LIBRO QUARTO
Dei procedimenti speciali
TITOLO VIII
Dell'arbitrato
CAPO II
Degli arbitri (1)
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(1) Capo sostituito dal d.ls. 2 febbraio 2006, n. 40, con effetto dal 2 marzo 2006. Ai sensi dell'art. 273 d.ls. n. 40, cit., le disposizioni del Capo «si applicano ai procedimenti arbitrali, nei quali la domanda di arbitrato è stata proposta successivamente alla data di entrata in vigore del presente decreto». La precedente formulazione del Capo comprendeva gli articoli da 810 a 815.

Art. 814

Diritti degli arbitri (1)
Testo a fronte
TESTO A FRONTE

I. Gli arbitri hanno diritto al rimborso delle spese e all'onorario per l'opera prestata, se non vi hanno rinunciato al momento dell'accettazione o con atto scritto successivo. Le parti sono tenute solidalmente al pagamento, salvo rivalsa tra loro.

II. Quando gli arbitri provvedono direttamente alla liquidazione delle spese e dell'onorario, tale liquidazione non è vincolante per le parti se esse non l'accettano. In tal caso l'ammontare delle spese e dell'onorario è determinato con ordinanza dal presidente del tribunale indicato nell'articolo 810, secondo comma, su ricorso degli arbitri e sentite le parti.

III. L'ordinanza è titolo esecutivo contro le parti ed è soggetta a reclamo a norma dell'articolo 825, quarto comma. Si applica l'articolo 830, quarto comma.



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(1) Capo sostituito dal d.lgs. 2 febbraio 2006, n. 40, con effetto dal 2 marzo 2006. Ai sensi dell'art. 273 d.ls. n. 40, cit., le disposizioni del Capo «si applicano ai procedimenti arbitrali, nei quali la domanda di arbitrato è stata proposta successivamente alla data di entrata in vigore del presente decreto».

GIURISPRUDENZA

Compenso per arbitro avvocato di arbitrato rituale – Applicazione dell’art. 10, 1°com. e della Tabella n. 26 del D.M. 55/2014 – Non spettanza delle spese generali di cui all’art. 2 del D.M. 55/2014

Compenso del segretario avvocato – Non applicabilità del D.M. 55/2014
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Ferma l’applicabilità dell’art. 10, primo comma, e della tabella n. 26 del D.M. n. 55/2014 non spettano all’Arbitro avvocato sul compenso così determinato le Spese Generali di cui all'art. 2 del D.M. n. 55 del 2014 atteso che l’applicazione della norma di cui all'art. 814 cod. proc. civ. prevede il relativo diritto con riferimento alle sole spese cd. “borsuali”, quelle, cioè, effettivamente sopportate e documentabili, menzionate, in sostanza, dagli artt. 90, 92 e 93 cod. proc. civ.  Non possono nel caso di Arbitro Avvocato ritenersi applicabili “tout court” i principi in tema di tariffe professionali forensi quanto alle spese c.d. “forfettarie” attesa la non assoluta equiparazione dell’arbitro all’esercente la professione forense in relazione alla peculiarità dell'opera rispettivamente prestata. (Anna Sofia Mauro) (riproduzione riservata)

La scelta di un avvocato per attività estremamente semplici e di carattere amministrativo/processuale, quali la redazione dei processi verbali di udienza, le comunicazioni telematiche degli atti processuali alle parti e la custodia del fascicolo processuale, non giustifica né tantomeno consente il ricorso al D.M. 55/2014 per la valutazione economica dell'opera prestata dal Segretario avvocato. In considerazione dell'attività amministrativa e non già forense prestata dal Segretario, seppure avvocato, sul compenso non sono dovuti il C.P.A. e le Spese Generali. (Anna Sofia Mauro) (riproduzione riservata)
Tribunale Roma, 24 Aprile 2017.


Liquidazione del compenso per arbitri di arbitrato rituale – Tipo di giudizio con il quale richiederla e parametri utilizzabili per la liquidazione sulla base del d.m.140/2012

Giudizio per la liquidazione del compenso di arbitri – Esclusività della proposizione nelle forme di cui all’art. 814, secondo comma, c.p.c. – Esclusione – Ammissibilità del procedimento ex art. 702 ter c.p.c. – Sussiste

Parametri per la liquidazione del compenso per un arbitro avente la qualità professionale di avvocato – Ricorso ai parametri di cui all’art. 3, comma 2, del d.m.140/2012 in tema di attività stragiudiziale – Ammissibilità – Sussiste
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Il procedimento per la liquidazione degli onorari spettante agli arbitri non deve necessariamente essere promosso e svolgersi nelle forme di cui all’art. 814 c.p.c., atteso che con tale tipo di giudizio possono concorre tanto un ordinario giudizio cognitivo quanto il procedimento monitorio o il procedimento sommario di cognizione. (Massimo Vaccari) (riproduzione riservata)

La liquidazione del compenso spettante all’arbitro di un arbitrato rituale da effettuarsi, in ragione della qualità professionale dell’arbitro stesso sulla base del d.m.140/2012, deve avvenire, in difetto di una previsione specifica riguardante i criteri utilizzabili a tal fine, sulla base dei parametri di cui all’art. 3, comma 2, di tale regolamento in tema di attività stragiudiziale, ad essa dovendo ricondursi quella di arbitro. Peraltro l’unico parametro concretamente utilizzabile ai predetti fini è quello del compenso orario, da determinarsi sulla base del valore di mercato dello stesso. (Massimo Vaccari) (riproduzione riservata)
Tribunale Verona, 26 Giugno 2015.


Arbitrato Irrituale – Richiesta di determinazione del compenso ex art. 814 c.p.c. – Ammissibilità..
A seguito della configurazione unitaria assunta dall’istituto dell’arbitrato per effetto dell’introduzione della legge 2 febbraio 2006, n. 40, deve ritenersi ammissibile il ricorso presentato ex art. 814 c.p.c. dagli arbitri che hanno prestato la loro opera nell’ambito di un arbitrato irrituale e volto a richiedere al Presidente del Tribunale la determinazione del loro compenso. (Mauro Bernardi) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 24 Maggio 2013.


Arbitrato - Richiesta di determinazione del compenso da parte del c.t.u. del giudizio arbitrale - Inammissibilità..
E’ inammissibile il ricorso presentato ex art. 814 c.p.c. dal c.t.u. che ha prestato la propria opera nell’ambito del giudizio arbitrale potendo avvalersi di tale speciale procedimento unicamente gli arbitri mentre il consulente dovrà ricorrere agli ordinari rimedi previsti dal codice di rito. (Mauro Bernardi) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 09 Maggio 2013.


Arbitrato - Arbitri - Compenso - Ricorso ex art. 111 Cost. avverso ordinanza presidenziale di determinazione del compenso e delle spese nel contratto di arbitrato - Inammissibilità - Fondamento..
È inammissibile il ricorso straordinario per cassazione, ai sensi dell'art. 111 Cost., proposto avverso provvedimento del competente presidente del tribunale, relativo alla determinazione del compenso e delle spese dovuti agli arbitri, ex art. 814, secondo comma, cod. proc. civ., dovendosi confermare l'orientamento ancora recentemente espresso dalle Sezioni Unite. Invero, benché non esista nel nostro sistema processuale una norma che imponga la regola dello "stare decisis", essa costituisce, tuttavia, un valore o, comunque, una direttiva di tendenza immanente nell'ordinamento, stando alla quale non è consentito discostarsi da un'interpretazione del giudice di legittimità, investito istituzionalmente della funzione della nomifilachia, senza forti ed apprezzabili ragioni giustificative; in particolare, in tema di norme processuali, per le quali l'esigenza di un adeguato grado di certezza si manifesta con maggiore evidenza, anche alla luce dell'art. 360 bis, primo comma, n. 1, cod. proc. civ. (nella specie, non applicabile "ratione temporis"), ove siano compatibili con la lettera della legge due diverse interpretazioni, deve preferirsi quella sulla cui base si sia formata una sufficiente stabilità di applicazione nella giurisprudenza della Corte di cassazione. Cassazione Sez. Un. Civili, 31 Luglio 2012, n. 13620.