Massimario di Diritto Bancario


RECESSO DEL CLIENTE

Piano finanziario MY Way e contratti collegati – Indicazione della facoltà di recesso – Omissione – Nullità – Segnalazione Centrale Rischi – Cancellazione.
Deve essere accertata la nullità del piano finanziario My Way e dei contratti ad esso collegati, conclusi fuori sede, in caso di mancata previsione nei moduli della facoltà di recesso. Tale facoltà deve avere il contenuto di cui al comma 6 dell’art. 30 TUF, vale a dire deve consentire all’investitore di recedere dal contratto nei sette giorni successivi alla sua conclusione senza alcuna spesa o corrispettivo in favore del promotore finanziario e del soggetto abilitato. La clausola sul recesso, pertanto, non può essere identificata nell’eventuale previsione di estinzione anticipata del contratto che è esercitabile dal cliente, ma nel corso del rapporto e a titolo oneroso.
Il risparmiatore ha diritto alla restituzione delle somme versate in forza di tali contratti nulli e gli interessi legali decorrono ai sensi dell’art. 2033 cc dal giorno dei pagamenti, posto che la banca ha chiesto il versamento di somme sulla base di un contratto la cui nullità era chiaramente evincibile.
Il risparmiatore, inoltre, ha diritto all’eliminazione delle segnalazioni alla Centrale Rischi della Banca d’Italia (o ad altra banca dati) relative al mancato pagamento delle somme dovute sulla base del contratto dichiarato nullo. (Roberta Tedeschi) (riproduzione riservata) Tribunale Padova, 04/05/2017.


Nel contratto di risparmio edilizio il diritto di stipula è assimilabile ad una penale. Contratto di risparmio edilizio – Diritto di stipula..
Nel contratto di risparmio edilizio – articolato in una prima fase di accumulo della somma di risparmio e in una successiva fase di mutuo –  il “diritto di stipula”, inteso come costo fisso iniziale non rimborsabile in caso di recesso del risparmiatore, è assimilabile a una penale. Si applicheranno, pertanto, gli artt. 120bis e 125quater T.U.B., che nei contratti a tempo indeterminato accordano al consumatore il diritto di recedere senza dover corrispondere penali, con il conseguente obbligo dell’intermediario di restituire al cliente quanto precedentemente versato. (Livia Franco) (riproduzione riservata) ABF Milano, 26/03/2014.


Mancata chiusura del c/c nonostante il recesso esercitato dal cliente. Contratto di conto corrente – Recesso del cliente – Mancata chiusura del conto da parte della banca – Conseguenze. .
E’ del tutto illegittima la diffusa, quanto deplorevole, prassi di non procedere alla chiusura dei conti correnti che presentino una passività; tale prassi risulta in piena contraddizione con il diritto di recesso attribuito ex lege ai clienti rispetto ai c/c bancari a tempo indeterminato. Trattandosi di attività dovuta in base a contratto integrato ex art. 1374 c.c. il mancato adempimento dell’attività di chiusura pone semplicemente le banche in situazione di inadempimento, con tutte le conseguenze che da ciò derivano. (Aldo Angelo Dolmetta, Ugo Minneci, Ugo Malvagna) (riproduzione riservata) ABF Milano, 19/04/2013.


Chiusura del conto corrente per recesso del cliente. Contratto di conto corrente – Recesso del cliente – Mancata chiusura del conto da parte della banca – Conseguenze..
E’ del tutto illegittima la prassi di non procedere alla chiusura di conti correnti che presentino una passività: tale pratica è in netta contraddizione con il diritto di recesso attribuito ex lege a qualsiasi soggetto che concluda un contratto di conto corrente bancario a tempo indeterminato. L’intermediario che non proceda alla chiusura del conto nel tempo stabilito dalla legge, in quanto conto “in negativo”, è considerato inadempiente ex art. 1374 c.c. e non ha diritto agli addebiti effettuati al cliente per le spese e gli onorari maturati dalla data in cui avrebbe dovuto chiudere il rapporto a quella della chiusura effettiva. (Valentina Vitali) (riproduzione riservata) ABF Milano, 19/04/2013.


Forma scritta nelle dichiarazioni negoziali ed eccezione di nullità riservata al cliente.. Forma – Forma scritta – Delle dichiarazioni negoziali – Recesso del cliente – Invocabilità della mancanza della forma richiesta solo da parte del cliente che vi abbia interesse.

Forma – Forma scritta – E.mail in formato «pdf» – Idoneità. .
La necessità della forma scritta delle dichiarazioni negoziali (nella specie, della dichiarazione di recesso del cliente dal c/c) è posta a tutela del cliente, al quale solo pertanto è riservata la facoltà di fare valere la nullità delle medesime per mancanza di forma. (Studio legale Dolmetta, Salomone, Schilirò) (riproduzione riservata)

Ai fini di integrare la forma scritta è da ritenere sufficiente una riproduzione meccanica di atti (quale può essere un documento grafico in «pdf»), a condizione che ne sia verificabile la provenienza. (Studio legale Dolmetta, Salomone, Schilirò) (riproduzione riservata) ABF Napoli, 28/04/2011.


Recesso del cliente, mancata chiusura dei conti, addebito di interessi e spese e principi di buona fede trasparenza. Recesso del cliente – Da contratto a tempo indeterminato – comportamento della banca che tiene aperto il conto – Contrarietà anche a buona fede oggettiva..
La banca non poteva, come invece ha fatto, continuare a lasciare aperti i conti al solo fine di addebitare interessi e spese. Il recesso del cliente comporta la chiusura del conto, con dovere di rendiconto finale, determinazione del saldo e fine del servizio di cassa. Pertanto, l’operato della banca non appare nemmeno in linea con i principi di buona fede e trasparenza che avrebbero richiesto una collaborazione leale con il cliente. (Studio legale Dolmetta, Salomone, Schilirò) (riproduzione riservata) ABF Milano, 16/03/2011.


Recesso del cliente dal conto corrente e addebiti successivi. Recesso del cliente – Dal conto corrente – Addebiti successivi (anche mensili per RID) richiesti dall’intermediario – Illegittimità e non debenza..
Nulla è dovuto alla banca per titoli di addebito successivi alla data di comunicazione del cliente del recesso dal conto corrente. (Studio legale Dolmetta, Salomone, Schilirò) (riproduzione riservata) ABF Napoli, 17/01/2011.


Inosservanza da parte della banca della disposizione di chiusura del conto e risarcimento dei danni. Recesso del cliente – Da operazione a tempo indeterminato – Obbligo della banca di chiudere il conto – Violazione – Risarcimento danni (in via equitativa). .
La disposizione di chiusura del c/c, impartita dal cliente, non può essere disattesa dalla banca, stante il diritto di recesso dai contratti a tempo indeterminato riconosciuto dalle norma degli artt. 1855 e 1845 c.c. In difetto, la banca risponde dei danni provocati. (Studio legale Dolmetta, Salomone, Schilirò) (riproduzione riservata) ABF Roma, 10/01/2011.


Recesso del cliente – Da operazione a tempo indeterminato – Saldo passivo del conto corrente – Efficacia comunque del recesso, decorso il periodo di preavviso..
In applicazione del principio di cui all’art. 1855 c.c., è efficace il recesso del cliente dal rapporto di conto corrente a tempo indeterminato, una volta trascorso il periodo di preavviso. E ciò anche quando il conto porti un saldo passivo. (Studio legale Dolmetta, Salomone, Schilirò) (riproduzione riservata) ABF Roma, 10/01/2011.


Recesso del cliente del contratto e dovere di comunicazione di quanto da lui dovuto. Recesso del cliente - Subordinazione convenzionale dell’efficacia del recesso all’estinzione del debito - Dichiarazione di recesso - Obbligo di collaborazione dell’intermediario - Immediata comunicazione al cliente dell’importo del debito. .
Qualora il contratto subordini l’efficacia del recesso del cliente al pagamento di quanto da lui dovuto all’intermediario, questi, ricevuta la dichiarazione di recesso, deve, ex fide bona, comunicare immediatamente al cliente l’importo del proprio credito. In difetto, risponde dei danni causati al cliente. (Gianluca Mucciarone) (riproduzione riservata) ABF Roma, 08/02/2010.