Massimario di Diritto Finanziario


FORMA

Nullità dell’ordine di acquisto per carenza di forma convenzionale. Intermediazione finanziaria – Ordini di negoziazione – Nullità – Carenza di forma prescritta ad substantiam dal contratto quadro – Ordine telefonico non debitamente registrato – Insufficienza

Intermediazione finanziaria – Ordini di negoziazione – Forma ad substantiam prescritta dal contratto quadro – Diversa dalla scrittura – Ammissibilità

Intermediazione finanziaria – Ordini di negoziazione – Nullità – Carenza di forma prescritta ad substantiam dal contratto quadro – Ordine telefonico non debitamente registrato – Insufficienza – Irrilevanza del comportamento del cliente.
La clausola «gli ordini sono impartiti di norma per iscritto. Qualora gli ordini vengano impartiti telefonicamente il cliente dà atto che tali ordini saranno registrati su nastro magnetico o su altro supporto equivalente» integra un patto costitutivo di forma ad substantiam per il rilascio di ordini di acquisto da parte del cliente, in linea con la norma dell’art. 1352 c.c. Pertanto, gli ordini del cliente non stesi per iscritto, che non siano registrati dall’intermediario su nastro magnetico o supporto equivalente, sono nulli. (Alberto Mager) (riproduzione riservata)

La norma dell’art. 1352 c.c. non riguarda esclusivamente patti istitutivi di forme convenzionali scritte. Non vi sono ragioni per affermare limitazioni in materia di caratteristiche e tipo della forma che il patto impone ai suoi contraenti; a contare, in proposito, è solo la serietà e utilità dello strumento formale che viene convenzionalmente adottato. (Alberto Mager) (riproduzione riservata)

La circostanza che, nell'esecuzione del rapporto contrattuale, il cliente abbia più volte impartito per telefono gli ordini, non impedisce di affermarne la nullità, se l’intermediario non provvede a registrarli su nastro magnetico o supporto equivalente, in conformità all'alternativa fra ordine scritto ed ordine telefonico registrato contemplata dal contratto quadro. (Alberto Mager) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 30/11/2017.


Intermediazione finanziaria, adeguamento delle clausole contrattuali e onere della prova. Obbligo di forma scritta - Adeguamento delle clausole contrattuali - Nullità sopravvenuta - Inesistenza - Onere della prova

Obbligo di forma scritta - Clausola contrattuale - Nullità - Inesistenza

Obblighi informativi - Risarcimento del danno - Onere della prova - Nesso di causa - Insussistenza

Risarcimento del danno - Onere della prova - Quantificazione del danno - CTU - Inammissibilità.
In relazione all’obbligo di forma scritta ex art.23 TUF, la nullità non deve divenire un mero strumento formale, ma deve rispondere ai principi di tutela che lo strumento giuridico è diretto a difendere. In questa prospettiva, non può parlarsi di nullità in assenza di adeguamento a norme sopravvenute, in quanto i rapporti di investimento per loro natura sono rapporti di durata e dunque le norme incompatibili con quelle entrate in vigore successivamente devono ritenersi sostituite ex lege.

Ne consegue che è onere del cliente investitore specificare quali obblighi, introdotti ex novo dalla normativa del TUF 1998 e dal Regolamento di esecuzione Consob n. 11522/1998, non solo non trovavano rispondenza nelle clausole dei contratti quadro sottoscritti, ma non potevano ritenersi sostituite in via automatica ex lege a quelle preesistenti. (Nicola Scopsi) (Sabino Laudadio) (riproduzione riservata)

Non è configurabile un obbligo convenzionale di forma scritta qualora il contratto quadro preveda che “di norma” gli ordini siano impartiti per iscritto, non imponendo, quale conseguenza della mancata osservanza, della sanzione della nullità. (Nicola Scopsi) (Sabino Laudadio) (riproduzione riservata)

Come statuito dalla Cassazione con sentenza n.17138 del 17 agosto 2016, nei giudizi di risarcimento danni per lo svolgimento dei servizi di investimento, spetta ai soggetti abilitati l’onere della prova di aver agito con la specifica diligenza richiesta; dedotto l’inadempimento consistente nella violazione degli obblighi informativi, grava invece sul cliente investitore l’onere della prova del nesso di causalità tra l’inadempimento e il danno, attraverso una analisi prognostica che si presta ad una prova da fornirsi sostanzialmente in via presuntiva.
Il fatto che (i) l’acquisto abbia riguardato obbligazioni Argentina emesse successivamente al default del 2001, dunque emesse da uno Stato la cui situazione di scarsa stabilità finanziario era fatto notorio; (ii) nel dossier titoli dell’investitore fosse presente un  altro investimento di notevole rilevanza in obbligazioni Argentina dimostra come la scelta di investire in obbligazioni di uno Stato con una economia di grande fragilità, alla quale corrispondevano titoli con elevato rendimento e costo minimo, sia stata consapevole e frutto di un’operazione complessa. Pertanto, se anche si dovesse giudicare l’inadempimento della banca agli obblighi informativi, si dovrebbe ritenere che non vi sono elementi per concludere che, se fosse stato correttamente informato, il cliente avrebbe desistito dall’investire. (Nicola Scopsi) (Sabino Laudadio) (riproduzione riservata)

È onere dell’attore dedurre in modo specifico l’ammontare del danno patito, non potendosi limitare ad affermare che, all’esito dell’adesione all’offerta di scambio, avrebbe ricevuto una somma irrisoria, definizione estremamente generica. Né a tale omissione può sopperirsi con una CTU, posto che avrebbe la funzione di sopperire alle carenze probatorie della parte. (Nicola Scopsi) (Sabino Laudadio) (riproduzione riservata) Tribunale Genova, 05/05/2017.


Clausola di un contratto quadro che prevede che gli ordini vadano stipulati “di norma” per iscritto – Criteri interpretativi della stessa – Inapplicabilità dell’art. 1352 c.c...
La clausola di un contratto quadro di ricezione e trasmissione ordini di investimento che preveda che gli stessi vadano stipulati “di norma” per iscritto va intesa nel senso che la forma scritta costituisce un requisito non indispensabile ma solo tendenziale dell’ordine, cosicchè, a fronte di tale dato di carattere letterale, non è possibile applicare la presunzione di cui all’art. 1352 c.c. Quanto poi all’ulteriore previsione riguardante le modalità di registrazione degli ordini telefonici essa non va intesa come indicazione dell’unica forma alternativa a quella scritta consentita ma piuttosto come disciplina specifica di una delle diverse forme che possono essere adottate a quello scopo. (Massimo Vaccari) (riproduzione riservata) Tribunale Verona, 23/07/2013.


Nullità sopravvenuta degli ordini di negoziazione eseguiti sulla scorta di contratto quadro sotto la vigenza della precedente legislazione. Contratto quadro concluso prima della entrata in vigore del TUF - Ordini di negoziazione eseguiti in epoca successiva - Nullità.

Intermediazione finanziaria - Nullità sopravvenuta degli ordini di acquisto - Reazione dell'ordinamento assimilabile alla risoluzione - Impossibilità giuridica sopravvenuta - Mancanza di legittimazione alle operazioni di investimento svolte dall'intermediario..
Qualora, sulla base di un contratto quadro concluso nel 1992 siano stati eseguiti ordini di negoziazione in epoca successiva alla entrata in vigore del TUF, benché non vi siano dubbi sulla validità del contratto quadro, al quale devono applicarsi le norme in vigore al momento della sua conclusione, tuttavia, trattandosi di contratto i cui effetti si dipanano nel tempo, gli ordini successivamente posti in essere debbono considerarsi nulli, in quanto eseguiti senza che fossero stati rinegoziate le condizioni, di natura imperativa, che legittimano l'intermediario ad intervenire sul mercato dei titoli in nome e per conto del cliente. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

La cd. nullità sopravvenuta degli ordini di acquisto eseguiti sulla scorta di un contratto quadro sottoscritto prima della entrata in vigore delle disposizioni del TUF, non ha natura di vera e propria nullità, trattandosi, piuttosto, di una diversa tecnica di reazione dell'ordinamento assimilabile alla risoluzione per impossibilità giuridica sopravvenuta, in quanto connessa alla sopravvenuta inidoneità del contratto sottoscritto in epoca precedente a spiegare i suoi effetti di legittimazione delle operazioni di investimento svolte tramite l'intermediario. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Parma, 21/12/2012.


Intermediazione finanziaria - Requisito della forma scritta del contratto quadro - Applicazione ai singoli ordini di negoziazione - Esclusione..
La prescrizione di forma scritta, a pena di nullità, di cui all’art. 6, comma 1, lett. c) della legge 1/1991, dell’art. 18 del d. lgs. 415/1996 nonché dell’art. 23 del d. lgs. 58/1998 deve intendersi riferita in via esclusiva al c.d. contratto quadro e non, invece, ai singoli ordini di acquisto o vendita, che ne costituiscono solamente il momento esecutivo. (Alessandro Giorgetta) (riproduzione riservata) Tribunale Lecco, 20/07/2012.


Ordini di negoziazione apocrifi e violazione della forma scritta prevista dal contratto quadro. Ordini di negoziazione - Contratto quadro - Previsione della forma scritta - Sottoscrizione apocrifa..
Debbono ritenersi nulli gli ordini di negoziazione la cui sottoscrizione sia risultata apocrifa nel caso in cui il contratto quadro preveda che gli stessi debbano essere impartiti esclusivamente per iscritto. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Firenze, 17/02/2012.


Contratti finanziari, forma. Contratti finanziari – Contratto quadro – Forma..
Per i contratti di cui all’art. 23 TUF la forma scritta a pena di validità è prevista per il solo contratto quadro, nel mentre i singoli negozi di esecuzione del contratto di servizi non debbono necessariamente essere stipulati per iscritto in quanto la tutela del cliente è assicurata dalla stipulazione scritta del contratto quadro di servizi dal quale deve risultare, ai sensi e per gli effetti dell’art. 6 lettera c) TUF, la natura dei servizi forniti, le modalità di svolgimento dei servizi stessi e l’entità e i criteri di calcolo della loro remunerazione, nonché le altre condizioni particolari convenute con il cliente. (Michela Forte) (riproduzione riservata) Tribunale Ravenna, 02/09/2011.


Intermediazione finanziaria - Forma convenzionale per l'effettuazione degli ordini di acquisto - Violazione - Nullità..
Nel caso in cui il contratto quadro di negoziazione titoli preveda l’effettuazione degli ordini con l’impiego di apposite formalità (forma scritta ovvero telefonica o informatica, consegna a mezzo promotore finanziario) trova applicazione il disposto normativo di cui all’art. 1352 c.c., per il quale la forma convenzionale prevista per i contratti, e per gli atti unilaterali tra vivi a contenuto patrimoniale si presume voluta per la validità dell’atto (e perciò sotto pena di nullità). (Lorenzo Grassano) (riproduzione riservata) Tribunale Brescia, 13/06/2011.


Intermediazione finanziaria - Forma convenzionale per l'effettuazione degli ordini di acquisto - Violazione - Nullità - Convalida - Esclusione..
L’inosservanza della disposizione convenzionale che regola la forma degli ordini comporta la nullità dei medesimi, non sanabile con il successivo invio di fissato bollato, o con la ratifica degli acquisti per effetto dell’avvenuto incasso delle cedole, posto che solo il negozio inefficace è suscettibile di ratifica, non anche quello nullo. (Lorenzo Grassano) (riproduzione riservata) Tribunale Brescia, 13/06/2011.


Intermediazione finanziaria - Nullità degli atti di acquisto - Possesso l'alienazione dei titoli - Effetti..
Il possesso e l’alienazione dei titoli non è incompatibile con la declaratoria di nullità dei relativi atti di acquisto, dovendosi gli stessi considerare come meri valori economici secondo la logica del controvalore, proprio dei beni di genere: cioè nella prospettiva del tantundem eiusdem generis. (Lorenzo Grassano) (riproduzione riservata) Tribunale Brescia, 13/06/2011.


Ordini impartiti via Internet e firma digitale. Intermediazione finanziaria – Ordini di negoziazione – Forma – Ordini impartiti attraverso la rete Internet – Firma digitale – Necessità..
L'articolo 30 del reg. Consob 11522 del 1998, nel prevedere che le parti devono indicare, nel contratto quadro, le modalità attraverso cui l'investitore può impartire ordini e istruzioni, non legittima affatto la forma orale degli ordini di borsa, ma si limita a consentire, per tali ordini, forme equivalenti a quella scritta, vale a dire la richiesta telefonica registrata dall'intermediario su supporto magnetico e la richiesta inoltrata con strumenti telematici alla quale sia apposta od associata la firma digitale. Dovendosi, pertanto, riconoscere natura contrattuale o comunque negoziale agli ordini di borsa, i quali non possono essere considerati meri atti esecutivi del contratto quadro, ove gli stessi vengano impartiti attraverso la rete Internet dovranno essere muniti di firma digitale, pena la loro nullità. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Ravenna, 29/05/2010.


Ordini di negoziazione di strumenti finanziari – Forma scritta – Forme equivalenti – Necessità..
La prescrizione della forma scritta per i contratti di investimento contenuta nell’art. 23, comma 1, del TUF si applica anche ai singoli ordini di negoziazione, i quali danno luogo alla formazione di veri e propri contratti; in proposito, va rilevato tanto che l’art. 30 del reg. Consob n. 11522/98, ove prevede che le parti devono indicare nel contratto quadro le modalità attraverso cui l’investitore può impartire ordini e istruzioni, non legittima affatto la forma orale degli ordini di borsa, ma si limita a consentire per essi forme equivalenti a quella scritta, quali la richiesta telefonica registrata su supporto magnetico ovvero quella inoltrata mediante strumenti telematici alla quale sia apposta o associata la firma digitale. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Ravenna, 12/10/2009.


Forma e natura negoziale dell’ordine di negoziazione. Intermediazione finanziaria – Ordini di negoziazione – Natura negoziale autonoma – Forma – Risoluzione. .
L’ordine di negoziazione non è un mero atto esecutivo del contratto quadro, ma un vero e proprio autonomo atto negoziale, che non deve essere necessariamente conferito in forma scritta e che può essere fatto oggetto di autonoma e diretta domanda di risoluzione. (fb) Tribunale Piacenza, 28/07/2009.


Disconoscimento della sottoscrizione ed eccezione di difetto di forma scritta. Intermediazione finanziaria – Disconoscimento della sottoscrizione – Volontà di eccepire la mancanza di forma scritta – Sussistenza..
Qualora l’investitore abbia in giudizio disconosciuto il contratto quadro ed i singoli ordini di negoziazione rilevandone la mancanza di sottoscrizione originale, è possibile ritenere sussistente la sua volontà di eccepire anche la carenza di forma scritta di tali atti. (fb) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 01/04/2009.


Intermediazione finanziaria – Ordini di negoziazione – Forma ad substantiam – Esclusione – Ordine impartito per via telematica – Validità – Operazione inadeguata – Conseguenze..
L’obbligo della forma scritta di cui all’art. 23 del d.lgs. n. 58/1998 si riferisce al solo contratto quadro e non ai singoli ordini di negoziazione, i quali potranno pertanto essere impartiti anche per via telematica senza la firma digitale; in questo caso, tuttavia, detti ordini non potranno essere considerati equivalenti al documento scritto richiesto nell’ipotesi in cui l’operazione sia inadeguata al profilo di rischio del cliente. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Gorizia, 30/01/2009.


Intermediazione finanziaria – Omessa registrazione degli ordini su supporto magnetico o elettronico – Responsabilità nei confronti della Consob – Sussistenza – Incidenza nei rapporti con il cliente – Irrilevanza..
L’omessa registrazione degli ordini di borsa su supporto magnetico o elettronico, così come prescritto dal regolamento Consob, può fondare la responsabilità dell’intermediario sul piano amministrativo, rimessa all'accertamento dell’autorità di vigilanza, ma non rileva sulla validità dell’investimento nel rapporto con il cliente. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Torino, 27/11/2008.


Forma degli ordini e nullità. Intermediazione finanziaria – Forma – Nullità – Violazione della forma convenzionale prevista per i singoli ordini – Nullità – Sussistenza..
La disposizione dell’art. 23 del d.lgs. n. 58/98 che prevede la sanzione della nullità per la violazione della forma dei contratti relativi ai servizi di investimento riguarda tanto i cd. contratti quadro quanto i singoli ordini di negoziazione imparti dai clienti. Sono pertanto nulli gli ordini privi della forma scritta qualora questa sia prevista dal contratto. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Lodi, 20/10/2008.


Contratto quadro, contenuto minimo e forma. Intermediazione finanziaria – Contratto quadro – Forma – Contenuto minimo – Natura e modalità dei servizi forniti – Forma scritta – Necessità..
Per il c.d. contratto quadro è previsto non soltanto un requisito di forma scritta a pena di nullità, ma anche un contenuto minimo - che deve, in quanto prescritto dalla legge, avere la medesima forma - costituito dalla indicazione della natura dei servizi forniti, delle modalità di svolgimento del servizio, dell’entità e dei criteri di calcolo della remunerazione dell’intermediario. (Sebastiano Zuccarello) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 24/07/2008.


Intermediazione finanziaria – Mancanza di contratto quadro – Singoli mandati scritti di negoziazione – Ammissibilità..
In mancanza di espressa disposizione non è possibile sostenere che la conclusione di sporadici mandati di negoziazione in assenza di un contratto quadro di riferimento sia per ciò solo affetta da nullità, essendo peraltro evidente che in simili evenienze gli ordini dovranno essere necessariamente impartiti per iscritto, in ottemperanza al dettato della legge. Anche alla luce della rafforzata tutela degli investitori può quindi ancora ammettersi la possibilità di singoli mandati di negoziazione ove gli stessi siano conferiti per iscritto e fermo restando l’obbligo per l’intermediario di adempiere parallelamente ai doveri di trasparenza e di informazione posti a suo carico dal legislatore e dalla Consob. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Monza, 04/06/2008.


Intermediazione finanziaria – Nullità dell’ordine di negoziazione – Effetti restitutori – Riconoscimento dell’interesse legale – Mala fede dell’accipiens – Sussistenza – Anatocismo semestrale dalla domanda giudiziale ammissibilità. .
E’ nullo, per violazione dell’art. 1352 cod. civ., l’ordine di acquisto privo della forma scritta prevista dal contratto di negoziazione, dovendosi presumere che tale forma sia stata dalle parti voluta per la validità del contratto medesimo. Le somme versate per l’acquisto dei titoli dovranno, poi, essere restituite maggiorate degli interessi al tasso legale dal giorno dell’acquisto, posto che versa in mala fede l’intermediario che ha dato corso all’ordine in violazione della forma convenuta. Lo stesso criterio dovrà essere applicato per quanto riguarda il riconoscimento degli interessi sulle cedole percepite dall’investitore. Sulle somme oggetto di restituzione potrà poi essere applicato, ove richiesto, l’anatocismo di cui all’art. 1283 cod. civ., in quanto gli interessi scaduti e dovuti per almeno sei mesi possono essere capitalizzati dalla data della domanda giudiziale. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Marsala, 21/03/2008.


Mancanza di contratto quadro e ordini scritti. Intermediazione finanziaria – Mancanza di contratto quadro – Ordini impartiti per iscritto – Validità..
Devono ritenersi validi, pur in mancanza del contratto quadro, gli ordini di acquisto ove siano stati impartiti per iscritto e sia muniti di tutte le indicazioni relative al titolo da acquistare, al prezzo ed alla quantità nonché delle modalità di pagamento. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Monza, 19/02/2008.


Ordini telematici e nullità. Internet banking – Ordini di negoziazione privi di sottoscrizione elettronica o digitale – Nullità..
Sono nulli gli ordini di negoziazione impartiti con strumenti telematici e privi di sottoscrizione con firma elettronica o digitale. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Ravenna, 19/11/2007.


Forma scritta degli ordini e nullità. Intermediazione finanziaria – Forma scritta dei singoli ordini – Necessità – Violazione – Nullità..
Il requisito della forma scritta ad substantiam è previsto dalla legge non solo per il cd. contratto quadro, in base al quale l'intermediario si obbliga a prestare il servizio di investimento, ma anche per i contratti di acquisto dei singoli strumenti finanziari. * (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Venezia, 19/11/2007.


Intermediazione finanziaria – Contratto di negoziazione – Inesistenza degli ordini di borsa – Onere di forma scritta ad probationem – Mancato assolvimento – Nullità per inesistenza della volontà contrattuale di conferire gli ordini di borsa..
In presenza di contestazione in merito all’insussistenza degli ordini di borsa, incombe sull’intermediario l’onere di provare per iscritto l’esistenza di detti ordini (forma scritta ad probationem). Dal mancato assolvimento di tale onere probatorio consegue la dichiarazione di nullità delle operazioni di investimento per inesistenza della volontà contrattuale di conferire gli ordini di borsa. (gv) Tribunale Milano, 07/11/2007.


Ordine tra parti presenti e forma negoziale. Intermediazione finanziaria – Previsione negoziale delle modalità di conferimento degli ordini – Ordine tra parti presenti – Forma scritta – Necessità..
Ove il contratto quadro preveda che gli “gli ordini e le revoche degli stessi” debbano essere “conferiti per iscritto o telefonicamente”, l’ordine tra parti presenti deve essere impartito per iscritto, dovendosi ritenere che la previsione di tale forma abbia lo scopo di fornire all’intermediario la prova del conferimento dell’ordine. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Forlì, 24/10/2007.


Operazione inadeguata, requisito di forma e nullità del singolo ordine. Intermediazione finanziaria – Operazione inadeguata – Avvertenza – Requisiti di forma – Violazione – Nullità del singolo contratto di negoziazione – Sussistenza..
Ha natura imperativa la norma di cui all’art. 29 del reg. Consob 11522/98 che prescrive la forma scritta per l’avvertenza relativa all’operazione inadeguata e tale requisito di forma costituisce un elemento intrinseco alla fattispecie negoziale in quanto attiene alla struttura o al contenuto del singolo contratto di negoziazione con la conseguenza che la sua violazione importa nullità del contratto stesso. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Venezia, 22/10/2007.


Forma ad substantiam di contratti di investimento. Intermediazione finanziaria – Forma scritta dei contratti e degli ordini – Necessità – Distinzione..
La forma scritta ad substantiam è prevista, in modo tassativo, esclusivamente per i contratti che disciplinano la prestazione dei servizi di investimento, intendendosi per tali non i singoli contratti di acquisto titoli, i singoli contratti di investimento, costituenti la prestazione del servizio di intermediazione, bensì i contratti che stabiliscono come gli ordini devono essere impartiti. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Santa Maria Capua Vetere, 04/10/2007.


Ordini di negoziazione - Forma convenzionale - Difformità - Invalidità - Sussistenza..
Ove il contratto quadro preveda che gli ordini vengano conferiti “di norma per iscritto ovvero con telefonata registrata”, dovendosi ritenere che le parti abbiano inteso adottare una determinata forma (art. 1352 c.c.) e presumere che la stessa sia voluta ai fini della validità del contratto o dell’atto unilaterale, l’ordine impartito diversamente (ad es. verbalmente) non può ritenersi valido. Appello Brescia, 20/06/2007.


Forma degli ordini di negoziazione – Funzione..
Gli ordini di negoziazione non debbono necessariamente essere conferiti per iscritto ed il requisito di forma previsto dall’art. 60 reg. Consob ha lo scopo di garantire trasparenza e la prova dell’ordine. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Oristano, 12/06/2007.


Intermediazione finanziaria – Ordini di negoziazione – Requisiti di forma – Violazione – Nullità..
Comporta la nullità dell’ordine di acquisto la violazione dei requisiti di forma prescritti dall’art. 29 reg. Consob per l’esecuzione di operazioni inadeguate, posto che l’art. 29 citato, unitamente all’art. 23 del TUF hanno natura imperativa in considerazione degli interessi pubblicistici tutelati - anche di rango costituzionale - identificabili non solo nella tutela dei risparmiatori uti singuli ma anche in generale del risparmio come elemento di valore dell’economia nazionale. Da luogo invece ad inadempimento la condotta dell’intermediario successiva alla conclusione del contratto quadro che importi violazione di norme comportamentali. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Venezia, 30/05/2007.


Forma dei singoli ordini di negoziazione – Autonomia della parti – Forma alternativa a quella scritta – Natura. .
L’art. 23 del TUF prescrive la forma scritta ad substantiam e la relativa sanzione della nullità solo per il contratto quadro, mentre le modalità di comunicazione dei singoli ordini di negoziazione e delle istruzioni all’intermediario sono rimesse dalla legge all’autonomia delle parti. Pertanto, ove queste abbiano previsto la forma scritta come alternativa a quella orale, si deve ritenere che tale requisito di forma non sia stato voluto per la validità degli ordini ma ad probationem. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 26/04/2007.


Contratti derivati – Fib 30 – Forma degli ordini – Mancata fonoregistrazione ed informazione delle perdite eccedenti il 50% della provvista – Inadempimento – Sussistenza. .
La mancata fonoregistrazione degli ordini, in violazione dell’art. 60 reg. Consob, nonché la mancata informazione circa le perdite superiori al 50% della provvista, integrano gli estremi dell’inadempimento contrattuale imputabile all’intermediario e l’eventuale consapevolezza del cliente della sottoscrizione dei contratti non può avere efficacia sanante della mancata informazione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Arezzo, 17/04/2007.


Ordini di negoziazione, servizi telematici e forma convenzionale. Ordini di negoziazione – Forma convenzionale – Utilizzo di phone banking e dei servizi telematici – Ammissibilità – Espressa previsione contrattuale – Necessità..
Gli ordini di negoziazione possono essere legittimamente impartiti tramite il sistema di cd. phone banking ovvero tramite i servizi bancari telematici qualora tali modalità siano contemplate, in ottemperanza a quanto previsto dall’art. 30, comma 2 lett. c) del reg. Consob n. 11522/98, dal contratto stipulato con l’investitore. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Napoli, 21/02/2007.


Intermediazione finanziaria – Contratto quadro – Sottoscrizione di singoli contratti – Forma scritta – Sussistenza..
Deve ritenersi assolto l’obbligo della forma scritta previsto dall’art. 23 del TUF qualora le parti non sottoscrivano il cd. contratto quadro ma vari contratti di analogo contenuto in occasione di ogni singola operazione di investimento. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Novara, 18/01/2007.


Ordini di negoziazione e libertà di forma. Intermediazione finanziaria – Ordini di negoziazione – Forma. Intermediazione finanziaria – Ordini di negoziazione – Forma convenzionale – Revoca tacita..
In mancanza di espressa previsione contenuta nel contratto quadro, gli ordini impartiti verbalmente e di persona dall’investitore presso gli uffici dell’intermediario possono essere equiparati, quanto a forma, agli ordini telefonici.  E’ ravvisabile una revoca tacita del c.d. patto di forma nel comportamento dell’investitore che, in presenza di ordini impartiti in difformità di quanto previsto nel contratto quadro, non ne abbia mai contestato l’esecuzione ed i relativi addebiti ed oneri e ciò anche nel caso in cui la forma convenzionale fosse ad substantiam. Tribunale Pescara, 30/06/2006.


Servizi di intermediazione finanziaria – Forma scritta ad substantiam – Ordini di negoziazione – Derogabilità..
Il requisito della forma scritta ad substantiam per i contratti relativi ai servizi di investimento riguarda il solo contratto-quadro e non i singoli ordini di negoziazione, per i quali il reg. Consob n. 11522/1998, all’art. 30 lett. c), prevede che il contratto possa derogare a tale tipo di forma. Tribunale Milano, 15/03/2006.


Nullità dei singoli contratti di negoziazione ex art. 1418 c.c.. Intermediazione finanziaria - Nullità dei singoli contratti di negoziazione – Violazione di norme imperative – Sussistenza..
L’art. 29 reg. Consob, nel prescrivere che l’ordine di esecuzione di un’operazione inadeguata debba rivestire la forma scritta con esplicito riferimento alle avvertenze ricevute dall’investitore, ha indicato un elemento costitutivo del contratto di acquisto dello strumento finanziario ed introdotto una vera e propria regola di validità del medesimo.  E poiché il T.U.F. ed il suo regolamento attuativo sono norme imperative a norma dell’art. 1418 c.c., laddove tali norme prescrivano requisiti di validità della fattispecie negoziale –come appunto l’art. 29 reg. Consob- la loro violazione dà luogo alla nullità del contratto, non occorrendo che tale sanzione sia espressamente prevista dalla norma, in quanto a ciò vi sopperisce l’art. 1418, 1° comma c.c., che enuncia un principio generale rivolto a prevedere e disciplinare proprio quei casi in cui alla violazione di precetti imperativi non si accompagna una espressa previsione di nullità. Tribunale Venezia, 16/02/2006.


Intermediazione finanziaria – Contratto quadro con facoltà di firme disgiunte – Opponibilità degli ordini impartiti da un solo cointestatario..
Ove il cd. contratto quadro preveda espressamente la facoltà di firma disgiunta anche con riferimento alla attività di negoziazione e ricezione ordini, è opponibile agli altri cointestatari l’ordine impartito da uno solo di loro. Tribunale Reggio Emilia, 22/12/2005.


Intermediazione finanziaria – Forma scritta degli ordini di negoziazione – Necessità – Insussistenza..
Le norme che disciplinano la materia della intermediazione finanziaria (D. L.vo 24 febbraio 1998, n. 58 - TUF e Deliberazione CONSOB 1 luglio 1998, n. 11522 – Adozione del Regolamento di Attuazione del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58) ed, in particolare,  gli artt. 21 e 23 del D. Leg. n. 58/98 e gli artt. da 26 a 30 del citato reg. Consob hanno carattere imperativo, essendo poste a tutela del risparmio, bene di sicuro rilievo costituzionale, e costituiscono il contenuto specifico dei comportamenti esigibili e degli obblighi inderogabili da parte di chi offre servizi di investimento, operatori professionali “abilitati” a cui si richiede alta competenza specifica e una superiore (rispetto a quella comune del “buon padre di famiglia”) diligenza, correttezza e trasparenza nei rapporti contrattuali. Tribunale Catania, 25/11/2005.


Ordini di negoziazione di strumenti finanziari - Forma convenzionale ex art. 1352 – Nullità..
Ove il cd. contratto-quadro sottoscritto tra investitore e intermediario preveda che gli ordini di acquisto degli strumenti finanziari siano impartiti per iscritto e che, qualora siano comunicati telefonicamente, debbano essere registrati su supporto magnetico o altro supporto equivalente, si deve presumere che siano nulli ai sensi dell’art. 1352 c.c. gli ordini comunicati senza il rispetto di tali forme convenzionali. Tribunale Pescara, 21/10/2005.


Ordini di negoziazione di strumenti finanziari - Forma convenzionale ex art. 1352 – Requisiti di forma prescritti dall’art. 23, c. II TUIF – Irrilevanza..
Nell’ipotesi in cui il contratto-quadro preveda la forma scritta o la registrazione su supporto magnetico degli ordini di negoziazione, diviene irrilevante la soluzione del problema se, ai sensi dell’art. 23, comma I, TUIF, la forma scritta ad substantiam riguardi il solo contratto normativo ovvero si estenda ai singoli negozi esecutivi. Tribunale Pescara, 21/10/2005.


Intermediazione finanziaria – Requisiti di forma – Violazione – Conseguenze..
La nullità dei contratti di intermediazione è riscontrabile solo in difetto della forma scritta prescritta dall’art. 23 T.U.F. e con esclusivo riferimento al contratto quadro di negoziazione e deposito titoli. Detto requisito di forma non si estende ai vari ordini di acquisto via via impartiti dal cliente. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Genova, 02/08/2005.


Intermediazione mobiliare – Negozi esecutivi del cd. contratto quadro - Forma scritta ad substantiam – Esclusione..
La forma scritta ad substantiam prevista dall’art. 23 T.U.F. si riferisce al contratto di negoziazione (c.d. contratto quadro o master agreement) e non ai singoli negozi conclusi nell’ambito e in esecuzione del rapporto che trova la sua fonte nel contratto quadro. Tribunale Milano, 25/07/2005.


Contratto di gestione patrimoniale – Ordini di negoziazione – Forma scritta convenzionale – Nullità – Sussistenza..
Ove un contratto di gestione patrimoniale stipulato nel 1995 preveda espressamente l’uso della forma scritta per gli acquisti effettuati al di fuori dei mercati regolamentati, si deve ritenere che le parti abbiano inteso fare riferimento alla normativa all’epoca in vigore anche in considerazione del carattere imperativo delle relative disposizioni. Tale normativa (art. 11 l. 2 gennaio 1991, cd. “Legge SIM” e art. 14 reg. Consob 2 luglio 1991 n. 5387), applicabile al caso di specie in base al principio generale “tempus regit actum”, sanziona con la nullità i patti in deroga alle disposizioni dell’art. 11, tra cui vi è appunto quella che impone la forma scritta per le negoziazioni eseguite al di fuori dei mercati regolamentati. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Bari, 26/05/2005.


Intermediazione finanziaria – Requisiti di forma del contratto e degli ordini di negoziazione – Nullità – Inadempimento..
L’obbligo della forma scritta ad substantiam previsto dall’art. 23 del d. lgs. n. 58/98 deve intendersi riferito al cd. contratto quadro e non agli ordini di acquisto degli strumenti finanziari, per i quali il mancato rispetto della forma prevista nel contratto potrà configurare non una nullità bensì un inadempimento dell’intermediario alle obbligazioni assunte. Tribunale Venezia, 22/11/2004.


Ordini verbali di borsa – Validità - Prova tramite annotazione sui registri contabili della banca – Ammissibilità..
Alla stregua della disciplina regolamentare applicabile a fatti verificatisi nel periodo che intercorre tra il dicembre 1993 e il dicembre 1994, adottata in attuazione degli artt. 2 e 9 della l. 1/91 (v. delibere Consob 2-7-1991 n. 5387 e 9-12-1994 n. 8850), era espressamente prevista la possibilità di impartire ordini verbali (cfr. art. 9 del. 5387/91 e art. 19 del. 8850/94), ovviamente sul presupposto della preesistenza di un contratto scritto per la negoziazione di valori mobiliari. Deve, poi, ritenersi legittima la clausola che, nel caso di ordini impartiti telefonicamente, attribuisce efficacia probante alla relativa annotazione sui registri della banca. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 16/11/2002.