LIBRO QUINTO
Del lavoro
TITOLO VI
Delle società cooperative e delle mutue assicuratrici
CAPO I
Delle società cooperative
SEZIONE VI
Dei controlli

Art. 2545-quinquiesdecies

Controllo giudiziario
TESTO A FRONTE

I. I fatti previsti dall'articolo 2409 possono essere denunciati al tribunale dai soci che siano titolari del decimo del capitale sociale ovvero da un decimo del numero complessivo dei soci, e, nelle società cooperative che hanno più di tremila soci, da un ventesimo dei soci.
II. Il ricorso deve essere notificato a cura dei ricorrenti anche all'autorità di vigilanza.
III. Il tribunale, sentiti in camera di consiglio gli amministratori, i sindaci e l'autorità di vigilanza, dichiara improcedibile il ricorso se per i medesimi fatti sia stato già nominato un ispettore o un commissario dall'autorità di vigilanza.
IV. L'autorità di vigilanza dispone la sospensione del procedimento dalla medesima iniziato se il tribunale per i medesimi fatti ha nominato un ispettore o un amministratore giudiziario.

GIURISPRUDENZA

Denunzia al tribunale ex articolo 2409 c.c. - Condizione di procedibilità - Status di socio di società cooperativa - Permanenza fino alla pronunzia - Necessità - Procedimento avanti all'autorità di vigilanza e controllo giudiziario - Distinzione.
Lo status di socio e la titolarità della percentuale indicata dalle diverse norme del codice civile costituiscono una condizione per la proposizione della denunzia al tribunale di cui all'articolo 2409 c.c. che deve permanere intatta fino alla pronuncia anche nelle società cooperative ove, ai sensi del secondo comma dell'articolo 2545 quinquiesdecies c.c., il ricorso introduttivo deve essere notificato anche all'autorità di vigilanza e dove, ai sensi dell'articolo 2545 sexiesdecies c.c., in caso di irregolare funzionamento della società cooperativa, l'autorità di vigilanza può revocare gli amministratori ed i sindaci ed affidare la gestione della società ad un commissario, determinandone i poteri e la durata. Il controllo giudiziario ex articolo 2409 c.c. e quello governativo di cui alle norme appena richiamate costituiscono, infatti, forme di controllo concorrenti ed i relativi procedimenti sono completamente autonomi poiché l'interesse pubblicistico connesso alle attività delle cooperative formerà oggetto esclusivamente del procedimento dinanzi all'autorità di vigilanza, mentre il controllo giudiziario avrà riguardo esclusivo alla tutela degli interessi dei soci. (Nel caso di specie, il Tribunale ha dichiarato improcedibile il ricorso ex articolo 2409 c.c. proposto dal socio che, successivamente alla proposizione della denunzia al tribunale, era stato escluso dalla cooperativa per violazione dell'obbligo di non concorrenza). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 25 Luglio 2014.


Società cooperative - Responsabilità limitata - Azione di responsabilità ex articolo 2476 c.c. - Controllo giudiziario ex articolo 2545-quinquesdecies c.c. - Natura alternativa dei due rimedi - Esclusione.
I rimedi dell'azione di responsabilità ex art 2476 c.c. e del controllo giudiziario ai sensi dell'art. 2545-quinquesdecies c.c., pur presentando, come è ovvio, elementi di interferenza, non sono tra loro sovrapponibili, operando su versanti del tutto distinti e, eventualmente, complementari. Il primo rimedio, infatti, ha natura e carattere risarcitorio, tanto che nell'ambito del relativo procedimento non è consentito al giudice adottare provvedimenti atipici a tutela della corretta gestione societaria allorquando le irregolarità riscontrate non siano di gravità tale da determinare la revoca dell'amministratore e, comunque, non è consentito nominare un amministratore in luogo di quello revocato. Inoltre, anche l'adozione del provvedimento cautelare di revoca dell'amministratore si inserisce nell'ambito di un procedimento finalizzato esclusivamente all'emanazione di una sentenza di condanna del rappresentante dell'organo gestorio al risarcimento del danno patito dalla società, con la conseguenza che la revoca può essere disposta solo allorquando il ricorrente dimostri l'esistenza, a carico della società, di un danno che l'ulteriore prosecuzione dell'attività gestoria da parte dell'amministratore nelle more del giudizio di merito possa accrescere. Al contrario, il procedimento di cui all'art. 2409 c.c. non ha finalità sanzionatoria delle gravi irregolarità della gestione, anche solo potenzialmente, dannose per la società, ma risulta funzionale alla eliminazione, attraverso l'attività di un pubblico ufficiale di nomina giudiziale, delle irregolarità riscontrate non rimosse dall'amministratore anche nel caso in cui esse non siano a questi personalmente imputabili. In definitiva, i rimedi contenuti nell'art. 2476, comma 3, c.c. non sono sovrapponibili a quelli recati dal precedente art. 2409 c.c., si che, in mancanza didisposizione di legge che ponga i rimedi medesimi in termini di sicura alternatività, e di non sussistenza di profili di incompatibilità di quello previsto dalla citata disposizione in materia dì società a responsabilità limitata con la disciplina caratterizzante le società cooperative, deve affermarsi la coesistenza degli stessi in riferimento alle "cooperative s.r.l.. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 09 Novembre 2012.