LIBRO QUINTO
Del lavoro
TITOLO VI
Delle società cooperative e delle mutue assicuratrici
CAPO I
Delle società cooperative
SEZIONE I
Disposizioni generali. Cooperative a mutualità prevalente

Art. 2516

Rapporti con i soci
TESTO A FRONTE

I. Nella costituzione e nell'esecuzione dei rapporti mutualistici deve essere rispettato il principio di parità di trattamento.

GIURISPRUDENZA

Cooperativa edilizia – Assegnazione dell’alloggio al socio – Conseguente scioglimento del rapporto tra socio e cooperativa – Non sussiste – Obbligo di pagamento delle spese e delle sopravvenienze passive – Permane.
Con la riforma del diritto societario si è voluto evidenziare che il rapporto mutualistico, seppur distinto da quello societario, è da esso derivante. Inoltre, si è per la prima volta codificato il principio della parità di trattamento tra i soci cooperatori, che deve essere rispettato anche nella fase di cessazione del rapporto.
Ne consegue che devono tenersi distinti i diritti e gli obblighi derivanti dal rapporto sociale da quelli derivanti dal rapporto mutualistico, ma non può non evidenziarsi che i due rapporti sono connessi tra loro. Sicché la cessazione del rapporto sociale comporta anche la cessazione del rapporto mutualistico, il quale, tuttavia, può cessare solo qualora la cooperativa abbia realizzato lo scopo mutualistico in favore di tutti i soci, in adempimento del principio di parità di trattamento.
La qualità di socio della cooperativa può venir meno solo in caso di scioglimento della cooperativa, recesso o esclusione del socio, e in tal caso il socio escluso o receduto non può più usufruire del vantaggio mutualistico. Altrimenti, il rapporto si scioglie solo con il perseguimento dello scopo mutualistico da parte di tutti i soci e con il conseguente scioglimento della cooperativa.
Prevedere che il rapporto tra il singolo socio e la cooperativa si sciolga con l’assegnazione dell’alloggio appare incompatibile con lo scopo mutualistico. Infatti, consentirebbe al singolo socio di perseguire integralmente il proprio vantaggio mutualistico e di sottrarsi alla partecipazione alle spese della cooperativa pur non essendo stato ancora realizzato lo scopo mutualistico in favor di tutti i soci, ciò violando il principio della parità di trattamento.

Nella fattispecie, il Tribunale ha ritenuto corretta la richiesta ai soci, già assegnatari di alloggi realizzati dalla cooperativa, di partecipazione alle spese generali e di gestione nonché delle sopravvenienze passive, atteso che gli stessi dovevano essere ancora considerati soci. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Tribunale Roma, 16 Dicembre 2015.


Società - Di capitali - Società cooperative - Organi sociali - Amministratori - Rapporto tra amministratore e società - Natura subordinata o di collaborazione continuata e coordinata - Esclusione - Lavoro autonomo - Configurabilità - Conseguenze - Diritto alla retribuzione proporzionata e sufficiente ex art.36 Cost. - Spettanza - Esclusione - Previsione statutaria di gratuità delle relative funzioni - Legittimità..
In tema di società cooperativa a responsabilità limitata, il rapporto intercorrente tra la società e l'amministratore, al quale è affidata la gestione sociale, è di immedesimazione organica, e non può essere qualificato come rapporto di lavoro subordinato o di collaborazione continuata e coordinata, dovendo invece essere ascritto all'area del lavoro professionale autonomo; ne consegue che il disposto dell'art. 36, primo comma, Cost., relativo al diritto ad una retribuzione proporzionata e sufficiente, pur costituendo norma immediatamente precettiva e non programmatica, non è applicabile al predetto rapporto, per cui è legittima la previsione statutaria di gratuità delle relative funzioni. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 01 Aprile 2009, n. 7961.


Contratti in genere - Requisiti (elementi del contratto) - Causa - In genere (nozione, distinzioni) - Contratti di trasferimento della proprietà di alloggi da parte di una società cooperativa edilizia ad alcuni soci a condizioni più favorevoli rispetto a quelle praticate nei confronti di altri soci - Nullità dei contratti stipulati con i soci favoriti - Configurabilità - Esclusione. .
Gli atti contrattuali con i quali una società cooperativa trasferisca ad alcuni soci la proprietà di alloggi, da essa costruiti, a condizioni più favorevoli rispetto a quelle praticate (o che in futuro è prevedibile possano essere praticate) ad altri soci non sono, per ciò stesso, affetti da nullità, sia perché non ogni anomalia di funzionamento del rapporto sociale si traduce, sol perché tale, in un vizio genetico del contratto di cessione dell'alloggio di per sè altrimenti valido (un simile vizio potendosi ravvisare solo quando quell'anomalia sia tale da recidere del tutto l'indispensabile nesso tra la causa mutualistica del rapporto societario e la causa sinallagmatica del contratto di scambio), sia perché il principio di parità di trattamento, vigente nel sistema delle società cooperative già prima nella novellazione dell'art. 2516 ad opera del d.lgs. 17 gennaio 2003, n. 6, definisce una regola di comportamento per gli organi sociali, ma non è idoneo a riflettersi sulla validità dei singoli rapporti contrattuali per il cui tramite i singoli soci si assicurano la prestazione mutualistica loro fornita dalla cooperativa. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 23 Marzo 2004, n. 5724.