LIBRO PRIMO
Delle persone e della famiglia
TITOLO XII
Delle misure di protezione delle persone prive in tutto od in parte di autonomia
CAPO II
Della interdizione, della inabilitazione e della incapacità naturale

Art. 417

Istanza d'interdizione o di inabilitazione
TESTO A FRONTE

I. L'interdizione e la inabilitazione possono essere promosse dalle persone indicate negli articoli 414 e 415, dal coniuge, dalla persona stabilmente convivente , dai parenti entro il quarto grado, dagli affini entro il secondo grado, dal tutore o curatore ovvero dal pubblico ministero.

II. Se l'interdicendo o l'inabilitando si trova sotto laresponsabilità genitoriale (1) o ha per curatore uno dei genitori, l'interdizione o l'inabilitazione non può essere promossa che su istanza del genitore medesimo o del pubblico ministero.



_______________
(1) L'art. 46, d.lg. 28 dicembre 2013, n. 154, ha sostituito, con effetto dal 7 febbraio 2014, la parola "potestà" con le parole "responsabilità genitoriale".

GIURISPRUDENZA

Inabilitazione - Revoca - Legittimazione Attiva - Soggetto inabilitato - Titolarità..
Sebbene l’art. 429 c.c., non contempli espressamente l’inabilitato tra le persone legittimate a chiedere la revoca di tale misura, nondimeno deve ritenersi che, a seguito dell’entrata in vigore della legge 9-1-2004 n. 6, della modifica dell’art. 417 c.c. ed in un contesto normativo complessivamente caratterizzato da una maggiore tutela e considerazione dei c.d. diritti personalissimi, deve ritenersi che tale legittimazione gli debba essere riconosciuta e che il mancato intervento del legislatore sul disposto di cui all’art. 429 c.c. sia il frutto di un mero difetto di coordinamento. (Mauro Bernardi) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 01 Ottobre 2013.


Inabilitazione - Procedimento di revoca - Applicazione dei principi del processo contenzioso ordinario - Caratteristiche - Fattispecie..
Il processo di interdizione o inabilitazione ha per oggetto un accertamento della capacità di agire che incide sullo status della persona e si conclude con una pronuncia qualificata espressamente come sentenza, suscettibile di giudicato; le peculiarità di detto procedimento, determinate dalla coesistenza di diritti soggettivi privati e di profili pubblicistici, dalla natura e non disponibilità degli interessi coinvolti, oltre che specificamente segnate dalla posizione dei soggetti legittimati a presentare il ricorso, i quali esercitano un potere di azione, ma non agiscono a tutela di un proprio diritto soggettivo (art. 417 c.c.), dalla previsione che essi possono impugnare la sentenza, pur se non abbiano partecipato al giudizio (art. 718 c.p.c.), e dagli ampi poteri inquisitori del giudice (art. 419 c.c. e art. 714 c.p.c.), non escludono che esso si configuri, pur con tali importanti deviazioni rispetto al rito ordinario, come un procedimento contenzioso speciale, ritenuto dal legislatore come il più idoneo ad offrire garanzie a tutela dell’interesse dell’interessato e ad assicurare una più penetrante ricerca della verità, e che quindi esso resti disciplinato, per quanto non previsto dalle regole speciali, dalle regole del processo contenzioso ordinario, ove non incompatibili (in termini, da ultimo, Cass. Civ., Sez. I, 24 agosto 2005, n. 17256). (Nel caso di specie, il Tribunale, a seguito di ricorso della sorella, ha accolto la domanda di revoca della inabilitazione essendo venute meno le cause che la giustificavano in ragione del progressivo fortificarsi del carattere del soggetto ed al raggiungimento di una sua completa indipendenza.) (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Sant'Angelo dei Lombardi, 10 Maggio 2011.