LIBRO QUINTO
Del lavoro
TITOLO V
Delle società
CAPO X
Della trasformazione, della fusione e della scissione
SEZIONE III
Della scissione delle società

Art. 2506-bis

Progetto di scissione
TESTO A FRONTE

I. L'organo amministrativo delle società partecipanti alla scissione redige un progetto dal quale devono risultare i dati indicati nel primo comma dell'articolo 2501-ter ed inoltre l'esatta descrizione degli elementi patrimoniali da assegnare a ciascuna delle società beneficiarie e dell'eventuale conguaglio in danaro.
II. Se la destinazione di un elemento dell'attivo non è desumibile dal progetto, esso, nell'ipotesi di assegnazione dell'intero patrimonio della società scissa, è ripartito tra le società beneficiarie in proporzione della quota del patrimonio netto assegnato a ciascuna di esse, così come valutato ai fini della determinazione del rapporto di cambio; se l'assegnazione del patrimonio della società è solo parziale, tale elemento rimane in capo alla società trasferente.
III. Degli elementi del passivo, la cui destinazione non è desumibile dal progetto, rispondono in solido, nel primo caso, le società beneficiarie, nel secondo la società scissa e le società beneficiarie. La responsabilità solidale è limitata al valore effettivo del patrimonio netto attribuito a ciascuna società beneficiaria.
IV. Dal progetto di scissione devono risultare i criteri di distribuzione delle azioni o quote delle società beneficiarie. Qualora il progetto preveda una attribuzione delle partecipazioni ai soci non proporzionale alla loro quota di partecipazione originaria, il progetto medesimo deve prevedere il diritto dei soci che non approvino la scissione di far acquistare le proprie partecipazioni per un corrispettivo determinato alla stregua dei criteri previsti per il recesso, indicando coloro a cui carico è posto l'obbligo di acquisto.
V. Il progetto di scissione e' depositato per l'iscrizione nel registro delle imprese ovvero pubblicato sul sito Internet della societa' a norma dell'articolo 2501-ter, commi terzo e quarto. (1)


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(1) Comma sostituito dall'art. 1 del d.lgs. 22 giugno 2012, n. 123. La modifica ha effetto dal 18 agosto 2012. il comma precedentemente in vigore così recitava: “Il progetto di scissione deve essere pubblicato a norma dell'ultimo comma dell'articolo 2501-ter.”

GIURISPRUDENZA

Scissione societaria - Responsabilità solidale e illimitata della società beneficiaria per i debiti tributari riferibili a periodi di imposta anteriori - Trattamento dei debiti tributari più favorevole rispetto a quelli civilistici - Manifesta infondatezza.
Non è sono fondate le questioni di legittimità costituzionale di legittimità costituzionale dell’art. 173, comma 13, del d.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, recante «Approvazione del testo unico delle imposte sui redditi» (di seguito anche: TUIR), nella parte in cui prevede, in caso di scissione parziale di una società, la responsabilità solidale e illimitata della società beneficiaria per i debiti tributari riferibili a periodi di imposta anteriori alla data dalla quale l’operazione ha effetto, e dell’art. 15, comma 2, del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472 (Disposizioni generali in materia di sanzioni amministrative per le violazioni di norme tributarie, a norma dell’articolo 3, comma 133, della legge 23 dicembre 1996, n. 662), nella parte in cui prevede, in caso di scissione parziale, che ciascuna società beneficiaria è obbligata in solido al pagamento delle somme dovute a titolo di sanzione per le violazioni commesse anteriormente alla data dalla quale la scissione produce effetto.

Le questioni sono state sollevate per violazione: a) dell’art. 3 Cost., con riferimento ai principi di uguaglianza e di ragionevolezza, in quanto le disposizioni censurate disciplinano, in caso di scissione societaria, i debiti tributari in modo diverso rispetto ai debiti civilistici per i quali gli artt. 2506-bis, terzo comma, e 2506-quater, terzo comma, del codice civile prevedono una responsabilità limitata alla quota di patrimonio netto attribuita alla società beneficiaria; b) dell’art. 53 Cost., in quanto le disposizioni censurate prevedono una solidarietà per i debiti tributari che prescinde dalla valutazione della capacità contributiva del soggetto obbligato. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Corte Costituzionale, 26 Aprile 2018, n. 90.


Scissione di società – Responsabilità per i debiti non trasferiti – Limite del valore effettivo del patrimonio netto – Concorso tra debiti tributari e non tributari – Avvenuto pagamento di debiti tributari per un valore pari o superiore a quello dell’attivo netto trasferito – Pagamento, in ogni caso, dei debiti non tributari – Ammissibilità.
In ipotesi di scissione societaria, rispetto ai debiti non trasferiti alle società diverse dall’originaria debitrice, deve comprendersi se, una volta esaurito l’attivo netto col pagamento dei debiti tributari, che non soffrono della limitazione della responsabilità, gli altri crediti non debbano essere pagati, oppure se la responsabilità per i debiti tributari si sommi a quella per i debiti non tributari: i quali, quindi, potrebbero essere soddisfatti, nei limiti dell’attivo netto trasferito, anche se l’importo dei debiti tributari pagati eccedesse quello dell’attivo netto medesimo.
La risposta dev’essere la seconda.
Potrebbe accadere, infatti, che i debiti tributari vengano estinti prima degli altri, ma potrebbe accadere, altresì, che l’adempimento dei debiti tributari venga compiuto dopo che l’attivo sia stato già destinato alla soddisfazione di quelli di altra natura.
Non può ammettersi, però, che la garanzia patrimoniale dei crediti non tributari si restringa o si allarghi, prescindendo  – tra l’altro – dall’ordine delle cause di prelazione (alle quali le norme in esame non contengono alcun riferimento, il quale avrebbe, invece, potuto porre un criterio di coordinamento e subordinazione tra i diversi pagamenti; si noti che non è neppure prevista una forma di liquidazione, che consideri la posizione dei creditori tutti, rispettandone la par condicio, in osservanza dell’art. 2741, co. 1, c.c.), secondo l’ordine cronologico dei pagamenti, del tutto casuale, o magari stabilito dallo stesso condebitore solidale: interessato, certo, a ridurre, piuttosto che ad ampliare quella garanzia, col risultato di risparmiare denaro.
Deve reputarsi, allora, che, in caso di scissione societaria, ed in ipotesi di concorso tra crediti tributari e crediti non tributari, la società beneficiaria della scissione debba soddisfare i secondi entro il limite dell’attivo netto trasferito (artt. 2506 bis, co. 3, e 2506 quater, co. 3, c.c.), senza, tuttavia, che tale limite sia inciso dal pagamenti dei debiti tributari, sottoposti al diverso e più favorevole regime di cui all’art. 173, co. 13, terzo periodo, T.U.I.R. (che prevede una responsabilità illimitata, salvo il regresso). (Luigi Galasso) (riproduzione riservata)
Tribunale Benevento, 22 Agosto 2016.


Società – Scissione – Indicazione di elementi patrimoniali – Omessa indicazione di partecipazioni sociali – Iscrizione nel registro delle imprese del trasferimento delle partecipazioni sociali in esecuzione dell’operazione di scissione – Esclusione.
Poiché nell’atto di scissione devono essere indicati gli elementi patrimoniali trasferiti con la scissione in maniera aderente rispetto a quanto previsto nel progetto di scissione poi approvato dalla delibera della società interessata, non è possibile procedere, in esecuzione dell’operazione di scissione, alla iscrizione nel registro delle imprese del trasferimento delle partecipazioni sociali che non risultino indicate né nell’elenco contenente gli elementi patrimoniali attribuiti alla società beneficiaria di nuova costituzione allegato alla deliberazione di approvazione del progetto di scissione né nell’atto di scissione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 24 Aprile 2015.