LIBRO QUINTO
Del lavoro
TITOLO V
Delle società
CAPO IV
Della società in accomandita semplice

Art. 2323

Cause di scioglimento
TESTO A FRONTE

I. La società si scioglie, oltre che per le cause previste nell'articolo 2308, quando rimangono soltanto soci accomandanti o soci accomandatari, sempreché nel termine di sei mesi non sia stato sostituito il socio che è venuto meno.
II. Se vengono a mancare tutti gli accomandatari, per il periodo indicato dal comma precedente gli accomandanti nominano un amministratore provvisorio per il compimento degli atti di ordinaria amministrazione. L'amministratore provvisorio non assume la qualità di socio accomandatario.

GIURISPRUDENZA

Società di persone – Revoca per giusta causa dell’amministratore – Ricorso d’urgenza ex art. 700 c.p.c. – Ammissibilità – Revoca dell’unico socio accomandatario – Necessario scioglimento della società – Esclusione – Ammissibilità della nomina di amministratore provvisorio – Sussiste.
La revoca giudiziale per giusta causa dall’amministratore di una società di persone può operare anche d’urgenza ex art. 700 c.p.c… [Nella fattispecie, il Tribunale ha accolto la domanda di revoca per giusta causa dell’amministratore che: si era spogliato dei propri poteri gestori nominando due procuratori speciali i quali ostacolavano i soci nell’esercizio del loro diritto di controllo sulla contabilità sociale; aveva affidato la gestione della società ad un suo fornitore in evidente conflitto di interessi con la società stessa; era inadempiente nel pagamento dei canoni di locazione dei locali commerciali usati dalla società.].
Alla revoca dell’unico socio accomandatario non consegue immediatamente lo scioglimento0 della società, essendo applicabile la disciplina ex art.2323 c.c., con conseguente possibilità per i soci di una rivisitazione dei patti sociali entro sei mesi dalla revoca e di nomina medio tempore di un amministratore provvisorio. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Tribunale Torino, 16 Gennaio 2017.


Concordato preventivo – Società in accomandita semplice sciolta per mancata ricostituzione della pluralità dei soci – Ammissibilità della domanda.
La domanda di concordato preventivo è ammissibile anche al verificarsi di una delle circostanze di cui all’art. 2323 c.c., posto che il venir meno della pluralità dei soci nella società in accomandita semplice non determina l’estinzione della società ma unicamente il suo scioglimento, senza comportare modificazioni soggettive dei rapporti facenti capo all’ente, la titolarità dei quali si concentra nell’unico socio rimasto che li gestisce quindi con finalità liquidatorie. (Laura De Simone) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 28 Aprile 2016.


Società di capitali – Istanza di cancellazione dal registro delle imprese per protratta inattività – Applicazione analogica della cancellazione per le società di persone – Esclusione – Cancellazione a seguito d’inattività di società in fase ordinaria ex art. 2490 c.c. – Esclusione – Cancellazione a seguito d’inattività di società di capitali in liquidazione – Competenza giudice del registro – Esclusione..
La disciplina della cancellazione per inattività di cui all’art. 3 dpr 247/2004 si riferisce alle società di persone, ove lo scioglimento opera di diritto al verificarsi delle cause indicate negli artt. 2272, 2308 e 2323 c.c. (rimanendo salvo il diritto dei soci di chiederne l’accertamento giudiziale, in ipotesi di contestazione tra loro) e la liquidazione non costituisce un procedimento imposto dall’ordinamento. (Francesco Fimmanò) (riproduzione riservata)

Il meccanismo di cancellazione (ed estinzione) della società assolutamente semplificato, dettato in conformità ai criteri ispiratori di tutta la disciplina delle società di persone, non è assolutamente applicabile, neppure in via analogica, alle società di capitali. (Francesco Fimmanò) (riproduzione riservata)

Le cause di scioglimento delle società di capitali sono dettate dall’ art. 2484 c.c. Tale scioglimento prevede quindi un suo accertamento da parte dell’amministratore ( o una delibera dell’assemblea); nell’ipotesi d’inerzia di tali organi, una pronunzia giurisdizionale ai sensi dell’art. 2485 c.c. (non solamente eccezionale, come nel caso delle società di persone). In ogni caso esso produce i suoi effetti (in questo caso) solo dal momento della iscrizione dell’avvenuto accertamento volontario o giudiziale. (Francesco Fimmanò) (riproduzione riservata)

Lo scioglimento della società di capitali è seguito ineludibilmente dalla fase della liquidazione, disciplinata dagli artt. 2487 e ss. c.c. La conseguente differenza sostanziale della disciplina tra società di persone e di capitali fa convenire che manchi il presupposto per l’applicazione analogica alle seconde del sistema delineato dall’art. 3 del dpr 247/2004.
L’art. 2490, comma 6 c.c., riguarda l’ipotesi della cancellazione d’ufficio di una società ( in liquidazione) che ometta di depositare per tre anni il bilancio finale di liquidazione. La chiusura della vicenda liquidatoria, mediante l’approvazione del bilancio finale di cui all’art. 2492 c.c., apre le porte alla cancellazione ( e conseguente estinzione) della società, con l’introduzione dei fenomeni successori regolati dall’art. 2495 c.c. A tale condizione – presupposto può essere parificata solo quella in cui, a liquidazione iniziata, la società ometta per tre anni il deposito di detto bilancio. (Francesco Fimmanò) (riproduzione riservata)

Il meccanismo dettato dall’art. 2490 prescinde dalla sollecitazione del Conservatore alle parti (ovvero dal presupposto che porta al rimedio giudiziale dell’art. 2190)  e piuttosto pare espressione del principio per cui il Registro delle Imprese offra pubblicità certe ed aggiornate sulla situazione delle società. (Francesco Fimmanò) (riproduzione riservata)
Tribunale Napoli, 07 Novembre 2013.


Società in accomandita semplice - Morte dell'unico socio accomandatario - Cause di scioglimento della società per mancata ricostituzione della pluralità dei soci - Nomina di amministratore provvisorio..
Nel caso di morte dell’unico socio accomandatario di una s.a.s. prima dello scadere del termine di sei mesi da tale evento i soci superstiti non possono invocare quale causa di scioglimento della società la previsione di cui all’art. 2323 c.c., comma 1, c.c.; in tale periodo la nomina di un amministratore provvisorio è atto dovuto anche al fine di garantire alla società la rappresentanza legale. (Massimo Coderoni) (riproduzione riservata) Tribunale Piacenza, 20 Marzo 2013.


Società in accomandita semplice - Nomina di amministratore provvisorio - Iscrizione nel registro delle imprese - Sentenza di esclusione del socio accomandatario - Natura costitutiva - Passaggio in giudicato - Necessità..
Non può essere iscritto nel Registro delle Imprese l'atto di nomina di un amministratore provvisorio di una società in accomandita semplice prima del passaggio in giudicato della sentenza che ha disposto l'esclusione del socio accomandatario dalla società in accomandita semplice e la sua revoca dalla carica di amministratore, poiché difetta il presupposto di cui all'art. 2323, comma 2, c.c. della mancanza di tutti gli accomandatari, essendo la sentenza indicata di natura costitutiva non produttiva di effetti prima del passaggio in giudicato. (Laura De Simone) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 03 Luglio 2012.


Società - Di persone fisiche - Società in accomandita semplice - Soci accomandatari - In genere - Morte del socio accomandatario - Trasmissibilità "mortis causa" della quota - Esclusione - Conseguenze - Diritto degli eredi alla liquidazione della quota - Accordo per la continuazione della società - Acquisto automatico della qualifica di accomandatari - Esclusione. .
Nella società in accomandita semplice, soltanto la quota di partecipazione del socio accomandante è trasmissibile per causa di morte, ai sensi dell'art. 2322 cod. civ., mentre in caso di morte del socio accomandatario trova applicazione l'art. 2284 cod. civ., in virtù del quale gli eredi non subentrano nella posizione del defunto nell'ambito della società, e non assumono quindi la qualità di soci accomandatari a titolo di successione "mortis causa", ma hanno diritto soltanto alla liquidazione della quota del loro dante causa, salvo diverso accordo con gli altri soci in ordine alla continuazione della società, e fermo restando che in tal caso l'acquisto della qualifica di socio accomandatario non deriva dalla posizione di erede del socio accomandatario defunto, ma dal contenuto del predetto accordo. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 11 Ottobre 2006, n. 21803.


Fallimento ed altre procedure concorsuali - Fallimento - Società e consorzi - In genere - Società commerciali - Società di persone - Fallimento - Assoggettabilità - Attività commerciale - Effettivo esercizio - Necessità - Esclusione - Fondamento. .
La società di persone costituita nelle forme previste dal cod. civ. ed avente ad oggetto un'attività commerciale è assoggettabile al fallimento indipendentemente dall'effettivo esercizio dell'attività, poichè acquista la qualità d'imprenditore commerciale dal momento della sua costituzione, non dall'inizio del concreto esercizio dell'attività d'impresa, dovendo ritenersi sussistente il requisito della professionalità richiesto dall'art. 2082 cod. civ. per il solo fatto della costituzione per l'esercizio di un'attività commerciale, che segna l'irreversibile scelta per il suo svolgimento, come peraltro si desume anche dagli art. 2308 e 2323, cod. civ., essendo irrilevante che la società di persone non abbia la personalità giuridica, in quanto costituisce nelle relazioni esterne un gruppo solidale ed inscindibile, ed assume la struttura di un soggetto di diritti. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 28 Aprile 2005, n. 8849.


Impugnazioni civili - Cassazione (ricorso per) - Provvedimenti dei giudici ordinari (impugnabilità) - In genere - Società di persone - Liquidatori - Nomina - Decreto del presidente del Tribunale - Atto di volontaria giurisdizione - Natura decisoria - Esclusione - Anche in caso di disaccordo tra i soci sulla sussistenza della causa di scioglimento - Conseguenze - Ricorso per Cassazione a norma dell'art. 111 Cost. - Ammissibilità - Esclusione.

Società - Di persone fisiche - Società semplice - Scioglimento - Liquidazione - Liquidatori - Nomina - Società di persone - Liquidatori - Nomina - Decreto del presidente del Tribunale - Atto di volontaria giurisdizione - Natura decisoria - Esclusione - Anche in caso di disaccordo tra i soci sulla sussistenza della causa di scioglimento - Conseguenze - Ricorso per Cassazione a norma dell'art. 111 Cost. - Ammissibilità - Esclusione.
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Il decreto con il quale il presidente del tribunale abbia provveduto alla nomina dei liquidatori di una società di persone, ai sensi dell'art. 2275 cod. civ., non è suscettibile di ricorso per cassazione a norma dell'art. 111 Cost., trattandosi di provvedimento di volontaria giurisdizione che non assume carattere decisorio neanche quando sussista contrasto sulla causa di scioglimento ed il presidente si sia pronunciato sul punto, in quanto il detto presidente, dopo un'indagine sommaria e condotta 'incidenter tantum', può nominare i liquidatori sul presupposto che la società sia sciolta, ma non accerta in via definitiva ne' l'intervenuto scioglimento ne' le cause che lo avrebbero prodotto, tanto che ciascun interessato, purché legittimato all'azione, può promuovere un giudizio ordinario su dette questioni e, qualora resti provata l'insussistenza della causa di scioglimento, può ottenere la rimozione del decreto e dei suoi effetti. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 27 Febbraio 2004, n. 4113.


Società - Di persone fisiche - Società semplice - Scioglimento del rapporto sociale limitatamente a un socio - Morte del socio - Società costituita da due soli soci - Eredi del socio defunto - Diritti - Portata - Limiti. .
Anche nella società di persone composta da due soli soci, ove la morte di un socio determini il venir meno della pluralità dei soci, non può riconoscersi un diritto degli eredi del socio defunto a partecipare alla liquidazione della società ed a pretendere una quota di liquidazione, anziché il controvalore in denaro della quota di partecipazione, in quanto lo scioglimento della società costituisce un momento successivo ed eventuale rispetto allo scioglimento del rapporto sociale limitatamente al socio e trova causa non tanto nel venir meno della pluralità dei soci, quanto nel persistere per oltre sei mesi della mancanza della pluralità medesima. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 26 Giugno 2000, n. 8670.


Società - Di persone fisiche - In genere (nozione, caratteri, distinzioni) - Scioglimento - Effetti - Liquidazione - Estinzione della società - Esclusione - Modificazione dello scopo - Sussistenza - Fattispecie relativa ad una società in accomandita semplice. .
Lo scioglimento di una società non ne produce l'estinzione, ma essa continua ad esistere con la stessa individualità, struttura e organizzazione, sia pure con un restringimento della capacità, derivante dalla modificazione dello scopo che non è più quello dell'esercizio dell'impresa, bensì quello della sua liquidazione, attraverso la definizione dei rapporti di credito e di debito con i terzi.(Fattispecie relativa ad una società in accomandita semplice). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 02 Aprile 1999, n. 3221.