LIBRO QUINTO
Del lavoro
TITOLO V
Delle società
CAPO V
Della società per azioni
SEZIONE IX
Del bilancio

Art. 2425-bis

Iscrizione dei ricavi, proventi, costi ed oneri
TESTO A FRONTE

I. I ricavi e i proventi, i costi e gli oneri devono essere indicati al netto dei resi, degli sconti, abbuoni e premi, nonché delle imposte direttamente connesse con la vendita dei prodotti e la prestazione dei servizi.
II. I ricavi e i proventi, i costi e gli oneri relativi ad operazioni in valuta devono essere determinati al cambio corrente alla data nella quale la relativa operazione è compiuta.
III. I proventi e gli oneri relativi ad operazioni di compravendita con obbligo di retrocessione a termine, ivi compresa la differenza tra prezzo a termine e prezzo a pronti, devono essere iscritti per le quote di competenza dell'esercizio.
IV. Le plusvalenze derivanti da operazioni di compravendita con locazione finanziaria al venditore sono ripartite in funzione della durata del contratto di locazione.

GIURISPRUDENZA

Sale and lease back - Illiceità - Effetto salvifico della clausola marciana - Condizioni - Procedimento di stima del bene entro tempi certi e con modalità definite - Valutazione imparziale - Previsione di un prezzo giusto per la perdita del bene - Restituzione del surplus - Consolidamento dell'effetto traslativo già realizzato

Leasing traslativo - Applicazione dell'articolo 1526 c.c.
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Perché la c.d. clausola marciana possa conseguire l'effetto di superare i profili di possibile illiceità del lease back, occorre che essa preveda, per il caso ed al momento dell'inadempimento, ossia quando si attuerà coattivamente la pretesa creditoria (art. 1851 c.c.), un procedimento volto alla stima del bene, entro tempi certi e con modalità definite, che assicurino la presenza di una valutazione imparziale, in quanto ancorata a parametri oggettivi automatici, oppure affidata a persone indipendente ed esperta, la quale a detti parametri farà riferimento (art. 1349 c.c.), al fine della corretta determinazione dell'an e del quantum della eventuale differenza da corrispondere all'utilizzatore. La pratica degli affari potrà poi prevedere diverse modalità concrete di stima, purché siano rispettati detti requisiti. L'essenziale è che dalla struttura del patto risulti che le parti abbiano in anticipo previsto che, nella sostanza dell'operazione economica, il debitore perderà eventualmente la proprietà del suo bene per un prezzo giusto, determinato al tempo dell'inadempimento, perché il surplus gli sarà senz'altro restituite. Non è invece necessario che la clausola marciana subordini, altresì, alla condizione del pagamento della differenza l'acquisizione del bene da parte del creditore: infatti, così come per il divieto di cui all'articolo 2744 c.c., anche la clausola marciana può essere in concreto articolata non solo nel senso di ancorare all'inadempimento il trasferimento della proprietà del bene, ma pure il consolidamento dell'effetto traslativo già realizzato, che si verificherà solo ove sia corrisposta l'eventuale differenza. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Al c.d. leasing traslativo si applica la disciplina d uscì ell'articolo 1526 c.c. in tema di vendita con riserva della proprietà, disciplina di carattere inderogabile e non sussidiaria della volontà delle parti, comportando essa, in caso di risoluzione per inadempimento dell'utilizzatore, la restituzione dei canoni già corrisposti, salvo il riconoscimento di un equo compenso in ragione dell'utilizzo dei beni (tale da remunerare il solo godimento e non ricomprendere anche la quota destinata al trasferimento finale di essi), oltre al risarcimento del danno. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Cassazione civile, sez. I, 28 Gennaio 2015, n. 1625.


Tributi erariali diretti - Imposta sul reddito delle persone fisiche (I.R.P.E.F.) (tributi posteriori alla riforma del 1972) - Redditi di impresa - Determinazione del reddito - Ricavi - Corrispettivo della cessione di materie prime acquistate e rivendute nello stesso atto ed allo stesso prezzo - Iscrizione come ricavo nel conto economico, distintamente da eventuali costi ad esso afferenti - Necessità - Fondamento. .
In tema di determinazione del reddito d'impresa, il corrispettivo della cessione di materie prime, acquistate e rivendute nello stesso atto ed allo stesso prezzo, costituisce - ai sensi dell'art. 53 del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 597 - ricavo di esercizio, e come tale deve essere appostato nel conto economico, distintamente da eventuali costi ad esso afferenti, al fine di non alterare illegittimamente il risultato del conto ed in conformità al divieto di compensazione di partite sancito dall'art. 2425 bis cod. civ. (nel testo, applicabile "ratione temporis", introdotto dall'art. 11 del D.L. n. 95 del 1974, convertito nella legge n. 216 del 1974) ed ora dall'art. 2423 ter, ultimo comma, dello stesso codice. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. V, tributaria, 22 Febbraio 2002, n. 2541.


Società - Di capitali - Società per azioni - Bilancio - Conto profitti e perdite - Disciplina anteriore al D.Lgs. n. 127 del 1991 - Indicazioni nel conto - Accantonamenti per oneri fiscali ed altri oneri specifici - Presupposto - Iscrizione nei ruoli o avvisi di liquidazione di imposte e tasse, accertamento e liquidazione di tributi da pagare nei successivi esercizi - Rilevanza. .

In tema di bilancio di una società per azioni, secondo la normativa anteriore alle modifiche introdotte dal decreto legislativo 9 aprile 1991 n. 127, la regola contenuta nel n. 14 dell'art. 2425-bis cod. civ., per cui il conto profitti e perdite deve indicare nelle perdite "gli accantonamenti per oneri fiscali ed altri oneri specifici", non impone l'accantonamento di importi presuntivamente occorrenti per far fronte ad oneri fiscali non ancora certi, che potrebbero derivare da accertamenti in corso, atteso che soltanto l'iscrizione nei ruoli o gli avvisi di liquidazione di imposte e tasse, variamente qualificabili, determinano l'insorgere - in tempi diversi, connessi alle eventuali contestazioni ed impugnazioni - del definitivo obbligo contributivo e, quindi, l'obbligo per gli amministratori di inserire i tributi in bilancio, a norma del precedente n. 5, e che gli accantonamenti per oneri fiscali previsti dalla voce n. 14 riguardano quei tributi già accertati e liquidati, il cui pagamento deve avvenire, in tutto o in parte, nel corso di successivi esercizi. (massima ufficiale)

Cassazione civile, sez. I, 25 Maggio 1994, n. 5097.