LIBRO QUINTO
Del lavoro
TITOLO II
Del lavoro nell'impresa
CAPO III
Delle imprese commerciali e delle altre imprese soggette a registrazione
SEZIONE I
Del registro delle imprese

Art. 2188

Registro delle imprese
TESTO A FRONTE

I. È istituito il registro delle imprese per le iscrizioni previste dalla legge.
II. Il registro è tenuto dall'ufficio del registro delle imprese sotto la vigilanza di un giudice delegato dal presidente del tribunale.
III. Il registro è pubblico.

GIURISPRUDENZA

Negozio traslativo di quote di s.r.l. - Domanda di caducazione - Non trascrivibilità nel Registro Imprese - Richiesta di sequestro giudiziario - Periculum connesso al rischio di cessione a terzi in carenza di un sistema di pubblicità in pubblici registri per le domande aventi ad oggeto i trasferimenti di quote sociali - Negazione.
Le circostanze che rendano "opportuno" provvedere alla custodia o alla gestione della cosa la cui proprietà sia controversa, richiesta quale requisito di periculum in mora dall'art. 670, n. 1, c.p.c., debbono sussistere in concreto ed emergere sulla base di specifici elementi fattuali. Non è pertanto sufficiente il mero pericolo di alienazione a terzi insito nel semplice fatto che per le domande aventi ad oggetto i trasferimenti di quote sociali non esiste un sistema di pubblicità nei pubblici registri, posto che altrimenti si verrebbe ad adombrare un periculum in mora in re ipsa di contro all'esigenza che l’opportunità della custodia debba poter esser desunta da specifici elementi, anche presuntivi, attinenti la fattispecie concreta sub iudice. (Marco De Cristofaro) (riproduzione riservata) Tribunale Venezia, 11 Marzo 2017.


Fallimento - Imprese soggette - Imprenditore ritirato - Termine annuale ex art.10 l.fall. - Decorrenza - Dalla cancellazione dal registro delle imprese - Prova della cessazione dell'attività in epoca anteriore da parte dell'imprenditore - Possibilità - Esclusione.
Il termine di un anno, entro il quale l'imprenditore individuale che abbia cessato la sua attività può essere dichiarato fallito ai sensi dell'art. 10 l.fall. (nel testo modificato dal d.lgs. n. 5 del 2006 e dal d.lgs. n. 169 del 2007), decorre dalla cancellazione dal registro delle imprese, senza possibilità per l'imprenditore medesimo di dimostrare il momento anteriore dell'effettiva cessazione dell'attività. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 21 Aprile 2016, n. 8092.


Fallimento - Dichiarazione di fallimento - Imprese soggette - Imprenditore ritirato - Termine annuale ex art. 10 l.fall., nel testo anteriore al d.lgs. n. 5 del 2006 - Decorrenza - Dalla cancellazione dal registro delle imprese - Fondamento - Limite.
Il termine di un anno dalla cessazione dell'attività, prescritto ai fini della dichiarazione di fallimento dall'art. 10 l.fall. nel testo anteriore alle modifiche apportategli con il d.lgs. n. 5 del 2006, decorre, tanto per gli imprenditori individuali che per quelli collettivi, dalla cancellazione dal registro delle imprese, perché solo da tale momento la cessazione dell'attività viene formalmente portata a conoscenza dei terzi, salva la dimostrazione di una continuazione di fatto dell'impresa anche successivamente. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 07 Marzo 2016, n. 4409.


Giudice del Registro – Cancellazione d’ufficio dal registro delle imprese – Natura ed estensione dei poteri .
In virtù dell’art. 2188 c.c., il Giudice del Registro ha essenzialmente la funzione di vigilare sull’operato dell’ufficio del registro.

In tema di cancellazione d’ufficio d’iscrizioni camerali, tenuto conto che l’art. 2191 c.c. fa riferimento alle “condizioni richieste dalla legge”, va affermato che prima il Conservatore e poi il Giudice del Registro esercitano un controllo di natura formale, limitato alla verifica delle condizioni formali prescritte dalla legge per quell’atto, con esclusione d’indagine sulla relativa legittimità sostanziale. Ciò salve le ipotesi in cui la radicale illiceità contenutista dell’atto finisca addirittura per metterne in discussione la riconducibilità al “tipo” giuridico di atto iscrivibile. (Laura De Simone) (riproduzione riservata)
Tribunale Napoli, 21 Ottobre 2015.


Giudice del Registro – Revoca della cancellazione dal registro delle imprese di società fallita.
In considerazione del principio di tipicità delle annotazioni iscrivibili nel Registro delle Imprese, in base al significato attribuito al combinato disposto degli artt. 2188, 2193 c.c. e dell'art. 7 del d.p.R. n.581/1995 ed in virtù dello scopo a cui assurge il predetto registro, di cautelare le esigenze di certezza e sicurezza dei rapporti economici, per coloro i quali entrano in contatto con le attività di imprenditori e le società iscritte, è fondata la domanda di revoca dell’iscrizione della cancellazione di società fallita al di fuori delle ipotesi tassativamente prevista dalla legge. (Laura De Simone) (riproduzione riservata) Tribunale Napoli, 22 Settembre 2015.


Trattamento dei dati personali - Limiti alla custodia per il tempo necessario al conseguimento delle finalità ed al trattamento - Prevalenza sul sistema di pubblicità del registro delle imprese - Questione pregiudiziale rimessa alla Corte di giustizia dell'Unione europea.
Se il principio di conservazione dei dati personali in modo da consentire l'identificazione delle persone interessate per un arco di tempo non superiore a quello necessario al conseguimento delle finalità per le quali sono rilevati o sono successivamente trattati, previsto dall'art. 6, lett. e), della direttiva 46/95/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 24 ottobre 1995, attuata d.lgs. 30 giugno 2003, n. 196, debba prevalere e, quindi, osti al sistema di pubblicità attuato con il registro delle imprese, previsto dalla Prima direttiva 68/151/CE del Consiglio del 9 marzo 1968 nonché dal diritto nazionale agli art. 2188 c.c. e 8 l. 29 dicembre 1993, n. 580, laddove esso esige che chiunque, senza limiti di tempo, possa conoscere i dati relativi alle persone fisiche ivi risultanti.

Se, quindi, l'art. 3 della Prima direttiva 68/151/CE del Consiglio del 9 marzo 1968 consenta che, in deroga alla durata temporale illimitata e ai destinatari indeterminati dei dati pubblicati sul registro delle imprese, i dati stessi non siano più soggetti a "pubblicità", in tale duplice significato, ma siano invece disponibili solo per un tempo limitato o nei confronti di destinatari determinati, in base ad una valutazione casistica affidata al gestore del dato. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Cassazione civile, sez. I, 17 Luglio 2015, n. 15096.


Sui poteri del conservatore del registro delle imprese (e, quindi, del giudice del registro) in punto di valutazione concernente la validità, formale e sostanziale, degli atti da iscrivere nel registro delle imprese e sui controlli che i menzionati soggetti devono operare.
Secondo la costante giurisprudenza del Giudice del registro presso il Tribunale di Roma, il registro delle imprese ha assunto, per volontà del legislatore del 1993, le funzioni tipiche di un pubblico registro cui è assegnata una insostituibile funzione informativa e pubblicitaria, costituendo in particolare l'unica fonte con validità legale dei fatti ed atti riguardanti il mondo delle imprese. Il registro, dunque, è destinato a creare nei confronti dei terzi un legittimo affidamento, giuridicamente tutelato, della legalità e validità delle informazioni e dei dati ivi inseriti; la funzione specifica di un pubblico registro consiste nel diritto, riconosciuto ad ogni cittadino, di accedervi ricavandone informazioni che hanno piena valenza giuridica, il che significa che le stesse sono normalmente esatte e veritiere, che possono essere utilizzate in ogni contenzioso da parte dei soggetti in lite e che il giudice le deve assumere come vere.
Il conservatore del registro delle imprese non ha, però, funzionalmente il compito di sindacare la validità, sotto il profilo civilistico, del contenuto dei provvedimenti da iscrivere nel registro medesimo: egli è tenuto all’iscrizione obbligatoria previo esercizio del solo controllo di regolarità formale, senza possibilità di sindacarne la regolarità sostanziale demandata alla valutazione dell’autorità giudiziaria su impulso dei soggetti interessati e legittimati per legge. Per regolarità formale deve, peraltro, intendersi il controllo sui soli requisiti formali dell’atto (competenza dell’ufficio, provenienza e certezza giuridica della sottoscrizione, riconducibilità dell’atto da iscrivere al tipo legale, legittimazione alla presentazione dell’istanza di iscrizione) e salvo che l’illiceità dell’atto comprometta la riconducibilità al tipo legale giuridico di atto iscrivibile.
Sebbene sia stata affermata, sia in dottrina che nella giurisprudenza meno recente, la possibilità che l’ufficio e poi il giudice del registro valuti l’eventuale nullità assoluta di un atto da iscrivere, deve ritenersi preferibile, al contrario, l’orientamento secondo il quale esula dai poteri del conservatore - e, quindi, del giudice del registro - il controllo sul merito della lite tra i soci: così, una deliberazione deve essere considerata come validamente assunta finché non interviene la sua revoca in via giudiziale o stragiudiziale (per la giurisprudenza di altri giudici del registro, cfr., Trib. Napoli, 27 giugno 2013; Trib. Verona, 28 settembre 2009; Trib. Bari, 3 giugno 2009; Trib. Catania, 9 aprile 2009).
Approfondendo tali ordini di concetti, e per il rilievo che avrà nel prosieguo della trattazione, deve necessariamente ritenersi che il Conservatore debba, tuttavia, esercitare un potere di controllo di legittimità formale. Infatti, l'art. 11, sesto comma del Regolamento prevede, tra l'altro, che l'ufficio accerti la corrispondenza dell'atto o del fatto del quale si chiede l'iscrizione a quello previsto dalla legge: si tratta del c.d. controllo qualificatorio. Come detto, la disposizione non attribuisce al conservatore poteri di valutazione circa la legittimità, la validità né tantomeno il merito sull'atto ovvero sul fatto da iscrivere, ma riconosce al Conservatore il potere di accertare che il fatto ovvero l'atto di cui si richiede l'iscrizione integri gli estremi della fattispecie per cui è richiesta l'iscrizione e, quindi, che l’atto da iscrivere corrisponda al modello legale (controllo di tipicità).
In altre parole, fermo restando che non tutti gli atti inerenti ad una determinata società devono o possono essere iscritti nel registro delle imprese, ma soltanto quelli previsti dalla legge (art. 2188 c.c.), al momento della presentazione di una istanza di iscrizione, il Conservatore deve valutare la corrispondenza tra atto da iscrivere e modello legale: conseguentemente, deve procedere all’iscrizione soltanto ove tale controllo dia esito positivo.
Sotto altro e consequenziale profilo, non ci si può esimere dall’osservare che il conservatore ha certamente la funzione di verificare la compatibilità logica-giuridica tra le diverse iscrizioni, in tal senso dovendosi interpretare il secondo comma dell’art. 2189 c.c. secondo il quale, prima di procedere all’iscrizione, l’ufficio deve verificare, oltre che l’autenticità delle sottoscrizioni, il “concorso delle condizioni richieste dalla legge per l’iscrizione”. Ad opinare diversamente - nel senso, cioè, che il conservatore non possa verificare la compatibilità dell’atto con le risultanze del registro - verrebbe ad essere vanificata la stessa funzione del registro delle imprese, in quanto si verificherebbe la possibilità di iscrizione tra loro incompatibili con conseguente venir meno di ogni possibile legittimo affidamento da parte dei terzi in ordine alla legalità ed alla validità delle informazioni contenute nel registro stesso. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Tribunale Roma, 15 Aprile 2015.


Registro delle imprese - Tipicità degli atti soggetti all'iscrizione - Applicazione analogica - Esclusione - Controllo del giudice del registro sulla completezza del sistema - Fattispecie in tema di revocatoria di cessione di quote di società a responsabilità limitata.
Dagli articoli 2188 c.c., 7, comma 2, e 11, comma 6, lett c) del d.p.r. 58171995 si ricava il principio di tipicità e tassatività degli atti suscettibili ad iscrizione nel registro delle imprese, norme, queste, che non possono essere fatte oggetto di un'interpretazione analogica volta ad ampliare i casi previsti in nome del principio di completezza degli atti suscettibili di iscrizione in un sistema informato al principio di legalità; il sistema di informazione proprio del registro delle imprese deve, infatti, considerarsi completo, non perché essenzialmente tale, ma nella misura in cui tutti e solo gli atti per cui la legge prevede l'iscrizione risultano effettivamente iscritti grazie al controllo del giudice del registro, il quale si esplica non solo sugli atti che devono necessariamente essere iscritti (2190 c.c.) ma anche su quelli che, viceversa, ove iscritti, debbono essere cancellati (2191 c.c.). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 23 Dicembre 2013.


Cancellazione della revoca della cancellazione di una società – Presupposti cancellazione d’iscrizione avvenuta in assenza delle condizioni di legge – Controllo sostanziale – Esclusione – Controllo di legittimità formale – Sussistenza – Natura provvedimenti giudice del registro – Presupposti per loro revoca o modifica ex art. 742 cpc – Sussistenza di circostanze sopravvenute o, se preesistenti, ignorate al momento della pronuncia del provvedimento – Esclusione..
I provvedimenti del giudice del registro possono essere impugnati nel termine di quindici giorni dalla loro comunicazione innanzi al Tribunale. (Francesco Fimmanò) (riproduzione riservata)

L’art. 742 c.p.c. prevede la modificabilità e revocabilità dei provvedimenti emessi a seguito di procedimento in camera di consiglio, tra cui rientrano i decreti del giudice del registro. Tale revocabilità è subordinata alla sussistenza di circostanze sopravvenute o, se preesistenti, ignorate al momento della pronuncia del provvedimento, circostanze in cui non può comprendersi il mero mutamento di orientamento della giurisprudenza di legittimità. (Francesco Fimmanò) (riproduzione riservata)

Il giudice del registro può e deve ordinare la cancellazione d’ufficio di un’iscrizione posta in essere dall’ufficio del registro in quanto l’iscrizione medesima sia avvenuta in assenza delle condizioni richieste dalla legge. L’ufficio del registro non può, in presenza di siffatto ordine, esimersi dal darvi corso (art. 17 comma 2 d.p.r. n. 581/1995), né, come del resto anche in ogni altro caso di iscrizione su domanda, può entrare nel merito della vicenda oggetto d’iscrizione, in virtù del combinato disposto di cui agli artt. 11 D.P.R. 581/1995 e 2189 c.c.. (Francesco Fimmanò) (riproduzione riservata)

Il giudice del registro, in virtù dell’art. 2188 c.c., ha la funzione di vigilare sull’operato dell’ufficio del registro e, in particolare, in tema di cancellazione d’ufficio, esercita il solo controllo di legittimità formale dell’atto della cui iscrizione si tratta  con esclusione d’indagine sulla legittimità sostanziale. (Francesco Fimmanò) (riproduzione riservata)
Tribunale Napoli, 14 Novembre 2013.


Registro delle Imprese – Tipicità delle annotazioni – Sussistenza

Pubblicità camerale – Tipicità – Completezza annotazioni – Sussistenza

Pubblicità camerale atti tipici – Efficacia – Prova contraria – Esclusione

Annotazioni camerali in tema di Srl – Interpretazione estensiva dettato art. 2470 c.c. – Sussistenza

Annotazioni in tema di Srl – Vicende relative partecipazione societaria – Sussistenza

Annotazione di azione simulazione cessione quote Srl – Ammissibilità – Sussistenza

Annotazione di azione revocatoria cessione quote Srl – Ammissibilità – Esclusione
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Dal combinato disposto dell’art. 7, comma 2, dpr n. 581/1995 e dell’art. 2188 c.c. emerge che devono essere iscritti nel Registro delle Imprese i soli atti per i quali tale adempimento è previsto dalla legge. Tali norme esprimono chiaramente il principio della tipicità delle annotazioni. (Francesco Fimmanò) (riproduzione riservata)

La funzione propria della pubblicità non può prescindere dalla certezza degli atti da iscrivere. Ed infatti la disciplina di cui all’art. 2193 c.c. da un lato prevede che non possano essere opposti ai terzi i fatti non iscritti dei quali la legge prevede l’iscrizione, salvo che non si provi che questi ne abbiano avuto aliunde conoscenza; dall’altro, che l’ignoranza dei fatti per cui è prevista detta iscrizione non possa essere opposta dal momento in cui l’annotazione sia effettivamente avvenuta. Quindi l’efficacia della pubblicità è riconosciuta tale da non ammettere prova contraria. (Francesco Fimmanò) (riproduzione riservata)

Ai sensi dell’art. 2470 c.c. il trasferimento delle partecipazioni nell’ambito della Srl è opponibile alla società solo per effetto della relativa iscrizione camerale; nel conflitto tra più acquirenti della stessa partecipazione, prevale quello che ha iscritto per primo. Con l’abrogazione del libro dei soci (avvenuta con la legge 2/2009), di ogni vicenda modificativa delle intestazioni di quota, cui va collegata la legittimazione all’esercizio dei diritti connessi, non può darsi notizia se non attraverso l’iscrizione  camerale. (Francesco Fimmanò) (riproduzione riservata)

Varie norme del codice civile rendono palese la volontà del legislatore di offrire pubblicamente notizie omnicomprensive sull’imprenditore e/o sulla società (si cfr. ad esempio l’art. 2196 c.c. sull’imprenditore individuale, gli artt. 2328 e 2330 c.c. sulla spa, gli artt. 2463 e 2470 c.c. sulla srl etc.). Del resto la disposizione citata di cui all’art. 2470 c.c. è tesa a consentire il raggiungimento della massima trasparenza in tema di partecipazioni societarie e degli assetti proprietari. (Francesco Fimmanò) (riproduzione riservata)

E’ condivisibile quell’orientamento giurisprudenziale che ritiene di dare un’interpretazione estensiva del comma 3 dell’art. 2470, riferendolo non solo agli atti di trasferimento in senso tecnico delle partecipazioni societarie, quanto anche a quelli destinati ad incidere comunque su tale titolarità. (Francesco Fimmanò) (riproduzione riservata)

La trascrizione delle domande giudiziali è disciplinata dall’art. 2652 c.c. ed è diretta a regolamentare gli effetti della decisione sull’oggetto del processo cui l’avente causa del convenuto è ( o può esser stato) estraneo. Quindi è norma che assolve alla cd. funzione prenotativa, nel senso di prevedere l’opponibilità ai terzi della sentenza emessa nel conflitto tra chi agisce ed il convenuto soccombente.  La previsione di cui all’art. 2470 viceversa  mira solo a regolamentare il conflitto tra più acquirenti di una quota di srl privilegiando quello che abbia iscritto per primo e che, tuttavia, sia in buona fede. (Francesco Fimmanò) (riproduzione riservata)

Può essere iscritta nel Registro delle Imprese la domanda di simulazione proposta, da un lato per l’obiettivo di rendere ostensibile ai terzi le vicende del bene e, quindi, di possibili atti prodromici ad un suo successivo trasferimento: ed invero l’eventuale accoglimento della domanda porrebbe il problema della reintegrazione e/o riattribuzione della quota del capitale della ENNI assegnata al Santoro in proporzione ad un conferimento inesistente. Dall’altro poiché la formalità varrebbe ad influire, in ipotesi di cessione della stessa nelle more del giudizio, nella valutazione della buna fede del terzo acquirente. (Francesco Fimmanò) (riproduzione riservata)

Non può essere iscritta nel Registro delle Imprese l’azione revocatoria proposta, poiché l’accoglimento del rimedio non avrebbe la portata di rimuovere la validità e l’efficacia tra le parti degli atti dispositivi impugnati, quanto di ricostituire la pienezza della garanzia patrimoniale del disponente. (Francesco Fimmanò) (riproduzione riservata)
Tribunale Napoli, 15 Ottobre 2013.


Registro delle imprese - Atti soggetti a trascrizione - Interpretazione estensiva del sistema normativo - Trascrizione di domanda giudiziale di accertamento della proprietà di partecipazioni con intestazione fiduciaria - Ammissibilità..
I compiti di pubblicità-notizia assegnati al Registro delle Imprese rispondono all’esigenza di assicurare ai terzi che si accingono a stringere rapporti giuridici con la società o con la compagine di essa adeguata informazione in ordine a taluni assetti cruciali della vita sociale onde non metterne a rischio le eventuali attività negoziali (si pensi alle notizie afferenti la sede sociale, le persone degli amministratori, il capitale sociale, la dinamica circolatoria delle partecipazioni e gli atti di disposizione che le riguardono, le modificazioni statutarie sopravvenute, etc.); deve , pertanto, accedersi all’interpretazione “estensiva” del sistema normativo di cui agli artt. 2188 e 2189 c.c., non essendo immaginabile che il legislatore possa aver negato pubblicità erga omnes ad eventi che comunque investono – sia pure in forma interlocutoria – atti e/o fatti per i quali è prevista invece l’iscrizione obbligatoria, posto che simile scelta finirebbe per inficiare gravemente, minandola, la qualità stessa dell’iscrizione tipica (nel caso di specie, il tribunale ha ordinato al conservatore del registro delle imprese di iscrivere la domanda giudiziale avente ad oggetto l'accertamento della proprietà di partecipazioni di di S.r.l. con l'intestazione fiduciaria ed il trasferimento delle stesse ai fiducianti). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Verona, 01 Aprile 2012.


Registro imprese – Rifiuto di iscrizione della domanda diretta ad ottenere l’esecuzione in forma specifica dell’obbligo di contrarre relativo alla cessione di quote societarie di s.r.l. – Non iscrivibilità della domanda – Principio di tipicità degli atti iscrivibili – Inapplicabilità degli artt. 2471, 2652, 2690 c.c..
La domanda diretta ad ottenere l’esecuzione in forma specifica dell’obbligo di contrarre relativo alla cessione di quote societarie di società a responsabilità limitata non è iscrivibile nel Registro delle Imprese per il principio di tipicità degli atti iscrivibili espresso dall’art.2188 c.c.. (Laura De Simone) (riproduzione riservata)

Il principio di tassatività degli atti iscrivibili nel Registro delle Imprese presuppone la tipicità degli effetti degli atti iscrivibili. (Laura De Simone) (riproduzione riservata)
Tribunale Bari, 19 Febbraio 2012.


Registro Imprese – Società fiduciaria estera – Cessione di quota – Autorizzazione ad operare in Italia – Non necessità – Rifiuto di iscrizione – Illegittimità..
Una società fiduciaria estera, benché priva di autorizzazione ad operare in Italia, può cedere a terzi la propria quota di partecipazione in una società italiana, proprio per non dover operare in assenza di autorizzazione. (Giuseppe Limitone) (riproduzione riservata) Tribunale Vicenza, 07 Febbraio 2012.


Società in nome collettivo - Sentenza di revoca della facoltà di amministrare - Sentenza costitutiva non passata in giudicato - Iscrizione al registro delle imprese - Esclusione..
Non può essere iscritta al Registro delle Imprese la sentenza del Tribunale che ha statuito la revoca della facoltà di amministrare una società in nome collettivo in capo ad un amministratore, poiché trattasi di sentenza di natura costitutiva non passata in giudicato e per il principio di tassatività espresso dal disposto dell’art. 2188 c.c. non è facoltà del Conservatore del Registro Imprese o del Giudice del Registro pubblicizzare atti fuori dalle ipotesi previste dalla legge. (Laura De Simone) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 31 Dicembre 2011.


Registro imprese - Destinatario delle norme contenute nel regolamento di attuazione - Potere dovere di rifiutare l'iscrizione..
Le norme di cui al d.p.r. n. 581 del 1995, contenente il regolamento di attuazione per la istituzione del Registro delle imprese di cui all'articolo 2188 c.c., e in particolare le norme di cui agli articoli 11 e seguenti, inserite nel titolo terzo intitolato "Funzionamento dell'ufficio" hanno come destinatario l'Ufficio stesso e il Conservatore che deve procedere alle relative iscrizioni. Ne consegue che il potere-dovere di rifiutare l'iscrizione compete all'Ufficio del Registro delle imprese e non già all'amministratore della società destinatario dell'atto di cui si chiede l'iscrizione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Bari, 03 Ottobre 2011.


Società in nome collettivo - Recesso del socio per giusta causa - Comunicazione al registro imprese - Presupposti - Adozione di delibera dei soci - Non necessità..
Le modificazioni dell'atto costitutivo di società in nome collettivo derivanti dallo scioglimento del rapporto sociale limitatamente ad un socio per morte, recesso, o esclusione non devono necessariamente risultare da una delibera dei soci; l'amministratore della società ha, quindi, l'obbligo di richiedere l'iscrizione nel registro delle imprese della modificazione che sia conseguenza del recesso per giusta causa del socio. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Bari, 03 Ottobre 2011.


Società in nome collettivo - Recesso del socio - Mancata comunicazione al registro imprese - Permanenza della responsabilità illimitata del socio - Richiesta di provvedimento cautelare nei confronti dell'amministratore della società - Periculum in mora - Sussistenza..
Poiché la mancata pubblicità del recesso del socio di società di persone comporta il permanere del regime di responsabilità illimitata del socio stesso, sussiste il requisito del periculum in mora perché in via cautelare si ordini all'amministratore di società di persone che non vi abbia provveduto di comunicare al registro delle imprese il recesso per giusta causa del socio. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Bari, 03 Ottobre 2011.


Registro delle imprese – Principio di tipicità degli atti soggetti a iscrizione – Atti iscrivibili ex art. 2470 c.c. e ex art. 2300 c.c. – Conseguenze..
Il principio di tipicità degli atti soggetti all’iscrizione nel registro delle imprese appare immanente alla stessa funzione pubblicitaria, la quale non tollera incertezza in ordine agli atti da pubblicizzare né ammette mere facoltà di pubblicizzare al di fuori dei casi previsti, pena la compromissione dell’affidamento dei terzi che rischierebbero di veder pubblicizzati atti dei quali si ignorava colpevolmente la soggezione a pubblicità. Essenziale ad ogni sistema di pubblicità è, infatti, la predeterminazione legale degli atti e dei fatti soggetti alla pubblicità stessa, onde consentire ai terzi di conoscere preventivamente quali di essi trovare rappresentati nel pubblico registro. L’iscrizione nel registro di atti e fatti non contemplati espressamente dalla legge deve dunque essere negata. Nel campo della disciplina delle società di persone, manca una disposizione quale quella dettata dall’art. 2470 c.c. in tema di società di capitali, norma che prevede l’iscrizione dell’atto che determini il trasferimento della titolarità della partecipazione. Tale norma prevede un obbligo di iscrizione del trasferimento della quota e introduce un criterio di soluzione del conflitto tra più aventi causa dal medesimo soggetto. Con riferimento alle società di persone è invece oggetto di pubblicità esclusivamente la modifica dell’atto costitutivo conseguente a vicende traslative di partecipazioni sociali (art. 2300 c.c.), mentre non vi sono regole specifiche ai fini della certezza e stabilizzazione della circolazione giuridica di tale “bene”. Tanto basta ad escludere l’illegittimità del rifiuto del Conservatore del registro delle imprese di iscrivere la domanda giudiziale posta dal ricorrente (nel caso di specie si trattava di una domanda di revocatoria ex art. 2901 c.c. di un atto di trasferimento di quote di una s.a.s. dal socio accomandatario al socio accomandante). (Andrea Paganini) (riproduzione riservata) Tribunale Varese, 29 Luglio 2011.


Registro delle imprese – Sistema di pubblicità di impresa e sistema di pubblicità immobiliare – Differenze..
Nel sistema della pubblicità immobiliare e mobiliare (mobili registrati) la trascrizione della domanda giudiziale, nei casi espressamente previsti, svolge una peculiare funzione prenotativa degli effetti di opponibilità ai terzi della futura sentenza di accoglimento, effetti prenotativi che invece difettano nel sistema di pubblicità di impresa. I due sistemi hanno infatti presupposti diversi e non possono ritenersi governati dai medesimi principi. (Andrea Paganini) (riproduzione riservata) Tribunale Varese, 29 Luglio 2011.