LIBRO QUINTO
Del lavoro
TITOLO V
Delle società
CAPO V
Della società per azioni
SEZIONE VII
Delle obbligazioni

Art. 2411

Diritti degli obbligazionisti
TESTO A FRONTE

I. Il diritto degli obbligazionisti alla restituzione del capitale ed agli interessi può essere, in tutto o in parte, subordinato alla soddisfazione dei diritti di altri creditori della società.
II. I tempi e l'entità del pagamento degli interessi possono variare in dipendenza di parametri oggettivi anche relativi all'andamento economico della società.
III. La disciplina della presente sezione si applica inoltre agli strumenti finanziari, comunque denominati, che condizionano i tempi e l'entità del rimborso del capitale all'andamento economico della società.

GIURISPRUDENZA

Società – Regola della postergazione ex art. 2467 c.c. – Applicabilità generalizzata a tutte le società di capitali – Conferme normative..
La circostanza per la quale la regola della postergazione sia stata inserita nelle norme sulla s.r.l., tipo societario nel quale è più frequente il pericolo di sottocapitalizzazione nominale, non tradisce l’intento del legislatore in quanto l’art. 2467 c.c. non costituisce una norma eccezionale bensì è espressione di un principio di natura generale, applicabile anche nelle s.p.a.. Ciò trova conferma nel disposto dell’art. 2411 cod. civ. secondo cui il diritto degli obbligazionisti alla restituzione del capitale ed agli interessi può essere in tutto o in parte subordinato alla soddisfazione dei diritti di altri creditori della società. (Giovanni Carmellino) (riproduzione riservata) Tribunale Venezia, 10 Febbraio 2011.


Società di capitali - Società per azioni - Costituzione - Modi di formazione del capitale - Modificazioni dell'atto costitutivo - Contenuto delle modificazioni - Deliberazioni - Deposito ed iscrizione - Omologazione, iscrizione e pubblicazione di deliberazioni assembleari - Provvedimenti "ex" artt. 2411 e 2436 cod. civ. - Decreto della corte d'appello di diniego dell'ammissibilità del reclamo - Incidenza sul diritto processuale al riesame della decisione del primo giudice - Ricorribilità in cassazione "ex" art. 111 Cost. - Esclusione - Fondamento.
Quando il provvedimento impugnato sia privo dei caratteri della decisorietà in senso sostanziale (come nel caso dei provvedimenti resi in tema di omologazione, iscrizione e pubblicazione di deliberazioni assembleari di società, secondo le previsioni degli artt. 2411 e 2436 cod. civ., nella disciplina anteriore all'entrata in vigore delle norme di semplificazione dettate dall'art. 32 della legge 24 novembre 2000, n. 340), il ricorso straordinario per cassazione "ex" art. 111 della Costituzione non è ammissibile neppure se il ricorrente lamenti la lesione di situazioni aventi rilievo processuale, quali espressione del diritto di azione, ed in particolare del diritto al riesame da parte di un giudice diverso, atteso che la pronuncia sull'osservanza delle norme che regolano il processo, disciplinando i presupposti, i modi ed i tempi con i quali la domanda può essere portata all'esame del giudice, ha necessariamente la medesima natura dell'atto giurisdizionale cui il processo è preordinato, e non può pertanto avere autonoma valenza di provvedimento decisorio, se di tale carattere detto atto sia privo, stante la strumentalità della problematica processuale e la sua idoneità a costituire oggetto di dibattito soltanto nella sede, e nei limiti, in cui sia aperta o possa essere riaperta la discussione nel merito. (Nella specie, era stato impugnato il decreto con il quale la corte d'appello - adita dal socio dissenziente avverso il decreto del tribunale di omologazione di una deliberazione modificativa dell'atto costitutivo di una società per azioni con riguardo alla durata della società - aveva rigettato il reclamo per carenza di legittimazione attiva del socio dissenziente, ritenuto non abilitato a partecipare al procedimento di omologazione della delibera modificatrice dell'atto costitutivo, ne' ad impugnare il correlato decreto di omologazione; le S.U., enunciando il principio di cui in massima, hanno dichiarato inammissibile il proposto ricorso straordinario per cassazione). (massima ufficiale) Cassazione Sez. Un. Civili, 03 Marzo 2003, n. 3073.