LIBRO QUARTO
Dei procedimenti speciali
TITOLO I
Dei procedimenti sommari
CAPO I
Del procedimento d'ingiunzione

Art. 647

Esecutorietà per mancata opposizione o per mancata attività dell'opponente
Testo a fronte
TESTO A FRONTE

I. Se non è stata fatta opposizione nel termine stabilito, oppure l'opponente non si è costituito, il giudice che ha pronunciato il decreto, su istanza anche verbale del ricorrente, lo dichiara esecutivo. Nel primo caso il giudice deve ordinare che sia rinnovata la notificazione, quando risulta o appare probabile che l'intimato non abbia avuto conoscenza del decreto.

II. Quando il decreto è stato dichiarato esecutivo a norma del presente articolo, l'opposizione non può essere più proposta né proseguita, salvo il disposto dell'articolo 650, e la cauzione eventualmente prestata è liberata.


GIURISPRUDENZA

Procedimento cautelare – Sequestro conservativo sui beni del debitore – Ottenuto in pendenza del termine di opposizione a decreto ingiuntivo per lo stesso credito – Intervenuta esecutività del decreto ingiuntivo – Non luogo a pronunciare sentenza di merito.
Nel giudizio di merito instaurato ex artt.669 octies e 669 nonies c.p.c., non vi è luogo a pronunciare una sentenza di condanna sul merito della pretesa creditoria qualora, nel frattempo, sia venuto ad esistenza un titolo esecutivo irrevocabile. Diversamente, si avrebbe una inammissibile duplicazione di titoli esecutivi. [Nella fattispecie, il creditore, in pendenza del termine per l’opposizione al decreto ingiuntivo ottenuto contro il debitore, nel timore di perdere la garanzia del credito aveva ottenuto un sequestro conservativo sui suoi beni, attivando successivamente il giudizio di merito a cognizione piena sulla sussistenza del proprio credito.] (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Bologna, 20 Giugno 2018.


Accertamento del passivo - Decreto ingiuntivo - Giudicato formale e sostanziale - Emissione del decreto ex art. 647 c.p.c. - Necessità - Conseguenze in tema di opponibilità al fallimento.
In assenza di opposizione, il decreto ingiuntivo acquista efficacia di giudicato formale e sostanziale solo nel momento in cui il giudice, dopo averne controllato la notificazione, lo dichiari esecutivo ai sensi dell'art. 647 c.p.c. Tale funzione si differenzia dalla verifica affidata al cancelliere dall'art. 124 o dall'art. 153 disp. att. c.p.c. e consiste in una vera e propria attività giurisdizionale di verifica del contraddittorio che si pone come ultimo atto del giudice all'interno del processo d'ingiunzione e a cui non può surrogarsi il giudice delegato in sede di accertamento del passivo. Ne consegue che il decreto ingiuntivo non munito, prima della dichiarazione di fallimento, del decreto di esecutorietà non è passato in cosa giudicata formale e sostanziale e non è opponibile al fallimento, neppure nell'ipotesi in cui il decreto ex art. 647 c.p.c. venga emesso successivamente, tenuto conto del fatto che, intervenuto il fallimento, ogni credito, deve essere accertato nel concorso dei creditori ai sensi dell'art. 52 l.fall. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 24 Ottobre 2017, n. 25191.


Decreto ingiuntivo – Notificato a beneficiario di amministrazione di sostegno – Dichiarato esecutivo ex art.647 c.p.c. – Inefficacia ex art.188 disp. att. c.p.c. – Esclusione.
Soltanto se un decreto ingiuntivo non è stato notificato oppure se la sua notifica è giuridicamente inesistente, la parte contro la quale è stato emesso può chiederne la declaratoria di inefficacia ai sensi dell’art.188 disp. att. c.p.c..
Le notificazioni di atti processuali fatte a soggetto incapace sono nulle e non inesistenti.
L’accertamento dell’avvenuta – e regolare – notifica contenuto nel decreto emesso ex art.647 c.p.c. si pone in logica contraddizione con la ritenuta “inesistenza” della notifica. In sostanza, una volta che sia stata dichiarata dal giudice la regolarità della notifica ai sensi dell’art.647 c.p.c., non sarebbe più possibile, se non all’esito del procedimento ex art.650 c.p.c., dichiarare che la detta notifica era inesistente. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Tribunale Treviso, 24 Luglio 2017.


Procedimento monitorio – Mancata o tardiva opposizione al decreto ingiuntivo – Passaggio in giudicato del decreto – Sussiste – Inammissibilità di domande accessorie proposte con l’opposizione tardiva.
Nei casi di mancata opposizione o di tardiva opposizione nel termine stabilito (così come nei casi di mancata costituzione o di tardiva costituzione del debitore-opponente), il decreto ingiuntivo diventa esecutivo ed acquista autorità di cosa giudicata.
Non può darsi ingresso all’esame di una domanda subordinata e riconvenzionale proposta dall’attore opponente nel caso in cui sia stata dichiarata inammissibile per tardività l’opposizione a decreto ingiuntivo. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Tribunale Torino, 16 Marzo 2017.


Procedimento monitorio – Opposizione a decreto ingiuntivo – Mediazione delegata – Onere di attivare il procedimento – A carico dell’ingiunto-opponente.
La mancata attivazione del procedimento di mediazione delegata comporta l’improcedibilità non della domanda monitoria, ma del giudizio di opposizione, e l’acquisto da parte del decreto ingiuntivo dell’autorità ed efficacia di cosa giudicata.
Infatti, l’instaurazione del procedimento monitorio non richiede il previo passaggio in mediazione; inoltre, è coerente con l’onere dell’ingiunto di proporre tempestivamente l’opposizione e di costituirsi – se vuole evitare la dichiarazione di esecutività del decreto ingiuntivo e il formarsi del giudicato – il porre a carico dell’ingiunto-opponente l’onere di evitare l’improcedibilità del giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Tribunale Bologna, 04 Luglio 2016.


Fallimento - Decreto monitorio non opposto - Dichiarazione di esecutività ex articolo 647 c.p.c. - Fallimento consecutivo a concordato preventivo - Retrodatazione dello stato di insolvenza.
La dichiarazione con la quale il giudice che ha pronunciato il decreto lo dichiara esecutivo ai sensi dell'articolo 647 c.p.c. per mancanza di opposizione, per essere opponibile al fallimento che faccia seguito alla presentazione della domanda di concordato preventivo deve essere apposta in data anteriore al deposito di quest'ultima. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Rovigo, 04 Maggio 2016.


Fallimento - Accertamento del passivo - Decreto ingiuntivo - Efficacia di giudicato sostanziale ed idoneità a costituire titolo per l'ammissione al passivo - Mancanza di opposizione - Decreto di esecutorietà ex art. 647 c.p.c. - Necessità - Opposizione - Estinzione del giudizio e decorso del termine per il reclamo - Sufficienza.
Il decreto ingiuntivo acquista efficacia di giudicato sostanziale, idoneo a costituire titolo inoppugnabile per l'ammissione al passivo, solo nel momento in cui il giudice, dopo averne controllato la ritualità della notificazione, lo dichiari, in mancanza di opposizione o di costituzione dell'opponente, esecutivo ai sensi dell'art. 647 c.p.c., laddove, in caso di opposizione, come si evince dal coordinato disposto degli artt. 653 e 308 c.p.c., basta che il relativo giudizio si sia estinto e che, al momento della sentenza di fallimento, sia decorso il termine di dieci giorni per proporre reclamo avverso l'ordinanza di estinzione. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 29 Febbraio 2016, n. 3987.


Titolo esecutivo ottenuto nei confronti di società di persone – Iscrizione di ipoteca giudiziale sui beni immobili del singolo socio illimitatamente responsabile – Idoneità.
La sentenza o il decreto ingiuntivo (provvisoriamente esecutivo o definitivo) ottenuti nei confronti della società consentono l’iscrizione dell’ipoteca giudiziale sui beni immobili del socio illimitatamente responsabile di società di persone posto che tale formalità si configura quale misura cautelare finalizzata a garantire il pieno soddisfacimento dell'interesse del creditore e costituisce atto estraneo al procedimento di espropriazione. (Mauro Bernardi) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 08 Ottobre 2015.


Conto corrente – Mutuo – Interessi debitori capitalizzati – Tasso di mora – Provvisoria esecuzione del decreto ingiuntivo.
Non deve essere concessa la provvisoria esecuzione del decreto ingiuntivo per l’intera somma richiesta qualora dalla documentazione in atti emerga la possibilità che, sul conto corrente oggetto di pretesa monitoria, siano state addebitate delle rate di mutuo in costanza di saldo passivo del conto corrente medesimo. Tali rate, infatti, risulterebbero gravate da interesssi debitori (: tasso di interesse di extrafido del conto corrente e commissione di massimo scoperto)  illegittimamente capitalizzati e, per di più, non necessariamente in linea con il tasso di mora pattuito, con inevitabili conseguenze sulla misura del saldo debitorio preteso. (Aldo Angelo Dolmetta) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 23 Giugno 2015.


Opposizione a decreto ingiuntivo – Procedimento sottoposto all’obbligo della preventiva mediazione – Parte del processo soggetta all’obbligo – Parte Opponente – Sussiste.
In materia di mediazione obbligatoria ex art. 5 dlgs 28 del 2010, in caso di procedimento di opposizione a decreto ingiuntivo, il mancato esperimento della mediazione giova al "convenuto opposto" e comporta la definitività del decreto ingiuntivo opposto in applicazione (analogica) dell’articolo 647 comma 1 c.p.c., in quanto: a. è l’opponente, e non l’opposto, ad avere interesse a che proceda il giudizio di opposizione diretto alla rimozione di un atto giurisdizionale (il decreto ingiuntivo) suscettibile altrimenti di divenire definitivamente esecutivo; pertanto è l’opponente a dovere subire le conseguenze del mancato o tardivo esperimento del procedimento di mediazione delegata; b. la condizione di procedibilità opera solamente nella fase di opposizione; se si andasse di diverso avviso, si introdurrebbe una sorta di improcedibilità postuma della domanda monitoria, ossia una improcedibilità che pur non sussistente al momento in cui è stato proposto il ricorso e ottenuto il decreto ingiuntivo, sarebbe accertata solo successivamente in una fase posteriore; si applicherebbe poi un regime speciale alla improcedibilità non contemplato dal d. lgs. 28/2010, in contrasto con il disposto dell’articolo 647 c.p.c. (il quale, in caso di improcedibilità per mancata o tardiva costituzione dell’opponente, prevede che il giudice su istanza anche verbale del ricorrente dichiari esecutivo il decreto opposto) e pure in contrasto con il tendenziale principio della stabilità dei provvedimenti emessi a cui è informato il procedimento di ingiunzione. Pertanto, l’espressione "condizione di procedibilità della domanda giudiziale" contenuta nell’articolo 5 co. 2 citato va interpretata alla stregua di improcedibilità/estinzione dell’opposizione e non come improcedibilità della domanda monitoria consacrata nel provvedimento ingiuntivo. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Bologna, 20 Gennaio 2015.


Decreto ingiuntivo telematico – Esecutorietà – Modalità – Esecutorietà telematica.
Nel caso in cui l’ingiunzione di pagamento sia stata emessa con formalità telematiche, ai fini della esecutorietà non è previsto il rilascio da parte del cancelliere dì attestazione di non interposta opposizione al decreto ingiuntivo, in quanto la normativa tecnica e le modalità di funzionamento del sistema informatico prevedono l'automatica segnalazione della pendenza di una opposizione, a mezzo di un altro specifico alert. Conseguentemente, il controllo giudiziale – in funzione della formula esecutiva – concerne la presenza o non dell’apposito alert da parte della cancelleria a cui compete di registrare lo specifico evento ostativo alla esecutorietà (n.b.: "consegnato avviso di opposizione"): ciò vuol dire che in assenza di detto alert il giudice deve procedere emettendo il decreto di esecutorietà, a mezzo Consolle (cd. esecutorietà telematica). (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 28 Ottobre 2014.


Fallimento - Accertamento del passivo - Decreto ingiuntivo privo del decreto di esecutorietà - Opponibilità al fallimento dell'ipoteca giudiziale - Esclusione.
Il decreto ingiuntivo che non sia munito del decreto di esecutorietà non può considerarsi passato in giudicato e, come tale, non è opponibile al fallimento, con conseguente inopponibilità al medesimo dell'ipoteca giudiziale eventualmente iscritta e delle spese processuali che su quel titolo si fondano. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Treviso, 17 Settembre 2014.


Fallimento - Accertamento del passivo - Opponibilità del decreto ingiuntivo non munito del decreto di esecutorietà prima della dichiarazione di fallimento - Esclusione..
Il decreto ingiuntivo che non sia stato un munito, prima della dichiarazione di fallimento, del decreto di esecutorietà di cui all'articolo 647 c.p.c., non può considerarsi passato in cosa giudicata formale e sostanziale, né può acquisire tale valore con un successivo decreto di esecutorietà per mancata opposizione, poiché, intervenuto il fallimento, ogni credito, secondo quanto prescrive l'articolo 52 L.F., deve essere accertato nel concorso dei creditori in sede di accertamento del passivo, secondo le regole stabilite dagli articoli 92 e seguenti L.F.. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 27 Gennaio 2014, n. 1650.


Estinzione del giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo prima del fallimento – Apposizione del visto ex artt. 653 e 654 c.p.c. successivamente all’apertura della procedura – Opponibilità del decreto ingiuntivo al fallimento – Esclusione..
In caso di estinzione del giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo,  il provvedimento monitorio può essere dichiarato definitivo solo a seguito del passaggio in giudicato del provvedimento dichiarativo dell’estinzione medesima. Tale presupposto dev’essere positivamente verificato dal Giudice che ha emesso il decreto, con apposizione del visto ex artt. 653 e 654 c.p.c. che conferisce al provvedimento monitorio efficacia di giudicato, analogamente al provvedimento ex art. 647 c.p.c. Dev’essere, pertanto, dichiarato inopponibile al fallimento ex art. 45 L.F. il decreto ingiuntivo dichiarato definitivo ex artt. 653 e 654 c.p.c. successivamente all’apertura della procedura concorsuale, pur se l’estinzione del giudizio di opposizione sia intervenuta in data anteriore. (Raffaella Santello) (riproduzione riservata) Tribunale Treviso, 22 Maggio 2013.


Procedimento monitorio - Opposizione a decreto ingiuntivo - Mancata o tardiva opposizione - Passaggio in giudicato del decreto..
Nei casi di mancata opposizione o di tardiva opposizione nel termine stabilito (così come nei casi di mancata costituzione o di tardiva costituzione del debitore-opponente), il decreto ingiuntivo diventa esecutivo ed acquista autorità di cosa giudicata. Nonostante l’art. 647 c.p.c. non lo preveda espressamente, la dottrina e la giurisprudenza prevalenti desumono l’intenzione del legislatore di attribuire al decreto ingiuntivo non opposto (od opposto con giudizio poi estinto o dichiarato inammissibile o improcedibile) l’efficacia propria del giudicato sulla base dell’art. 650 c.p.c. che, nel disciplinare l’opposizione tardiva, indica alcune limitazioni che non avrebbero senso se il decreto ingiuntivo opposto non fosse incontrovertibile e dell’art. 656 c.p.c., il quale prevede l’impugnazione del decreto ingiuntivo divenuto esecutivo a norma dell’art. 647 unicamente  per revocazione  straordinaria (ossia nei casi indicati nei numeri 1, 2, 5 e 6 dell’art. 395) e con opposizione di terzo revocatoria (ossia nei casi previsti nell’art. 404 secondo comma). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 11 Febbraio 2013.