LIBRO SECONDO
Del processo di cognizione
TITOLO I
Del procedimento davanti al tribunale
CAPO VII
Della sospensione, interruzione ed estinzione del processo
SEZIONE II
Dell'interruzione del processo

Art. 303

Riassunzione del processo
Testo a fronte
TESTO A FRONTE

I. Se non avviene la prosecuzione del processo a norma dell'articolo precedente, l'altra parte può chiedere la fissazione dell'udienza, notificando quindi il ricorso e il decreto a coloro che debbono costituirsi per proseguirlo.

II. In caso di morte della parte il ricorso deve contenere gli estremi della domanda, e la notificazione entro un anno dalla morte può essere fatta collettivamente e impersonalmente agli eredi, nell'ultimo domicilio del defunto.

III. Se vi sono altre parti in causa, il decreto è notificato anche ad esse.

IV. Se la parte che ha ricevuto la notificazione non comparisce all'udienza fissata, si procede in sua contumacia.


GIURISPRUDENZA

Processo civile – Subentro di nuova banca all’istituto di credito convenuto a seguito di provvedimento legislativo – Estinzione del convenuto originario: esclusione – Successione a titolo particolare: affermazione.
Il provvedimento del 22 novembre 2015 n.180 con cui la Banca d’Italia ha disposto la cessione di tutti i diritti, le attività e le passività di CARIFE S.p.A. a favore della Nuova Cassa di Risparmio S.p.A. configura un fenomeno di cessione d’azienda che non ha potuto determinare, di per sé solo, l’estinzione della persona giuridica CARIFE S.p.A.
Nel caso della liquidazione coatta amministrativa di un istituto di credito, la cessione ad altra banca di diritti, aziende, attività e passività, rapporti giuridici, pur comportando un trasferimento della titolarità di un insieme di posizioni attive o passive, o anche dell’intera azienda, non fa venir meno la banca cedente. Medesima risoluzione si presenta anche quando sia il legislatore a disporre il subentro di un ente ad un altro.
Appare dunque necessaria la notifica del ricorso di riassunzione del processo ex art.303 c.p.c. nei confronti della parte originaria. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Tribunale Napoli, 28 Aprile 2017.


Fallimento - Interruzione - Riassunzione - Posizione curatela - Validità ed efficacia attività processuale precedente - Preclusioni.
Tutti gli atti processuali posti in essere prima della pronunzia di fallimento restano validi ed efficaci anche nei confronti del fallimento, pur potendo quest’ultimo costituirsi ed esercitare il proprio diritto di difesa con prove idonee a contrastare i risultati di quelle già espletate, seppure con i limiti legati alla fase processuale in cui si verifica l’effetto interruttivo. (Francesco Lupia) (riproduzione riservata) Tribunale Avezzano, 03 Ottobre 2016.


Interruzione del giudizio tributario ai sensi dell’art. 43 D.Lgs. 546/1992 ed istanza di riassunzione – Necessità di notifica al successore della parte convenuta, colpita dall’evento interruttivo, della istanza di riassunzione e del provvedimento Presidenziale conseguente.
Nel caso di interruzione del giudizio ex art. 40 D.Lgs. 546/1992 conseguente al venir meno di una delle parti (nel caso di specie, l’estinzione di una società a responsabilità limitata), al fine di una valida e tempestiva riassunzione è necessario che al successore della parte colpita dall’evento interruttivo (soggetto sino ad allora estraneo al giudizio de quo) sia notificata, sia l’istanza di trattazione promossa dalla parte avente interesse, sia il conseguente avviso di trattazione in pubblica udienza.  
Trattandosi di individuare la disciplina della riassunzione del giudizio interrotto per le parti non costituite in giudizio in precedenza, si deve ritenere che a tale adempimento sia onerata la parte interessata alla riassunzione, in applicazione dell’art. 303 c.p.c., applicabile al procedimento tributario in virtù del rinvio contenuto nell’art. 1 comma 2 D.Lgs. 546/1992, sicché, qualora tale onere non sia soddisfatto entro il termine di sei mesi previsto dall’art. 43 comma 2 D.Lgs. 546/1992, il giudizio deve essere dichiarato estinto. (Paolo Martini) (Matteo Nerbi) (riproduzione riservata)
Commissione tributaria regionale Firenze, 30 Giugno 2016.


Processo civile – Riassunzione del giudizio interrotto a seguito del fallimento di una parte – Deposito del ricorso in riassunzione in formato cartaceo anziché con modalità telematiche – Inammissibilità – Sussistenza.
In caso di riassunzione del giudizio interrotto a seguito dell’intervenuto fallimento di una parte, il ricorso ex art. 303 c.p.c. deve essere dichiarato inammissibile ove sia depositato in cancelleria in formato cartaceo, atteso che, per sua natura, l’atto di riassunzione non è un atto introduttivo, ma riguarda una parte già precedentemente costituita, e deve quindi essere depositato con modalità telematiche, rientrando appunto tra gli atti da depositare esclusivamente con modalità telematiche ai sensi dell’art. 16-bis del D.L. 179/2012. (Francesco Dimundo) (riproduzione riservata) Tribunale Lodi, 04 Marzo 2016.


Procedimenti sommari - Opposizione - In genere - Procedimenti sommari - D'ingiunzione - Decreto - Opposizione - In genere - Opposizione a decreto ingiuntivo - Interruzione per fallimento dell'opponente - Interesse alla riassunzione da parte dell'opposto per far dichiarare l'estinzione del processo - Sussistenza - Ragioni .
Nel caso in cui il debitore sia dichiarato fallito nelle more dell'opposizione da lui proposta contro il decreto ingiuntivo e venga conseguentemente dichiarata l'interruzione del processo , il creditore opposto ha interesse alla riassunzione allo scopo di farne dichiarare l'estinzione, onde munire il decreto di efficacia esecutiva e renderlo opponibile al debitore una volta tornato "in bonis". (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 16 Novembre 2015, n. 23394.


Fallimento - Interruzione del processo - Decorrenza del termine per la riassunzione - Conoscenza legale - Necessità.
La conoscenza legale dalla quale decorre il termine per la riassunzione del giudizio interrotto ai sensi dell'art. 43 legge fall. deve essere riferibile a una dichiarazione, notificazione o certificazione, non essendo sufficiente, al fine di garantire una piena tutela del diritto di difesa, una mera acquisizione aliunde della notizia. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Asti, 18 Maggio 2015.


Fallimento - Interruzione del processo - Riassunzione del giudizio - Eccezione di tardività - Onere della prova.
Al fine di dimostrare la tardività della riassunzione del giudizio interrotto ai sensi dell'art. 43 legge fall., l'onere della prova della legale conoscenza dell'evento interruttivo incombe sulla parte che eccepisce la tardività, non potendosi far carico all'altra parte di dare una prova negativa. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Asti, 18 Maggio 2015.


Fallimento - Interruzione del processo - Riassunzione del giudizio - Decorrenza del termine per la riassunzione - Dichiarazione di interruzione da parte del giudice.
Il dies a quo per la riassunzione del giudizio interrotto ai sensi dell'art. 43 legge fall. può essere individuato, in mancanza di altre indicazioni, nella dichiarazione di interruzione da parte del giudice. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Asti, 18 Maggio 2015.


Processo tributario - Interruzione del processo - Morte o perdita della capacità della parte successivamente alla notifica dell'atto di appello o durante il termine per la costituzione - Interruzione automatica del processo dal verificarsi dell'evento interruttivo..
Anche nel processo tributario la morte o la perdita della capacità della parte successivamente alla notifica dell'atto di appello e durante il termine concesso per la costituzione nel relativo giudizio comporta l'interruzione automatica del processo sin dal momento nel quale si è verificato l'evento interruttivo, indipendentemente dalla conoscenza che dell'evento abbia avuto il giudicante. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Reggio Calabria, 22 Aprile 2013.


Processo tributario - Interruzione del processo - Provvedimento dichiarativo dell'interruzione - Necessità - Computo del termine per la riassunzione..
Nel processo tributario, il termine per la riassunzione del processo ininterrotto decorre sempre dal momento della dichiarazione dell'interruzione e non da quello in cui si è verificato l'evento interruttivo, con la conseguenza che la decorrenza del termine per la riassunzione richiede la pronuncia del provvedimento interruttivo. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Reggio Calabria, 22 Aprile 2013.


Procedimento civile - Interruzione del processo - Perdita della capacità processuale di una delle parti - Costituzione in giudizio del fallimento - Chiusura della procedura concorsuale dopo la sentenza di primo grado - Notificazione dell'atto d'appello al procuratore costituito del fallimento - Validità - Interruzione del processo - Momento determinante.
Nel procedimento in cui sia parte il fallimento, in persona del curatore, la sopravvenuta chiusura della procedura concorsuale, implicando la cessazione dalla carica del curatore medesimo ed il conseguente venir meno della sua capacità processuale, configura evento interruttivo regolato dal disposto dell'art. 300 cod. proc. civ.. pertanto, quando il fallimento si sia costituito in primo grado per mezzo di procuratore, il verificarsi di detto evento, dopo la sentenza del primo giudice, non osta a che il processo d'appello venga validamente instaurato con atto notificato a quel procuratore e prosegua ritualmente nei confronti del fallimento, fino al momento in cui, secondo le Disposizioni del citato art. 300 cod. proc. civ., l'evento medesimo non sia certificato dall'ufficiale giudiziario, ovvero dichiarato o notificato dal procuratore (il quale resta a tal fine legittimato anche quando il fallimento rimanga contumace in Sede di gravame), tenendo conto che solo nel suddetto momento si determina l'interruzione del processo e l'inizio del decorso del termine per la sua riassunzione o prosecuzione. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 05 Giugno 1984, n. 3360.