Massimario Ragionato Fallimentare

a cura di Franco Benassi
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Articolo 112 ∙ (Partecipazione dei creditori ammessi tardivamente)


Insinuazione tardiva e partecipazione ai riparti successivi
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Partecipazione del creditore tardivo alle ripartizioni anterioriInsinuazione tardiva e doppio rischio della tardività e della durata del procedimento di accertamento del creditoRitardo non imputabileInsinuazione tardiva e riduzione e restituzione di riparti ricevuti da altri creditoriObbligo di accantonamentoDiritto del creditore tardivo a non vedersi pregiudicato il soddisfacimento del creditoInsinuazione tardiva e partecipazione ai riparti successiviInsinuazione tardiva e sospensione dei ripartiInsinuazione tardiva e chiusura del fallimentoInsinuazione tardiva e compimento di ulteriori attività processualiInsinuazione tardiva per restituzioni a seguito di azione revocatoriaAccertamento del credito: an debeatur e quantum debeaturReclamo ex art. 26 l.f. avverso la mancata previsione del credito nel ripartoRicorso per cassazione


Insinuazione tardiva e partecipazione ai riparti successivi

Fallimento - Ripartizione dell'attivo - Ordine di distribuzione - Partecipazione dei creditori tardivi - Salvezza dei diritti di prelazione - Conseguenze - Recupero, per il creditore privilegiato, della quota già distribuita in precedente riparto - Immediatezza del recupero - Necessità
In tema di riparto fallimentare, i creditori tardivamente insinuati al passivo conservano le loro ragioni di soddisfacimento integrale sulle somme ancora da ripartire, come risulta dall'inciso "salvi i diritti di prelazione" che figura al primo comma dell'art. 112 legge fallim., e tale salvezza è da intendersi - anche in analogia con il disposto degli artt. 528, ult. comma, e 566 cod. proc. civ. - nel senso della immediatezza (nella prima ripartizione successiva alla loro ammissione) del recupero e del ristabilimento della condizione di parità con gli altri creditori privilegiati nello stesso grado. (Nella fattispecie, la S.C. ha cassato il decreto del Tribunale che, in sede di reclamo, aveva confermato il decreto del giudice delegato che dichiarava esecutivo il primo piano di riparto parziale successivo all'ammissione di un creditore privilegiato rinviando, per quest'ultimo, al riparto finale il recupero della quota già distribuita in un riparto parziale precedente all'ammissione). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 19 Settembre 2003, n. 13895.


Fallimento - Ripartizione dell'attivo - Ordine di distribuzione - Partecipazione dei creditori tardivi - Effetti dell'ammissione tardiva - Decorrenza
In tema di fallimento, ai fini della partecipazione del creditore ammesso tardivamente alla successiva ripartizione dell'attivo (art. 112 legge fall.) gli effetti dell'ammissione tardiva del credito con decreto del giudice delegato non possono decorrere dalla data della domanda di ammissione al passivo ovvero alla data della prima udienza successiva, fissata dal giudice delegato, ma si verificano solo dopo la realizzazione delle condizioni richieste dall'art. 101, terzo comma, legge fall., e cioè quando in mancanza di contestazioni da parte del curatore circa l'ammissione del nuovo credito il giudice delegato lo ritenga fondato, ancorché tali condizioni intervengano con ritardo rispetto alla detta udienza precludendo così la partecipazione del creditore ad un riparto "medio tempore" espletato. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 06 Maggio 1991, n. 4988.


Fallimento - Accertamento al passivo - Ammissione al passivo - Dichiarazioni tardive - Posizione del creditore
Il creditore ammesso tardivamente al passivo del fallimento (art. 101 legge fall.) può partecipare solo ai piani di riparto dell'attivo dichiarati esecutivi dopo la definitiva ammissione del credito, ed unicamente nei limiti della disponibilità residua esistente in tali riparti e per la percentuale che i creditori di pari grado ricevono nello stesso riparto, senza che, in presenza di crediti che siano in corso di accertamento, debba procedersi ad accantonamenti - e senza quindi debba provvedersi alla sospensione del riparto finale in attesa della previa definizione delle relative controversie - non essendo tali accantonamenti normativamente previsti, ne' essendo consentita l'applicazione analogica od estensiva dell'art. 113 legge fall. con un risultato interpretativo non contrastante con gli artt. 24 e 3 Cost.. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 01 Marzo 1991, n. 2186.