LIBRO QUINTO
Del lavoro
TITOLO V
Delle società
CAPO III
Della società in nome collettivo

Art. 2304

Responsabilità dei soci
TESTO A FRONTE

I. I creditori sociali, anche se la società è in liquidazione, non possono pretendere il pagamento dai singoli soci, se non dopo l'escussione del patrimonio sociale.

GIURISPRUDENZA

Debiti assunti dalla società di persone - Natura - Debiti personali dei soci illimitatamente responsabili - Esclusione - Garanzia ex lege - Fondamento.
I debiti assunti da una società di persone non possono essere considerati debiti personali dei suoi soci illimitatamente responsabili, essendo riconducibili esclusivamente alla società, nei confronti dei quali i soci illimitatamente responsabili assumono piuttosto la posizione e il trattamento di garanti "ex lege", come è dimostrato dalla possibilità che i soci prestino fideiussione per le obbligazioni della società ai sensi dell'art. 1936 c.c. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 16 Marzo 2018, n. 6650.


Concordato società di persone - Blocco delle azioni esecutive sul patrimonio dei soci illimitatamente responsabili - Ammissibilità dell’esecuzione dei creditori particolari del socio.
Il blocco delle azioni esecutive previsto dall’art. 168 l. fall. non si estende al patrimonio dei soci illimitatamente responsabili che rimane assoggettabile alle iniziative dei creditori.

I creditori particolari del socio rimangono estranei alla procedura di concordato intrapreso dalla società, nella quale non hanno diritto di voto e pertanto non possono essere pregiudicati dal concorso. (Fabio Cesare) (riproduzione riservata)
Tribunale Cuneo, 19 Dicembre 2016.


Scissione societaria - Responsabilità solidale nei limiti del valore effettivo del patrimonio netto - Beneficio di previa escussione - Esclusione - Beneficium ordinis.
L'articolo 2506-quater, comma 3, c.c. (così come in precedenza l'articolo 2504-decies, comma 2), nella parte in cui prevede che, nel caso di scissione, "ciascuna società è solidalmente responsabile, nei limiti del valore effettivo del patrimonio netto ad essa assegnato o rimasto, dei debiti della società scissa non soddisfatti dalla società cui fanno carico" non riconosce un beneficio di previa escussione, poiché, nei casi in cui è previsto, tale beneficio è sempre riferito al patrimonio (artt. 563, 1944, 2268, 2304 c.c.) o al debitore da sottoporre ad esecuzione forzata (artt. 2393-bis e 2868 c.c.), mentre la norma in esame presuppone solo che i crediti da far valere siano rimasti insoddisfatti; la disposizione prevede, dunque, solo un beneficium ordinis, il quale presuppone esclusivamente la costituzione in mora del debitore (Cass., sez. III, 4 giugno 2009, n. 12896). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 07 Marzo 2016.


Scissione societaria - Responsabilità solidale nei limiti del valore effettivo del patrimonio netto - Determinazione della misura della garanzia patrimoniale - Esclusione - Determinazione della misura del credito azionabile nei confronti delle società non beneficiarie della scissione - Responsabilità dell'intero debito della società cui il debito è trasferito o mantenuto - Responsabilità delle altre società nei limiti della quota di loro spettanza.
Il limite, previsto dall'articolo 2506-quater, comma 3, c.c. del "valore effettivo del patrimonio netto" assegnato o rimasto alla società escussa, definisce la misura del credito azionabile nei confronti delle società non beneficiarie della scissione e non la misura della garanzia patrimoniale prestata dal debitore; ne consegue che ciascuna delle società risultanti dalla scissione può essere chiamata a rispondere solidalmente del passivo consolidato, ma solo la società cui il debito è trasferito o mantenuto ne risponde per intero, mentre le altre società ne rispondono solo nei limiti della quota di loro spettanza su quanto al momento della scissione era effettivamente disponibile per il soddisfacimento dei creditori, per cui è effettivamente possibile affermare che la norma tende a mantenere integre le garanzie dei creditori sociali e non certo ad accrescerle. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 07 Marzo 2016.


Scissione societaria - Responsabilità nei limiti del valore effettivo del patrimonio netto - Responsabilità solidale - Sussistenza - Debitori solidali che rispondono in misura diversa della medesima prestazione.
Le limitazioni previste dall'articolo 2506-quater, comma 3, c.c., per il caso di scissione ossia quella del beneficium ordinis e quella del limite di responsabilità, non escludono la solidarietà tra tutti i debitori, perché, come precisa l'articolo 1293 c.c., "la solidarietà non è esclusa dal fatto che i singoli debitori siano tenuti ciascuno con modalità diverse" e perché lo stesso articolo 2504-decies c.c. prevede espressamente la solidarietà tra debitori che per definizione rispondono in misura diversa della medesima prestazione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 07 Marzo 2016.


Azione revocatoria ordinaria contro socio solidalmente responsabile -  Beneficio preventiva escussione patrimonio sociale - Non osta.
L’azione revocatoria ordinaria non ha natura di azione esecutiva e non ha alcuna efficacia restitutoria ma consente solo di rendere inopponibile al creditore gli atti di disposizione patrimoniale compiuti dal debitore; l’utile esperimento della stessa nei confronti del socio solidalmente e illimitatamente responsabile di una snc non è, pertanto, ostacolato dal beneficio della preventiva escussione del patrimonio sociale rispetto a quello dei singoli soci che non può  essere invocato in quanto opera sul piano prettamente esecutivo. (Carmela Ruggeri) (riproduzione riservata) Tribunale Tempio Pausania, 20 Novembre 2014.


Società in nome collettivo - Beneficium excussionis - Esecuzione diretta nei confronti degli ex soci - Ammissibilità.
Il titolo esecutivo formato nei confronti di una società in nome collettivo legittima l'esecuzione forzata direttamente nei confronti degli ex soci illimitatamente responsabili delle obbligazioni sociali. La ratio deve essere identificata nell'esigenza di tutelare i terzi che hanno acquistato diritti verso la società facendo affidamento sul patrimonio di tutti i soci e dunque anche del socio fuoriuscito dalla compagine sociale, ciò in quanto al momento dell' assunzione dell'obbligo i terzi potevano fare affidamento soltanto sulla responsabilità dei soci allora esistenti. (Gianluigi Passarelli) (riproduzione riservata)

Non è necessaria una procedura esecutiva contro la società quando circostanze oggettive dimostrino l' inutilità della stessa. (Gianluigi Passarelli) (riproduzione riservata)
 
La sanatoria del precetto nullo per raggiungimento dello scopo a seguito dell'opposizione trova applicazione solo ove la notificazione è pur sempre esistente (benché nulla). (Gianluigi Passarelli) (riproduzione riservata)
Tribunale Santa Maria Capua Vetere, 29 Ottobre 2014.


Possibilità del creditore sociale di agire nei confronti del socio illimitatamente responsabile - Necessità della preventiva escussione del patrimonio sociale ex art. 2304 - Non necessità di sperimentare l’azione esecutiva se risulta l’impossibilità di soddisfare almeno parzialmente il credito.
La preventiva escussione del patrimonio sociale, richiesta dall’art. 2304 c.c. perché il creditore di una società in nome collettivo possa pretendere il pagamento dei singoli soci illimitatamente responsabili, non comporta la necessità per il creditore di sperimentare in ogni caso l’azione esecutiva sul patrimonio della società, tale necessità venendo meno quando risulti aliunde dimostrata in modo certo l’insufficienza di quel patrimonio per la realizzazione, almeno parziale, del credito. (Gianluigi Morlini) (riproduzione riservata) Tribunale Reggio Emilia, 10 Settembre 2014.


Azione esecutiva promossa nei confronti del socio illimitatamente responsabile - Principio del beneficium excussionis - Sentenza definitiva che ne accerta la violazione - Effetti sul diritto del creditore di agire nei confronti del socio mediante altre azioni esecutive.
La sentenza passata in giudicato che accerti l’impossibilità del creditore di agire nei confronti dei singoli soci illimitatamente responsabili per violazione del beneficium excussionis di cui all’articolo 2304 c.c. non impedisce al creditore di proporre nei confronti del socio eventuali altre future azioni esecutive. La norma contenuta nell’articolo 2304 citato, infatti, è una condizione di procedibilità della singola azione esecutiva e la sentenza che ne accerta la mancanza spiega i suoi effetti sulla singola azione esecutiva e non sul diritto del creditore di far valere la responsabilità sussidiaria dei soci. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Taranto, 12 Giugno 2014.


Fallimento e procedure concorsuali - Concordato preventivo - Ipoteca rilasciata su propri beni da socio illimitatamente responsabile - Effetto esdebitatorio - (In)sussistenza - Rimessione alle S.U...
La Sezione Prima civile ha rimesso al Primo Presidente, per l’eventuale assegnazione alle Sezioni Unite, la questione, oggetto di contrasto e ritenuta di particolare importanza, se l’effetto esdebitatorio del concordato preventivo si estenda alla garanzia ipotecaria, prestata su propri beni dal socio illimitatamente responsabile di società personale per i debiti di quest’ultima, e se, in caso di risposta negativa, il creditore ipotecario conservi la garanzia per la parte di credito non coperta dalla percentuale concordataria. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 12 Febbraio 2014, n. 3163.


Società in nome collettivo - Rapporti con i terzi - Responsabilità dei soci - Escussione preventiva del patrimonio sociale - Società di persone - Titolo esecutivo giudiziale formatosi nei confronti della società - Escussione preventiva del patrimonio sociale - Deduzione con opposizione a precetto da parte del socio - Qualificazione - Opposizione all'esecuzione - Fondamento.
L'opposizione del socio di società di persone illimitatamente responsabile avverso il precetto notificatogli dal creditore sociale sulla base del titolo esecutivo giudiziale formatosi nei confronti della società, con la quale si fa valere la mancata osservanza dell'art. 2304 cod. civ., si configura come opposizione all'esecuzione, in quanto attiene ad una condizione dell'azione esecutiva nei confronti del socio, e, quindi, al diritto del creditore sociale di agire esecutivamente ai danni di quest'ultimo. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 14 Novembre 2011.


Società - Di persone fisiche - Società in nome collettivo - Rapporti con i terzi - Responsabilità dei soci - Escussione preventiva del patrimonio sociale - Pignoramento presso terzi dei diritti di società in nome collettivo - Esito negativo - Incapienza del patrimonio societario - Prova - Inidoneità - Azione esecutiva nei confronti del socio - Esclusione. .
L'esito negativo del pignoramento presso terzi dei diritti di una società in nome collettivo è inidoneo a far ritenere certa l'incapienza del patrimonio societario, potendo la società disporre di altri beni sufficienti a garantire il soddisfacimento del credito, e non giustifica l'esecuzione nei confronti del socio che gode del "beneficium excussionis" ex art. 2304 cod. civ.. (massima ufficiale)  Cassazione civile, sez. IV, lavoro, 03 Marzo 2011, n. 5136.


Società di persone - Responsabilità del socio per i debiti sociali - Beneficio della preventiva escussione del patrimonio della società - Prova della incapienza del patrimonio sociale - Onere a carico del creditore procedente..
In tema di preventiva escussione del patrimonio sociale (art. 2304, codice civile), il creditore che, sulla base di titolo esecutivo ottenuto nei confronti della società, intende escutere il patrimonio del singolo socio illimitatamente responsabile, ha l'onere di provare l'incapienza del patrimonio della società. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Bologna, 20 Maggio 2010.


Società di persone - Responsabilità del socio per i debiti sociali - Beneficio della preventiva escussione del patrimonio della società - Prova della incapienza del patrimonio sociale - Onere a carico del creditore procedente..
In tema di preventiva escussione del patrimonio sociale (art. 2304, codice civile), il creditore che, sulla base di titolo esecutivo ottenuto nei confronti della società, intende escutere il patrimonio del singolo socio illimitatamente responsabile, ha l'onere di provare l'incapienza del patrimonio della società. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Bologna, 20 Maggio 2010.


Società - Di persone fisiche - Società semplice - Scioglimento del rapporto sociale limitatamente a un socio - In genere - Domanda di liquidazione della quota - Legittimazione passiva dei singoli soci - Sussistenza - Limiti..
Anche i soci superstiti, qualora siano solidalmente e illimitatamente responsabili per le obbligazioni sociali, possono essere convenuti nel giudizio intrapreso dal socio uscente o dagli eredi per la liquidazione della quota sociale, sebbene non siano in esso litisconsorti necessari. (fonte CED – Corte di Cassazione) Cassazione civile, sez. I, 16 Gennaio 2009, n. 1040.


Fidejussione - Validità - Causa - Allargamento della base soggettiva passiva - Necessità - Sussistenza - Fattispecie della garanzia del socio di società in nome collettivo - Prestazione di fidejussione per debito della società - Configurabilità - Fondamento. .
È valida la fidejussione prestata dal socio illimitatamente responsabile in favore della società di persone che, pur se sprovvista di personalità giuridica, costituisce un distinto centro di interessi e di imputazione di situazioni sostanziali e processuali, dotato di una propria autonomia e capacità rispetto ai soci stessi; ne consegue che la predetta garanzia rientra tra quelle prestate per le obbligazioni altrui secondo l'art. 1936 cod. civ., non sovrapponendosi alla garanzia fissata "ex lege" dalle disposizioni sulla responsabilità illimitata e solidale, potendo invero sussistere altri interessi che ne giustificano l'ottenimento - alla stregua di garanzia ulteriore - in capo al creditore sociale ed essendo lo stesso "beneficium excussionis", di cui all'art. 2304 cod. civ., posto a tutela dei soci ma disponibile, senza alterazioni del tipo legale di società. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 12 Dicembre 2007, n. 26012.


Fallimento ed altre procedure concorsuali - Fallimento - Effetti - Per i creditori - In genere - Socio accomandatario di una s.a.s. - Garanzia ipotecaria per un debito della società - Costituzione - Garanzia per un'obbligazione propria - Configurabilità - Creditore titolare di garanzia ipotecaria prestata dal socio accomandatario - Credito verso la società - Insinuazione in via ipotecaria nel passivo del fallimento del socio - Ammissibilità. .
La responsabilità del socio accomandatario per le obbligazioni sociali, prevista dall'art. 2313 cod. civ., è personale e diretta, anche se con carattere di sussidiarietà in relazione al preventivo obbligo del creditore di escutere il patrimonio sociale (artt. 2304 e 2318 cod. civ.). Pertanto l'atto con cui il socio accomandatario di una s.a.s. rilascia garanzia ipotecaria per un debito della società non può considerarsi costitutivo di garanzia per un'obbligazione altrui, ma per un'obbligazione propria, con la conseguenza che il creditore il quale, in relazione ad un credito verso la società, sia titolare di garanzia ipotecaria prestata dal socio accomandatario, ha diritto di insinuarsi in via ipotecaria nel passivo del fallimento di quest'ultimo, assumendo egli la veste di creditore ipotecario del fallito, non già mero titolare d'ipoteca rilasciata dal fallito quale terzo garante di un debito. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 30 Agosto 2007, n. 18312.


Riscossione delle imposte - Riscossione delle imposte sui redditi (disciplina posteriore alla riforma tributaria del 1972) - Modalità di riscossione - Riscossione coattiva - Espropriazione forzata - Avviso di mora - Funzione secondaria - Atto equivalente a quelli di imposizione - Conseguenze - Soci di società di persone - Responsabilità solidale e illimitata per le obbligazioni sociali - Notificazione dell'avviso di mora - Sufficienza - Condizioni - Inutile escussione del patrimonio della società - Impugnazione congiunta degli atti presupposti - Ammissibilità. .
La responsabilità solidale ed illimitata del socio, prevista dall'art. 2291, primo comma, cod. civ. per i debiti della società in nome collettivo, opera, in assenza di un'espressa previsione derogativa, anche per i rapporti tributari, con riguardo alle obbligazioni dagli stessi derivanti. Il socio, quindi, pur essendo privo della qualità di obbligato, e come tale estraneo agli atti impositivi rivolti alla formazione del titolo nei confronti della società, resta sottoposto, a seguito dell'iscrizione a ruolo a carico di quest'ultima, all'esazione del debito, alla condizione, posta dall'art. 2304 cod. civ., che il creditore non abbia potuto soddisfarsi sul patrimonio della società. Pertanto, una volta escusso inutilmente il patrimonio sociale, legittimamente può essere chiamato a rispondere il socio, senza che risulti necessaria la notificazione dell'avviso di accertamento, rimasto inoppugnato, né quella della cartella di pagamento, rimasta inadempiuta, bastando la notificazione del solo avviso di mora, il quale svolge in tal caso una funzione secondaria di atto equivalente a quelli d'imposizione, oltre a quella primaria di atto equivalente al precetto nell'esecuzione forzata, con la conseguenza che contro di esso il socio può ricorrere ai sensi dell'art. 19, terzo comma, ultimo periodo, del d.lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, impugnando congiuntamente gli atti presupposti. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. V, tributaria, 09 Maggio 2007, n. 10584.


Società - Di persone fisiche - Società in accomandita semplice - Soci accomandatari - Responsabilità per le obbligazioni sociali - Illimitata - Natura - Responsabilità personale e diretta - Garanzia ipotecaria prestata dal socio accomandatario per un debito della società - Costituzione di garanzia da parte di terzo per obbligazioni altrui - Esclusione - Garanzia per un'obbligazione propria - Configurabilità.

Fallimento ed altre procedure concorsuali - Fallimento - Effetti- Per i creditori - In genere - Socio accomandatario di società in accomandita semplice - Responsabilità illimitata per le obbligazioni sociali - Natura - Responsabilità personale e diretta - Garanzia ipotecaria prestata dal socio accomandatario per un debito della società - Costituzione di garanzia da parte di terzo per obbligazione altrui - Esclusione - Garanzia per un'obbligazione propria - Configurabilità - Creditore titolare di garanzia ipotecaria prestata dal socio accomandatario - Credito verso la società in seguito fallita - Insinuazione in via ipotecaria nel passivo del fallimento del socio - Ammissibilità.
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La illimitata responsabilità del socio accomandatario per le obbligazioni sociali, ai sensi dell'art. 2313 cod. civ., trae origine dalla sua qualità di socio e si configura pertanto come personale e diretta, anche se con carattere di sussidiarietà in relazione al preventivo obbligo di escussione del patrimonio sociale, in sede di esecuzione individuale, di cui all'art. 2304 cod. civ., richiamato dal successivo art. 2318. Il socio illimitatamente responsabile non può, quindi, essere considerato terzo rispetto all'obbligazione sociale, ma debitore al pari della società per il solo fatto di essere socio tenuto a rispondere senza limitazioni. Tale situazione di identità debitoria emerge con evidenza in sede fallimentare, ove il fallimento della società di persone produce con effetto automatico, ai sensi dell'art. 147 l. fall., il fallimento dei soci illimitatamente responsabili e il credito dichiarato dai creditori sociali nel fallimento della società si intende dichiarato per l'intero anche nel fallimento dei singoli soci (art. 148, comma terzo, l. fall.). Alla stregua di tali postulati, l'atto con cui il socio accomandatario rilascia garanzia ipotecaria per un debito della società non può essere considerato costitutivo di garanzia per un'obbligazione altrui, ma va qualificato quale atto di costituzione di garanzia per una obbligazione propria con la conseguenza che il creditore che, in relazione a un credito verso la società, in seguito fallita, sia titolare di garanzia ipotecaria prestata dal socio accomandatario, ha diritto di insinuarsi in via ipotecaria nel passivo del fallimento di quest'ultimo, assumendo egli la veste di creditore ipotecario del fallito, non già di mero titolare d'ipoteca rilasciata dal fallito quale terzo garante di un debito altrui. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 06 Novembre 2006, n. 23669.


Società - Di persone fisiche - Società in nome collettivo - Rapporti con i terzi - Responsabilità dei soci - Escussione preventiva del patrimonio sociale - Pagamento da parte di un socio di un debito sociale - Rivalsa nei confronti del consocio - Ammissibilità - Condizioni - Insufficienza del patrimonio sociale al soddisfacimento dei creditori - Necessità - Esclusione. .
Il socio di una società in nome collettivo che, per effetto della responsabilità solidale e illimitata stabilita dall'art. 2291 cod. civ., abbia pagato un debito sociale, può direttamente rivalersi nei confronti del consocio, tenuto in via di regresso a rifondere la parte di debito sociale su di lui gravante, senza che tale rivalsa resti condizionata all'insufficienza del patrimonio sociale al soddisfacimento dei creditori, dato che il beneficio di previa escussione di detto patrimonio, previsto dall'art. 2304 cod. civ., opera solo nei confronti dei creditori e non dei soci che abbiano pagato i debiti sociali. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 18 Agosto 2006, n. 18185.


Società - Di persone fisiche - Società in nome collettivo - Rapporti tra soci - In genere - Debiti della società - Pagamento - Responsabilità del socio - Configurabilità - Condizioni - Evocazione in giudizio non nella qualità di socio ma in proprio - Difetto di legittimazione passiva - Eccezione - Ammissibilità - Fondamento.

Procedimento civile - Legittimazione - Passiva - Società in nome collettivo - Debiti della società - Pagamento - Socio - Evocazione in giudizio non nella qualità di socio ma in proprio - Difetto di legittimazione passiva - Eccezione - Ammissibilità - Fondamento.
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Il socio di una società in nome collettivo, che risponde solidalmente ed illimitatamente delle obbligazioni sociali, fondatamente eccepisce il proprio difetto di legittimazione passiva laddove, per il pagamento di debiti della società, venga convenuto in giudizio non nella qualità di socio ma in proprio, non potendo in tal caso far valere in sede esecutiva il beneficio della previa escussione del patrimonio sociale. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 18 Aprile 2006, n. 8956.


Esecuzione forzata - Opposizioni - In genere - Società in accomandita semplice - Escussione preventiva del patrimonio sociale - Deduzione con opposizione a precetto da parte del socio - Ammissibilità.

Società - Di persone fisiche - Società in nome collettivo - Rapporti con i terzi - Responsabilità dei soci - Escussione preventiva del patrimonio sociale - Società in accomandita semplice - Deduzione con opposizione a precetto da parte del socio - Ammissibilità.
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Il socio accomandatario, al quale sia intimato precetto di pagamento di un debito della società in accomandita semplice, può proporre opposizione a norma dell'art. 615 cod. proc. civ. per fare valere il beneficio di preventiva escussione della società non appena gli sia notificato il precetto senza dovere attendere il pignoramento. (massima ufficiale)  Cassazione civile, sez. III, 15 Luglio 2005, n. 15036.


Società - Di persone fisiche - Società in nome collettivo - Rapporti con i terzi - Responsabilità dei soci - Escussione preventiva del patrimonio sociale - Socio illimitatamente responsabile - Titolo esecutivo giudiziale formatosi in un giudizio tra il creditore della società e la società - Efficacia nei riguardi del socio illimitatamente responsabile - Sussistenza - Qualità di socio - Accertamento - Necessità. .
La sentenza di condanna pronunciata in un processo tra il creditore della società ed una società di persone costituisce titolo esecutivo anche contro il socio illimitatamente responsabile, in quanto dall'esistenza dell'obbligazione sociale deriva necessariamente la responsabilità del socio, salvo il beneficio della preventiva escussione del patrimonio sociale; ne consegue che in caso di opposizione del socio contro cui sia stato azionato il credito il giudice deve specificamente procedere all'accertamento della sua effettiva qualità. (Nella specie la S.C. ha cassato per difetto di motivazione la sentenza di merito che aveva omesso di considerare i fatti allegati dal ricorrente per dimostrare di aver perduto la qualità di socio). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 06 Ottobre 2004, n. 19946.


Società - Di persone fisiche - Società in nome collettivo - Rapporti con i terzi - Responsabilità dei soci - Escussione preventiva del patrimonio sociale - Rapporto di sussidiarietà tra la responsabilità del socio e del patrimonio sociale - Compatibilità con la natura solidale delle relative obbligazioni - Configurabilità. .
Il rapporto di sussidiarietà che lega la responsabilità dei soci di società di persone rispetto alla responsabilità della società, che per prima può essere chiamata a rispondere dei debiti sociali, non esclude che sia i soci che la società possano essere debitori solidali rispetto alla stessa obbligazione, seppure in grado diverso. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 16 Settembre 2004, n. 18653.


Procedimenti speciali - Procedimenti in materia di lavoro e di previdenza - Impugnazioni - Appello - In genere - Rapporto di lavoro relativo a società in nome collettivo - Azione in giudizio proposta contro il socio quale titolare di una ditta individuale - Eccezione di difetto di legittimazione passiva - Proposizione in appello - Ammissibilità - Responsabilità personale del socio - Accertamento - Chiamata in giudizio del medesimo quale socio - Necessità - Fattispecie. .
Il socio accomandatario di una società in accomandita semplice che, in relazione ad un rapporto di lavoro subordinato di cui sia parte la società, venga convenuto in giudizio quale titolare di un'inesistente ditta individuale, indicata quale parte di tale rapporto obbligatorio, può eccepire anche in appello, nonostante il regime di decadenze e preclusioni vigente nel rito del lavoro, il proprio difetto di legittimazione passiva, poiché è in discussione, in tal caso, il merito della controversia, e la presenza di tutti gli elementi costitutivi della domanda vanno accertati anche d'ufficio; ne', ai fini del rigetto della deduzione difensiva in questione, può rilevare la responsabilità illimitata del socio accomandatario per i debiti della società, poiché l'accertamento di tale responsabilità presuppone pur sempre la chiamata in giudizio del socio come tale, anche per consentirgli di far valere in sede esecutiva il beneficio della previa escussione del patrimonio sociale. (In applicazione del principio sopra riportato, la S.C. ha cassato per vizi di motivazione la sentenza di merito che aveva affermato la responsabilità per oneri previdenziali relativi a un dipendente di un soggetto, sul presupposto che questi fosse socio di una snc, presso cui il dipendente aveva lavorato per alcuni mesi in un periodo successivo, benché il convenuto datore di lavoro fosse stato evocato in giudizio dall'ente previdenziale quale titolare di ditta individuale, riferibile invece esclusivamente al padre). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. IV, lavoro, 11 Agosto 2004, n. 15612.


Fallimento ed altre procedure concorsuali - Fallimento - Effetti - Per i creditori - Ripartizione dell'attivo tra creditori privilegiati, ipotecari e pignoratizi - Credito verso una società di persone - Ammissione in via privilegiata nel fallimento in proprio del socio illimitatamente responsabile - Legittimità. .
Il credito assistito da privilegio generale e vantato nei confronti di una società di persone conserva la prelazione anche qualora venga fatto valere nel fallimento in proprio del socio illimitatamente responsabile, non sussistendo diversità di causa tra le pretese azionabili nei confronti della società debitrice e dei soci della stessa illimitatamente responsabili, ne' sul piano oggettivo - trattandosi del medesimo credito -, ne' su quello soggettivo, in quanto l'obbligazione della società di persone rappresenta anche l'obbligazione diretta del socio della stessa illimitatamente e personalmente responsabile. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 30 Luglio 2004, n. 14646.