LIBRO TERZO
Del processo di esecuzione
TITOLO II
Dell'espropriazione forzata
CAPO II
Dell'espropriazione mobiliare presso il debitore
SEZIONE III
Dell'assegnazione e della vendita

Art. 533

Obblighi del commissionario
Testo a fronte
TESTO A FRONTE

I. Il commissionario assicura agli interessati la possibilità di esaminare, anche con modalità telematiche, le cose poste in vendita almeno tre giorni prima della data fissata per l'esperimento di vendita e non può consegnare la cosa all'acquirente prima del pagamento integrale del prezzo. Egli è tenuto in ogni caso a documentare le operazioni di vendita mediante certificato, fattura o fissato bollato in doppio esemplare, uno dei quali deve essere consegnato al cancelliere col prezzo ricavato dalla vendita, nel termine stabilito dal giudice dell'esecuzione nel suo provvedimento.

II. Qualora la vendita non avvenga nel termine fissato a norma dell'articolo 532, secondo comma, il commissionario restituisce gli atti in cancelleria e fornisce prova dell'attivita' specificamente svolta in relazione alla tipologia del bene per reperire potenziali acquirenti. In ogni caso fornisce prova di avere effettuato la pubblicita' disposta dal giudice. (1)

III. Il compenso al commissionario è stabilito dal giudice dell'esecuzione con decreto.



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(1) Comma sostituito dall'art. 13 del D.L. 27 giugno 2015, n. 83 (entrato in vigore il 27 giugno 2015), convertito, con modificazioni, dalla L. 6 agosto 2015 n. 132. Le modifiche si applicano alle vendite disposte dal giudice o dal professionista delegato successivamente alla data di entrata in vigore del citato decreto, anche nelle procedure esecutive pendenti alla medesima data.

GIURISPRUDENZA

Esecuzione mobiliare – Vendita forzata tramite commissionario ex art 532 cpc – Pagamento del prezzo di acquisto ed omessa consegna delle merce illecitamente sottratta – Instaurazione del rapporto contrattuale di vendita direttamente tra commissionario e acquirente – Sussistenza – Possibilità per l'acquirente di formulare domanda di risoluzione, adempimento o risarcimento del danno direttamente nei confronti del commissionario – Sussiste. .
Nell'ipotesi in cui il giudice delle esecuzioni mobiliari disponga la vendita dei beni a mezzo di commissionario (IVG - Istituto vendite giudiziarie) ai sensi dell'art 532 cpc, si determina una dissociazione ex lege tra titolarità dei beni (che prima e sino alla vendita rimangono di proprietà del debitore esecutato) e facoltà di disporne ponendo in essere atti traslativi della proprietà con terzi soggetti (che, per tutta la durata dell'incarico, passa in capo al commissionario, in forza del rapporto pubblicistico instauratosi con la procedura), sicché, ai sensi degli artt. 1731 e 1705 cc, il commissionario stipula i relativi contratti di vendita, seppur nell'interesse della procedura esecutiva (a cui deve riversare poi il prezzo corrisposto dall'acquirente), in nome proprio, con conseguente piena assunzione di responsabilità nei confronti dei terzi in caso di inadempimento rispetto all'obbligo di consegna della merce, gravante sullo stesso commissionario. Di conseguenza l'acquirente che, pur pagando regolarmente il prezzo, non abbia poi ricevuto la merce acquistata, potrà esperire nei confronti dello stesso commissionario (e non della procedura esecutiva, ovvero dei creditori tra cui il prezzo di vendita sia stato poi ripartito o del debitore esecutato, per l'eventuale differenza non distribuita) gli ordinari rimedi contrattuali contro l'inadempimento del venditore (risoluzione, adempimento, risarcimento danni), seppur con le limitazioni previste dagli artt. 2919 ss cc in caso di vendita forzata (essendo comunque tale anche quella che, nell'ambito di una procedura esecutiva mobiliare, avvenga a mezzo di commissionario su incarico del giudice ex art. 532 cpc). (Luigi Pagliuca) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 26 Settembre 2013.


Usucapione – Prova del possesso ad usucapionem – Criteri..
In materia di usucapione, in ordine alla prova del possesso ad usucapionem, affinché questo prevalga, ai fini dell’acquisto della proprietà, su atti per cui è richiesta ad substantiam la forma scritta, vige il criterio del “al di la di ogni ragionevole dubbio” codificato nel processo penale all’art. 533, comma 1, c.p.c., non essendo sufficiente una semiplena probatio o anche il ricorso al canone del “più probabile che non”, tipico del processo civile. (Michela Forte) (riproduzione riservata) Appello Bari, 29 Agosto 2013.