LIBRO QUARTO
Dei procedimenti speciali
TITOLO I
Dei procedimenti sommari
CAPO III
Dei procedimenti cautelari
SEZIONE V
Dei provvedimenti d'urgenza

Art. 700

Condizioni per la concessione
Testo a fronte
TESTO A FRONTE

I. Fuori dei casi regolati nelle precedenti sezioni di questo capo, chi ha fondato motivo di temere che durante il tempo occorrente per far valere il suo diritto in via ordinaria, questo sia minacciato da un pregiudizio imminente e irreparabile, può chiedere con ricorso al giudice i provvedimenti d'urgenza, che appaiono, secondo le circostanze, più idonei ad assicurare provvisoriamente gli effetti della decisione sul merito.


GIURISPRUDENZA

Fallimento – Istruttoria prefallimentare – Provvedimenti cautelari conservativi – Incidenza sulla gestione ed amministrazione della società fallenda – Assimilabilità ai provvedimenti ex art. 2409 c.c. – Presupposti.
I provvedimenti cautelari (atipici), che il tribunale può disporre con finalità conservative del patrimonio e dell’impresa nell’ambito di una procedura prefallimentare, sono assimilabili a quelli che possono essere gradatamente adottati ai sensi dell’art. 2409 c.c., con incidenza, quindi, anche sui poteri gestori, e possono essere considerati, al pari di quelli ex art. 700 c.p.c., come anticipatori della decisione di merito, adottabili in presenza dei requisiti del fumus boni iuris e del periculum in mora, spesso insiti ex se nella situazione di mala gestio che ha condotto alla presentazione di una istanza di fallimento. (Giuseppe Limitone) (riproduzione riservata) Tribunale Vicenza, 15 Gennaio 2018.


Fallimento – Istruttoria prefallimentare – Esercizio provvisorio anticipato – Ammissibilità – Sospensione (temporanea) dei poteri degli amministratori – Ammissibilità – Revoca dei poteri degli amministratori – Inammissibilità.
Tra i provvedimenti conservativi, anticipatori della decisione di merito, in previsione della decisione sulla richiesta di esercizio provvisorio, può essere annoverato anche l’esercizio provvisorio anticipato, che si può ottenere con un dispositivo congegnato in modo da esautorare, senza eradicare, i poteri gestori in capo all’organo amministrativo in carica, mediante un provvedimento di mera sospensione temporanea del poteri gestori, efficace fino alla conclusione della fase prefallimentare, che non incida sulla titolarità della governance, atteso che neppure la sentenza di fallimento può determinare la revoca degli amministratori, ed il provvedimento anticipatorio non può mai concedere più di quello che potrebbe fare la futura decisione di merito. (Giuseppe Limitone) (riproduzione riservata) Tribunale Vicenza, 15 Gennaio 2018.


Fallimento – Società di calcio – Esercizio provvisorio – Necessità.
Nel caso delle società di calcio, l’esercizio provvisorio deve essere disposto necessariamente a tutela del patrimonio aziendale, che include la conservazione del “titolo sportivo”, indispensabile per l’affiliazione alla F.I.G.C., e per la partecipazione ad un campionato di calcio, titolo che sarebbe irrimediabilmente perduto se la società cessasse l’attività, a cui si aggiungerebbe la perdita del valore dei giocatori, che sarebbero immediatamente svincolati a seguito del fallimento senza prosecuzione dell’impresa. (Giuseppe Limitone) (riproduzione riservata) Tribunale Vicenza, 15 Gennaio 2018.


Fallimento – Società di calcio – Esercizio provvisorio anticipato – Necessità – Presupposti.
Nel caso delle società di calcio, può essere concessa l’anticipazione dell’esercizio provvisorio quando la misura appaia l’unica idonea a preservare il patrimonio e l’impresa, proprio in funzione dell’esercizio provvisorio che verrà concesso con la sentenza di fallimento, ad esempio laddove i singoli giocatori abbiano intrapreso le procedure di svincolo conseguenti ai reiterati inadempimenti della società nei loro confronti, che porterebbero, con la risoluzione del rapporto, ad un azzeramento del valore dei giocatori per la società di calcio. (Giuseppe Limitone) (riproduzione riservata) Tribunale Vicenza, 15 Gennaio 2018.


Segnalazione nella categoria crediti a sofferenza in Centrale dei Rischi presso la Banca d’Italia – Mancanza di istruttoria da parte dell’intermediario circa la sussistenza della situazione equiparabile allo stato di insolvenza – Cancellazione con efficacia retroattiva – Proponibilità del ricorso ex art. 700 c.p.c. per mancanza del rimedio cautelare tipico.
Il codice in materia di protezione dei dati personali non si applica alle persone giuridiche a seguito delle modifiche apportate dal D.L. n. 201/2011, trovando per le stesse applicazione esclusivamente le disposizioni di cui al titolo X (Comunicazioni elettroniche). –

La legittimità della segnalazione deve scaturire da un’adeguata istruttoria che la banca deve svolgere e dalle cui risultanze deve emergere lo stato di insolvenza (rectius di difficoltà economico finanziaria tale da far temere il mancato recupero del credito).

Il ritardo nell’inadempimento non è, di per sé, indice dello stato di insolvenza e ciò perché il debito potrebbe essere non pagato perché il debitore ne contesta l’esistenza o la quantificazione.

La rilevante esposizione debitoria emergente dal bilancio non può essere isolatamente considerata, ma deve essere letta nel contesto di tutte le risultanze contabili. Quando l’esposizione debitoria è iscritta in bilancio e risulta appianata dalle risultanze attive, la possibilità di esperire fruttuosamente azioni esecutive si desume proprio da poste attive, la cui misura è almeno pari a quella del passivo.

IL periculum in mora può essere desunto da indici presuntivi. La segnalazione ha lo scopo di rendere edotte le banche sull’identità dei soggetti inaffidabili, i quali verosimilmente non potranno più accedere al credito e, trattandosi di soggetti operanti sul mercato, si troveranno in una situazione di netto svantaggio rispetto ai concorrenti. (Pasquale Coppola) (riproduzione riservata)
Tribunale Napoli, 01 Dicembre 2017.


Tutela cautelare – Natura sommaria – Accertamento del fumus boni iuris – Presupposti – Inammissibilità del ricorso.
E’ inammissibile il ricorso d’urgenza qualora l’accertamento del fumus boni iuris sia incompatibile con la cognizione sommaria del procedimento cautelare per la complessità della controversia qualora, come nel caso di specie, richieda articolati approfondimenti istruttori e peritali, esame di copiosa documentazione, implicante ponderate valutazioni su rapporti contrattuali, protrattasi per anni con soggetti terzi, e sulla validità ed operatività delle clausole pattuite.

Nel caso di specie, gli elementi di complessità della controversia sono stati individuati nel fatto che il ricorso depositato consti di 143 pagine, nel quale sono state formulate numerose richieste istruttorie, sia stato richiesto l’esperimento di una CTU informatica implicante una complessa e difficoltosa indagine, nonché infine richiesta la concessione di termini dopo l’espletamento della CTU per svolgere ulteriori osservazioni. Le problematiche, in fatto e in diritto, da esaminare, unitamente alla complessità degli accertamenti istruttori e peritali da effettuare (come nella specie palesato dalla corposità delle allegazioni e delle argomentazioni contenute in ricorso e dalle richieste ivi formulate) sono apparsi incompatibili con la natura sommaria del giudizio cautelare. (Francesca Rimoldi) (riproduzione riservata)
Tribunale Milano, 02 Agosto 2017.


Tutela cautelare – Controversia sulla proprietà e/o sul possesso e/o sulla detenzione di azienda – Azienda in attività – Sequestro giudiziario – Ammissibilità – Cautela atipica sussidiaria – Inammissibilità.
Nel caso di perduranza dell’attività produttiva, qualora si controverta sulla fondatezza della pretesa di restituzione dell’azienda affittata, il bilanciamento degli interessi in gioco va concretamente realizzato con la temporanea attribuzione della gestione a soggetto differente dall’attuale del quale si denuncia l’inadeguatezza, attraverso la cautela tipica ex art. 670 c.p.c.; nella sussistenza delle suddette condizioni, il soggetto investito della temporanea gestione può curare la relativa conduzione produttiva in osservanza delle direttive eventualmente dettate ed in attesa della pronuncia sul merito. Viceversa solo nel caso in cui l’attività aziendale non sia in atto da parte dell’affittuaria, non si pone la necessità del governo aziendale temporaneo attuato attraverso il sequestro giudiziario, funzionale a preservarne l’avviamento e conservarne la produttività al fine di garantirne all’avente diritto, all’esito del giudizio di merito, la fattuale disponibilità (a titolo di possesso, quale affittante, ovvero di detenzione, se affittuario) in condizioni di ordinaria efficienza, e può, quindi, trovare ingresso la tutela atipica ex art. 700 c.p.c., previo il necessario riscontro del pertinente fumus della pretesa restitutoria, nonché dell’urgenza di provvedere. (Avv. Francesco Mainetti) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 27 Luglio 2017.


Affitto di ramo d’azienda – Cessazione rapporto – Mancata restituzione del compendio aziendale – Pregiudizio di natura esclusivamente patrimoniale – Insolvenza dell’affittuario – Provvedimento ex art. 700 c.p.c. – Ammissibilità.
In tema di risoluzione del contratto di affitto di ramo d’azienda per inadempimento dell’affittuario, costituisce pregiudizio irreparabile ai fini della concessione di un provvedimento d’urgenza volto ad ottenere l’immediata restituzione del compendio aziendale, la situazione di incapienza dell’affittuario la quale, rendendo estremamente difficoltoso per il concedente il recupero coattivo dei canoni rimasti insoluti, genera uno scarto eccessivo tra il beneficio che il concedente può ritrarre dalla tutela d’urgenza e quello assicurato dalla tutela risarcitoria per equivalente nelle forme ordinarie. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Venezia, 21 Luglio 2017.


Provvedimento cautelare ex art. 700 c.p.c. di rilascio di immobile concesso in leasing – Successivo atto di precetto ex art. 605 c.p.c. – Insussistenza dei presupposti di cui all’art. 474 c.p.c. – Necessità di attuazione del provvedimento cautelare nei modi e termini ex art. 669-duodecies c.p.c..
Il provvedimento cautelare non costituisce titolo esecutivo nel senso voluto dall’ordinamento e disciplinato dall’art. 474 c.p.c. e, quindi, non può essere messo in esecuzione nelle forme disciplinate dal libro III del codice di rito intitolato “Processo di esecuzione”.
L’art. 669 duodecies c.p.c. disciplina in modo specifico i modi e i termini per porre in esecuzione i provvedimenti cautelari, così sottolineandone la loro diversità rispetto ai “titoli esecutivi”. (Michele Cespa) (riproduzione riservata)
Tribunale Bergamo, 09 Giugno 2017.


Provvedimenti d’urgenza – Contenuto del ricorso introduttivo – Domande eventuale giudizio di merito – Necessità – Assenza – Inammissibilità

Provvedimenti d’urgenza – Eventuale giudizio di merito per annullamento bollette energia elettrica e risarcimento danno – Inammissibilità
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Il ricorso introduttivo della richiesta cautelare a norma dell’art. 700 c.p.c. deve esporre, a pena di inammissibilità, il contenuto delle domande oggetto dell’eventuale giudizio di merito delle cui statuizioni le richieste misure cautelari sono chiamate a garantire la concreta attuazione, così da consentire al giudice di verificare la propria giurisdizione e la propria competenza e la ricorrenza del necessario requisito del fumus boni juris. (Francesco Mainetti) (riproduzione riservata)

La richiesta cautelare è inammissibile laddove si assuma essere strumentale ad un giudizio di merito volto all’accertamento negativo di un credito ed alla condanna della parte resistente al risarcimento del danno (nella specie il procedimento cautelare era stato promosso dal cliente che contestava alcune bollette nell’ambito di un rapporto di somministrazione di energia elettrica e la somministrante aveva proceduto ad abbassare la tensione dell’energia elettrica erogata). (Francesco Mainetti) (riproduzione riservata)
Tribunale Roma, 17 Maggio 2017.


Obbligo di concludere un contratto – Inadempimento – Provvedimenti d'urgenza – Anticipazione degli effetti del contratto non concluso – Limiti.
È generalmente possibile agire in via d’urgenza anche al fine di preservare la pratica utilità di una sentenza di mero accertamento o costitutiva, e non solo di condanna, ogni qual volta corrisponda all’interesse concreto e attuale del ricorrente a non veder pregiudicate le proprie ragioni dalla tardività con cui la tutela di merito, per sua natura, interviene a comporre la controversia sorta tra le parti. La tutela d’urgenza, in particolare, è ammessa anche per il caso in cui colui che è tenuto a concludere un contratto non adempia l’obbligazione di prestare il consenso, potendo l’altra parte, in quanto possibile e non escluso dal titolo, ottenere un provvedimento urgente che produca gli effetti del contratto non concluso, ad esclusione dell’effetto traslativo del diritto di proprietà o di altro diritto reale, che è proprio della sentenza costitutiva, a definizione di un giudizio a cognizione piena, e non è suscettibile di anticipazione. Va da sé, in virtù del principio di strumentalità, che alla tutela cautelare atipica che assiste il diritto alla conclusione di un contratto si comunica lo stesso limite naturale all’esecuzione specifica dell’obbligo a contrarre, derivante dall’incoercibilità del consenso. Ne consegue che il provvedimento urgente non può costringere a concludere un contratto, ma può e deve imporre all’obbligato il comportamento che sarebbe stato ad esso conforme se il consenso fosse stato prestato (nella specie, si è concesso il provvisorio riallaccio alla rete idrica, a carico del gestore del servizio, per il probabile fondamento del diritto di concludere un nuovo contratto di fornitura ad uso domestico, dopo la cessazione di un precedente rapporto di utenza). (Antonio Angioi) (riproduzione riservata) Tribunale Oristano, 11 Maggio 2017.


Provvedimenti ex art. 700 cpc e ante causam in genere – Necessaria indicazione degli elementi (petitum e causa petendi) della eventuale azione di merito.
Nell’ambito dei provvedimenti ex art. 700 cpc e, in generale, dei provvedimenti cautelari ante causam, pur avendo il legislatore introdotto, con la Legge 14 maggio 2005 n° 80, un regime c.d. a strumentalità attenuata o allentata, tale per cui il provvedimento cautelare è idoneo a mantenere ex se la propria efficacia e non necessitando, dunque, dell’instaurazione del successivo giudizio di merito, ormai meramente eventuale e azionabile sia dalla parte che ha ottenuto il provvedimento sia da quella nei confronti della quale lo stesso è stato emesso, è in ogni caso indispensabile che la parte che invoca il provvedimento cautelare fornisca gli elementi (petitum e causa petendi) del successivo, per quanto solo eventuale, giudizio di merito. È infatti necessario, anche e proprio a causa della persistente efficacia ed ultrattività del provvedimento cautelare a prescindere dall’instaurazione del successivo giudizio di merito, che il richiedente indichi il contenuto della tutela giuridica nella fase d’urgenza, così garantendo una coerenza fra la pronuncia in sede cautelare e gli effetti che si intendono perseguire nel successivo – seppure solo eventuale – giudizio di merito. (Fabio Massimo Orlando) (riproduzione riservata) Tribunale Civitavecchia, 06 Maggio 2017.


Art.669-terdecies c.p.c. – Segnalazione illegittima – Fideiussione – Requisito di strumentalità – Rapporto di inerenza attuale tra oggetto e lite in corso – Fumus boni iuris – Periculum in re ipsa.
Il “fumus boni iuris” deve essere inteso quale ragionevole apparenza del diritto, ossia quale verosimiglianza in merito alla fondatezza della pretesa dedotta.

E' condivisibile l'orientamento maturato in seno alla giurisprudenza in forza del quale, in tema di segnalazioni alla Centrale rischi, la 'irreparabilità' del pregiudizio di cui all’art. 700 c.p.c. si riferisce a situazioni giuridiche la cui lesione non consente una restitutio in integrum.

In particolare, deve ritenersi condivisibile da parte l’orientamento giurisprudenziale in forza del quale, qualora il soggetto illegittimamente segnalato sia un imprenditore, il periculum in mora consiste nel pericolo di danno causato dalla erronea segnalazione qualora tale segnalazione possa determinare la revoca di altri affidamenti da parte di altri istituti di credito, allarmati da una situazione di insolvenza in realtà inesistente, così determinando difficoltà anche insormontabili per l'accesso al credito bancario, consistente nella lesione del merito creditizio del soggetto segnalato con la conseguente difficoltà di accesso a nuove linee di credito, un pregiudizio che assume il carattere dell'irreparabilità nel caso in cui la parte abbia la necessità di ricorrere al credito per lo svolgimento della propria attività imprenditoriale (Tribunale Milano, 14 aprile 2016).

Deve altresì ritenersi condivisibile da parte di questo Tribunale il più recente orientamento maturato in seno alla giurisprudenza in forza del quale, a seguito di una segnalazione illegittima, il periculum è in re ipsa, di talchè si potrebbe anche non provarlo specificamente, atteso che un’ingiusta segnalazione produce di per sé un danno al soggetto segnalato, consistente nell’impossibilità di accesso al credito, ed i suoi effetti risultano addirittura permanenti, dovendosi ritenere fatto notorio che una tale segnalazione si riflette in termini altamente negativi sul merito creditizio imprenditoriale, determinando una sorta di reazione negativa a catena del ceto bancario, sì che l’iniziativa di un istituto di credito non può passare inosservata agli altri che, da quel momento in avanti, sono indotti a ritenere che un ulteriore affidamento e la mancata richiesta di rientro determini un rischio neppure giustificabile rispetto ai vertici aziendali”. (Tribunale Milano, 16 giugno 2015).

Nel caso in cui sia stata richiesta l'adozione di un provvedimento cautelare in corso di causa, deve esistere un rapporto di inerenza attuale tra la domanda oggetto del provvedimento d'urgenza e la lite in corso, tale per cui detta lite deve comprendere nel suo oggetto l'accertamento del diritto alla cui tutela tende, in via provvisoria, il provvedimento cautelare, rimanendo irrilevante il fatto che in seno alla causa di merito non sia stata specificamente formulata la domanda in relazione alla quale vengono chiesti i provvedimenti d'urgenza (Cassazione 9740/94; Cassazione 7049/83).

Nel solco tracciato dalla Cassazione, deve essere sottolineato da questo Tribunale come la giurisprudenza di merito si sia espressa nell'affermare la sussistenza del requisito di strumentalità tra la domanda cautelare proposta in corso di causa diretta ad ottenere la cancellazione dell'illegittima segnalazione dalla centrale rischi rispetto alla domanda di accertamento avanzata nel giudizio di merito (Trib. Verona 18 marzo 2013).

La domanda spiegata in sede cautelare è posta in rapporto di strumentalità rispetto al bene giuridico tutelato in seno al giudizio di merito, rappresentato dall'accertamento dell'insussistenza in capo al reclamante di posizioni debitorie rispetto al soggetto reclamato. (Massimiliano Elia) (riproduzione riservata)
Tribunale Cuneo, 04 Aprile 2017.


Illegittima segnalazione – Ricorso ex art. 700 c.p.c. – Periculum in mora – Danno non patrimoniale – Onere della prova.
Nell’ambito di un giudizio cautelare instaurato per ottenere la rettifica del credito “in contestazione” presso la Centrale Rischi della Banca d’Italia, esiste il periculum in mora sub specie di danno non patrimoniale che si rinviene nella lesione all’onore, alla reputazione, e all’affidabilità personale del segnalato.
Per la dimostrazione di tali pregiudizi, per quanto attiene la fase cautelare, l’onere di allegazione e di prova è più tenue. (Antonio Cavallo) (riproduzione riservata)
Tribunale Paola, 01 Febbraio 2017.


Tutela della proprietà industriale – Nome di dominio internet – Registrato provvisoriamente dal socio – Rifiuto ingiustificato di trasferimento alla società – Tutela ex art.133 CPI – Esclusione – Tutela ex art.700 c.p.c. – Sussiste.
Ove la registrazione del segno distintivo non sia avvenuta in violazione dell’art.22 CPI o in malafede, non possono essere accolte le domande di inibitoria e trasferimento provvisorio ex art.133 CPI.
Nel contesto del rifiuto ingiustificato del registrante a trasferire la registrazione, può essere riconosciuta la tutela ex art.700 c.p.c., ordinando di provvedere alla reintestazione del segno oggetto di lite.
Il provvedimento anticipatorio in questione esaurisce la tutela concedibile, visto che il segno non è stato utilizzato a fini distintivi propri.
[Fattispecie relativa a rifiuto, da parte del socio, di ritrasferire alla società il nome di dominio internet registrato dallo stesso socio provvisoriamente a proprio nome.] (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Tribunale Venezia, 31 Gennaio 2017.


Provvedimenti d’urgenza – Strumentalità al giudizio di merito – Giudizio di merito volto ad accertamento negativo del debito e risarcimento danni – Inammissibilità

Provvedimenti d’urgenza – Fumus boni iuris – Cognizione sommaria – Indagini tecniche – Inammissibilità

Provvedimenti d’urgenza – Periculum in mora – Caratteristiche
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E’ inammissibile un procedimento cautelare che si assuma essere strumentale ad un giudizio di merito volto all’accertamento negativo di un credito ed alla condanna della parte resistente al risarcimento del danno (nella specie il procedimento cautelare era stato promosso dal cliente che contestava alcune bollette nell’ambito di un rapporto di somministrazione di energia elettrica e la somministrante aveva proceduto ad abbassare la tensione dell’energia elettrica erogata). (Francesco Mainetti) (riproduzione riservata)

Il fumus boni iuris del giudizio cautelare deve essere inteso come presenza di elementi che, a livello di cognizione sommaria, fondino l’opinione positiva in ordine alla esistenza e tutelabilità del diritto azionato (c.d. verosimiglianza), cosicché è inammissibile un accertamento sulla questione lamentata che non sia di pronta soluzione, implicando la necessità di indagini tecniche che costituiscono atti di istruzione non indispensabili in sede cautelare. (Francesco Mainetti) (riproduzione riservata)

L’accoglimento di una misura cautelare implica la presenza di un periculum in mora, costituito dall’imminenza di un pregiudizio irreparabile che possa compromettere il diritto azionato nel periodo necessario a farlo valere in via ordinaria e l’imminenza e l’irreparabilità del pregiudizio ricorrono allorquando l’evento dannoso paventato incomba con vicina probabilità e il pregiudizio sia non risarcibile o, pur essendo lo stesso in tutto o in parte risarcibile, il risarcimento lascia comunque scoperto un margine di danno non rimediabile. (Francesco Mainetti) (riproduzione riservata)
Tribunale Roma, 27 Gennaio 2017.


Società di persone – Revoca per giusta causa dell’amministratore – Ricorso d’urgenza ex art. 700 c.p.c. – Ammissibilità – Revoca dell’unico socio accomandatario – Necessario scioglimento della società – Esclusione – Ammissibilità della nomina di amministratore provvisorio – Sussiste.
La revoca giudiziale per giusta causa dall’amministratore di una società di persone può operare anche d’urgenza ex art. 700 c.p.c… [Nella fattispecie, il Tribunale ha accolto la domanda di revoca per giusta causa dell’amministratore che: si era spogliato dei propri poteri gestori nominando due procuratori speciali i quali ostacolavano i soci nell’esercizio del loro diritto di controllo sulla contabilità sociale; aveva affidato la gestione della società ad un suo fornitore in evidente conflitto di interessi con la società stessa; era inadempiente nel pagamento dei canoni di locazione dei locali commerciali usati dalla società.].
Alla revoca dell’unico socio accomandatario non consegue immediatamente lo scioglimento0 della società, essendo applicabile la disciplina ex art.2323 c.c., con conseguente possibilità per i soci di una rivisitazione dei patti sociali entro sei mesi dalla revoca e di nomina medio tempore di un amministratore provvisorio. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Tribunale Torino, 16 Gennaio 2017.


Concordato preventivo - Divieto di azioni cautelari sul patrimonio del debitore.
Il divieto di azioni esecutive cautelari previsto dall’art. 168 legge fall. non si estende ai beni di cui l’imprenditore in concordato abbia solo la disponibilità materiale senza vantare un valido titolo giuridico. (Enrico Felli) (riproduzione riservata) Tribunale Bergamo, 28 Dicembre 2016.


Concordato preventivo - Divieto di azioni cautelari sul patrimonio del debitore - Restituzione di un’azienda detenuta in assenza di un titolo che ne legittimi il godimento.
E’ ammissibile una domanda cautelare nei confronti di una società che ha depositato un ricorso ai sensi dell’art. 161, comma 6, legge fall. finalizzata alla restituzione di un’azienda detenuta in assenza di un titolo che ne legittimi il godimento. (Enrico Felli) (riproduzione riservata) Tribunale Bergamo, 28 Dicembre 2016.


Procedimento cautelare – Per riconsegna di ramo d’azienda affittato – Riduzione dell’avviamento per opera dell’affittuario inadempiente – Periculum in mora – Sussiste.
Il perdurare della detenzione del ramo d’azienda in capo ad un soggetto che ne ha ridotto l’avviamento commerciale e che non è in condizioni di adempiere agli obblighi contrattuali configura un danno irreparabile, che giustifica la concessione del provvedimento cautelare di riconsegna immediata del ramo d’azienda. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 27 Dicembre 2016.


Procedimento cautelare ex art. 700 c.p.c. - Illegittimità dichiarazione di recesso unilaterale della banca - Domanda di accertamento dell’inefficacia della dichiarazione di recesso - Applicabilità.
E’ possibile il ricorso al rimedio cautelare atipico ex art. 700 c.p.c. al fine di sentire dichiarare l’inefficacia di dichiarazioni di recesso unilaterale della Banca da contratti di apertura di credito in conto corrente e/o di dichiarazioni unilaterali della Banca di risoluzione di contratti di mutuo ipotecario, purché tali dichiarazioni unilaterali siano illegittime e pertanto in contrasto con la legge, con il regolamento contrattuale inter partes e con il contegno in precedenza tenuto dalla stessa Banca. (Paolo Cevasco) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 02 Dicembre 2016.


Procedimento ex art. 700 c.p.c. – Periculum in mora – Attività cessata – Protesti – Insussistenza.
La definitiva ed incontestata chiusura dell’attività commerciale nonchè il suo fallimento non costituisce periculum in mora giuridicamente rilevante, quante volte sia ascrivibile alla condotta della medesima che, con il proprio reiterato inadempimento, abbia indotto il suo fornitore/affiliante alla sospensione e cessazione delle forniture e che siano intervenuti protesti sia si assegni che di cambiali di altri fornitori tali da rendere ormai compromessa la reputazione commerciale della stessa impresa. (Luca Caravella) (riproduzione riservata) Tribunale Santa Maria Capua Vetere, 23 Novembre 2016.


Processo civile – Procedimento cautelare – Sequestro – Mancata indicazione nel ricorso della domanda da proporre nel merito – Inammissibilità del ricorso – Sussiste

Sequestro conservativo richiesto in via riconvenzionale – Ammissibilità – Sussiste
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Il ricorrente ha l’onere di indicare, a pena di inammissibilità, nel ricorso per sequestro giudiziario o probatorio o anche per provvedimento d’urgenza, la domanda che intende proporre nel giudizio di merito per il cui diritto è stata invocata la tutela cautelare, non potendo diversamente la controparte predisporre le sue difese.
La domanda riconvenzionale di sequestro conservativo è ammissibile in quanto non confligge con i principi di snellezza e sollecitudine che devono comunque ispirare la procedura cautelare. (Chiara Bosi) (riproduzione riservata)
Tribunale Udine, 19 Settembre 2016.


Art. 119, comma 4, TUB - Diritto di ottenere copia documenti - Allarme per notizie stampa su valore delle azioni.
Ai sensi dell’art. 119, comma 4, TUB (d.lgs. 385/1993), il cliente ha diritto di ottenere, a proprie spese ed entro il termine di 90 giorni dalla richiesta, copia della documentazione inerente singole operazioni poste in essere negli ultimi dieci anni.

(Nel caso in esame, i ricorrenti hanno prospettato la necessità di procurarsi tempestivamente copia della documentazione per valutare la sussistenza dei presupposti per poter eventualmente assumere iniziative giudiziarie nei confronti dell'istituto di credito in relazione all'allarme suscitato da notizie di stampa in merito al reale valore delle azioni rispetto al prezzo di immissione sul mercato. Il Tribunale ha ritenuto che l'impossibilità di connotare in termini di maggiore concretezza il pericolo prospettato nasce proprio dalla indisponibilità della documentazione, situazione che non può risolversi in pregiudizio alle potenziali ragioni dei ricorrenti, i quali si verrebbero altrimenti limitati nel diritto di rango costituzionale di cui all’art. 24 Cost. di agire in giudizio per la tutela dei propri interessi) (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Tribunale Treviso, 09 Agosto 2016.


Società cooperativa - Ricorso cautelare ante causam per la sospensione di delibera del consiglio di amministrazione - Omessa proposizione dell’azione di nullità o di annullamento - Inammissibilità.
Il provvedimento di sospensione della delibera (funzionale a conseguire anticipatamente parte degli effetti dell’azione di nullità di cui all’articolo 2378 c.c.) può essere adottato dal presidente del tribunale o dal giudice istruttore solo nel caso in cui sia stata proposta, nelle forme del processo ordinario di cognizione, l’impugnazione avverso la deliberazione di cui venga assunta la contrarietà alla legge, all’atto costitutivo o allo statuto e ciò in quanto il terzo comma dell’articolo 2378 c.c. prevede espressamente che il ricorso cautelare debba essere depositato contestualmente al deposito anche in copia della citazione; deve, pertanto, essere dichiarato inammissibile il ricorso ante causam ex articolo 700 c.p.c. che non sia accompagnato dalla proposizione della menzionata azione di nullità o di annullamento della delibera. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 03 Agosto 2016.


Illegittima segnalazione – Ricorso ex art. 700 c.p.c. – Cancellazione – Coercizione indiretta ex art. 614 bis c.p.c. – Astreinte – Ammissibile .
L’istanza ex art. 700 c.p.c. di cancellazione di una illegittima segnalazione presso una Centrale Rischi è compatibile con la richiesta di applicazione della misura di coercizione indiretta ex art. 614 bis c.p.c. (c.d. astreinte) ritenuta utile ad una solerte attuazione della decisione cautelare medesima. (Antonio Cavallo) (riproduzione riservata) Tribunale Cosenza, 20 Luglio 2016.


Società di persone - Trasformazione in società di capitali -  Provvedimento cautelare - Competenza.
Sono trasformabili in società di capitali, con il consenso della maggioranza dei soci, calcolata sulla base della ripartizione degli utili, anche le società di persone costituite prima dell’entrata in vigore della riforma del diritto societario, salva diversa disposizione del contratto sociale. La deroga al principio maggioritario non può evincersi da un generico rinvio statutario alle norme vigenti.
Competente a decidere sul ricorso cautelare rivolto ad interdire la trasformazione di una società di persone in società di capitali è il Tribunale ordinario e non la Sezione Specializzata in materia d’Imprese. (Sara Trabalza) (riproduzione riservata)
Tribunale Spoleto, 14 Luglio 2016.


Provvedimento ex art. 700 c.p.c. - Applicabilità del divieto di concorrenza ex art. 2557 cod. civ. anche al caso di cessione di quote sociali

Provvedimento ex art. 700 c.p.c. - Violazione del patto di non concorrenza - Periculum in mora

Provvedimento ex art. 700 c.p.c. - Legittimazione passiva dei terzi interposti che hanno cooperato nell’inadempimento altrui
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L’art. 2557 c.c., che contempla il divieto di concorrenza nei soli casi di alienazione di azienda, è norma suscettibile di applicazione analogica e, come tale, applicabile anche nel diverso caso di cessione delle quote sociali; la norma è posta pertanto a tutela dell’avviamento della nuova impresa, al fine di evitare che l’impresa cedente si riappropri dell’avviamento dopo la cessione.
Lo sviamento della clientela rappresenta difatti il nucleo essenziale del disposto dell’art. 2557 c.c., essendo previsto il patto di non concorrenza proprio al fine di evitare che l’iniziativa economica dell’acquirente – in questo caso, delle quote sociali – non veda svilita la propria iniziativa economica da parte del cessionario che abbia acquisito un indubbio “patrimonio” di conoscenze consolidate, nel settore economico in cui ha operato e nel quale si appresta ad operare il cessionario. (Fabrizio Testa) (riproduzione riservata)

Nella violazione del patto di non concorrenza il periculum in mora può dirsi in re ipsa nella violazione del patto e consiste in un pregiudizio difficilmente quantificabile, quale quello lesivo dell’avviamento; sicchè proprio nell’ambito della concorrenza sleale non è necessaria la dimostrazione effettiva e concreta di un danno patrimoniale. (Fabrizio Testa) (riproduzione riservata)

Per quanto i terzi interposti non siano destinatari del divieto di concorrenza dedotto nel patto, la realizzazione dell’interposizione consente di ritenere sussistente un profilo di cooperazione nell’inadempimento altrui, ovvero dei soggetti cedenti, che deve essere oggetto di disamina nell’apposita sede di merito, essendo il procedimento di urgenza volto esclusivamente a verificare la sussistenza dei presupposti per inibire l’attività svolta in concorrenza. (Fabrizio Testa) (riproduzione riservata)
Tribunale Cuneo, 27 Giugno 2016.


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Non è ravvisabile un pregiudizio di natura irreparabile consistente nel deterioramento del bene immobile dovuto all'incuria della società utilizzatrice qualora la stessa abbia dimostrato l'esercizio all'interno di attività di  poliambulatorio medico. (Andrea Florindi) (riproduzione riservata) Tribunale Treviso, 31 Maggio 2016.


Procedimento d’urgenza - Articolo 700 c.p.c. - Requisiti del periculum e del fumus boni iuris - Accertamento.
Poiché l’art. 700 c.p.c. ha la funzione di garantire la fruttuosità dell’azione di merito, ovvero dell’azione ordinaria, è preliminare che il giudice proceda ad una valutazione, seppur sommaria del fumus boni iuris. Per quanto attiene al c.d. periculum in mora, va sottolineato che esso deve essere accertato e valutato in concreto, nella sua consistenza obiettiva, tenuto conto della circostanze specifiche del caso, soprattutto con riferimento a quelle che possono determinare l’insoddisfazione del diritto. Il predetto requisito non può che consistere in un pericolo attuale, che trovi il proprio substrato nella realtà, rimesso al prudente apprezzamento del giudice, non essendo possibile concedere un provvedimento d’urgenza soltanto sulla base di valutazioni soggettive del postulante (vani timoris, iusta excusatio non est). In buona sostanza, il periculum non può che consistere in un’indagine di fatto, tanto che la stessa si sottrae al sindacato di legittimità, circa l’urgenza di ottenere il provvedimento e circa la prova di tale urgenza. (Antonio Simeone) (riproduzione riservata) Tribunale Cassino, 27 Maggio 2016.


Affitto d'azienda - Risoluzione - Diritto alla restituzione - Azionabilità in via d'urgenza - Ammissione.
E' ammissibile il provvedimento d'urgenza richiesta a cautela del diritto alla restituzione dell'azienda oggetto di un contratto d'affitto, non ostandovi il principio di sussidiarietà e residualità della tutela ex art. 700 c.p.c., atteso che la riacquisizione del compendio aziendale offre al concedente utilità divese ed ulteriori rispetto a quelle conseguibili per il tramite del sequestro giudiziario (ossia la mera custodia o gestione temporanea dell'azienda), consentendo al titolare dell’azienda di riottenere il bene nel più breve tempo possibile, e la ripresa di una piena funzionalità ed operatività (mentre la nomina di un custode giudiziario può garantire solo la conservazione dello status quo), permettendogli di evitare l’instaurazione del giudizio di merito e mantenere, ciononostante, l’efficacia del provvedimento cautelare, come previsto dall’art. 669 octies, co. 6, c.p.c., favorendo in definitiva anche la conclusione di nuovi contratti di affitto di azienda. (Marco De Cristofaro) (riproduzione riservata) Tribunale Padova, 26 Maggio 2016.


Centrale Rischi – Segnalazione a sofferenza – Presupposto del periculum in mora per chiederne la cancellazione ex art. 700 c.p.c..
Il presupposto del periculum in mora con riferimento alla segnalazione a sofferenza presso la Centrale rischi della Banca d’Italia può ritenersi in re ipsa, e ciò per l’effetto restrittivo rispetto all’accesso al credito che deriva dall’iscrizione del nominativo dell’impresa, con conseguente pregiudizio all’esercizio dell’attività di quest’ultima. Benché, infatti, la segnalazione alla Centrale Rischi non possieda valore vincolante determina, tuttavia, un effetto conformativo degli istituti di credito che subiscono un condizionamento sfavorevole. La comunicazione in oggetto, è, inoltre in grado di pregiudicare l’onorabilità professionale del segnalato ed incidere ulteriormente, in tale maniera, sia sulla possibilità di accedere ad altre linee di credito, sia sulla percezione che della sua situazione finanziaria possano avere altri operatori economici. (Salvatore Palermo) (riproduzione riservata) Tribunale Locri, 12 Aprile 2016.


Procedimento in via d’urgenza ex art. 700 cpc – Sospensione erogazione energia elettrica in favore di impresa – Inibitoria – Fumus boni iuris – Dubbi circa l’inadempimento contrattuale – Risoluzione di una controversia relativa alla ricostruzione dei prelievi – Sussiste – Periculum in mora – Prosecuzione dell’attività aziendale – Sussiste.
Il fornitore non può sospendere l’erogazione di energia elettrica in favore di azienda quando vi è il rischio concreto di impedire la prosecuzione dell’attività imprenditoriale.

Può essere inibito al somministrante il distacco della fornitura dell’energia elettrica attraverso un provvedimento ex art. 700 c.p.c. nell’ipotesi in cui sussistano dubbi in ordine alla configurabilità di un inadempimento contrattuale del somministrato che giustifichi la risoluzione di diritto dal contratto nelle more della risoluzione di una controversia relativa alla ricostruzione dei prelievi. (Francesco Milanese) (riproduzione riservata)
Tribunale Bari, 05 Aprile 2016.


Procedimento ex art. 700 c.p.c. – Dipendente Pubblico – Trasferimento – Mobilità (volontaria) esterna – Giurisdizione del Giudice Ordinario – Sussistenza – Atti amministrativi – Disapplicazione.
Nel pubblico impiego, la procedura di mobilità esterna, costituendo mera cessione di un contratto già in essere - e, dunque, distinguendosi dalla differente procedura concorsuale finalizzata alla nuova assunzione - va ricompresa nella giurisdizione del Giudice Ordinario. Sussiste dunque la giurisdizione del Giudice Ordinario con riferimento alla domanda cautelare del dipendente pubblico avente ad oggetto l’accertamento del proprio diritto al trasferimento disposto in seguito all’accoglimento dell’istanza di mobilità volontaria, successivamente (illegittimamente) revocato dalla Pubblica Amministrazione.
Il Giudice Ordinario, in questi casi, ha anche il potere di disapplicare quegli atti amministrativi che, lungi dall’essere espressione della potestà pubblicistica della Pubblica Amministrazione (cd. atti di macroorganizzazione), sono adottati da quest’ultima con le capacità ed i poteri del privato datore di lavoro. (Francesca Fonzetti) (riproduzione riservata)
Tribunale Ivrea, 25 Marzo 2016.


Procedimento ex art. 700 c.p.c. – Dipendente Pubblico – Trasferimento – Mobilità (volontaria) esterna – Perfezionamento.
La deliberazione con la quale la Pubblica Amministrazione revochi il trasferimento del dipendente, disposto a seguito dell’accoglimento della domanda di mobilità volontaria, è illegittima se adottata successivamente al perfezionamento del trasferimento stesso, che coincide con il momento in cui la Pubblica Amministrazione di provenienza concede il relativo nulla osta, non richiedendosi, ai fini del perfezionamento della fattispecie traslativa de qua, la stipulazione di un nuovo contratto di lavoro con la Pubblica Amministrazione di destinazione. (Francesca Fonzetti) (riproduzione riservata) Tribunale Ivrea, 25 Marzo 2016.


Procedimento ex art. 700 c.p.c. – Dipendente Pubblico – Trasferimento – Mobilità (volontaria) esterna – Periculum in mora – Sussistenza.
Il periculum in mora nell’ambito di un giudizio cautelare promosso dal dipendente pubblico ed avente ad oggetto l’accertamento del proprio diritto al trasferimento, illegittimamente revocato dalla Pubblica Amministrazione di destinazione, sussiste allorquando, nelle more di un eventuale giudizio di merito, il diritto del ricorrente subirebbe un vulnus che, coinvolgendo la sua più intima sfera personale e familiare, certamente non poterebbe trovare adeguato ristoro nell’eventuale sentenza favorevole emessa all’esito di tale giudizio (nella specie, il Tribunale ha ritenuto sussistente il periculum in mora sul presupposto che l’illegittima revoca del trasferimento disposta dalla Pubblica Amministrazione fosse idonea ad incidere sugli impegni familiari della ricorrente, che erano senz’altro aumentati, se non addirittura più che raddoppiati, in seguito alla nascita del secondo figlio). (Francesca Fonzetti) (riproduzione riservata) Tribunale Ivrea, 25 Marzo 2016.


Provvedimento d’urgenza ex art. 700 c.p.c. – Requisito sussidiarietà – Irreparabilità pregiudizio – Quattro ordini di ipotesi – Sequestro giudiziario – Ammissibilità – Azione (reale o contrattuale) restitutoria del bene.
Il ricorrente ex art. 700 c.p.c. ha l’onere di allegare in giudizio l’insussistenza di rimedi giuridici tipici idonei ad assicurare la stessa tutela con la medesima efficacia ed urgenza (requisito della sussidiarietà del provvedimento d’urgenza).

L’art. 700 c.p.c. richiede (oltre alla sussidiarietà) i presupposti dell’imminenza e dell’irreparabilità del pregiudizio; in particolare, quest’ultimo è ravvisabile in caso di lesione grave ed imminente di: 1) diritti personali; 2) diritti patrimoniali strettamente strumentali al soddisfacimento di esigenze esistenziali della persona; 3) diritti patrimoniali il cui pregiudizio è pacificamente ritenuto irreparabile; 4) diritti patrimoniali il cui pregiudizio può essere giudicato irreparabile nel caso concreto.

Alla luce di una giurisprudenza di legittimità costante e univoca, il sequestro giudiziario può essere pacificamente richiesto quando la parte ricorrente chieda la restituzione in via urgente del bene sulla premessa di voler esperire un’azione contrattuale, compresa l’azione di impugnazione del contratto preliminare di vendita comportante la condanna al rilascio dell’immobile. (Fiorenza Chiara Villa) (riproduzione riservata)
Tribunale Massa, 15 Marzo 2016.


Ricorso ex art.700 c.p.c. – Segnalazioni in CAI – Periculum in mora – Esclusione – Rigetto – Servizi di pagamento – Carta di credito – Legittimità della revoca dell’addebito sul rapporto di conto corrente.
La funzione informativa delle segnalazioni alla Centrale di Allarme Interbancaria può essere legittimamente sacrificata mediante l’adozione di provvedimenti cautelari di cancellazione soltanto nell’ipotesi di concreto ed imminente pericolo per l’imprenditore e la sua impresa. In questa prospettiva, deve escludersi la sussistenza del periculum in mora qualora il ricorrente non svolga un’attività imprenditoriale suscettibile di essere pregiudicata da una segnalazione illegittima.
Il titolare di carta di credito può effettuare pagamenti posticipando l’effettivo addebito ad una data futura convenuta dalle parti, allo scadere della quale sul conto corrente devono sussistere i fondi necessari per la copertura delle spese effettuate. Ne discende che, per il tempo che intercorre tra l’acquisto e il rimborso del corrispettivo da parte del correntista, la banca concede un prestito al proprio cliente.  In caso di mancanza di fondi, è legittima la condotta della banca che revoca la possibilità del correntista di addebitare sul conto le spese effettuate con tale servizio di pagamento. Tale facoltà spetta infatti alla banca e non alla società emittente la carta di credito posto che è la prima a finanziare, per mezzo di detto sistema di pagamento, le spese effettuate dal correntista. (Sabino Laudadio) (riproduzione riservata)
Tribunale Napoli, 04 Marzo 2016.


Centrale Rischi - Segnalazione a sofferenza - Ricorso ex art.700 c.p.c. - Cancellazione della posizione a sofferenza - Litispendenza con diversa azione proposta per contestare la revoca illegittima del fido - Insussistenza

Centrale Rischi - Segnalazione a sofferenza - Presupposti - Valutazione complessiva della situazione economico-finanziaria del cliente - Situazione di grave e non transitoria difficoltà economica - Quasi insolvenza - Sussiste - Rilevanza del mero inadempimento - Non sussiste

Centrale Rischi - Segnalazione a sofferenza - Ricorso ex art.700 c.p.c. - Periculum in mora - Sussiste in re ipsa
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Non sussiste alcun rapporto di litispendenza tra una domanda cautelare avanzata ai sensi dell’art.700 c.p.c., con cui la parte ricorrente chiede la cancellazione della posizione a sofferenza esistente a suo carico presso la Centrale Rischi della Banca d’Italia ed una distinta domanda di cognizione, finalizzata a far accertare la responsabilità contrattuale della Banca per la revoca abusiva dell’affidamento bancario, avvenuto antecedentemente alla segnalazione a sofferenza. Infatti la domanda cautelare ha carattere anticipatorio degli effetti di una sentenza di merito, in un Giudizio vertente sull’accertamento della responsabilità da illecito extracontrattuale della banca per aver segnalato il ricorrente in difetto dei presupposti legittimanti, domanda che quindi si differenzia da quella che ha, come causa petendi, la responsabilità di matrice contrattuale della Banca. Nè, ai fini della declaratoria di litispendenza o continenza tra le due domande, può ritenersi decisiva la circostanza che la illegittima segnalazione a sofferenza presuppone la avvenuta revoca dell’affidamento ed il passaggio a sofferenza del credito, atteso che le richiamate domande sono diverse per il titolo e la segnalazione a sofferenza nella Centrale Rischi costituisce una condotta differente ed ulteriore rispetto alla revoca dei rapporti bancari. (Andrea Russo) (riproduzione riservata)

La segnalazione a sofferenza presso la Centrale Rischi della Banca d’Italia implica una valutazione della complessiva situazione economico-finanziaria del cliente, che possa indurre a ritenere sussistente non già un mero inadempimento, bensì una situazione di grave e non transitoria difficoltà economica, qualificabile come quasi insolvenza. (Andrea Russo) (riproduzione riservata)

In caso di proposizione del ricorso ex art.700 c.p.c., finalizzato ad ottenere in via di urgenza l’ordine di cancellazione della segnalazione “a sofferenza” ritenuta illegittima, il rischio di un grave pregiudizio nel ritardo può ritenersi in re ipsa, e ciò per l’effetto restrittivo dell’accesso al credito bancario che deriva di per sé dalla iscrizione del nominativo della Impresa nella Centrale Rischi della Banca d’Italia. (Andrea Russo) (riproduzione riservata)
Tribunale Enna, 11 Febbraio 2016.


Fideiussione – Natura autonoma della garanzia – Exceptio doli – Tardività – Periculum.
La garanzia rilasciata dall'istituto di credito nei confronti di un terzo va qualificata come autonoma quando il garante (la banca) si è impegnata a pagare dietro semplice richiesta scritta e senza necessità alcuna di prova o motivazione.

L'accertamento della tardività dell'escussione attiene alla validità della garanzia e non richiede alcun esame del merito della controversia, pertanto non è precluso dalla natura autonoma della garanzia.

Lo stato patrimoniale di una società che indica perdite di esercizio negli ultimi tre anni e che registra un importante debito verso i soci ed ha una cassa negativa, presenta un concreto pericolo per la prosecuzione della società tale configurare il requisito del periculum. (Massimiliano Elia) (riproduzione riservata)
Tribunale Milano, 04 Febbraio 2016.


Concorso di sequestro amministrativo ex art. 13 L.689/81 e sequestro penale ex art. 321 c.p.p. - Ricorso ex art.700 c.p.c. - Insussistenza del fumus boni iuris .
In materia di ricorso d’urgenza ex art.700 c.p.c. proposto al fine di rimuovere gli effetti di un sequestro amministrativo ai sensi dell’art.13 della legge 689/1981, il fumus boni juris risulta del tutto mancante in caso di contemporanea sussistenza di vincolo cui lo stesso bene risulti sottoposto in sede penale.
E’ evidente, pertanto, che il sequestro amministrativo di cui si chiede la dichiarazione di inefficacia e quello penale, pur essendo due misure indipendenti caratterizzate da diversità di presupposti, assolvono in qualche modo ad analoghe funzioni, ciò che porta a ritenere dubbia, nell’ottica del ricorso d’urgenza, anche la sussistenza del periculum in mora che permanendo il suddetto vincolo non potrebbe mai esser considerato contra jure. (Chiara Bosi) (riproduzione riservata)
Tribunale Ravenna, 27 Gennaio 2016.


Provvedimenti d’urgenza – Richiesta di attivazione di utenza gas – Danno grave ed irreparabile – Pregiudizio avente carattere pecuniario – Esclusione.
L’interruzione della fornitura di gas ad uso domestico non costituisce ex se un irreparabile pregiudizio rilevante sotto il profilo del periculum in mora nell’ambito di un giudizio cautelare attivato per ottenere la attivazione della utenza gas, in quanto ben può essere superato da alternative transitorie ed equivalenti (ad esempio bombole, boiler, stufe elettriche), i cui costi, ove maggiori, potranno – se del caso – essere richiesti al soggetto ritenuto responsabile nell’ordinario giudizio di cognizione. (Francesco Mainetti) (riproduzione riservata) Tribunale Macerata, 22 Gennaio 2016.


Concordato preventivo - Divieto di pagamento dei crediti anteriori - Sospensione dei pagamenti in forza di disposizioni legislative" di cui all'articolo 3 del DM 30 gennaio 2015 - Sussistenza

Concordato preventivo - Concordato con riserva - Continuità aziendale - Partecipazione a gare pubbliche d'appalto - Incasso dei crediti relativi agli appalti in corso o conclusi - Ricorso ex articolo 700 c.p.c. per il rilascio del DURC
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Il divieto di procedere al pagamento di crediti anteriori di cui all'articolo 168 legge fall., applicabile in seguito alla presentazione della domanda di concordato preventivo anche con riserva, integra la fattispecie della "sospensione dei pagamenti in forza di disposizioni legislative" di cui all'articolo 3 del DM 30 gennaio 2015. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Durante il periodo di concordato con riserva di cui all'articolo 161, comma 6, legge fall., qualora vi sia la necessità di partecipare, in forza di specifica autorizzazione del tribunale fallimentare, a gare d'appalto indispensabili per assicurare la continuità aziendale ed ottenere i pagamenti degli appalti in corso o conclusi, ed evitare, quindi, negative ed irreparabili conseguenze sulla fattibilità dell'operazione di risanamento, è possibile ordinare all'Inps, ai sensi dell'articolo 700 c.p.c., l'immediato rilascio della attestazione di regolarità contributiva positiva. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Tribunale Firenze, 21 Dicembre 2015.


Procedimento ex art.700 c.p.c. – Contratti derivati – Funzione di copertura – Causa in concreto – Fumus boni iuris – Insussistenza.
Il contratto di Interest Rate Swap (IRS) è un contratto atipico, di natura aleatoria, caratterizzato dallo scambio, a scadenze prefissate, dei flussi di cassa prodotti dall’applicazione di diversi tassi ad uno stesso capitale di riferimento. L’aleatorietà si atteggia, tuttavia, in maniera differente a seconda della funzione in concreto perseguita dalle parti, distinguendosi ipotesi in cui l’elemento aleatorio costituisce l’unica ragione determinante le parti alla stipulazione del negozio, da altre in cui esso costituisce solo una componente della più complessa causa contrattuale, rivestendo il contratto finalità ulteriori, quali quella di protezione o di copertura da rischi. Tale situazione ricorre ove il contratto di IRS sia stipulato da un imprenditore che intenda tutelarsi dall'oscillazione dei tassi in riferimento ad un mutuo a tasso variabile. Il contratto di swap assume in questo caso una precisa logica che lo avvicina alla causa assicurativa: la causa in concreto è dunque quella di cautelarsi da un rischio preesistente, costituito per il cliente dal fatto di essere esposto all’incertezza dell’oscillazione dei tassi. (Nicola Scopsi) (riproduzione riservata) Tribunale Genova, 30 Novembre 2015.


Procedimento ex art.700 c.p.c. – Contratti derivati – Oggetto del contratto – Mark to market – Fumus boni iuris – Insussistenza.
Il Mark to Market costituisce la sommatoria attualizzata dei differenziali futuri attendibili in forza dello scenario esistente in un dato momento. Oggetto del contratto di IRS non è dunque lo scambio di flussi attesi, bensì quello di flussi reali futuri. Conseguentemente, il differenziale dei contrapposti flussi finanziari, determinato attraverso il Mark to Market non è l’oggetto del contratto ma l’espressione del suo valore in un determinato momento; il fatto poi che tale valore, proprio perché mutevole nel tempo, debba essere esplicitato nella nota integrativa in base alla previsione di cui all’art. 2427-bis c.c. non vale a costituirlo come oggetto del contratto. (Nicola Scopsi) (riproduzione riservata) Tribunale Genova, 30 Novembre 2015.


Provvedimenti d’urgenza atipici – Presupposti – Assenza periculum in mora – Rilevanza fumus boni iuris – Esclusione

Provvedimenti d’urgenza atipici – Danno grave ed irreparabile – Caratteristiche – Pregiudizio avente carattere pecuniario – Esclusione – Eccezioni
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In materia di provvedimenti d’urgenza ex art. 700 c.p.c. l’accertamento della insussistenza di un pregiudizio irreparabile esonera il giudice dalla disamina dell’altro requisito, ossia del fumus. (Francesco Mainetti) (riproduzione riservata)

Nell’ambito dei procedimenti d’urgenza, il pregiudizio avente carattere essenzialmente pecuniario di per sé solo non può giustificare l’emissione di un provvedimento d’urgenza. L'irreparabilità del pregiudizio è ravvisabile, rispetto ai diritti di credito, unicamente per i diritti a contenuto patrimoniale e funzione non patrimoniale, ovvero per i diritti a contenuto e funzione patrimoniali, ma con eccessivo scarto tra danno subito e danno risarcito e solo quando siano in discussione posizioni soggettive di carattere assoluto, principalmente attinenti alla sfera personale del soggetto (e spesso anche dotate di rilievo e protezione a livello costituzionale), che rendano necessario un pronto ed immediato intervento cautelare al fine di assicurarne la completa tutela. (Francesco Mainetti) (riproduzione riservata)
Tribunale Siena, 21 Novembre 2015.


Inadempimento protratto nel tempo – Legittimità segnalazione alla Centrale Rischi.
E' legittima la segnalazione alla Centrale Rischi della Banca d'Italia in caso di inadempimento protratto nel tempo, e ciò a prescindere dall'esistenza di garanzie reali e personali poste a presidio dei crediti e dall'essere il debitore proprietario di immobili che non garantiscono il pagamento immediato della posizione debitoria ma solo il soddisfacimento a seguito di eventuale riscossione coattiva del credito. (Gaetano Giglio) (riproduzione riservata) Tribunale Bari, 08 Ottobre 2015.


Utilizzo abusivo di marchio altrui – Azione inibitoria cautelare – Azione ex art.700 c.p.c. – Inammissibilità per la deroga ai rimedi previsti dal CPI – Esclusione

Utilizzo abusivo di marchio altrui – Azione inibitoria cautelare - Cessazione della condotta contestata – Cessazione del periculum in mora – Esclusione

Utilizzo abusivo di marchio altrui – Azione inibitoria cautelare – Mancata previsione statutaria di divieto di utilizzo da parte dell’ex associato – Diritto di prosecuzione d’uso da parte dell’ex associato – Esclusione
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L’eccezione d’inammissibilità dello strumento cautelare di cui all’art. 700 c.p.c., per la presenza di quelli previsti dal codice della proprietà industriale (artt. 131 e 133 CPI), è infondata.
Non ha alcun rilievo il richiamo all’art. 700 piuttosto che all’art. 131 CPI, trattandosi di qualificazione giuridica di uno strumento processuale chiaramente individuato e volto a tutelare diritti in materia industriale. Peraltro, gli art. 669 e ss. cpc sono compatibili con la tutela cautelare in materia industriale, là dove non sono espressamente derogati. (Chiara Bosi) (riproduzione riservata)

La dichiarazione di adempiere e/o la spontanea cessazione della condotta contestata dopo la proposizione del procedimento cautelare non fanno venire meno automaticamente il periculum in mora, ben potendo la parte all’esito del giudizio riprendere la condotta censurata, senza alcuna sanzione (cfr. ord. T Milano, 28 agosto 2015, est. Tavassi).
In presenza di tali condotte, dovrà quindi procedersi, di volta in volta, ad una valutazione prognostica della persistenza del periculum in mora, che tenga conto delle peculiarità e delle specificità del caso sottoposto al vaglio del giudice (cfr. ord. T. Milano, 26 gennaio 2015, est. Marangoni). (Chiara Bosi) (riproduzione riservata)

La mancata previsione nello statuto dell’associazione del divieto di utilizzo del segno distintivo, in caso di recesso o esclusione dell’associato, non costituisce un argomento idoneo a fondare il diritto dell’ex associato a proseguirne l’uso nonostante il venire meno del vincolo associativo.
Il titolare del marchio d’impresa registrato ha facoltà di farne uso esclusivo, vietando ai terzi l’uso del segno del marchio per servizi identici a quelli per i quali è stato registrato o affini, se a causa dell’identità o dell’affinità dei servizi possa determinarsi un rischio di confusione per il pubblico. (Chiara Bosi) (riproduzione riservata)
Tribunale Milano, 24 Settembre 2015.


Procedimento ex art. 700 c.p.c. – Contratti derivati – Fumus boni iuris – Commissioni implicite – Insussistenza.
Nessuna norma, primaria o regolamentare, prevede che lo swap debba avere valore di mercato pari a zero; né vi è una disposizione di legge che imponga un obbligo di esplicitazione di tali costi a pena di nullità per carenza di causa. E', inoltre, acquisizione pacifica in giurisprudenza e dottrina che il valore iniziale del derivato, concluso tra un intermediario (dealer) e un cliente retail, incorpora un margine di intermediazione che riflette, tra l’altro, il rischio di credito che la banca assume per il caso di insolvenza del cliente, il margine di profitto (c.d. mark up) della banca, nonché il costo di copertura dell’operazione.  I costi impliciti dei prodotti finanziari OTC dunque esistono, non snaturano la causa del contratto, non ne determinano la nullità per presunta carenza di causa, né obbligano la banca a compensare il cliente tramite erogazione di up front. Detti costi implicano soltanto un dovere di trasparenza informativa nei confronti del cliente, come sancito dalla Comunicazione Consob del 2 marzo 2009 n. 9019104. (Nicola Scopsi) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 30 Luglio 2015.


Procedimento ex art.700 c.p.c. – Contratti derivati – Funzione di copertura – Fumus boni iuris – Insussistenza.
La mancata concretizzazione del previsto aumento dei tassi di interesse non determina il venir meno della funzione di copertura del derivato convenuta dalle parti in sede di stipula del contratto. (Nicola Scopsi) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 30 Luglio 2015.


Procedimento ex art.700 c.p.c. – Contratti derivati – Danno patrimoniale – Periculum in mora – Insussistenza.
Ai fini della sussistenza del periculum in mora, occorre che il danno patrimoniale paventato sia tale da rappresentare un pericolo imminente per la sopravvivenza o il normale svolgimento dell’attività imprenditoriale del cliente. (Nella specie, il Tribunale ha ritenuto che la prova dell’insussistenza di un pericolo di danno imminente, grave e irreparabile sia fornita dalla stessa acquiescenza della ricorrente che, pur avendo già contestato la validità dello swap, ha procrastinato per due - quattro anni l’affidamento di un incarico peritale sul derivato e poi l’azione giudiziale. (Nicola Scopsi) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 30 Luglio 2015.


Procedimento monitorio – Opposizione – Istanza di restrizione in via d’urgenza dell’ipoteca iscritta dall’ingiungente – Ammissibilità – Criteri di valutazione della fondatezza.
Non pare precluso al giudice dell’opposizione a decreto ingiuntivo un esame, anche interinale, circa l’eventuale eccesso nell’attuazione della cautela e così il potere di adottare un provvedimento interinale suscettibile di controllo.
L’istanza di restrizione dell’ipoteca andrà esaminata con riferimento al credito affermato dall’ingiungente, indipendentemente da ogni valutazione circa la probabile fondatezza dell’opposizione.
L’eccedenza del valore dei beni ipotecati rispetto alla cautela da somministrarsi porta a ritenere in concreto giustificato il periculum in mora, in base al’elementare rilievo secondo cui il vincolo ipotecario è di regola ostacolo in fato alla libera commerciabilità dei beni. [Fattispecie relativa a ipoteca iscritta nei confronti di società esercente l’attività di costruzione e di vendita di immobili, uno dei quali prossimo alla vendita.] (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Tribunale Bologna, 29 Luglio 2015.


Provvedimenti d’urgenza – Danno grave ed irreparabile – Pregiudizio avente carattere pecuniario – Esclusione – Eccezioni .
Il pregiudizio avente unicamente carattere pecuniario non integra gli estremi della irreparabilità necessaria ai fini della concessione del provvedimento d’urgenza, poiché i crediti pecuniari possono formare oggetto di provvedimenti d’urgenza solo in casi del tutto eccezionali, ossia solo laddove sia eccessivamente difficile la determinazione dell’ammontare del risarcimento o quando questo sia di entità tale che il pagamento determinerebbe la lesione di altri diritti assoluti o sarebbe difficilmente ripetibile in relazione alle dimensioni patrimoniali della parte resistente. (Francesco Mainetti) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 25 Giugno 2015.


Cessione d’azienda – Risoluzione per inadempimento – Provvedimenti d’urgenza – Ricorso ex art.700 c.p.c. – Sequestro giudiziario – Differenze.
In ordine alla domanda di merito di risoluzione del contratto di cessione d’azienda, il rimedio del ricorso all’art.700 c.p.c. appare quello più funzionale ad assicurare la restituzione dell’azienda nel più breve tempo possibile al fine di consentire la ripresa di una piena funzionalità ed operatività, obiettivi, questi, che non potrebbero essere assicurati da un provvedimento di sequestro giudiziario, volto piuttosto alla conservazione del bene per impedirne deterioramenti, alterazione o la sottrazione. (Chiara Bosi) (riproduzione riservata) Tribunale Verona, 12 Giugno 2015.


Cessione d’azienda – Risoluzione per inadempimento – Provvedimenti d’urgenza – Ricorso ex art.700 c.p.c. – Presupposti – Periculum in mora – Azzeramento dell’avviamento dell’azienda ceduta.
Quanto al periculum in mora, l’irreparabilità del danno è ravvisabile nel concreto ed attuale pericolo di azzeramento dell’avviamento dell’azienda ceduta, fondato sulla ragionevole previsione che la società cessionaria non sia in grado di operare con regolarità, con ciò rendendo impossibile la (futura) riconsegna dell’azienda nella condizione in cui si trovava al momento della conclusione dl contratto di cessione. [Fattispecie relativa ad un ricorso ex art.700 c.p.c. finalizzato alla restituzione dell’azienda ceduta da parte della cessionaria inadempiente]. (Chiara Bosi) (riproduzione riservata) Tribunale Verona, 12 Giugno 2015.


Contratto di utenza – Contestazione sull’ammontare del corrispettivo – Provvedimenti d'urgenza – Ordine di riallaccio o inibizione del minacciato slaccio – Condizioni.
Con riferimento al contratto di utenza, se è sospesa la fornitura per mancato pagamento del corrispettivo e l’utente, nel chiedere d'urgenza un ordine di riallaccio o un'inibizione del minacciato slaccio, nega la propria morosità, contestando l’ammontare della somma pretesa, il giudice può invitarlo al pagamento della somma non controversa, concedendogli un termine per pagarla, e solamente in caso di mancato pagamento il giudice rigetta la domanda cautelare; la accoglie, invece, se la somma non controversa è stata pagata. Resta fermo, in ogni caso, che ciascuna delle parti conserva la facoltà di agire in via ordinaria per far valere il proprio diritto, assumendo così anche il rischio connesso all’onere di una prova piena delle proprie ragioni.
Pertanto, in caso di contestazione sull’ammontare del corrispettivo, da parte dell'utente, con la denuncia di un consumo abnorme in un certo periodo di tempo, il giudice valuta se la somma non contestata, riconosciuta come dovuta e pagata, eventualmente anche nel corso del giudizio cautelare, appaia sufficiente, in conformità del principio di buona fede, non già a sanare la morosità, bensì a escludere, provvisoriamente, la legittimità della sospensione dell’esecuzione del contratto; questione da risolvere in modo pronto, alla stregua di una valutazione necessariamente sommaria, formulando un giudizio probabilistico, di mera verosimiglianza del diritto, tenuto conto del presumibile consumo da parte dell'utente. (Antonio Angioi) (riproduzione riservata)
Tribunale Oristano, 27 Aprile 2015.


Ricorso ex art. 700 c.p.c. - Mancata attivazione della line fax - Procedibilità della domanda cautelare nonostante il mancato esperimento del procedimento di conciliazione

Ricorso ex art. 700 c.p.c. - Mancata attivazione linea fax nei tempi richiesti - Linea utilizzata da uno studio legale - Sussistenza del requisito del periculum in mora
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Il ricorso ex art. 700 c.p.c. è ammissibile senza dover procedere al preventivo tentativo obbligatorio di conciliazione innanzi al CO.RE.COM.: quest’ultimo, infatti, oltre ad essere incompatibile con l’urgenza che contraddistingue il ricorso cautelare, anche per i tempi nei quali potrebbe concludersi la procedura conciliativa, non consente di avvalersi degli strumenti di coazione indiretta, quale è quello previsto dall’art. 614 bis c.p.c., con la conseguenza che non fornisce le medesime garanzie che assicura l’azione giudiziaria specie per quanto riguarda l’effettività della tutela.

La linea fax è indispensabile per il normale funzionamento di uno studio legale, in quanto costituisce il principale strumento di trasmissione e ricezione di documenti e comunicazioni scritte perché di utilizzo diffuso anche tra non professionisti; anche l’entrata in vigore del c.d processo civile telematico non costituisce una circostanza tale da rendere meno necessario l’utilizzo della linea fax rispetto al passato, considerato che uno studio legale riceve ed invia comunicazioni scritte non soltanto mediante il sistema della P.E.C. e la telematizzazione non è diffusa in maniera capillare presso tutti gli uffici giudiziari. Conseguentemente, sussiste il requisito del periculum in mora nel caso in cui la compagnia telefonica non provveda all’attivazione in tempi ragionevoli della linea fax richiesta. (Luca Caputo) (riproduzione riservata)
Tribunale Santa Maria Capua Vetere, 21 Aprile 2015.


Ingiuria e diffamazione mediante Facebook o altri soci al network - Ordine di rimozione in via cautelare - Fissazione di una somma di denaro per ogni violazione o inosservanza dell'ordine - Ammissibilità

Attuazione degli obblighi di fare infungibile o di non fare - Compatibilità con i provvedimenti cautelari
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È possibile, con ricorso ai sensi degli articoli 614-bis e 700 c.p.c., ordinare l'immediata cessazione e rimozione di tutte le pubblicazioni a contenuto ingiurioso e diffamatorio effettuate in danno del ricorrente per mezzo della piattaforma Facebook o altri social network, fissando una somma di denaro dovuta dagli obbligati per ogni violazione o inosservanza dell'ordine nonché per ogni giorno di ritardo nella sua esecuzione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

La disposizione di cui all'articolo 614 bis c.p.c. è applicabile anche ai provvedimenti emanati in sede cautelare. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Tribunale Reggio Emilia, 15 Aprile 2015.


Provvedimenti d'urgenza – Pregiudizio imminente e irreparabile – Nozione.
La nozione di irreparabilità del pregiudizio, se per un verso non può intendersi in senso tanto ristretto da rendere impossibile il ricorso alla tutela cautelare, essendo sempre concepibile, in astratto, una qualche forma di riparazione posteriore alla lesione, per altro verso nemmeno può estendersi in modo tale da ammettere la concessione dei provvedimenti cautelari in ogni caso, senza distinzione. Il pregiudizio temuto, dunque, può dirsi irreparabile, come tale in grado di giustificare la cautela, in presenza, se non di una vera e propria impossibilità di reintegrazione, a posteriori, nella posizione soggettiva violata, almeno di un’estrema difficoltà di accertamento del danno nel suo preciso ammontare. Di conseguenza, un minacciato pregiudizio di carattere patrimoniale non è da considerare irreparabile ogni qual volta sia pur possibile ottenere, nel futuro giudizio di merito, un risarcimento per equivalente, laddove è concedibile la tutela d’urgenza nei soli casi in cui il danno economico si accompagni inscindibilmente alla lesione di un interesse non patrimoniale ovvero, comunque, il danno si presenti di non pronta liquidazione, per la complessità delle indagini richieste per la conversione in termini monetari. (Antonio Angioi) (riproduzione riservata) Tribunale Oristano, 03 Aprile 2015.


Affitto d’azienda – Ordine cautelare di rilascio ex art. 700 c.p.c. – Inammissibilità – Sequestro giudiziario ex art 670 c.p.c. .
E’ inammissibile il ricorso alla procedura cautelare atipica ex art. 700 c.p.c. per ottenere il rilascio di azienda conseguente al recesso esercitato dal curatore concedente, attesa la presenza dello strumento tipico sequestro giudiziario ex art. 670 c.p.c. del bene di cui è controverso il possesso; si ha infatti controversia sulla proprietà o sul possesso non soltanto quando sia esperita azione di rivendica ma anche in ipotesi di azioni personali aventi ad oggetto la restituzione di cose da altri detenute, in quanto il termine ‘possesso’ usato dall’art. 670 c.p.c. unitamente a quello di proprietà non va inteso in senso strettamente letterale, rientrando in esso anche la detenzione. (Astorre Mancini) (riproduzione riservata) Tribunale Rimini, 24 Marzo 2015.


Centrale Rischi – Segnalazione – Indici di anomalia della segnalazione – Utilizzo ritorsivo – Illegittimità – Cancellazione

Centrale Rischi – Segnalazione – Illegittimità – Ricorso ex art. 700 c.p.c. – Periculum in mora – Cancellazione
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La segnalazione in Centrale deve considerarsi anomala, e dunque illegittima, in presenza di una serie di concorrenti indici (ovvero di indizi). Nel caso di specie, tra questi è stata annoverata, anzitutto, la circostanza che la segnalazione sia intervenuta dopo oltre un anno e mezzo dall’avvenuta costituzione in mora del debitore, senza che nel frattempo la sua posizione abbia registrato mutamenti qualitativi e rilevanti. Forte indice di anomalia è stato poi ritenuto il fatto che, dopo tutto questo tempo, la segnalazione sia stata effettuata a ridosso di una procedura di mediazione promossa dal cliente, come finalizzata alla contestazione di alcuni addebiti; al punto che la segnalazione appare come addirittura ritorsiva. Neppure è stata trascurata la circostanza che il cliente – dopo la costituzione in mora operata da parte dell’istituto di credito che ha effettuato la segnalazione, ma prima della segnalazione medesima – abbia ottenuto un ingente finanziamento da parte di un altro istituto di credito. Ciò evidenzia, infatti, una valutazione complessiva della situazione patrimoniale del cliente-debitore che non consente un giudizio di insolvenza dello stesso, né fa emergere la sussistenza di una condizione equiparabile all’insolvenza stessa (: di sostanziale insolvenza). (Aldo Angelo Dolmetta) (riproduzione riservata)

L’illegittima segnalazione in Centrale Rischi comporta, di per sé, un rischio imminente e molto elevato di grave pregiudizio, sia per quanto riguarda l’eventuale revoca degli affidamenti già concessi, sia quale causa di preclusione per la concessione di nuove agevolazioni. Tipico effetto della segnalazione è, infatti, la negazione dell’affidabilità bancaria del soggetto. Per l’effetto, una segnalazione errata a sofferenza può determinare l’impossibilità di accedere al credito bancario: dal punto di vista dell’imprenditore commerciale, ciò costituisce un irreparabile pregiudizio, idoneo a determinare l’accoglimento del ricorso d’urgenza ex art. 700 c.p.c.. (Aldo Angelo Dolmetta) (riproduzione riservata)
Tribunale Milano, 12 Marzo 2015.


Società a responsabilità limitata - Azione sociale nei confronti dell'amministratore - Delibera dell'assemblea dei soci - Azioni cautelari - Necessità.
L’azione di responsabilità sociale promossa da una società a responsabilità limitata nei confronti di un suo amministratore deve essere deliberata dall’assemblea dei soci. (Rolandino Guidotti) (riproduzione riservata)

Anche per l’esercizio di azioni cautelari promosse dalla società nei confronti di amministratori di s.r.l. è, in ogni caso, necessaria la preventiva deliberazione di approvazione dell’assemblea. (Rolandino Guidotti) (riproduzione riservata)
Tribunale Bologna, 16 Gennaio 2015.


Procedimento ex art.700 c.p.c. – Contratti derivati – Funzione di copertura e causa del contratto – Fumus boni iuris – Insussistenza

Procedimento ex art.700 c.p.c. – Contratti derivati a c.d. copertura condizionata – Causa – Fumus boni iuris – Insussistenza

Procedimento ex art.700 c.p.c. – Contratti derivati – Alea del contratto ed equilibrio delle prestazioni negoziali – Fumus boni iuris – Insussistenza

Procedimento ex art.700 c.p.c. – Segnalazione in Centrale Rischi – Differenza tra sofferenza e sconfinamento – Periculum – Insussistenza
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Lo schema negoziale astratto delle operazioni in derivati consiste in uno scambio di flussi finanziari convenuto dalle parti sulla scorta della variazione dei tassi di interesse; in ciò si palesa l’intrinseca aleatorietà dello strumento, caratterizzata dalla dipendenza del valore del contratto da fattori esterni e mai certi per alcuna delle parti. Ne consegue che, ferma la necessaria bilateralità dell’elemento aleatorio, è irrilevante il fatto che il rischio sia ugualmente ripartito tra i contraenti ovvero sopportato in misura maggiore da uno di essi, dipendendo pur sempre da fattori estranei alla signoria delle parti (la variazione, in questo caso, dell’Euribor trimestrale); sicché, quand’anche venissero fissate soglie il cui raggiungimento appare ex ante difficile da pronosticare, permane il requisito imprescindibile dell’aleatorietà.

Sotto il profilo della causa in concreto, anche laddove i contratti derivati facessero genericamente riferimento all’esposizione debitoria della ricorrente, senza specificare i singoli rapporti cui offrire “copertura”, non perciò tale funzione deve ritenersi preclusa, avendola le parti calibrata per relationem in modo da eliminare per la cliente il rischio di innalzamento dei tassi di interesse e quindi degli oneri finanziari da essa sopportati in relazione ad un ammontare debitorio predeterminato ed individuato con precisione. (Nicola Scopsi) (riproduzione riservata)

Nei derivati a c.d. “copertura condizionata” – in cui il possibile guadagno del cliente si colloca all’interno di un determinato range quantificato nella differenza tra tasso fisso e tasso soglia – non viene meno la funzione di copertura del contratto, né l’alea bilaterale intrinseca allo stesso. (Nicola Scopsi) (riproduzione riservata)

La perdita subita ex post da uno dei contraenti – evidentemente collegata alla mancata concretizzazione delle prospettive sull’andamento del mercato attese in sede di stipula del contratto – non determina il venir meno della funzione di copertura convenuta dalle parti in sede di stipula del contratto. Né tale circostanza può contribuire a fondare un preteso squilibrio tra le obbligazioni a carico delle parti, posto che le perdite patrimoniali eventualmente patite dal cliente rientrano nella normale alea di tale tipologia di negozi, nei quali la prestazione dipende da un evento futuro ed incerto quale l’oscillazione dei parametri di riferimento. (Nicola Scopsi) (riproduzione riservata)

Nelle segnalazioni di mero sconfinamento - a differenza di quanto avviene con le segnalazioni a sofferenza - la banca non compie alcun apprezzamento discrezionale sull’affidabilità o meno del cliente, limitandosi a comunicare i propri crediti non problematici alla stregua dei criteri obbligatori definiti da Banca d’Italia. Peraltro, la circostanza per cui la cliente aveva già registrato sconfinamenti con altri operatori del sistema bancario, diversi dall’odierna convenuta, smentisce senz’altro l’imminenza di quella “allerta generalizzata negli enti finanziatori” e quindi di quel pregiudizio irreparabile paventato dall’attrice. (Nicola Scopsi) (riproduzione riservata)
Tribunale Milano, 28 Novembre 2014.


Procedimento cautelare - Periculum in mora - Criteri oggettivi e soggettivi - Capacità patrimoniale del debitore - Comportamento del debitore - Simultanea concorrenza dei due presupposti - Esclusione.
Con riferimento al requisito del periculum in mora, il giudice di merito può far riferimento, alternativamente, tanto a criteri oggettivi – rappresentati dalla capacità patrimoniale del debitore in relazione all'entità del credito, da desumere da elementi concreti ed attuali – quanto soggettivi, quali il comportamento del debitore che lasci fondatamente temere atti di depauperamento del suo patrimonio, senza che, ai fini della validità del provvedimento di convalida, le due categorie di presupposti debbano simultaneamente concorrere potendo il giudice fare alternativamente riferimento all’uno o all’altro dei menzionati presupposti (cfr., Cassazione civile, sez. II, 26 febbraio 1998, n. 2139; ma si vedano, altresì, Cassazione civile, sez. I, 17 giugno 1998, n. 6042; Cassazione civile, sez. III, 17 luglio 1996, n. 6460, nonché Cassazione civile, sez. III, 13 febbraio 2002, n. 2081  secondo la quale “la motivazione del provvedimento di convalida del sequestro conservativo può far riferimento a precisi, concreti fattori tanto oggettivi che soggettivi, poiché il requisito del periculum in mora può essere desunto sia da elementi oggettivi, concernenti la capacità patrimoniale del debitore in rapporto all'entità del credito, sia da elementi soggettivi, rappresentati dal comportamento del debitore, il quale lasci fondatamente presumere che, al fine di sottrarsi all'adempimento, ponga in essere atti dispositivi, idonei a provocare l'eventuale depauperamento del suo patrimonio”). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 19 Novembre 2014.


Provvedimento cautelare ex art. 700 c.p.c. – Tutela di diritti assoluti non ancora costituiti – Ammissibilità .
Il rimedio di cui all’art. 700 c.p.c. può essere accordato a tutela di diritti assoluti, come è quello di proprietà, sebbene non ancora costituiti (nel caso di specie a tutela di una costituenda servitù coattiva di passaggio). (Mauro Bernardi) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 04 Novembre 2014.


Processo civile telematico - Ricorso ex articolo 700 c.p.c. depositato con modalità telematiche - Inammissibilità - Applicazione del principio del raggiungimento dello scopo - Esclusione - Vizio genetico riguardante la costituzione materiale dell’atto.
Poiché nessun norma dell’ordinamento processuale consente il deposito in forma telematica dell’atto introduttivo del giudizio, il ricorso ex articolo 700 c.p.c. depositato con modalità telematiche deve essere dichiarato inammissibile. Nella fattispecie non può, infatti, trovare applicazione il principio di libertà delle forme di cui all’articolo 121 c.p.c., in quanto enunciato esclusivamente in via residuale per l’eventualità che non sia stato previsto il rispetto di forma alcuna e che, in ogni caso, non si riferisce alla struttura materiale (cartacea o telematica) che contiene l’atto stesso, non potendosi parlare di raggiungimento dello scopo, ex art.156, comma 3, c.p.c., di fronte ad un vizio genetico dell’atto che riguardi la sua stessa costituzione materiale e che, comportandone l’inammissibilità, non è, appunto, soggetto a sanatoria per raggiungimento dello scopo. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 20 Ottobre 2014.


Iscrizione alla Centrale Allarme Interbancaria – Ricorso ex art. 700 c.p.c. – Ammissibilità

Iscrizione alla Centrale Allarme Interbancaria – Tardivo invio alla banca della quietanza di pagamento per fatto e colpa del beneficiario dell’assegno – Diritto alla cancellazione dalla banca dati – Sussiste

Iscrizione alla Centrale Allarme Interbancaria – Prova tardiva del pagamento integrale dell’assegno, della penale e degli interessi  – Diritto alla cancellazione – Sussiste
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Dopo l’abrogazione del comma 6 dell’art. 152 del Codice della Privacy il rimedio di cui all’art. 10 III comma del D.lgs. n. 150/2011 permane esclusivamente con riferimento ai provvedimenti del garante in materia di protezione dei dati personali. In tutti gli altri casi, ovvero quando occorra verificare la legittimità dell’operato di soggetti terzi, è da ritenersi applicabile lo strumento cautelare atipico di cui all’art. 700 c.p.c.. (Andrea Di Mauro) (riproduzione riservata)

Mentre le conseguenze del mancato o incompleto pagamento tardivo dell’assegno debbono necessariamente riflettersi sul traente, altrettanto non può dirsi in relazione al mancato, tempestivo ottenimento della quietanza, pena il far rifluire sul traente pesanti conseguenze sanzionatorie, non integralmente dipendenti dalla di lui condotta. (Andrea Di Mauro) (riproduzione riservata)

L’archivio di cui all’art. 10 bis della Legge n. 386/1990 è previsto a tutela del sistema creditizio, in quanto l’inserimento dei dati dei traenti degli assegni bancari emessi senza autorizzazione o senza provvista è una segnalazione di soggetti quali “cattivi pagatori”, che non si giustifica nel caso in cui risulti il pagamento integrale di quanto previsto per legge. (Andrea Di Mauro) (riproduzione riservata)
Tribunale Milano, 15 Ottobre 2014.


Centrale di Allarme interbancaria – Segnalazione – Richiesta di Cancellazione del nominativo segnalato – Applicabilità della tutela cautelare ex art. 700 c.p.c. – Inammissibilità per difetto di residualità alla luce dell’art. 10 dlgs 150/2011 – Esclusione.
L’art. 10 del D. lgs. n. 150/11 al II comma prevede, solo con riferimento ai provvedimenti del garante per la protezione dei dati personali, la proponibilità di apposito ricorso con facoltà di ottenerne la sospensione dell’efficacia esecutiva (IV comma), secondo quanto previsto dall’art. 5 del D.lgs. n. 150/11. Ebbene, dopo l’abrogazione del comma 6 dell’art. 152 del Codice privacy (esteso a tutte le controversie di cui al capo 1 riguardanti l’applicazione delle disposizione del Codice della privacy, comprese quelle inerenti ai provvedimenti del garante in materia di protezione dei dati personali), permane il rimedio di cui all’art. 10 III comma del D.lgs. n. 150/11 relativo esclusivamente ai provvedimenti del garante per la protezione dei dati personali. Da ciò segue che non sono soggetti al rimedio in questione tutti i provvedimenti emessi da altri soggetti diversi dal Garante. In un simile contesto, quindi, ciò che viene in rilievo, con lo strumento cautelare atipico di cui all’art. 700 cpc, è la verifica circa la legittimità dell’operato di soggetti terzi in materia di trattamento dei dati personali, alla luce della specifica diligenza richiesta nel settore volta volta trattato. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 15 Ottobre 2014.


Provvedimenti cautelari ante causam ex art. 700 c.p.c. – Ammissibilità del ricorso – Inapplicabilità dell’art. 10 D. Lgs. 150/2011

Provvedimenti cautelari ante causam ex art. 700 c.p.c. – Illegittima segnalazione Centrale Rischi – Periculum in mora – Lesione dell’immagine commerciale
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Quanto all’ammissibilità, diversamente dalla prospettazione di parte resistente, è da notare come la ricorrente si dolga non di un provvedimento in materia di trattamento dei dati personali bensì di un semplice comportamento della banca resistente, la quale avrebbe erroneamente segnalato un credito vantato nei confronti della ricorrente come “non contestato” (codice n. 830) piuttosto che come “contestato” (codice n. 826). Non appare pertanto applicabile , ad avviso di questo Giudice il procedimento di cui all’art. 10 D. Lgs. 150/2011 (ed in  particolare la tutela cautelare ivi prevista al comma 4), non sussistendo, nel caso di specie, alcun vero e proprio provvedimento adottato dalla banca e suscettibile di sospensione.  (riproduzione riservata)

Quanto al periculum in mora è da rilevare come il comportamento della resistente costituisca una lesione dell’immagine commerciale della società ricorrente la cui segnalazione alla Centrale Rischi come soggetto passivo di un credito scaduto e non contestato sia pure durata pochi mesi e corretta per il periodo successivo all’instaurazione del presente procedimento, rappresenta altresì un grave ostacolo per l’accesso al credito ed il mantenimento del medesimo. (riproduzione riservata)
Tribunale Como, 24 Settembre 2014.


Contratto di locazione finanziaria immobiliare - Condizioni per concessione provvedimento ex art. 700 c.p.c. - Periculum in mora - Danno da mancata disponibilità dei canoni pattuiti e da mancata possibilità di nuova locazione finanziaria - Insussistenza dell’irreparabilità ex art. 700 c.p.c. - Danno da pericolo attuale di deterioramento del bene locato - Insussistenza - Stato soddisfacente di manutenzione dell'immobile locato - Rigetto ricorso ex art. 700 c.p.c..
L’emanazione di un provvedimento ex art. 700 c.p.c. si fonda sulla sussistenza in concreto sia del fumus boni iuris, che del periculum in mora, sicché anche il difetto di una sola delle suddette condizioni impedisce la concessione della misura cautelare. (Emanuele Argento, Emanuele Liddo) (riproduzione riservata)

Il “periculum in mora” prospettato dal ricorrente consistente nel danno da mancata disponibilità dei canoni pattuiti e dalla impossibilità di procedere ad una nuova locazione finanziaria, lo stesso ha indubbiamente natura “economica” e, come tale, è sempre suscettibile di riparazione pecuniaria e non riveste, perciò, il carattere della “irreparabilità” richiesto dall’art. 700 c.p.c.. (Emanuele Argento, Emanuele Liddo) (riproduzione riservata)

L’ “irreparabilità” del danno nel caso di obbligo di rilascio di bene immobile conseguente a risoluzione contrattuale, va ravvisata, nel concreto ed attuale pericolo di deterioramento del bene, fondato sulla ragionevole previsione che l’utilizzatore, già inadempiente all’obbligo di corrispondere i canoni di locazione finanziaria, si astenga dal compiere l’ordinaria e straordinaria manutenzione, con ciò rendendo impossibile la (futura) riconsegna del bene nelle stesse condizioni in cui si trovava al momento della conclusione del contratto. (Emanuele Argento, Emanuele Liddo) (riproduzione riservata)
Tribunale Bologna, 02 Settembre 2014.


Tutela Cautelare ex art. 700 c.p.c. – Residualità – Chiarimenti.
Il testo dell’art. 700 c.p.c. con l’espressione ‘fuori dai casi regolati nelle precedenti sessioni di questo capo’ individua quale primo limite da superare per la concessione della tutela cautelare atipica quello della residualità rispetto a tutti i procedimenti cautelari espressamente previsti dal legislatore benché la giurisprudenza normalmente estenda la portata delle clausola di salvezza a tutte le misure cautelari nominate anche non regolate dal Capo II del libro IV del codice; quanto alle posizioni giuridiche soggettive tutelabili, la riserva di residualità con cui apre la disposizione dell’art. 700 c.p.c. preclude l’utilizzabilità dei provvedimenti d’urgenza soltanto quando si voglia per il loro tramite tutelare un diritto da un periculum in mora già contemplato nel prevedere una misura cautelare tipica; il ricorso alla tutela cautelare innominata resta inammissibile allorquando l’istante possa concretamente disporre di un’azione cautelare tipica in grado di raggiungere un equivalente grado di abilità ad assicurare gli effetti della decisione di merito. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Catanzaro, 14 Luglio 2014.


Procedimento ex art.700 c.p.c. – Contratti derivati – Sospensione degli effetti del contratto Danno patrimoniale – Periculum in mora – Insussistenza.
Nell’ambito di un procedimento d’urgenza ex art. 700 c.p.c., qualora il pregiudizio allegato abbia natura meramente patrimoniale, la tutela cautelare può essere concessa solo a condizione che la ricorrente dimostri l’esistenza di un rischio concreto per la continuità aziendale, che potrebbe essere pregiudicata definitivamente dal ritardo nella soddisfazione del diritto di credito. Nella specie, la società non ha dimostrato, a titolo esemplificativo, di aver dovuto licenziare del personale, di avere scoperti con altri istituti bancari, di aver procedure esecutive in corso o altre circostanze da cui poter desumere l’asserito stato di dissesto finanziario che sarebbe derivato in conseguenza dei flussi di pagamento addebitati dalla controparte. L’inesistenza del periculum è circostanza di per sé ostativa all’accoglimento della domanda cautelare, posto che, ai fini della concessione della tutela cautelare richiesta, devono necessariamente sussistere entrambi i requisiti del periculum in mora e del fumus boni iuris. (Nicola Scopsi) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 06 Giugno 2014.


Procedimento ex art.700 c.p.c. – Contratti derivati – Sospensione degli effetti del contratto – Fumus boni iuris – Insussistenza.
Sul piano del fumus, la capacità dell’IRS di assolvere la funzione di copertura convenuta in contratto è dimostrata dalla perfetta corrispondenza tra il mutuo e il connesso contratto swap, il cui nozionale era destinato a diminuire progressivamente in aderenza del piano di ammortamento del mutuo. In particolare, la funzione di copertura del derivato si concretizza nella certezza per il cliente di pagare, per tutta la durata del mutuo, un determinato tasso fisso, indipendentemente dall’andamento dei tassi di interesse cui era invece agganciato il mutuo a tasso variabile. (Nicola Scopsi) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 06 Giugno 2014.


Procedimento ex art.700 c.p.c. – Contratti derivati – Sospensione degli effetti del contratto – Periculum in mora – Insussistenza

Procedimento ex art.700 c.p.c. – Contratti derivati – Sospensione degli effetti del contratto – Danno patrimoniale – Periculum in mora – Insussistenza
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Affinché possa essere concesso un provvedimento cautelare ex art. 700 c.p.c. in relazione ad una domanda di invalidità ed inefficacia di un contratto derivato IRS, è necessaria la sussistenza non solo del fumus boni iuris, ma anche del periculum in mora, ossia la minaccia di un pregiudizio imminente e irreparabile del diritto azionato nel tempo occorrente per la definizione del giudizio ordinario. Il fatto che la ricorrente per proporre l’azione cautelare abbia atteso un periodo di tempo superiore alla presumibile durata del giudizio di merito (nella specie, oltre cinque anni) è sintomo di una tolleranza non compatibile con la asserita urgenza. (Nicola Scopsi) (riproduzione riservata)

Il pregiudizio allegato - consistente nell’addebito dei flussi differenziali derivanti dall’esecuzione del derivato - è meramente economico e riparabile mediante recupero delle somme dalla parte resistente in caso di esito del giudizio di merito favorevole alla ricorrente. Al fine di verificare se l’addebito dei differenziali costituisca un pericolo imminente per la sopravvivenza o il normale svolgimento dell’attività della società, si dovrà valutare se gli esborsi periodici cui è tenuta la ricorrente sono di importo tale da compromettere la solidità patrimoniale e finanziaria della società, tenuto conto dei ricavi e del patrimonio della stessa, ivi incluso quello immobiliare. (Nicola Scopsi) (riproduzione riservata)
Tribunale Torino, 18 Aprile 2014.


Erronea levata di protesto nei confronti di imprenditore – Ammissibilità ricorso d'urgenza ex art. 700 – Periculum in mora sussistenza possibile danno all'immagine e difficoltà nell'accesso al credito – Legittimazione passiva dell'Istituto bancario e della Camera di Commercio.

Provvedimento ex art. 700 c.p.c. – Erronea levata di protesto – Obbligo di rettifica – Applicabilità della misura coercitiva ex art. 614 bis c.p.c..
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E' ammissibile il ricorso al procedimento d'urgenza ex art. 700 da parte di chi voglia far valere l'erronea levata e iscrizione di protesto per errore materiale riguardante i dati identificativi dell'impresa (erronea indicazione di partita Iva della ricorrente appartenente a soggetto terzo). L'errore sui dati anagrafici del soggetto protestato imputabile alla banca è sufficiente ad integrare il requisito del fumus boni iuris. (Alberto Gattuccio) (riproduzione riservata)

Quanto al periculum in mora, il permanere dell'erronea iscrizione è certamente suscettibile di creare un danno all'immagine (sempre maggiore con il trascorrere del tempo) oltre che negative ripercussioni sull'attività commerciale derivanti da maggiori difficoltà nell'accesso al credito. (Alberto Gattuccio) (riproduzione riservata)

È legittimata passiva e contraddittore necessario la banca richiedente la levata del protesto, in quanto soggetto nei cui confronti è richiesta la tutela giurisdizionale di accertamento dell'illecito e risarcitoria, che deve provvedere a richiedere la rettifica, insieme alla Camera di Commercio che tale rettifica deve materialmente eseguire. (Alberto Gattuccio) (riproduzione riservata)

Con il provvedimento di accoglimento ex art. 700 c.p.c., con il quale viene ordinata l'esecuzione di un obbligo di fare infungibile, il Giudice della cautela può disporre la misura coercitiva ex art. 614-bis c.p.c.. (Nel caso di specie, veniva ordinata la rettifica dell' errata iscrizione di protesto levato nei confronti di imprenditore, per erronea trascrizione dei dati identificativi dell'impresa, all'istituto bancario richiedente la levata di protesto e alle Camere di Commercio che hanno provveduto all'iscrizione nel Registro Informatico Protesti, e veniva fissata, ai sensi dell'art. 614 bis c.p.c., una somma dovuta alla società ricorrente da ciascun resistente per ogni giorno di ritardo nell'esecuzione del provvedimento, a decorrere dalla data di notifica dell'ordinanza). (Alberto Gattuccio) (riproduzione riservata)
Tribunale Palermo, 27 Marzo 2014.


Provvedimento cautelare ex art. 700 c.p.c. – Centrale Rischi – Segnalazione a sofferenza – Specificità e riferibilità temporale del preavviso.

Illiquidità temporanea – Segnalazione a sofferenza – Illegittimità – Obbligo di valutazione della complessiva situazione finanziaria del cliente da parte della Banca.
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La situazione patrimoniale suscettibile di dar luogo ad una segnalazione “in sofferenza” non deve coincidere né con la situazione di insolvenza di cui all’art. 5 L. Fall. né con una mera difficoltà transitoria – soprattutto in contesti ed in periodi economici recessivi – bensì con una situazione di impotenza finanziaria che non lasci presagire alcun margine di superamento e tale da porsi come lo stadio immediatamente prodromico alla situazione di insolvenza rilevante ai fini della dichiarazione di fallimento (Nel caso di specie, in sede cautelare, è stato ordinato alla banca di provvedere alla cancellazione a sofferenza nella Centrale Rischi della Banca d’Italia e in qualsiasi altra centrale privata del nominativo del ricorrente, in quanto, dall’esame dell’entità del patrimonio del ricorrente e dall’assenza di procedure esecutive o protesti elevati a suo carico, poteva desumersi una crisi di liquidità ma non l’esistenza di uno stato di difficoltà economica idoneo ad incidere sulla possibilità di recupero del credito da parte della banca). (Silvia Vitella) (riproduzione riservata) Tribunale Prato, 14 Ottobre 2013.


Tutela d’urgenza – Provvedimento di inibitoria – Ammissibilità come categoria generale da includere nella tutela urgente – Sussiste – Inibitoria per la fuga di notizie..
Se è vero, come è vero, che la provvedimentazione d’urgenza ha il suo limite nella pretesa di merito, nell’ambito di questo limite il giudice dell’urgenza è libero nella determinazione dei valori da tutelare in via provvisoria e si estrinseca in provvedimenti dal contenuto più vario, e il cui possibile numero coincide con quello teoricamente infinito delle facoltà e dei poteri contenuti nel diritto sul quale si fonda la pretesa. La regola secondo cui il provvedimento d’urgenza non possa attribuire al ricorrente nulla di più di quanto potrebbe ottenere in via definitiva non è vera in assoluto, né trova conforto nella strumentalità della tutela d’urgenza; il giudice d’urgenza ha solo il limite della effettività della tutela del merito, e tale limite è rispettato, ove in via d’urgenza venga concesso l’esercizio di una facoltà rientrante nell’ambito della prospettazione del futuro assetto del rapporto giuridico soggettivo controverso, anche se non oggetto del petitum, mediato o immediato, del merito. Orbene fatte queste premesse, deve convenirsi per l’astratta ammissibilità dell’inibitoria ogni qualvolta questa serva ad evitare ogni significativa fuga di notizie dall’azienda e l’elaborazione al di fuori di essa di un prodotto ottenuto attraverso ricerche e approfondimenti cui il dipendente o l’ex socio è venuto in contatto proprio in virtù della sua particolare posizione all’interno della compagine aziendale ed appare perseguibile anche laddove il pregiudizio si sia verificato ma la condotta non abbia ancora esaurito i suoi effetti e sia presumibile il suo successivo reiterarsi. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Catanzaro, 09 Ottobre 2013.


Persona e famiglia - Diritto alla salute - Art. 32 Costituzione - Cure palliative - Fornitura a carico del Servizio Sanitario a favore dei malati in condizioni di indigenza di farmaci importati a base di cannabis - Provvedimenti cautelari e urgenti - Ammissibilità..
L’art. 32 della Costituzione, tutelando la salute come diritto fondamentale dell’individuo, comprende anche il diritto all’assistenza sanitaria e farmaceutica ed opera quale norma direttamente precettiva. Nei casi in cui sussista pericolo di vita, di aggravamento della patologia o di non adeguata guarigione gli organi sanitari pubblici sono tenuti, senza possibilità di valutazione discrezionale, a provvedere al riguardo; il diritto fondamentale dell’individuo si impone nella sua integrità ed assolutezza, senza limiti neppure da parte di leggi ordinarie o di atti amministrativi. Gli stessi principi, in forza della lettura coordinata degli articoli 2 e 32 della Costituzione, sono applicabili anche alle cure c.d. palliative che, senza incidere sul decorso della patologia, alleviano la sofferenza salvaguardando così il diritto alla salute sotto l’aspetto della dignità umana. (Antonio Codega) (riproduzione riservata) Tribunale Novara, 29 Luglio 2013.


Consultazione documentazione tramite professionisti di fiducia – Tutela riservatezza e segretezza società.

Società – Diritto del socio di estrarre copia della documentazione – Modalità.

Diritto del socio ad ottenere la consultazione in termini ragionevoli – Divieto degli amministratori di procrastinare la consultazione senza giustificato motivo – Ratio della norma.
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L’esibizione al socio può avvenire anche tramite professionista di sua fiducia- purché si tratti di un dottore commercialista o un ragioniere commercialista o un revisore dei conti, figure professionali in cui alla competenza tecnica si accompagnano doveri deontologici, quali la riservatezza e il segreto professionale, al fine di garantire l’interesse della società a che le notizie e le informazioni relative all’attività sociale non vengano diffuse all’esterno. (Daniel Porcu) (riproduzione riservata)

Il socio richiedente la consultazione della documentazione sociale ha facoltà di estrazione di copia della stessa a proprie spese. (Daniel Porcu) (riproduzione riservata)

L’art. 2476, secondo comma, c.c. tutela il diritto del socio di minoranza alla consultazione dei libri e dei documenti in maniera effettiva e reale e non consente certo che l’organo amministrativo possa, come invece avvenuto nel caso in esame, limitare l’esercizio di tale diritto procrastinando arbitrariamente a suo piacimento e senza alcuna seria e concreta giustificazione i tempi di consultazione della documentazione. (Daniel Porcu) (riproduzione riservata)
Tribunale Cagliari, 10 Luglio 2013.


Provvedimenti d’urgenza – 700 c.p.c. – Atto amministrativo di divieto all’ente ospedaliero di effettuare il trattamento sanitario consistente nella infusione di cellule staminali anche in assenza di validazione scientifica – Illegittimità – Disapplicazione – Parere del Comitato Etico – Necessità – Contenuto.

Provvedimenti d’urgenza – Sospensione del procedimento per rimessione degli atti alla Corte Costituzionale – Rinvio alla successiva fase di merito – Ammissibilità.
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In considerazione della necessità di assicurare adeguata e immediata tutela ai soggetti privi di valida alternativa terapeutica ed anche se non si tratta di pazienti per cui sia già stata somministrata una terapia o sia già stato effettuato il prelievo dal donatore o dal paziente o ordinato dall’autorità giudiziaria, va disapplicato perché contrastante con il precetto di cui all’art. 32 cost. l’atto amministrativo che vieta all’ente ospedaliero che ha in cura il paziente di somministrargli il trattamento consistente nella infusione di cellule staminali secondo il protocollo in uso, previa acquisizione in via d’urgenza del parere favorevole del Comitato etico di cui all’art. 6 del d. lgs. 24 giugno 2003 n. 211 che dovrà peraltro limitarsi alla valutazione della opportunità etica di una terapia con cellule staminali in relazione alla specifica patologia da cui è affetto il malato. (Mauro Bernardi) (riproduzione riservata)

Quando gli interessi in gioco lo richiedano e sussista la necessità di assicurare una tutela reale e immediata, deve ritenersi consentita una forma limitata di controllo diffuso che consente la concessione del provvedimento di sospensione per rimessione degli atti alla Corte Costituzionale ai fini del controllo di costituzionalità della legge, rinviando alla successiva fase di merito, alla quale il provvedimento cautelare è strumentalmente collegato. (Mauro Bernardi) (riproduzione riservata)
Tribunale Mantova, 02 Maggio 2013.


Tutela Cautelare ex art. 700 c.p.c. – Diritto di famiglia – Ammissibilità dello strumento cautelare – Esclusione (art. 700 c.p.c.).

Domanda introduttiva del procedimento – Manifesta inammissibilità – Decisione de plano – Sussiste (art. 111 Cost.).
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Il diritto di famiglia prevede rimedi speciali, tipici e settoriali per porre rimedio a ciascuna delle possibili violazioni che uno dei partners dovesse porre in essere: garanzie per l’assegno di mantenimento (156 c.c.); provvedimenti atipici per le condotte aggressive (342-bis c.c.); sanzioni e risarcimento del danno (709-ter c.p.c.); modifica/revoca dei provvedimenti interinali (709, ult. comma, c.p.c.); ingiunzioni di pagamento in ragione delle condizioni di separazione o divorzio, costituenti titolo esecutivo; sequestro dei beni del coniuge allontanatosi (146 c.c.); presentazione della domanda di separazione o divorzio. In particolare, nel caso in cui uno dei coniugi ponga in essere condotte lesive della persona del congiunto, è dato ricorso agli ordini giudiziali ex art. 342-bis c.c., 736-bis c.p.c., nella cui sede sono anche ammesse statuizioni di tipo economico. Ne consegue che, in tutti questi casi, difetta la residualità richiesta dall’art. 700 c.p.c. per l’ammissibilità dello strumento cautelare. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata)

Secondo la giurisprudenza di questo ufficio, «Dove emerga, in ragione di un quadro normativo consolidato, che il ricorso introduttivo del giudizio è inammissibile (nel caso di specie: artt. 446 c.c., 700 c.p.c.) è superflua la previa instaurazione del contraddittorio con controparte, atteso che non potrebbe per tale via neppure in ipotesi giungersi al superamento delle considerazioni in rito. E’ conseguentemente ammissibile la chiusura del procedimento in rito, de plano» (v. Trib. Milano, sez. IX civ., ordinanza 2 - 3 aprile 2013 Pres. est., G. Servetti). (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata)
Tribunale Milano, 17 Aprile 2013.


Procedimento cautelare ex art.700 cpc – Domanda di cancellazione di domanda giudiziale – Inammissibilità. .
La cancellazione della trascrizione di una domanda giudiziale non può essere disposta attraverso il rimedio cautelare atipico offerto dall’art. 700 c.p.c. Lo impedisce sia la natura intrinsecamente provvisoria della misura cautelare che il suo carattere innominato, atteso che lo strumento tipico per ottenere la cancellazione della trascrizione è la sentenza passata in giudicato ai sensi dell’art. 2668 cod. civ.. (Francesco Camerino) (riproduzione riservata) Tribunale Agrigento, 10 Aprile 2013.


Alimenti – Erogazione degli alimenti in via d’urgenza – Art. 700 c.p.c. – Applicazione – Esclusione – Art. 446 c.c...
In materia di prestazioni alimentari ex art. 433 e ss. c.c., non è pertinente il richiamo all’art. 700 c.p.c., in quanto trova elettiva applicazione il disposto normativo di cui all’art. 446 c.c., trattandosi di disposizione speciale che in quanto tale inibisce il ricorso alla fattispecie di carattere generale e, così, residuale. Infatti, il provvedimento presidenziale ex art. 446 c.c. concreta una misura tipica e speciale, che impedisce il ricorso all’art. 700 c.p.c. e ne esclude qualsivoglia possibilità di assimilazione, sia sul piano dei presupposti sostanziali sia su quello della regolamentazione processuale. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 03 Aprile 2013.


Ricorso manifestamente inammissibile – Declaratoria di inammissibilità ex officio – Previa instaurazione del contraddittorio – Necessità – Esclusione – Decisione de plano..
Dove emerga, in ragione di un quadro normativo consolidato, che il ricorso introduttivo del giudizio è inammissibile (nel caso di specie: artt. 446 c.c., 700 c.p.c.) è superflua la previa instaurazione del contraddittorio con controparte, atteso che non potrebbe per tale via neppure in ipotesi giungersi al superamento delle considerazioni in rito. E’ conseguentemente ammissibile la chiusura del procedimento in rito, de plano. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 03 Aprile 2013.


Leasing – Concordato preventivo “in bianco” dell’utilizzatore – Risoluzione del contratto ed azione esecutiva di riconsegna del bene da parte della società di leasing – Legittimità. .
L’azione cautelare tesa al rilascio dell’immobile in leasing proposta dopo la risoluzione del contratto non urta contro il disposto dell’art. 168 L.F. (nella versione novellata dal D.L. 22 giugno 2012), il quale vieta di instaurare o proseguire azioni esecutive o cautelari sul patrimonio del debitore. L'azione in questione non incide, infatti, sul patrimonio del debitore poiché il bene oggetto del contratto di locazione finanziaria è di proprietà della concedente, mentre l'utilizzatore è titolare esclusivamente di un diritto personale di godimento. (Vittorio Versace) (riproduzione riservata) Tribunale Bolzano, 22 Marzo 2013.


Domanda cautelare in corso di causa diretta ad ottenere la cancellazione dell’illegittima segnalazione a sofferenza alla centrale rischi – Inapplicabilità, in generale, della disciplina sul codice della privacy e, in particolare, del rimedio cautelare previsto dagli artt. 5 e 10, comma 4, del d. lgs. 1 settembre 2011 n. 150 – Provvedimento d’urgenza ex art. 700 c.p.c. – Ammissibilità – Modalità della segnalazione..
Nel caso di domanda cautelare diretta ad ottenere la cancellazione della segnalazione a sofferenza presso la centrale rischi difetta il presupposto per l’applicazione dell’art. 10, comma 4 del d. lgs. 150/2011, ossia l’esistenza di un provvedimento, inteso come atto di una autorità amministrativa, da rendere inefficace. La segnalazione infatti è una attività informativa, o meglio di trasmissione dati, che viene posta in essere direttamente da un soggetto privato, ossia l’istituto di credito convenuto, in conformità a quanto previsto dalla circolare sulla centrale rischi della Banca d’Italia n.139 dell’11 febbraio 1991, nell’ultimo aggiornamento (29 aprile 2011). In tale ipotesi, difettando un rimedio cautelare tipico, è ammissibile il ricorso al provvedimento ex art. 700 c.p.c.. (Massimo Vaccari) (riproduzione riservata)

Allorquando chi agisce per ottenere la sospensione o la cancellazione del proprio nominativo dalla centrale rischi si duole non già delle modalità con cui i dati relativi all’insolvenza siano stati raccolti, trasmessi o gestiti ma semplicemente dell’assenza dei presupposti di fatto che legittimano la segnalazione alla centrale rischi, la relativa controversia non è riconducibile a quelle riguardanti l’applicazione della disciplina sul codice della privacy ma piuttosto a quel e da responsabilità da fatto illecito ex art. 2043 c.c.. (Massimo Vaccari) (riproduzione riservata)
Tribunale Verona, 18 Marzo 2013.


Società di persone - Esclusione del socio - Procedimento ex articolo 700 c.p.c. - Ammissibilità - Presupposti.
E' ammissibile l'esclusione del socio di una società di persone per mezzo di ordinanza emessa ex art 700 c.p.c. qualora il giudice della cautela ravvisi prima facie fondata la futura (ma eventuale) domanda di merito proposta al fine di ottenere l'esclusione del socio ai sensi dell'art. 2287, comma 3, c.c. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 08 Febbraio 2013.


Società di persone - Revoca per giusta causa dell'amministratore - Procedimento ex articolo 700 c.p.c. - Ammissibilità - Presupposti.
E' ammissibile il ricorso ex art. 700 c.p.c. per conseguire giudizialmente la revoca per giusta causa dell'amministratore di società di persone, malgrado si tratti di anticipare gli effetti dell'azione prevista dall'articolo 2259, comma 3, c.c. se ed in quanto sussistano la reiterazione di comportamenti illegittimi che ostacolino il normale funzionamento della società e l'estrema difficoltà nel ripristino dello status quo ante. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 08 Febbraio 2013.


Provvedimento cautelare ex articolo 700 c.p.c. - Cancellazione di iscrizione ipotecaria - Ammissibilità..
Deve ritenersi ammissibile un provvedimento cautelare ai sensi dell'articolo 700 c.p.c. al fine di ottenere la cancellazione di una iscrizione ipotecaria manifestamente illegittima perché eseguita in assenza dei presupposti previsti dalla legge. A tale conclusione è possibile pervenire in considerazione della attitudine alla stabilità dei provvedimenti emessi in via cautelare che siano idonei ad anticipare gli effetti della sentenza di merito. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Bari, 07 Febbraio 2013.


Art. 700 c.p.c. – Residualità – Previsione contrattuale (di recesso) che assicuri la medesima utilitas del rimedio processuale –  Inammissibilità..
Poichè l’art. 700 c.p.c. deve costituire l’extrema ratio, l’unico strumento fruibile per far valere, in via d’urgenza, il bene della vita di cui si teme la compromissione, deve ritenersi che, in genere, il ricorso ex art. 700 c.p.c. sia precluso non solo quando esista un istituto processuale idoneo ad assicurare la tutela agognata ma anche quando esista la facoltà, per il ricorrente, di invocare una previsione contrattuale – di natura, dunque, sostanziale – che sia idonea ad assicurare la medesima utilitas del rimedio processuale. (Antonio Ivan Natali) (riproduzione riservata) Tribunale Brindisi, 29 Gennaio 2013.


Facoltà di recesso particolarmente “onerosa” – Garanzia della medesima utilitas giuridica del ricorso ex art. 700 – Esclusione – Tutela atipica – Ammissibilità..
Deve escludersi che la facoltà di recesso sia idonea a consentire alla ricorrente il conseguimento della medesima utilitas giuridica del proposto ricorso ex art. 700 c.p.c. quando l’esercizio della stessa implichi esborsi particolarmente onerosi. (Antonio Ivan Natali) (riproduzione riservata) Tribunale Brindisi, 29 Gennaio 2013.


Trust - Sostituzione del trustee - Ricorso in via cautelare - Ammissibilità..
Poiché l'istituto del trust non prevede una disposizione analoga a quella dell'articolo 2476 c.c. per la revoca in via cautelare dell'amministratore di società a responsabilità limitata, per la sostituzione del trustee può farsi ricorso, ricorrendone le condizioni, allo strumento cautelare di cui all'articolo 700 c.p.c.. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 26 Gennaio 2013.


Trascrizione della domanda giudiziale – Art. 2653 c.c. – Rapporti di vicinato – Violazione delle distanze legali – Actio negatoria.

Trascrizione della domanda giudiziale – Art. 2653 c.c. – Rapporti di vicinato – Violazione delle distanze legali – Limitazione della trascrizione a una parte della proprietà – Tutela cautelare d’urgenza – ricorso ex art. 700 c.p.c. – Rigetto.
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In materia di trascrizione delle domande giudiziali dirette a rivendicare la proprietà o altri diritti reali di godimento su beni immobili ovvero all’accertamento dei diritti stessi, la domanda diretta a denunziare la violazione della distanza legale da parte del proprietario del fondo vicino e ad ottenere l’arretramento della sua costruzione, tendendo a salvaguardare il diritto dell’attore dalla costituzione di una servitù di contenuto contrario al limite violato ed ad impedirne tanto l’esercizio attuale quanto il suo acquisto per usucapione, ha natura di actio negatoria servitutis; essa pertanto è soggetta a trascrizione ai sensi sia dell’art. 2653 n. 2 c.c. che, essendo passibile interpretazione estensiva, è applicabile anche alle domande dirette all’accertamento negativo dell’esistenza di diritti reali di godimento, sia del successivo n. 5 che dichiara trascrivibili le domande che interrompono l’usucapione di beni immobili. (Vincenzo Cannarozzo, Federico Mincao) (riproduzione riservata)

In materia di trascrizione delle domande giudiziali dirette a rivendicare la proprietà o altri diritti reali di godimento su beni immobili ovvero all’accertamento dei diritti stessi, la domanda diretta a denunziare la violazione della distanza legale da parte del proprietario del fondo vicino e ad ottenere l’arretramento della sua costruzione, non vi sono ragioni per limitare la trascrizione a una parte della proprietà coinvolta posto che la domanda di accertamento della violazione delle norme sulle distanze legali non riguarda solo una parte, bensì tutta la proprietà compresi anche i fabbricati eventualmente eretti sulla stessa. (Vincenzo Cannarozzo, Federico Mincao) (riproduzione riservata)
Tribunale Padova, 23 Gennaio 2013.


Procedimento ex art. 700 c.p.c. – Domanda cautelare di manutenzione di un contratto – Ammissibilità. .
E’ ammissibile la domanda cautelare di manutenzione ex 700 c.p.c. di un contratto, in quanto si pone in funzione strumentale dell’anticipazione non di un provvedimento costitutivo, ma delle prestazioni oggetto dei relativi obblighi consequenziali, e i dubbi circa l’imposizione cautelare di un facere infungibile debbono ormai ritenersi fugati dall’art. 614 bis c.p.c.. (Massimo Vaccari) (riproduzione riservata) Tribunale Verona, 24 Dicembre 2012.


Centrale rischi - Illegittima segnalazione a sofferenza - Rimedio cautelare - Ricorso all'articolo 700 c.p.c. - Inammissibilità - Rimedio cautelare tipico ex artt. 10 e 5 d.lgs. 1 settembre 2011, n. 150..
In considerazione dell'esistenza del rimedio cautelare tipico previsto dal combinato disposto degli articoli 10 e 5 del d.lgs. 1 settembre 2011, n. 150 (in materia di riduzione e semplificazione dei procedimenti civili di cognizione), deve ritenersi inammissibile il ricorso al procedimento d'urgenza a carattere residuale di cui all'articolo 700 c.p.c. per reagire a violazioni del codice della privacy quale l'erronea o scorretta segnalazione a sofferenza del proprio nominativo nella Centrale rischi della Banca d'Italia. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Verona, 22 Ottobre 2012.


Procedimenti d'urgenza - Cancellazione di ipoteca giudiziale - Inammissibilità - condanna a prestare il consenso alla cancellazione - Inammissibilità..
Non può essere disposta in via d'urgenza la cancellazione di ipoteca giudiziale, anche se illegittimamente iscritta. Parimenti non può essere accolta la domanda diretta ad ottenere in via d'urgenza un provvedimento che ordini al creditore ipotecario di prestare il consenso alla cancellazione ipotecaria non potendosi per tale via surrettiziamente ottenere ciò che è precluso con il provvedimento cautelare, nè apprestando l'ordinamento sanzioni a presidio dell'inadempimento dell'obbligato. (Matteo Tassi) (riproduzione riservata) Tribunale Trani-Molfetta, 08 Agosto 2012.


Registro imprese - Società cooperative - Provvedimenti cautelari ex articolo 700 c.p.c. - Richiesta di sospensione dell’iscrizione di delibera ritenuta illegittima - Legittimazione attiva della società - Esclusione.
Ai sensi dell’articolo 2377, comma 2, c.c. le deliberazioni assembleari non conformi alla legge o allo statuto possono essere impugnate esclusivamente dai soci assenti, dissenzienti o astenuti, dagli amministratori, dal consiglio di sorveglianza e dal collegio sindacale ma non dalla società, la quale non è, pertanto, legittimata a richiedere in via cautelare e d’urgenza ai sensi dell’articolo 700 c.p.c. la sospensione della procedura di iscrizione (o, se già avvenuta, la sua cancellazione) della delibera che abbia disposto la revoca degli organi amministrativi e di controllo della società cooperativa e provveduto alla loro sostituzione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 23 Luglio 2012.


Contratto di somministrazione - Errato conteggio dei consumi idrici o elettrici - Ricorso all'articolo 700 c.p.c. - Eccezione di inadempimento..
Nei procedimenti ex art. 700 c.p.c. nei quali il ricorrente lamenti l’errato conteggio dei consumi idrici o elettrici da parte del contatore sostenendo la erroneità degli stessi, l’azione di merito prospettata, rispetto alla quale il ricorso ex art. 700 c.p.c. ha funzione anticipatoria e strumentale, deve ritenersi un’eccezione d’inadempimento. (Gabriele Positano) (riproduzione riservata) Tribunale Lecce, 22 Luglio 2012.


Società a responsabilità limitata - Controversia in ordine alla proprietà delle quote - Tutela cautelare - Richiesta di restituzione della società - Inammissibilità - Sequestro giudiziario..
Qualora vi sia controversia in ordine alla proprietà di quote di società a responsabilità limitata, il mezzo idoneo alla tutela dell'avviamento e degli altri valori aziendali relativi all'attività esercitata dalla società è il sequestro giudiziario di cui all'articolo 670 c.p.c. e non il ricorso ex articolo 700 c.p.c. con il quale si chieda l'immediata restituzione della società o eventualmente l'affidamento della stessa a custode che provveda alla sua gestione temporanea, ciò anche in considerazione del fatto che la titolarità delle quote non già di per sé diritto alla gestione della società. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Novara, 21 Maggio 2012.


Tutela dell’ambiente – Impianti volti alla produzione di energie rinnovabili – Interruzione dei lavori volta alla loro realizzazione – Periculum in mora – Dispersione dell’energia pulita – Sussiste..
Alla luce del vigente quadro normativo nazionale ed europeo, che in considerazione del fondamentale interesse alla tutela ed alla salvaguardia dell’ambiente assicura un vasto corredo di misure volte ad agevolare la realizzazione di impianti volti alla produzione di energie rinnovabili, ed in considerazione dei principi costituzionali ed europei che tutelano il diritto di proprietà (senza distinguere tra cose mobili ed immobili), deve ritenersi grave il pregiudizio connesso all’inutile dispersione di energia elettrica pulita, e pronta per essere utilizzata. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Palermo, 28 Febbraio 2012.


Indennità di udienza di vice procuratore onorario – Art. 4, co. 2, D. Lgs. n. 273/89 ratione temporis vigente – Interpretazione offerta dalla circolare del Ministero della Giustizia del 4 settembre 2008 – Indennità spettante solo per le udienze dibattimentali e per quelle camerali – Indennità non spettante per le udienze di trattazione delle convalide di arresto e di fermo, dei riti abbreviati e dei patteggiamenti – Interpretazione errata e frutto di errore – Non applicabilità – Diritto del Ministero alla ripetizione degli importi – Esclusione.

Provvedimenti cautelari – Art. 700 c.p.c. – Periculum in Mora – Irreparabilità del pregiudizio – “Scarto intollerabile”.
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L’indennità di udienza di vice procuratore onorario, spettante al magistrato non togato, in virtù dell’art. 4, co. 2, D. Lgs. n. 273/89 ratione temporis vigente, spetta sia per le udienze dibattimentali e camerali, sia per le udienze di trattazione delle convalide di arresto e di fermo, dei riti abbreviati e dei patteggiamenti. Pertanto, l’interpretazione offerta dalla circolare del Ministero della Giustizia del 4 settembre 2008, secondo cui, invece, la suddetta indennità non spetterebbe per le udienze diverse da quelle dibattimentali e camerali, deve ritenersi errata e, quindi, non applicabile in sede di interpretazione dell’art. 4 citato. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata)

L’irreparabilità del pregiudizio che giustifica l'accoglimento del ricorso ex art. 700 c.p.c. va intesa non solo nel senso di irreversibilità del danno alla situazione soggettiva di cui si invoca la cautela - come accade nel caso tipico di minaccia ad un diritto a contenuto non patrimoniale - ma anche come insuscettibilità di tutela piena ed effettiva della situazione medesima all’esito del giudizio di merito: trattasi, in altri termini, di fattispecie che ricorre ove l’istante abbia a disposizione strumenti risarcitori per la riparazione del pregiudizio sofferto ma gli stessi non appaiano in grado di assicurare una tutela satisfattoria completa, con conseguente determinarsi di uno "scarto intollerabile" tra danno subito e danno risarcito (cfr. Trib. Isernia, ord. 5 dicembre 2007; Trib. Torino, 22 dicembre 2000; negli stessi termini, più di recente: Trib. Lamezia Terme, Sezione Unica Civile, ordinanza 25 marzo 2011, giudice dott.ssa Giusi Ianni). (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata)
Tribunale Catanzaro, 10 Febbraio 2012.


Provvedimenti cautelari – Art. 700 c.p.c. – Periculum in Mora – Irreparabilità del pregiudizio – “Scarto intollerabile”..
L’irreparabilità del pregiudizio che giustifica l'accoglimento del ricorso ex art. 700 c.p.c. va intesa non solo nel senso di irreversibilità del danno alla situazione soggettiva di cui si invoca la cautela - come accade nel caso tipico di minaccia ad un diritto a contenuto non patrimoniale - ma anche come insuscettibilità di tutela piena ed effettiva della situazione medesima all’esito del giudizio di merito: trattasi, in altri termini, di fattispecie che ricorre ove l’istante abbia a disposizione strumenti risarcitori per la riparazione del pregiudizio sofferto ma gli stessi non appaiano in grado di assicurare una tutela satisfattoria completa, con conseguente determinarsi di uno "scarto intollerabile" tra danno subito e danno risarcito (cfr. Trib. Isernia, ord. 5 dicembre 2007; Trib. Torino, 22 dicembre 2000; negli stessi termini, più di recente: Trib. Lamezia Terme, Sezione Unica Civile, ordinanza 25 marzo 2011, giudice dott.ssa Giusi Ianni) (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Catanzaro, 10 Febbraio 2012.


Servitù coattive - Conduttura del gas e della rete telefonica - Ricorso in sede cautelare - Ammissibilità - Fumus boni iuris - Tutela del diritto alla salute ed alla vita di relazione..
In mancanza di espressa regolamentazione in ordine al passaggio forzato della conduttura del gas e della rete telefonica (a differenza della servitù di acquedotto di scarico coattivo, regolate espressamente dagli articoli 1033 e 1049 c.c.), si deve ritenere ammissibile il ricorso al procedimento cautelare di cui all'articolo 700 c.p.c. e ciò anche nell'ipotesi in cui si tratti di tutelare non l'interesse del fornitore ma quello del fruitore del servizio. In tale ipotesi, il fumus boni juris per la costituzione della condotta coattiva del gas e della rete telefonica si fonda sull'interpretazione costituzionalmente orientata della tutela del diritto alla salute (per il gas da riscaldamento) e di quello ad una normale vita di relazione (rete telefonica), trattandosi di servizi oramai divenuti di carattere essenziale per la persona. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Santa Maria Capua Vetere, 09 Novembre 2011.


Affitto di azienda - Restituzione - Ricorso al procedimento cautelare di cui all'articolo 700 c.p.c. - Ammissibilità - Finalità di consentirne la ripresa, funzionalità ed operatività..
Il rimedio del ricorso all'articolo 700 c.p.c. per ottenere il rilascio dell'azienda concessa in affitto appare quello più funzionale ad assicurare la restituzione dell'azienda al proprietario nel più breve tempo possibile, al fine di consentirne la ripresa di una piena funzionalità ed operatività, obiettivi, questi, che non potrebbero essere assicurati da un provvedimento di sequestro giudiziario, di certo più idoneo alla conservazione del bene per impedirne deterioramenti, alterazioni o la sottrazione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Santa Maria Capua Vetere, 20 Ottobre 2011.


Risoluzione del contratto di leasing per inadempimento dell’utilizzatrice – Rilascio dell’immobile – Ricorso ex art. 700 c.p.c. – Requisiti del fumus boni iuris e del periculum in mora..
E’ esperibile la tutela cautelare innominata di cui all’ art. 700 c.p.c. in caso di obbligo di rilascio di bene immobile conseguente a risoluzione contrattuale. L’irreparabilità del danno, in tali ipotesi, è ravvisabile nel concreto ed attuale pericolo di deterioramento del bene, fondato sulla ragionevole previsione che l’utilizzatrice, già inadempiente all’obbligo di corrispondere i canoni di locazione finanziaria, si astenga dal compiere l’ordinaria e straordinaria manutenzione, con ciò rendendo impossibile la (futura) riconsegna del bene nella stessa condizione in cui si trovava al momento della conclusione del contratto. (Andrea Vascellari) (riproduzione riservata) Tribunale Treviso, 02 Settembre 2011.


Fermo amministrativo di beni mobili registrati - Impugnazione del fermo amministrativo - Opposizione all'esecuzione o agli atti esecutivi - Rimedi cautelari “tipici” di cui agli artt. 618 e 625 C.P.C. - Tutela cautelare atipica ante causam ex art. 700 C.P.C. - Inammissibilità..
Qualificando l’impugnazione del fermo amministrativo come opposizione all’esecuzione o agli atti esecutivi, l’opponente ha a disposizione i rimedi cautelari “tipici” di cui agli artt. 618 e 625 c.p.c. così essendo, dunque, la tutela cautelare atipica ex art. 700 c.p.c. inammissibile per difetto di residualità. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Lamezia Terme, 21 Luglio 2011.


Ricorso ex articolo 700 c.p.c. - Richiesta di attivazione di linee telefoniche - Ordine di riattivazione non suscettibile di esecuzione forzata - Domanda di emanazione di un provvedimento di coercizione indiretta ex articolo 614 bis c.p.c. - Fattispecie..
L'ordine giurisdizionale di riattivazione delle linee telefoniche non è suscettibile di esecuzione forzata, giacché l'attività di ripristino non può concretamente prescindere dal comportamento attivo del gestore del servizio telefonico. Il secondo comma dell'articolo 614 bis, codice di procedura civile, consente tuttavia al giudice l'emanazione di un provvedimento di condanna al pagamento di una determinata somma per ogni giorno di ritardo nell'attivazione delle linee telefoniche. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Sant'Angelo dei Lombardi, 14 Giugno 2011.


Provvedimenti cautelari ex art. 700 c.p.c. - Trascrizione di domanda giudiziale illegittima - Ordine alla parte di prestare il consenso alla cancellazione - Ammissibilità..
Deve accogliersi il ricorso ex art. 700 c.p.c. con il quale si chiede al giudice di ordinare alla parte che abbia proceduto ad una trascrizione “illegittima” della domanda giudiziale, di prestare il consenso alla cancellazione della trascrizione medesima, quando il ricorrente dimostri che, a seguito della trascizione “illegittima”, subisca conseguenze negative a causa della incommerciabilità di fatto dei beni oggetto della lamentata trascrizione. (Gioacchino La Rocca) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 06 Giugno 2011.


Restituzione di bene concesso in comodato - Impianto di distribuzione carburanti - Risoluzione del contratto di comodato collegato ad altro contratto di somministrazione - Provvedimento d'urgenza - Ammissibilità..
È ammissibile il ricorso al procedimento di urgenza di cui all'articolo 700 c.p.c. per ottenere la restituzione (allo scopo di rientrare immediatamente in possesso del bene per esercitare l'attività aziendale) dell'impianto di distribuzione carburanti concesso in comodato in collegamento con un contratto di somministrazione in esclusiva di prodotti petroliferi risoltosi in forza di clausola risolutiva espressa. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 20 Aprile 2011.


Ricorso ex art. 700 - Riconsegna impianto distribuzione carburanti - Ammissibilità..
Va accolta, in quanto ammissibile ai sensi di legge, l’azione cautelare ex art. 700 c.p.c. avente ad oggetto la riconsegna di un impianto di distribuzione carburanti - dato in gestione in virtù di contratto di comodato petrolifero - a seguito dell’avvalersi da parte del comodante della clausola risolutiva espressa prevista dal contratto quando sia provata la violazione da parte del comodatario degli obblighi derivanti dal contratto (fumus boni iuris) e che hanno legittimato l’avvalersi della clausola risolutiva espressa nonché quando, a causa della mancata restituzione, ne possa derivare la minaccia di un pregiudizio imminente, irreversibile e irreparabile (periculum in mora). (Michela Forte) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 08 Febbraio 2011.


Reclamo ai sensi dell’art. 669-terdecies - Ordinanza ex art. 700 c.p.c. di rilascio dell’immobile - Risoluzione del contratto di leasing per inadempimento dell’utilizzatrice - Requisiti del periculum: irreparabilità e proporzionalità - Insussistenza se nell’immobile oggetto del contratto di leasing vi è svolta attività produttiva, anche da società diversa dall’utilizzatrice (nella specie subconduttrice ai sensi della l. 392/1978)..
Il pregiudizio di cui all’art. 700, c.p.c. deve essere, oltre che imminente, anche irreparabile, e perciò non suscettibile di essere adeguatamente ristorato nelle forme dell’equivalente monetario. Ne discende che il requisito del periculum non sussiste qualora all’interno dell’immobile oggetto di contratto di leasing, risolto per inadempiemnto dell’utilizzatrice, la società avente causa dalla stessa (nella specie, subconduttrice ai sensi della l. 392/1978) vi svolga attività produttiva (occupando oltre quaranta dipendenti), poichè il corrispettivo pattuito per il contratto di locazione commerciale potrà costituire garanzia per l’utilizzatrice a favore dei crediti per i canoni della locazione finanziaria vantati dalla società di leasing. Per altro verso, il pregiudizio paventato dalla società reclamata deve essere valutato anche in relazione alla posizione della controparte e, nella comparazione degli interessi contrapposti, deve escludersi che il pericolo di danno prospettato dalla concedente al fine di ottenere la restituzione dell’immobile in via d’urgenza possa prevalere sull’interesse della controparte a continuare nello svolgimento dell’attività produttiva che comporta l’impiego di oltre quaranta dipendenti. (Roberta Nicolello) (riproduzione riservata) Tribunale Treviso, 29 Settembre 2010.


Locazione e comodato – Impianto di distribuzione di carburante – Inadempimento – Rilascio ex articolo 700 c.p.c. – Presupposti – Sussistenza. (20/07/2010).
La mancata riconsegna da parte del gestore (nella specie in forza di contratti di locazione e di comodato) di una stazione per la distribuzione di carburante giustifica l'emissione di un provvedimento di rilascio ai sensi dell'art. 700, codice di procedura civile qualora l'impianto si trovi da tempo in stato di abbandono con conseguente impossibilità di espletare il servizio pubblico di distribuzione nonché rischio di decadenza dall’autorizzazione e di perdita dell'avviamento. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Reggio Emilia, 17 Giugno 2010.


Affitto di azienda – Rilascio – Provvedimento di urgenza ex art. 700 c.p.c. – Ammissibilità – Condizioni. .
E’ corretto il ricorso all’art. 700 codice procedura civile per ottenere il rilascio di un’azienda locata qualora le peculiari caratteristiche della stessa e la varietà dei rapporti negoziali che alla medesima fanno capo mal si adattino alle finalità prevalentemente conservative del sequestro giudiziario. (fb) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 02 Febbraio 2010.


Affitto di azienda – Richiesta di rilascio ex art. 700 cod. proc. civ. fondata su gravi inadempimenti – Inidoneità del sequestro giudiziario – Ammissibilità..
In ordine alla pretesa inammissibilità del ricorso ex art. 700 codice procedura civile per difetto di sussidiarietà, l’esperienza giurisprudenziale insegna che nella crisi del rapporto contrattuale di affitto di azienda possono teoricamente trovare spazio tanto la cautela tipica del sequestro giudiziario dell’azienda, quanto la cautela atipica della anticipazione degli effetti restitutori della emananda sentenza di risoluzione del contratto. Le due soluzioni tendono, infatti, a garantire differenti situazioni, atteso che la riacquisizione del compendio aziendale offre al concedente utilità ulteriori e diverse rispetto alla mera custodia o alla gestione temporanea dell’azienda, e pertanto può ritenersi che la tutela atipica per ottenere la restituzione dell’azienda può essere in astratto ritenuta ammissibile. Quanto al periculum in mora lo stesso può risultare dalla consistenza dell’inadempimento e dalle modalità con cui lo stesso si è manifestato e renda indifferibile la restituzione dell’azienda al concedente, il quale in attesa della definizione del giudizio di merito verrebbe altrimenti a rischiare di perdere le potenzialità dell’azienda stessa nel caso in cui il dissesto economico dell’affittuaria conducesse alla chiusura della medesima o comunque ad una forte contrazione dell’attività. (Francesco Santarcangelo) (riproduzione riservata) Tribunale Firenze, 20 Gennaio 2010.


Affitto di azienda – Richiesta di rilascio ex art. 700 cod. proc. civ. fondata su gravi inadempimenti – Inidoneità del sequestro giudiziario – Ammissibilità..
Se è vero che la domanda restitutoria che consegue alla risoluzione del contratto di concessione in godimento di azienda può essere sostenuta in sede cautelare dalla richiesta di sequestro giudiziario, è anche vero che nel caso di rischio di perdita definitiva dell’azienda il pregiudizio che ne deriverebbe potrebbe non essere agevolmente quantificabile in termini puramente monetari, in quanto incidente sulla potenzialità economica dell’impresa concessa in affitto e dunque su valori e beni non ristorabili per intero mediante equivalente monetario; in tal caso può quindi essere ordinato il rilascio dell’azienda ai sensi dell’art. 700 codice procedura civile. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Firenze, 13 Ottobre 2009.


Tutela cautelare avente ad oggetto un facere infungibile – Interesse a ricorrere – Sussistenza. .
La tutela cautelare riguardante una prestazione infungibile, quand’anche non concretamente coercibile, non fa venir meno l’interesse del ricorrente all’emissione del provvedimento anche ai fini penali e dell’applicazione degli artt. 388 e 650 cod. pen.. Invero, l’imposizione di un facere infungibile non solo è potenzialmente idonea a produrre i suoi effetti tipici in conseguenza della eventuale esecuzione volontaria da parte del debitore, ma è altresì funzionale alla successiva domanda di risarcimento del danno, rispetto alla quale assume valenza sostanziale di sentenza di accertamento. (Roberto Cicerone) Tribunale Isernia, 21 Settembre 2009.


Affitto di azienda – Richiesta di rilascio ex art. 700 cod. proc. civ. fondata su gravi inadempimenti – Inidoneità del sequestro giudiziario – Ammissibilità..
Può essere accolta l’istanza cautelare volta ad ottenere, ai sensi dell’art. 700 cod. proc. civ., l’immediato rilascio di un’azienda concessa in affitto a causa dei gravi e reiterati inadempimenti contrattuali, qualora il pregiudizio fatto valere non appaia evitabile con lo strumento del sequestro giudiziario, il quale non attribuisce al ricorrente il godimento pieno ed immediato del bene e comporta una situazione (nomina del custode, amministrazione in custodia) non congrua rispetto alle esigenze di tutela, tenuto conto dei costi relativi e della durata della custodia; l’ulteriore presupposto per la concessione del provvedimento può essere individuato nel fatto che, pur trattandosi di posizioni a contenuto patrimoniale, il pregiudizio paventato potrebbe non essere compiutamente risarcibile per equivalente in considerazione dello scarto temporale tra il momento della lesione e il momento della tutela. (fs) (riproduzione riservata) Tribunale Firenze, 21 Agosto 2009.


Affitto di azienda – Disdetta del contratto – Richiesta di rilascio ex art. 700 cod. proc. civ. fondata su gravi inadempimenti – Inidoneità del sequestro giudiziario – Ammissibilità. .
E’ ammissibile l’istanza cautelare ex art. 700 cod. proc. civ. con la quale si chiede l’immediata restituzione dell’azienda concessa in affitto in seguito a disdetta del contratto tempestivamente comunicata. Il pregiudizio fatto valere non appare, infatti, evitabile con lo strumento del sequestro giudiziario che non attribuisce al ricorrente il godimento pieno e immediato del bene e comporta una situazione (nomina del custode, amministrazione in custodia) non congrua rispetto alle esigenze di tutela, tenuto conto dei costi relativi e della durata della custodia; è inoltre ravvisabile il pericolo nel ritardo, che giustifica la concessione del richiesto provvedimento d’urgenza, nel fatto che, pur essendosi in presenza di posizioni a contenuto patrimoniale, il pregiudizio paventato non è compiutamente risarcibile per equivalente, anche a causa dello scarto temporale tra il momento della lesione e il momento della tutela. (fs) (riproduzione riservata) Tribunale Firenze, 17 Agosto 2009.


Condominio – Obbligo dell’amministratore di fornire al creditore del condominio il nominativo e l’indicazione delle quote millesimali – Sussistenza – Ricorso ex art. 700 cod. proc. civ. – Ammissibilità..
E’ fondata, in base al principio generale di buona fede, la domanda cautelare formulata da soggetto che sia creditore di un condominio e volta ad ottenere l’obbligo da parte dell’amministratore di fornire il nominativo e l’indicazione delle quote millesimali dei singoli condomini al fine di potere agire esecutivamente nei confronti di essi quali debitori parziari. (Mauro Bernardi) (riproduzione riservata) Tribunale Pescara, 20 Febbraio 2009.


Procedimento cautelare ex art. 700 c.p.c. – Inibitoria all’uso di know how oggetto di brevetto – Competenza delle sezioni specializzate in materia di proprietà industriale e concorrenza sleale..
La cognizione della domanda inibitoria formulata ex art. 700 c.p.c. a fondamento della quale si deduce l’abusivo sfruttamento e l’indebita divulgazione a terzi del proprio know how (concernente nel caso di specie il servizio di accertamento della sicurezza degli impianti di utenza gas) oggetto anche di domanda di brevetto, rientra, ai sensi degli artt. 98 e 120 del d. lgs. 10 febbraio 2005 n. 30, nella competenza per materia delle sezioni specializzate di cui al decreto legislativo 27 giugno 2003, n. 168. (Mauro Bernardi) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 03 Ottobre 2008.


Procedimento cautelare – Cancellazione con provvedimento d’urgenza della domanda di risoluzione di preliminare di vendita – Ammissibilità..
Può ordinarsi, con provvedimento emesso ai sensi dell’art. 700 c.p.c., la cancellazione della trascrizione della domanda di risoluzione di contratto preliminare di vendita di immobile stipulato mediante scrittura privata non autenticata atteso che l'eseguita trascrizione riguarda una domanda non compresa fra le ipotesi di cui agli artt. 2652 e 2653 c.c. e che l’art. 2668 c.c. è norma di carattere eccezionale. (Mauro Bernardi) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 18 Settembre 2008.


Elenco telefonico – Errore nella indicazione del recapito telefonico dell’abbonato e della sua qualifica di avvocato – Inadempimento del contratto di abbonamento telefonico – Sussistenza.

Errore contenuto in elenco telefonico “Pagine Gialle Telecom”, strutturato in funzione della suddivisione degli abbonati per categorie professionali – Pericolo di perdita di clientela – Sussistenza – Domanda ex art. 700 c.p.c. di condanna di Telecom Spa alla diffusione di una errata corrige tra gli abbonati – Fondatezza.
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L’errata e colpevole indicazione dei dati identificativi di un professionista (nel caso di specie avvocato) nell’elenco telefonico denominato PAGINE GIALLE (strutturate mediante la suddivisione degli abbonati per categorie professionali) costituisce inadempimento contrattuale ed è idoneo a ledere il professionista nella propria chance di divenire il destinatario della scelta da parte dei potenziali clienti. (Mauro Bernardi) (riproduzione riservata)

L’errata e colpevole indicazione dei dati identificativi di un professionista nell’elenco telefonico denominato PAGINE BIANCHE (il quale non contempla una suddivisione degli abbonati per categorie professionali ma solo la loro elencazione in ordine alfabetico) pur costituendo inadempimento contrattuale ed integrando la sussistenza del fumus boni iuris della fondatezza della domanda non determina tuttavia un pregiudizio irreparabile ai fini della concessione della misura di cui all’art. 700 cod. proc. civ.. (Mauro Bernardi) (riproduzione riservata)
Tribunale Pescara, 06 Maggio 2008.


Vendita a catena di autoveicolo – Consegna dei documenti necessari alla sua utilizzazione e tutela dell’ultimo acquirente ex art. 700 c.p.c. – Ammissibilità..
In caso di ripetuta trasgressione, da parte dei successivi venditori della medesima cosa (nella specie autoveicolo), dell’obbligo di consegnare i documenti necessari alla sua utilizzazione, l’ultimo acquirente ed attuale proprietario del bene può esperire ricorso ex art. 700 c.p.c. rivolto all’adempimento di detto obbligo non soltanto in via diretta contro il proprio venditore, ma anche in via surrogatoria, ex art. 2900 c.c., contro i precedenti danti causa, sino a quello che ha trattenuto presso di sé i documenti reclamati. (fb) Tribunale Isernia, 05 Dicembre 2007, n. 0.


Tutela cautelare atipica – Provvedimento d’urgenza ex art. 700 c.p.c. – Perseguimento e tutela di un interesse ulteriore rispetto alla conservazione della cosa – Ammissibilità..
Quando la domanda ha ad oggetto la consegna di un bene determinato, se il rischio che si vuole evitare è solo quello della mancata conservazione e custodia della cosa, allora la tutela atipica non è attivabile (essendo a tal fine predisposto lo strumento del sequestro giudiziario); quando invece si vuole ottenere altro (rispetto alla migliore conservazione della cosa) come per esempio l’utilizzo della stessa per la attività di impresa, allora tale interesse è tutelabile in via d’urgenza. In conclusione, i diritti a contenuto patrimoniale vanno esclusi dalla tutela in via d’urgenza quando la mancata soddisfazione non abbia ricadute su altro e sia facilmente risarcibile all’esito del giudizio di merito. (Nella specie è stata accolta la richiesta ex art. 700 c.p.c. volta ad ottenere la consegna dei documenti relativi ad autoveicolo acquistato sul presupposto che il ritardo nell’adempimento e quindi il decorso del tempo avrebbero fatto venir meno l’interesse all’adempimento medesimo). (fb) Tribunale Isernia, 05 Dicembre 2007, n. 0.


Ipoteca – Cancellazione con provvedimento ex art. 700 c.p.c. – Natura definitiva – Esclusione..
Non può disporsi in via cautelare la cancellazione di ipoteca ai sensi dell’art. 2884 c.c. atteso che - nonostante l’attuale configurazione dell’ordinanza emessa ai sensi dell’art. 700 c.p.c. alla luce di quanto disposto dall’art. 669 octies c.p.c. - a tale provvedimento non può riconoscersi natura definitiva e ciò in considerazione del fatto che non è precluso alla parte interessata introdurre il giudizio di merito, che l’efficacia della predetta misura cautelare è limitata al procedimento in cui è stata emanata ed inoltre che la stessa è comunque revocabile e modificabile. (Mauro Bernardi) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 19 Aprile 2007.


Assistenza scolastica specialistica a favore di alunno diversamente abile – Riduzione per esigenze di bilancio – Pregiudizio alla salute ed allo sviluppo psichico – Ricorso ex art. 700 per il ripristino del piano di assistenza – Fondatezza..
La Pubblica Amministrazione che -per esigenze di bilancio- riduca drasticamente l’orario della assistenza scolastica specialistica in precedenza prestata da un amministratore di sostegno nei confronti di una alunna minore diversamente abile dal punto di vista psichico, in misura tale da pregiudicare gravemente la salute e lo sviluppo di quest’ultima, agisce -illecitamente- nel fatto e come tale può essere costretta in via urgente ex art. 700 c.p.c. dal G.O. (che ha piena giurisdizione al riguardo) a ripristinare un idoneo piano di assistenza educativa della minore. (Gianluca Falco) (riproduzione riservata) Tribunale Pescara, 26 Gennaio 2007.