LIBRO QUARTO
Dei procedimenti speciali
TITOLO I
Dei procedimenti sommari
CAPO I
Del procedimento d'ingiunzione

Art. 653

Rigetto o accoglimento parziale dell'opposizione
Testo a fronte
TESTO A FRONTE

I. Se l'opposizione è rigettata con sentenza passata in giudicato o provvisoriamente esecutiva, oppure è dichiarata con ordinanza l'estinzione del processo, il decreto, che non ne sia già munito, acquista efficacia esecutiva.

II. Se l'opposizione è accolta solo in parte, il titolo esecutivo è costituito esclusivamente dalla sentenza, ma gli atti di esecuzione già compiuti in base al decreto conservano i loro effetti nei limiti della somma o della quantità ridotta.

III. Con la sentenza che rigetta totalmente o in parte l'opposizione avverso il decreto ingiuntivo emesso sulla base dei titoli aventi efficacia esecutiva in base alle vigenti disposizioni, il giudice liquida anche le spese e gli onorari del decreto ingiuntivo.


GIURISPRUDENZA

Decreto Ingiuntivo – Opposizione – Mancata riassunzione – Passaggio in giudicato – Fatti estintivi, modificativi e impeditivi del rapporto – Estensione.
L’estinzione del giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo per mancata riassunzione da parte del curatore a seguito di dichiarazione di fallimento dell’opponente comporta, anche nel caso di riabilitazione del fallito, la conferma e conseguente esecutività del decreto opposto con passaggio in giudicato del provvedimento di ingiunzione. Tale giudicato, oltre a coprire l’esistenza del credito azionato per via monitoria, si estende anche a tutte le questioni ad esso collegate quali fatti impeditivi, estintivi e modificativi del rapporto azionato che sarebbero stati deducibili con il giudizio di opposizione. (Patrizio Melpignano) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 12 Dicembre 2017.


Opposizione a decreto ingiuntivo - Mediazione obbligatoria - Onere di avvio della procedura di mediazione .
È improcedibile la domanda di opposizione a decreto ingiuntivo proposta dal debitore opponente che non abbia, preventivamente, esperito la procedura di mediazione poiché, essendo l'opponente la parte che ha interesse ad avviare il giudizio di cognizione, su di lui grava l'onere di avviare la mediazione. (Francesco Namio) (Valeria Barresi) (riproduzione riservata) Tribunale Termini Imerese, 15 Novembre 2017.


Esecuzione forzata - Sospensione dell'esecuzione - Opposizione a cartella di pagamento - Sospensione della esecuzione forzata - Sentenza di rigetto dell'opposizione - Effetti - Cessazione della sospensione - Riassunzione del processo esecutivo - Condizioni.
Nel giudizio di opposizione contro la cartella di pagamento, la sospensione dell'esecutività della cartella opposta, analogamente alla sospensione della esecutività del decreto ingiuntivo nel relativo giudizio di opposizione, in quanto provvedimento endoprocedimentale, destinato a rimanere assorbito nella decisione di merito, cessa di produrre i suoi effetti, qualora il giudizio di primo grado si concluda con sentenza di rigetto dell'opposizione, con la conseguenza che il titolo opposto riprende forza di titolo esecutivo, ove non sia oggetto di inibitoria da parte della corte d’appello. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. IV, lavoro, 31 Luglio 2017, n. 19029.


Fallimento – Rapporti non compresi – Reiezione o dichiarazione di inammissibilità della domanda di ammissione al passivo – Legittimazione processuale del fallito – Riassunzione del giudizio interrotto – Decorrenza del termine.
Oltre ai rapporti per loro natura non compresi nel fallimento, per i quali il fallito, ai sensi dell’art. 46 legge fall. mantiene la capacità processuale, ve ne sono altri che possono diventare tali in conseguenza della reiezione o della dichiarazione di inammissibilità della domanda di ammissione al passivo o della decisione sull’impugnazione ex artt. 98 e 99 legge fall.

In tali casi, il fallito ha facoltà di riassumere il processo interrotto a causa della dichiarazione di fallimento nel termine di cui all’art. 305 c.p.c. termine che, secondo un’interpretazione costituzionalmente orientata che tenga conto del diritto sancito dall’art. 24 Cost., non può decorrere nel tempo in cui il soggetto titolare di detta facoltà (l’imprenditore fallito) non abbia capacità processuale e gli sia perciò impedito l’esercizio delle proprie prerogative processuali. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Tribunale Milano, 13 Febbraio 2017.


Procedimento monitorio – Opposizione al decreto ingiuntivo – Fallimento, in corso di causa, del debitore/opponente – Onere di riassunzione del procedimento da parte del curatore fallimentare – Non sussiste – Inefficacia sopravvenuta del decreto ingiuntivo opposto – Sussiste.
La Legge fallimentare, atteggiandosi come norma speciale rispetto a quella generale prevista dal codice di rito, prevede una competenza esclusiva inderogabile del giudice delegato del fallimento ad esaminare tutte le domande tese ad ottenere il riconoscimento di un credito nei confronti del debitore fallito, anche al fine di garantire che il fondamento del credito da insinuare al passivo sia accertato nel contraddittorio anche degli altri creditori concorrenti.
Il decreto ingiuntivo, anche se provvisoriamente esecutivo, non può essere opponibile alla massa, e il credito va accertato nella sede naturale davanti al giudice del fallimento.
Con il fallimento del debitore si configura allora l’inefficacia sopravvenuta del decreto ingiuntivo opposto, per cui non si viene a configurare un onere di riassunzione della causa in capo all’opponente, il che pone fuori gioco la possibilità di dichiarare l’estinzione della causa ex artt.653, I co., e 307 c.p.c.. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Tribunale Taranto, 15 Settembre 2016.


Avvocato e procuratore - Giudizi disciplinari - Procedimento - Giudizio penale e disciplinare sui medesimi fatti - Sospensione del secondo ex art. 295 c.p.c. - Condizioni - Durata della sospensione.
Ai fini della valutazione della sussistenza di un rapporto di pregiudizialità tra il procedimento penale e quello disciplinare a carico di un avvocato, riguardanti entrambi i medesimi fatti, e quindi per la sussistenza dell'obbligo di sospensione del secondo fino alla definizione del primo, la circostanza che la contestazione dei fatti all'imputato sia avvenuta nel procedimento penale con l'esecuzione di una misura restrittiva della libertà personale (nella specie, quella degli arresti domiciliari) assume carattere decisivo e comporta la necessità della sospensione del procedimento disciplinare, che, così disposta, si esaurisce con il passaggio in giudicato della sentenza che definisce il procedimento penale, senza che la ripresa di quello disciplinare innanzi al Consiglio dell'ordine degli avvocati sia soggetta a termine di decadenza. (massima ufficiale) Cassazione Sez. Un. Civili, 27 Luglio 2016, n. 15206.


Opposizione a decreto ingiuntivo – Inammissibilità – Giudicato sostanziale – Copre il dedotto e il deducibile.
Nel procedimento di opposizione a decreto ingiuntivo, a proporre la domanda principale è il ricorrente in via monitoria – c.d. attore sostanziale; viceversa l’opponente - c.d. convenuto in via sostanziale – è chi subisce l’azione di merito e quindi assume una posizione equiparabile al convenuto di un’azione esperita nella forma della cognizione ordinaria.
L’inammissibilità dell’opposizione implica la conferma del decreto ingiuntivo e quindi l’accoglimento della domanda attorea in esso implicata; con la ineluttabile conseguenza del formarsi del giudicato sostanziale proprio sulla domanda proposta con il ricorso monitorio.  
Il giudicato così intervenuto su di un’azione di adempimento contrattuale implica in primo luogo la validità ed efficacia del contratto. Non solo, ma il giudicato copre anche il deducibile: le eccezioni che il convenuto– opponente avrebbe potuto proporre per paralizzare la pretesa attrice, ad esempio eccezione di inadempimento o recesso, e che sarebbero andate nella direzione della invalidità o inefficacia del contratto, non possono essere riproposte. (Chiara Bosi) (riproduzione riservata)
Tribunale Taranto, 21 Aprile 2016.


Fallimento - Accertamento del passivo - Decreto ingiuntivo - Efficacia di giudicato sostanziale ed idoneità a costituire titolo per l'ammissione al passivo - Mancanza di opposizione - Decreto di esecutorietà ex art. 647 c.p.c. - Necessità - Opposizione - Estinzione del giudizio e decorso del termine per il reclamo - Sufficienza.
Il decreto ingiuntivo acquista efficacia di giudicato sostanziale, idoneo a costituire titolo inoppugnabile per l'ammissione al passivo, solo nel momento in cui il giudice, dopo averne controllato la ritualità della notificazione, lo dichiari, in mancanza di opposizione o di costituzione dell'opponente, esecutivo ai sensi dell'art. 647 c.p.c., laddove, in caso di opposizione, come si evince dal coordinato disposto degli artt. 653 e 308 c.p.c., basta che il relativo giudizio si sia estinto e che, al momento della sentenza di fallimento, sia decorso il termine di dieci giorni per proporre reclamo avverso l'ordinanza di estinzione. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 29 Febbraio 2016, n. 3987.


Fallimento - Accertamento del passivo - Formazione dello stato passivo - Decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo - Dichiarazione di fallimento dell'ingiunto in pendenza del giudizio di opposizione - Opponibilità alla curatela del decreto e dell'ipoteca giudiziale - Esclusione - Fondamento.
Nel caso in cui la dichiarazione di fallimento del debitore sopravvenga nelle more dell'opposizione da lui proposta contro il decreto ingiuntivo, il curatore non è tenuto a riassumere il giudizio, poiché il provvedimento monitorio, quand'anche provvisoriamente esecutivo, non è equiparabile ad una sentenza non ancora passata in giudicato, che viene emessa nel contraddittorio delle parti, ed è, come tale, totalmente privo di efficacia nei confronti del fallimento, al pari dell'ipoteca giudiziale iscritta in ragione della sua provvisoria esecutività. Né può trovare applicazione l'art. 653 cod. proc. civ., norma che si giustifica unicamente nell'ambito di un procedimento monitorio ormai divenuto inefficace. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 27 Maggio 2014.


Procedimento per ingiunzione - Incompetenza del giudice che ha emesso il decreto - Pronuncia dell'incompetenza da parte del giudice dell'opposizione - Dichiarazione di incompetenza, nullità e revoca del decreto..
Nel caso di incompetenza per valore, materia o territorio del giudice che ha emesso il decreto ingiuntivo, si deve ritenere che il giudice dell'opposizione, nell’esercizio della propria competenza funzionale ed inderogabile sull’opposizione, debba pronunciare sentenza con la quale dichiari l’incompetenza del giudice che ha emesso il decreto nonché la nullità e la revoca del decreto stesso. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 02 Luglio 2013.


Estinzione del giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo prima del fallimento – Apposizione del visto ex artt. 653 e 654 c.p.c. successivamente all’apertura della procedura – Opponibilità del decreto ingiuntivo al fallimento – Esclusione..
In caso di estinzione del giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo,  il provvedimento monitorio può essere dichiarato definitivo solo a seguito del passaggio in giudicato del provvedimento dichiarativo dell’estinzione medesima. Tale presupposto dev’essere positivamente verificato dal Giudice che ha emesso il decreto, con apposizione del visto ex artt. 653 e 654 c.p.c. che conferisce al provvedimento monitorio efficacia di giudicato, analogamente al provvedimento ex art. 647 c.p.c. Dev’essere, pertanto, dichiarato inopponibile al fallimento ex art. 45 L.F. il decreto ingiuntivo dichiarato definitivo ex artt. 653 e 654 c.p.c. successivamente all’apertura della procedura concorsuale, pur se l’estinzione del giudizio di opposizione sia intervenuta in data anteriore. (Raffaella Santello) (riproduzione riservata) Tribunale Treviso, 22 Maggio 2013.


Procedimento civile – Espropriazione presso terzi – Ordinanza di assegnazione – Impugnabilità – Ricorso per cassazione – Esclusione.

Procedimento civile – Espropriazione presso terzi – Ordinanza di assegnazione – Natura satisfattiva – Immodificabilità.

Procedimento civile – Espropriazione presso terzi – Opposizione agli atti esecutivi – Non necessaria partecipazione al processo del terzo pignorato.

Procedimento civile – Errore materiale.
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Nel procedimento di espropriazione presso terzi, l'ordinanza con cui il giudice dell'esecuzione modifica una precedente ordinanza di assegnazione non è impugnabile con ricorso per Cassazione ex art. 111 Cost. ma con l'opposizione agli atti esecutivi. (Matteo Gasparin) (riproduzione riservata)

L’ordinanza di assegnazione di crediti in un procedimento di pignoramento presso terzi ha carattere pienamente satisfattivo ed è, in sé e salvo impugnazioni, immodificabile e irrevocabile. (Matteo Gasparin) (riproduzione riservata)

Nell’ambito dell’opposizione agli atti esecutivi il terzo pignorato, per assumere la veste di litisconsorte necessario, deve avere interesse all'accertamento della estinzione del suo debito per non esser costretto a pagare di nuovo al creditore del suo debitore, mentre non può assumere la posizione di parte in relazione alla sua qualità di custode, ancorché interessato alle vicende del processo per adeguarvi il suo comportamento (e cioè pagare al suo creditore a processo estinto, ovvero al creditore indicato nell'ordinanza di assegnazione, se non ne è stata sospesa l'efficacia a seguito dell'opposizione). (Matteo Gasparin) (riproduzione riservata)

L’errore materiale si configura in caso di inesattezze di redazione del documento contenente il provvedimento decisorio e riguardanti l'espressione, ovvero la indicazione di circostanze che non implicano una valutazione di rilevanza ai fini del merito della causa. (Matteo Gasparin) (riproduzione riservata)
Tribunale Vicenza, 28 Aprile 2011.


Opposizione a decreto ingiuntivo - Sentenza di rigetto - Provvisoria esecutività - Sussiste..
In materia di opposizione a decreto ingiuntivo, alla luce di una interpretazione costituzionalmente orientata, non può che ritenersi che, in caso di rigetto dell’opposizione a decreto ingiuntivo, quest’ultimo, unitamente alla sentenza, costituisca immediatamente titolo esecutivo e sia quindi suscettibile di esecuzione forzata, senza che occorra che la sentenza di rigetto dell’opposizione contenga una specifica statuizione di provvisoria esecutività ovvero che l’efficacia esecutiva del decreto sia disposta dal giudice della fase monitoria. (gb) (riproduzione riservata) Tribunale Catanzaro, 16 Settembre 2010.


Opposizione decreto ingiuntivo - Pagamento di parte del debito dopo l'emissione del decreto monitorio - Decisione del giudizio di opposizione - Revoca del decreto - Esclusione - Conferma.
In caso di pagamento da parte dell’opponente di parte del debito dopo l’emissione del decreto ingiuntivo, poiché è la stessa legge (art. 653, comma 2, c.p.c.) ad indicare nella sentenza il titolo esecutivo utile ai fini dell’esecuzione e, dunque, non possono sorgere dubbi su quale sia lo strumento su cui fondare una eventuale esecuzione, all’esito del giudizio di opposizione non va revocato il decreto ingiuntivo opposto ma va confermato, anche per salvaguardare le spese della fase monitoria che, in caso di revoca del decreto, verrebbero sostanzialmente perse dal ricorrente per una causa successiva ed indipendente dalla propria volontà (si contrappone a Cass. SS.UU. 7448/1993, a mente della quale il decreto ingiuntivo va sempre revocato e sostituito con la sentenza di accoglimento parziale dell’opposizione, senza possibilità di recuperare le spese della fase monitoria, nemmeno per il minor valore del credito). (Andrea Milesi) (riproduzione riservata) Tribunale Cremona, 09 Agosto 2010.


Procedimento monitorio - Opposizione - Adesione dell'opposto all'eccezione di incompetenza territoriale - Pronuncia sulle spese di lite - Necessità.
Nel giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo, in caso di adesione dell’opposto all’eccezione di incompetenza territoriale sollevata dall’opponente il giudice è tenuto a pronunciarsi sulle spese di lite, in quanto diversamente vi sarebbe il rischio che la mancata riassunzione del giudizio (questa volta ordinario e non monitorio o di opposizione a decreto ingiuntivo) vada a discapito della parte che ha, a ragione, eccepito l'incompetenza del giudice del monitorio (si contrappone a Cass. 6106/2006, a mente della quale, in caso di adesione dell’attore all’eccezione di incompetenza territoriale del convenuto e al foro da questi indicato, il giudizio prosegue avanti al giudice competente, al quale compete di decidere anche sulle spese della fase svoltasi davanti al giudice incompetente). (Laura De Simone) (riproduzione riservata) Tribunale Cremona, 05 Marzo 2010.