LIBRO QUARTO
Dei procedimenti speciali
TITOLO I
Dei procedimenti sommari
CAPO III-bis
Del procedimento sommario di cognizione
(1)
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(1) Capo inserito dall’art. 51, comma 1 della l. 18 giugno 2009, n. 69, con effetto dal 4 luglio 2009.


Art. 702-ter

Procedimento (1)
Testo a fronte
TESTO A FRONTE

I. Il giudice, se ritiene di essere incompetente, lo dichiara con ordinanza.

II. Se rileva che la domanda non rientra tra quelle indicate nell'articolo 702-bis, il giudice, con ordinanza non impugnabile, la dichiara inammissibile. Nello stesso modo provvede sulla domanda riconvenzionale.

III. Se ritiene che le difese svolte dalle parti richiedono un’istruzione non sommaria, il giudice, con ordinanza non impugnabile, fissa l'udienza di cui all'articolo 183. In tal caso si applicano le disposizioni del libro II.

IV. Quando la causa relativa alla domanda riconvenzionale richiede un’istruzione non sommaria, il giudice ne dispone la separazione.

V. Se non provvede ai sensi dei commi precedenti, alla prima udienza il giudice, sentite le parti, omessa ogni formalità non essenziale al contraddittorio, procede nel modo che ritiene più opportuno agli atti di istruzione rilevanti in relazione all'oggetto del provvedimento richiesto e provvede con ordinanza all'accoglimento o al rigetto delle domande.

VI. L'ordinanza è provvisoriamente esecutiva e costituisce titolo per l'iscrizione di ipoteca giudiziale e per la trascrizione.

VII. Il giudice provvede in ogni caso sulle spese del procedimento ai sensi degli articoli 91 e seguenti.



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(1) Articolo inserito dall’art. 51, comma 1 della l. 18 giugno 2009, n. 69, che ha inserito il capo III-bis dopo il capo III del titolo I del libro quarto. La modifica si applica ai giudizi instaurati dopo il 4 luglio 2009 (art. 58, comma 1, legge cit.).

GIURISPRUDENZA

Avvocato - Onorari - Liquidazione - Onorari e spese dovuti dal cliente al proprio difensore per prestazioni giudiziali civili - Provvedimento che ne contiene la liquidazione - Regime di impugnazione - Individuazione - Criteri - Fattispecie.
Anche in seguito all'entrata in vigore dell'art. 14 del d.lgs. n. 150 del 2011, al fine di stabilire il regime di impugnazione del provvedimento con cui si liquidano gli onorari e le altre spettanze dovuti dal cliente al proprio difensore per prestazioni giudiziali civili, assume rilevanza la forma adottata dal giudice in base alla qualificazione che egli abbia dato, implicitamente o esplicitamente, all'azione esercitata dalla parte. (Nella specie la Corte, ritenendo che il Tribunale avesse consapevolmente pronunciato ordinanza monocratica in applicazione delle norme sul procedimento sommario di cognizione di cui agli artt. 702 bis e ss. c.p.c., ha dichiarato inammissibile il ricorso). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 01 Marzo 2018, n. 4904.


Anatocismo bancario nei contratti “uso piazza” anteriori alla delibera CICR 9.2.2000 – Illegittimità – Ricalcolo degli interessi senza operare alcuna capitalizzazione – Prova della pubblicazione dell’adeguamento alla delibera CICR 9.2.2000 in G.U. e comunicazione al correntista – Necessità – Prova della pattuizione di nuova regolamentazione degli interessi – Necessità – Modifica dell’azione di accertamento negativo in azione di condanna a seguito di chiusura del rapporto di c/c in corso di causa – Validità contratto mono-firma.
1) La proposizione della domanda di mero accertamento finalizzata alla rideterminazione del saldo del conto corrente non impedisce a parte ricorrente, qualora nelle more del giudizio il conto corrente sia stato chiuso su iniziativa della banca, di modificare l’originaria domanda di accertamento in quella di condanna, trovando applicazione quanto affermato dalle sentenza n. 12310 del 15.06.2015 delle SS.UU. della Corte di Cassazione in base a cui “la modificazione della domanda […] può riguardare anche uno o entrambi gli elementi oggettivi della stessa, sempre che la domanda così modificata risulti comunque connessa alla vicenda sostanziale dedotta in giudizio e senza che, perciò solo, si determini la compromissione delle potenzialità difensive della controparte, ovvero l’allungamento dei tempi processuali”.

2) Quanto ai contratti sottoscritti dal solo correntista, la nullità di cui all’art. 117 TUB costituisce un’ipotesi riconducibile alle c.d. nullità di protezione di derivazione comunitaria, le quali, per la peculiarità della disciplina che le caratterizza, non appaiono in alcun modo sovrapponibili alla nullità codicistica, tradizionalmente intesa come quella patologia di gravità tale da rendere il negozio radicalmente improduttivo di effetti e insuscettibile di sanatoria.  La forma scritta prescritta a pena di nullità dall’art.  117 TUB, nella logica di quello che è stato definito in dottrina come “neo-formalismo comunitario”, assolve essenzialmente alla funzione di colmare il divario informativo esistente in determinati settori tra i soggetti che vi operano professionalmente ed il contraente debole.
Ne consegue che la forma scritta prescritta dall’art. 117 TUB non appare integrare un elemento costitutivo e strutturale del contratto, imposto, come nella tradizione romanistica, allo scopo di richiamare il contraente sull’importanza del negozio che si accinge a compiere, ma appare un adempimento imposto al contraente forte e strumentale ai doveri di correttezza, buona fede e trasparenza contrattuale necessari a colmare l’iniziale e fisiologico deficit informativo tra le parti. Tale nullità, atteso il suo carattere  "relativo" e la finalità protettiva degli interessi particolari del contraente debole, può apprezzarsi solo se vi sia stata in concreto una lesione dell’interesse protetto, lesione che, è di palmare  evidenza,  non  può  sussistere  per  la  mera  mancata  sottoscrizione  del  contratto  da parte della banca contraente, atteso che il cliente, ricevendo il contratto redatto per iscritto, è stato pienamente messo in  grado di conoscere e di comprendere ogni clausola contrattuale.
In altri termini, con la nullità atipica di cui all’art. 117 TUB il legislatore ha recepito il principio comunitario che impone, in caso di asimmetria informativa tra le parti, l’obbligo di clare loqui, affinché il cliente sia quanto più possibile reso edotto dei diritti e obblighi connessi ai contratti relativi ai rapporti bancari e all’erogazione del credito.
Ricostruita tale “nullità” in termini di una peculiare forma di tutela del contraente debole, ne consegue come la stessa non possa ritenersi sussistente qualora il contratto (rectius: il documento che raccoglie le clausole contrattuali) sia effettivamente redatto per iscritto e consegnato alla parte che l’ha sottoscritto, laddove venga dedotto soltanto il difetto di forma dell’accettazione da parte della Banca.

3) Per poter applicare la capitalizzazione periodica degli interessi passivi in contratti stipulati anteriormente l’entrata in vigore della delibera CICR del 9.2.2000 (avvenuta il 30.6.2000), è necessaria una nuova pattuizione scritta, non essendo sufficiente una mera comunicazione unilaterale della banca ancorché rispondente a quanto stabilito dall’art. 7 di detta delibera; pertanto, la pubblicazione sulla G.U. è condizione necessaria ma non sufficiente per l’adeguamento della Banca al combinato disposto dell’art. 120 TUB e dell’art. 7 della Delibera CICR del 2000 poiché, ai sensi del comma 2 della norma in esame, essa avrebbe dovuto fornire anche “opportuna notizia per iscritto alla clientela”. (Barbara Torti) (riproduzione riservata)
Tribunale Pavia, 07 Febbraio 2018.


Procedimento sommario ex artt. 702 bis, ter, quater, c.p.c.  - Termine per la proposizione delle richieste istruttorie.
Nel rito sommario di cognizione, il termine ultimo per articolare le richieste istruttorie coincide con l’udienza in cui il giudice è chiamato ex art. 702 ter, comma 3, c.p.c. a valutare se ordinare o meno il mutamento del rito da sommario a ordinario, con la conseguenza che, in caso di omessa formulazione in tale termine di alcuna richiesta istruttoria, si proseguirà con il rito sommario e anche la decisione finale sarà allo stato degli atti versati dalle parti.

L’ipotesi di concessione di un ulteriore termine per la formulazione di richieste istruttorie, si configura solo nel caso di mutamento del rito da sommario in ordinario, visto l’espresso richiamo all’art. 183 contenuto nel comma terzo dell’art. 702 ter c.p.c. (Antonio Valenza) (riproduzione riservata)
Tribunale Trani, 07 Settembre 2016.


Notariato - Disciplina (sanzioni disciplinari) dei notai - Processo disciplinare - Rito applicabile - Rito sommario di cognizione - Pubblicità della sola udienza di discussione - Conformità all'art. 6 CEDU - Fondamento.
In tema di impugnazione dei provvedimenti disciplinari e cautelari a carico dei notai, il reclamo dinanzi alla Corte d'appello avverso la decisione della Commissione amministrativa regionale è soggetto, ai sensi degli artt. 3 e 26 del d.lgs. n. 150 del 2011, agli artt. 702 bis e 702 ter, commi 1, 4, 5, 6 e 7, c.p.c., che nulla dispongono relativamente alla pubblicità delle udienze, per cui opera il regime generale della pubblicità della sola udienza di discussione, pienamente compatibile con l'art. 6 CEDU, in virtù del quale non tutta l'attività processuale deve svolgersi pubblicamente, ma deve essere assicurato un momento di trattazione della causa in un'udienza pubblica. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 05 Maggio 2016, n. 9041.


Verifica sulla permanenza delle condizioni per beneficiare del patrocinio a spese dello Stato – Sua compatibilità con l’istruttoria sommaria tipica del procedimento sommario – Sussiste.
L’accertamento sulla effettività e la permanenza delle condizioni previste per poter godere del patrocinio a spese dello Stato di cui all’art. 127 dpr 115/2002 può essere svolto in tempi relativamente contenuti e quindi risulta pienamente compatibile con l’istruttoria sommaria tipica del presente giudizio, potendo essere demandato all’agenzia delle entrate ai sensi dell’art. 213 c.p.c. (Massimo Vaccari) (riproduzione riservata) Tribunale Verona, 22 Dicembre 2015.


Liquidazione del compenso per arbitri di arbitrato rituale – Tipo di giudizio con il quale richiederla e parametri utilizzabili per la liquidazione sulla base del d.m.140/2012

Giudizio per la liquidazione del compenso di arbitri – Esclusività della proposizione nelle forme di cui all’art. 814, secondo comma, c.p.c. – Esclusione – Ammissibilità del procedimento ex art. 702 ter c.p.c. – Sussiste

Parametri per la liquidazione del compenso per un arbitro avente la qualità professionale di avvocato – Ricorso ai parametri di cui all’art. 3, comma 2, del d.m.140/2012 in tema di attività stragiudiziale – Ammissibilità – Sussiste
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Il procedimento per la liquidazione degli onorari spettante agli arbitri non deve necessariamente essere promosso e svolgersi nelle forme di cui all’art. 814 c.p.c., atteso che con tale tipo di giudizio possono concorre tanto un ordinario giudizio cognitivo quanto il procedimento monitorio o il procedimento sommario di cognizione. (Massimo Vaccari) (riproduzione riservata)

La liquidazione del compenso spettante all’arbitro di un arbitrato rituale da effettuarsi, in ragione della qualità professionale dell’arbitro stesso sulla base del d.m.140/2012, deve avvenire, in difetto di una previsione specifica riguardante i criteri utilizzabili a tal fine, sulla base dei parametri di cui all’art. 3, comma 2, di tale regolamento in tema di attività stragiudiziale, ad essa dovendo ricondursi quella di arbitro. Peraltro l’unico parametro concretamente utilizzabile ai predetti fini è quello del compenso orario, da determinarsi sulla base del valore di mercato dello stesso. (Massimo Vaccari) (riproduzione riservata)
Tribunale Verona, 26 Giugno 2015.


Procedimento sommario di cognizione - Ordinanza che dispone il mutamento del rito in ordinario - Richiesta di dichiarazione di nullità del provvedimento - Inammissibilità.
Non può trovare accoglimento la richiesta con la quale si chiede che venga dichiarata la nullità, per contrarietà alle disposizioni di cui all'articolo 702-ter c.p.c., del provvedimento con il quale il giudice adito con ricorso sommario ex articolo 702-bis c.p.c. abbia disposto la conversione del processo in rito ordinario. Una diversa conclusione comporterebbe la violazione dei principi di uguaglianza e di ragionevolezza ex art. 3 Cost, nonché alla lesione dei canoni di cui agli artt. 24 e 111 Cost. e, in particolare, del principio di strumentalità e di effettività della tutela giurisdizionale delle situazioni sostanziali che devono essere volte a favorire decisioni sul merito anziché in rito (C. Cost. 12 marzo 2007, n. 77). (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 19 Febbraio 2015.


Procedimento sommario di cognizione – Contratto autonomo di garanzia – Azione di rilievo.
La causa concreta del contratto autonomo di garanzia è quindi ravvisabile nel trasferimento del rischio economico del rapporto garantito sul soggetto garante, il quali si assume, nei confronti del beneficiario, un’obbligazione autonoma rispetto a quella del contraente. Così individuata la causa del contratto autonomo di garanzia, si osserva che la clausola della polizza che attiene al rapporto tra contraente e garante prevedendo la possibilità per il garante di cautelarsi quando ancora non è avvenuta l’escussione della garanzia, nel caso di mutamento in peius della situazione del contraente, ovvero nel caso di un sopravvenuto aggravio della propria posizione per l’inadempimento del contraente, non riguarda il rapporto con il beneficiario della garanzia, la cui posizione resta invariata. (Antonella Cozzi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 10 Febbraio 2015.


Processo civile - Procedimento sommario di cognizione - Elementi oggetto di valutazione per la compatibilità con l'istruzione sommaria - Difese svolte dalle parti - Rilevanza delle difese, dei fatti allegati, delle eccezioni, delle argomentazioni giuridiche e della partecipazione di altre parti del processo..
L’identificazione degli elementi della causa, proposta con il rito sommario, che devono essere commisurati al parametro della compatibilità con l’istruzione sommaria e, quindi, con il rito sommario stesso, deve partire dal tenore letterale dell’art. 702 ter, comma 3, c.p.c., ai sensi del quale il mutamento del rito va disposto quando richiedano un’istruzione non sommaria “le difese svolte dalle parti”. Il dato testuale (forse solo apparentemente in contrasto con l’art. 702 ter, comma 4, c.p.c., che, a proposito della domanda riconvenzionale, concentra invece sulla causa la verifica dell’incompatibilità con l’istruzione sommaria) chiarisce, infatti, che l’oggetto della verifica non sono soltanto le deduzioni istruttorie articolate dalle parti, ma il complesso delle difese svolte dalle stesse, ovvero principalmente i fatti allegati dalle parti a fondamento delle rispettive domande ed eccezioni, ma anche le argomentazioni giuridiche che ciascuna parte adduce e finanche la dimensione soggettiva della controversia, nel senso che il coinvolgimento, necessario od opportuno, di parti ulteriori rispetto a quelle originarie, può contribuire a rivelare la necessità di trattare la lite con il giudizio ordinario. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 03 Dicembre 2013.


Rito sommario - Identificazione degli elementi della causa - Parametro della compatibilità con l’istruzione sommaria - Oggetto della verifica - Complesso delle difese.
L’identificazione degli elementi della causa, proposta con il rito sommario, che devono essere commisurati al parametro della compatibilità con l’istruzione sommaria e, quindi, con il rito sommario, deve partire dal tenore letterale dell’art. 702 ter, 3° comma, c.p.c., ai sensi del quale il mutamento del rito va disposto quando richiedano un’istruzione non sommaria “le difese svolte dalle parti”; il dato testuale (forse solo apparentemente in contrasto con l’art. 702 ter, 4° comma, c.p.c., che, a proposito della domanda riconvenzionale, concentra invece sulla causa la verifica dell’incompatibilità con l’istruzione sommaria) chiarisce infatti che l’oggetto della verifica non sono soltanto le deduzioni istruttorie articolate dalle parti, ma il complesso delle difese svolte dalle stesse, ovvero, come chiarito da autorevole dottrina, principalmente i fatti allegati dalle parti a fondamento delle rispettive domande ed eccezioni, ma anche le argomentazioni giuridiche che ciascuna parte adduce e finanche la dimensione soggettiva della controversia, nel senso che il coinvolgimento, necessario od opportuno, di parti ulteriori rispetto a quelle originarie, può contribuire a rivelare la necessità di trattare la lite con il giudizio ordinario. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 03 Dicembre 2013.


Procedimento sommario di cognizione – Ordinanza di rigetto, incompetenza o inammissibilità – Appellabilità..
Sono appellabili ai sensi dell’art. 702 quater, non solo le ordinanze di cui al sesto comma dell’art. 702 ter (accoglimento della domanda), ma anche quelle declaratorie dell’inammissibilità, dell’incompetenza ovvero di rigetto, in quanto anche queste ultime possono assumere efficacia esecutiva, attesa l’obbligatorietà della statuizione delle spese di giudizio. (Domenico Iodice) (riproduzione riservata) Tribunale Campobasso, 01 Luglio 2013.


Artt. 3 e 14 del D. Lgs. 150/2011 - Questione di legittimità costituzionale - Non manifesta infondatezza..
Non è manifestamente infondata, per contrasto con l’art. 76 Cost., la questione di legittimità costituzionale dell’art. 3, comma 1, del D. lgs. 150/2011, per la parte in cui prevede che anche alle controversie di cui all’art. 14 del medesimo decreto non si applichi il comma secondo dell’art. 702 ter c.p.c, e quella dell’art. 14, comma 2, dello stesso decreto nella parte in cui prevede che il tribunale decida in composizione collegiale. (Massimo Vaccari) (riproduzione riservata) Tribunale Verona, 03 Maggio 2013.


Trascrizione di domanda giudiziale nelle forme del ricorso sommario ex art. 702 bis c.p.c – Ammissibilità – Titoli per la trascrizione di cui all’art. 2657 cod. civ. – Trascrivibilità dell’ordinanza conclusiva del procedimento sommario – Natura di norma speciale dell’art. 702 ter c.p.c.. .
Il ricorso proposto ai sensi dell’art. 702 bis rientra tra le domande trascrivibili ai sensi dell’art. 2653 cod. civ. poiché dà origine ad un procedimento destinato a concludersi con ordinanza dichiarata espressamente trascrivibile dall’art. 702 ter, norma da ritenersi speciale rispetto all’elenco dei titoli trascrivibili contenuto nella norma generale di cui all’art. 2657 cod. civ.. (Francesco Camerino) (riproduzione riservata) Tribunale Agrigento, 10 Aprile 2013.


Procedimento sommario di cognizione - Liquidazione delle spese - Applicazione analogica dei parametri ministeriali di cui al DM 140/2012 - Omessa liquidazione del compenso relativo alla fase decisoria..
I parametri ministeriali approvati con decreto del Ministero della Giustizia del 20 luglio 2012, n. 140 sono applicabili in via analogica anche alla liquidazione delle spese per il rito sommario, ove potrà essere omessa la liquidazione del compenso concernente la fase decisoria qualora manchi la distinzione tra fase istruttoria e fase decisoria. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Monza, 30 Settembre 2012.


Rito sommario - Mancata comparizione delle parti - Applicazione degli articoli 181 309 c.p.c. - Esclusione - Immediata estensione del procedimento - Rilevanza del comportamento processuale delle parti rivelatore della sopravvenuta carenza di interesse..
La disciplina di cui agli articoli 181 e 309 c.p.c. è incompatibile con il rito sommario, le cui caratteristiche di speditezza suggeriscono che in caso di mancata comparizione delle parti si faccia luogo alla immediata estinzione del procedimento. A tal fine potrà parlarsi di rinuncia tacita alla domanda e di implicita accettazione della resistente evincibili dal comportamento processuale delle parti rivelatore della sopravvenuta carenza di interesse. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Verona, 11 Gennaio 2012.


Procedimento sommario - Pluralità di mezzi istruttori da assumere - Inapplicabilità..
Il criterio discriminante tra rito ordinario e sommario deve individuarsi nella complessità dell'istruttoria. Il rito sommario è quindi inapplicabile quando siano richiesti più mezzi istruttori, come un ordine di esibizione ed una complessa ctu contabile che investe numerosi profili del rapporto di conto corrente. (Pietro Gobio Casali) (riproduzione riservata) Tribunale Piacenza, 28 Ottobre 2011.


Difesa manifestamente infondata – Condotta emulativa del convenuto finalizzata ad ottenere la conversione del sommario in rito ordinario – Lite temeraria – Art. 96 c.p.c. – Natura sanzionatoria – Sussiste..
La norma di cui al terzo comma dell’art. 96 c.p.c., non ha natura meramente risarcitoria, bensì sanzionatoria, avendo essa introdotto nell’ordinamento una forma di “danno punitivo” diretto a scoraggiare l’abuso del processo e degli strumenti forniti dalla legge alle parti. Agisce con condotta sleale e scorretta, quindi abusiva, la parte convenuta che, chiamata in giudizio con ricorso sommario, presenti eccezioni e domande riconvenzionali manifestamente infondate al solo fine di ottenere la conversione del rito semplificato in rito ordinario. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Lamezia Terme, 12 Luglio 2011.


Rito Sommario – Domande cautelari – Proponibilità – Esclusione..
Non sono proponibili domande cautelari all’interno del procedimento sommario atteso che tale rito deve rimanere confinato alle fattispecie di pronta e facile risoluzione (con esclusione di necessità istruttorie più complesse), e che la sua collocazione nei procedimenti speciali segnala, per converso, la perdurante attitudine del rito ordinario di cognizione a costituire la via maestra per introdurre domande processuali. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Nola, 08 Aprile 2010.


Procedimento sommario ex art. 702 bis cod. proc. civ. – Istruzione non sommaria – Nozione – Complessità dell’istruttoria – Rilevanza – Decisione sulla base della documentazione prodotta – Ammissibilità. (20/05/2010).
Ai fini dell’applicazione del nuovo procedimento sommario di cui all’art. 702 bis e seg. codice procedura civile, la non sommarietà dell’istruzione di cui al comma 2 della citata norma deve valutarsi non tanto con riferimento all’oggetto della domanda, quanto, piuttosto, in relazione alle prove necessarie per la decisione sulla base delle difese assunte dalle parti, con la conseguenza che detto rito potrà essere adottato anche in presenza di una istruzione non sommaria ma che consenta la decisione della causa sulla base della documentazione in atti. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 11 Febbraio 2010.


Processo civile – Nuovo procedimento sommario – Definitiva formulazione delle istanze istruttorie – Termine – Udienza di prima comparizione..
Nell’ambito del procedimento disegnato dagli artt. 702-bis e ss. cod. proc. civ., la definitiva formulazione dei mezzi istruttori deve essere effettuata al più tardi all’udienza di prima comparizione, prima della pronuncia dell’ordinanza che su tali istanze provvede. (fb) Tribunale Varese, 18 Novembre 2009, n. 0.


Processo civile – Nuovo procedimento sommario e procedimento ordinario – Criteri distintivi – Oggetto della causa – Chiamata in causa di terzi – Celerità dei tempi e snellezza delle forme..
Il parametro che distingue il rito di cui agli artt. 702-bis e ss. cod. proc. civ. da quello ordinario è l’oggetto della causa quale emerge dalle difese ed eccezioni delle parti, ivi comprese le eventuali istanze di estensione del contraddittorio ad altri soggetti; la relativa valutazione dovrà essere condotta alla luce dei principi di celerità dei tempi e snellezza delle forse che costituiscono gli assi portanti del rito in questione. (fb) Tribunale Varese, 18 Novembre 2009, n. 0.


Nuovo procedimento sommario – Istruzione sommaria – Definizione – Difese delle parti – Rilevanza..
Ai fini dell’applicazione del procedimento sommario di cui agli artt. 702-bis ss. cod. proc. civ., la sommarietà dell’istruzione (art. 702 ter, comma 3) dovrà essere valutata non con riferimento all’oggetto della domanda, bensì in relazione alle prove necessarie per la decisione, sulla base delle difese delle parti. (fb) Tribunale Mondovì, 12 Novembre 2009, n. 0.


Nuovo procedimento sommario – Deduzione dei mezzi di prova – Indicazione specifica – Necessità – Prova testimoniale..
Il requisito dell’indicazione specifica dei mezzi di prova di cui all’art. 702-bis cod. proc. civ. comporta per la parte l’onere di specificare il mezzo di prova richiesto, delimitandone l’oggetto e indicando le persone che devono compierlo, con la conseguenza che la prova testimoniale dovrà essere dedotta sin dall’atto introduttivo in capitoli separati e con indicazione dei testimoni. (fb) Tribunale Mondovì, 12 Novembre 2009, n. 0.