Massimario di Diritto Bancario


PRESCRIZIONE

Apertura di credito in c/c – Prescrizione – Eccezione di prescrizione specifica – Prova dell’esistenza del fido – Fido per facta concludentia.
In presenza di apertura di credito che assista un rapporto di conto corrente bancario, la natura ripristinatoria delle rimesse è presunta, ed è onere della Banca che eccepisca la prescrizione individuare specificatamente le rimesse aventi natura ripristinatoria.

In merito alla prova del fido per l’individuazione delle rimesse solutorie, l’apertura di credito può attuarsi per facta concludentia, rilevabile pertanto mediante la compresenza di indici rilevatori della stabilità e non occasionalità dell’esposizione a debito. (Antonio Giulio Pastore) (riproduzione riservata) Tribunale Massa, 21/12/2017.


Conto corrente di corrispondenza - Prescrizione - Eccezione in senso stretto - Effetti.
Quando l’avvenuta stipulazione del contratto di apertura di credito non sia in contestazione, la natura ripristinatoria delle rimesse è presunta: spetta, dunque, alla banca che eccepisce la prescrizione di allegare e di provare  quali sono le rimesse che hanno invece avuto natura solutoria (cfr. Cass. n. 4518/014); con la conseguenza che, a fronte della formulazione generica dell’eccezione, indistintamente riferita a tutti i versamenti intervenuti sul conto in data anteriore al decennio decorre a ritroso dalla data di proposizione della domanda, il giudice non può supplire all’omesso assolvimento di tali oneri, individuando d’ufficio i versamenti solutori. (Antonio Tanza) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. VI, 07/09/2017.


Conto corrente con apertura di credito e rigetto dell'eccezione di prescrizione decennale. Bancario - Contratto di conto corrente con apertura di credito - Rigetto dell'eccezione di prescrizione decennale - Mancanza di indicazione ad opera della Banca dei pagamenti con funzione solutoria - Illegittimità interessi anatocistici ed ultralegali, C.M.S, valute e spese di tenuta con rinvio al c.d. “uso piazza” - Non si deve computare la C.M.S. in mancanza di espressa pattuizione - Rimessione della causa in istruttoria per espletamento di nuova C.T.U. contabile con relativi quesiti.
In tema di rapporto di conto corrente bancario in punto di prescrizione e di distinzione tra atti di pagamento ed atti ripristinatori della provvista, la Banca è tenuta ad assolvere l'onere di indicare i singoli pagamenti che rispondono alla diversa funzione solutoria e di dimostrare tale funzione in concreto; da ciò ne consegue che l'eccezione di prescrizione avanzata dalla Banca deve ritenersi infondata, poiché la domanda è stata proposta ben prima della scadenza del termine decennale decorrente dall'estinzione del rapporto.  In mancanza di espressa e corretta pattuizione non sono dovuti gli interessi, le C.M.S, le valute e spese di tenuta con il rinvio al c.d. “uso piazza” e non sono dovuti neanche gli interessi anatocistici con capitalizzazione trimestrale. (Emanuele Argento) (riproduzione riservata) Tribunale Teramo, 22/03/2017.


Atti di pagamento ed atti ripristinatori della provvista, prescrizione ed onere della prova. Conto corrente bancario con apertura di credito - Rigetto dell'eccezione di prescrizione decennale - Mancanza di indicazione ad opera della Banca dei pagamenti con funzione solutoria - Illegittimità interessi anatocistici ed ultralegali non pattuiti - Rigetto dell'appello avanzato dalla Banca.
In tema di rapporto di conto corrente bancario in punto di prescrizione e di distinzione tra atti di pagamento ed atti ripristinatori della provvista, la Banca è tenuta ad assolvere l'onere di indicare i singoli pagamenti che rispondono alla diversa funzione solutoria e di dimostrare tale funzione in concreto; da ciò ne consegue che l'eccezione di prescrizione avanzata dalla Banca deve ritenersi infondata. L’apertura di credito non ha bisogno per la sua validità di essere pattuita per iscritto. In mancanza di un valido contratto di conto corrente con espressa e corretta pattuizione, non sono dovuti gli interessi ultralegali e neanche gli interessi anatocistici con capitalizzazione trimestrale, le valute e le c.m.s. (Emanuele Argento) (riproduzione riservata) Appello Ancona, 22/02/2017.


Conto corrente bancario, addebiti illegittimi, prescrizione ed onere della prova. Contratto di conto corrente con apertura di credito - Rigetto dell'eccezione di prescrizione decennale - Mancanza di indicazione ad opera della Banca dei pagamenti con funzione solutoria - Illegittimità interessi anatocistici ed ultralegali con rinvio al c.d. “uso piazza” - C.M.S. e le spese in mancanza di espressa pattuizione - CTU contabile - Utilizzabile in mancanza dell’intera serie storica degli estratti conto.
In tema di rapporto di conto corrente bancario in punto di prescrizione e di distinzione tra atti di pagamento ed atti ripristinatori della provvista, la Banca è tenuta ad assolvere l'onere di indicare i singoli pagamenti che rispondono alla diversa funzione solutoria e di dimostrare tale funzione in concreto; da ciò ne consegue che l'eccezione di prescrizione avanzata dalla Banca deve ritenersi infondata, poiché la domanda è stata proposta ben prima della scadenza del termine decennale decorrente dall'estinzione del rapporto.  In mancanza di espressa e corretta pattuizione degli interessi ultralegali, non sono dovuti gli interessi con rinvio al c.d. “uso piazza” e non sono dovuti neanche gli interessi anatocistici con capitalizzazione trimestrale; non sono dovute neanche le c.m.s. e le spese se non pattuite e ben determinate - Ai fini della domanda di restituzione delle somme indebitamente versate a titolo di interessi ultralegali, anatocistici, c.ms. e spese, il correntista che agisce in giudizio deve produrre il contratto di conto corrente e gli estratti conto relativi a tutto il rapporto e, nel caso in cui non provveda in tal ultimo senso, la ricostruzione  del rapporto di dare / avere sarà circoscritta al periodo in relazione al quale risultano prodotti gli estratti e per cui è senz’altro utilizzabile la CTU contabile in cui si è correttamente proceduto nell’analisi contabile per blocchi ed in relazione ai soli periodi documentati . (Emanuele Argento) (riproduzione riservata) Tribunale Macerata, 02/11/2016.


Conto corrente, azione accertamento negativo e onere della prova. Conto corrente – Banca – Anatocismo – Interessi – Azione accertamento negativo – Onere della prova – Vicinanza della prova – Saldo zero – Commissioni – Prescrizione.
Nell’ambito dei rapporti bancari in conto corrente, una volta esclusa la validità delle pattuizioni sugli interessi a carico del correntista, la banca ha l'onere di produrre gli estratti a partire dall'apertura del conto al fine di dimostrare il proprio diritto di credito, anche nell'ipotesi di azione di accertamento proposta dal correntista.

Al riguardo non appare condivisibile il principio di recente espresso dalla Corte di legittimità (Cass. civ., 7 maggio 2015, n. 9201), secondo cui chi esperisce un’azione di accertamento negativo deve fornire la prova della fondatezza della propria domanda, con la conseguenza che è onere del correntista fornire l'estratto conto zero.

Infatti, dall'impossibilità di ricostruire le poste attive e passive fin dalla fase iniziale del rapporto - per mancanza di idonea documentazione - non può farsi derivare una sorta di sanatoria degli addebiti illegittimi operati dall'istituto di credito. Tali carenze, al contrario, inducono a ritenere ragionevole, in applicazione dei principi di cui all'art. 2697 c.c., che i conteggi relativi ai reciproci rapporti di dare/avere partano da un "saldo zero". (Laura Albanese) (riproduzione riservata) Appello Lecce, 12/11/2015.


Contratto di conto corrente bancario, azione di ripetizione, eccezione di prescrizione e onere di allegazione e prova. Conto corrente bancario – Azione di ripetizione dell'indebito – Eccezione di prescrizione – Rimesse solutorie e ripristinatorie – Onere di allegazione e di prova a carico della Banca.
Nel conto corrente bancario i versamenti eseguiti dal correntisti nel corso del rapporto rispondono ad una funzione ripristinatoria della provvista e non hanno causa solutoria. Conseguentemente, nel giudizio per la ripetizione dell'indebito la Banca convenuta che eccepisca la prescrizione decennale del credito restitutorio azionato dal correntista ha l'onere di allegare prima e di provare poi la diversa natura dei versamenti. In mancanza della tempestiva indicazione delle rimesse aventi natura putativamente solutoria, l'eccezione di prescrizione va respinta perché il correntista non è messo in condizione di contestare tale circostanza fattuale e di avanzare le relative richieste istruttorie. (Daniele Nacci) (riproduzione riservata) Appello Bari, 02/10/2015.


Conto corrente con apertura di credito, rigetto dell'eccezione di prescrizione decennale e illegittimità degli interessi anatocistici ed ultralegali con rinvio al cd. 'uso piazza'. Contratto di conto corrente con apertura di credito - Rigetto dell'eccezione di prescrizione decennale - Illegittimità interessi anatocistici ed ultralegali con rinvio al cd. “uso piazza” - Illegittimità delle c.m.s. - Condanna della banca alle restituzione delle somme illegittimamente trattenute.
In tema di rapporto di conto corrente bancario l'eccezione di prescrizione avanzata dalla Banca deve ritenersi infondata perché la domanda è stata proposta ben prima della scadenza del termine decennale decorrente dall'estinzione del rapporto. In mancanza di espressa e corretta pattuizione degli interessi ultralegali, non sono dovuti gli interessi con rinvio al cd. “uso piazza” e non sono dovuti neanche gli interessi anatocistici con capitalizzazione trimestrale, sia prima che dopo il 2000. Non sono dovute le c.m.s. in assenza di espressa percentuale, basi di calcolo, criteri e periodicità di addebito. (Emanuele Argento) (riproduzione riservata) Tribunale Urbino, 04/08/2015.


Annotazioni in conto corrente e prescrizione. Mancato a pattuizione del calcolo delle valute e valuta effettiva. Contratti bancari – Conto corrente – Indebita annotazione di somme a favore della banca – Azione di ripetizione – Prescrizione – Decorrenza.

Contratti bancari – Oneri economici – Anatocismo – Determinazione del periodo di capitalizzazione – Necessità – Indicazione nel testo contrattuale – Necessità.

Contratti bancari – Valute – Spostamento delle valute dal loro tempo effettivo – Patto – Necessità..
In caso di annotazioni in conto a favore della banca, che non rispondano a validi titoli, la prescrizione dell’azione di ripetizione delle somme comincia a decorrere dal tempo della chiusura del conto. (Aldo Angelo Dolmetta) (riproduzione riservata)

Non può essere ritenuta valida una clausola contrattuale che non indichi in modo espresso la periodicità della capitalizzazione. (Aldo Angelo Dolmetta) (riproduzione riservata)

La mancata regolamentazione pattizia del calcolo delle valute comporta che nel rapporto operante tra le parti si debba comunque tenere conto solo della valuta effettiva, che fa riferimento alla data del giorno in cui la banca perde o acquista la disponibilità giuridica delle somme versate o prelevate. (Aldo Angelo Dolmetta) (riproduzione riservata) Tribunale Pescara, 24/06/2013.


Presupposti per l'esercizio dell'azione di ripetizione degli indebiti in conto corrente. Conto corrente bancario - Apertura di credito - Ripetizione degli indebiti pagamenti - Presupposti - Chiusura del conto - Presenza di pagamenti con effetto assolutorio..
L’azione di ripetizione è preclusa sino a che il correntista non estingua il conto corrente o  non effettui pagamenti in senso solutorio in favore della banca in pendenza dell’apertura di credito; ciò non impedisce l’azione volta alla declaratoria di nullità del contratto di apertura di credito e conseguente rideterminazione del saldo disponibile in favore del correntista. (Giuseppe Cuppone) (riproduzione riservata) Tribunale Pescara, 24/06/2013.


Contratto bancario – Versamenti in conto indebiti – Azione di ripetizione – Disciplina – prescrizione..
In seguito alla dichiarazione di illegittimità della Corte Costituzionale dell’articolo 2, comma 61, L. 26 febbraio 2011 n. 10, il dies a quo della prescrizione dell’azione di ripetizione di indebiti versamenti in conto decorre, per i versamenti intrafido, dalla data di chiusura del conto. (Aldo Angelo Dolmetta) (riproduzione riservata) Tribunale Novara, 01/10/2012.


Contratto bancario – Versamenti in conto indebiti – Azione di ripetizione – Prescrizione – Onere della prova..
E’ onere della banca, che eccepisce l’intervenuta a prescrizione dell’azione di ripetizione di indebiti versamenti in conto, dimostrare che tali versamenti siano intervenuti extrafido. (Aldo Angelo Dolmetta) (riproduzione riservata) Tribunale Novara, 01/10/2012.


Contratto bancario – Versamenti in conto indebiti – Azioni di ripetizioni – Prescrizione – Interruzione della prescrizione..
L’atto di costituzione in mora, interruttivo del corso della prescrizione, non richiede di necessità la quantificazione del credito relativo (che potrebbe anche essere non determinato, ma solo determinabile). (Aldo Angelo Dolmetta) (riproduzione riservata) Tribunale Novara, 01/10/2012.


Anatocismo bancario e conservazione della documentazione relativa al rapporto . Contratti bancari - Conto corrente bancario - Limite temporale di conservazione delle scritture contabili..
Il limite temporale dell’obbligo di tenuta delle scritture contabili non opera per il contratto relativo all’apertura di conto corrente bancario in quanto quest’ultimo non costituisce documentazione contabile bensì, ai sensi dell’art. 117 commi 1 e 3 T.U.B., prova scritta richiesta ad substantiam ed a pena di nullità dell’esistenza del rapporto di conto corrente bancario e deve indicare il tasso di interesse ed ogni altro prezzo o condizioni praticati. (Giovanni Carmellino) (riproduzione riservata) Appello Milano, 22/05/2012.


Ripetizione di somme indebitamente versate in conto corrente bancario, prescrizione e illegittimità dell'articolo 2, comma 61, dl 29 dicembre 2010, n. 225. Conto corrente bancario – Ripetizione di somme indebitamente versate – Prescrizione – Decorrenza – Art. 2, comma 61 prima parte, decreto legge n. 225/2010, conv. dalla legge n. 10/2011 – Incostituzionalità..
È costituzionalmente illegittimo l’articolo 2, comma 61, del decreto-legge 29 dicembre 2010, n. 225 (Proroga di termini previsti da disposizioni legislative e di interventi urgenti in materia tributaria e di sostegno alle imprese e alle famiglie), convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2011, n. 10.  Corte Costituzionale, 05/04/2012.


Conto corrente bancario - Ripetizione di somme indebitamente versate - Prescrizione - Decorrenza - Chiusura del conto..
Il termine decennale dell’azione di ripetizione di indebito va fatto decorrere dal momento della chiusura del rapporto di conto corrente,  ovvero, dalla data in cui è stato estinto il saldo di chiusura del conto in cui gli interessi non dovuti sono stati registrati, qualora i versamenti eseguiti dal correntista in pendenza dello stesso rapporto abbiano avuto soltanto una funzione ripristinatoria della provvista. Solo da quel momento, infatti, sussiste un pagamento indebito e sorge, pertanto, il diritto a ripetere le somme versate con riferimento a tutto il periodo contrattuale (non quindi limitato ai dieci anni a ritroso dalla chiusura del conto). (Alberto Gattuccio - Francesco Paolo Perniciaro) (riproduzione riservata) Tribunale Palermo, 14/02/2012.


Conto corrente bancario - Ripetizione di somme indebitamente versate - Prescrizione - Decorrenza - Applicazione del c.d. decreto milleproroghe - Esclusione..
L’art. 2, comma 61, del d.l. 225/2010 (c.d. decreto milleproroghe), nel dettare una norma interpretativa dell’art. 2935 c.c., fa riferimento esclusivo ai <> e non già a quelli nascenti dal pagamento indebito di somme che costituisce il fatto generatore del diritto di agire per la loro ripetizione. Il pagamento dell’indebito può dunque individuarsi nell’estinzione del saldo di chiusura del conto, momento dal quale inizia a decorrere il termine di prescrizione così come previsto dall’art. 2935.c.c., anche con l’interpretazione imposta dal decreto del 2010. (Alberto Gattuccio - Francesco Paolo Perniciaro) (riproduzione riservata) Tribunale Palermo, 14/02/2012.


Interpretazione autentica dell'art. 2935 c.c e sterilizzazione delle poste contabili. Operazioni bancarie in conto corrente - Rimesse - Prescrizione - Interpretazione autentica dell'art. 2935 cod.civ. - Sterilizzazione delle poste contabili - Impossibilità..
La disposizione di cui all’art. 2, comma 61, della legge 26 febbraio 2011, n. 10 riguarda i diritti nascenti dalla singola “annotazione in conto”. Ove la suddetta disposizione venisse interpretata nel senso che essa impone di escludere la “messa in discussione delle annotazioni in conto” risalenti ad un periodo antecedente a quello corrispondente alla prescrizione ordinaria siffatta lettura determinerebbe la "cancellazione" delle poste contabili annotate in epoca antecedente il decennio il che equivarrebbe naturaliter ad una chiusura del conto (conseguentemente una semplice annotazione contabile, la prima dell’ ultimo decennio, assumerebbe la natura di credito per sorte capitale). Pertanto nei giudizi volti ad accertare il saldo effettivo del conto la sterilizzazione della poste annotate in epoca antecedente al decennio impedirebbe di distinguere la natura della prima annotazione successiva la quale assumerebbe, di per sé, la natura di credito per sorte capitale laddove essa potrebbe per contro (come accade normalmente) risultare costituita da una percentuale (di debito o di credito) a titolo di interessi. (Giuseppe Greco) (riproduzione riservata) Tribunale Cosenza, 06/07/2011.


Conto corrente bancario - Prescrizione dei diritti nascenti dall'annotazione - Applicazione dell'art. 2, comma 61, del d.l. 225 del 2010 - Esclusione..
L'art. 2, comma 61, del d.l. 225 del 2010, relativo alla decorrenza della prescrizione dei diritti nascenti dall'annotazione in conto, non è applicabile alla domanda di ripetizione delle somme indebitamente addebitate poiché in realtà dalla mera annotazione in conto corrente non discende alcun diritto alla ripetizione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Padova, 10/06/2011.


Ripetizione di somme indebitamente versate in conto corrente bancario e prescrizione, interpretazione dell'articolo 2 l. n. 225/2010 e questione di costituzionalità. Conto corrente bancario – Ripetizione di somme indebitamente versate – Prescrizione – Decorrenza – Applicazione dell’art. 2, comma 61 prima parte, decreto legge n. 225/2010, conv. dalla legge n. 10/2011 – Esclusione.

Conto corrente bancario – Ripetizione di somme indebitamente versate – Prescrizione – Decorrenza – Applicazione dell’art. 2, comma 61 seconda parte, decreto legge n. 225/2010, conv. dalla legge n. 10/2011 – Costituzionalità – Non manifesta infondatezza..
L’ambito operativo dell’art. 2, comma 61 prima parte d.l. n. 225/ 2010, come convertito dalla legge n. 10/2011 (: «in ordine alle operazioni bancarie regolate in conto corrente l’art. 1935 c.c. si interpreta nel senso che la prescrizione relativa ai diritti nascenti dall’annotazione in conto inizia a decorrere dal giorno dell’annotazione stessa»), è limitato a disciplinare il regime della prescrizione dei diritti nascenti dalle annotazioni in conto, e cioè del diritto a ottenere la rettifica di «errori di scritturazione o di calcolo, per omissioni o per duplicazioni» ex artt. 1832, comma 2 e 1857 c.c.. (Aldo Angelo Dolmetta) (riproduzione riservata)

La seconda parte dell’art. 2, comma 61 d.l. n. 225/ 2010, come convertito dalla legge n. 10/2011 (: «in ogni caso non si fa luogo alla restituzione di importi già versati alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto»), appare violare i parametri di costituzionalità posti dall’art. 3, dall’art. 24, commi 1 e 2, dall’art. 117, comma 1 (in relazione all’art. 6 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo) della vigente Carta costituzionale. (Aldo Angelo Dolmetta) (riproduzione riservata) Tribunale Catania, 31/05/2011.


Annotazioni in conto corrente bancario, decorrenza della prescrizione e questione di costituzionalità. Conto corrente bancario - Interpretazione dell'articolo 2935 c.c. - Prescrizione relativa ai diritti nascenti dall'annotazione in conto corrente - Decorrenza dal giorno dell'annotazione - Articolo 2, comma 61, d.l. 29 dicembre 2010, n. 225, convertito in legge 26 febbraio 2011, n. 10 - Questione di legittimità costituzionale - Non manifesta infondatezza..
È rilevante e non manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale dell'articolo 2 della legge 26 febbraio 2011, n. 10, per contrasto con il principio di ragionevolezza e con gli articoli 3, comma 1, 24, comma 1, e 111, commi 1 e 2, della Costituzione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

La norma si presenta priva del requisito di ragionevolezza in quanto viola il principio di certezza delle situazioni giuridiche, intervenendo su un sistema normativo nel quale non vi erano più problemi interpretativi in ordine alla determinazione della data di decorrenza della prescrizione per la ripetizione delle somme illegittimamente addebitate sui conti correnti bancari ed imponendo, peraltro, una soluzione interpretativa già assolutamente minoritaria ed ampiamente superata dall'intervento delle Sezioni unite della Corte di cassazione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

La previsione della decorrenza della prescrizione da quando il diritto alla ripetizione dell'indebito non è ancora esercitabile introduce una irragionevole deroga al principio generale secondo il quale la prescrizione decorre dal momento in cui il diritto può essere fatto valere; la disposizione si pone pertanto ingiustificatamente in contrasto con il contesto normativo preesistente violando l'articolo 3, comma 1, della Costituzione in quanto determina per i titolari di diritti di credito nei confronti di banche per la ripetizione di somme illegittimamente addebitate sul conto corrente una situazione - quanto alla decorrenza del dies a quo della prescrizione - ingiustificatamente differente rispetto agli altri titolari di diritto di credito per la ripetizione di somme indebitamente corrisposte. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Il creditore che ha diritto alla ripetizione delle somme illegittimamente addebitate sul conto corrente non è in grado di conoscere quando tale annotazione è effettuata e quindi di conoscere il dies a quo della decorrenza della prescrizione del suo diritto. In tal modo egli viene leso nel proprio diritto di difesa e di azione in giudizio. La disposizione in esame contrasta, pertanto, da un lato, con il principio di tutelabilità delle situazioni giuridiche soggettive previsto dall'articolo 24 della Costituzione, dall'altro, con il principio generale della necessaria causalità degli arricchimenti e degli spostamenti patrimoniali, per cui si arriverebbe all'assurdo della irripetibilità di tutti gli addebiti illegittimamente operati dal sistema bancario fino all'entrata in vigore della legge 26 febbraio 2011, n. 10. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

La norma in esame, inoltre, determina una ingiustificata disparità di trattamento tra le parti del giudizio, in quanto introduce una normativa di assoluto favore per le banche rispetto al cliente, eliminando qualsiasi possibilità di ripetizione delle somme indebitamente versate fino all'entrata in vigore della legge di conversione e ciò nonostante l'esistenza di un ampio contenzioso in materia, a causa della costante applicazione di clausole contrattuali, quali quella della capitalizzazione trimestrale degli interessi passivi e della determinazione degli interessi attraverso il richiamo alle condizioni usualmente praticate sulla piazza, contenute in condizioni generali di contratto e ritenute ormai pacificamente nulle. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Bari, 19/05/2011.


Decorrenza della prescrizione per la ripetizione delle somme indebitamente addebitate e natura dispositiva della norma introdotta dal Decreto Milleproroghe. Conto corrente bancario - Diritto alla restituzione delle somme indebitamente addebitate - Prescrizione - Decorrenza - Chiusura del conto - Disposizione di cui all'art. 2, comma 61, del decreto legge n. 225 del 2010 - Irrilevanza..
Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione, con la sentenza n. 24418 del 2 dicembre 2010, hanno affermato il principio di diritto per cui l’azione di ripetizione di indebito, proposta da un correntista contro un intermediario bancario che lamenti la nullità della clausola di capitalizzazione trimestrale degli interessi passivi maturati, è soggetta all’ordinaria prescrizione decennale la quale decorre, nell’ipotesi in cui i versamenti abbiamo avuto solo funzione ripristinatoria della provvista, non dalla data di annotazione in conto di ogni singola posta di interessi illegittimamente addebitati, ma dalla data di estinzione del saldo di chiusura del conto in cui gli interessi non dovuti sono stati registrati. Pertanto, soltanto al momento della chiusura del conto sorge il diritto di ripetere ciò che è stato pagato ed inizia a decorrere il termine prescrizionale, con conseguente irrilevanza giuridica della previsione dettata dall’art. 2, comma 61 del Decreto Milleproroghe poi convertito nella Legge 10/2011 facendo riferimento ai diritti nascenti dall’annotazione (tra cui non rientra il diritto alla ripetizione degli interessi indebitamente pagati). (Giovanni Cedrini) (riproduzione riservata)

La disposizione contenuta nell’art. 2, comma 61, “in ogni caso non si fa luogo alla restituzione di importi già versati alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto legge” ha natura dispositiva e non interpretativa per cui la stessa non può aver effetto che per l’avvenire (coerentemente alla regola generale di cui all’art. 12 delle preleggi del codice civile), con conseguente applicabilità alle sole cause instaurate dopo l’entrata in vigore della legge di conversione, non potendo disporre retroattivamente l’estinzione di un diritto già azionato in giudizio. (Giovanni Cedrini) (riproduzione riservata) Tribunale Forlì-Cesena, 12/05/2011.


Prescrizione dei diritti relativi alle annotazioni in conto corrente e manifesta infondatezza delle questioni di incostituzionalità dell'art. 2, comma 61, della legge 26 febbraio 2011, n. 10. Conto corrente bancario - Diritto di contestare la legittimità delle annotazioni - Ripetizione dell'indebito - Prescrizione - Intervento legislativo di cui all'art. 2, comma 61, della legge 26 febbraio 2011, n. 10 - Illegittimità costituzionale per contrasto con negli articoli 3 e 102 Cost. - Manifesta infondatezza - Dovere del magistrato di ricercare soluzioni interpretative conformi alla Costituzione..
Il principio costituzionale enunciato dall'articolo 101 Cost. di soggezione del giudice alla legge impone al magistrato di applicare le norme emanate dal legislatore senza valutazioni di merito, ricercando soluzioni interpretative conformi alla Costituzione e sottoponendole al Giudice delle leggi solo nel caso in cui reputi che le uniche letture consentite presentino manifesti elementi di contrasto con i principi e le norme Costituzionali. Pertanto, con riferimento all'art. 2, comma 61, della legge 26 febbraio 2011, n. 10, di conversione con modifiche del decreto legge 29 dicembre 2010, n. 225, in vigore dal 28 febbraio 2011, relativo alla prescrizione dei diritti nascenti dalle operazioni bancarie in conto corrente, si deve ritenere che la prima parte della norma intenda affermare che il diritto nascente dall'annotazione in conto corrente si identica con il diritto di contestare l'annotazione della rimessa che si asserisca illegittima e che tale diritto è soggetto a prescrizione ordinaria con decorrenza dalla data della annotazione. Con tale intervento, il legislatore ha, infatti, voluto ribadire la sussistenza e la relativa prescrittibilità del diritto di contestazione e di eliminazione delle annotazioni con specifico riferimento alle sole operazioni in conto corrente bancario e non anche alle operazioni di conto corrente ordinario; la ragione di tale scelta deve essere letta sul piano di una tempestiva contestazione cartolare, che privilegia la certezza dei rapporti, la quale appare prioritaria laddove la chiusura del conto, nella natura e funzione propria del rapporto bancario, costituisce un evento lontano e pressoché "patologico", e comunque posto ben oltre la tempistica prevista dall'articolo 1831 c.c. Alla luce di tali considerazioni devono, quindi, ritenersi manifestamente infondate le eccezioni di incostituzionalità della sopra citata norma, per contrasto con gli articoli 3 e 102 Cost., non ravvisandosi nel censurato intervento legislativo alcun contenuto innovativo, bensì, nei termini indicati, di interpretazione autentica, per essere la norma ridetta volta a determinare, chiarendola, la portata precettiva dell'articolo 2935 c.c., letto in combinato disposto con gli articoli 1832 e 1422 c.c., fissandone un contenuto già espresso nelle norme stesse. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 07/04/2011.


Prescrizione dei diritti relativi alle annotazioni in conto corrente e manifesta infondatezza delle questioni di incostituzionalità dell'art. 2, comma 61, della legge 26 febbraio 2011, n. 10. Conto corrente bancario - Diritto di contestare la legittimità delle annotazioni - Ripetizione dell'indebito - Prescrizione - Intervento legislativo di cui all'art. 2, comma 61, della legge 26 febbraio 2011, n. 10 - Illegittimità costituzionale per contrasto con negli articoli 3 e 102 Cost. - Manifesta infondatezza..
È manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 2, comma 61, della legge 26 febbraio 2011, n. 10, di conversione con modifiche del decreto legge 29 dicembre 2010, n. 225, dovendosi escludere ogni effetto lesivo alla garanzia costituzionale del credito così come il contrasto con l'art. 102 Cost., dal momento che la norma non va ad incidere con portata innovativa su fattispecie sub iudice e non vulnera pertanto le funzioni giurisdizionali garantite dalla costituzione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 04/04/2011.


Conto corrente, ripetizione degli addebiti e irrilevanza dell'intervento normativo di cui al d.l. 225/2010. Conto corrente bancario - Diritto alla restituzione delle somme indebitamente addebitate - Prescrizione - Decorrenza - Chiusura del conto - Disposizione di cui all'art. 2 quinques del decreto legge n. 225 del 2010 - Irrilevanza..
Il diritto alla ripetizione ex art. 2033 c.c. delle somme indebitamente addebitate sul conto corrente sorge con la chiusura del conto e non con l'annotazione su di esso delle varie operazioni. Da ciò consegue che la prescrizione del diritto in questione decorre dalla chiusura del conto rimanendo a tal fine irrilevante la previsione normativa contenuta nell'art. 2 quinques del decreto legge n. 225 del 2010, a norma del quale "in ordine alle operazioni bancarie regolate in conto corrente l'articolo 2935 del codice civile si interpreta nel senso che la prescrizione relativa ai diritti nascenti dall'annotazione in conto inizia a decorrere dal giorno dell'annotazione stessa". (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Brescia, 24/03/2011.


Conto corrente bancario, ripetizione dell'indebito e questione di incostituzionalità del decreto legge 225/2010. Conto corrente bancario - Diritto alla restituzione delle somme indebitamente addebitate - Prescrizione - Decorrenza - Disposizione di cui all'art. 2 quinques del decreto legge n. 225 del 2010 - Questione di costituzionalità - Non manifesta infondatezza..
Non è manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale dell'articolo 2, comma 61, legge n. 10 del 2011, di conversione del decreto legge 29 dicembre 2010, n. 225 per violazione non solo dei limiti interni all'ammissibilità di una legge interpretativa, ma anche degli articoli 3, 24, 101, 102, 104 e 111, 117 della Costituzione. Tribunale Brindisi, 14/03/2011.


Prescrizione dei diritti nascenti dalle annotazioni in conto corrente e incostituzionalità dell'art. 2, comma 61 del D. L. 225/2010. Conto corrente bancario - Diritti nascenti dalle annotazioni sul conto - Prescrizione - D. L. 225/2010, art. 2, comma 61 - Questione di legittimità costituzionale - Non manifesta infondatezza..
Non è manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale, per violazione degli artt. 3, 24, 41, 47 e 102 della Costituzione, della legge 26 febbraio 2011, n.10, di conversione con modificazioni del decreto legge 29 dicembre 2010, n. 225, nella parte in cui all’art. 1, comma 1, richiamando l’allegato “Modificazioni apportate in sede di conversione al decreto legge 29 dicembre 2010, n. 225”, ha introdotto nell’ordinamento giuridico la seguente norma: “Modificazioni apportate in sede di conversione al decreto legge 29 dicembre 2010 n. 225: all’art. 2 dopo il comma 19 sono aggiunti i seguenti commi: …omissis… “61. In ordine alle operazioni bancarie regolate in conto corrente l’art. 2935 del codice civile si interpreta nel senso che la prescrizione relativa ai diritti nascenti dall’annotazione in conto inizia a decorrere dal giorno dell’annotazione stessa. In ogni caso non si fa luogo alla restituzione di importi già versati alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto legge”. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Benevento, 10/03/2011.


Prescrizione dei diritti nascenti dalle annotazioni in conto corrente, applicazione alle azioni di ripetizione ed esclusione della natura interpretativa della norma. Conto corrente bancario - Diritti nascenti dalle annotazioni sul conto - Prescrizione - Decreto legge n. 225/2010, art. 2, comma 61 - Applicazione alle azioni di ripetizione di indebito già intraprese nei confronti delle banche - Esclusione - Natura interpretativa della norma - Esclusione..
La norma contenuta all’art. 2, comma 61, del d.l. 225/2010, convertito con modificazioni dalla legge n. 10/2011, non è applicabile alle azioni di ripetizioni di indebito già intraprese nei confronti delle banche, sia perché le azioni in questione non hanno nulla a che fare con l’annotazione in conto, sia perché il disposto della norma in questione ha indubbiamente portata innovativa e non interpretativa e, come tale, non può produrre l’estinzione del diritto azionato con effetto retroattivo. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Ancona, 03/03/2011.


Prescrizione del diritto alla restituzione di somme indebitamente addebitate sul conto corrente bancario – Termine decennale – Decorrenza dalla data di chiusura del conto. .
La domanda di restituzione delle somme indebitamente percepite in forza di clausole contrattuali nulle, configura una ripetizione di indebito conseguente a nullità contrattuale e, quindi, è soggetta al termine di prescrizione ordinario decennale di cui all’art. 2946 c.c. Il termine decorre dalla data di chiusura del conto corrente, poiché nel corso del rapporto, non possono ravvisarsi veri e propri pagamenti, atteso che le annotazioni di operazioni negative sul conto contribuiscono soltanto ad aumentare il debito del correntista (o a diminuire il saldo ancora eventualmente attivo), ma non danno origine ad uno spostamento patrimoniale in un senso o nell’altro, che diviene effettivo solo con la chiusura del rapporto. (Mario Coderoni) (riproduzione riservata) Tribunale Piacenza, 22/12/2010.


Conto corrente bancario - Nullità della clausola anatocistica - Ripetizione dell'indebito - Pagamenti con funzione ripristinatoria della provvista - Prescrizione decennale - Decorrenza - Chiusura del conto..
Se dopo la conclusione di un contratto di apertura di credito bancario regolato in conto corrente, il correntista agisce per far dichiarare la nullità della clausola che prevede la corresponsione di interessi anatocistici e per la ripetizione di quanto pagato indebitamente a questo titolo, il termine di prescrizione decennale cui tale azione di ripetizione è soggetta decorre, qualora i versamenti eseguiti dal correntista in pendenza del rapporto abbiano avuto solo funzione ripristinatoria della provvista, dalla data in cui è stato estinto il saldo di chiusura del conto in cui gli interessi dovuti sono stati registrati. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione Sez. Un. Civili, 02/12/2010.


Anatocismo, criteri di ricalcolo del saldo e prescrizione. Conti correnti bancari – Violazione del disposto di cui all’art. 1283 cod. civ. (Anatocismo) – Nullità della clausola – Ricalcolo del saldo – Modalità – Decorrenza dall’apertura del rapporto.

Conti correnti bancari – Violazione del disposto di cui all’art. 1283 cod. civ. – Nullità della clausola – Ricalcolo degli interessi – Decorrenza dalla apertura del conto – Prescrizione – Decorrenza dalla chiusura del conto..
La violazione del disposto di cui all’art. 1283 c.c. determina la nullità della clausola ad esso contraria e da ciò consegue che gli interessi debitori relativi al rapporto di conto corrente vanno capitalizzati annualmente, dovendosi peraltro assicurare l’identica periodicità del conteggio degli interessi creditori secondo il principio affermato dall’art. 25 del d. lgs. 342/1999. (Mauro Bernardi) (riproduzione riservata)

Il ricalcolo degli interessi va effettuato sin dall’apertura del rapporto di conto corrente atteso che, data l’unitarietà del rapporto, è solo dalla chiusura di esso che decorre il termine di prescrizione del credito di restituzione per somme indebitamente trattenute dalla banca a titolo di interessi. (Mauro Bernardi) (riproduzione riservata) Tribunale Benevento, 12/02/2010.


Contratti bancari – Conto corrente – Azione di ripetizione degli interessi – Prescrizione – Decorrenza. .
L’azione di ripetizione di interessi indebitamente corrisposti ad una banca è soggetta alla prescrizione decennale regolata dall’art. 2946 c.c. ed il dies a quo decorre dal momento della chiusura del conto corrente data la struttura unitaria del rapporto. (Mauro Bernardi) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 21/01/2010.


Conto corrente bancario – Natura unitaria – Ripetizione indebito – Termine decennale – Prescrizione – Decorrenza..
In considerazione della natura unitaria del conto corrente bancario, il dies a quo del termine decennale di prescrizione dell’azione di ripetizione delle somme non dovute dal correntista decorre dalla chiusura del conto. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Brescia, 18/01/2010.


Conto corrente bancario – Prescrizione dei diritti reciproci tra banca e cliente – Decorrenza – Chiusura del rapporto. .
La prescrizione, ai fini della rideterminazione dei rapporti dare-avere tra banca e cliente, è decennale e decorre dalla chiusura del rapporto. (Cecilia Ruggeri) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 06/10/2009.


Conto corrente bancario – Nullità di clausola anatocistica – Ripetizione dell’indebito – Prescrizione – Decorrenza..
L’ordinario termine di prescrizione dell’azione di restituzione delle somme indebitamente versate alla banca a titolo di interessi anatocistici non decorre dalla chiusura del rapporto di conto corrente bancario, bensì dai singoli versamenti, posto che da tale momento il relativo diritto può essere fatto valere. (Laura De Simone) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 02/02/2009.


Conto corrente bancario, prescrizione dell’indebito, decorrenza e oggetto del conteggio. Conto corrente bancario – Anatocismo – Ripetizione dell’indebito – Prescrizione – Decorrenza – Oggetto..
Stante il carattere unitario del rapporto di conto corrente, nel quale le partite attive e passive divengono esigibili al momento della chiusura del conto, la prescrizione del diritto alla ripetizione delle somme indebitamente trattenute dalla banca in seguito all’applicazione di clausole anatocistiche decorre dalla chiusura del conto ed i conteggi volti a determinare l’effetto anatocistico devono avere ad oggetto il decennio anteriore a tale momento. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 18/11/2008.


Conto corrente bancario – Apertura di credito – Ripetizione di somme versate in forza di clausola anatocistica nulla – Prescrizione – Decorrenza dalla chiusura del conto..
La prescrizione decennale del diritto alla ripetizione di somme indebitamente trattenute da una banca a titolo di interessi su apertura di credito in conto corrente decorre dalla chiusura definitiva del rapporto poiché trattasi di un contratto che da luogo ad un unico rapporto giuridico pur articolato in più atti esecutivi e perché solo con la chiusura del conto si chiariscono definitivamente i rapporti di debito e credito tra le parti. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello L'Aquila, 16/07/2008.


Diritto del cliente alla restituzione delle somme indebitamente addebitate in conto corrente – Prescrizione – Decorrenza da ogni singolo addebito in conto..
Il termine decennale di prescrizione del diritto del correntista alla restituzione delle somme indebitamente addebitate in conto corrente in forza di clausole nulle decorre da ogni singolo illegittimo addebito e non dalla chiusura del conto. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 12/07/2008.


Anatocismo, prescrizione del rapporto e commissione massimo scioperto. Anatocismo trimestrale – Nullità della clausola degli interessi “uso piazza” – Mancata contestazione degli estratti conto – Decorrenza del termine di prescrizione del rapporto di conto corrente – Commissione di massimo scoperto e decorrenza della valuta..
  Tribunale Brescia, 22/04/2008.


Conto corrente bancario – Nullità di clausole di addebito di interessi – Azione di restituzione – Prescrizione decennale – Decorrenza dalla chiusura del conto..
L’azione di restituzione degli interessi non dovuti, in quanto addebitati nell’ambito del rapporto di conto corrente sulla base di clausole nulle, si prescrive nel termine di dieci anni, termine che decorre dalla chiusura del conto. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Benevento, 18/02/2008.


Conto corrente bancario – Nullità di clausole – Azione di ripetizione – Prescrizione – Decorrenza – Chiusura del conto..
L’azione per la ripetizione di somme addebitate dalla banca per effetto di clausole nulle del rapporto di conto corrente soggiace all’ordinario termine prescrizionale decorrente dalla data di chiusura del conto e non dall’effettuazione di ogni singola operazione. (Mauro Bernardi) (riproduzione riservata) Appello Brescia, 13/02/2008.


Conto corrente bancario e decorrenza della prescrizione di somme indebitamente versate. Conto corrente bancario – Ripetizione di somme indebitamente versate – Prescrizione – Decorrenza..
Nei contratti di durata ogni singola prestazione ha una sua autonomia sicché ognuna di esse resta soggetta alle regole comuni e, quindi, anche a quelle sulla decorrenza della prescrizione; a questa regola generale, si può derogare solo nei casi tassativi in cui il legislatore ritenga di incidere su detto meccanismo con regole del tutto peculiari e poiché, per quanto riguarda il conto corrente bancario, non risulta essere stata emanata alcuna norma specifica, si deve necessariamente concludere che l’azione di ripetizione per la restituzione delle somme versate alla banca dal correntista in forza di clausole nulle (anatocismo, determinazione del tasso di interesse) decorrerà dall’esecuzione di ogni singolo versamento e non dalla chiusura del conto. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Brescia, 16/01/2008.


Conto corrente bancario e prescrizione dell’azione di ripetizione di indebito dalla chiusura del rapporto. Conto corrente bancario – Ripetizione di somme indebitamente versate alla banca – Prescrizione – Decorrenza dalla chiusura del conto..
La prescrizione del diritto del cliente ad ottenere la ripetizione di somme addebitate in conto corrente bancario in dipendenza di clausole nulle decorre dalla chiusura del conto e ciò in considerazione dell’unitarietà del medesimo che, pur nella pluralità delle operazioni che lo movimentano, fa sì che solo con la chiusura si stabiliscano definitivamente le somme dovute e quelle versate in eccesso. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Torino, 14/11/2007.


Conto corrente bancario – Diritto alla restituzione dei pagamenti non dovuti – Prescrizione – Decorrenza – Chiusura del conto – Clausola di contabilizzazione periodica del saldo con riporto a nuovo – Pluralità di rapporti – Esclusione..
La prescrizione del diritto alla restituzione dei pagamenti indebitamente eseguiti nell’ambito di un rapporto di conto corrente non decorre dalla data dei singoli pagamenti, bensì dalla chiusura del conto , momento nel quale le reciproche pretese divengono liquide ed esigibili, né è possibile sostenere che la clausola di contabilizzazione periodica del saldo con riporto a nuovo di esso determini una pluralità di rapporti o di volta in volta il sorgere di un nuovo rapporto con estinzione del precedente, posto che il rapporto di conto corrente rimane comunque  unico, ancorché segmentato in diverse fasi per esigenze contabili e di quantificazione degli interessi. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Torino, 14/11/2007.


Apertura di credito in conto corrente e decorrenza della prescrizione. Conto corrente bancario – Apertura di credito – Prescrizione dei diritti di credito nascenti dal rapporto – Decorrenza – Recesso della banca dal rapporto – Chiusura del conto..
Il termine di prescrizione dei diritti di credito nascenti da un rapporto di apertura di credito in conto corrente decorre dal recesso della banca dal rapporto o dalla chiusura del conto. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Pescara, 26/10/2007.


Capitalizzazione trimestrale - Uso negoziale - Nullità - Mancata contestazione dell'estratto conto - Irrilevanza. .
  Tribunale Bergamo, 28/05/2006.


Azione di ripetizione degli interessi indebitamente versati – Prescrizione decennale – Decorrenza..
Il pagamento degli interessi con capitalizzazione trimestrale non costituisce adempimento di obbligazione naturale: difetta infatti la spontaneità richiesta dall’art. 2034 c.c. essendo notorio che la capitalizzazione trimestrale degli interessi veniva imposta a tutti i clienti dall’intero sistema bancario in conformità delle direttive impartite dall’associazione di categoria e senza possibilità di una negoziazione individuale. Tribunale Mantova, 21/01/2005.