LIBRO PRIMO
Disposizioni generali
TITOLO VI
Degli atti processuali
CAPO I
Delle forme degli atti e dei provvedimenti
SEZIONE IV
Delle comunicazioni e delle notificazioni

Art. 136

Comunicazioni
Testo a fronte
TESTO A FRONTE

I. Il cancelliere, con biglietto di cancelleria (1), fa le comunicazioni che sono prescritte dalla legge o dal giudice al pubblico ministero, alle parti, al consulente, agli altri ausiliari del giudice e ai testimoni, e dà notizia di quei provvedimenti per i quali è disposta dalla legge tale forma abbreviata di comunicazione.

II. Il biglietto è consegnato dal cancelliere al destinatario, che ne rilascia ricevuta, ovvero trasmesso a mezzo posta elettronica certificata, nel rispetto della normativa, anche regolamentare, concernente la sottoscrizione, la trasmissione e la ricezione dei documenti informatici. (2)

III. Salvo che la legge disponga diversamente, se non è possibile procedere ai sensi del comma che precede, il biglietto viene trasmesso a mezzo telefax, o è rimesso all'ufficiale giudiziario per la notifica. (3)

[IV. Tutte le comunicazioni alle parti devono essere effettuate con le modalità di cui al terzo comma.] (4)



________________
(1) L'art. 18 del D.L. 18 ottobre 2012, n. 179, convertito in legge dalla l. 17 dicembre 2012, n. 221, ha soppresso le parole «in carta bollata».
(2) Comma sostituito, con effetto dal 31 gennaio 2012, dalla legge 12 novembre 2011, n. 183. Il comma sostituito (che così recitava: "II. Il biglietto è consegnato dal cancelliere al destinatario, che ne rilascia ricevuta, o rimesso all'ufficiale giudiziario per la notifica") era stato sostituito dalla l. 28 dicembre 2005, n. 263, con effetto dal 1° marzo 2006, modificato dall'art. 39-quater, comma 2, del d.l. 30 dicembre 2005, n. 273, conv., con modif., in l. 23 febbraio 2006, n. 51, inserito in sede di conversione. Le modifiche apportate agli artt. 92, 136, 145, 147, 149, 155, 163-bis, 170, 186-bis, 186-ter, 186-quater, 255, 256, 269, 283, 293, 642, 787 e 788 si applicavano ai procedimenti instaurati successivamente al 1° marzo 2006.
(3) Comma sostituito, con effetto dal 31 gennaio 2012, dalla legge 12 novembre 2011, n. 183. Il comma sostituito (che così recitava:III. Le comunicazioni possono essere eseguite a mezzo telefax o a mezzo posta elettronica nel rispetto della normativa, anche regolamentare, concernente la sottoscrizione, la trasmissione e la ricezione dei documenti informatici e teletrasmessi) era statoaggiunto dalla l. n. 263, cit., con effetto dal 1 marzo 2006.
(4) Comma abrogato, con effetto dal 31 gennaio 2012, dalla legge 12 novembre 2011, n. 183. Il comma era stato aggiunto, con effetto dal 13 agosto 2001, dal D.L. 13 agosto 2011, n. 138, convertito con modificazioni dalla L. 14 settembre 2011, n. 148 (G.U. n. 216 del 16 settembre 2011).

GIURISPRUDENZA

Processo civile – Comunicazioni – Mediante PEC – Necessità – Sussiste – Derogabilità – In caso di impossibilità non imputabile al destinatario – Affermazione.
Per i processi a cui risulta applicabile la disciplina dettata dalla L. n.221 del 2012, le comunicazioni di cancelleria devono essere eseguite esclusivamente presso l’indirizzo PEC del difensore della parte, potendosi ricorrere alla trasmissione del biglietto a mezzo telefax o con rimessione all’ufficiale giudiziario per la notifica solo ove non sia possibile effettuare la comunicazione a mezzo PEC per causa non imputabile al destinatario. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. II, 10 Maggio 2018, n. 11316.


Fallimento – Opposizione allo stato passivo – Ricorso per cassazione – Termine – Decorrenza – Comunicazione di cancelleria.
In base alla normativa vigente alla data del 23 febbraio 2012, il decreto che decide sull'opposizione allo stato passivo è comunicato dal cancelliere, ai sensi dell’art. 136 c.p.c., tramite posta elettronica certificata con biglietto di cancelleria avente il contenuto minimo prescritto dall'allora vigente secondo comma dell'art. 45 disp. att. c.p.c., (indicazione dell'ufficio giudiziario, della sezione, dell'istruttore, del numero del ruolo generale e di quello dell'istruttore e del nome delle parti); così dovendosi ritenere esattamente assolto l'obbligo della "comunicazione", prescritto dal ridetto art. 99 l.fall., senza necessità - ai fini del decorso del termine breve per impugnare - di allegare al biglietto anche il "testo integrale del provvedimento comunicato", come invece espressamente prescritto soltanto a partire dal 20 ottobre 2012, per effetto dell'entrata in vigore del ridetto D.L. n. 179 del 2012, art. 16, comma 3. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 25 Settembre 2017, n. 22281.


Ricorso per cassazione ex art. 111 Cost. avverso i provvedimenti emessi dal tribunale fallimentare in sede di reclamo contro i provvedimenti del giudice delegato - Termine per la proposizione - Applicabilità della sospensione feriale - Esclusione - Fondamento.
Il termine per proporre ricorso per cassazione, ex art. 111 Cost., avverso i decreti emessi dal tribunale fallimentare in sede di reclamo contro i provvedimenti del giudice delegato non è soggetto, per la generale previsione introdotta dall'art. 36 bis l. fall., alla sospensione feriale ex art. 3 della l. n. 742 del 1969, in relazione all'art. 92 dell'ordinamento giudiziario, svolgendo tale reclamo, nella procedura concorsuale, funzione sostitutiva delle opposizioni previste dagli artt. 615 e 617 c.p.c. nel processo esecutivo individuale; detto termine, inoltre, inizia a decorrere dalla comunicazione del provvedimento alla parte, come eseguita dalla cancelleria – di regola – ai sensi degli artt. 136 c.p.c. e 45 disp. att. c.p.c., o anche in forme equipollenti, purché risulti certa la presa di conoscenza dell’atto da parte del destinatario e la relativa data. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 10 Agosto 2017, n. 19941.


Procedimento civile – Comunicazioni e notificazioni – Equipollenti – Richiesta di accesso al fascicolo telematico – Fattispecie in tema di reclamo cautelare.
La richiesta di visibilità del fascicolo telematico presentata tramite avvocato è idonea a far ritenere che la parte abbia avuto conoscenza degli atti del procedimento ed a far, pertanto, decorrere il termine per l’impugnazione di provvedimenti resi nell’ambito dello stesso; ciò in virtù del principio secondo il quale la notificazione può trovare equipollenti in altri atti o fatti giuridici che siano idonei ad assicurare una conoscenza effettiva e piena del relativo provvedimento, analoga a quella che si produce con detta comunicazione (Cass. 16 luglio 1997, n. 6474).

(Nel caso di specie, la richiesta di accesso al fascicolo telematico è stata ritenuta ideona a far decorrere il termine per il reclamo di cui all’art. 669 terdecies c.p.c.) (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Tribunale Rieti, 20 Ottobre 2016.


Adozione - Adozione dei minori d'età - Adottandi - Adottabilità - Opposizione - Procedimento - Impugnazione - Rito camerale - Termine per la notifica del ricorso e del decreto presidenziale di fissazione dell'udienza - Carattere perentorio - Esclusione - Conseguenze - Fattispecie relativa al procedimento per declaratoria di stato di adottabilità di un minore.
L'omessa notifica, nel termine assegnato dal giudice, del ricorso introduttivo dell'appello avverso la declaratoria dello stato di adottabilità e del relativo decreto di fissazione di udienza (nella specie, per la rilevata mancanza di prova della ricezione della stessa, effettuata a mezzo posta elettronica certificata), non comporta, in assenza di una espressa previsione in tal senso, l'improcedibilità dell'impugnazione, dovendosi evitare interpretazioni formalistiche delle norme processuali che limitino l'accesso delle parti alla tutela giurisdizionale, ma solo la necessità dell'assegnazione di un nuovo termine, perentorio, in applicazione analogica dell'art. 291 c.p.c., sempre che la parte appellata non si sia costituita, così sanando il vizio della notificazione con effetto "ex tunc". (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 04 Agosto 2016, n. 16335.


Notificazioni e comunicazioni - Nullità - Raggiungimento dello scopo - Notificazione a mezzo PEC - Consegna telematica dell'atto all'indirizzo PEC indicato nell'atto introduttivo - Luogo virtuale - Raggiungimento dello scopo - Difformità tra il testo recapitato e quello cartaceo depositato in cancelleria - Irrilevanza - Trasmissione del testo con estensione".doc" in luogo del formato ".pdf" - Irrilevanza.
Il principio, sancito in via generale dall'art. 156 c.p.c., secondo cui la nullità non può essere mai pronunciata se l'atto ha raggiunto lo scopo a cui è destinato, vale anche per le notificazioni, anche in relazione alle quali, pertanto, la nullità non può essere dichiarata tutte le volte che l'atto, malgrado l'irritualità della notificazione, sia venuto a conoscenza del destinatario" (Cass., sez. lav., n. 13857/2014; conf., sez. trib., n. 1184/2001 e n. 1548/2002). Il risultato dell'effettiva conoscenza dell'atto che consegue alla consegna telematica dello stesso nel luogo virtuale, ovverosia l'indirizzo di PEC espressamente a tale fine indicato dalla parte nell'atto introduttivo del giudizio di legittimità, determina infatti il raggiungimento dello stesso scopo perseguito dalla previsione legale del ricorso alla PEC.

La denuncia di vizi fondati sulla pretesa violazione di norme di rito non tutela l'interesse all'astratta regolarità del processo, ma garantisce solo l'eliminazione del pregiudizio subito dal diritto di difesa della parte in conseguenza della denunciata violazione (Cass., sez. trib., n. 26831 del 2014).

Ne consegue che è inammissibile l'eccezione con la quale si lamenti un mero vizio procedimentale, senza prospettare anche le ragioni per le quali l'erronea applicazione della regola processuale abbia comportato, per la parte, una lesione del diritto di difesa o possa comportare altro pregiudizio per la decisione finale della Corte.

(Nella specie, i ricorrenti non hanno addotto né alcuno specifico pregiudizio al loro diritto di difesa, né l'eventuale difformità tra il testo recapitato telematicamente, sia pure con estensione ".doc" in luogo del formato ".pdf", e quello cartaceo depositato in cancelleria). (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Cassazione Sez. Un. Civili, 18 Aprile 2016, n. 7665.


Concordato Preventivo con riserva ex art. 161 comma 6 L.F. – Sospensione feriale dei termini ex art. 1 L. n. 742/1969 – Decreto di dichiarazione di urgenza del procedimento ex art. 92 R.D. 30 gennaio 1941 n. 12 – Comunicazione al debitore – Insussistenza – Onere di conoscenza del provvedimento mediante consultazione del fascicolo processuale – Sussistenza.
La normativa generale del codice di rito (cfr. art. 136 c.p.c.) non prevede alcuna comunicazione del provvedimento emesso sotto forma di decreto, essendo affidata alle singole disposizioni di legge l’eventualità che sia portato a conoscenza dell’interessato o tramite comunicazione con biglietto di cancelleria, ovvero tramite notificazione nelle forme di cui agli artt. 137 e ss. c.p.c.. Sulla scorta di tale premessa, non vi è nessun obbligo, in capo alla cancelleria fallimentare, di comunicare al debitore il decreto con il quale, ai sensi e per gli effetti dell’art. 92 R.D. 30 gennaio 1941 n. 12, è dichiarata l’urgenza del procedimento attivato a seguito di domanda di concordato con riserva ex art. 161 comma 6 legge fall. Ne consegue che il debitore è onerato della consultazione del fascicolo di ufficio - avendone pieno diritto in ragione dell’art. 76 disp. att. c.p.c. - onde essere adeguatamente edotto del provvedimento predetto ed evitare di incorrere, causa il venire meno della sospensione feriale dei termini ex art. 1 L. n. 742 del 7 ottobre 1969, nell’infruttuosa decorrenza del termine concesso per il deposito del piano e della proposta di concordato. (Paolo Martini) (riproduzione riservata) Tribunale Massa, 09 Ottobre 2015.


Dichiarazione di fallimento - Procedimento - Convocazione del debitore - Comunicazione del ricorso e del decreto di fissazione dell'udienza - Modalità - Comunicazione tramite ufficiale di polizia giudiziaria - Ammissibilità.
Con riguardo alla notifica del ricorso per fallimento, l'articolo 15, comma 15, legge fall. consente al presidente del tribunale, in presenza di particolari ragioni d'urgenza, non solo di abbreviare i termini di convocazione del debitore ma anche di disporre che il ricorso ed il decreto di fissazione dell'udienza siano portati a conoscenza del destinatario con ogni mezzo idoneo, omessa ogni formalità che non sia indispensabile a rendere quegli atti conoscibili. E' quindi valida la comunicazione al debitore del decreto di convocazione avvenuta, in base a quanto disposto con specifico provvedimento del presidente del tribunale, per il tramite di un ufficiale di polizia giudiziaria, anziché nelle forme della notifica di cui all'articolo 136 e seguenti c.p.c.. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 05 Ottobre 2015.


Notificazioni e comunicazioni – Comunicazione del decreto di fissazione udienza – Violazione del termine minimo – Art. 291 c.p.c. – Inapplicabile.
Ogni avvocato, dopo la comunicazione del proprio indirizzo di PEC al Ministero della Giustizia attraverso il Consiglio dell’Ordine di appartenenza, diventa responsabile della gestione della propria PEC, nel senso che se non la apre ne risente le conseguenze. È pertanto valida a tutti gli effetti la comunicazione del decreto di fissazione dell’udienza di prima comparizione nel giudizio di appello, operata dalla cancelleria a mezzo PEC e, conseguentemente, improcedibile l’appello, non avendo l’appellante provveduto ad effettuare la notifica alla controparte dell’atto di appello e del pedissequo decreto di comparizione entro il termine minimo di venticinque giorni prima della data della udienza di cui all’art. 435, terzo comma, cod. proc. civ.. (Marco Mariano) (riproduzione riservata)

Non può trovare applicazione l’art. 291, cod. proc. civ., che riguarda tutt’altra situazione, e neppure può lamentarsi la mancata trasmissione a mezzo telefax, ovvero la mancata notifica tramite ufficiale giudiziario, perché, in base all’art. 136, terzo comma, cod. proc. civ., a tali forme di trasmissione può ricorrersi soltanto quando non è possibile procedersi a mezzo PEC. (Marco Mariano) (riproduzione riservata)

(Caso in cui, ancorché la cancelleria avesse regolarmente comunicato a mezzo PEC al difensore il decreto di fissazione dell'udienza di discussione nel giudizio di appello, lo stesso difensore dell'appellante non aveva effettuato la notifica alla controparte, unitamente all'atto di appello, entro il termine di rito; la S.C. ha dunque confermato la statuizione della Corte di Appello di improcedibilità del ricorso). (Marco Mariano) (riproduzione riservata)
Cassazione civile, sez. IV, lavoro, 02 Luglio 2014, n. 15070.


Concordato preventivo – Fallimento – Consecuzione – Crediti dei professionisti che hanno svolto attività professionale “in funzione” – Utilità – Strumentalità – Crediti sorti prima della procedura di Concordato..
L’art. 111, secondo comma, l. fall. interpretato alla luce del disposto dell’art. 67, lett. g) l. fall. consente di affermare che il credito sorto “in funzione” di una procedura concorsuale è senza dubbio anche quello sorto “per ottenere la prestazione di servizi strumentali all’accesso alle procedure concorsuali”, non rilevando la natura del credito stesso, per essere sorto in periodo anteriore al fallimento. (Michele Comastri) (riproduzione riservata)

L’accesso alla procedura di concordato preventivo garantisce di per sé un vantaggio per i creditori riferibile alla consecutio tra procedure, posto che, quantomeno, si otterrà l’effetto di cristallizzazione della massa (art. 55 l. fall.) e la retrodatazione del periodo sospetto ai fini dell’esperimento della azione revocatoria fallimentare. (Michele Comastri) (riproduzione riservata)

L’art. 182 quater implicitamente conferma che possono essere ritenuti prededucibili anche crediti sorti prima dell’apertura della procedura di concordato preventivo, atteso che l’espressione “in funzione”, richiamando il concetto di “servizi strumentali all’accesso alle procedure concorsuali, consente di intendere l’enunciato “strumentale a” come sinonimo di “funzionale”. (Michele Comastri) (riproduzione riservata)

La consecuzione tra procedure non è esclusa dalla circostanza che tra procedura “minore” e procedura principale sia intercorsa una soluzione di continuità, atteso che la continuità tra procedure non si risolve in un mero dato temporale, configurandosi, per converso, come fattispecie di consecuzione (più che di successione) tra le medesime. Il fallimento è, dunque, il logico corollario della condizione di dissesto che ha dato causa alla precedente procedura concorsuale. (Michele Comastri) (riproduzione riservata)
Cassazione civile, sez. I, 14 Marzo 2014, n. 6031.


Procedimento civile - Comunicazioni - Biglietto di cancelleria - Funzione certificatoria - Esclusione - Onere della parte di verificare la corrispondenza con il contenuto del provvedimento ed eventualmente di prendere visione dell'originale..
L'avviso di cancelleria ha natura accompagnatoria del provvedimento del giudice ed ha lo scopo di consentire alle parti di prendere visione dell'atto giudiziario; non è quindi possibile attribuire al biglietto di cancelleria una funzione certificatoria del contenuto del provvedimento, potendo la parte prendere cognizione diretta dell'atto mediante visione della copia allegata. Da ciò consegue che la circostanza che il biglietto di cancelleria contenga una difformità rispetto al provvedimento deve ritenersi del tutto inidonea a provocare un errore scusabile in ordine al contenuto della pronuncia, rientrando nell'ordinaria diligenza del procuratore della parte destinataria l'onere di controllare la corrispondenza di tale pronuncia a quanto scritto nel biglietto nonché di prendere visione dell'originale della medesima e di verificarne la conformità alla copia trasmessa. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Varese, 16 Maggio 2013.


Posta elettronica certificata (P.E.C.) – Indicazione dell’indirizzo PEC da parte del difensore – Difensore che non abbia eletto domicilio nel circondario del Tribunale – Notifica degli atti presso la Cancelleria – Esclusione – Notifica alla posta elettronica – Sussiste..
Se il difensore indica l'indirizzo di posta elettronica certificata (come previsto dal rito a seguito delle modifiche introdotte dalla legge n. 183 del 2011), anche dove lo stesso non abbia eletto domicilio nel circondario dell’Ufficio giudiziario adito, la notifica va effettuata a mezzo posta elettronica certificata o, nell'impossibilità di eseguire tale notifica, a mezzo fax ai sensi dell'art. 136 comma 3 c.p.c.. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. VI, 18 Marzo 2013, n. 6752.


Fallimento - Organi preposti al fallimento - Giudice delegato - Provvedimenti - Reclami - Decorrenza del termine per la proposizione - Dalla comunicazione del provvedimento da parte del cancelliere - Invio di copia del provvedimento da parte del curatore - Equipollenza - Esclusione.
Ai fini del decorso del termine di dieci giorni per proporre reclamo al Tribunale   fallimentare avverso i provvedimenti del giudice delegato, la conoscenza del provvedimento reclamato conseguita dalla parte a seguito di invio di copia di detto provvedimento da parte del curatore non può considerarsi equipollente alla comunicazione eseguita dal cancelliere, atteso che l'attribuzione al curatore fallimentare di un potere di comunicazione in ordine a specifici atti non implica l'esistenza, in capo allo stesso curatore, di un generale potere di comunicazione e che siffatto potere è invece previsto per il cancelliere (dagli artt. 136 cod. proc. civ. e 45 disp. att. cod. proc. civ.). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 11 Febbraio 2004.


Fallimento - Organi preposti al fallimento - Giudice delegato - Provvedimenti - Reclami - Decorrenza del termine per la proposizione - Dalla comunicazione del provvedimento da parte del cancelliere - Invio di copia del provvedimento da parte del curatore - Equipollenza - Esclusione.
Ai fini del decorso del termine di dieci giorni per proporre reclamo al Tribunal e fallimentare avverso i provvedimenti del giudice delegato, la conoscenza del provvedimento reclamato conseguita dalla parte a seguito di invio di copia di detto provvedimento da parte del curatore non può considerarsi equipollente alla comunicazione eseguita dal cancelliere, atteso che l'attribuzione al curatore fallimentare di un potere di comunicazione in ordine a specifici atti non implica l'esistenza, in capo allo stesso curatore, di un generale potere di comunicazione e che siffatto potere è invece previsto per il cancelliere dagli artt. 136 cod. proc. civ. e 45 disp. att. cod. proc. civ., direttamente applicabili alla fattispecie, trattandosi di comunicazione da effettuarsi nell'ambito di una procedura regolata dagli art. 703 e segg. cod. proc. civ.. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 16 Gennaio 1999, n. 396.


Fallimento - Organi preposti al fallimento - Giudice delegato - Provvedimenti - Reclami - Vendita immobiliare - Sospensione dopo l'aggiudicazione - Reclamo avverso il relativo provvedimento - Termine - Decorrenza.
Il termine di dieci giorni per la proposizione del reclamo al Tribunale Fallimentare contro il provvedimento, decisorio, del giudice delegato di sospensione, ex art. 108, terzo comma, Legge Fallimentare della vendita immobiliare dopo l'aggiudicazione, decorre dalla comunicazione del provvedimento medesimo, che deve essere eseguita dal cancelliere nelle forme previste dal codice di rito (artt. 136 cod. proc. civ. e 45 disp. att. stesso codice). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 14 Aprile 1994, n. 3509.