LIBRO PRIMO
Disposizioni generali
TITOLO I
Degli organi giudiziari
CAPO I
Del giudice
SEZIONE IV
Delle modificazioni della competenza per ragioni di connessione

Art. 36

Cause riconvenzionali
Testo a fronte
TESTO A FRONTE

I. Il giudice competente per la causa principale conosce anche delle domande riconvenzionali che dipendono dal titolo dedotto in giudizio dall'attore o da quello che già appartiene alla causa come mezzo di eccezione, purché non eccedano la sua competenza per materia o valore; altrimenti applica le disposizioni dei due articoli precedenti.


GIURISPRUDENZA

Mutuo e finanziamento in genere - Decadenza dal beneficio del termine - Opposizione a decreto ingiuntivo per consegna della modulistica contrattuale - Domanda riconvenzionale formulata dalla banca - Accertamento dell'obbligo di pagamento del residuo credito a carico dell'opposto - Inammissibilità.
In caso di opposizione a decreto ingiuntivo avente ad oggetto l'ingiunzione di consegna della modulistica contrattuale richiesta dal cliente, va dichiarata inammissibile la domanda riconvenzionale formulata dalla banca opponente di accertamento del residuo credito asseritamente vantato con contestuale domanda di condanna dell'opposto al suo pagamento.

L'ammissibilità di una domanda riconvenzionale alla stregua dell'art. 36 c.p.c. va affermata solamente allorquando essa dipenda dal medesimo titolo dedotto in giudizio con la domanda principale.

Non è ravvisabile alcuna comunanza di situazione o di rapporto giuridico tale da giustificare il simultaneus processus tra la domanda proposta dal cliente in sede monitoria (richiesta di documenti ex art. 119 TUB) e la domanda riconvenzionale proposta dalla banca in sede di opposizione (accertamento del residuo credito e conseguente condanna dell'opposto al pagamento al relativo pagamento). (Giuseppe Angiuli) (riproduzione riservata)
Tribunale Bari, 16 Ottobre 2018.


Obbligazioni e contratti – Fideiussione – Contenenti clausole contrarie alla legge antitrust – Nullità del contratto – Sussiste – Domanda di nullità eccepita dal garante ingiunto – Competenza per materia del Tribunale delle imprese – Esclusione.
È fondata e va accolta l’eccezione ex art.645 c.p.c. di nullità del contratto di fideiussione che contenga le clausole di “sopravvivenza”, di “reviviscenza” e rinuncia ai termini ex art.1957 c.c. proprie dello schema, elaborato nel 2003 dall’Associazione Banche Italiane, le quali sono state ritenute dalla Banca d’Italia contrarie alla cd. Legge antitrust.
Non si può dubitare che le clausole in esame violino il libero gioco della concorrenza; e che la nullità delle stesse riverberi sull’intero contratto di fideiussione. Deve escludersi che sia consentito sostituire le clausole nulle con la normativa codicistica, poiché la gravità delle violazioni, rispetto ai superiori valori solidaristici, ben giustifica che sia invece sanzionato l’intero agire dei responsabili di quelle violazioni.
La domanda di nullità della fideiussione integra un’eccezione riconvenzionale, rilevabile d’ufficio, idonea a paralizzare la domanda di pagamento, introdotta con il procedimento monitorio.. Tale eccezione ben può essere decisa da un giudice diverso da quello competente, in via esclusiva, sulla relativa autonoma azione. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Tribunale Salerno, 23 Agosto 2018.


Condominio - Legittimazione dell'amministratore - In genere - Domanda del condominio di rilascio di bene condominiale occupato “sine titulo” – Domanda riconvenzionale volta all'accertamento, in capo al convenuto, della proprietà esclusiva su detto bene - Litisconsorzio necessario tra tutti i condomini - Sussistenza – Omessa integrazione del contraddittorio - Conseguenze.
In tema di condominio negli edifici, qualora un condomino, convenuto dall’amministratore per il rilascio di uno spazio di proprietà comune occupato "sine titulo", agisca in via riconvenzionale per ottenere l'accertamento della proprietà esclusiva su tale bene, il contraddittorio va esteso a tutti i condomini, incidendo la controdomanda sull'estensione dei diritti dei singoli; pertanto, ove ciò non avvenga e la domanda riconvenzionale sia decisa solo nei confronti dell’amministratore, l'invalida costituzione del contraddittorio può, in difetto di giudicato espresso o implicito sul punto, essere eccepita per la prima volta o rilevata d’ufficio anche in sede di legittimità, con conseguente rimessione degli atti al primo giudice. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 15 Marzo 2017, n. 6649.


Condominio – Legittimazione dell’amministratore – Domanda del condominio di rilascio di bene condominiale occupato “sine titulo” – Domanda riconvenzionale volta all'accertamento, in capo al convenuto, della proprietà esclusiva su detto bene – Litisconsorzio necessario tra tutti i condomini – Sussistenza – Omessa integrazione del contraddittorio – Conseguenze.
In tema di condominio negli edifici, qualora un condomino, convenuto dall’amministratore per il rilascio di uno spazio di proprietà comune occupato "sine titulo", agisca in via riconvenzionale per ottenere l'accertamento della proprietà esclusiva su tale bene, il contraddittorio va esteso a tutti i condomini, incidendo la controdomanda sull'estensione dei diritti dei singoli; pertanto, ove ciò non avvenga e la domanda riconvenzionale sia decisa solo nei confronti dell’amministratore, l'invalida costituzione del contraddittorio può, in difetto di giudicato espresso o implicito sul punto, essere eccepita per la prima volta o rilevata d’ufficio anche in sede di legittimità, con conseguente rimessione degli atti al primo giudice. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 15 Marzo 2017, n. 6649.


Rinvio pregiudiziale – Cooperazione giudiziaria in materia civile – Regolamento (CE) n. 44/2001 – Articolo 6, punto 3 – Nozione di “domanda riconvenzionale”– Domanda fondata su un arricchimento indebito – Pagamento di un importo dovuto in forza di una decisione annullata – Applicazione nel tempo.
L’articolo 6, punto 3, del regolamento (CE) n. 44/2001 del Consiglio, del 22 dicembre 2000, concernente la competenza giurisdizionale, il riconoscimento e l’esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale, dev’essere interpretato nel senso che il foro designato da tale disposizione in materia di domanda riconvenzionale è competente a pronunciarsi su una domanda siffatta, volta ad ottenere la restituzione, a titolo di un arricchimento indebito, di un importo corrispondente a quello convenuto nell’ambito di un accordo stragiudiziale, qualora tale domanda sia presentata nell’ambito di una nuova azione giudiziaria tra le stesse parti, a seguito dell’annullamento della decisione alla quale aveva condotto l’azione iniziale tra le medesime e la cui esecuzione aveva dato luogo a tale accordo stragiudiziale. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Corte Giustizia UE, 12 Ottobre 2016.


Fallimento - Opposizione allo stato passivo ex art. 98 l.fall., nel testo anteriore alla riforma - Domanda riconvenzionale - Ammissibilità - Limiti.
Nel giudizio di opposizione allo stato passivo, così come disciplinato dall'art. 98 l.fall., nel testo, utilizzabile "ratione temporis", anteriore alle modifiche apportate dal d.lgs. n. 5 del 2006, la relazione di dipendenza della domanda riconvenzionale "dal titolo dedotto in giudizio dall'attore", che giustifica la trattazione simultanea delle cause, si configura non già come identità della "causa petendi" (richiedendo, appunto, l'art. 36 c.p.c. un rapporto di mera dipendenza), ma come comunanza della situazione o del rapporto giuridico dal quale traggono fondamento le contrapposte pretese delle parti, ovvero come comunanza della situazione o del rapporto giuridico sul quale si fonda la riconvenzionale con quello posto a base di una eccezione, così da delinearsi una connessione oggettiva qualificata della domanda riconvenzionale con l'azione o l'eccezione proposta. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 11 Aprile 2016, n. 7070.


Competenza civile - Regolamento di competenza - Domanda giudiziale - Domanda riconvenzionale - Pronuncia di declinatoria della competenza limitatamente alla seconda - Natura.
La pronuncia del giudice che, a fronte di una domanda principale ed una riconvenzionale, disponga lo scioglimento del cumulo, escludendo che lo stesso possa mantenersi per ragioni di connessione, e poi declini la propria competenza limitatamente alla riconvenzionale, affermandola, invece, per la domanda principale, ha natura di pronuncia sulla competenza ai sensi dell'art. 36 cod. proc. civ.. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 09 Luglio 2015.


Liquidazione coatta amministrativa - Provvedimento - In genere - Accertamento negativo di debito promosso da debitore "in bonis" - Successiva sua sottoposizione a liquidazione coatta amministrativa - Prosecuzione del giudizio da parte del commissario liquidatore - Domanda riconvenzionale dell'asserito creditore di pagamento di quel credito - Inammissibilità o improcedibilità in sede ordinaria - Fondamento - Domanda proseguita dal commissario liquidatore - Permanenza presso il giudice adito..
Nell'ipotesi di domanda di accertamento negativo di debito proposta dal debitore "in bonis" e proseguita, successivamente alla sua sottoposizione a liquidazione coatta amministrativa, dal commissario liquidatore, nonché di contrapposta domanda riconvenzionale formulata dal convenuto asserito creditore per il pagamento del corrispondente credito, quest'ultima, in quanto assoggettata alle forme dell'accertamento del passivo sancite, dall'art. 209 legge fall. (nella formulazione "ratione temporis" applicabile), deve essere dichiarata inammissibile o improcedibile, mentre quella proseguita dal commissario liquidatore resta davanti al Tribunale che pronuncerà al riguardo nelle forme del rito ordinario. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 17 Maggio 2013, n. 12062.


Processo civile - Domanda riconvenzionale - Dipendenza dal titolo dedotto in giudizio dall'attore - Collegamento oggettivo che lega le domande principali ieri convenzionali..
La riconvenzionale è ammissibile se dipende dal titolo dedotto in giudizio dall’attore o se comunque vi è un collegamento oggettivo che lega le domande principali e riconvenzionali. (Gianluigi Morlini) (riproduzione riservata) Tribunale Reggio Emilia, 24 Gennaio 2013.