fisica che ne è beneficiaria (il socio superstite). (massima ufficiale) Cassazione civile, 14 Gennaio 2015, n. 496.


Fallimento ed altre procedure concorsuali - Fallimento - Cessazione - Concordato fallimentare - Proposta - In genere - Società in nome collettivo - Maggioranza assoluta del capitale - Calcolo - Criteri..
La maggioranza assoluta del capitale, richiesta dall'art. 152, secondo comma, legge fallimentare ai fini della validità della proposta di concordato nella società in nome collettivo, va calcolata con riferimento al capitale sociale costituito dalle quote di partecipazione dei soci, di regola proporzionate ai conferimenti (art. 2263 cod. civ.) e non al diverso criterio previsto dall'art. 2257, terzo comma, cod. civ. (secondo la parte attribuita a ciascun socio negli utili) ovvero a quello di ripartizione dell'attivo contenuto nell'art. 2282 cod. civ. (in proporzione della parte di ciascun socio nei guadagni). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 23 Maggio 1990, n. 4669.


Società - Di persone fisiche - Società semplice - Scioglimento - Liquidazione - Liquidatori - Poteri - Restituzione dei beni conferiti in godimento - Migliorie e addizioni intervenute con il consenso del socio - Ritenzione - Obbligo di pagamento dell'indennizzo relativo - Determinazione - Disciplina ex artt. 1592 e 1593 cod. civ. - Applicabilità.

Società - Di persone fisiche - Società semplice - Scioglimento - Liquidazione - Liquidatori - Poteri - Ripartizione dell'attivo - In genere - Diritto a partecipare a detta ripartizione - Esercizio - Dal momento dello scioglimento - Prescrizione - Decorrenza - Dal medesimo momento.

Società - Di persone fisiche - Società semplice - Scioglimento - Liquidazione - Liquidatori - Poteri - Ripartizione dell'attivo - In genere - Incrementi derivanti da migliorie ed opere di trasformazione di beni sociali - Inclusione.
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A seguito dello scioglimento di una società di persone, il socio, che abbia conferito in godimento beni immobili, ha diritto di riprenderli nello stato in cui si trovano, ritenendo le migliorie e le addizioni che siano intervenute con il suo consenso, ma è tenuto ad indennizzare la società per tali migliorie ed addizioni, nella minor somma fra l'importo della spesa ed il valore del loro risultato utile al momento della riconsegna, secondo i criteri dettati dagli artt. 1592 e 1593 cod. civ. in tema di locazioni, atteso che, per effetto di detto conferimento, la società ha acquisito una detenzione dei beni medesimi analoga a quella del conduttore sulla cosa ricevuta in locazione. (massima ufficiale)

Il diritto del socio di una società di persone a partecipare alla distribuzione del residuo attivo del patrimonio sociale, in conseguenza dello scioglimento della società stessa, non può essere fatto valere prima del verificarsi di tale scioglimento, il quale, pertanto, segna il dies a quo per il decorso del relativo termine di prescrizione. (massima ufficiale)

In tema di scioglimento di società di persone, il diritto del socio a partecipare alla distribuzione del residuo attivo del patrimonio sociale, dopo che siano stati pagati i debiti, restituiti i beni ricevuti in godimento e rimborsati i conferimenti, investe tutte le entità patrimoniali ed i profitti della societa stessa, ivi compresi, pertanto, quegli incrementi derivanti da migliorie ed opere di trasformazione di beni sociali. (massima ufficiale)
Cassazione civile, sez. I, 13 Novembre 1979, n. 5876.