LIBRO QUINTO
Del lavoro
TITOLO V
Delle società
CAPO V
Della società per azioni
SEZIONE X
Delle modificazioni dello statuto

Art. 2445

Riduzione del capitale sociale
TESTO A FRONTE

I. La riduzione del capitale sociale può aver luogo sia mediante liberazione dei soci dall'obbligo dei versamenti ancora dovuti, sia mediante rimborso del capitale ai soci, nei limiti ammessi dagli articoli 2327 e 2413.
II. L'avviso di convocazione dell'assemblea deve indicare le ragioni e le modalità della riduzione. Nel caso di società cui si applichi l'articolo 2357, terzo comma, la riduzione deve comunque effettuarsi con modalità tali che le azioni proprie eventualmente possedute dopo la riduzione non eccedano la quinta parte del capitale sociale.
III. La deliberazione può essere eseguita soltanto dopo novanta giorni dal giorno dell'iscrizione nel registro delle imprese, purché entro questo termine nessun creditore sociale anteriore all'iscrizione abbia fatto opposizione.
IV. Il tribunale, quando ritenga infondato il pericolo di pregiudizio per i creditori oppure la società abbia prestato idonea garanzia, dispone che l'operazione abbia luogo nonostante l'opposizione.

GIURISPRUDENZA

Banche popolari e di credito cooperativo – Rimborso delle azioni – Recesso – Limitazioni – Clausola statutaria di rinvio – Nullità – Indennizzo.
Il disposto dell’art. 28 comma 2 ter, del d.lgs. n. 385/1993 (TUB) come modificato dal D.L. 3/2015 convertito dalla legge n.33/2015, secondo cui “nelle Banche popolari e nelle Banche di credito cooperativo il diritto al rimborso delle azioni nel caso di recesso, anche a seguito di trasformazione,  morte o esclusione del socio , è limitato, secondo quanto previsto dalla Banca d’Italia, anche in deroga a norme di legge, laddove ciò sia necessario ad assicurare la computabilità delle azioni nel patrimonio di vigilanza di qualità primaria della Banca”, non può determinare la completa soppressione dell’effettivo contenuto giuridico economico del diritto di recesso. Il Tribunale non può ritenersi vincolato dalle disposizioni della Banca d’Italia soprattutto quando appaiono non conformi al dettato legislativo (Giuseppe Razzino) (riproduzione riservata)

E’ nulla per violazione dell’art. 2437, comma 6,c.c. la clausola dello statuto secondo cui il Cda di una Banca popolare può rinviare in tutto e senza limiti di tempo il rimborso delle azioni, oltretutto  a suo  insindacabile giudizio e senza necessità di alcuna motivazione o giustificazione (Giuseppe Razzino) (riproduzione riservata)

Pur volendo ammettere la possibilità di espropriare al socio proprietario il diritto di decidere di liquidare la propria quota, occorre comunque indennizzarlo secondo i criteri ermeneutici stabiliti dalla Corte Costituzionale, cioè sulla base del valore reale della sua quota da liquidargli nell’immediatezza. Non riconoscere questi principi significherebbe denegare il contenuto dell’art. 47 della Costituzione secondo il quale la Repubblica “incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme” e “favorisce l’investimento azionario” (Giuseppe Razzino) (riproduzione riservata)

Alle Banche Popolari società cooperative non è applicabile il disposto degli artt. 2446 commi 2 e 3 c.c., per cui la riduzione del capitale può essere effettuata solo nelle forme della riduzione volontaria di cui all’art. 2445  c.c. con tutte le conseguenze del caso (Giuseppe Razzino) (riproduzione riservata)
Tribunale Napoli, 24 Marzo 2016.


Società per azioni - Modificazioni dell'atto costitutivo - Riduzione del capitale - Per perdite - Riduzione del capitale per perdite inferiori ad un terzo - Artt. 2445, 2446 e 2247 cod. civ. - Inapplicabilità - Ricorso ai principi generali dell'ordinamento - Ammissibilità - Condizioni di validità della delibera - Convocazione "senza indugio" dell'assemblea - Esclusione - Situazione patrimoniale aggiornata - Necessità - Riferimento all'ultimo bilancio di esercizio - Ammissibilità - Condizioni - Contiguità temporale - Limiti.
La riduzione facoltativa del capitale sociale per perdite inferiori al terzo è un'operazione destinata per sua stessa natura ad incidere sull'assetto sociale, e quindi ad interferire nella sfera soggettiva dei soci, in particolare sul loro diritto alla distribuzione degli utili, nonché a spiegare influenza sui diritti dei terzi, e segnatamente dei creditori sociali, le cui ragioni sono garantite proprio dal capitale sociale; essa non è contemplata specificamente né dall'art. 2445 cod. civ., che si riferisce alla diversa ipotesi di esuberanza del capitale, né dagli artt. 2446 e 2447, che prevedono la riduzione obbligatoria per perdite, ma deve ugualmente attuarsi secondo un modello predefinito che offra adeguate garanzie di protezione ad entrambe le predette categorie di soggetti; nel silenzio del legislatore, la sua disciplina dev'essere ricavata, ai sensi dell'art. 12, secondo comma, disp. prel. cod. civ., dai principi generali desumibili dall'art. 2446, con gli adattamenti resi necessari dalla discrezionalità dell'operazione, connessa alla minore entità della perdita: ne consegue che l'amministratore, mentre non è tenuto a convocare senza indugio l'assemblea, deve rendere edotti i soci dell'effettivo stato patrimoniale della società, mediante una situazione patrimoniale riferita ad una data prossima a quella dell'adunanza; tale situazione patrimoniale può essere surrogata anche dall'ultimo bilancio di esercizio, purchè sia rispettata quell'esigenza di continuità temporale, rispetto alla data di convocazione dell'assemblea, che garantisce un'idonea informazione dei soci, e non siano nel frattempo sopravvenuti fatti significativi. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 13 Gennaio 2006, n. 543.