LIBRO QUARTO
Dei procedimenti speciali
TITOLO I
Dei procedimenti sommari
CAPO III-bis
Del procedimento sommario di cognizione
(1)
__________________________
(1) Capo inserito dall’art. 51, comma 1 della l. 18 giugno 2009, n. 69, con effetto dal 4 luglio 2009.


Art. 702-bis

Forma della domanda. Costituzione delle parti (1)
Testo a fronte
TESTO A FRONTE

I. Nelle cause in cui il tribunale giudica in composizione monocratica, la domanda può essere proposta con ricorso al tribunale competente. Il ricorso, sottoscritto a norma dell'articolo 125, deve contenere le indicazioni di cui ai numeri 1), 2), 3), 4), 5), 6) e l'avvertimento di cui al numero 7) del terzo comma dell'articolo 163.

II. A seguito della presentazione del ricorso il cancelliere forma il fascicolo d'ufficio e lo presenta senza ritardo al presidente del tribunale, il quale designa il magistrato cui è affidata la trattazione del procedimento.

III. Il giudice designato fissa con decreto l'udienza di comparizione delle parti, assegnando il termine per la costituzione del convenuto, che deve avvenire non oltre dieci giorni prima dell'udienza; il ricorso, unitamente al decreto di fissazione dell'udienza, deve essere notificato al convenuto almeno trenta giorni prima dalla data fissata per la sua costituzione.

IV. Il convenuto deve costituirsi mediante deposito in cancelleria della comparsa di risposta, nella quale deve proporre le sue difese e prendere posizione sui fatti posti dal ricorrente a fondamento della domanda, indicare i mezzi di prova di cui intende avvalersi e i documenti che offre in comunicazione, nonché formulare le conclusioni. A pena di decadenza deve proporre le eventuali domande riconvenzionali e le eccezioni processuali e di merito che non sono rilevabili d'ufficio.

V. Se il convenuto intende chiamare un terzo in garanzia deve, a pena di decadenza, farne dichiarazione nella comparsa di costituzione e chiedere al giudice designato lo spostamento dell'udienza. Il giudice, con decreto comunicato dal cancelliere alle parti costituite, provvede a fissare la data della nuova udienza assegnando un termine perentorio per la citazione del terzo. La costituzione del terzo in giudizio avviene a norma del quarto comma.



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(1) Articolo inserito dall’art. 51, comma 1 della l. 18 giugno 2009, n. 69, che ha inserito il capo III-bis dopo il capo III del titolo I del libro quarto. La modifica si applica ai giudizi instaurati dopo il 4 luglio 2009 (art. 58, comma 1, legge cit.).

GIURISPRUDENZA

Provvedimenti d’urgenza – Risarcimento del danno – Debiti di valore – Concause umane e naturali – Solidarietà passiva – Limiti soggettivi del giudicato.
L’obbligazione risarcitoria rientra normalmente fra le ipotesi di debito di valore e, come tale, non ha per oggetto una somma di denaro determinata o agevolmente determinabile bensì l’equivalente del controvalore in denaro di un determinato bene; pertanto, indipendentemente dalla sussistenza del fumus e del periculum, non si può agire ex art. 700 cod. proc. civ. al fine di procurarsi un titolo esecutivo in via anticipata rispetto alla sentenza prima che il danno sia stato liquidato.

L’evoluzione giurisprudenziale in materia di concause naturali ha comportato la riaffermazione del criterio dell’all-or-nothing per la causalità materiale e, specularmente, il riconoscimento della frazionabilità della causalità giuridica tramite riduzione equitativa del danno-conseguenza.

Tuttavia, tale evoluzione non consente di discostarsi dai principi della solidarietà previsti dall’art. 2055 cod. civ. con riguardo ai coautori del medesimo illecito o inadempimento.

La possibilità di ridurre in via equitativa il danno-conseguenza qualora una o più cause naturali abbiano concorso a determinare l’evento, infatti, trova giustificazione nella circostanza che il danneggiante tenuto a risarcire per l’intero non potrà in seguito rivalersi sulla concausa naturale. Viceversa, nell’ipotesi di concause umane, il convenuto tenuto a risarcire da solo per l’intero potrà pur sempre rivalersi sugli altri coautori in proporzione della rispettiva colpa.

Non vi sono, infine, profili problematici inerenti al giudicato e ai suoi limiti soggettivi poiché gli artt. 1306 cod. civ. e 106 cod. proc. civ. assicurano la coerenza del sistema. (Stefano Romoli) (riproduzione riservata)
Tribunale Treviso, 13 Novembre 2018.


Avvocato - Onorari - Liquidazione - Ingiunzione - Opposizione a decreto ingiuntivo - Applicazione, da parte del giudice, del rito sommario ordinario ex art. 702 bis c.p.c. - Erronea dichiarazione di inammissibilità - Mezzo di impugnazione - Appello - Fondamento - Fattispecie.
Il provvedimento con cui è decisa l'opposizione a decreto ingiuntivo riguardante onorari di avvocato che sia stata introdotta ai sensi dell'art. 702 bis c.p.c., seguendo il rito sommario ordinario codicistico e non quello speciale di cui all'art. 14 d.lgs. n. 150 del 2011, deve essere impugnato con l'appello, secondo il regime previsto dall'art. 702 quater c.p.c., trovando applicazione il principio di apparenza. (Nella specie, il giudice di primo grado, utilizzando il rito sommario ordinario ex art. 702 bis c.p.c., aveva dichiarato inammissibile l'opposizione perché non introdotta con le forme del rito ordinario; la S.C., pur ritenendo erronea la ricostruzione normativa del giudice "a quo", ha dichiarato inammissibile il ricorso contro tale ordinanza poiché, alla luce del principio di apparenza, avrebbe dovuto essere proposto appello come stabilito dall'art. 702 quater c.p.c.). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 05 Ottobre 2018, n. 24515.


Opposizione a decreto ingiuntivo – Revoca del decreto ingiuntivo con spese della procedura monitoria e tassa di opinamento a carico dell’avvocato – Accoglimento dell’opposizione a decreto ingiuntivo – Responsabilità professionale dell’avvocato – Violazione del dovere di dissuasione – Condanna dell’avvocato al risarcimento dei danni nei confronti dell’ex cliente.
Il professionista che agisca diligentemente ha il dovere di informare, dissuadere, sollecitare il cliente, rappresentandogli tutte le questioni di fatto o diritto ostative al raggiungimento dell'obiettivo e produttive di potenziali effetti dannosi, sconsigliandolo di intraprendere o proseguire giudizi dall'esito probabilmente sfavorevole. L'onere della prova di una tale condotta incombe sul professionista, essendo peraltro insufficiente a questo fine il rilascio da parte del cliente della procura ad agire. (Feliciano Dal Bo) (riproduzione riservata) Tribunale Treviso, 13 Marzo 2018.


Avvocato - Onorari - Liquidazione - Onorari e spese dovuti dal cliente al proprio difensore per prestazioni giudiziali civili - Provvedimento che ne contiene la liquidazione - Regime di impugnazione - Individuazione - Criteri - Fattispecie.
Anche in seguito all'entrata in vigore dell'art. 14 del d.lgs. n. 150 del 2011, al fine di stabilire il regime di impugnazione del provvedimento con cui si liquidano gli onorari e le altre spettanze dovuti dal cliente al proprio difensore per prestazioni giudiziali civili, assume rilevanza la forma adottata dal giudice in base alla qualificazione che egli abbia dato, implicitamente o esplicitamente, all'azione esercitata dalla parte. (Nella specie la Corte, ritenendo che il Tribunale avesse consapevolmente pronunciato ordinanza monocratica in applicazione delle norme sul procedimento sommario di cognizione di cui agli artt. 702 bis e ss. c.p.c., ha dichiarato inammissibile il ricorso). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 01 Marzo 2018, n. 4904.


Processo civile – Procedimenti speciali – Decreto ingiuntivo per il pagamento di onorari di avvocato – Opposizione – Applicabilità del procedimento ex art.702 bis c.p.c. – Affermazione – Introduzione con atto di citazione – Inammissibilità – Esclusione – Deposito oltre il termine di 40 giorni dalla notifica del decreto – Inammissibilità – Sussiste.
In seguito all’introduzione dell’aret.14 coma 1 del D.L. 150/2011, il giudizio ex art.645 c.p.c. di opposizione al decreto ingiuntivo per il pagamento di compensi giudiziali deve seguire il procedimento di cui all’art.702 bis c.p.c. e ss..
Se anche introdotto con citazione, l’atto di opposizione deve essere depositato entro 40 giorni dalla notifica dell’ingiunzione di pagamento, a pena di inammissibilità. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Tribunale Milano, 28 Febbraio 2018.


Anatocismo bancario nei contratti “uso piazza” anteriori alla delibera CICR 9.2.2000 – Illegittimità – Ricalcolo degli interessi senza operare alcuna capitalizzazione – Prova della pubblicazione dell’adeguamento alla delibera CICR 9.2.2000 in G.U. e comunicazione al correntista – Necessità – Prova della pattuizione di nuova regolamentazione degli interessi – Necessità – Modifica dell’azione di accertamento negativo in azione di condanna a seguito di chiusura del rapporto di c/c in corso di causa – Validità contratto mono-firma.
1) La proposizione della domanda di mero accertamento finalizzata alla rideterminazione del saldo del conto corrente non impedisce a parte ricorrente, qualora nelle more del giudizio il conto corrente sia stato chiuso su iniziativa della banca, di modificare l’originaria domanda di accertamento in quella di condanna, trovando applicazione quanto affermato dalle sentenza n. 12310 del 15.06.2015 delle SS.UU. della Corte di Cassazione in base a cui “la modificazione della domanda […] può riguardare anche uno o entrambi gli elementi oggettivi della stessa, sempre che la domanda così modificata risulti comunque connessa alla vicenda sostanziale dedotta in giudizio e senza che, perciò solo, si determini la compromissione delle potenzialità difensive della controparte, ovvero l’allungamento dei tempi processuali”.

2) Quanto ai contratti sottoscritti dal solo correntista, la nullità di cui all’art. 117 TUB costituisce un’ipotesi riconducibile alle c.d. nullità di protezione di derivazione comunitaria, le quali, per la peculiarità della disciplina che le caratterizza, non appaiono in alcun modo sovrapponibili alla nullità codicistica, tradizionalmente intesa come quella patologia di gravità tale da rendere il negozio radicalmente improduttivo di effetti e insuscettibile di sanatoria.  La forma scritta prescritta a pena di nullità dall’art.  117 TUB, nella logica di quello che è stato definito in dottrina come “neo-formalismo comunitario”, assolve essenzialmente alla funzione di colmare il divario informativo esistente in determinati settori tra i soggetti che vi operano professionalmente ed il contraente debole.
Ne consegue che la forma scritta prescritta dall’art. 117 TUB non appare integrare un elemento costitutivo e strutturale del contratto, imposto, come nella tradizione romanistica, allo scopo di richiamare il contraente sull’importanza del negozio che si accinge a compiere, ma appare un adempimento imposto al contraente forte e strumentale ai doveri di correttezza, buona fede e trasparenza contrattuale necessari a colmare l’iniziale e fisiologico deficit informativo tra le parti. Tale nullità, atteso il suo carattere  "relativo" e la finalità protettiva degli interessi particolari del contraente debole, può apprezzarsi solo se vi sia stata in concreto una lesione dell’interesse protetto, lesione che, è di palmare  evidenza,  non  può  sussistere  per  la  mera  mancata  sottoscrizione  del  contratto  da parte della banca contraente, atteso che il cliente, ricevendo il contratto redatto per iscritto, è stato pienamente messo in  grado di conoscere e di comprendere ogni clausola contrattuale.
In altri termini, con la nullità atipica di cui all’art. 117 TUB il legislatore ha recepito il principio comunitario che impone, in caso di asimmetria informativa tra le parti, l’obbligo di clare loqui, affinché il cliente sia quanto più possibile reso edotto dei diritti e obblighi connessi ai contratti relativi ai rapporti bancari e all’erogazione del credito.
Ricostruita tale “nullità” in termini di una peculiare forma di tutela del contraente debole, ne consegue come la stessa non possa ritenersi sussistente qualora il contratto (rectius: il documento che raccoglie le clausole contrattuali) sia effettivamente redatto per iscritto e consegnato alla parte che l’ha sottoscritto, laddove venga dedotto soltanto il difetto di forma dell’accettazione da parte della Banca.

3) Per poter applicare la capitalizzazione periodica degli interessi passivi in contratti stipulati anteriormente l’entrata in vigore della delibera CICR del 9.2.2000 (avvenuta il 30.6.2000), è necessaria una nuova pattuizione scritta, non essendo sufficiente una mera comunicazione unilaterale della banca ancorché rispondente a quanto stabilito dall’art. 7 di detta delibera; pertanto, la pubblicazione sulla G.U. è condizione necessaria ma non sufficiente per l’adeguamento della Banca al combinato disposto dell’art. 120 TUB e dell’art. 7 della Delibera CICR del 2000 poiché, ai sensi del comma 2 della norma in esame, essa avrebbe dovuto fornire anche “opportuna notizia per iscritto alla clientela”. (Barbara Torti) (riproduzione riservata)
Tribunale Pavia, 07 Febbraio 2018.


Avvocato - Onorari - Procedimento di liquidazione - Sommario - Giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo emesso per la liquidazione del compenso in favore di avvocato - Disciplina introdotta dal d.lgs. n. 150 del 2011 - Forma dell'atto introduttivo.
L'opposizione, ex art. 645 c.p.c., al decreto ingiuntivo ottenuto dall'avvocato per prestazioni giudiziali è regolata dal rito sommario di cognizione ai sensi dell'art. 702-bis c.p.c., secondo quanto previsto dall'art. 14 del d.lgs. n. 150 del 2011, sicché il relativo atto introduttivo deve avere la forma del ricorso e non dell'atto di citazione. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 10 Maggio 2017, n. 11479.


Avvocato e procuratore - Onorari - Procedimento di liquidazione - Domanda riguardante anche l'"an" della pretesa - Trattazione secondo le forme di cui all'art. 14 del d.lgs. n. 150 del 2011 - Necessità - Conseguenze.
Le controversie per la liquidazione delle spese, degli onorari e dei diritti dell'avvocato nei confronti del proprio cliente previste dall'articolo 28 della l. n. 794 del 1942 - come risultante all'esito delle modifiche apportategli dall'art. 34 del d.lgs. n. 150 del 2011 e dell'abrogazione degli artt. 29 e 30 della medesima legge - devono essere trattate con la procedura prevista dall'art. 14 del menzionato d.lgs. n. 150, anche ove la domanda riguardi l'"an" della pretesa, senza possibilità, per il giudice adito, di trasformare il rito sommario in ordinario, ovvero di dichiarare l'inammissibilità della domanda. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 08 Marzo 2017, n. 5843.


Patrocinio a spese dello stato nel processo civile – Istanza di liquidazione presentata dal difensore dopo la pronuncia del provvedimento che chiude la fase cui si riferisce la relativa richiesta – Ammissibilità .
Può procedersi alla liquidazione del compenso in favore del legale della parte ammessa al patrocinio a spese dello stato che abbia presentato la relativa istanza in un momento successivo alla pronuncia del provvedimento che definisce il procedimento cui la stessa si riferisce, posto che l’art. 83 comma 3 bis del d.p.r. 115/2002, nel testo attualmente vigente, non prevede in modo espresso alcuna decadenza dal diritto alla liquidazione del compenso e che la reiezione della richiesta, in tale ipotesi, contrasta con la ratio della novella, tesa ad esigenze di accelerazione delle procedure di liquidazione e comporterebbe la necessità di instaurare un procedimento ex art. 702 bis c.p.c. nei confronti dello Stato debitore. (Mauro Bernardi) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 22 Settembre 2016.


Procedimento sommario ex artt. 702 bis, ter, quater, c.p.c.  - Termine per la proposizione delle richieste istruttorie.
Nel rito sommario di cognizione, il termine ultimo per articolare le richieste istruttorie coincide con l’udienza in cui il giudice è chiamato ex art. 702 ter, comma 3, c.p.c. a valutare se ordinare o meno il mutamento del rito da sommario a ordinario, con la conseguenza che, in caso di omessa formulazione in tale termine di alcuna richiesta istruttoria, si proseguirà con il rito sommario e anche la decisione finale sarà allo stato degli atti versati dalle parti.

L’ipotesi di concessione di un ulteriore termine per la formulazione di richieste istruttorie, si configura solo nel caso di mutamento del rito da sommario in ordinario, visto l’espresso richiamo all’art. 183 contenuto nel comma terzo dell’art. 702 ter c.p.c. (Antonio Valenza) (riproduzione riservata)
Tribunale Trani, 07 Settembre 2016.


Procedimento sommario di cognizione per rilascio immobile.
Il rapporto di locazione finanziaria non presenta carattere aleatorio, anche in caso di previsione di tasso di interesse variabile, perché agganciato ad un dato di riferimento soggetto a variazioni nel tempo. La clausola di determinazione del saggio di interesse non può infatti essere considerata atomisticamente, avulsa cioè dal rapporto contrattuale complessivo cui accede. Ragion per cui da un lato è da escludersi la necessità del contratto-quadro di cui all’art. 23 TUF, dall’altro la sussistenza in capo alla concedente di obbligazioni ulteriori rispetto a quelle ad essa imposte dal contratto e dalla disciplina generale di cui al TUB. La pattuizione convenzionale in tal senso del tasso di interesse non può ritenersi illegittima, non ponendosi essa in contrasto con norme imperative, con l’ordine pubblico o il buon costume, né essendo prevista al riguardo alcuna specifica nullità testuale. Non vi è pertanto motivo per accogliere la domanda riconvenzionale di applicazione del tasso sostitutivo di cui all’art. 117 TUB (né conseguentemente quella di rideterminazione del piano di ammortamento).

Dal legittimo esercizio del diritto potestativo, attribuito alla concedente, di determinare unilateralmente ed automaticamente la risoluzione anticipata del contratto consegue l’accertamento dell’intervenuta risoluzione ex art. 1456 cpc del rapporto di locazione finanziaria in corso tra le parti, e, conseguentemente, del diritto della locatrice ad ottenere dalla utilizzatrice il rilascio del compendio immobiliare concesso in leasing, libero da cose e persone. (Nicola Vedovini) (riproduzione riservata)
Tribunale Brescia, 18 Luglio 2016.


Notariato - Disciplina (sanzioni disciplinari) dei notai - Processo disciplinare - Rito applicabile - Rito sommario di cognizione - Pubblicità della sola udienza di discussione - Conformità all'art. 6 CEDU - Fondamento.
In tema di impugnazione dei provvedimenti disciplinari e cautelari a carico dei notai, il reclamo dinanzi alla Corte d'appello avverso la decisione della Commissione amministrativa regionale è soggetto, ai sensi degli artt. 3 e 26 del d.lgs. n. 150 del 2011, agli artt. 702 bis e 702 ter, commi 1, 4, 5, 6 e 7, c.p.c., che nulla dispongono relativamente alla pubblicità delle udienze, per cui opera il regime generale della pubblicità della sola udienza di discussione, pienamente compatibile con l'art. 6 CEDU, in virtù del quale non tutta l'attività processuale deve svolgersi pubblicamente, ma deve essere assicurato un momento di trattazione della causa in un'udienza pubblica. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 05 Maggio 2016, n. 9041.


Procedimento ex art. 702 bis c.p.c. a cognizione sommaria e cognizione piena - Ordinanza di consegna delle tabelle millesimali e dell’elenco dei morosi - Obbligo di collaborazione e di buona fede dell’amministratore rispetto ai terzi creditori - Applicazione dell’astreinte ex art. 614 bis c.p.c. e condanna al pagamento di penale giornaliera per ogni giorni di ritardo nella esecuzione.
Il procedimento sommario ex art. 702 bis c.p.c. presenta le coordinate giuridiche proprie procedimenti a cognizione sommaria, nell’alveo della categoria dei riti semplificati di cognizione. Il procedimento sommario di cognizione ex artt. 702-bis ss. c.p.c. è in realtà un processo a cognizione piena, poiché nella sua destinazione prevale la funzione di accertare definitivamente chi ha ragione e chi ha torto tra le parti, rispetto alle funzioni che invece sono proprie dei procedimenti sommari.

L’art. 63 disp att cod civ espressamente dispone che l’amministratore condominiale è tenuto a comunicare ai creditori non ancora soddisfatti che lo interpellino i dati dei condomini morosi. Si tratta per l’amministratore di un dovere legale di salvaguardia dell’aspettativa di soddisfazione dei terzi titolari di crediti derivanti dalla gestione condominiale e delinea un obbligo di cooperazione con il terzo creditore posto direttamente dalla legge in capo all’amministratore. L’immotivato rifiuto dell’amministratore è palesemente contrario al canone della buona fede oggettiva dovendosi a tal riguardo intendersi un autonomo dovere giuridico, espressione di un generale principio di solidarietà sociale, la cui costituzionalizzazione è ormai pacifica.

E’ meritevole di accoglimento la domanda di condanna, ai sensi dell’art. 614 bis c.p.c., della parte resistente al pagamento in favore della società ricorrente della somma di € 50,00 per ogni giorno di ritardo nell’esecuzione del provvedimento. (Luca Rotondo) (riproduzione riservata)

Le massime si riferiscono a:
Tribunale di Pescara, ord. 25 ottobre 2014. G. U. Mariano Bozza; Tribunale di Pescara, ord. 23 febbraio 2016. G. U. Mariano Bozza; Tribunale di Avezzano, ord. 1 marzo 2016. G. U. Andrea Dell’Orso. Tribunale Avezzano, 01 Marzo 2016.


Procedimento ex art. 702 bis c.p.c. a cognizione sommaria e cognizione piena - Ordinanza di consegna delle tabelle millesimali e dell’elenco dei morosi - Obbligo di collaborazione e di buona fede dell’amministratore rispetto ai terzi creditori - Applicazione dell’astreinte ex art. 614 bis c.p.c. e condanna al pagamento di penale giornaliera per ogni giorni di ritardo nella esecuzione.
Il procedimento sommario ex art. 702 bis c.p.c. presenta le coordinate giuridiche proprie procedimenti a cognizione sommaria, nell’alveo della categoria dei riti semplificati di cognizione. Il procedimento sommario di cognizione ex artt. 702-bis ss. c.p.c. è in realtà un processo a cognizione piena, poiché nella sua destinazione prevale la funzione di accertare definitivamente chi ha ragione e chi ha torto tra le parti, rispetto alle funzioni che invece sono proprie dei procedimenti sommari.

L’art. 63 disp att cod civ espressamente dispone che l’amministratore condominiale è tenuto a comunicare ai creditori non ancora soddisfatti che lo interpellino i dati dei condomini morosi. Si tratta per l’amministratore di un dovere legale di salvaguardia dell’aspettativa di soddisfazione dei terzi titolari di crediti derivanti dalla gestione condominiale e delinea un obbligo di cooperazione con il terzo creditore posto direttamente dalla legge in capo all’amministratore. L’immotivato rifiuto dell’amministratore è palesemente contrario al canone della buona fede oggettiva dovendosi a tal riguardo intendersi un autonomo dovere giuridico, espressione di un generale principio di solidarietà sociale, la cui costituzionalizzazione è ormai pacifica.

E’ meritevole di accoglimento la domanda di condanna, ai sensi dell’art. 614 bis c.p.c., della parte resistente al pagamento in favore della società ricorrente della somma di € 50,00 per ogni giorno di ritardo nell’esecuzione del provvedimento. (Luca Rotondo) (riproduzione riservata)

Le massime si riferiscono a:
Tribunale di Pescara, ord. 25 ottobre 2014. G. U. Mariano Bozza; Tribunale di Pescara, ord. 23 febbraio 2016. G. U. Mariano Bozza; Tribunale di Avezzano, ord. 1 marzo 2016. G. U. Andrea Dell’Orso. Tribunale Pescara, 23 Febbraio 2016.


Mutuo e finanziamento in genere – Finanziamento con cessione del quinto dello stipendio – Finanziamento con delegazione irrevocabile di pagamento – Estinzione anticipata – Assimiliabilità delle fattispecie contrattuali – Oneri economici – Diritto del cliente al risarcimento – Sussistenza – Vessatorietà clausole contrattuali – Sussistenza .
In caso di estinzione anticipata di un finanziamento con cessione del quinto dello stipendio e/o  con delegazione irrrevocabile di pagamento, il cliente ha diritto ad ottenere, a titolo risarcitorio, il rimborso delle commissioni e degli oneri corrisposti anticipatamente e non maturati in seguito all'intervenuta anticipata estinzione attuata in violazione dell'art.39 D.P.R. 180/1950.

La violazione della disposizione imperativa citata, la quale è volta appunto a contrastare la lievitazione del costo complessivo per il cliente, anche secondo la Circolare Bankitalia n.192691/2009) risulta applicabile non solo alle cessioni del quinto, ma ad ogni altra operazione assimilabile, quale, ad esempio, la delegazione irrevocabile di pagamento.

Trattandosi di domanda risarcitoria, la mandataria convenuta è responsabile, unitamente alla mandante ed in solido con questa, della violazione della norma indicata, avendo concorso con la mandante nella violazione del divieto legale che costituisce illecito contrattuale.
La clausola che preveda l'irripetibilità di costi e commissioni in caso di estinzione anticipata, vessatoria ai sensi dell'art.33 comma 2 lettera b) Codice Consumo, è inopponibile al consumatore e la nullità può essere rilevata d'ufficio dal giudice. (Alessandro Orlando) (riproduzione riservata)
Tribunale Parma, 27 Novembre 2015.


Processo civile – Procedimento sommario ex art.702bis c.p.c. – Su materie oggetto di mediazione obbligatoria – Applicabilità della mediazione – Sussiste.
Anche nel processo sommario di cognizione di cui all’art.702bis c.p.c. trova applicazione la mediazione obbligatoria, a determinare l’obbligatorietà del procedimento di mediazione essendo la natura della controversia. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 23 Marzo 2015.


Procedimento sommario di cognizione - Ordinanza che dispone il mutamento del rito in ordinario - Richiesta di dichiarazione di nullità del provvedimento - Inammissibilità.
Non può trovare accoglimento la richiesta con la quale si chiede che venga dichiarata la nullità, per contrarietà alle disposizioni di cui all'articolo 702-ter c.p.c., del provvedimento con il quale il giudice adito con ricorso sommario ex articolo 702-bis c.p.c. abbia disposto la conversione del processo in rito ordinario. Una diversa conclusione comporterebbe la violazione dei principi di uguaglianza e di ragionevolezza ex art. 3 Cost, nonché alla lesione dei canoni di cui agli artt. 24 e 111 Cost. e, in particolare, del principio di strumentalità e di effettività della tutela giurisdizionale delle situazioni sostanziali che devono essere volte a favorire decisioni sul merito anziché in rito (C. Cost. 12 marzo 2007, n. 77). (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 19 Febbraio 2015.


Procedimento sommario di cognizione – Contratto autonomo di garanzia – Azione di rilievo.
La causa concreta del contratto autonomo di garanzia è quindi ravvisabile nel trasferimento del rischio economico del rapporto garantito sul soggetto garante, il quali si assume, nei confronti del beneficiario, un’obbligazione autonoma rispetto a quella del contraente. Così individuata la causa del contratto autonomo di garanzia, si osserva che la clausola della polizza che attiene al rapporto tra contraente e garante prevedendo la possibilità per il garante di cautelarsi quando ancora non è avvenuta l’escussione della garanzia, nel caso di mutamento in peius della situazione del contraente, ovvero nel caso di un sopravvenuto aggravio della propria posizione per l’inadempimento del contraente, non riguarda il rapporto con il beneficiario della garanzia, la cui posizione resta invariata. (Antonella Cozzi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 10 Febbraio 2015.


Procedimento ex art. 702 bis c.p.c. a cognizione sommaria e cognizione piena - Ordinanza di consegna delle tabelle millesimali e dell’elenco dei morosi – Obbligo di collaborazione e di buona fede dell’amministratore rispetto ai terzi creditori - Applicazione dell’astreinte ex art. 614 bis c.p.c. e condanna al pagamento di penale giornaliera per ogni giorni di ritardo nella esecuzione.
Il procedimento sommario ex art. 702 bis c.p.c. presenta le coordinate giuridiche proprie procedimenti a cognizione sommaria, nell’alveo della categoria dei riti semplificati di cognizione. Il procedimento sommario di cognizione ex artt. 702-bis ss. c.p.c. è in realtà un processo a cognizione piena, poiché nella sua destinazione prevale la funzione di accertare definitivamente chi ha ragione e chi ha torto tra le parti, rispetto alle funzioni che invece sono proprie dei procedimenti sommari.

L’art. 63 disp att cod civ espressamente dispone che l’amministratore condominiale è tenuto a comunicare ai creditori non ancora soddisfatti che lo interpellino i dati dei condomini morosi. Si tratta per l’amministratore di un dovere legale di salvaguardia dell’aspettativa di soddisfazione dei terzi titolari di crediti derivanti dalla gestione condominiale e delinea un obbligo di cooperazione con il terzo creditore posto direttamente dalla legge in capo all’amministratore. L’immotivato rifiuto dell’amministratore è palesemente contrario al canone della buona fede oggettiva dovendosi a tal riguardo intendersi un autonomo dovere giuridico, espressione di un generale principio di solidarietà sociale, la cui costituzionalizzazione è ormai pacifica.

E’ meritevole di accoglimento la domanda di condanna, ai sensi dell’art. 614 bis c.p.c., della parte resistente al pagamento in favore della società ricorrente della somma di € 50,00 per ogni giorno di ritardo nell’esecuzione del provvedimento. (Luca Rotondo) (riproduzione riservata)

Le massime si riferiscono a: Tribunale di Pescara, ord. 25 ottobre 2014. G. U. Mariano Bozza;
Tribunale di Pescara, ord. 23 febbraio 2016. G. U. Mariano Bozza; Tribunale di Avezzano, ord. 1 marzo 2016. G. U. Andrea Dell’Orso. Tribunale Pescara, 27 Ottobre 2014.


Procedimenti sommari – Ex art. 702-bis c.p.c. – Istanza di consulenza tecnica d’ufficio – Ammissibilità – Sussiste.
L’espletamento di consulenza tecnica è compatibile con il rito sommario di cui all’art.702-bis c.p.c., consentendo una rapida definizione della controversia. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Cosenza, 27 Settembre 2014.


Processo civile telematico - Procedimento sommario di cognizione - Deposito con modalità telematiche della comparsa di costituzione - Inammissibilità.
Nel giudizio ex art. 702-bis c.p.c. la comparsa di costituzione depositata in cancelleria per via telematica deve essere dichiarata inammissibile, in quanto nessuna norma dell’ordinamento processuale consente il deposito in forma telematica dell’atto di costituzione in giudizio. (Andrea Balba) (riproduzione riservata) Tribunale Pavia, 22 Luglio 2014.


Processo civile telematico - Deposito dell’atto introduttivo del giudizio con modalità telematiche - Esclusione - Ricorso introduttivo del procedimento sommario di cognizione - Inammissibilità.
Deve essere dichiarato inammissibile il ricorso ai sensi dell’articolo 702 bis c.p.c. depositato in cancelleria per via telematica, in quanto nessuna norma dell’ordinamento processuale consente il deposito in forma telematica dell’atto introduttivo del giudizio. L’articolo 16 bis della legge 17 dicembre 2012, n. 221 prevede, infatti, il deposito con modalità telematica esclusivamente degli atti processuali delle parti già costituite. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 15 Luglio 2014.


Procedimento sommario di cognizione – Domanda da rigettare perché infondata in assenza di idonee prova – Decisione nelle forme del sommario – Sussiste.

Formulazione delle istanze istruttorie – Rispetto dell’art. 244 c.p.c. – Sussiste.
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La valutazione di compatibilità del rito sommario di cognizione rispetto alla complessità dell’istruttoria necessaria per la decisione della domanda, deve essere compiuta considerando la tipologia di istruttoria da compiersi, per quantità e qualità di atti istruttori necessari per accertare i fatti giuridici allegati a fondamento della domanda e delle eccezioni sollevate, considerando le contestazioni e le questioni non contestate (che pertanto non necessitano di attività istruttoria per il loro accertamento) e considerando le prove che le parti hanno dedotto nei rispettivi atti di costituzione. Infatti, la specificità del rito sommario ex art. 702 bis cpc sta anche nella necessità che le parti, ma soprattutto il ricorrente, deducano negli atti di costituzione tutte le istanze istruttorie che ritengono di formulare per adempiere al loro onere probatorio ex art. 2697 c.c. perché solo attraverso le concrete allegazioni del thema decidendum e probandum delle parti il giudice può valutare nell’ambito di quel processo se la causa possa o meno essere decisa con una istruzione sommaria e in caso di valutazione negativa disporre il mutamento del rito ex art. 702 ter cpc. Se la valutazione del thema decidendum e delle prove dedotte dalle parti è tale da ritenere non provata la domanda, nonostante l’istruttoria che potrebbe essere necessaria per la dimostrazione dei fatti costitutivi, il giudice deve semplicemente rigettare la domanda ritenendola non fondata sulla base delle prove dedotte. La valutazione circa la conversione del rito non può essere condotta sulla base dell’insufficienza o inidoneità delle prove dedotte a fondamento della domanda, perché così facendo con la conversione del rito si rimetterebbe nei termini parte ricorrente per le allegazioni istruttorie, aprendo ad ipotesi di conversione del rito determinate non dalla natura dell’istruttoria non sommaria da compiere, ma da carenze nelle deduzioni delle prove, ipotesi di conversione del rito non contemplata dall’art. 702 ter cpc. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata)

Nel rito sommario di cognizione va respinta la prova orale che sia articolata senza il rispetto dell’art. 244 c.p.c.. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata)
Tribunale Milano, 11 Luglio 2013.


Trascrizione di domanda giudiziale nelle forme del ricorso sommario ex art. 702 bis c.p.c – Ammissibilità – Titoli per la trascrizione di cui all’art. 2657 cod. civ. – Trascrivibilità dell’ordinanza conclusiva del procedimento sommario – Natura di norma speciale dell’art. 702 ter c.p.c.. .
Il ricorso proposto ai sensi dell’art. 702 bis rientra tra le domande trascrivibili ai sensi dell’art. 2653 cod. civ. poiché dà origine ad un procedimento destinato a concludersi con ordinanza dichiarata espressamente trascrivibile dall’art. 702 ter, norma da ritenersi speciale rispetto all’elenco dei titoli trascrivibili contenuto nella norma generale di cui all’art. 2657 cod. civ.. (Francesco Camerino) (riproduzione riservata) Tribunale Agrigento, 10 Aprile 2013.


D.lgs. 1 settembre 2011 n. 150 – Semplificazione dei riti civili – Applicazione del procedimento Sommario di cognizione – Trattazione sommaria della opposizione alla stima – Violazione art. 3 Cost. – Esclusione – Natura di cognizione “piena” del procedimento – Orientamento dei giudici di merito..
Nella disciplina degli istituti processuali vige il principio della discrezionalità e insindacabilità delle scelte operate dal legislatore, nel limite della loro non manifesta irragionevolezza (ex multis, ordinanze n. 174 del 2012, n. 141 del 2011, e n. 164 del 2010). Con riferimento alla possibilità di prevedere altri riti, da parte del legislatore, accanto a quello ordinario, «la Costituzione non impone un modello vincolante di processo» (sentenza n. 341 del 2006, ordinanze n. 386 del 2004 e n. 389 del 2005): nel caso in esame, pertanto, non è censurabile la scelta di trattare con il procedimento sommario di cognizione di cui agli artt. 702 bis ss., cod. proc. civ. le controversie in materia di opposizione alla stima. Inoltre, invero, il giudice a quo non considera gli orientamenti finora espressi, nella prima fase di attuazione delle norme impugnate, dalla giurisprudenza di merito che qualifica il rito sommario di cognizione come un procedimento a cognizione piena, e ad istruttoria semplificata (ordinanze Tribunale di Piacenza, 26 maggio 2011; Tribunale di Varese, 18 novembre 2009 [in www.ilcaso.it, ndr]; Tribunale di Viterbo, 12 luglio 2010). (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Corte Costituzionale, 16 Gennaio 2013, n. 10.


Resti umani detenuti dall’Università di Torino (nel caso di specie: restituzione del teschio del brigante Giuseppe Villella) – Trib. Lamezia Terme, sez. civ., ordinanza 3 ottobre 2012: condanna alla restituzione al Comune di Motta S. Lucia – Inibitoria della pronuncia – Verosimile fondatezza dei motivi di appello – Rischio grave per l’Università, dall’esecuzione della pronuncia – Sussiste – Sospensione..
Va sospesa l’efficacia esecutiva dell’ordinanza del tribunale di Lamezia Terme del 3 ottobre 2012, depositata in cancelleria in data 4 ottobre 2012, con cui il giudice, in un procedimento ex art. 702-bis c.p.c., ha condannato l’Università degli Studi di Torino alla restituzione al Comune di Motta S. Lucia del cranio di Giuseppe Villella detenuto nel Museo di antropologia criminale “Cesare Lombroso”, sito a Torino. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Appello Catanzaro, 08 Gennaio 2013.


Amministrazione di sostegno – Nomina dell’amministratore di sostegno – Nomina del familiare – Conflitto endofamiliare – Esclusione – Nomina di soggetto esterno – Sussiste..
La designazione dell’amministratore di sostegno resta un atto del giudice Tutelare, il quale ben può disattendere la stessa indicazione ufficiale e formale del beneficiario, ex art. 408, comma I, c.c. L’atto di designazione del soggetto rappresentante, da parte del beneficiario, non è, infatti, vincolante per il magistrato della tutela che avrà solo il dovere di muovere da quella designazione per poi, eventualmente, disattenderla con motivazione che ne illustri i (gravi) motivi. In caso di accesi conflitti endofamiliari, è preferibile la nomina di un amministratore di sostegno esterno al nucleo familiare onde evitare che la conflittualità trai membri della famiglia inibisca il corretto funzionamento della macchina rappresentativa. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Varese, 28 Giugno 2012.


Domanda di risoluzione di contratto di comodato di immobile urbano proposta con ricorso ex articolo 702 bis c.p.c. anziché con ricorso ex articolo 447 bis c.p.c. - Inammissibilità - Esclusione - Ordinanza di mutamento del rito ex articolo 426 c.p.c. - Necessità..
Qualora la domanda di risoluzione di contratto di comodato di immobile urbano e conseguente restituzione dello stesso venga proposta con rito sommario ex articolo 702 bis c.p.c. anziché con il rito speciale del lavoro, il giudice dovrà disporre il mutamento di rito ai sensi dell'articolo 426 c.p.c.. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 07 Giugno 2012.


Mediazione cd. obbligatoria – Art. 5, comma 4, d.lgs. 28/2010 – Procedimento sommario di cognizione ex art. 702 bis e 702 ter c.p.c. – Obbligo della mediazione preventiva – Non sussiste. .
La mediazione cd. obbligatoria, prevista dall’art. 5, commi 1 e 4, d.lgs. 28/2010, è esclusa per le cause introdotte nelle forme del procedimento sommario di cognizione ex art. 702 bis e ss. c.p.c. salvo che, per la complessità istruttoria o contenutistica della controversia, sia necessario procedere ad un’istruzione non sommaria che imponga la conversione del processo nel rito ordinario di cognizione, nel qual caso dovrà procedersi secondo quanto previsto dal primo comma dell’art. 5 d.lgs. 28/2010. (Nunzio Salice) (riproduzione riservata) Tribunale Firenze, 22 Maggio 2012.


Azione revocatoria ordinaria - Cessione di credito litigioso - Eventus damni - Consilium fraudis - Sussistenza - Procedimento sommario ex articolo 702 bis c.p.c. - Ammissibilità..
  Tribunale Novara, 24 Giugno 2011.


Procedimento sommario di cognizione ex art. 702bis c.p.c. – Natura sommaria della causa – Nozione e criteri di distinzione – Complessità o difficoltà delle questioni giuridiche – Esclusione – Valutazione esclusivamente in base all’attività istruttoria da espletare – Necessità di attenersi alle istanze probatorie svolte dalle parti.

Procedimento sommario di cognizione ex art. 702bis c.p.c. – Natura di giudizio a cognizione piena ma ad istruttoria semplificata – Conseguenze sulla piena operatività del principio dell’onere probatorio a carico del ricorrente – Attenuazione di tale onere – Esclusione – Illegittimità costituzionale per violazione dell’art. 111 Cost. – Manifesta infondatezza.

Questione di legittimità costituzionale di una norma – Oggetto – Contenuto intrinseco della norma o sua interpretazione – Eccezione relativa all’utilizzo concreto della norma – Inammissibilità.
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L’elemento decisivo su cui valutare la percorribilità o meno del rito sommario è l’attività istruttoria che deve essere svolta e non invece l’oggetto della domanda o la tipologia della controversia. La valutazione delle prove da assumere andrà fatta, da un lato, verificando, tra le prove proposte o formulate dalle parti, quali siano in concreto quelle rilevanti ed ammissibili nella causa (altrimenti potrebbero aversi facili strumentalizzazioni da parte di chi ha interesse ad allungare i tempi, mediante l’artificiosa indicazione di numerosissimi mezzi di prova) e, per converso, il giudice sarà vincolato proprio alle richieste istruttorie formulate (o, quanto meno, indicate) dalle parti, non potendone disporre d’ufficio (se non nei limiti dei poteri officiosi a lui concessi dalla legge, cfr. artt. 257 e 281ter c.p.c.), in applicazione del principio di disponibilità delle prove ex art. 115 c.p.c.. Può ben affermarsi che la distinzione tra cause assoggettabili o meno al rito sommario è non già quella tra cause facili e cause difficili in base all’oggetto della domanda ed alle questioni da trattare e decidere, bensì tra cause che richiedono un’attività istruttoria articolata e complessa e cause che richiedono un’istruzione breve e semplice (o, addirittura, non richiedono affatto attività istruttoria), da individuarsi esclusivamente in base al thema probandum proposto dalle parti. (Mario Coderoni) (riproduzione riservata)

Il procedimento sommario è a cognizione piena, ma ad istruttoria semplificata, come si evince sia dal fatto che il provvedimento finale è idoneo ad acquistare efficacia di giudicato ex art. 2909 c.c. (v. art. 702quater c.p.c.), sia dal fatto che le prove che il giudice deve assumere sono non già quelle “indispensabili” ai fini dell’oggetto della causa (come previsto dall’art. 669sexies c.p.c. in materia di procedimento cautelare uniforme) bensì quelle “rilevanti” ai fini del decidere (art. 702ter, 5° comma, c.p.c.); in pratica, nel rito di cui agli artt. 702bis e ss. c.p.c. la sommarietà non va intesa come superficialità o riduzione al minimo delle prove, bensì come omissione di formalità e di formule sacramentali e, quindi, di semplificazione e snellimento delle procedure. Conseguenza di questa concezione è che, nel rito sommario opera con pienezza e senza alcuna limitazione il principio dell’onere probatorio ex art. 2697 c.c. e quindi, l’unico vantaggio che può ottenere l’attore rispetto al procedimento ordinario è quello di una maggiore speditezza della trattazione, ma non già un suo esonero dall’assolvimento di tale onere (oltre che di quello preventivo di allegazione). È quindi manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 702bis c.p.c. per contrasto con l’art. 111 Cost. perché consentirebbe al ricorrente di sottrarsi all’assolvimento dell’onere probatorio delle sue pretese, anche utilizzando tale strumento processuale in combinato disposto con l’istituto della consulenza tecnica preventiva. (Mario Coderoni) (riproduzione riservata)

L’illegittimità costituzionale di una norma può derivare soltanto dalla intrinseca contrarietà del suo contenuto precettivo rispetto alle norme o ai principi costituzionali, o, al più, dalla sua interpretazione (laddove sia cristallizzata nella giurisprudenza in modo tale da costituire “diritto vivente”), ma non già dall’utilizzo concreto (in ipotesi distorto) che una parte ne faccia, poiché questo è un elemento estrinseco alla regola legislativa che non può certo inficiarne la legittimità sostanziale. La nozione di abuso del diritto implica infatti il concetto di un uso “deviato” di strumenti di per sé leciti ed una simile situazione non può perciò trovare rimedio invalidando o espungendo dall’ordinamento la norma che è stata strumentalizzata a fini illeciti, ma deve essere risolta sanzionando il comportamento scorretto. (Fattispecie in tema di questione di illegittimità costituzionale sollevata in relazione al combinato disposto degli artt. 696bis e 702bis c.p.c. per come utilizzati in concreto dal ricorrente e costituenti, secondo la difesa convenuta, abuso dello strumento processuale). (Mario Coderoni) (riproduzione riservata)
Tribunale Piacenza, 27 Maggio 2011.


Procedimento sommario – Conversione del rito – Su richiesta del ricorrente – Sussiste – Diritto alla conversione del rito – Sussiste – Tutela del Diritto e non dello strumento che tende a soddisfarlo..
In materia di procedimento sommario di cognizione, prima della pronuncia del giudice sulle prove, i litiganti conservano la facoltà di “negoziare” il rito (da sommario ad ordinario) atteso che il procedimento ex artt. 702-bis e ss. costituisce un minus rispetto al rito ex artt. 183 e ss., quanto meno relativamente ai poteri difensivi (v. artt. 183 comma VI c.p.c.; 189, 190 c.p.c.; etc.). In particolare, al ricorrente va riconosciuto un vero e proprio jus poenitendi rispetto al rito prescelto (sommario anziché ordinario), tenuto conto dell’esigenza sostanziale di tutelare il diritto e non lo strumento che tende a soddisfarlo. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Varese, 04 Aprile 2011.


Procedimento sommario – Controversie soggette al rito del lavoro – Applicabilità..
Il procedimento sommario previsto dagli articoli 702 bis e seguenti, codice di procedura civile, può trovare applicazione anche per le controversie soggette al rito del lavoro. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Napoli, 25 Gennaio 2011.


Processo civile - Competenza per territorio - Foro del consumatore - Adempimento di preliminare di compravendita di beni immobili - Applicabilità - Procedimento sommario..
Il cd. “foro del consumatore” stabilito dall'articolo 33, lett. u) del Codice del consumo, approvato con decreto legislativo 206 del 2005 è applicabile anche alle controversie aventi ad oggetto la domanda proposta ai sensi dell’art. 2932 c.c. di adempimento di un preliminare di compravendita di beni immobili, controversia, questa, peraltro compatibile con il rito sommario previsto dall'art. 702 bis, c.p.c.. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Palermo-Carini, 19 Maggio 2010.


Rito Sommario – Domande cautelari – Proponibilità – Esclusione..
Non sono proponibili domande cautelari all’interno del procedimento sommario atteso che tale rito deve rimanere confinato alle fattispecie di pronta e facile risoluzione (con esclusione di necessità istruttorie più complesse), e che la sua collocazione nei procedimenti speciali segnala, per converso, la perdurante attitudine del rito ordinario di cognizione a costituire la via maestra per introdurre domande processuali. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Nola, 08 Aprile 2010.


Processo civile – Rapporto di pregiudizialità – Procedimento sommario – Occupazione senza titolo di immobile..
Non vi è rapporto di pregiudizialità necessaria tra il giudizio volto a far dichiarare la simulazione del prezzo di cessione di quote di società e quello con il quale la società medesima chiede agli occupanti senza titolo il rilascio di un immobile di sua proprietà, diritto, questo, che, ove documentalmente provato, può ottenere tutela per mezzo del procedimento sommario di cognizione di cui agli artt. 702 bis e seguenti codice procedura civile. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Taranto, 02 Marzo 2010.


Conto corrente bancario – Determinazione del saldo – Ricorso ex art. 702 bis e ss cod. proc. civ. – Mancata deduzione di prove testimoniali o altri mezzi di prova – Ammissibilità. .
E’ possibile far ricorso al procedimento di cui agli artt. 702 bis e seguenti codice procedura civile al fine di determinare il saldo del conto corrente, posto che, ove non siano state dedotte prove testimoniali o altre istanze, l’accertamento in questione richiede lo svolgimento di una semplice ctu. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Brescia, 10 Febbraio 2010.


Processo civile – Nuovo procedimento sommario – Natura – Cognizione sommaria – Esclusione..
Le disposizioni di cui agli artt. 702-bis e ss. cod. proc. civ. prevedono un rito semplificato che non può però essere considerato un procedimento a cognizione sommaria. (fb) Tribunale Varese, 18 Novembre 2009, n. 0.


Processo civile – Nuovo procedimento sommario – Calendario del processo – Incompatibilità..
La fissazione del calendario del processo non è compatibile con i procedimenti in cui prevalgono gli aspetti di semplificazione della trattazione o dell’istruzione della causa che connotano il procedimento di cui agli artt. 702-bis e ss. cod. proc. civ.. (fb) Tribunale Varese, 18 Novembre 2009, n. 0.