LIBRO PRIMO
Disposizioni generali
TITOLO I
Degli organi giudiziari
CAPO I
Del giudice
SEZIONE III
Della competenza per territorio

Art. 20

Foro facoltativo per le cause relative a diritti di obbligazione
Testo a fronte
TESTO A FRONTE

I. Per le cause relative a diritti di obbligazione è anche competente il giudice del luogo in cui è sorta o deve eseguirsi l'obbligazione dedotta in giudizio.


GIURISPRUDENZA

Responsabilità contrattuale – Illegittimo diniego all’imbarco – Risarcimento del danno – Competenza territoriale – Applicabilità delle norme europee – Esclusione.
Qualora oggetto della controversia sia non solo l’esatto adempimento della prestazione del servizio di trasporto aereo, ma altresì il risarcimento dei danni subiti in conseguenza della condotta illecita del personale della compagnia aerea, non può trovare applicazione la normativa comunitaria afferente alle prestazioni di servizi, quanto piuttosto le norme procedurali vigenti nel nostro paese in tema di competenza territoriale.
È pacifico che il passeggero abbia diritto al risarcimento della somma versata per l’acquisto di un nuovo biglietto quale danno materiale subito in conseguenza della condotta illegittima tenuta dal personale della compagnia aerea. [Nella fattispecie, la passeggera aveva perso il volo a causa della contestazione circa l’impossibilità di portare in cabina, in aggiunta al bagaglio a mano, una piccola borsetta a tracolla. Il giudice, ritenuto che tale borsetta era inferiore quanto a dimensioni e ingombro ad un ombrello o un soprabito, che il passeggero è autorizzato a portare in cabina secondo il regolamento, ha ritenuto illegittimo il rifiuto opposto dal personale della compagnia aerea, condannando la stessa a rimborsare il prezzo del biglietto per il volo sostitutivo di quello perso.] (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Giudice di Pace Milano, 12 Settembre 2017.


Obbligazioni pecuniarie illiquide - Forum destinatae solutionis ex artt. 1182, comma 3, c.c. e 20 c.p.c. - Inapplicabilità.
Le obbligazioni pecuniarie da adempiersi al domicilio del creditore, secondo il disposto dell’art. 1182, terzo comma, c.c., sono – agli effetti sia della mora ex re ai sensi dell’art. 1219, comma secondo, n. 3 c.c., sia della determinazione del forum destinatae solutionis ai sensi dell’art. 20, ultima parte, c.p.c. – esclusivamente quelle liquide, delle quali, cioè, il titolo determini l’ammontare, oppure indichi i criteri per determinarlo senza lasciare alcun margine di scelta discrezionale, e i presupposti della liquidità sono accertati dal giudice, ai fini della competenza, allo stato degli atti secondo quanto dispone l’art. 38, ultimo comma, c.p.c. Cassazione Sez. Un. Civili, 13 Settembre 2016, n. 17989.


Società - Di capitali - Società per azioni - Organi sociali - Amministratori - Responsabilità - Competenza territoriale - Applicabilità del foro facoltativo ex art. 20 c.p.c. - Sussistenza - Fondamento.
L'azione di responsabilità, esercitata dal curatore ai sensi dell'art. 146, comma 2, l.fall., cumula in sé le diverse azioni previste dagli artt. 2392-2393 c.c. e dall'art. 2394 c.c. a favore, rispettivamente, della società e dei creditori sociali. Ne consegue che, trattandosi di causa relativa ad obbligazioni risarcitorie, siano esse di natura contrattuale o extracontrattuale, ai sensi dell'art. 20 c.p.c. la competenza territoriale si determina, facoltativamente, anche in base al luogo in cui è stato posto in essere l'illecito su cui si fonda la domanda. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 19 Agosto 2016, n. 17197.


Fallimento – Azione revocatoria fallimentare – Giurisdizione del giudice italiano – Sussistenza.
In tema di azione revocatoria fallimentare ex art. 67 l. fall., esperita dal curatore nei confronti di società avente sede nella Repubblica di San Marino, deve essere affermata la giurisdizione del giudice italiano a norma dell’art. 3 comma 2, ultima parte L. 218/1995 - posto che le azioni fallimentari rientrano tra le materie escluse dall’ambito di applicazione della Convenzione di Bruxelles del 1968 -, in forza dei criteri di collegamento stabiliti per la competenza per territorio.
In particolare, con specifico riferimento alla revocatoria fallimentare, detta competenza si determina in relazione al luogo di apertura del fallimento, per cui va individuato il giudice fornito di giurisdizione in quello che ha emesso la sentenza di fallimento, tanto ai sensi dell’art. 20 c.p.c., essendo il domicilio del curatore il luogo di adempimento dell’obbligazione restitutoria fatta valere con detta azione, quanto ai sensi dell’art. 24 l. fall. che attribuisce a quel giudice la competenza a conoscere di tutte le azioni derivanti dal fallimento (cfr. Sez. Un. n. 17912/2002 e 2692/2007; Cass. n. 8745/2001). (Astorre Mancini) (riproduzione riservata)
Tribunale Rimini, 19 Settembre 2015.


Provvedimento non definitivo del giudice – Impugnazione – Competenza territoriale – Regolamento di competenza – Inammissibilità.
Il provvedimento del giudice adito, che, nel disattendere la corrispondente eccezione, affermi la propria competenza e disponga la prosecuzione del giudizio innanzi a sé, è insuscettibile di impugnazione con il regolamento ex art. 42 c.p.c., ove non preceduto dalla rimessione della causa in decisione e dal previo invito alle parti a precisare le rispettive integrali conclusioni anche di merito, salvo che quel giudice, così procedendo e statuendo, lo abbia fatto conclamando, in termini di assoluta e oggettiva inequivocità ed incontrovertibilità, l'idoneità della propria determinazione a risolvere definitivamente, davanti a sé, la suddetta questione. (Benedetta Di Grazia) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. VI, 03 Giugno 2015, n. 11381.


Azione revocatoria ordinaria - Competenza territoriale - Criteri di collegamento - Applicabilità degli artt. 18-20 c.p.c. - Inapplicabilità dell’art. 21 c.p.c..

Revocabilità dei trasferimenti immobiliari o della costituzione di diritti reali effettuati in sede di separazione consensuale omologata - Sussiste.
.
In tema di azione revocatoria, dedotta in causa è l’obbligazione da tutelare attraverso la dichiarazione di inefficacia di un negozio che si reputa fraudolento, non già l’atto impugnato: pertanto, la competenza per territorio deve essere determinata sulla base dei criteri di collegamento di cui agli artt. 18-20 c.p.c. previsti per la materia delle obbligazioni, e non già sulla base del criterio di collegamento di cui all’art. 21 c.p.c. previsto per la materia dei diritti reali. (Gianluigi Morlini) (riproduzione riservata)

L’accordo con il quale i coniugi, nel quadro della complessiva regolamentazione dei loro rapporti in sede di separazione consensuale, stabiliscono il trasferimento di beni immobili o di diritti reali minori sui medesimi, rientra nel novero degli atti suscettibili di revocatoria. (Gianluigi Morlini) (riproduzione riservata)
Tribunale Reggio Emilia, 05 Novembre 2013.


Procedimento per ingiunzione - Incompetenza del giudice che ha emesso il decreto - Pronuncia dell'incompetenza da parte del giudice dell'opposizione - Dichiarazione di incompetenza, nullità e revoca del decreto..
Nel caso di incompetenza per valore, materia o territorio del giudice che ha emesso il decreto ingiuntivo, si deve ritenere che il giudice dell'opposizione, nell’esercizio della propria competenza funzionale ed inderogabile sull’opposizione, debba pronunciare sentenza con la quale dichiari l’incompetenza del giudice che ha emesso il decreto nonché la nullità e la revoca del decreto stesso. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 02 Luglio 2013.


Giurisdizione civile - Convenzione di Bruxelles del 1968 - Vendita internazionale con trasporto di merci e impegno del venditore al montaggio all'estero - Luogo di esecuzione della obbligazione - Fattispecie. .
Al fine del riscontro della giurisdizione del giudice italiano in base alla Convenzione di Bruxelles del 27/9/68 (resa esecutiva con legge n. 804 del 1971) il criterio di collegamento del luogo in cui l'obbligazione dedotta in giudizio sia stata o debba essere eseguita (art. 5 n. 1) va riferito all'obbligazione su cui si basa la pretesa fatta valere dall'attore ed il luogo di esecuzione della stessa va individuato secondo il diritto sostanziale applicabile in base al diritto internazionale privato del giudice adito, con la conseguenza che la giurisdizione del giudice italiano andrebbe esclusa in relazione a una domanda di risoluzione del contratto per inadempimento (nella specie fornitura di arredamento per un negozio di abbigliamento da aprire in Indonesia) proposta nei confronti di società estera dall'alienante che si è impegnato a vendere e a montare l'arredamento presso un centro commerciale all'estero, dovendo in tal caso considerarsi luogo di esecuzione dell'obbligazione quello in cui le operazioni di montaggio devono essere compiute. Peraltro la giurisdizione italiana va riconosciuta ai sensi dell'art. 6 n. 1 della predetta convenzione ove sia citata in giudizio anche altra società con sede in Italia. (Andrea Gibelli) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 15 Marzo 2013.


Opposizione a Decreto Ingiuntivo – Eccezione di incompetenza sollevata dalla parte Opponente – Adesione alla eccezione da parte dell’opposto – Effetti – Spese processuali – Liquidazione – Esclusione..
L’adesione dell’opposta all’eccezione di incompetenza per territorio sollevata dall’opponente (convenuta in senso sostanziale), dispensa il giudice da ogni indagine sulla fondatezza della relativa deduzione, trattandosi di competenza derogabile, come tale rimessa alla disponibilità delle parti (tant’è che ove non si fosse trattato di opposizione a decreto ingiuntivo il Tribunale adito avrebbe dovuto limitarsi ad ordinare la cancellazione della causa dal ruolo). Va, quindi, revocato il decreto ingiuntivo opposto e proprio il duplice contenuto della decisione (di incompetenza del giudice che ha emanato il decreto monitorio e di revoca del decreto) giustifica la forma della sentenza, non applicandosi alla fattispecie la previsione della forma conclusiva dell'ordinanza, di cui all'art. 279, primo comma, c.p.c., come modificato dall'art. 46 della legge 18 giugno 2009, n. 69 (Cass. 21 agosto 2012, n. 14594). Difettando una decisione sulla competenza, non ha luogo alcuna pronuncia sulle spese, dovendo provvedervi il giudice a cui è rimessa la causa, dinanzi al quale le parti dovranno riassumere il giudizio nel termine di tre mesi dal provvedimento che dichiara la incompetenza (Cass., Sez. 3, Sentenza n. 6106 del 20/03/2006). (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Lamezia Terme, 11 Dicembre 2012.


Contratto di compravendita internazionale – Alienante italiano, acquirente svizzero – Inadempimento del compratore – Richiesta di pagamento del venditore – Obbligazione pecuniaria – Recupero del credito – Competenza giurisdizionale – Convenzione di Lugano, 30 ottobre 2077 – Principio actor sequitur forum rei – Unicità del criterio per la determinazione della competenza – Luogo di consegna della merce – Analogia con il reg. ce 44/2011 – Competenza del giudice italiano – Esclusione..
In materia di compravendita internazionale di beni o servizi, la nuova Convenzione di Lugano (del 30 ottobre 2007) non ricollega più la competenza giurisdizionale al luogo di pagamento dell’obbligazione insoddisfatta ma sempre al luogo di consegna della merce o di prestazione del servizio; ne consegue che, in difetto di deroga pattizia alla regola della competenza del luogo di consegna dei beni venduti, difetta di giurisdizione il giudice italiano sulla domanda di pagamento del venditore residente in Italia, dove il compratore inadempiente sia residente in Svizzera e quivi la merce sia stata consegnata. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Varese, 27 Ottobre 2012.


Azione di risoluzione - Competenza per territorio - Luogo di pagamento del prezzo - Esclusione - Azione azione di risoluzione di franchising - Luogo in cui l’affiliante deve eseguire le prestazioni in favore della ditta affiliata. .
Nell’ipotesi di azione di risoluzione di un contratto, il luogo "in cui è sorta o deve eseguirsi"l’obbligazione, ai sensi dell'art. 20 c.p.c. è quella dedotta in giudizio e nel caso di azione di risoluzione ex art. 1453 c.c., è quella corrispondente alla prestazione che si assume essere mancata (o non esattamente compiuta). Nel caso di franchising, ove l’affiliato deduca l’inadempimento dell’affiliante, la competenza non si radica nel luogo di adempimento, inteso come luogo del pagamento del prezzo, ma occorre avere riguardo alla prestazione oggetto del contratto di franchising e cioè quell'insieme di attività che l’affiliante deve svolgere in favore dell’affiliato per consentirgli di espletare l'attività commerciale con le caratteristiche indicate nel contratto. (Gabriele Positano) (riproduzione riservata) Tribunale Lecce, 25 Ottobre 2012.


Ingiunzione in materia civile (procedimento per) - Opposizione - Competenza - Eccezione di incompetenza territoriale - Adesione della parte opposta - Conseguenze – Riassunzione - Oggetto del giudizio riassunto..
Nel giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo, con l’adesione all’eccezione di incompetenza territoriale, deve ritenersi implicitamente revocato il decreto ingiuntivo emesso dal giudice incompetente con la conseguenza che quella che trasmigra davanti al giudice dichiarato competente non è più una causa di opposizione ad un decreto non più esistente, ma una causa che dovrà svolgersi secondo le norme del procedimento ordinario. (Carlotta Cappuccini) (riproduzione riservata) Tribunale Treviso, 16 Ottobre 2012.


Procedimento civile - Competenza per territorio - Obbligazione dedotta in giudizio - Foro facoltativo - Obbligazione originaria rimasta inadempiuta..
In tema di determinazione della competenza territoriale nel caso di azione di risarcimento del danno da inadempimento contrattuale, per obbligazione dedotta in giudizio, ai fini della determinazione del foro facoltativo di cui all’art. 20 c.p.c., deve intendersi quella originaria e primaria rimasta inadempiuta, non quella derivata e sostitutiva. (Gianluigi Morlini) (riproduzione riservata) Tribunale Piacenza, 11 Ottobre 2011.