LIBRO QUINTO
Del lavoro
TITOLO VI
Delle società cooperative e delle mutue assicuratrici
CAPO I
Delle società cooperative
SEZIONE I
Disposizioni generali. Cooperative a mutualità prevalente

Art. 2519

Norme applicabili
TESTO A FRONTE

I. Alle società cooperative, per quanto non previsto dal presente titolo, si applicano in quanto compatibili le disposizioni sulla società per azioni.
II. L'atto costitutivo può prevedere che trovino applicazione, in quanto compatibili, le norme sulla società a responsabilità limitata nelle cooperative con un numero di soci cooperatori inferiore a venti ovvero con un attivo dello stato patrimoniale non superiore ad un milione di euro.

GIURISPRUDENZA

Procedimento ex art.2378 co. 3 c.c. – Applicabilità alle società cooperative

Termini per la proposizione del ricorso ex art. 2378 co. 3 c.c. – Necessaria pendenza del giudizio di merito – Non necessaria contestualità con l’iscrizione a ruolo del giudizio di merito

Procedimento ex art.2378 co.3 c.c. – Periculum in mora – Necessaria valutazione del pregiudizio che subirebbe la società dalla sospensione della delibera impugnata
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Benché nel nostro ordinamento non sia più previsto, a seguito dell’abolizione del cd. rito societario avvenuta con il d.lgs. 69/2009, uno strumento cautelare tipico per la sospensione delle deliberazioni dell’assemblea di società cooperativa, è applicabile anche alle società cooperative, stante l’espresso meccanismo di rinvio previsto dall’art. 2519 c.c., lo strumento impugnatorio di cui all’art. 2378 co. 3 c.c., espressamente previsto per le società per azioni; sarebbe, invero, del tutto irragionevole escludere l’applicabilità dell’art. 2378, co. 3 c.c., e rinvenire nella tutela d’urgenza ex art. 700 c.p.c. l’unico strumento finalizzato alla sospensiva, poiché detta tutela ha carattere del tutto residuale, essendo ammissibile solo ove non sussistano i presupposti di fatto e di diritto per accedere a diversi rimedi. (Fabrizio Gioffredi) (riproduzione riservata)

L’istanza di cui all’art. 2378 co. 3 c.c. può essere proposta anche non contestualmente all’introduzione del giudizio, ma in un momento successivo; invero, il riferimento, nell’art. 2378 co. 3 c.c. alla contestualità tra il deposito del ricorso ed il deposito della citazione, va inteso nel senso che il legislatore ha inteso correlare la proposizione dell’istanza cautelare alla pendenza del giudizio di merito. (Fabrizio Gioffredi) (riproduzione riservata)

Relativamente al periculum in mora, va osservato che la regola di giudizio formulata dall’art. 2378 co. 4 c.c., non costituisce applicazione pedissequa del generale principio secondo cui nel procedimento cautelare il presupposto del pericolo debba essere parametrato sul solo ricorrente. A mente del citato art. 2378 co.4 c.c., infatti, il giudice deve procedere ad una comparazione tra il pregiudizio che subirebbe l’istante dalla esecuzione della delibera e quello che subirebbe la società dalla sospensione della sua esecuzione, dovendosi effettuare un bilanciamento tra l’interesse ad agire in via cautelare del socio e quello a resistere della società: tale meccanismo derogatorio evidenzia l’attenzione del legislatore all’opportunità di salvaguardare la stabilità degli atti della società adottante il provvedimento, che viene ritenuta essenziale per il buon funzionamento dell’impresa collettiva sul mercato. In ragione del dettato normativo, pertanto, l’interesse della società alla continuità e alla stabilizzazione dell’organizzazione dell’impresa costituisce parte integrante e determinante della suddetta valutazione comparativa. (Fabrizio Gioffredi) (riproduzione riservata)
Tribunale Firenze, 23 Febbraio 2017.


Società - Di capitali - Società cooperative - Società cooperativa a responsabilità limitata - Obblighi del socio - Rimborso di spese ed oneri per il funzionamento della società - Previsione in clausola statutaria - Validità - Fondamento.
In tema di responsabilità del socio di società cooperativa a responsabilità limitata, è legittima la clausola statutaria che preveda l'obbligo dei soci di rimborsare alla società tutte le spese e gli oneri per il suo funzionamento poiché non implica un'incidenza sulla tipologia societaria così da far assumere alla cooperativa la veste di società a responsabilità illimitata atteso che non impegna i soci per le obbligazioni sociali verso i terzi, ma regola solo i rapporti interni alla società e, inoltre, è pienamente compatibile con la realizzazione dell'oggetto sociale, afferendo ad una prestazione accessoria ad esso funzionale. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 08 Agosto 2016, n. 16622.


Società cooperativa - Ricorso cautelare ante causam per la sospensione di delibera del consiglio di amministrazione - Omessa proposizione dell’azione di nullità o di annullamento - Inammissibilità.
Il provvedimento di sospensione della delibera (funzionale a conseguire anticipatamente parte degli effetti dell’azione di nullità di cui all’articolo 2378 c.c.) può essere adottato dal presidente del tribunale o dal giudice istruttore solo nel caso in cui sia stata proposta, nelle forme del processo ordinario di cognizione, l’impugnazione avverso la deliberazione di cui venga assunta la contrarietà alla legge, all’atto costitutivo o allo statuto e ciò in quanto il terzo comma dell’articolo 2378 c.c. prevede espressamente che il ricorso cautelare debba essere depositato contestualmente al deposito anche in copia della citazione; deve, pertanto, essere dichiarato inammissibile il ricorso ante causam ex articolo 700 c.p.c. che non sia accompagnato dalla proposizione della menzionata azione di nullità o di annullamento della delibera. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 03 Agosto 2016.


Società cooperativa per azioni – Banca Popolare – Operazioni sulle proprie azioni – Concessione di prestiti per l’acquisto di azioni proprie – Applicabilità della disciplina di cui all’art. 2358 c.c. – Oneri probatori.
La disciplina dell’art. 2358 c.c. in tema di prestiti e garanzie fornite dalla società per azioni per l’acquisto o la sottoscrizione di azioni proprie è applicabile anche alle società cooperative, in particolare alle banche popolari, attraverso il richiamo dell’art. 2519 c.c., non sussistendo alcuna ragione d’incompatibilità, a maggior ragione quando la banca stessa abbia dichiarato alle autorità di vigilanza la soggezione a tale disciplina, con la conseguenza che su di essa grava l’onere di dimostrare il rispetto delle condizioni e delle cautele imperativamente previste dall’art. 2358 c.c., mentre il socio finanziato è onerato di dimostrare, anche mediante presunzioni, la correlazione diretta tra i finanziamenti e gli acquisti o le sottoscrizioni di azioni. (Stefano Iorio) (riproduzione riservata) Tribunale Venezia, 29 Aprile 2016.


Società cooperativa per azioni – Violazione delle condizioni e cautele previste dall’art. 2358 c.c. – Conseguenze – Nullità dei finanziamenti o delle garanzie concessi – Inibitoria cautelare della richiesta di pagamento dei saldi passivi dei conti correnti.
Il mancato rispetto delle condizioni imposte dai commi 2 e ss. dell’art. 2358 c.c. per la concessione di prestiti o garanzie per l’acquisto o la sottoscrizione di azioni proprie determina la nullità dei finanziamenti o delle garanzie concessi, per l’espansione del divieto di cui al comma 1, e in via cautelare può inibirsi la richiesta della banca finanziatrice di pagamento dei saldi passivi generatisi sui conti correnti. (Stefano Iorio) (riproduzione riservata) Tribunale Venezia, 29 Aprile 2016.


Società cooperativa per azioni – Operazioni sulle proprie azioni – Concessione di prestiti per l’acquisto di azioni proprie – Nullità virtuale – Legittimazione ad agire del socio finanziato.
La nullità derivante dalla violazione dell’art. 2358 c.c. appartiene al novero delle nullità virtuali e può essere fatta valere dal socio finanziato, portatore di un interesse alla tenuta finanziaria e all’effettività del patrimonio della società di cui ha acquistato o sottoscritto azioni. (Stefano Iorio) (riproduzione riservata) Tribunale Venezia, 29 Aprile 2016.


Fallimento e procedure concorsuali - Concordato preventivo - Ipoteca rilasciata su propri beni da socio illimitatamente responsabile - Effetto esdebitatorio - (In)sussistenza - Rimessione alle S.U...
La Sezione Prima civile ha rimesso al Primo Presidente, per l’eventuale assegnazione alle Sezioni Unite, la questione, oggetto di contrasto e ritenuta di particolare importanza, se l’effetto esdebitatorio del concordato preventivo si estenda alla garanzia ipotecaria, prestata su propri beni dal socio illimitatamente responsabile di società personale per i debiti di quest’ultima, e se, in caso di risposta negativa, il creditore ipotecario conservi la garanzia per la parte di credito non coperta dalla percentuale concordataria. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 12 Febbraio 2014, n. 3163.


Registro imprese - Società cooperative - Provvedimenti cautelari ex articolo 700 c.p.c. - Richiesta di sospensione dell’iscrizione di delibera ritenuta illegittima - Legittimazione attiva della società - Esclusione.
Ai sensi dell’articolo 2377, comma 2, c.c. le deliberazioni assembleari non conformi alla legge o allo statuto possono essere impugnate esclusivamente dai soci assenti, dissenzienti o astenuti, dagli amministratori, dal consiglio di sorveglianza e dal collegio sindacale ma non dalla società, la quale non è, pertanto, legittimata a richiedere in via cautelare e d’urgenza ai sensi dell’articolo 700 c.p.c. la sospensione della procedura di iscrizione (o, se già avvenuta, la sua cancellazione) della delibera che abbia disposto la revoca degli organi amministrativi e di controllo della società cooperativa e provveduto alla loro sostituzione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 23 Luglio 2012.


Società cooperative - Circolazione delle azioni soggetta a particolari vincoli - Impugnazione di delibera assembleare - Legittimazione dei soci che rappresentino l'uno per mille del capitale sociale - Esclusione..
La disposizione dell'articolo 2377 c.c., in base alla quale le delibere assembleari di società che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio possono essere impugnate da soci che rappresentino, anche congiuntamente, l'uno per mille del capitale sociale non è applicabile a quelle società per le quali vi siano limiti alla circolazione delle azioni. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Padova, 10 Gennaio 2012.


Azione di responsabilità - Società cooperativa - Prescrizione - Decorrenza - Insufficienza del patrimonio - Pignoramenti, ipoteche e protesti - Irrilevanza..
L'azione di responsabilità dei creditori contro gli organi di una società cooperativa è soggetta a prescrizione quinquennale, decorrente dal momento in cui i creditori potevano appurare l'insufficienza del patrimonio per la loro soddisfazione. L'onere di provare la conoscibilità di tale insufficienza prima del fallimento grava su chi eccepisce la prescrizione e a tal fine non basta l'allegazione dell'esistenza di pignoramenti, ipoteche o protesti. (Pietro Gobio Casali) (riproduzione riservata) Tribunale Catania, 23 Giugno 2011.


Società - Di capitali - Società per azioni - Organi sociali - Amministratri - Responsabilità - In genere - Principio di parità di trattamento - Portata - Regola di comportamento della società nei confronti dei propri soci - Violazione - Responsabilità degli amministratori - Configurabilità - Fattispecie. .
Nell'ordinamento delle società cooperative - attesa l'accentuata rilevanza dell'elemento personale che ad esse è propria e stante l'operatività della regola di buona fede nell'esecuzione di ogni rapporto contrattuale (ivi compresi quelli societari)- è da ritenersi vigente (già prima dell'espressa previsione nel testo dell'art. 2516 cod. civ., novellato dal d.lgs. 17 gennaio 2003, n. 6) un generale principio di parità di trattamento dei soci da parte della società, il quale - da intendersi in senso relativo, e cioè come parità di trattamento dei soci che si trovino, rispetto alla società, in eguale posizione - attiene al modo in cui la società, e per essa i suoi amministratori e rappresentanti, è tenuta a comportarsi, definendo una regola di comportamento per gli organi sociale, la cui violazione, ove in fatto accertata, ben può esporre gli amministratori a responsabilità, ai sensi dell'art. 2395 cod. civ., applicabile alle cooperative in virtù dell'art. 2516 (ora art. 2519) cod. civ. (Enunciando il principio di cui in massima, la S.C. ha confermato la sentenza del giudice di merito, la quale, in sede di giudizio di rinvio, aveva affermato la responsabilità degli amministratori di una cooperativa edilizia, per il fatto che essi, a fronte della situazione debitoria di alcuni soci, non avevano attivato contro di essi alcuna iniziativa recuperatoria del credito sociale, ma avevano invece sopperito al fabbisogno finanziario dell'ente accendendo ipoteche su beni destinati ad altri soci, i quali avevano già assolto ogni obbligo di pagamento). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 02 Aprile 2004, n. 6510.


Società - Di capitali - Società per azioni - Organi sociali - Amministratori - Responsabilità - Verso la società - Azione sociale - Disciplina - Società cooperativa a responsabilità limitata - Applicabilità - Azione - Delibera dell'assemblea d'autorizzazione - Necessità - Verifica d'ufficio - Necessità - Sussistenza della delibera al momento della sentenza - Sufficienza. .
Anche nella società cooperativa a responsabilità limitata l'autorizzazione dell'assemblea al promovimento dell'azione di responsabilità nei confronti degli amministratori, richiesta dall'art. 2393 c.c., costituisce una condizione dell'azione, la cui esistenza va verificata d'ufficio dal giudice; è sufficiente, peraltro, che tale autorizzazione sussista nel momento della pronuncia della sentenza che definisce il giudizio. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 10 Settembre 2001, n. 18939.