LIBRO PRIMO
Disposizioni generali
TITOLO VI
Degli atti processuali
CAPO I
Delle forme degli atti e dei provvedimenti
SEZIONE IV
Delle comunicazioni e delle notificazioni

Art. 137

Notificazioni
Testo a fronte
TESTO A FRONTE

I. Le notificazioni, quando non è disposto altrimenti, sono eseguite dall'ufficiale giudiziario, su istanza di parte o su richiesta del pubblico ministero o del cancelliere.

II. L'ufficiale giudiziario esegue la notificazione mediante consegna al destinatario di copia conforme all'originale dell'atto da notificarsi.

III. Se l'atto da notificare o comunicare è costituito da un documento informatico e il destinatario non possiede indirizzo di posta elettronica certificata, l'ufficiale giudiziario esegue la notificazione mediante consegna di una copia dell'atto su supporto cartaceo, da lui dichiarata conforme all'originale e conserva il documento informatico per i due anni successivi. Se richiesto, l'ufficiale giudiziario invia l'atto notificato anche attraverso strumenti telematici all'indirizzo di posta elettronica dichiarato dal destinatario della notifica o dal suo procuratore, ovvero consegna ai medesimi, previa esazione dei relativi diritti, copia dell'atto notificato, su supporto informatico non riscrivibile. (1)

IV. Se la notificazione non può essere eseguita in mani proprie del destinatario, tranne che nel caso previsto dal secondo comma dell'articolo 143, l'ufficiale giudiziario consegna o deposita la copia dell'atto da notificare in busta che provvede a sigillare e su cui trascrive il numero cronologico della notificazione, dandone atto nella relazione in calce all'originale e alla copia dell'atto stesso. Sulla busta non sono apposti segni o indicazioni dai quali possa desumersi il contenuto dell'atto.

V. Le disposizioni di cui al quarto (2) comma si applicano anche alle comunicazioni effettuate con biglietto di cancelleria ai sensi degli articoli 133 e 136.



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(1) Coma inserito dall’art. 45, comma 18, lett. a) della l. 18 giugno 2009, n. 69. La modifica si applica ai giudizi instaurati dopo il 4 luglio 2009 (art. 58, comma 1, legge cit.).
(2) La parola «quarto» ha sostituito la parola «terzo» in base all’art. 45, comma 18, lett. b), della l. 18 giugno 2009, n. 69. La modifica si applica ai giudizi instaurati dopo il 4 luglio 2009 (art. 58, comma 1, legge cit.).

GIURISPRUDENZA

Procedimento civile – Comunicazioni e notificazioni – Equipollenti – Richiesta di accesso al fascicolo telematico – Fattispecie in tema di reclamo cautelare.
La richiesta di visibilità del fascicolo telematico presentata tramite avvocato è idonea a far ritenere che la parte abbia avuto conoscenza degli atti del procedimento ed a far, pertanto, decorrere il termine per l’impugnazione di provvedimenti resi nell’ambito dello stesso; ciò in virtù del principio secondo il quale la notificazione può trovare equipollenti in altri atti o fatti giuridici che siano idonei ad assicurare una conoscenza effettiva e piena del relativo provvedimento, analoga a quella che si produce con detta comunicazione (Cass. 16 luglio 1997, n. 6474).

(Nel caso di specie, la richiesta di accesso al fascicolo telematico è stata ritenuta ideona a far decorrere il termine per il reclamo di cui all’art. 669 terdecies c.p.c.) (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Tribunale Rieti, 20 Ottobre 2016.


Notificazione eseguita ai sensi della legge n. 53 del 1994 - Delegabilità all'avvocato domiciliatario - Ammissibilità - Fondamento.
Il principio secondo cui l'attività di impulso del procedimento notificatorio - consistente essenzialmente nella consegna dell'atto da notificare all'ufficiale giudiziario - può essere delegata, anche verbalmente, dal soggetto legittimato, e cioè dalla parte o dal suo procuratore in giudizio, ad altra persona, opera anche quando la notifica sia eseguita, ai sensi degli artt. 1 e ss. della l. n. 53 del 1994, dall'avvocato domiciliatario su delega del difensore munito di procura alle liti, in quanto la legge citata non esclude espressamente la delegabilità di tale atto ad altro professionista, ove il delegante sia munito di procura, e tanto lui quanto il delegato siano autorizzati dai rispettivi ordini di appartenenza. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 29 Settembre 2016, n. 19294.


Fallimento - Notifica del ricorso e del decreto di convocazione a mezzo polizia giudiziaria - Inesistenza - Esclusione - Nullità - Sussistenza - Sanatoria - Configurabilità - Fondamento.
La notificazione tramite polizia giudiziaria del ricorso di fallimento e del decreto di convocazione non è inesistente, bensì nulla, in quanto non totalmente incompatibile con le regole della procedura prefallimentare, sicché il vizio resta sanato ove la notifica sia giunta a buon fine per aver raggiunto lo scopo di portare l'atto a conoscenza del destinatario, nonché, a maggior ragione, quando il debitore, informato del deposito del ricorso e della fissazione dell'udienza, si sia costituito ovvero sia comparso senza nulla eccepire innanzi al tribunale chiamato a pronunciarsi sulla dichiarazione di fallimento. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 31 Agosto 2016, n. 17444.


Notificazioni e comunicazioni - Nullità - Raggiungimento dello scopo - Notificazione a mezzo PEC - Consegna telematica dell'atto all'indirizzo PEC indicato nell'atto introduttivo - Luogo virtuale - Raggiungimento dello scopo - Difformità tra il testo recapitato e quello cartaceo depositato in cancelleria - Irrilevanza - Trasmissione del testo con estensione".doc" in luogo del formato ".pdf" - Irrilevanza.
Il principio, sancito in via generale dall'art. 156 c.p.c., secondo cui la nullità non può essere mai pronunciata se l'atto ha raggiunto lo scopo a cui è destinato, vale anche per le notificazioni, anche in relazione alle quali, pertanto, la nullità non può essere dichiarata tutte le volte che l'atto, malgrado l'irritualità della notificazione, sia venuto a conoscenza del destinatario" (Cass., sez. lav., n. 13857/2014; conf., sez. trib., n. 1184/2001 e n. 1548/2002). Il risultato dell'effettiva conoscenza dell'atto che consegue alla consegna telematica dello stesso nel luogo virtuale, ovverosia l'indirizzo di PEC espressamente a tale fine indicato dalla parte nell'atto introduttivo del giudizio di legittimità, determina infatti il raggiungimento dello stesso scopo perseguito dalla previsione legale del ricorso alla PEC.

La denuncia di vizi fondati sulla pretesa violazione di norme di rito non tutela l'interesse all'astratta regolarità del processo, ma garantisce solo l'eliminazione del pregiudizio subito dal diritto di difesa della parte in conseguenza della denunciata violazione (Cass., sez. trib., n. 26831 del 2014).

Ne consegue che è inammissibile l'eccezione con la quale si lamenti un mero vizio procedimentale, senza prospettare anche le ragioni per le quali l'erronea applicazione della regola processuale abbia comportato, per la parte, una lesione del diritto di difesa o possa comportare altro pregiudizio per la decisione finale della Corte.

(Nella specie, i ricorrenti non hanno addotto né alcuno specifico pregiudizio al loro diritto di difesa, né l'eventuale difformità tra il testo recapitato telematicamente, sia pure con estensione ".doc" in luogo del formato ".pdf", e quello cartaceo depositato in cancelleria). (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Cassazione Sez. Un. Civili, 18 Aprile 2016, n. 7665.


Notificazioni - Notificazione in proprio eseguita direttamente dall'avvocato - Legge n. 53 del 1994 - Mancata produzione in giudizio dell'autorizzazione del consiglio dell'ordine - Nullità..
La mancata produzione in giudizio dell'autorizzazione di cui all'articolo 1 della legge n. 53 del 1994 (la quale consente al difensore di eseguire personalmente la notifica per mezzo del servizio postale) comporta la nullità della notifica, la quale può essere sanata esclusivamente dalla costituzione in giudizio della parte avversa. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. V, tributaria, 19 Febbraio 2014, n. 3934.


Processo civile - Continenza - Individuazione della causa proposta per prima - Criteri - Riferimento alla data di consegna dell'atto di citazione all'ufficiale giudiziario o alla data di ricezione..
La Terza Sezione ha rimesso alle Sezioni Unite la questione dell'individuazione del momento di pendenza della lite, ai fini della decisione dell’eccezione di continenza (o litispendenza): se, in particolare, tale momento coincida con quello in cui l’atto di citazione viene consegnato all’ufficiale giudiziario, ovvero con quello in cui viene ricevuto dal destinatario. Cassazione civile, sez. III, 01 Ottobre 2013, n. 22454.


Notifiche postali – Dichiarazioni rese all’Ufficiale postale – Autenticità – Sussistenza..
Secondo consolidata giurisprudenza, nel caso in cui la notifica sia effettuata mediante consegna a persona che si trova nella casa del destinatario e dichiari di essere addetta alla casa o, comunque, incaricata dal destinatario i ricevere gli atti a lui diretti, una volta che la speciale relazione intersoggettiva – in base alla quale la legge presume che l’atto, consegnato a mani di persona diversa dal destinatario, venga portato a conoscenza di costui – sia stata attestata da una dichiarazione resa all’ufficiale giudiziario e, poi, trasposta nella relazione da questi redatta, e una volta che il notificante abbia depositato in causa tale relazione di notificazione, null’altro il notificante medesimo deve fare per dimostrare l’esistenza dei presupposti di fatto che rendono la notificazione legittima, in quanto niente consente di presumere che non risponda al vero la dichiarazione raccolta dall’ufficiale giudiziario. Pertanto, la contestazione della controparte, destinataria dell’atto in ordine alla veridicità dell’indicata dichiarazione, integra una vera e propria eccezione, per sorregger la quale, secondo i principi generali sull’onere della prova, è la stessa parte che l’ha sollevata a doverne provare il fondamento. (Francesco Fimmanò) (riproduzione riservata) Appello Napoli, 27 Agosto 2013.


Notifiche – Ufficiale giudiziario – Attestazioni e querela di falso – Insussistenza..
Le attestazioni dell’Ufficiale Giudiziario operante una notifica fanno fede fino a querela di falso e non possono essere contestate anodinamente. Allorquando la persona rinvenuta dall’Ufficiale Giudiziario presso la sede della società viene percepita quale dipendente della stessa non basta contestare che il soggetto non fosse “dipendente” nel senso di lavoratore subordinato ma allegare che egli non fosse collegato affatto con la società medesima sicché le operazioni di notifica si sarebbero svolte sostanzialmente nei confronti di un estraneo. (Francesco Fimmanò) (riproduzione riservata) Appello Bari, 23 Agosto 2013.


Opposizione a decreto ingiuntivo – Tempestività – Consegna all’Ufficiale Giudiziario all’ultimo giorno utile ma entro l’orario di chiusura dell’ufficio – Onere della prova della consegna entro tale orario. .
Al fine di valutare la tempestività dell’opposizione a decreto ingiuntivo la parte che richiede la notifica dell’atto di opposizione deve attivarsi, qualora provveda tramite Ufficiale Giudiziario, entro il termine perentorio con consegna dell’atto per tale incombente anche all’ultimo giorno ma, pur sempre, entro l’orario regolamentare dell’ufficio addetto alla notifica; qualora l’Ufficiale Giudiziario attesti per iscritto di aver ricevuto l’atto ad una certa ora, oltre l’orario d’ufficio, grava sulla parte notificante, fornire rigorosa prova che detta attestazione è relativa solo al superamento dell’orario per il ricevimento delle notifiche urgenti e non già per il ricevimento degli atti non urgenti, pertanto, effettuato tempestivamente al fine di contrastare l’eccezione di improcedibilità. Tale prova può essere fornita anche mediante certificazione integrativa dell’Ufficio competente che indichi gli orari di apertura al pubblico per il ricevimento degli atti urgenti ovvero degli atti non urgenti. L’accettazione di un atto oltre l’orario consentito, per disponibilità del singolo incaricato, non rileva per una valutazione positiva in ordine alla tempestività dell’attività del notificante. (Gianluigi Morlini) (riproduzione riservata) Tribunale Piacenza, 28 Febbraio 2013.


Procedimento civile - Perfezionamento della notifica - Decorrenza degli effetti - Consegna dell'atto all'ufficiale giudiziario - Notificazione a mezzo di servizio postale eseguita dal difensore - Applicabilità.

Procedimento civile - Comportamento contrario buona fede del creditore - Pignoramento di elevato numero di immobili nonostante il pagamento del capitale e degli interessi e delle spese - Abuso del processo - Sussistenza.
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Il principio, secondo il quale, una volta che il plico sia pervenuto al destinatario, la notificazione è efficace per il notificante già nel momento in cui l’atto è consegnato all’ufficiale giudiziario, si applica anche alla notificazione a mezzo del servizio postale eseguita dal difensore della parte, ai sensi dell’art. 1 della legge 53/94, dovendosi equiparare la data di consegna dell’atto all’ufficiale giudiziario con la data di spedizione del piego raccomandato (Cass. n. 4919/2011). (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

La condotta di colui il quale, prima e dopo la notificazione del precetto, non abbia riconosciuto la non debenza di voci palesemente erronee, si sia sottratto ad un confronto riverificando gli erronei conteggi, abbia successivamente pignorato un elevato numero di immobili, nonostante il pagamento non solo del capitale (avvenuto già prima della notifica del decreto ingiuntivo), ma anche degli interessi e delle spese, denota un abuso dello strumento del processo in contrasto con l'inderogabile dovere di solidarietà sociale che osta all'esercizio di un diritto con modalità tali da arrecare un danno ad altri soggetti che non sia inevitabile conseguenza di un interesse degno di tutela dell'agente (cfr Cass. SU, 15 novembre 2007, n. 23726; Cass, ord. 3 maggio 2010, n. 10634). (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Tribunale Monza, 19 Giugno 2012.


Comunicazioni a mezzo posta – Esercizio del diritto di prelazione in materia agraria – Inapplicabilità delle norme in materia di notificazione di atti processuali..
Il principio della separazione degli effetti della notifica, vigente in materia processuale, non può essere richiamato nel caso di esercizio del diritto di prelazione mediante lettera raccomandata, nel quale il termine sostanziale non può che riferirsi al momento in cui la dichiarazione è giunta a conoscenza del destinatario, poiché, trattandosi di atto ricettizio, è soltanto in tale momento che si perfeziona la fattispecie contrattuale. (Chiara Bosi) (riproduzione riservata) Appello Bologna, 22 Marzo 2012.


Mediazione obbligatoria - Pendenza della lite - Perfezionamento della notifica dell'atto introduttivo del giudizio - Consegna al destinatario..
Qualora si tratti di stabilire la pendenza del giudizio ai fini dell'applicazione delle disposizioni relative alla mediazione obbligatoria, si deve avere riguardo alla consegna al destinatario dell'atto introduttivo del giudizio e non alla richiesta di notifica all'ufficiale giudiziario. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Santa Maria Capua Vetere, 18 Gennaio 2012.