LIBRO QUINTO
Del lavoro
TITOLO V
Delle società
CAPO X
Della trasformazione, della fusione e della scissione
SEZIONE II
Della fusione delle società

Art. 2505-bis

Incorporazione di società possedute al novanta per cento
TESTO A FRONTE

I. Alla fusione per incorporazione di una o più società in un'altra che possiede almeno il novanta per cento delle loro azioni o quote non si applicano le disposizioni degli articoli 2501-quater, 2501-quinquies, 2501-sexies e 2501-septies (1) s', qualora venga concesso agli altri soci della società incorporata il diritto di far acquistare le loro azioni o quote dalla società incorporante per un corrispettivo determinato alla stregua dei criteri previsti per il recesso.
II. L'atto costitutivo o lo statuto possono prevedere che la fusione per incorporazione di una o più società in un'altra che possiede almeno il novanta per cento delle loro azioni o quote sia decisa, quanto alla società incorporante, dal suo organo amministrativo, con deliberazione risultante da atto pubblico, sempre che siano rispettate le disposizioni dell'articolo dell'articolo 2501-septies (2), e che l'iscrizione o la pubblicazione prevista dall'articolo 2501-ter, terzo comma, sia fatta, per la società incorporante, almeno trenta giorni prima della data fissata per la decisione di fusione da parte della società incorporata.
III. Si applica la disposizione di cui al terzo comma dell'articolo 2505.


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(1) L'art. 1 del d.lgs. 22 giugno 2012, n. 123, ha sostituito le parole: «dell'articolo 2501-sexies» con le parole «degli articoli 2501-quater, 2501-quinquies, 2501-sexies e 2501-septies». La modifica ha effetto dal 18 agosto 2012. (1) L'art. 1 del d.lgs. 22 giugno 2012, n. 123, ha sostituito le parole «dell'articolo 2501-septies, primo comma, numeri 1 e 2» con le seguenti: «dell'articolo 2501-septies» e le parole: «l'iscrizione prevista» con le seguenti: «l'iscrizione o la pubblicazione prevista». La modifica ha effetto dal 18 agosto 2012.

GIURISPRUDENZA

Concordato preventivo liquidatorio – Fusione d’azienda in ambito endoconcordatario – Ammissibilità in astratto – Controllo di legittimità del Tribunale e verifica in concreto della sua compatibilità con la fattibilità giuridica del piano..
La fusione d’azienda è ammissibile quale modalità attuativa del concordato preventivo liquidatorio. Qualora tuttavia la fusione concretamente proposta nel piano rechi variabili attuative impronosticabili quanto agli esiti, sì da non consentire l’effettiva realizzabilità della causa concreta della procedura di concordato, e da non garantire il soddisfacimento, anche in misura ridotta, dei creditori chirografari, il controllo di legittimità del Tribunale, per come risultante all’esito della pronuncia delle S.U. n. 1521 del 23 gennaio 2013, impone la declaratoria di inammissibilità del concordato. (Vittoria Fiume) (riproduzione riservata) Tribunale Siracusa, 13 Novembre 2013.


Società - Fusione - In genere - Fusione per incorporazione - Nel nuovo diritto societario - Effetti - Estinzione della società incorporata - Esclusione - Fusione paritaria - Creazione di un nuovo soggetto di diritto - Esclusione - Nella disciplina previgente alla riforma del diritto societario di cui al d.lgs. n. 6 del 2003 - Effetti - Successione universale, corrispondente a quella "mortis causa" - Sussistenza - Presupposti - Esistenza di un soggetto incorporante - Conseguenze - Confusione dei rispettivi patrimoni - Trasmissibilità della qualità di associato esistente in capo all'assicurato - Esclusione - Deroghe. .
Nella disciplina previgente alla riforma del diritto societario di cui al d.lgs. 17 gennaio 2003, n. 6 - che ha introdotto l'art. 2505 bis cod. civ., a norma del quale la fusione tra società non determina, nelle ipotesi di fusione per incorporazione, l'estinzione della società incorporata, nè crea un nuovo soggetto di diritto nell'ipotesi di fusione paritaria, ma attua l'unificazione mediante l'integrazione reciproca delle società partecipanti alla fusione, risolvendosi in una vicenda meramente evolutivo-modificativa dello stesso soggetto giuridico, che conserva la propria identità, pur in un nuovo assetto organizzativo - il fenomeno della fusione o incorporazione di società realizza una successione universale, corrispondente alla successione universale "mortis causa", e postula la sussistenza di un soggetto risultante o incorporante, con la conseguente confusione dei rispettivi patrimoni delle società preesistenti, ma senza che si possa trasmettere la qualità di associato esistente in capo all'ente incorporato, escludendo l'art. 24 cod. civ. detta trasmissibilità, salvo che la trasmissione sia consentita dallo statuto o dall'atto costitutivo. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 19 Ottobre 2006, n. 22489.