LIBRO QUINTO
Del lavoro
TITOLO V
Delle società
CAPO V
Della società per azioni
SEZIONE I
Disposizioni generali

Art. 2328

Atto costitutivo
TESTO A FRONTE

I. La società può essere costituita per contratto o per atto unilaterale.
II. L'atto costitutivo deve essere redatto per atto pubblico e deve indicare:
1) il cognome e il nome o la denominazione, la data e il luogo di nascita o lo Stato di costituzione, il domicilio o la sede, la cittadinanza dei soci e degli eventuali promotori, nonché il numero delle azioni assegnate a ciascuno di essi;
2) la denominazione e il comune ove sono poste la sede della società e le eventuali sedi secondarie;
3) l'attività che costituisce l'oggetto sociale;
4) l'ammontare del capitale sottoscritto e di quello versato;
5) il numero e l'eventuale valore nominale delle azioni, le loro caratteristiche e le modalità di emissione e circolazione;
6) il valore attribuito ai crediti e beni conferiti in natura;
7) le norme secondo le quali gli utili devono essere ripartiti;
8) i benefici eventualmente accordati ai promotori o ai soci fondatori;
9) il sistema di amministrazione adottato, il numero degli amministratori e i loro poteri, indicando quali tra essi hanno la rappresentanza della società;
10) il numero dei componenti il collegio sindacale;
11) la nomina dei primi amministratori e sindaci ovvero dei componenti del consiglio di sorveglianza e, quando previsto, del soggetto incaricato di effettuare la revisione legale dei conti (1);
12) l'importo globale, almeno approssimativo, delle spese per la costituzione poste a carico della società;
13) la durata della società ovvero, se la società è costituita a tempo indeterminato, il periodo di tempo, comunque non superiore ad un anno, decorso il quale il socio potrà recedere.
III. Lo statuto contenente le norme relative al funzionamento della società, anche se forma oggetto di atto separato, costituisce parte integrante dell'atto costitutivo. In caso di contrasto tra le clausole dell'atto costitutivo e quelle dello statuto prevalgono le seconde.


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(1) Le parole «incaricato di effettuare la revisione legale dei conti» hanno sostituito le parole «al quale è demandato il controllo contabile» in base all'art. 37, comma 1, del D. Lgs. 27 gennaio 2010, n. 39, pubb. in Gazz. Uff. n. 68 del 23 marzo 2010, suppl. ord. n. 58. La modifica ha effetto dal 7 aprile 2010.

GIURISPRUDENZA

Società di capitali – Deliberazione assembleare di anticipato scioglimento – Domanda di annullamento – Decorso del termine di durata della società – Cessazione della materia del contendere

Società di capitali – Assemblea dei soci – Deliberazione – Invalidità – Abuso di maggioranza – Condizioni

Società di capitali – Società consortile – Deliberazione assembleare di scioglimento anticipato – Abuso di maggioranza – Insussistenza – Fattispecie

Società di capitali – Ipotesi di scioglimento – Impossibilità di conseguire l’oggetto sociale

Società di capitali – Patto parasociale – Efficacia

Diritto comunitario – Direttiva – Armonizzazione delle discipline nazionali – Termine di recepimento – Legiferazione in buona fede – Normativa contrastante – Disapplicazione
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In relazione alla domanda diretta ad ottenere l’annullamento della deliberazione assembleare di anticipato scioglimento della società, il decorso del termine di durata della società statutariamente previsto costituisce motivo di cessazione della materia del contendere.

Ricorre abuso di maggioranza in ambito assembleare nel caso in cui la deliberazione dei soci non trovi alcuna giustificazione nell’interesse della società, per essere il voto del socio maggioritario ispirato al perseguimento di un interesse personale ed antitetico rispetto a quello sociale, ovvero nel caso in cui la deliberazione sia il risultato di una intenzionale attività fraudolenta del socio maggioritario a diretto detrimento dei soci di minoranza uti singuli.

L’adozione di un comportamento finalizzato a riallineare l’operato di un soggetto pubblico alla normativa pubblicistica, anche di fonte sovranazionale, non può mai assumere i connotati della malafede e scorrettezza fondante l’abuso di maggioranza (nella fattispecie si è escluso l’abuso del socio di maggioranza, e con esso l’invalidità della deliberazione di anticipato scioglimento di una società consortile per azioni, in quanto il socio privato non era stato ab origine individuato tramite procedura ad evidenza pubblica, in violazione delle norme di settore, e la delibera di scioglimento era stata adottata al fine di eliminare una situazione di illegittimità originaria).

Non sussiste un interesse della società a continuare ad operare tutte le volte in cui si riscontri l’impossibilità per la stessa di attuare, nella forma adottata, il programma per la quale è stata costituita: tale circostanza concretizza l’impossibilità di realizzare lo scopo sociale, che costituisce causa, normativamente prevista, di scioglimento della società.

I patti parasociali hanno efficacia meramente obbligatoria e non possono incidere sulla validità e sull’efficacia delle deliberazioni assembleari, con la conseguenza che l’unica sanzione per il caso di loro violazione è la tutela risarcitoria.

Nel periodo di decorrenza del termine di recepimento di una direttiva comunitaria, gli Stati membri, in applicazione del generale principio di buona fede, non possono adottare atti o norme in contrasto con la direttiva medesima; delle eventuali norme nazionali medio tempore approvate va fornita una lettura costituzionalmente orientata in modo da rendere applicabile in concreto il principio o la regola comunitaria (c.d. effetti utili); le eventuali norme interne invece incompatibili con i principi posti dalla direttiva devono essere disapplicate. (Corrado Grillo) (riproduzione riservata)
Appello Roma, 21 Febbraio 2019.


Società - Società di persone - Variazione di indirizzo della sede - Comunicazione al registro delle imprese - Interpretazione estensiva, in via analogica, dell’art. 111 ter disp. Att. c.c...
È applicabile anche alla società in nome collettivo la disposizione dell'art. 111 ter disp. att. c.c., da interpretarsi, in combinato disposto con l’art. 2295 c.c. (e con gli artt. 2328, 2463 e 2521 c.c.), nel senso che anche per le società di persone, in caso di mutamento di indirizzo della sede nell’ambito del medesimo territorio comunale, è sufficiente una mera comunicazione camerale all’apposito ufficio, e non è necessaria alcuna modifica statutaria. L’art. 111 ter disp. att. c.c., infatti, parla di "società" in termini generici, lasciando intendere che le disposizioni in esso contenute si applichino a tutti i tipi sociali. (Matteo Nerbi) (riproduzione riservata) Tribunale Massa, 06 Novembre 2012.