Massimario di Diritto Finanziario


FORMA

Nullità dell’ordine di acquisto per carenza di forma convenzionale. Intermediazione finanziaria – Ordini di negoziazione – Nullità – Carenza di forma prescritta ad substantiam dal contratto quadro – Ordine telefonico non debitamente registrato – Insufficienza

Intermediazione finanziaria – Ordini di negoziazione – Forma ad substantiam prescritta dal contratto quadro – Diversa dalla scrittura – Ammissibilità

Intermediazione finanziaria – Ordini di negoziazione – Nullità – Carenza di forma prescritta ad substantiam dal contratto quadro – Ordine telefonico non debitamente registrato – Insufficienza – Irrilevanza del comportamento del cliente.
La clausola «gli ordini sono impartiti di norma per iscritto. Qualora gli ordini vengano impartiti telefonicamente il cliente dà atto che tali ordini saranno registrati su nastro magnetico o su altro supporto equivalente» integra un patto costitutivo di forma ad substantiam per il rilascio di ordini di acquisto da parte del cliente, in linea con la norma dell’art. 1352 c.c. Pertanto, gli ordini del cliente non stesi per iscritto, che non siano registrati dall’intermediario su nastro magnetico o supporto equivalente, sono nulli. (Alberto Mager) (riproduzione riservata)

La norma dell’art. 1352 c.c. non riguarda esclusivamente patti istitutivi di forme convenzionali scritte. Non vi sono ragioni per affermare limitazioni in materia di caratteristiche e tipo della forma che il patto impone ai suoi contraenti; a contare, in proposito, è solo la serietà e utilità dello strumento formale che viene convenzionalmente adottato. (Alberto Mager) (riproduzione riservata)

La circostanza che, nell'esecuzione del rapporto contrattuale, il cliente abbia più volte impartito per telefono gli ordini, non impedisce di affermarne la nullità, se l’intermediario non provvede a registrarli su nastro magnetico o supporto equivalente, in conformità all'alternativa fra ordine scritto ed ordine telefonico registrato contemplata dal contratto quadro. (Alberto Mager) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 30/11/2017.


Intermediazione finanziaria, adeguamento delle clausole contrattuali e onere della prova. Obbligo di forma scritta - Adeguamento delle clausole contrattuali - Nullità sopravvenuta - Inesistenza - Onere della prova

Obbligo di forma scritta - Clausola contrattuale - Nullità - Inesistenza

Obblighi informativi - Risarcimento del danno - Onere della prova - Nesso di causa - Insussistenza

Risarcimento del danno - Onere della prova - Quantificazione del danno - CTU - Inammissibilità.
In relazione all’obbligo di forma scritta ex art.23 TUF, la nullità non deve divenire un mero strumento formale, ma deve rispondere ai principi di tutela che lo strumento giuridico è diretto a difendere. In questa prospettiva, non può parlarsi di nullità in assenza di adeguamento a norme sopravvenute, in quanto i rapporti di investimento per loro natura sono rapporti di durata e dunque le norme incompatibili con quelle entrate in vigore successivamente devono ritenersi sostituite ex lege.

Ne consegue che è onere del cliente investitore specificare quali obblighi, introdotti ex novo dalla normativa del TUF 1998 e dal Regolamento di esecuzione Consob n. 11522/1998, non solo non trovavano rispondenza nelle clausole dei contratti quadro sottoscritti, ma non potevano ritenersi sostituite in via automatica ex lege a quelle preesistenti. (Nicola Scopsi) (Sabino Laudadio) (riproduzione riservata)

Non è configurabile un obbligo convenzionale di forma scritta qualora il contratto quadro preveda che “di norma” gli ordini siano impartiti per iscritto, non imponendo, quale conseguenza della mancata osservanza, della sanzione della nullità. (Nicola Scopsi) (Sabino Laudadio) (riproduzione riservata)

Come statuito dalla Cassazione con sentenza n.17138 del 17 agosto 2016, nei giudizi di risarcimento danni per lo svolgimento dei servizi di investimento, spetta ai soggetti abilitati l’onere della prova di aver agito con la specifica diligenza richiesta; dedotto l’inadempimento consistente nella violazione degli obblighi informativi, grava invece sul cliente investitore l’onere della prova del nesso di causalità tra l’inadempimento e il danno, attraverso una analisi prognostica che si presta ad una prova da fornirsi sostanzialmente in via presuntiva.
Il fatto che (i) l’acquisto abbia riguardato obbligazioni Argentina emesse successivamente al default del 2001, dunque emesse da uno Stato la cui situazione di scarsa stabilità finanziario era fatto notorio; (ii) nel dossier titoli dell’investitore fosse presente un  altro investimento di notevole rilevanza in obbligazioni Argentina dimostra come la scelta di investire in obbligazioni di uno Stato con una economia di grande fragilità, alla quale corrispondevano titoli con elevato rendimento e costo minimo, sia stata consapevole e frutto di un’operazione complessa. Pertanto, se anche si dovesse giudicare l’inadempimento della banca agli obblighi informativi, si dovrebbe ritenere che non vi sono elementi per concludere che, se fosse stato correttamente informato, il cliente avrebbe desistito dall’investire. (Nicola Scopsi) (Sabino Laudadio) (riproduzione riservata)

È onere dell’attore dedurre in modo specifico l’ammontare del danno patito, non potendosi limitare ad affermare che, all’esito dell’adesione all’offerta di scambio, avrebbe ricevuto una somma irrisoria, definizione estremamente generica. Né a tale omissione può sopperirsi con una CTU, posto che avrebbe la funzione di sopperire alle carenze probatorie della parte. (Nicola Scopsi) (Sabino Laudadio) (riproduzione riservata) Tribunale Genova, 05/05/2017.


Contratti di investimento mono-firma: alle Sezioni Unite della Cassazione la soluzione della questione. Intermediazione finanziaria – Forma scritta del contratto di investimento – Rimessione della questione alle Sezioni Unite.
La prima sezione civile della Corte di cassazione ha rimesso al Primo Presidente, per l'eventuale assegnazione alle Sezioni Unite, ai sensi dell'art. 374, 3° comma, cod. proc. civ., la questione, ritenuta di massima di particolare importanza se, a norma dell'art. 23 d.lgs. n. 58 del 1998, il requisito della forma scritta del contratto di investimento esiga, accanto a quella dell'investitore, anche la sottoscrizione ad substantiam dell'intermediario. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 27/04/2017.


Contratti di Interest Rate Swap – Mancata sottoscrizione contratto quadro – Nullità – Esistenza.
I contratti derivati stipulati da un Comune sono nulli senza la necessaria preventiva stipulazione del contratto-quadro di intermediazione finanziaria. (David Giuseppe Apolloni) (riproduzione riservata) Appello Perugia, 24/10/2016.


Contratti di Interest Rate Swap – Mancato inserimento della clausola di recesso ex art. 30, comma 6, TUF – Nullità – Esistenza.
I contratti per operazioni su strumenti finanziari derivati Interest Rate Swap conclusi presso la sede dell’Ente territoriale, e comunque al di fuori della sede propria dell’Intermediario, da parte di investitore che non poteva ritenersi operatore qualificato ex art. 31 Reg. Consob n. 11522/1998 sono nulli per mancata preventiva indicazione della facoltà di recesso ex art. 30 Reg. Consob n. 11522/1998. (David Giuseppe Apolloni) (riproduzione riservata) Appello Perugia, 24/10/2016.


Contratti di Interest Rate Swap stipulati da una Pubblica Amministrazione – Perfezionamento del contratto mediante scambio di corrispondenza – Inapplicabilità.
Nei contratti sottoscritti tra privati e Pubblica Amministrazione è necessario che le firme dei sottoscrittori siano apposte in un unico documento, non valendo per la Pubblica Amministrazione il principio del perfezionamento tramite scambio di corrispondenza. (David Giuseppe Apolloni) (riproduzione riservata) Appello Perugia, 24/10/2016.


Intermediazione finanziaria – Azione di nullità e/o annullamento del contratto quadro – Risoluzione del contratto – Inammissibilità – Cessione dei titoli – Convalida del contratto.
In tema di giudizi relativi alla domanda di declaratoria di nullità, annullabilità e risoluzione di un contratto unico per la prestazione di servizi d’investimento, l’intervenuta cessione a terzi, da parte dell’attore, dei titoli per cui è causa, deve condurre al rigetto della domanda per sopravvenuta mancanza di presupposti della stessa, comportando, in caso di un eventuale accoglimento, effetti restitutori divenuti ormai inattuabili e, valutata con riguardo all’azione di annullamento, un’ipotesi di convalida del contratto ai sensi del 1444 c.c. (Alessandro Giorgetta) (Giulio Di Fabio) (riproduzione riservata) Tribunale Bologna, 17/10/2016.


Polizze unit linked: necessità di contratto-quadro scritto. Assicurazione – Polizze unit linked – Applicabilità delle norme in materia di prodotti finanziari – Polizza stipulata in assenza di contratto-quadro – Nullità: sussiste – Obbligo di restituzione dei premi versati – A carico dell’intermediario – Sussiste.
Le polizze unit linked, che, a differenza delle assicurazioni sulla vita di tipo tradizionale, prevedono prestazioni flessibili collegate all’andamento di fondi di investimento, rientrano pienamente nella categoria dei “prodotti finanziari emessi da imprese di assicurazione” e ad esse si applicano le disposizioni degli artt.21 e 23 del TUF.
L’intermediario finanziario non può prestare il servizio di collocamento di polizze unit linked se non sulla base di un contratto scritto (il contratto-quadro o contratto di intermediazione finanziaria) previsto a pena di nullità dall’art.23 TUF. Pertanto, il contratto di assicurazione unit linked è nullo ove privo, a monte, di un contratto-quadro che regoli il collocamento dei prodotti finanziari presso il cliente sottoscrittore.
Dalla nullità contrattuale discende la mancanza di una causa attributiva dei premi versati e il diritto alla ripetizione dei medesimi, a titolo di indebito oggettivo ex art.2033 c.c.. Trattandosi di prestazioni esecutive del contratto stipulato con l’intermediario finanziario, obbligato alla ripetizione è il medesimo, anche se i premi sono stati corrisposti direttamente alla società emittente il prodotto finanziario. (Chiara Bosi) (riproduzione riservata) Tribunale Salerno, 24/05/2016.


Nullità del contratto quadro che regola la prestazione di servizi bancari e di investimento in assenza di firma della banca. Diritto finanziario - Nullità del contratto quadro che regola la prestazione di servizi bancari e di investimento in assenza di firma della banca - Inammissibilità della convalida del contratto nullo ex art. 1423 c.c. .
L’accordo quadro sottoscritto dal solo cliente e non dal rappresentante della banca stessa è nullo per violazione dell’articolo 23 Tuf, non potendo la stipulazione essere desunta, in via indiretta, da dichiarazioni (di scienza o ricognitive) di contenuto differente. Dopo la stipulazione del contratto di negoziazione, gli ordini di acquisto e le operazioni di compravendita danno luogo ad atti sicuramente negoziali, ma non a veri e propri contratti, per di più autonomi rispetto all'originale contratto quadro di cui essi costituiscono attuazione ed adempimento. La nullità del contratto incide dunque sulla validità dei successivi ordini di acquisto stante anche l'esclusione di ogni forma di convalida del contratto nullo ex art. 1423 c.c..
La produzione in giudizio del contratto di negoziazione da parte della banca, non rende validi retroattivamente gli ordini di acquisto e le operazioni di compravendita de quibus, con la conseguente necessità di restituzione della somma impiegata dal cliente e dei titoli alla banca. (Patrizia Perrino) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 11/04/2016.


E' nullo il contratto che regola la prestazione di servizi bancari e di investimento se manca la firma della banca. Intermediazione finanziaria – Nullità del contratto quadro che regola la prestazione di servizi bancari e di investimento in assenza di firma della banca – Inammissibilità della convalida del contratto nullo ex art. 1423 c.c. – Inammissibilità di convalida tramite comportamenti concludenti.
L'art. 23 del D.Lgs. 5/2003 stabilisce che i contratti relativi alla prestazione dei servizi di investimento debbano essere redatti per iscritto a pena di nullità. La forma scritta, quando è richiesta ad substantiam, è elemento costitutivo del contratto, nel senso che il documento deve essere l'estrinsecazione formale e diretta della volontà delle parti di concludere un determinato contratto avente una data causa, un dato oggetto e determinate pattuizioni, sicché occorre che il documento sia stato creato al fine specifico di manifestare per iscritto la volontà delle parti diretta alla conclusione del contratto. In applicazione di detto principio il contratto quadro portante la firma del solo cliente è nullo in ragione dell'inammissibilità della convalida del contratto nullo ex 1423 c.c. e non valgono a convalidarlo i documenti esecutivi dello stesso (contabili, conferme di eseguito ecc.), indipendentemente dalla verifica dello specifico contenuto e della sottoscrizione di dette scritture. Neppure la frase firmata dal cliente, nella quale quest’ultimo dichiara che “un esemplare del presente contratto sottoscritto dalla banca ci è stata consegnato” (o altra analoga) è sufficiente a provare l’effettiva sottoscrizione del contratto ad opera della banca stessa o le dichiarazioni di consegna del documento contrattuale che non possiedono i caratteri della "estrinsecazione diretta della volontà contrattuale", tale da comportare il perfezionamento del contratto, trattandosi piuttosto di documentazione predisposta e consegnata in esecuzione degli obblighi derivanti dal contratto il cui perfezionamento si intende dimostrare e, cioè, da comportamenti attuativi di esso e, in definitiva, di comportamenti concludenti che, per definizione, non possono validamente dar luogo alla stipulazione di un contratto formale. (Patrizia Perrino) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 24/03/2016.


Intermediazione finanziaria – Contratto quadro – Carenza di forma scritta – Sanatoria – Condizioni.
E’ infondata la questione di nullità del contratto quadro per carenza di forma scritta, prescritta dalla legge ad substantiam, ogni qualvolta il contraente che non abbia sottoscritto l’atto perfeziona il negozio con la produzione in giudizio del documento al fine di farne valere gli effetti contro l’altro contraente sottoscrittore o manifestando a questi con un proprio atto scritto la volontà di avvalersi del contratto. Detto principio, affermato da Cass. 2006/22223, è stato recentemente applicato anche in materia di contratti bancari e di forma scritta ex art. 117 T.U.B. da Cass. 2012/4564, che ha ritenuto integrato il requisito della forma scritta nel caso di a) produzione in giudizio; b) manifestazioni di volontà esternate dalla banca ai clienti nel corso del rapporto da cui si evidenzia la volontà di avvalersi del contratto (bastando a tal fine le comunicazioni degli estratti conto) e rilevando, nel caso di specie, proprio la revoca degli affidamenti con conseguente richiesta di rientro dagli stessi (che rappresenta applicazione del contratto intervenuto tra le parti : si tratta, infatti, del momento patologico del rapporto, che presuppone un contratto valido ed efficace tra le parti). (Astorre Mancini) (riproduzione riservata) Tribunale Rimini, 03/03/2016.


La banca è responsabile del danno provocato dalla clausola di 'rischio cambio' Euro/Franco Svizzero inserita nel contratto di leasing senza osservare i dettami del TUF in quanto da qualificarsi 'derivato implicito' o 'derivato incorporato'. Contratto di leasing immobiliare – Clausola “rischio cambio” Euro / franco Svizzero – Carattere aleatorio – Derivato “implicito” o “incorporato” ai sensi dello IAS 39 e dell’art. 2426 comma 11-bis c.c., (entrato in vigore il 1.1.2016) avente causa autonoma – Applicabilità TUF.

Contratto quadro ex art. 23 TUF non necessità – Mancato rispetto art. 21 comma 1 lett. a) e b) TUF nonché art. 39, 40 e 42 Reg. Consob 16190/2007 – Sussiste – Risolvibilità del contratto di finanza incorporato – Sussiste – Responsabilità civile concedente e risarcimento del danno – Sussiste..
Il fatto che la clausola avente natura aleatoria di “rischio cambio”, inserita in un contratto di leasing, il quale, di per sé, non rientra tra i servizi e le attività di investimento, né fra gli strumenti finanziari di cui all’art. 1 commi 2 e 5 T.U.F., sia stata oggetto della volontà negoziale delle parti, non esclude che ad essa si applichino le norme in materia di intermediazione finanziaria.

Tale clausola non muta la causa tipica del contratto, ma costituisce una previsione accessoria che incide sul contenuto del sinallagma negoziale e va vista come “derivato implicito / incorporato” nel contratto di leasing (IAS 39 ed art. 2426 comma 11 -bis c.c.) inscindibile dal medesimo contratto “host” (ospite), in cui, il canone mensile altro non rappresenta se non la base di calcolo sulla quale determinare il differenziale spettante all’una o all’altra parte, con una mera funzione aleatoria.

Contratto di leasing e clausola “rischio cambio” non costituiscono un contratto complesso, la cui causa negoziale (intesa come lo scopo, di contenuto economico, che le parti perseguono con la conclusione di uno specifico accordo) è unica, trattandosi, invece, di ipotesi di collegamento negoziale tra più contratti, ciascuno dotato della propria causa.

Non sussiste la nullità della clausola di rischio cambio (rectius: del contratto collegato ad essa sotteso) ai sensi dell’art. 23 del d.lgs. 58/1998, pur non essendo stata preceduta la sua conclusione dalla stipula in forma scritta di un “contratto quadro”, quando, nel caso di una singola operazione di investimento, alla quale è assimilabile la clausola di “rischio cambio” inserita nel contratto di leasing, quanto prescrive la norma è già contenuto nel contratto che regola quella operazione di investimento.

Il mancato assolvimento degli obblighi previsti dall’art. 39, 40 e 42 del Reg. Consob 29.10.2007, n° 16190, riguardanti la rilevazione della “conoscenza ed esperienza nel settore di investimento rilevante per il tipo di strumento o di servizio”, “situazione finanziaria” ed “obiettivi di investimento”, la mancata valutazione “sulla base delle informazioni ricevute dal cliente, e tenuto conto della natura e delle caratteristiche del servizio fornito” dell’adeguatezza e dell’appropriatezza dell’operazione, senza che risulti che ricorrano le condizioni per omettere le predette informazioni e valutazioni, ai sensi dell’art. 43. dall’art. Reg. Consob citato, comporta la violazione dell’art 21 comma 1 lett. a) e b) del d.lgs. 58/1998, dunque il diritto alla risoluzione del contratto derivato incorporato, nonché il risarcimento del danno. (Paolo Righini) (riproduzione riservata) Tribunale Udine, 29/02/2016.


Contratto quadro: è sufficiente la sottoscrizione del cliente. Intermediazione finanziaria - Contratto quadro - Forma scritta - Razio - Esigenze di ponderazione e di certezza del rapporto - Veicolo di informazioni - Funzione di colmare la asimmetria informativa tra cliente e intermediario che è autore del contratto

Intermediazione finanziaria - Contratto quadro - Forma scritta - Violazione - Nullità - Legittimazione ex uno latere alla deduzione della nullità - Sottoscrizione del cliente - Mancanza della sottoscrizione dell'intermediario - Irrilevanza.
La prescrizione della forma scritta del contratto quadro relativo alle operazioni di investimento risponde non solo a esigenze di ponderazione e di certezza del rapporto, ma è soprattutto un veicolo di informazioni, in quanto finalizzata a prevenire ed eventualmente colmare deficit informativi, in funzione dell'interesse di un soggetto che l'ordinamento reputa meritevole di particolare salvaguardia per la sua posizione di contraente che necessita di peculiare tutela in ragione della asimmetria informativa che connota la sua posizione rispetto a quella dell'intermediario finanziario che del contratto quadro e autore. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

La previsione di una legittimazione ex uno latere alla deduzione della nullità negoziale attua, nel processo il diritto del cliente al rispetto di un requisito di forma posto solo a suo vantaggio, così che nella conclusione del contratto quadro volto alla regolamentazione di operazioni di investimento tale prescrizione può ritenersi rispettata anche nel caso in cui difetti la sottoscrizione dell'intermediario finanziario, poiché la funzione della norma è diretta alla certezza che il cliente abbia manifestato la volontà di concludere un contratto che menzioni quanto la legge prevede in ordine agli obblighi dell'intermediario finanziario e ai diritti del cliente. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Venezia, 28/07/2015.


Interest Rate Swap: difetto di causa e nullità per inidoneità dell'operazione a raggiungere lo scopo di copertura concretamente perseguito nella negoziazione. Intermediazione finanziaria – Contratti derivati Interest Rate Swap – Difetto di causa – Nullità per inidoneità della operazione a raggiungere lo scopo di copertura concretamente perseguito nella negoziazione

Intermediazione finanziaria – Contratti derivati Interest Rate Swap – Contratto quadro – Necessità di forma scritta ad substantiam – Illegittimità della sanatoria o convalida del contratto nullo.
L’accertata assenza della dichiarata finalità di copertura, l’assenza di qualsivoglia documentazione attestante l’interesse del cliente sotteso alla quantificazione del nozionale nei limiti convenuti ne comporta la nullità per difetto di causa, ai sensi dell’art. 1418, comma 2 c.c. (nello stesso senso Trib. di Monza, 17.07.2012, n. 2028). (Marco Dalla Zanna) (Riproduzione riservata)

La sottoscrizione del successivo contratto quadro non può sanare o convalidare un contratto nullo, sia esso contratto-quadro, sia esso ordine di investimento in swap ciò in quanto la violazione va ben oltre il difetto di forma arrivando a violare norme imperative la cui ratio non può dirsi soddisfatta allorché il contratto quadro sopravvenga all’ordine di investimento. (Marco Dalla Zanna) (Riproduzione riservata) Tribunale Verbania, 23/07/2015.


La domanda di nullità del contratto quadro implica la revoca della proposta e ne impedisce il perfezionamento mediante la produzione in giudizio. Intermediazione finanziaria - Contratto quadro - Forma scritta ad substantiam - Produzione in giudizio da parte del soggetto che non ha sottoscritto il contratto - Effetti - Domanda di nullità - Revoca della proposta.
La sottoscrizione del contratto quadro, per il quale è prevista la forma scritta ad substantiam, non può essere provata per testi, presunzioni o confessione, né tramite documenti successivamente inviati nel corso del rapporto, tanto meno alla mancata sottoscrizione è possibile rimediare mediante la produzione in giudizio da parte del soggetto che non lo ha sottoscritto, posto che la domanda di nullità del contratto comporta la revoca della proposta. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Bologna, 14/05/2015.


Scelta del cliente di far valere la nullità per difetto di forma scritta del contratto quadro con riferimento ad alcune delle operazioni svoltesi nel rapporto con la banca. Contratti bancari – Difetto di forma scritta del contratto quadro – Nullità di protezione – Scelta del cliente di azionarla con riferimento solo ad alcune delle operazioni inserite nel rapporto con la banca – Esercizio abusivo del diritto – Esclusione.
Nell’ambito dei contratti bancari la scelta del cliente di far valere la nullità per difetto di forma scritta del contratto quadro ex art. 23 TUF con riferimento non a tutte, ma solo ad alcune delle operazioni svoltesi nel rapporto con la banca non si configura come un esercizio abusivo del diritto, perché l’istituto della nullità di protezione si conforma esattamente sul concreto interesse del cliente che la fa valere. (Aldo Angelo Dolmetta, Ugo Minneci, Ugo Malvagna) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 29/04/2015.


Obbligazioni Argentina, disconoscimento del contratto quadro, mancato deposito dell'originale e inammissibilità dell’istanza di verificazione. Obbligazioni Argentina – Disconoscimento contratto quadro – Mancato deposito originale contratto quadro – Inammissibilità dell’istanza di verificazione – Nullità dell’ordine.
In presenza di un disconoscimento della fotocopia del contratto quadro in quanto non conforme all’originale nonché della sottoscrizione ai sensi dell’art. 214 c.p.c., l’Istituto di Credito ha l’onere di depositare l’originale al fine di ottenerne la verificazione.

Il mancato deposito dell’originale determina l’inammissibilità dell’istanza di verificazione e l’inutilizzabilità della copia al fine di provare la stipulazione in forma scritta.

La mancanza di prova circa l’esistenza di un contratto quadro stipulato in forma scritta determina, a norma dell’art. 23 d.lgs. 58/98, la nullità delle operazioni di acquisto poste in essere in esecuzione del suddetto contratto. (David Giuseppe Apolloni) (riproduzione riservata) Tribunale Terni, 17/11/2014.


Il termine di cinque anni per la conservazione delle annotazioni relative alle operazioni effettuate ha natura amministrativa e non esonera la banca dall’onere della prova. Intermediazione finanziaria – Contratto quadro e forma scritta ad substantiam – Mancata sottoscrizione sia da parte del cliente, sia da parte della banca – Nullità – Sussistenza

Obbligo di conservazione della documentazione relativa al contratto quadro – Termine minimo – Irrilevanza ai fini civilistici.
Deve dichiararsi la nullità per mancanza della forma scritta ad substantiam del contratto quadro di negoziazione in strumenti finanziari quando non risulti prodotto in giudizio né un esemplare sottoscritto dal cliente, né un esemplare sottoscritto dall’addetto della banca. (Fabrizio De Francesco) (riproduzione riservata)

La disposizione che prescrive il termine minimo di cinque anni (art. 54 reg. Consob 5387/1991) per la conservazione delle annotazioni relative alle operazioni effettuate, ha natura amministrativa ed è finalizzata a consentire l’attività ispettiva e di controllo delle autorità di vigilanza e non autorizza la distruzione della documentazione, qualora questa sia necessaria per provare l’avvenuta conclusione di un contratto per il quale la legge prescrive la forma scritta a pena di nullità. A nulla rileva, pertanto, l’impossibilità materiale per la banca convenuta in giudizio di produrre o fornire copia della documentazione relativa al contratto quadro di investimento che, dunque, deve essere dichiarato nullo. (Fabrizio De Francesco) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 25/06/2014.


Principio della domanda, preclusioni processuali e nullità relativa per mancanza del contratto quadro ai sensi dell’art. 23 del TUF.. Preclusioni processuali – Corrispondenza fra chiesto e pronunciato – Decadenza dalla possibilità di rilevare un vizio della relazione del CTU – Nullità relativa per mancanza di contratto quadro..
Il regime di preclusioni introdotto nel rito civile ordinario opera non solo nell’interesse delle parti, in attuazione del principio di parità e al fine di garantire il diritto di difesa e il contraddittorio, ma anche nell’interesse pubblico all’ordinato e celere andamento del processo; sicché, la tardività delle domande, delle eccezioni, delle allegazioni e richieste deve essere rilevata d’ufficio dal Giudice, indipendentemente dall’atteggiamento processuale della  parte legittimata alla contestazione oppure dall’eventuale accettazione del contraddittorio. (Aurelio Arnese e Cataldo Francesco Pulpito) (riproduzione riservata)

Il processo deve riflettere, nella dinamica concreta, la scansione prevista dal codice e il Giudice deve controllare e garantire che le fasi del giudizio siano in linea con le prescrizioni normative, in punto di termini e di conformità del contenuto degli atti difensivi al modello delineato dal Legislatore; del pari, ha il dovere di rilevare le difformità e le preclusioni. (Aurelio Arnese e Cataldo Francesco Pulpito) (riproduzione riservata)

La difesa della convenuta, non  redigendo la prima memoria prevista dal 6° comma dell’art. 183 c.p.c., omette di definire il thema decidendum  dal lato delle eccezioni e delle domande riconvenzionali già proposte nella comparsa costitutiva, sicché la specificazione del fatto costitutivo delle domande  riconvenzionali non può intervenire nella successiva memoria prevista dalla norma citata per le repliche alle domande e/o eccezioni di controparte e per le richieste istruttorie. (Aurelio Arnese e Cataldo Francesco Pulpito) (riproduzione riservata)

L’eccezione di un vizio procedimentale riferito al perito, in termini di omessa convocazione delle parti  per l’esame di ulteriore documentazione, ove non sollevata neanche nei verbali delle udienze successive alle operazioni peritali, deve ritenersi tardiva se formulata solo nella comparsa conclusionale (cfr, tra le altre, Cass. Sez. II, 14.02.2013 n. 3716). (Aurelio Arnese e Cataldo Francesco Pulpito) (riproduzione riservata)

In ordine  alla questione che attiene alla nullità relativa - che cioè solo l’investitore può far valere per mancanza del contratto quadro ai sensi dell’art. 23 TUF  (D. Lgs. 58/98 e successive modificazioni e integrazioni) - e in particolare se la  invalidità travolga necessariamente tutti i negozi d’investimento “a valle del contratto” oppure solo quelli espressamente indicati dall’investitore in veste d’attore, è fondamentale applicare il principio  della domanda e di corrispondenza fra il chiesto e il pronunciato, secondo cui l’attività cognitiva e valutativa non può che riguardare i profili indicati dagli attori nell’atto di citazione e quelli indicati dalla convenuta nella comparsa costitutiva. Quando  la convenuta non abbia depositato la prima memoria prevista dal 6° comma dell’art.183 c.p.c.,  non possono prendersi in considerazione i profili indicati nella seconda memoria. (Aurelio Arnese e Cataldo Francesco Pulpito) (riproduzione riservata) Tribunale Taranto, 09/04/2014.


Omessa stipula contratto quadro di intermediazione ex art. 23 TUF – Nullità Polizza vita Unit Linked con natura finanziaria – Sussistenza .
Il contratto assicurativo con natura finanziaria è nullo quando il contraente non ha sottoscritto il contratto quadro di intermediazione ex art. 23 TUF. (Giovanni Cedrini) (riproduzione riservata) Tribunale Rimini, 03/04/2014.


Contratto di gestione patrimoniale: la mancata sottoscrizione di una delle parti non può essere sostituita dalla dichiarazione confessoria dell'altra. Intermediazione finanziaria – Contratto di gestione patrimoniale e forma scritta ad substantiam – Sottoscrizione del solo cliente – Nullità – Irrilevanza della dichiarazione confessoria..
In materia di intermediazione finanziaria, per i contratti di gestione patrimoniale è prevista, ai sensi e per gli effetti dell’art. 23 del TUF, la forma scritta ad substantiam e la necessaria sottoscrizione di entrambe le parti negoziali, cosicché, la manifestazione di volontà di uno dei due contraenti non può essere sostituita dalla dichiarazione confessoria dell’altra parte, potendo la confessione supplire unicamente la carenza di forma ad probationem. (Michela Forte) (riproduzione riservata) Tribunale Reggio Emilia, 16/09/2013.


Contratto quadro sottoscritto dal solo investitore, nullità. Negoziazione titoli – Contratto Quadro – Forma – Contratto sottoscritto dal solo investitore – Validità – Esclusione..
Nell’ambito dell’intermediazione finanziaria la forma scritta per il contratto quadro, richiesta ab substantiam dall’art. 23 del Reg. Consob 11522/98 non può ritenersi integrata ove esso sia sottoscritto dal solo investitore, né la produzione in giudizio del contratto da parte della Banca può sanare tale vizio nel caso in cui la controparte abbia promosso la causa proprio per far valere la nullità di tale contratto per carenza di sottoscrizione. (Giulio Caselli) (riproduzione riservata) Tribunale Firenze, 31/05/2013.


Nullità delle operazioni eseguite in assenza di contratto quadro e impossibilità di una ratifica tacita. Servizi di investimento mobiliare - Contratto quadro - Forma scritta - Necessità - Carenza - Nullità - Ratifica tacita - Esclusione - Fondamento - Fattispecie..
In tema di intermediazione finanziaria, ed alla stregua di quanto sancito dall'art. 23 del d.lgs. 24 febbraio 1998, n. 58, sono nulle, per carenza di un indispensabile requisito di forma prescritto dalla legge a protezione dell'investitore, le operazioni di investimento compiute da una banca in assenza del cosiddetto "contratto quadro", senza che sia possibile una ratifica tacita, che sarebbe affetta dal medesimo vizio di forma. (In applicazione dell'anzidetto principio, la S.C. ha ritenuto che correttamente il giudice di merito non avesse tenuto conto delle note e dei rendiconti inviati dall'istituto di credito alle parti ed asseritamente integranti, per effetto delle mancata contestazione, la ratifica del contratto). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 22/03/2013.


Attività d’intermediazione mobiliare - Contratto d’investimento - Nozione - Riferibilità ad ogni forma di investimento di natura finanziaria, ex art. 1, comma 1, lett. u) del d.lgs. n. 58 del 1998 - Atipicità dello schema - Fondamento..
Sebbene non tipizzato dal TUF, il contratto d’investimento si presta ad assurgere a forma giuridica di ogni investimento di natura finanziaria ai sensi dell'articolo 1, comma 1, lett. u) del d.lgs. n. 58 del 1998. L’atipicità del contratto riflette, infatti, la natura aperta e atecnica di prodotto finanziario, la quale, se da un lato costituisce la risposta del legislatore alla creatività del mercato ed alla molteplicità di prodotti offerti al pubblico dei suoi attori, dall'altro risponde all'esigenza di tutela degli investitori, consentendo di ricondurre nell'ambito della disciplina di protezione dettata dal testo unico anche formino nominati di prodotti finanziari. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. II, 05/02/2013.


Effetti della transazione non novativa in ipotesi di nullità del contratto quadro d'intermediazione finanziaria. Transazione - Transazione non novativa - Nullità del titolo - Inutilità della transazione

Intermediazione finanziaria - Transazione avente ad oggetto la risoluzione del rapporto e il risarcimento del danno - Azione di nullità del contratto quadro - Ammissibilità.
Soltanto l'ipotesi di transazione c.d. novativa (avente per oggetto la composizione della lite sul titolo, cioè sullo stesso fatto costitutivo della situazione giuridica, allora totalmente litigiosa), deve ritenersi contemplata nel secondo comma dell'articolo 1972 c.c., il quale, a differenza di quanto previsto al primo comma relativamente la transazione afferente ad un contratto illecito, sancisce l'annullabilità (e non la nullità) della transazione "fatta relativamente ad un titolo nullo" rimettendone la relativa richiesta "solo alla parte che non ignorava la causa di nullità del titolo". Al contrario, la nullità o l'inesistenza o comunque l'esaurimento della fonte preesistente incontroversa e rimasta fuori della transazione (c.d. transazione non novativa, avente per oggetto la composizione di una lite sugli effetti del titolo in cui consiste la situazione giuridica), indipendentemente da un'impugnativa della transazione stessa, ne determina automaticamente l'inutilità, nel senso che questa cade in conseguenza del venir meno del titolo preesistente e che la nullità di questo, come qualunque altra causa per cui il titolo medesimo venga meno, opera alla stregua della mancanza di presupposto della transazione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

La transazione conclusa tra cliente ed intermediario avente ad oggetto la risoluzione del rapporto o comunque il risarcimento del danno derivante dall'inadempimento agli obblighi informativi non preclude l'azione avente ad oggetto nullità del contratto quadro. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 31/01/2013.


Contratto quadro, requisiti di forma e sottoscrizione del cliente. Intermediazione finanziaria - Contratto quadro - Nullità formale - Nullità relativa di protezione volta a proteggere il cliente - Validità del contratto quadro - Sottoscrizione del cliente..
In tema di intermediazione mobiliare, ai fini di ritenere validamente concluso il contratto quadro, assume rilievo la peculiare natura della nullità formale dei contratti per la prestazione dei servizi di investimento, nullità che, a norma dell’art. 23, 3° comma, T.U.F., “può essere fatta valere solo dal cliente”, e quindi non configura una nullità assoluta - suscettibile, ai sensi dell’art. 1421 c.c., di essere rilevata anche d’ufficio ed eccepita da chiunque vi abbia interesse - bensì di una nullità relativa, c.d. “di protezione”, in quanto volta a proteggere il cliente dagli effetti a lui pregiudizievoli derivanti da un contratto privo di forma scritta, non in grado di garantire la funzione informativa propria di tale strumento. Ne discende che, per la validità del contratto quadro, è sufficiente la sottoscrizione del cliente che dà la certezza dell'assolvimento dell'obbligo informativo in ordine all’inadeguatezza dell’acquisto, rispettando così gli obblighi imposti dall’art. 29 Reg. Consob n. 11522/98. Tribunale Venezia, 07/12/2012.


Intermediazione finanziaria - Requisito della forma scritta del contratto quadro - Applicazione ai singoli ordini di negoziazione - Esclusione..
La prescrizione di forma scritta, a pena di nullità, di cui all’art. 6, comma 1, lett. c) della legge 1/1991, dell’art. 18 del d. lgs. 415/1996 nonché dell’art. 23 del d. lgs. 58/1998 deve intendersi riferita in via esclusiva al c.d. contratto quadro e non, invece, ai singoli ordini di acquisto o vendita, che ne costituiscono solamente il momento esecutivo. (Alessandro Giorgetta) (riproduzione riservata) Tribunale Lecco, 20/07/2012.


Intermediazione finanziaria - Prescrizione di forma dell'articolo 3 del decreto legislativo numero 58 del 1298 - Funzione di protezione del soggetto debole - Contratto sottoscritto dal solo investitore - Sufficienza..
La previsione di forma contenuta nell'articolo 23 del decreto legislativo n. 58 del 1998 - la cui funzione consiste nell'apprestare una disciplina di protezione del soggetto debole investitore, così da superare la sperequazione in suo sfavore, di tipo conoscitivo e negoziale, nel potere e capacità di determinazione del contenuto normativo dell'accordo - è pienamente soddisfatta dalla sottoscrizione del solo investitore, per l'esaustiva assicurazione, in tal modo, della funzione informativa che essa è destinata ad assolvere. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Novara, 19/07/2012.


Servizi d’investimento – Trasparenza – Contratti – Forma scritta – Violazione – Nullità del contratto quadro – Convalida – Ammissibilità – Convalida tacita – Ammissibilità..
Nell’ambito della prestazione di un servizio d’investimento, il contratto quadro nullo per mancanza della forma scritta può essere convalidato, dal momento che la legittimazione relativa all’azione prevista dall’art. 23 t.u.f. esprime la prevalenza dell’interesse del contraente protetto sull’interesse pubblico alla tutela del mercato. La convalida può derivare non solo dall’esecuzione volontaria delle prestazioni ma da qualsiasi comportamento incompatibile con la volontà di avvalersi della nullità. (Aldo Angelo Dolmetta) (riproduzione riservata) Tribunale Verona, 28/06/2012.


Servizi d’investimento – Trasparenza – Contratti – Nullità – Esercizio selettivo dell’azione di nullità – Inammissibilità – Violazione della buona fede contrattuale..
Dato un contratto quadro nullo per mancanza della forma scritta, l’esercizio dell’azione di nullità rivolto solo ad alcune delle operazioni esprime la volontà di conservare le cedole incassate in relazione ai restanti ordini d’acquisto, e pertanto di avvalersi degli effetti del contratto quadro in base al quale sono stati effettuati: ciò si configura come una convalida integrale di tale contratto, in coerenza con il principio di buona fede, di cui l’istituto della convalida costituisce un’espressione. Di conseguenza, l’azione selettiva di nullità è da respingere poiché riguarda un contratto divenuto valido. (Aldo Angelo Dolmetta) (riproduzione riservata)  Tribunale Verona, 28/06/2012.


Servizi d’investimento – Trasparenza – Contratti – Forma scritta – Violazione – Nullità del contratto quadro – Adesione ad un’offerta pubblica di scambio – Convalida del contratto quadro..
L’adesione a un’offerta pubblica di scambio avente ad oggetto dei titoli acquistati in esecuzione di un contratto quadro nullo per mancanza di forma scritta costituisce una convalida del medesimo. L’adesione ad un’ o.p.s. è, infatti, un atto negoziale indicativo della volontà di avvalersi degli effetti del contratto. (Aldo Angelo Dolmetta) (riproduzione riservata) Tribunale Verona, 28/06/2012.


Intermediazione finanziaria - Contratti - Forma - Funzione - Disciplina di protezione del soggetto debole investitore - Sottoscrizione del solo investitore..
La previsione di forma contenuta nell’art. 23 del D.Lgs. 58/1998 – la cui funzione consiste nell’apprestare una disciplina di protezione del soggetto debole investitore, così da superare la sperequazione in suo sfavore, di tipo conoscitivo e negoziale, nel potere e capacità di determinazione del contenuto normativo dell’accordo – è pienamente soddisfatta dalla sottoscrizione del solo investitore, per l’esaustiva assicurazione, in tal modo, della funzione informativa che essa è destinata ad assolvere. (Fabrizio De Francesco) (riproduzione riservata) Appello Torino, 03/04/2012.


Contratto quadro sottoscritto dal solo investitore, revoca del consenso e irrilevanza della produzione in giudizio da parte della banca. Contratto quadro - Forma scritta - Contratto sottoscritto solo dal cliente - Eccezione di mancanza di forma scritta - Mancanza di accordo tra le parti ex art. 1325 c.c. - Revoca del consenso - Nullità - Sussistenza - Esecuzione spontanea - Irrilevanza - Nullità dell'ordine di acquisto..
Risulta totalmente disatteso l'obbligo di forma scritta prescritto ad substantiam dall'art. 23 del TUF e dalla normativa secondaria di attuazione di cui al Reg. Consob 11522/98 qualora il contratto quadro sia stato sottoscritto solo dal cliente-investitore. Conseguentemente, il modulo, impropriamente intitolato "contratto", non può essere qualificato come tale, mancando la prova del raggiunto accordo tra le parti, elemento necessario per la conclusione del contratto stesso ex art. 1325 c.c.. Nè può valere al fine di perfezionare la mancata sottoscrizione del contratto la produzione in giudizio dello stesso ad opera della parte che non lo ha sottoscritto qualora la parte che ha sottoscritto abbia, medio tempore, revocato il proprio consenso eccependo la nullità del contratto quadro e così, inequivocabilmente, manifestato la volontà di privare di effetti la proposta. Allo stesso modo, il difetto di forma scritta non può ritenersi sanato dalla semplice circostanza che le parti abbiano dato esecuzione al contratto per anni atteso che il comportamento concludente non è in alcun modo idoneo a sopperire il difetto di forma ed il contratto nullo non è in alcun modo suscettibile di convalida. L'accertata nullità del contratto quadro è radicalmente invalidante l'ordine d'acquisto non supportato da valido contratto quadro. (Silvia Savigni) (riproduzione riservata) Tribunale Bologna, 27/03/2012.


Forma scritta ex art. 23 del d.lgs. 58/1998 e contratto sottoscritto dal solo investitore. Intermediazione finanziaria - Prescrizione di forma scritta ai sensi dell'articolo 23 del decreto legislativo numero 58 del 1998 - Contratto sottoscritto dal solo investitore - Dichiarazione del cliente di aver ricevuto “un esemplare del presente contratto” - Produzione in giudizio della copia del contratto da parte della banca - Produzione in giudizio degli estratti di conto corrente bancario inviati al cliente nel corso del rapporto - Sufficienza ai fini del perfezionamento..
La previsione di forma contenuta nell'articolo 23 del decreto legislativo n. 58 del 1998 è soddisfatta dalla sottoscrizione del contratto da parte del solo investitore, allorché la copia prodotta in giudizio dal cliente rechi la dicitura “un esemplare del presente contratto ci è stato da voi consegnato”. L’obbligo di forma scritta è altresì rispettato quando, alla sottoscrizione del contratto da parte del solo investitore, abbiano fatto seguito, anche alternativamente, la produzione in giudizio di copia del contratto da parte della banca, oppure la manifestazione di volontà della medesima di avvalersi del contratto stesso, risultante da plurimi atti posti in essere nel corso del rapporto (ad es. comunicazione degli estratti conto)”. (Alessandro Giorgetta) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 22/03/2012.


Validità del contratto di negoziazione munito della sola sottoscrizione del cliente. Intermediazione finanziaria – Contratto di negoziazione titoli – Forma scritta a pena di nullità – Sottoscrizione dell’intermediario – Necessità – Esclusione. .
Non è nullo il contratto quadro di negoziazione titoli il cui documento contrattuale contenga solo la sottoscrizione del cliente e non anche quello della banca. (Aldo Angelo Dolmetta) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 21/02/2012.


Legittimazione esclusiva dell'investitore ad eccepire la mancanza di forma del contratto quadro; nullità ab origine, riequilibrio delle contrapposte pretese e detrazione delle cedole incassate dall'investitore. Contratto quadro – Forma scritta – Contratto sottoscritto solo dal cliente – Nullità per mancanza di forma scritta – Sussistenza – Conseguenze – Obbligo di restituzione delle cedole di interessi – Sussistenza..
Il requisito di forma scritta previsto dall’art. 23 del TUF ad substantiam (e non già solo a fini probatori) non risponde a mere esigenze formali, bensì costituisce applicazione dei principi generali, inerenti alla bilateralità degli accordi negoziali, comunque da osservarsi nella redazione secondo la forma scritta. Né a tali principi è consentito derogare sulla base del semplice riscontro della finalità di protezione del prescritto requisito di forma, connessa alla previsione della legittimazione esclusiva dell’investitore, ove si consideri, per un verso, la posizione dell’istituto bancario quale soggetto predisponente le condizioni negoziali e, sotto altro profilo, l’esigenza di chiarezza e stabilità delle singole condizioni per il correntista. E’ pertanto nullo per mancanza di forma scritta ad substantiam, il contratto quadro di investimento sottoscritto dal solo cliente-investitore. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
 
La nullità del contratto quadro di investimento per mancanza di forma scritta ad substantiam prevista dall’art. 23 del TUF, da riferirsi ab origine e con efficacia retroattiva al momento della stipula, ne travolge tutti gli effetti, ivi compresi gli utili percepiti dall’investitore. Pertanto, al fine di riequilibrare la situazione e riportarla al momento del fatto genetico dell’acquisto delle obbligazioni oggetto di controversia, è necessario detrarre dalla somma investita oggetto di restituzione i proventi delle cedole di interessi incassate dal cliente-investitore. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Appello Torino, 20/01/2012.


Diritto bancario – Contratto quadro – Formazione della volontà contrattuale – Art. 1328 c.c. – Applicabilità..
Ai fini della formazione della volontà contrattuale tra l’istituto di credito ed il cliente in ordine ad un contratto quadro, risulta applicabile l’art. 1328 c.c. il quale, richiedendo la forma scritta ad substantiam, concede la revocabilità del consenso fino all’intervento della manifestazione per iscritto della volontà contrattuale idonea alla conclusione del negozio. (Giovanni Carmellino) (riproduzione riservata) Tribunale Rimini, 27/10/2011.


Contratti finanziari, forma. Contratti finanziari – Contratto quadro – Forma..
Per i contratti di cui all’art. 23 TUF la forma scritta a pena di validità è prevista per il solo contratto quadro, nel mentre i singoli negozi di esecuzione del contratto di servizi non debbono necessariamente essere stipulati per iscritto in quanto la tutela del cliente è assicurata dalla stipulazione scritta del contratto quadro di servizi dal quale deve risultare, ai sensi e per gli effetti dell’art. 6 lettera c) TUF, la natura dei servizi forniti, le modalità di svolgimento dei servizi stessi e l’entità e i criteri di calcolo della loro remunerazione, nonché le altre condizioni particolari convenute con il cliente. (Michela Forte) (riproduzione riservata) Tribunale Ravenna, 02/09/2011.


Investimenti in prodotti derivati e indicazione a pena di nullità della somma messa a disposizione. Contratto di negoziazione - Investimenti in prodotti derivati - Forma scritta - Indicazione della somma messa a disposizione per l'investimento in derivati - Necessità - Nullità..
I contratto di intermediazione avente ad oggetto la negoziazione in prodotti derivati deve necessariamente indicare, a pena di nullità, la somma messa a disposizione dal cliente per l'investimento in prodotti derivati. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 30/06/2011.


Forma scritta ex art. 23 TUF e manifestazione di volontà risultante da plurimi atti posti in essere nel corso del rapporto. Intermediazione finanziaria - Prescrizione di forma scritta ai sensi dell'articolo 23 del decreto legislativo numero 58 del 1998 - Contratto sottoscritto dal solo investitore - Ricezione, non contestata nel corso del rapporto, degli estratti di conto corrente bancario e/o delle conferme di avvenuta esecuzione delle operazioni d’investimento - Sufficienza ai fini del perfezionamento..
La previsione di forma contenuta nell'articolo 23 del decreto legislativo n. 58 del 1998 è pienamente soddisfatta dalla sottoscrizione del contratto da parte del solo investitore, allorché ad essa abbia fatto seguito la manifestazione di volontà della banca di avvalersi del contratto stesso, risultante da plurimi atti posti in essere nel corso del rapporto (ad es. comunicazione degli estratti conto e/o delle conferme di avvenuta esecuzione delle operazioni d’investimento, la cui ricezione non è contestata dal cliente)”. (Alessandro Giorgetta) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 04/02/2011.


Intermediazione finanziaria – Contratto quadro – Sottoscrizione da parte di entrambi i contraenti – Nullità..
La forma scritta per il contratto di investimento prevista all’art. 23 t.u.f. è rispettata solo qualora il documento contenga la sottoscrizione del cliente e della banca; in caso di mancata sottoscrizione da parte del legale rappresentante della banca si è in presenza di una proposta contrattuale non accettata e non di un contratto. (Paolo Fiorio) (riproduzione riservata) Tribunale Mondovì, 09/11/2010.


Intermediazione finanziaria – Contratto quadro – Dichiarazione unilaterale ricognitiva..
La manifestazione per iscritto della volontà di uno dei contraenti non può essere sostituita dalla dichiarazione unilaterale ricognitiva dell’avvenuta stipulazione per iscritto del contratto, né dal comportamento processuale delle parti o da altri mezzi probatori ivi compresa la dichiarazione confessoria. (Paolo Fiorio) (massima ufficiale) Tribunale Mondovì, 09/11/2010.


Intermediazione finanziaria – Contratto quadro – Produzione in giudizio..
La produzione in giudizio da parte della banca del contratto sottoscritto dal solo investitore non determina la sua conclusione allorché la parte che lo abbia sottoscritto abbia dedotto in giudizio la nullità del contratto, revocando così la proposta contrattuale. (Paolo Fiorio) (riproduzione riservata) Tribunale Mondovì, 09/11/2010.


Intermediazione finanziaria – Obbligazioni non quotate su mercati regolamentati – Obbligo di astensione dell'Intermediario in assenza di autorizzazione fornita dal Cliente su supporto duraturo – Violazione – Risarcimento del danno – Nesso causale in re ipsa – Sussistenza..
Ai sensi dell'art. 8, co. I, II e III, deliberazione Consob 23.12.1998 n. 11768, modificato dalla deliberazione 20.04.2000 n. 12497, gli intermediari finanziari non possono eseguire o far eseguire alcuna operazione al di fuori dei mercati regolamentati se non hanno ricevuto apposita autorizzazione scritta dal cliente (fatta salva l'autorizzazione orale registrata nel solo caso di ordine telefonico), non potendosi peraltro ritenere equipollente alla stessa l'eventuale autorizzazione rilasciata dal risparmiatore per l'esecuzione in contropartita diretta dell'operazione. Pertanto, a fronte della violazione di un tale obbligo di astensione, conformemente all'indirizzo giurisprudenziale seguito dalle Sezioni Unite della Corte di cassazione (sent. n. 26724 del 2007), la prova del nesso eziologico tra condotta della banca e danno risarcibile patito dal cliente deve ritenersi sussistente in re ipsa, ossia nel compimento stesso dell'operazione da parte dell'Intermediario. (Cecilia Ruggeri) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 03/11/2010.


Intermediazione finanziaria – Contratto quadro – Sottoscrizione da parte di entrambi i contraenti – Sigla illeggibile per convalida firme – Nullità..
La sigla illeggibile attribuita alla banca ed apposta in un riquadro in cui compare l’indicazione “convalida firme” ha la funzione di certificare la provenienza della proposta contrattuale e l’autenticità delle sottoscrizioni degli investitori, non valendo invece quale manifestazione di volontà ed accettazione della proposta da parte della banca. (Paolo Fiorio) (riproduzione riservata) Tribunale Alba, 02/11/2010.


Intermediazione finanziaria – Contratto quadro – Sottoscrizione da parte di entrambi i contraenti – Nullità..
La forma scritta per il contratto di investimento prevista all’art. 23 t.u.f. e dall’art. 6 l. 1/91 è rispettata solo qualora il documento contenga la sottoscrizione del cliente e della banca; in caso di mancata sottoscrizione da parte del legale rappresentante della banca si è in presenza di una proposta contrattuale non accettata e non di un contratto. (Paolo Fiorio) (riproduzione riservata) Tribunale Alba, 02/11/2010.


Intermediazione finanziaria – Contratto quadro – Produzione in giudizio..
La produzione in giudizio da parte della banca del contratto sottoscritto dal solo investitore non determina la sua conclusione allorché la parte che lo abbia sottoscritto abbia dedotto in giudizio la nullità del contratto, revocando così la proposta contrattuale. (Paolo Fiorio) (riproduzione riservata) Tribunale Alba, 02/11/2010.


Intermediazione finanziaria – Contratto quadro – Dichiarazione unilaterale ricognitiva..
La manifestazione per iscritto della volontà di uno dei contraenti non può essere sostituita dalla dichiarazione unilaterale ricognitiva dell’avvenuta stipulazione per iscritto del contratto, né da un dichiarazione confessoria di una delle parti. (Paolo Fiorio) (riproduzione riservata) Tribunale Alba, 02/11/2010.


Intermediazione finanziaria – Contratto quadro – Sottoscrizione da parte di entrambi i contraenti – Nullità..
La forma scritta per il contratto di investimento prevista all’art. 23 t.u.f. e dall’art. 6 l. 1/91 è rispettata solo qualora il documento contenga la sottoscrizione del cliente e della banca; in caso di mancata sottoscrizione da parte del legale rappresentante della banca si è in presenza di una proposta contrattuale non accettata e non di un contratto. (Paolo Fiorio) (riproduzione riservata) Tribunale Alba, 02/11/2010.


Intermediazione finanziaria – Contratto quadro – Dichiarazione unilaterale ricognitiva..
La manifestazione per iscritto della volontà di uno dei contraenti non può essere sostituita dalla dichiarazione unilaterale ricognitiva dell’avvenuta stipulazione per iscritto del contratto, né da un dichiarazione confessoria di una delle parti. (Paolo Fiorio) (riproduzione riservata) Tribunale Alba, 02/11/2010.


Intermediazione finanziaria – Contratto quadro – Produzione in giudizio..
La produzione in giudizio da parte della banca del contratto sottoscritto dal solo investitore non determina la sua conclusione allorché la parte che lo abbia sottoscritto abbia dedotto in giudizio la nullità del contratto, revocando così la proposta contrattuale. (Paolo Fiorio) (riproduzione riservata) Tribunale Alba, 02/11/2010.


Contratto quadro - Forma scritta - Mancata sottoscrizione - Nullità - Principio di esecuzione - Equipollente - Esclusione..
Il contratto di negoziazione (c.d. contratto quadro) deve essere redatto in forma scritta a pena di nullità; il requisito obbligatorio della forma scritta non esclude tuttavia che la conclusione del contratto quadro possa risultare da un insieme di dichiarazioni scambiate fra i contraenti, purché esse siano scritte e non orali, con la conseguenza che non può valere come accettazione scritta il principio di esecuzione dato al contratto medesimo dalla banca. (Tiziana Sorriento) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 29/09/2010.


Contratto quadro - Forma scritta - Produzione in giudizio di contratto non sottoscritto dalla banca - Equipollente - Esclusione - Controparte diversa dall’originario contraente - Eccezione di nullità antecedente alla produzione - Revoca implicita - Sussistenza..
La produzione in giudizio da parte della banca del contratto quadro da essa non sottoscritto non può valere come equipollente della sottoscrizione del contratto, richiesta dalla legge a pena di nullità, se la controparte del giudizio non è la stessa che aveva già sottoscritto il contratto (nella fattispecie, l’attrice era una dei quattro contraenti originali) e se il consenso prestato con la originaria sottoscrizione sia stato revocato prima della produzione. In tal senso, l’eccezione di nullità del contratto quadro per mancata sottoscrizione della banca, proposta dall’attrice prima della produzione del contratto da parte della convenuta, deve essere intesa quale revoca implicita del consenso prestato. (Tiziana Sorriento) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 29/09/2010.


Contratti – Forma scritta ad substantiam – Dichiarazione confessorie di ricezione di copia del contratto – Equipollente della sottoscrizione – Esclusione. .
La dichiarazione confessoria resa da una delle parti in causa circa la ricezione di una copia del contratto, da intendersi completo in tutte le sue parti, non vale a rimediare alla mancata sottoscrizione di un contratto per il quale la legge preveda la forma scritta ad substantiam, non potendo tale dichiarazione confessoria essere utilizzata come elemento integrante di un contratto nè come prova di questo. (Fattispecie in tema di contratti di investimento). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Bari, 15/07/2010.


Contratti – Forma scritta ad substantiam – Produzione in giudizio ad opera della parte che non ha sottoscritto il contratto – Equipollente della sottoscrizione – Sussistenza – Condizioni – Sottoscrizione da intendersi effettuata al momento della produzione – Sanatoria della nullità con riferimento ad operazioni effettuate prima della produzione – Eclusione..
Fermo il principio in forza del quale la produzione in giudizio di una scrittura privata ad opera della parte che non l’aveva sottoscritta costituisce equipollente della mancata contestuale sottoscrizione e perfeziona pertanto, sul piano sostanziale o su quello probatorio, il contratto in essa contenuto purché la controparte del giudizio sia la stessa che aveva già sottoscritto il contratto e non abbia revocato, prima della produzione, il consenso prestato, occorre tuttavia precisare che il contratto deve intendersi sottoscritto all'epoca della produzione in giudizio e che, in tal caso, detta produzione non può sanare il vizio della mancanza di forma con riferimento ai successivi atti esecutivi del contratto stesso. (Fattispecie in tema di contratti di investimento ove la produzione in giudizio del documento contrattuale ad opera della parte che non l'aveva sottoscritta ha avuto luogo in epoca successiva al compimento delle operazioni in strumenti finanziari oggetto di contestazione). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Bari, 15/07/2010.


Diritto Bancario – Intermediazione mobiliare – Forma del contratto quadro – Nullità. .
La violazione dei requisiti di forma e di contenuto attinenti alla fase genetica del rapporto implica nullità (relativa) del contratto quadro, espressamente prevista dall’art. 23 T.U. 58/98 e, conseguentemente, delle singole operazioni che in esso trovano il suo presupposto. (Giovanni Carmellino) (riproduzione riservata) Tribunale Benevento, 29/06/2010.


Contratto quadro, prova e consenso dell’intermediario. Contratto quadro – Dichiarazione del cliente di avvenuta sottoscrizione – Prova – Esclusione – Consenso dell’intermediario espresso tramite predisposizione del modulo – Esclusione..
La prova del contratto quadro non può essere dedotta dal modulo con il quale il cliente dichiari di aver ricevuto ed esaminato le norme contrattuali che regolano i servizi bancari e finanziari, ivi compreso il documento sui rischi generali di investimento, così come non è sostenibile che la predisposizione di detto modulo da parte della banca costituisca espressione del consenso scritto da parte della medesima. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Trento, 22/02/2010.


Contratto quadro – Domanda di nullità per mancanza di forma – Produzione in giudizio da parte della banca – Sanatoria – Esclusione..
La mancanza di forma scritta (cui non può neppure supplire la prova per testi o per presunzioni) non può essere in alcuno modo emendata o sanata dalla produzione in giudizio da parte della banca convenuta del contratto quadro di negoziazione, posto che l’incontro delle volontà può dirsi perfezionato solo se la parte del processo che ha sottoscritto il contratto al momento della produzione non abbia già manifestato la revoca del proprio consenso, volontà di revoca che deve essere individuata nella domanda con la quale l’investitore deduca appunto la nullità del contratto per mancanza della forma di cui si discute. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 05/02/2010.


Forma del contratto quadro e nullità. Intermediazione finanziaria – Prescrizioni di forma – Contratto quadro – Necessità – Ordini di acquisto – Esclusione – Convalida del contratto – Esclusione..
La prescrizione di forma, a pena di nullità, di cui all’art. 6, comma 1, lett. c) della legge 1/1991, dell’art. 18 del d. lgs. 415/1996 nonché dell’art. 23 del d. lgs. 58/1998 deve intendersi riferita al c.d. contratto quadro o master agreement, con la conseguenza che i singoli ordini di borsa costituiscono solo un momento esecutivo del precedente negozio che rappresenta un necessario presupposto dei successivi contratti di mandato. La mancata stipulazione del contratto-quadro fra l’intermediario autorizzato ed il cliente determina, pertanto, la nullità dell’ordine conferito nel corso del rapporto e non vale a sanare il vizio il fatto che l’ordine sia stato conferito per iscritto dai clienti dal momento che l’ordine non ha il contenuto del contratto quadro non concluso. Il difetto di forma in questione comporta la nullità del negozio e non è ammissibile la convalida dello stesso stante la previsione di cui all’art. 1423 cod. civ.. (Mauro Bernardi) (riproduzione riservata) Tribunale Forlì, 20/01/2010.


Contratto per la prestazione dei servizi di investimento – Sottoscrizione dell’intermediario – Necessità..
La forma scritta ad substantiam dei contratti relativi ai servizi di investimento richiede necessariamente la produzione in giudizio di un atto sottoscritto non solo dall’investitore, ma anche dall’intermediario; non è infatti a tal fine idonea né la concorde ammissione delle parti, né il comportamento da esse tenuto e nemmeno la produzione in giudizio di un documento con il quale venga riconosciuto il fatto storico dell’avvenuta conclusione del contratto. E’ pertanto irrilevante la dichiarazione con la quale l’investitore dichiari di aver ricevuto il contratto sottoscritto da parte dell’intermediario. (Paolo Fiorio) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 05/01/2010.


Contratto per la prestazione dei servizi di investimento – Produzione in giudizio dopo la domanda di nullità – Irrilevanza..
La produzione in giudizio del contratto da parte dell’intermediario che non l’abbia sottoscritto non è idonea a far considerare concluso il contratto qualora la parte che l’abbia sottoscritto lo produca in giudizio invocandone la nullità che equivale implicitamente alla revoca del consenso rilasciato. (Paolo Fiorio) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 05/01/2010.


Contratto per la prestazione dei servizi di investimento – Negoziazione per conto terzi – Nullità – Restituzione della provvista..
La mancata conclusione in forma scritta del contratto quadro di investimento, che può essere ritenuto un contratto quadro di commissione ex art. 1371 c.c., determina la nullità delle operazioni di negoziazione per conto terzi e comporta l’obbligo per l’intermediario di restituire la provvista prelevata per l’esecuzione dell’ordine. (Paolo Fiorio) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 05/01/2010.


Domanda di nullità del contratto, produzione in giudizio e revoca del consenso. Contratto di negoziazione – Mancata sottoscrizione dell’intermediario – Domanda di nullità – Produzione in giudizio – Revoca del consenso..
In mancanza di valido contratto quadro (perché sottoscritto da promotore finanziario non abilitato a spendere il nome dell’intermediario), non può darsi valore di accettazione scritta alla produzione in giudizio del documento ove gli attori ne abbiano chiesto la dichiarazione di nullità, con ciò manifestando la volontà di revocare il proprio consenso prima della produzione. (fb) Tribunale Vigevano, 08/05/2009.


Forma scritta ad substantiam e ricevuta di consegna del documento. Intermediazione finanziaria – Contratti – Forma scritta ad substantiam – Ricevuta di consegna del documento – Irrilevanza – Produzione del documento sottoscritto dalle parti – Necessità..
La prescrizione della forma scritta ad substantiam non può essere assolta dalla sottoscrizione di una clausola con la quale l’investitore dichiara di aver ricevuto la consegna di un esemplare del contratto quadro. La giurisprudenza è infatti concorde nel ritenere che, per dimostrare la conclusione del contratto per cui è prevista la forma scritta ad substantiam, sia indispensabile la produzione del documento sottoscritto dalle parti, non essendo ammessa la confessione, né la prova per interrogatorio, né quella per testimoni, né il ricorso alle presunzioni od alla mancata contestazione. (fb) Tribunale Mondovì, 21/04/2009.


Mancanza del contratto quadro e ordini scritti. Contratto di negoziazione – Mancata sottoscrizione – Esistenza di ordini scritti – Equipollenza – Esclusione..
Non è condivisibile l’opinione secondo la quale la mancanza del contratto quadro non comporterebbe la nullità dei singoli ordini qualora questi siano stati conclusi per iscritto con indicazione degli elementi essenziali della negoziazione; la stipulazione del contratto è, infatti, funzionale all’assolvimento di oneri informativi e comportamentali dell’intermediario ed a far sì che l’accordo con il cliente abbia un contenuto minimo obbligatorio. (fb) Tribunale Forlì, 07/04/2009.


Disconoscimento della sottoscrizione ed eccezione di difetto di forma scritta. Intermediazione finanziaria – Disconoscimento della sottoscrizione – Volontà di eccepire la mancanza di forma scritta – Sussistenza..
Qualora l’investitore abbia in giudizio disconosciuto il contratto quadro ed i singoli ordini di negoziazione rilevandone la mancanza di sottoscrizione originale, è possibile ritenere sussistente la sua volontà di eccepire anche la carenza di forma scritta di tali atti. (fb) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 01/04/2009.


Contratto nullo, convalida e rinnovazione. Contratto di negoziazione – Mancata sottoscrizione – Nullità – Convalida – Esclusione – Rinnovazione – Condizioni..
Si deve escludere che la condotta tenuta dalle parti nello svolgimento del rapporto valga a convertire un contratto nullo e perché possa aversi la rinnovazione del medesimo con effetti costitutivi è necessario che il nuovo accordo sia sottratto alla preesistente azione antigiuridica. (Cass. 3088/1979 - ndr) (fb) Tribunale Forlì, 03/03/2009.


Intermediazione finanziaria – Contratto quadro – Nullità per mancanza di forma scritta – Disconoscimento della sottoscrizione – Nullità degli ordini. .
La mancata stipulazione del contratto quadro determina la nullità degli ordini di acquisto conferiti nel corso del rapporto (nel caso di specie, l’investitore ha disconosciuto la propria sottoscrizione del contratto quadro e il documento, in mancanza di istanza di verificazione, è divenuto inutilizzabile nel processo). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Rimini, 31/12/2008.


Intermediazione finanziaria – Convalida del contratto nullo per mancanza di forma – Esclusione..
La circostanza che l’investitore abbia rivenduto i titoli in relazione al cui acquisto ha agito in giudizio non vale a sanare il vizio genetico della nullità dell’operazione per mancanza di forma del contratto quadro. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Rimini, 31/12/2008.


Intermediazione finanziaria - Adeguatezza dell’operazione - Informazione circa le specifiche caratteristiche del titolo negoziato - Necessità..
L’intermediario deve sempre illustrare al cliente le specifiche caratteristiche del titolo e la sua rischiosità indicandone il rating e ciò anche nel caso in cui l’operazione sia adeguata al profilo di rischio dell’investitore. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Pisa-Pontedera, 13/10/2008.


Intermediazione finanziaria - Obblighi informativi dell’intermediario - Elevato profilo di rischio dell’investitore - Informazione relativa alla singola operazione - Necessità..
La spontaneità dell’iniziativa del cliente non esonera l’intermediario dal rispetto degli obblighi informativi, i quali non vengono meno neppure di fronte alla richiesta del cliente con profilo di rischio elevato di acquisto di un determinato titolo; in questo caso l’intermediario ha, infatti, l’obbligo di illustrare pregi e difetti del tipo di investimento, oltre che di astenersi dal dare corso all’operazione in caso di inadeguatezza ed in mancanza di ordine scritto o telefonico registrato in cui sia fatto esplicito riferimento alle avvertenze ricevute. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Pisa-Pontedera, 13/10/2008.


Intermediazione finanziaria – Contratto quadro – Forma scritta – Preesistenza agli ordini – Necessità – Redazione per iscritto degli ordini – Sanatoria – Esclusione..
Il contratto quadro di negoziazione, che deve avere forma scritta ad substantiam, deve preesistere alle operazioni di negoziazione ed è errato ritenere che il mancato rispetto di tale onere possa essere sanato dalla redazione in forma scritta di ordini di acquisto che rechino indicazione dei soli elementi dell’operazione e null’altro prevedano in ordine al carattere dei servizi di investimento con particolare riferimento alle informazioni. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Forlì, 12/09/2008.


Contratto quadro, contenuto minimo e forma. Intermediazione finanziaria – Contratto quadro – Forma – Contenuto minimo – Natura e modalità dei servizi forniti – Forma scritta – Necessità..
Per il c.d. contratto quadro è previsto non soltanto un requisito di forma scritta a pena di nullità, ma anche un contenuto minimo - che deve, in quanto prescritto dalla legge, avere la medesima forma - costituito dalla indicazione della natura dei servizi forniti, delle modalità di svolgimento del servizio, dell’entità e dei criteri di calcolo della remunerazione dell’intermediario. (Sebastiano Zuccarello) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 24/07/2008.


Intermediazione finanziaria – Mancanza di contratto quadro – Singoli mandati scritti di negoziazione – Ammissibilità..
In mancanza di espressa disposizione non è possibile sostenere che la conclusione di sporadici mandati di negoziazione in assenza di un contratto quadro di riferimento sia per ciò solo affetta da nullità, essendo peraltro evidente che in simili evenienze gli ordini dovranno essere necessariamente impartiti per iscritto, in ottemperanza al dettato della legge. Anche alla luce della rafforzata tutela degli investitori può quindi ancora ammettersi la possibilità di singoli mandati di negoziazione ove gli stessi siano conferiti per iscritto e fermo restando l’obbligo per l’intermediario di adempiere parallelamente ai doveri di trasparenza e di informazione posti a suo carico dal legislatore e dalla Consob. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Monza, 04/06/2008.


Contratto quadro disconosciuto e nullità dell'operazione. Intermediazione finanziaria – Disconoscimento del contratto quadro – Omessa produzione dell’originale – Inutilizzabilità del documento – Nullità dell’operazione impugnata..
L’omessa produzione da parte della banca dell’originale del contratto quadro disconosciuto dall’attore comporta l’inutilizzabilità in giudizio del documento e la nullità dell’operazione di negoziazione impugnata dall’investitore. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Venezia, 28/04/2008.


Nullità relativa e domanda subordinata della banca. Intermediazione finanziaria – Mancanza del contratto quadro – Nullità degli ordini – Nullità relativa – Domanda subordinata dell’intermediario di nullità di tutti gli atti di negoziazione posti in essere dal cliente..
La mancata sottoscrizione del contratto quadro comporta la nullità dei singoli ordini di negoziazione e tale nullità ha carattere relativo, azionabile solo dall’investitore, così che non può essere accolta la domanda subordinata dell’intermediario volta ad estendere l’invalidità a tutti i titoli contenuti nel portafoglio. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 11/04/2008.


Intermediazione finanziaria – Contratto quadro – Difformità dal contenuto prescritto dalla legge – Divergenze relative alla definizione di norme comportamentali – Nullità – Esclusione. .
Non dà luogo a nullità il fatto che il contratto quadro non recepisca integralmente il contenuto previsto dall’art. 30 reg. Consob n. 11522/98, qualora le divergenze tra il testo del contratto e quanto previsto dalla citata norma riguardino profili che attengono alla disciplina dei comportamenti degli intermediari, disciplina che come tale non incide sul momento genetico del contratto ma solo sull’esecuzione dello stesso. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Venezia, 28/02/2008.


Contratto quadro non sottoscritto e produzione in giudizio. Intermediazione finanziaria – Mancanza del contratto quadro – Domanda di nullità per mancanza della sottoscrizione – Produzione in giudizio – Perfezionamento del contratto – Esclusione.

Intermediazione finanziaria – Mancanza del contratto quadro – Apposizione del visto sul modulo di negoziazione – Conclusione del contratto quadro – Esclusione..
La produzione del contratto quadro non sottoscritto dalla banca non vale ad escludere la sanzione della nullità comminata dall’art. 23 del TUF qualora l’investitore ne abbia chiesto nel giudizio la declaratoria esprimendo in tal modo l’intenzione di revocare il proprio consenso già prima della produzione del documento, fermo restando che detta produzione non varrebbe comunque a manifestare il consenso con effetto retroattivo. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Il semplice visto del funzionario della banca apposto sul modulo di ricezione dell’ordine di negoziazione non vale a sostituire la manifestazione di volontà di sottoscrivere il contratto quadro. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Taranto, 08/01/2008.


Contratti soggetti all’obbligo di forma scritta ad substantiam - manifestazione scritta della volontà di uno dei contraenti - Dichiarazione confessoria della controparte - Insufficienza - Produzione in giudizio del documento negoziale - Impugnazione del contratto - Revoca del consenso - Equivalenza - Perfezionamento del contratto -  Esclusione..
In tema di contratti soggetti all’obbligo di forma scritta ad substantiam, la manifestazione scritta della volontà di uno dei contraenti (la quale concorre alla formazione del negozio con efficacia pari alla volontà dell'altro) non può essere sostituita da una dichiarazione confessoria dell'altra parte, non valendo tale dichiarazione nè quale elemento integrante il contratto nè - quand'anche contenga il preciso riferimento ad un contratto concluso per iscritto - come prova del medesimo (cfr. Cass. 18.6.2003 n.9887; Cass. 28.5.1997 n.4709). Da ciò discende che la circostanza che nel modulo prodotto in causa l’attrice abbia confermato di aver ricevuto una lettera contenente l’accordo normativo integralmente riportato, non è sufficiente a ritenere la sussistenza della forma scritta atteso che la Banca avrebbe dovuto produrre la lettera in questione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Venezia, 25/10/2007.


Contratto quadro e nullità sopravvenuta. Intermediazione finanziaria - Contenuto del contratto quadro - Entrata in vigore del TUF - Nullità sopravvenuta - Sussistenza..
Sono nulli, ai sensi dell'art. 1418, I comma, cod. civ., gli ordini di negoziazione posti in essere sulla base di un contratto quadro stipulato in data antecedente l'entrata in vigore delle disposizioni del TUF e che non sia stato aggiornato secondo le nuove norme che prevedono oneri formali ed ulteriori a carattere inderogabile. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Parma, 10/10/2007.


Forma ad substantiam di contratti di investimento. Intermediazione finanziaria – Forma scritta dei contratti e degli ordini – Necessità – Distinzione..
La forma scritta ad substantiam è prevista, in modo tassativo, esclusivamente per i contratti che disciplinano la prestazione dei servizi di investimento, intendendosi per tali non i singoli contratti di acquisto titoli, i singoli contratti di investimento, costituenti la prestazione del servizio di intermediazione, bensì i contratti che stabiliscono come gli ordini devono essere impartiti. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Santa Maria Capua Vetere, 04/10/2007.


BTP on line e forma scritta. Intermediazione finanziaria – Negoziazione di BTP on line – Contratto di opzione put – Forma scritta – Nullità..
  Tribunale Napoli, 02/05/2007.


Forma dei singoli ordini di negoziazione – Autonomia della parti – Forma alternativa a quella scritta – Natura. .
L’art. 23 del TUF prescrive la forma scritta ad substantiam e la relativa sanzione della nullità solo per il contratto quadro, mentre le modalità di comunicazione dei singoli ordini di negoziazione e delle istruzioni all’intermediario sono rimesse dalla legge all’autonomia delle parti. Pertanto, ove queste abbiano previsto la forma scritta come alternativa a quella orale, si deve ritenere che tale requisito di forma non sia stato voluto per la validità degli ordini ma ad probationem. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 26/04/2007.


Intermediazione finanziaria – Mancata sottoscrizione del contratto quadro – Nullità relativa – Rilevabilità d’ufficio – Insussistenza. .
La sanzione della nullità prevista dall’art. 23 del TUF per la mancanza del contratto quadro ha natura di nullità relativa che come tale può essere dedotta solo dall’investitore e non può essere rilevata d’ufficio dal giudice. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Arezzo, 17/04/2007.


Mancata sottoscrizione del contratto quadro – Inadempimento alle prescrizioni regolamentari – Sussistenza. .
La mancata sottoscrizione del contratto quadro, fermo restando l’eventuale profilo di nullità, ha comunque rilievo sul piano dell’inadempimento alle prescrizioni di cui all’art. 30 reg. Consob in quanto gli intermediari autorizzati non possono fornire i propri sevizi se non sulla base di un apposito contratto scritto, una copia del quale è consegnata all’investitore. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Arezzo, 17/04/2007.


Contratto quadro sottoscritto da una sola parte, conseguenze. Intermediazione finanziaria – Nullità del contratto quadro sottoscritto da una sola parte – Conseguente nullità dei singoli ordini di negoziazione – Sussistenza – Convalida – Esclusione..
E’ nullo per violazione del requisito della forma scritta prescritta ad substantiam dall’art. 23 d. lgs. n. 58/98, il contratto quadro per la negoziazione di strumenti finanziari che sia stato sottoscritto dalla sola parte che producendolo in giudizio ne abbia eccepito l’invalidità. E poiché gli ordini di borsa traggono la loro origine ed efficacia dalla conclusione del contratto di negoziazione e sono traducibili in atti di esecuzione del rapporto contrattuale, alla nullità del contratto quadro consegue la nullità di tutti gli ordini impartiti in esecuzione dello stesso non essendo peraltro ammissibile la convalida mediante esecuzione del negozio nullo. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 22/03/2007.


Opzioni, bot a garanzia e contratto quadro. Intermediazione finanziaria – Vendita di opzioni e sottoscrizione di buoni del tesoro – Sottoscrizione di un unico contratto di negoziazione – Necessità..
Deve essere considerata in modo unitario l’operazione con la quale si preveda la concessione di opzioni put (BTP Index, BOT Strike e Bot Equity) a favore della banca e la sottoscrizione di buoni del tesoro con funzione, questi ultimi, di garanzia del debito maturato dal cliente in caso di esito negativo della vendita delle opzioni. Ne consegue che l’intera operazione deve risultare da un contratto scritto la cui mancanza importa nullità delle operazioni e l’obbligo restitutorio delle somme versate dal cliente. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Taranto, 27/02/2007.


Intermediazione finanziaria – Contratto per la prestazione dei servizi di investimento – Forma scritta ad substantiam – Necessità..
È sempre richiesta dall’articolo 23 del D.lgs. n. 58/1998 la forma scritta ad substantiam del contratto concernente la prestazione di attività di intermediazione finanziaria e servizi di investimento, del quale è indicato, all’articolo 30 del Regolamento Consob n. 11522/98, il contenuto minimo indispensabile di validità costituito dalla natura dei servizi forniti, modalità di svolgimento degli stessi, entità e criteri di calcolo della loro remunerazione, eventuali altre condizioni particolari convenuti con il cliente. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 12/02/2007.


Contratto quadro – Mancanza di forma scritta – Prove orali – Inammissibilità – Comportamento delle parti – Irrilevanza..
Le deduzioni istruttorie orali articolate dall’intermediario non sono idonee a superare la mancanza della forma scritta del contratto quadro, né può attribuirsi rilevanza al comportamento tenuto dalle parti in esecuzione del rapporto controverso, comportamento che non presenta concludenza alcuna in relazione a vizi formali che danno luogo a nullità. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 12/02/2007.


Nullità del contratto quadro per difetto di forma – Rilevabilità da parte dell’intermediario – Esclusione – Domanda subordinata di restituzione – Inaccoglibilità..
La domanda subordinata della banca convenuta di disporre la restituzione di tutti gli strumenti finanziari negoziati o, in alternativa, il loro valore economico, nonché di tutte le cedole incassate o maturande non è accoglibile avuto riguardo al fatto che la nullità prevista dall’articolo 23 D.lgs. 58/1998 è da considerarsi di carattere relativo e la legittimazione ad eccepirla spetta al solo cliente. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 12/02/2007.


Intermediazione finanziaria – Nullità degli ordini di negoziazione per mancanza del contratto quadro – Sussistenza..
La sanzione della nullità per difetto di forma scritta è prevista ex lege solo per il cd. contratto quadro, mentre per quanto riguarda i singoli ordini, è lasciata alle parti la facoltà di regolare le forme (ad substantiam o ad probationem) da adottare. Ne consegue che La mancanza di un contratto quadro valido rende senza titolo ogni ulteriore attività eseguita dall’intermediario, compresa l’esecuzione dell’ordine per cui è causa. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Biella, 26/01/2007.


Nullità dell'ordine e rapporto con il contratto quadro. Intermediazione finanziaria – Inesistenza del contratto quadro al momento del conferimento dell’ordine di negoziazione – Indissolubilità del vincolo tra contratto quadro, ordine ed esecuzione dello stesso – Nullità – Convalida e ratifica – Esclusione..
Il vincolo tra il contratto quadro per la prestazione dei servizi di investimento, l’ordine di negoziazione del cliente e l’esecuzione dello stesso da parte dell’intermediario è indissolubile. Ne consegue che , in mancanza del contratto quadro, che gli attribuisce fondamento causale, l’ordine dato dall’investitore, seppure in forma scritta, quando occorre, seppure “consapevole” e specifico, seppure insomma immune da vizi intrinseci ed astrattamente equiparabile ad un autonomo mandato, resta sempre e comunque nullo perché sfornito di propria causa e la sua esecuzione non può produrre alcun effetto giuridico nei rapporti tra intermediario e investitore. In tale ipotesi, non può neppure validamente sostenersi che la mancata contestazione degli estratti conto, la riscossione delle cedole ed il conferimento all’intermediario del mandato ad insinuarsi nella procedura concorsuale avrebbero dato luogo a ratifica, convalida o, comunque approvazione dell’operato della banca. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Cagliari, 18/01/2007.


Intermediazione finanziaria – Contratto quadro – Sottoscrizione di singoli contratti – Forma scritta – Sussistenza..
Deve ritenersi assolto l’obbligo della forma scritta previsto dall’art. 23 del TUF qualora le parti non sottoscrivano il cd. contratto quadro ma vari contratti di analogo contenuto in occasione di ogni singola operazione di investimento. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Novara, 18/01/2007.


Intermediazione finanziaria – ordine di borsa – forma scritta - necessità..
La forma scritta dei contratti relativi ai servizi di investimento è obbligatoria, a pena di nullità, sia per la stipula del contratto quadro di intermediazione, sia per le successive operazioni di investimento, in considerazione della necessità di attestare, al momento della raccolta dei singoli ordini di borsa, il rispetto degli obblighi di informazione e trasparenza previsti a carico degli intermediari. Tribunale Genova, 26/06/2006.


Intermediazione finanziaria – Omessa sottoscrizione del contratto quadro – Nullità dell’ordine di acquisto – Sussistenza..
Deve ritenersi nullo ai sensi dell’art. 23 TUF l’acquisto di obbligazioni avvenuto prima della stipula del contratto quadro ed in data antecedente l’emissione dei titoli negoziati. Tribunale Foggia, 15/05/2006.


Contratto quadro e nullità. Intermediazione finanziaria – Mancata sottoscrizione del contratto quadro – Nullità delle operazioni – Rilevabilità..
Le operazioni di negoziazione di strumenti finanziari poste in essere senza la previa sottoscrizione del cd. contratto quadro sono nulle per violazione di norme a carattere imperativo e tale nullità è insanabile ed è rilevabile in ogni momento della causa. Tribunale Milano, 07/04/2006.


Servizi di intermediazione finanziaria – Forma scritta ad substantiam – Ordini di negoziazione – Derogabilità..
Il requisito della forma scritta ad substantiam per i contratti relativi ai servizi di investimento riguarda il solo contratto-quadro e non i singoli ordini di negoziazione, per i quali il reg. Consob n. 11522/1998, all’art. 30 lett. c), prevede che il contratto possa derogare a tale tipo di forma. Tribunale Milano, 15/03/2006.


Contratti bancari, forma scritta, nullità. Contratti bancari – Forma scritta – Necessità – Sottoscrizione del contratto di una sola parte – Produzione in giudizio da parte del successore – Irrilevanza..
Con l’entrata in vigore dell’art. 3 della L. 17.2.1992 n. 154 - poi recepito nell’art. 117 del T.U. D.lgs. 1.9.1993 n. 385 - tutti i contratti bancari devono necessariamente stipularsi per iscritto a pena di nullità, requisito questo che non può ritenersi rispettato nel caso di sottoscrizione della scheda negoziale unicamente dal cliente. Né può ritenersi che la produzione in giudizio ad opera della parte che non ha sottoscritto il contratto determini il perfezionamento del negozio qualora la produzione sia effettuata nel giudizio promosso non dall’originario contraente non sottoscrittore, ma dal successore dello stesso né l’atto di opposizione, in cui è dedotta la nullità del negozio per difetto di forma, può ritenersi manifestazione scritta della volontà di far propri gli effetti del contratto non perfezionato. Tribunale Mantova, 13/03/2006.


Scrittura privata – Prova – Produzione in giudizio della parte che non l’ha sottoscritta – Perfezionamento del contratto – Proposizione di domande di nullità, annullamento e risoluzione – Incompatibilità con la volontà di revoca del consenso..
Posto che la produzione in giudizio della scrittura ad opera della parte che non l’aveva sottoscritta vale a supplire la mancanza di sottoscrizione e perfeziona, sul piano sostanziale e probatorio, il contratto in essa contenuto (purchè la controparte del giudizio non abbia revocato il consenso prestato prima della produzione), va precisato che la proposizione di domande di nullità, annullamento e risoluzione implicano il perfezionamento del contratto e sono incompatibili con la volontà di revocarne la proposta. Tribunale Reggio Emilia, 22/12/2005.


Intermediazione finanziaria – Forma scritta degli ordini di negoziazione – Necessità – Insussistenza..
Le norme che disciplinano la materia della intermediazione finanziaria (D. L.vo 24 febbraio 1998, n. 58 - TUF e Deliberazione CONSOB 1 luglio 1998, n. 11522 – Adozione del Regolamento di Attuazione del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58) ed, in particolare,  gli artt. 21 e 23 del D. Leg. n. 58/98 e gli artt. da 26 a 30 del citato reg. Consob hanno carattere imperativo, essendo poste a tutela del risparmio, bene di sicuro rilievo costituzionale, e costituiscono il contenuto specifico dei comportamenti esigibili e degli obblighi inderogabili da parte di chi offre servizi di investimento, operatori professionali “abilitati” a cui si richiede alta competenza specifica e una superiore (rispetto a quella comune del “buon padre di famiglia”) diligenza, correttezza e trasparenza nei rapporti contrattuali. Tribunale Catania, 25/11/2005.


Intermediazione mobiliare – Difetto di forma scritta del cd. contratto-quadro – Conferma degli ordini telefonici – Sanatoria – Esclusione..
Il difetto di forma del contratto-quadro sanzionato dall’art. 23 del d. lgs. n. 58/1998 con la nullità non può essere sanato dalle conferme degli ordini telefonici e ciò in quanto le stesse recepiscono solo alcuni degli elementi del contratto che deve, invece, contenere una regolamentazione complessiva del rapporto. Tribunale Pavia, 21/10/2005.


Intermediazione finanziaria – Requisiti di forma – Violazione – Conseguenze. .
La nullità dei contratti di intermediazione è riscontrabile solo in difetto della forma scritta prescritta dall’art. 23 T.U.F. e con esclusivo riferimento al contratto quadro di negoziazione e deposito titoli. Detto requisito di forma non si estende ai vari ordini di acquisto via via impartiti dal cliente. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Genova, 02/08/2005.


Piano 4you e forma scritta. Piano finanziario 4you – Forma scritta –-Necessità -  Nullità – Sussistenza..
Deve essere dichiarata la nullità a’ sensi dell’art. 23 del TUF del piano finanziario 4you qualora il relativo contratto non sia stato stipulato per iscritto. Tribunale Prato, 28/07/2005.


Intermediazione mobiliare – Negozi esecutivi del cd. contratto quadro - Forma scritta ad substantiam – Esclusione..
La forma scritta ad substantiam prevista dall’art. 23 T.U.F. si riferisce al contratto di negoziazione (c.d. contratto quadro o master agreement) e non ai singoli negozi conclusi nell’ambito e in esecuzione del rapporto che trova la sua fonte nel contratto quadro. Tribunale Milano, 25/07/2005.


Forma degli ordini di negoziazione. Intermediazione finanziaria – Ordini di negoziazione – Forma scritta – Necessità..
Sono nulli per violazione dell’art. 23 T.U.I.F. gli ordini di negoziazione di strumenti finanziari per i quali non sia stata adottata la forma scritta, essendo tale disposizione applicabile non solo al contratto quadro, bensì anche ai singoli ordini che sostanziano il contenuto di tale rapporto. La violazione in questione, trattandosi di nullità, non può essere sanata dal comportamento concludente delle parti. Tribunale Torino, 25/05/2005.


Swap su valute, natura del contratto e forma. Intermediazione mobiliare – Valore mobiliare – Definizione – Natura finanziaria – Domestic currency swap – Forma scritta – Contratto normativo – Necessità..
L'art. 1 l. 2 gennaio 1991 n. 1 (recante "Disciplina dell'attività di intermediazione mobiliare e disposizioni sull'organizzazione dei mercati mobiliari": cosiddetta legge Sim), accedendo ad una nozione aperta di "strumento finanziario", comprensiva anche degli scambi su valute, rispetto alla definizione tradizionale di "valore mobiliare" che lo identificava con i titoli di massa, agganciati al carattere della negoziabilità degli stessi, ha introdotto una definizione di valore mobiliare che non tiene più conto della sua struttura o natura cartolare, bensì della finalità perseguita dalle parti, rilevando il carattere finanziario dello strumento adoperato con caratteristiche tali da poter interferire sull'allocazione degli strumenti e del risparmio. Nel concetto di valore mobiliare ai fini dell'assoggettamento alla predetta legge rientra, quindi, anche il domestic currency swap, inteso come contratto aleatorio, con il quale due parti si obbligano, l'una all'altra, a corrispondere alla scadenza di un termine, convenzionalmente stabilito, una somma di denaro (in valuta nazionale) quale differenza tra il valore (espresso in valuta nazionale) di una somma di valuta estera al tempo della conclusione del contratto e il valore della medesima valuta estera al momento della scadenza del termine stabilito. Detta contratto, pertanto, da distinguere rispetto alle operazioni di compravendita a pronti o a termine aventi direttamente ad oggetto valute, è nullo ove non stipulato in forma scritta, come prescritto dall'art. 6, comma 1, lett. c, della legge n. 1 del 1991, fermo restando che è sufficiente che in forma scritta sia stato stipulato il contratto normativo di servizi, nel quale risultino la natura dei servizi forniti, le modalità di svolgimento dei servizi stessi e l'entità e i criteri di calcolo della loro remunerazione, nonché le altre condizioni particolari convenute con il cliente; sicché, una volta assolto l'onere del rispetto della forma per il contratto normativo di servizi, i singoli negozi speculativi di esecuzione del contratto di servizi non debbono necessariamente essere stipulati per iscritto. Cassazione civile, sez. I, 19/05/2005.


Contratto normativo e nullità degli ordini. Intermediazione finanziaria – Mancata sottoscrizione del contratto normativo – Mancata indicazione del prezzo base e del premio delle opzioni - Nullità – Sussistenza..
E’ nullo l’acquisto dei prodotti finanziari “BTP Tel” e “BTP Index” effettuato in assenza del contratto normativo di cui all’art. 30 reg. Consob n. 11522/98, non potendo a tale nullità sopperirsi mediante gli ordini scritti di investimento i quali peraltro non indicano né il prezzo base né il premio delle opzioni da cui i prodotti in questione sono composti. Tribunale Taranto, 16/05/2005.


Intermediazione finanziaria – Requisiti di forma del contratto e degli ordini di negoziazione – Nullità – Inadempimento..
L’obbligo della forma scritta ad substantiam previsto dall’art. 23 del d. lgs. n. 58/98 deve intendersi riferito al cd. contratto quadro e non agli ordini di acquisto degli strumenti finanziari, per i quali il mancato rispetto della forma prevista nel contratto potrà configurare non una nullità bensì un inadempimento dell’intermediario alle obbligazioni assunte. Tribunale Venezia, 22/11/2004.