Codice di Diritto Societario


LIBRO QUINTO
Del lavoro
TITOLO V
Delle società
CAPO V
Della società per azioni
SEZIONE VI Bis
Dell'amministrazione e del controllo
PARAGRAFO 3
Del collegio sindacale

Art. 2403-bis

Poteri del collegio sindacale
TESTO A FRONTE

I. I sindaci possono in qualsiasi momento procedere, anche individualmente, ad atti di ispezione e di controllo.
II. Il collegio sindacale può chiedere agli amministratori notizie, anche con riferimento a società controllate, sull'andamento delle operazioni sociali o su determinati affari. Può altresì scambiare informazioni con i corrispondenti organi delle società controllate in merito ai sistemi di amministrazione e controllo ed all'andamento generale dell'attività sociale.
III. Gli accertamenti eseguiti devono risultare dal libro previsto dall'articolo 2421, primo comma, n. 5).
IV. Nell'espletamento di specifiche operazioni di ispezione e di controllo i sindaci sotto la propria responsabilità ed a proprie spese possono avvalersi di propri dipendenti ed ausiliari che non si trovino in una delle condizioni previste dall'articolo 2399.
V. L'organo amministrativo può rifiutare agli ausiliari e ai dipendenti dei sindaci l'accesso a informazioni riservate.

GIURISPRUDENZA

Intermediazione finanziaria - Carenza delle procedure aziendali - Responsabilità del collegio sindacale - Fondamento - Obbligo di vigilanza - Contenuto - Obbligo di denunzia immediata alla Banca d'Italia ed alla Consob - Inadempimento - Conseguenze - Concorso omissivo dei sindaci - Configurabilità.
In tema di sanzioni amministrative per violazione delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria, la complessa articolazione della struttura organizzativa di una società di investimenti non può comportare l'esclusione od anche il semplice affievolimento del potere-dovere di controllo riconducibile a ciascuno dei componenti del collegio sindacale, i quali, in caso di accertate carenze delle procedure aziendali predisposte per la corretta gestione societaria, sono sanzionabili a titolo di concorso omissivo "quoad functione", gravando sui sindaci, da un lato, l'obbligo di vigilanza - in funzione non soltanto della salvaguardia degli interessi degli azionisti nei confronti di atti di abuso di gestione da parte degli amministratori, ma anche della verifica dell'adeguatezza delle metodologie finalizzate al controllo interno della società di investimenti, secondo parametri procedimentali dettati dalla normativa regolamentare Consob, a garanzia degli investitori - e, dall'altro lato, l'obbligo legale di denuncia immediata alla Banca d'Italia ed alla Consob. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 26 Gennaio 2021, n. 1602.


Azione di responsabilità ex art. 146 l.f. – Parere del comitato dei creditori – Necessità – Esclusione

Azione di responsabilità ex art. 146 l.f. – Deposito in giudizio dei documenti descrittivi degli illeciti contestati, allegati all’istanza del curatore di autorizzazione all’azione – Necessità – Esclusione
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Ai fini del valido esercizio dell’azione di responsabilità ex art. 146 l.f. non occorre il parere del comitato dei creditori che il GD deve acquisire prima di concedere l’autorizzazione alla azione ex art 146 comma 2 l.f.. trattandosi di parere consultivo il cui difetto non inficia la validità del decreto di autorizzazione del GD, e che può ritenersi già espresso se il programma di liquidazione ex art 104 ter l.f., approvato dal comitato dei creditori, già contenga l’indicazione delle azioni ex art 146 l.f.

In sede di esercizio dell’azione di responsabilità ex art. 146 l. fall. non occorre il deposito in giudizio, da parte della curatela attrice, degli allegati – richiamati nell’istanza rivolta al GD - contenenti la descrizione concreta degli illeciti su cui intendeva svolgere l’azione di responsabilità oggetto di autorizzazione, sia perché il curatore non è affatto tenuto a disvelare ai terzi, e soprattutto alle controparti processuali, atti della procedura su cui fondi la sua richiesta di autorizzazione ex art 25 lett. 6) l.f., rilevando piuttosto che sia chiaro che l’azione esercitata sia quella autorizzata per soggetti, causa petendi, petitum; sia perchè, una volta ricevuta autorizzazione all’azione, rientra nell’ambito della autonomia del difensore configurare in concreto lo specifico contenuto dell’atto di citazione e scegliere di assumere le posizioni processuali che ritenga più vantaggiose per la difesa della sua parte, senza che ogni decisione difensiva debba essere oggetto di autorizzazione del GD o limitata entro binari predeterminati.
Tribunale Milano, 08 Ottobre 2020.


Amministratori – Sistematica omissione del pagamento di tributi e contributi previdenziali per far fronte a costi aziendali – Violazione dei doveri di corretta gestione della società – Responsabilità – Sussistenza

Collegio sindacale – Mancata attivazione a fronte del continuato omesso versamento di tributi e contributi – Responsabilità – Sussistenza
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Integra grave inadempienza degli amministratori, rispetto all’obbligo primario, nell’ambito dei doveri di corretta gestione della società ex art 2392 c.c., del pagamento dei tributi e contributi, la scelta gestoria di omettere sistematicamente tale pagamento al fine di sostenere costi aziendali (retribuzioni dei lavoratori e debiti verso i fornitori), trattandosi di prassi illegittima da qualificarsi come componente di un sistema illecito di gestione societaria e di esercizio dell’impresa attraverso un implicito finanziamento pubblico.

I sindaci sono responsabili, in concorso con gli amministratori, del danno per sanzioni ed interessi addebitati alla società fallita derivante dal continuato omesso versamento di tributi e contributi, ove non si siano attivati per impedire il protrarsi di tale pratica illegittima, posto che l’adempimento dei compiti dell’organo di controllo non si esaurisce nell’espletamento meramente burocratico delle attività specificate dalla legge, essendo invece necessaria l’adozione dello strumento più consono ed opportuno di reazione all’accertamento di atti gestori non legittimi e dannosi per la società o i terzi, quale l’esercizio di attività ispettive ex art 2403-bis c.c., la convocazione dell’assemblea ex art. 2406 c.c. e, soprattutto, l’attivazione del procedimento ex art. 2409 c.c. (Francesco Dimundo) (riproduzione riservata)
Tribunale Milano, 08 Ottobre 2020.


Illecito perpetrato dagli amministratori - Responsabilità dei sindaci - Poteri esercitabili - Condotta inerte antidoverosa - Conseguenze.
Ricorre il nesso causale tra la condotta inerte antidoverosa dei sindaci di società e l'illecito perpetrato dagli amministratori, ai fini della responsabilità dei primi - secondo la probabilità e non necessariamente la certezza causale - se, con ragionamento controfattuale ipotetico, l'attivazione dei poteri sindacali avrebbe ragionevolmente evitato l'illecito, tenuto conto di tutte le possibili iniziative che il sindaco può assumere esercitando i poteri-doveri propri della carica, quali: la richiesta di informazioni o di ispezione ex art. 2403-bis c.c., la segnalazione all'assemblea delle irregolarità riscontrate, i solleciti alla revoca della deliberazione illegittima, l'impugnazione della deliberazione viziata ex artt. 2377 ss. c.c., la convocazione dell'assemblea ai sensi dell'art. 2406 c.c., il ricorso al tribunale per la riduzione del capitale per perdite ex artt. 2446-2447 c.c., il ricorso al tribunale per la nomina dei liquidatori ai sensi dell'art. 2487 c.c., la denunzia al tribunale ex art. 2409 c.c., ed ogni altra attività possibile ed utile. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 12 Luglio 2019, n. 18770.


Società - Collegio sindacale - Dovere di vigilanza - Operazioni straordinarie - Potere di valutare la correttezza delle scelte degli amministratori - Esclusione - Verifica di conformità alla legge delle scelte - Sussistenza - Richiesta di integrazione della documentazione a verifica sostanziale delle informazioni necessarie a valutare la correttezza dell'operazione..
Benché non possa ritenersi compito del collegio sindacale verificare la correttezza delle valutazioni poste in essere dagli amministratori, si deve tuttavia ritenere che rientri nei poteri e dei doveri dei sindaci verificare che le valutazioni predisposte a supporto di operazioni straordinarie siano conformi ai criteri dettati dal legislatore, verifica, questa, che può essere condotta attraverso richieste di integrazione della documentazione posta a supporto di dette operazioni. Va, inoltre, precisato che la vigilanza del collegio non deve limitarsi alla verifica dell'esistenza fisica dei documenti relativi all'operazione straordinaria, ma deve estendersi alla idoneità dei medesimi a fornire quel livello minimo di qualità e quantità informativa necessarie a valutare la correttezza dell'intera operazione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 20 Febbraio 2012.


Società - Responsabilità degli amministratori e dei sindaci - Distrazioni poste in essere dagli amministratori - Mancanza di specifici poteri interdittivi dei sindaci - Responsabilità - Esclusione..
In mancanza di specifici poteri interdittivi, deve escludersi la responsabilità dei sindaci in ordine alle distrazioni effettuate dall'amministratore mediante prelievi ingiustificati dai conti correnti della società. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 03 Novembre 2011.


Società - Responsabilità degli amministratori e dei sindaci - Responsabilità dei sindaci - Dovere di controllo ex articolo 2403 c.c. - Legittimità sostanziale delle attività degli amministratori - Rilevanza - Conformità formale - Irrilevanza..
I doveri di controllo previsti a carico dei sindaci dall'articolo 2403 c.c. devono estendersi alla legittimità sostanziale dell'attività degli amministratori della società e non possono ritenersi limitati alla mera constatazione della conformità formale di tale attività alle disposizioni di legge o agli astratti principi di contabilità. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 03 Novembre 2011.


Società - Responsabilità degli amministratori e dei sindaci - Responsabilità dei sindaci - Mancato rilievo dell'inesistenza del capitale sociale - Mancata adozione di opportune iniziative - Sopravvalutazione dell'unico cespite..
Rilevano ai fini della responsabilità dei sindaci di cui all'articolo 2407 c.c. il mancato rilievo dell'inesistenza della garanzia costituita dal capitale della società e l'omissione di opportune iniziative dirette a rimuovere tale situazione, tanto più grave quanto più risulti evidente la mancanza di corrispondenza alla realtà di una spropositata rivalutazione del valore di un cespite che costituisce l'intero attivo patrimoniale della società. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 03 Novembre 2011.


Società - Dovere di vigilanza e controllo dei sindaci - Inerzia dei sindaci di fronte a comportamenti censurabili posti in essere prima del loro insediamento..
Il dovere dell'organo di controllo di vigilare sull'esistenza e la permanenza delle condizioni per il corretto svolgimento dell'attività sociale deve essere osservato immediatamente, al momento dell'accettazione dell'incarico, e la eventuale   inerzia dei sindaci nell'assolvere ai compiti di vigilanza non può ritenersi giustificata dall'anteriorità al loro insediamento di comportamenti censurabili posti in essere dagli amministratori. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 03 Novembre 2011.


Società per azioni - Attività di controllo e di revisione contabile svolta dei sindaci - Distinzione tra controllo di legalità e controllo contabile - Facoltà dei sindaci di avvalersi di ausiliari o dipendenti nello svolgimento del controllo contabile - Condizioni..
La riforma del diritto societario ha distinto il controllo di legalità - rimasto affidato al collegio sindacale - dal controllo contabile in senso stretto, affidato invece alle società di revisione o al revisore contabile, prevedendo tuttavia che quest'ultimo tipo di controllo, per le società che non fanno ricorso al mercato di rischio, possa essere affidato anche al collegio sindacale purché sia composto da revisori contabili. Si deve pertanto ritenere pacifico che anche l'attività di controllo contabile, per quanto non più affidata ad un organo interno della società, sia un'attività assimilabile a quella del collegio sindacale e che, come tale, in applicazione della regola prevista dall'articolo 2403 bis, comma 4, c.c., possa dai sindaci essere svolta avvalendosi, sotto la propria responsabilità e a proprie spese ed a condizione che ciò non sia espressamente escluso dall'incarico, di dipendenti o ausiliari. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Udine, 17 Marzo 2011.