LIBRO QUINTO
Del lavoro
TITOLO V
Delle società
CAPO II
Della società semplice
SEZIONE III
Dei rapporti con i terzi

Art. 2266

Rappresentanza della società
TESTO A FRONTE

I. La società acquista diritti e assume obbligazioni per mezzo dei soci che ne hanno la rappresentanza e sta in giudizio nella persona dei medesimi.
II. In mancanza di diversa disposizione del contratto, la rappresentanza spetta a ciascun socio amministratore e si estende a tutti gli atti che rientrano nell'oggetto sociale.
III. Le modificazioni e l'estinzione dei poteri di rappresentanza sono regolate dall'articolo 1396.

GIURISPRUDENZA

Società - Di persone fisiche - In genere (nozione, caratteri, distinzioni) - Trasferimento della quota - Controversia - Capacità a testimoniare degli altri soci - Sussistenza - Limiti - Fondamento.

Prova civile - Testimoniale - Capacità a testimoniare - Persone aventi interesse nel giudizio - Nozione - Trasferimento di quota di società di persone - Controversia - Capacità a testimoniare degli altri soci - Sussistenza - Limiti - Fondamento.
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L'incapacità a testimoniare di cui all'art. 246 cod. proc. civ. è correlabile soltanto ad un diretto coinvolgimento della persona chiamata a deporre nel rapporto controverso, tale da legittimare una sua assunzione della qualità di parte in senso sostanziale o processuale nel giudizio, e non già alla ravvisata sussistenza di un qualche interesse di detta persona in relazione a situazioni ed a rapporti diversi da quello oggetto della vertenza, anche in qualche modo connessi. Ne consegue che, in un giudizio relativo alla titolarità di una quota di società di persone, gli altri soci della medesima non sono incapaci a deporre, perché l'esito della causa non è destinato in alcun modo a riflettersi sul loro patrimonio o sulla loro sfera giuridica individuale; né il loro eventuale interesse al modo in cui la compagine sociale è formata, allorché la libera trasferibilità delle quote non sia in discussione, ne giustificherebbe la personale partecipazione al giudizio. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 10 Maggio 2010, n. 11314.


Società - Di persone fisiche - Società semplice - Rapporti con i terzi - Della società - Rappresentanza della società - Giudiziale - Società in accomandita semplice - Potere di rappresentanza degli amministratori - Limiti derivanti dall'oggetto sociale - Accertamento demandato al giudice del merito - Sussistenza - Sindacabilità in sede di legittimità - Limiti. .
In tema di limiti ai poteri degli amministratori delle società derivanti dall'oggetto sociale, spetta al giudice di merito (con valutazione insindacabile in sede di legittimità se congruamente motivata) verificare, caso per caso, tutti gli aspetti della vicenda, allo scopo di accertare, in concreto, se il comportamento tenuto da colui che abbia agito in nome e per conto della società possa avere o meno ingenerato nella controparte, considerate anche le modalità di svolgimento del rapporto, il ragionevole convincimento della sussistenza dei poteri di rappresentanza. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 17 Luglio 2007, n. 15883.


Contratti in genere - Rappresentanza - Contratto concluso dal rappresentante - In genere - Contratti aventi ad oggetto il trasferimento di beni immobili - Stipulazione da parte del rappresentante - "Contemplatio domini" risultante dallo stesso documento - Necessità anche nel caso di rappresentanza sociale - Conoscenza o affidamento da parte del terzo - Irrilevanza. .
In tema di rappresentanza, nei contratti aventi ad oggetto il trasferimento di beni immobili la "contemplatio domini" - necessaria anche nel caso di rappresentanza sociale - pur non richiedendo l'uso di formule sacramentali, deve risultare "ad substantiam" dallo stesso documento comprovante il contratto, restando irrilevante la conoscenza o l'affidamento, da parte del terzo contraente, in ordine all'esistenza del rapporto rappresentativo. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 30 Gennaio 2007, n. 1959.


Società - Di persone fisiche - Società semplice - Scioglimento del rapporto sociale limitatamete a un socio - In genere - Liquidazione della quota in favore del socio uscente o degli eredi del socio defunto - Legittimazione passiva nel giudizio - Spettanza esclusiva alla società - Citazione dei soli soci - Sufficienza - Limiti. .
La domanda di liquidazione della quota di una società di persone (o di fatto) da parte del socio receduto o escluso, ovvero degli eredi del socio defunto, fa valere un'obbligazione non degli altri soci, ma della società medesima quale unico soggetto passivamente legittimato. Il contraddittorio nei confronti della società può ritenersi regolarmente instaurato anche nel caso in cui non sia convenuta la società, ma siano citati in giudizio tutti i suoi soci, solo se risulti accertato, attraverso l'interpretazione della domanda e con apprezzamento di fatto riservato al giudice di merito, che l'attore abbia proposto l'azione nei confronti della società per far valere il proprio credito nei suoi confronti. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 23 Maggio 2006, n. 12125.


Società - Di persone fisiche - Società semplice - Rapporti con i terzi - Della società - Rappresentanza della società - In genere - Spettanza ai soci amministratori - Fondamento - Spendita del nome della società - Uso di formule sacramentali - Necessità - Esclusione - Fattispecie. .
Nelle società in nome collettivo, in base al combinato disposto degli artt. 2293, 2266 cod. civ., la rappresentanza dell'ente spetta, disgiuntamente, a ciascun socio e - salvo diversa disposizione dell'atto costitutivo - si estende a tutti gli atti che rientrano nell'oggetto sociale, in quanto la legge presume che la volontà dichiarata dal rappresentante nell'interesse della società corrisponda alla volontà sociale. A tal fine non è necessario che per manifestare il rapporto rappresentativo ("contemplatio domini") il socio amministratore usi formule sacramentali, ma è sufficiente che dalle modalità e dalle circostanze in cui ha svolto l'attività negoziale e dalla struttura e dall'oggetto del negozio, i terzi possano riconoscerne l'inerenza all'impresa sociale, sì da poter presumere che l'attività è espletata nella qualità di socio amministratore. (Nella specie, relativa ad un contratto con il quale era stato pattuito il subentro nella locazione di un esercizio commerciale, la S.C ha ritenuto che il comportamento della socia amministratrice fosse idoneo a portare a conoscenza della controparte il fatto che ella agiva in rappresentanza della società, in quanto costei era amministratrice unica della medesima, la s.n.c. era titolare del rapporto di locazione e l'oggetto del contratto ineriva all'impresa sociale). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 12 Novembre 2004, n. 21520.


Società - Di persone fisiche - Società in nome collettivo - Rapporti con i terzi - Rappresentanza della società - Spettanza - A ciascun socio disgiuntamente - Provenienza dell'atto da uno dei soci - Contestazione - Mancanza - Conseguenze - Procedimento civile - Citazione contenente la denominazione della società, pur non indicando la persona fisica che ne ha la rappresentanza in giudizio - Procura "ad litem" sottoscritta con firma leggibile - Nullità per assoluta incertezza del requisito di cui all'art. 163 n. 2 cod. proc. civ. - Configurabilità - Esclusione.

Procedimento civile - Difensori - Mandato alle liti (procura) - In genere - Società - Citazione contenente la denominazione della società, pur non indicando la persona fisica che ne ha la rappresentanza in giudizio - Procura "ad litem" sottoscritta con firma leggibile - Nullità per assoluta incertezza del requisito di cui all'art. 163 n. 2 cod. proc. civ. - Configurabilità - Esclusione.
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Nella società in nome collettivo, in base al combinato disposto di cui agli articoli 2293, 2266 e 2257 cod. civ. la rappresentanza, salvo diverse pattuizioni, spetta disgiuntamente a ciascuno dei soci, con la conseguenza che quando non ne sia contestata la provenienza da uno di essi, ancorché non individuato, l'atto compiuto deve ritenersi valido e idoneo a produrre i propri effetti. Ne consegue che non può a tale stregua considerarsi viziata da nullità per assoluta incertezza del requisito di cui all'art. 163 n. 2 cod. proc. civ. l'atto di citazione contenente la denominazione della società che, pur non indicando la persona fisica che ne ha la rappresentanza in giudizio, reca una leggibile sottoscrizione della procura alle liti. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 24 Maggio 2004, n. 9927.


Società - Di persone fisiche - In genere (nozione, caratteri, distinzioni) - Domanda di liquidazione degli utili - Legittimazione passiva della società - Sussistenza - Legittimazione passiva del singolo socio - Esclusione. .
La domanda con cui il socio di una società di persona fa valere l'obbligazione della società alla liquidazione della sua quota degli utili va proposta nei confronti della società medesima, quale soggetto passivamente legittimato, e non già dei soci singolarmente; ne' tale principio può essere superato, ancorché si tratti di società irregolare, in base al concorrente principio della responsabilità solidale dei soci (art. 2291 cod. civ.), perché la regola della solidarietà tra i soci è stabilita a favore dei terzi che vantino crediti nei confronti della società, e non è applicabile alle obbligazioni della società nei confronti dei soci medesimi (conformemente alla regola generale secondo cui nei rapporti interni l'obbligazione in solido si divide tra i diversi debitori, salvo che sia stata contratta nell'interesse esclusivo di alcuno di essi). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 05 Maggio 2004, n. 8531.


Società - Di persone fisiche - Società semplice - Scioglimento del rapporto sociale limitatamente a un socio - In genere - Domanda di liquidazione della quota promossa dall'ex socio - Legittimazione passiva della società - Sussistenza. .
Il principio secondo il quale le azioni per la liquidazione della quota del socio uscente vanno proposte nei confronti della società, anche se di persone (attesane la indiscutibile qualità di soggetto di diritto, quantunque sfornito di personalità giuridica) si applica anche al caso (come quello di specie) di azione promossa dall'ex socio per conseguire la quota di partecipazione ad utili inerenti ad operazioni in corso alla data di cessazione del singolo rapporto sociale, o che siano stati accertati dopo quella data, ma siano riferibili ad operazioni precedenti. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 01 Aprile 2004, n. 6376.


Società - Di persone fisiche - Società semplice - Rapporti con i terzi - Della società - In genere - Controversie giudiziarie - Contraddittorio - Instaurazione - Presenza di tutti i soci - Sufficienza. .
Nei giudizi instaurati nei confronti di una società di persone (nella specie, s.n.c.) è sufficiente, ai fini della rituale instaurazione del contraddittorio, la presenza in giudizio di tutti i soci, non essendo configurabile un interesse della società (intesa come autonomo soggetto giuridico) che non si identifichi con la somma degli interessi dei soci medesimi. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 12 Settembre 2003, n. 13438.


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  Cassazione civile, sez. I, 13 Settembre 2002, n. 13416.