LIBRO QUINTO
Del lavoro
TITOLO VI
Delle società cooperative e delle mutue assicuratrici
CAPO I
Delle società cooperative
SEZIONE IV
Degli organi sociali

Art. 2545-quinquies

Diritto agli utili e alle riserve dei soci cooperatori
TESTO A FRONTE

I. L'atto costitutivo indica le modalità e la percentuale massima di ripartizione dei dividendi tra i soci cooperatori.
II. Possono essere distribuiti dividendi, acquistate proprie quote o azioni ovvero assegnate ai soci le riserve divisibili se il rapporto tra il patrimonio netto e il complessivo indebitamento della società è superiore ad un quarto. La condizione non si applica nei confronti dei possessori di strumenti finanziari.
III. L'atto costitutivo può autorizzare l'assemblea ad assegnare ai soci le riserve divisibili attraverso:
a) l'emissione degli strumenti finanziari di cui all'articolo 2526;
b) mediante aumento proporzionale delle quote sottoscritte e versate, o mediante l'emissione di nuove azioni, anche in deroga a quanto previsto dall'articolo 2525, nella misura massima complessiva del venti per cento del valore originario.
IV. Le riserve divisibili, spettanti al socio in caso di scioglimento del rapporto, possono essere assegnate, se lo statuto non prevede diversamente, attraverso l'emissione di strumenti finanziari liberamente trasferibili e devono esserlo ove il rapporto tra il patrimonio netto e il complessivo indebitamento della società sia inferiore ad un quarto.
V. Le disposizioni dei commi secondo e terzo non si applicano alle cooperative con azioni quotate in mercati regolamentati.

GIURISPRUDENZA

Società cooperativa – Rapporto con il socio – Oggetto – Risultato economico – Eccezione di inadempimento – Applicabilità..
A fronte della diversa tipologia che le cooperative possono assumere, la posizione del socio cooperatore resta distinta da quella del socio di una società di capitali: se quest’ultimo persegue un fine puramente speculativo, il primo vuole di regola un vantaggio diverso dal lucro, anche se anch’egli mira a realizzare un risultato economico ed un proprio vantaggio patrimoniale, attraverso lo svolgimento di attività d’impresa; tale risultato non è, almeno prevalentemente, la più elevata remunerazione possibile del capitale investito, piuttosto la soddisfazione di un comune preesistente bisogno economico - di lavoro, di casa, di generi di consumo, di credito - attraverso un risparmio di spesa per i beni o i servizi acquistati o realizzati dalla società o una maggiore remunerazione per i propri beni o servizi alla stessa ceduti, come nelle cooperative di produzione. Se in ciò consiste l’essenza del vantaggio mutualistico, è proprio tale vantaggio che - a ben vedere - non deriva direttamente dal rapporto di società, ma è conseguito attraverso un distinto rapporto economico con la cooperativa, che è appunto un rapporto di scambio, connotato dalla corrispettività delle prestazioni, cui ben può applicarsi l’art. 1460, codice civile. D’altra parte negare tale rimedio - come tutti quelli applicabili ai rapporti di scambio - significherebbe negare tutela proprio al vantaggio mutualistico che il socio cooperatore si ripromette di trarre dalla sua partecipazione alla società, il che - ad avviso del Collegio - non può essere, essendo quella la ragione del vincolo sociale. Viceversa affermare l’applicabilità di tale eccezione non significa vanificare l’obbligo statutario dei soci di conferire il latte prodotto, ma solo accordare loro la facoltà di sospendere tale conferimento a fronte dell’accertato, e grave, inadempimento della cooperativa di pagare loro il relativo prezzo, restando fermi, in ogni caso, gli altri obblighi derivanti dal rapporto sociale ed i rimedi endosocietari alla crisi finanziaria delle cooperativa. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 19 Gennaio 2010.