LIBRO QUARTO
Dei procedimenti speciali
TITOLO I
Dei procedimenti sommari
CAPO III
Dei procedimenti cautelari
SEZIONE IV
Dei procedimenti di istruzione preventiva

Art. 696-bis

Consulenza tecnica preventiva ai fini della composizione della lite (1)
Testo a fronte
TESTO A FRONTE

I. L'espletamento di una consulenza tecnica, in via preventiva, può essere richiesto anche al di fuori delle condizioni di cui al primo comma dell'articolo 696, ai fini dell'accertamento e della relativa determinazione dei crediti derivanti dalla mancata o inesatta esecuzione di obbligazioni contrattuali o da fatto illecito. Il giudice procede a norma del terzo comma del medesimo articolo 696. Il consulente, prima di provvedere al deposito della relazione, tenta, ove possibile, la conciliazione delle parti.

II. Se le parti si sono conciliate, si forma processo verbale della conciliazione.

III. Il giudice attribuisce con decreto efficacia di titolo esecutivo al processo verbale, ai fini dell'espropriazione e dell'esecuzione in forma specifica e per l'iscrizione di ipoteca giudiziale.

IV. Il processo verbale è esente dall'imposta di registro.

V. Se la conciliazione non riesce, ciascuna parte può chiedere che la relazione depositata dal consulente sia acquisita agli atti del successivo giudizio di merito.

VI. Si applicano gli articoli da 191 a 197, in quanto compatibili.



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(1) Articolo inserito, in sede di conversione, dal d.l. 14 marzo 2005, n. 35, conv. con modif., in l. 14 maggio 2005, n. 80, con effetto dal 1 marzo 2006.

GIURISPRUDENZA

Consulenza tecnica preventiva ex art. 696 bis c.p.c. – Oggetto – Ambito di applicazione – Ammissibilità – Anatocismo bancario.
In materia di anatocismo bancario svolgere o meno un dato accertamento contabile ed elaborare un quesito peritale è il portato di una valutazione decisionale non demandabile a un CTU, incompatibile con le finalità conciliative della procedura di consulenza tecnica preventiva, che pertanto è inammissibile. (Massimo Pellizzato) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 06 Aprile 2017.


Processo civile - Consulenza tecnica preventiva ai fini della composizione della lite - Natura - Ambito applicativo - Controversie bancarie.
L’istituto dell’accertamento tecnico preventivo in funzione conciliativa di cui all’art. 696-bis c.p.c., che non presuppone il requisito dell’urgenza, può trovare applicazione, oltre che per l’accertamento dello stato e della qualità di luoghi, cose o persone, e per trarre valutazioni in ordine a cause e danni relativi all’oggetto della verifica, anche allo scopo di accertare e determinare i crediti derivanti dalla mancata o inesatta esecuzione di obbligazioni contrattuali o da fatto illecito.

Per quanto concerne l’ambito bancario, è, pertanto, possibile avvalersi dell’istituto in questione al fine di sottoporre a verifica ogni forma di credito da inadempimento lato sensu inteso, potendosi ravvisare la predicata mancata o inesatta esecuzione (quale titolo su cui fondare il diritto alla restituzione dell’indebito oggettivo, primaria manifestazione del diritto al risarcimento in forma specifica) non solo in via negoziale ma anche extracontrattuale. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Tribunale Verona, 06 Marzo 2017.


Processo civile – Consulenza tecnica preventiva ex art.696 bis c.p.c. – Necessità della volontà conciliativa delle parti – Esclusione – Necessità del fumus boni juris – Sussiste – Obbligo di preventivo esperimento della mediazione – Non sussiste.
Poiché l’istituto della consulenza tecnica preventiva di cui all’articolo 696 bis c.p.c. è chiaramente finalizzato alla composizione della lite prima dell’inizio del giudizio di merito, mortificherebbe la ratio dell’istituto un’interpretazione della portata dello stesso che ne limitasse l’ammissibilità ai soli casi in cui la volontà conciliativa delle parti emerga dalle preventivamente dichiarate intenzioni delle stesse, perché così opinando si rimetterebbe all’arbitrio di parte convenuta e ad ogni sua obiezione sulla propria responsabilità la declaratoria di inammissibilità del ricorso introduttivo.
L’istituto della consulenza tecnica preventiva ha, in via sussidiaria, anche la finalità di istruzione preventiva, che evidenzia la strumentalità dello stesso ad un eventuale giudizio a cognizione piena, per cui il giudizio di ammissibilità del ricorso passa anche per la verifica della sussistenza del fumus boni juris, e quindi della probabile fondatezza delle ragioni del ricorrente, da far valere in un eventuale giudizio di merito.
L’ambito dell’art.696 bis c.p.c. è escluso dall’obbligatorietà della mediazione perché l’istituto della conciliazione obbligatoria, per la predetta finalità conciliativa, non introduce una “controversia in materia di diritti disponibili”; inoltre, la consulenza tecnica preventiva e l’istituto della mediazione, perseguendo la medesima finalità di composizione bonaria della lite, sono tra loro alternativi, e quindi la consulenza tecnica preventiva non impone il preventivo esperimento del tentativo di conciliazione obbligatorio. (Carlotta Puliti) (riproduzione riservata)
Tribunale Foggia, 09 Maggio 2016.


Procedimento civile - Consulenza tecnica preventiva ai fini della composizione della lite - Ambito di applicazione - Accertamento e determinazione dei crediti derivanti dalla mancata o inesatta esecuzione di obbligazioni contrattuali o da fatto illecito.
La consulenza tecnica preventiva ai fini della composizione della lite di cui all’art. 696-bis c.p.c. ha portata assai più ampia dell'accertamento tecnico preventivo di cui all’art. 696 c.p.c., come è fatto chiaro dall’inciso, cui la norma affida il regolamento dei presupposti di ammissibilità, “anche al di fuori delle condizioni di cui al primo comma dell'art. 696“; pertanto, la consulenza tecnica in funzione conciliativa (per la quale non è richiesto il requisito dell’urgenza) può trovare ingresso, oltre che per l’accertamento dello stato e/o della qualità di luoghi, cose e persone (oltre che per trarre valutazioni in ordine alle cause e ai danni relativi all’oggetto della verifica), anche allo scopo di accertare e determinare i crediti derivanti dalla mancata o inesatta esecuzioni di obbligazioni contrattuali o da fatto illecito.

La teleologia deflattiva dell’istituto in esame va nel senso della composizione preventiva delle liti, nessuna esclusa, tutte le volte in cui la suddetta consulenza possa assolvere proficuamente alla tracciatura del perimetro fattuale, scientifico, tecnico, economico del futuro giudizio di merito, consentendo essa alle parti una valutazione prognostica avveduta circa il fondamento delle rispettive ragioni ed eccezioni. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Tribunale Verona, 14 Gennaio 2016.


Applicabilità del criterio generale di cui all’art. 91 c.p.c. nella liquidazione delle spese relative al procedimento ex art. 696 bis c.p.c. – Esclusione – Applicazione del diverso criterio di cui all’art. 8 del d.P.R. 115/2002.
Il criterio della soccombenza di cui all’art. 91 c.p.c. trova applicazione nell’ambito dei procedimenti di istruzione preventiva, tra i quali può farsi rientrare il procedimento ex art. 696 bis c.p.c., solamente nell’ipotesi in cui il ricorso introduttivo di tale giudizio sia dichiarato inammissibile o rigettato, mentre qualora il ricorso introduttivo di tale procedimento sia ritenuto ammissibile, e si dia quindi corso all’accertamento richiesto, il criterio al quale occorre attenersi nella liquidazione delle spese relative a tale procedimento è quello generale di cui all’art.8 del D.p.R. 115/2002. (Massimo Vaccari) (riproduzione riservata) Tribunale Verona, 30 Dicembre 2015.


Consulenza tecnica preventiva – Caratteristiche e presupposti del procedimento – Profili di inammissibilità

Consulenza tecnica preventiva – Funzione – Esistenza di questioni controverse tra le parti – Inammissibilità
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Il procedimento disciplinato dall’art. 696 bis c.p.c. è strumentale e finalizzato alla proposizione di un’azione di cognizione volta all’accertamento di un diritto di credito di natura risarcitoria ed alla condanna dell’autore dell’illecito, contrattuale o extracontrattuale, al relativo pagamento, con la conseguenza che fin dal momento della proposizione del ricorso deve sussistere il fumus di fondatezza dell’an della pretesa che la parte ricorrente preannuncia di far valere in sede di cognizione ordinaria e, quindi, il giudice non può disporre la consulenza ove ragioni di diritto o carenze probatorie inducano a ritenere verosimile che, in sede di merito, l’accertamento si rivelerà inutile, in quanto funzionale ad una domanda probabilmente infondata. (Francesco Mainetti) (riproduzione riservata)

Lo strumento processuale della consulenza tecnica preventiva è destinato a dirimere l’unica o le uniche questioni tecniche controverse tra le parti, quando tutti gli altri elementi costitutivi della posizione di diritto soggettivo vantata da una parte nei confronti dell’altra siano pacifici, cosicché, accertati gli aspetti tecnici, la controversia tra le parti venga integralmente a cessare, con la conseguenza che la consulenza non può essere ammessa quando il giudice, al fine di disporre il chiesto accertamento, debba decidere questioni di diritto obiettivamente controverse, ovvero questioni preliminari di rito o di merito che inducano verosimilmente a ritenere che, nel giudizio di cognizione, l’accertamento tecnico non verrà disposto. (Francesco Mainetti) (riproduzione riservata)
Tribunale Macerata, 12 Novembre 2015.


Procedimento ex art.696-bis c.p.c. – Usura – Inammissibilità del ricorso.
È inammissibile il ricorso ex art.696-bis c.p.c. avente ad oggetto l’illegittima applicazione di interessi usurari al rapporto di mutuo.  Ciò in quanto l’accertamento richiesto non solo deve necessariamente svolgersi con le garanzie procedimentali tipiche del giudizio di cognizione, ma non è neppure astrattamente definibile nelle forme di cui all’art. 696 bis c.p.c., essendo materia estranea alla “mancata o inesatta esecuzione di obbligazioni contrattuali” o alla responsabilità civile da fatto illecito. Né peraltro può essere demandato al CTU il compito di accertare la sussistenza dell’illecito (contrattuale o extracontrattuale) dedotto a fondamento del danno lamentato e del conseguente credito risarcitorio (o restitutorio) preteso, posto che tale accertamento è riservato al giudizio di merito. (Nicola Scopsi) (riproduzione riservata) Tribunale Imperia, 25 Agosto 2015.


Accertamento tecnico preventivo - Reclamabilità dei provvedimenti - Sentenza della Corte Costituzionale 144/2008 - Reclamabilità delle ordinanze di accoglimento - Esclusione - Reclamabilità dei soli provvedimenti in tema di istruzione preventiva per ragioni di urgenza.
L'intervento operato dalla sentenza della Corte Costituzionale n. 144 del 2008, che ha dichiarato l'illegittimità costituzionale degli articoli 669 quaterdecies e 695 c.p.c., nella parte in cui non prevedono la reclamabilità del provvedimento di rigetto dell'istanza per l'assunzione preventiva dei mezzi di prova di cui agli articoli 692 e 696 c.p.c., è consapevolmente e ragionevolmente limitato alle sole ordinanze di rigetto dei ricorsi proposti ai sensi delle norme da ultimo citate, senza quindi alcun riferimento né possibile estensione alle ordinanze di accoglimento; analogamente, attesa la mancanza del requisito del periculum in mora, l'intervento della Corte non può riguardare le ordinanze, sia esse di accoglimento che di rigetto, emesse a seguito di ricorso ex articolo 696 bis c.p.c. In definitiva, il reclamo deve ritenersi proponibile solamente contro le ordinanze di rigetto dei ricorsi con cui si invochi l'adozione di provvedimenti in tema di istruzione preventiva per ragioni di urgenza, mentre in tutti gli altri casi continua a trovare applicazione l'articolo 695 c.p.c. nel testo originario, con conseguente non impugnabilità e quindi non reclamabilità dell'ordinanza del giudice. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 29 Maggio 2015.


Usura - Ricorso per accertamento tecnico preventivo in sede non contenziosa ex articolo 696 bis c.p.c. - Valutazioni giuridiche su complessi rapporti contrattuali - Inammissibilità.
È inammissibile il ricorso ex articolo 696 bis c.p.c. che demandi al consulente valutazioni giuridiche di esclusiva pertinenza del giudice attinenti ad un complesso rapporto contrattuale e, pertanto, non suscettibili di portare ad una conciliazione sulla base di una semplice CTU.

Fattispecie in tema di ricorso ex articolo 696 bis c.p.c. volto ad accertare l'entità del credito per effetto dell'applicazione di interessi usurari ad un contratto di mutuo. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Tribunale Spoleto, 18 Maggio 2015.


Accertamento tecnico preventivo conciliativo – Oggetto – Questioni complesse – Incompatibilità con il fine conciliativo – Inammissibilità – Sussiste.
È inammissibile il ricorso per accertamento tecnico preventivo ex art.696bis c.p.c. ove le questioni da sottoporre al CTU non appaiano suscettibili di mero accertamento, si presentino complesse e non suscettibili di conciliazione. [Nella fattispecie, il ricorso aveva ad oggetto l’accertamento dello stato di un cordolo in cemento armato contro il quale un automobilista si era schiantato sei anni prima. Il Giudice ha affermato non potersi chiedere al CTU di dirimere i contrasti fra le parti in punto di responsabilità, che richiedono invece l’espletamento di un’istruttoria da svolgersi nelle forme e con le garanzie di un ordinario giudizio di cognizione.] (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Spoleto, 07 Maggio 2015.


Provvedimenti di istruzione preventiva – Consulenza tecnica preventiva ai fini della composizione della lite – Quesito in materia di interessi usurari, anatocismo, commissioni e spese indebite – Determinazione e rettifica saldo di conto corrente ancora in essere – Ammissibile.
E’ pienamente ammissibile la procedura di consulenza tecnica preventiva ai fini della composizione della lite ex art. 696 bis c.p.c. anche nell’ambito dei rapporti bancari per controversie aventi ad oggetto la contestazione di addebiti illegittimi (interessi usurari e anatocistici, commissioni di massimo scoperto, valute fittizie, etc.).
L’azione del ricorrente, infatti, è preordinata a verificare l’illegittimità di tali addebiti negli estratti conto e, pertanto, il diritto di credito può annoverarsi nella categoria dei “crediti derivanti dalla mancata o inesatta esecuzione di obbligazioni contrattuali o da fatto illecito” previsti dalla norma codicistica.

La funzione deflattiva dell’istituto, unita alla finalità di istruzione preventiva, non permette interpretazioni eccessivamente formalistiche e restrittive.

Il ricorso è ammissibile anche nell’ipotesi di conto corrente ancora aperto, in quanto l’interesse del cliente trova soddisfazione nel ricalcolo dell’effettivo saldo, depurato dagli addebiti nulli, e la domanda di nullità può essere sempre proposta anche in costanza di rapporto. (Antonino La Lumia) (riproduzione riservata)
Tribunale Monza, 17 Marzo 2015.


Consulenza tecnica preventiva finalizzata alla conciliazione della lite – Art. 696-bis c.p.c. – Contestazione dell’An – Inammissibilità – Esclusione.
Lo strumento della consulenza tecnica preventiva finalizzata alla conciliazione della lite previsto dall’art. 696 bis c.p.c. non presenta fra i requisiti di ammissibilità la non contestazione in ordine all’an debeatur: il tenore letterale della norma e la esplicita finalità deflattiva perseguita dal legislatore non consentono di ravvisare in via interpretativa siffatto preteso requisito di ammissibilità che, di fatto, finirebbe per vanificare lo strumento della consulenza preventiva a fini conciliativi qualora fosse sufficiente a paralizzarne l’espletamento la semplice contestazione sull’an debeatur da parte del convenuto. Ne consegue che nessun rilievo ai fini dell’ammissibilità del procedimento ex art. 696 bis c.p.c. assume il fatto che il convenuto dichiari espressamente che non intende addivenire ad una conciliazione della controversia. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 17 Febbraio 2015.


Consulenza tecnica preventiva finalizzata alla conciliazione della lite – Art. 696-bis c.p.c. – Obbligo della preventiva mediazione obbligatoria – Esclusione.
Anche ove venga richiesta in previsione di una delle controversie soggette alla cd mediazione obbligatoria ex D.Lvo 28/2010, l’istruzione preventiva ex art. 696 bis c.p.c. non richiede il previo esperimento del procedimento di mediazione stragiudiziale, che va eventualmente attivato prima dell’introduzione del successivo giudizio di merito; diversi sono i presupposti e le finalità della mediazione ex D.Lvo 28/2010 rispetto al procedimento di istruzione preventiva ex art. 696 bis c.p.c. che si svolge davanti al giudice ed è finalizzato alla formazione (attraverso la consulenza tecnica) di un mezzo di prova utile all’accertamento e alla determinazione di un preteso diritto di credito - derivante dall’inadempimento (o dall’inesatto adempimento) di obbligazioni contrattuali o da un fatto illecito allegato – e ciascuna parte può poi eventualmente utilizzare nel successivo giudizio di merito (rispetto al quale il procedimento di istruzione preventiva risulta quindi strumentale) qualora il procedimento di istruzione preventiva non si concluda con la conciliazione. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 17 Febbraio 2015.


Ricorso per consulenza tecnica preventiva ai fini della composizione della lite, ex art. 696-bis c.p.c. - Accertamento di nullità parziale di contratto bancario di mutuo - Ammissibilità della consulenza tecnica preventiva a fronte di contestazioni sull’an della pretesa - Sussiste

Ricorso per consulenza tecnica preventiva ai fini della composizione della lite, ex art. 696-bis c.p.c. - Accertamento di nullità parziale di contratto bancario di mutuo - Ammissibilità della consulenza tecnica preventiva a fronte di manifestato disinteresse del resistente rispetto alla conciliazione - Sussiste
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Il procedimento ex art. 696-bis c.p.c. è applicabile in ipotesi di contenzioso vertente sull’accertamento ovvero sulla determinazione di crediti che traggono fonte dalla mancata o inesatta esecuzione di obbligazioni contrattuali o da fatto illecito in contratti bancari di prestito personale e, in quanto finalizzato all’ammissione di una consulenza tecnica preventiva che può essere prodotta nel giudizio di merito che una delle parti instauri in caso di mancata definizione conciliativa della controversia, presuppone la positiva delibazione dal Giudice della sua utilizzabilità quale mezzo di prova nel successivo eventuale giudizio di merito a cognizione piena, sicché essa può essere disposta anche a fronte di contestazioni sull’an della pretesa, a condizione che la stessa sia comunque volta ad acquisire elementi tecnici di fatto risolutivi ai fini non solo della quantificazione ma altresì dell’accertamento del credito derivante dalla inesatta esecuzione delle obbligazioni contrattuali assunte. (Antonio Baldari) (riproduzione riservata)

Il procedimento ex art. 696-bis c.p.c. è uno strumento non esclusivamente deputato alla risoluzione alternativa delle controversie rivenienti da contratti bancari di mutuo, residuando la funzione probatoria della consulenza tecnica preventiva, che può essere prodotta nel giudizio di merito eventualmente instaurato in caso di mancata definizione conciliativa della controversia. La funzione conciliativa della consulenza tecnica preventiva deve dunque costituire potenziale esito del procedimento, in funzione dell’attività peritale in concreto espletata, ma non deve necessariamente preesistere allo svolgimento di detta attività nella comune dichiarata intenzione delle parti, sì che la consulenza tecnica può essere ammessa anche a fronte di un manifestato disinteresse del resistente rispetto ad un eventuale utilizzo di essa a fini di conciliazione della controversia. (Antonio Baldari) (riproduzione riservata)
Tribunale Lecce, 30 Gennaio 2015.


Contratto di leasing – Accertamento usurarietà del tasso di mora – Indeterminabilità del tasso di mora in concreto applicabile – Operatività della cd clausola contrattuale di salvaguardia per la determinazione del tasso di mora – Consulenza tecnica preventiva ai fini della composizione della lite in materia di usura – Inammissibilità.
La determinazione del tasso di mora eccepito usurario, pattuito in 8 punti oltre l’Euribor vigente alle singole inadempienze, resta ipotetica e perciò irrilevante in mancanza di inadempimenti contrattuali, non potendosi applicare in concreto il pertinente indice Euribor che deve fungere da base di calcolo per la maggiorazione di 8 punti. (Gianluigi Iannetti) (riproduzione riservata)

La cd clausola contrattuale di salvaguardia per la determinazione del tasso di mora prevedendo espressamente che “laddove questo risultasse superiore al tasso soglia ... al suddetto titolo sarà applicato quest’ultimo tasso”, determina contrattualmente l’incidenza degli interessi moratori entro l’applicazione del tasso soglia. (Gianluigi Iannetti) (riproduzione riservata)

E’ inammissibile una consulenza tecnica preventiva ai fini della composizione della lite in materia di usura quando la parte resistente contesta in radice l’usurarietà del finanziamento, così come ogni eventuale obbligo restitutorio. Fuori da siffatta stretta interpretazione della proponibilità del rimedio, l’art. 696-bis c.p.c. finirebbe per accreditare risultati di indagini peritali privi di completezza e di adeguato scrutinio di ammissibilità che, nell’ordinario giudizio, segue generalmente alla dimostrazione dell’obbligo restitutorio desunta dalla complessità del rapporto sub iudice. (Gianluigi Iannetti) (riproduzione riservata)
Tribunale Roma, 14 Novembre 2014.


Ricorso per consulenza tecnica preventiva ai fini della composizione della lite, ex art. 696-bis c.p.c. - Accertamento di nullità parziale di contratto di prestito personale - Consulenza tecnica preventiva per finalità conciliative - Ammissibilità.
E' ammissibile una consulenza tecnica preventiva, ai sensi dell’art. 696-bis c.p.c., per l’accertamento della nullità della clausola determinativa degli interessi di un contratto di prestito personale, ed eventuale ripetizione di indebito oggettivo, ove questa appaia in grado di risolvere effettivamente le questioni controverse ed evitare, con elevata probabilità, stimata ex ante, l’instaurazione di una futura lite attraverso il raggiungimento di una ragionevole e definitiva intesa tra le parti. (Antonio Baldari) (riproduzione riservata) Tribunale Lecce, 15 Ottobre 2014.


Consulenza tecnica ai fini della composizione della lite - Presupposti - Idoneità delle indagini tecniche a comporre la lite - Controversia in ordine all’effettiva sussistenza dell’obbligazione o sulla individuazione del soggetto obbligato - Inammissibilità

Consulenza tecnica ai fini della composizione della lite - Contestazioni circa l’an della pretesa - Acquisizione di elementi tecnici risolutivi - Ammissibilità
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Presupposto per l’applicabilità dell’istituto previsto dall’articolo 696 bis c.p.c. è che la controversia fra le parti abbia come unico punto di dissenso ciò che in sede di processo di cognizione può costituire oggetto di consulenza tecnica, acquisita la quale, secondo le intenzioni dichiarate dalle parti, appare probabile che esse si concilieranno, non residuando, con valutazione da compiersi in concreto ex ante, altre questioni controversie. Il ricorso ex articolo 696 bis c.p.c. non è, pertanto, ammissibile laddove le parti controvertendo sulla effettiva sussistenza dell’obbligazione o sulla individuazione del soggetto ad essa tenuto, condizionino la decisione della causa di merito alla soluzione di questioni giuridiche complesse o all’accertamento di fatti estranei all’ambito di indagini di natura tecnica. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
 
La consulenza di cui all’articolo 696 bis c.p.c. può essere disposta anche a fronte di contestazioni circa l’an della pretesa a condizione che la stessa sia comunque volta ad acquisire elementi tecnici di fatto risolutivi ai fini non solo della quantificazione ma altresì dell’accertamento del credito derivante dalla inesatta esecuzione delle obbligazioni contrattuali assunte. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Tribunale Parma, 22 Settembre 2014.


Consulenza tecnica preventiva ai fini della composizione della lite – Verifica dell’esistenza del credito – Necessità – Esclusione

Consulenza tecnica preventiva ai fini della composizione della lite – Strumento alternativo alla mediazione obbligatoria – Applicabilità in tutte le ipotesi in cui debba essere accertato un fatto posto a fondamento di una pretesa economica
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Le preminenti finalità conciliative e deflattive del contenzioso dell’art 696 bis rende irrilevante l’eventuale inesistenza del credito di chi agisce allorquando possa accertarsi solo in seguito ad un approfondito vaglio degli atti di causa, incompatibile con il procedimento di cui all’art.696 bis e riservato alla pienezza del contraddittorio nel giudizio di merito, che potrà essere instaurato ove fallisca il tentativo di conciliazione demandato al CTU. (Ines Marini) (riproduzione riservata)

La ratio della norma di cui all'art 696 bis cpc, finalizzata a prevenire le liti e a deflazionare il contenzioso, e proprio per questo motivo da intendersi quale strumento alternativo alla mediazione obbligatoria, ne impone la applicazione a tutte le possibili controversie in cui il soddisfacimento della pretesa economica dipenda da un accertamento in fatto. (Ines Marini) (riproduzione riservata)
Tribunale Cremona, 14 Maggio 2014.


Provvedimenti di istruzione preventiva – Consulenza tecnica preventiva ai fini della conciliazione delle liti – Quesito in materia di determinazione contrattuale dei tassi di interesse – Inammissibilità..
E’ inammissibile il ricorso ex art. 696 bis c.p.c. avente ad oggetto quesiti in materia di determinazione dei tassi di interesse, di individuazione delle spese e commissioni, il tutto con riferimento all’eventuale superamento del tasso soglia, in quanto nell’instaurando giudizio di merito si prospettano questioni di nullità di singole clausole contrattuali (nullità al cui accertamento l’invocata consulenza tecnica preventiva dovrebbe essere in larga misura destinata), sicché rimane escluso che la materia del contendere concerna inadempimenti nella esecuzione delle obbligazioni contrattuali, ovvero risarcimenti da fatto illecito (cfr. 1° comma dell’art. 696 bis c.p.c.). (Augusto Azzini) (riproduzione riservata) Tribunale Brescia, 03 Marzo 2014.


Accertamento tecnico preventivo a scopo di conciliazione ex articolo 696 bis c.p.c. - Impossibilità di una soluzione conciliativa della controversia - Irrilevanza.

Accertamento tecnico preventivo a scopo di conciliazione ex articolo 696 bis c.p.c. - Accertamento del credito da responsabilità contrattuale o aquiliana demandato al c.t.u. - Attività del c.t.u. espletata  unicamente con l'ausilio delle sue speciali cognizioni tecniche - Acquisizione del materiale probatorio - Esclusione - Contraddittorio e  diritto di difesa - Necessità.
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Non vale ad escludere l'ammissibilità del ricorso per accertamento tecnico preventivo a scopo conciliativo di cui all'articolo 696 bis c.p.c. la circostanza che non sussista possibilità alcuna di una soluzione conciliativa della controversia; dalla lettura dell'ultimo periodo del primo comma della citata norma emerge, infatti, che tale funzione deve qualificarsi come eventuale. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

L'accertamento del credito di cui al comma 1 dell'articolo 696 bis c.p.c. può essere demandato il c.t.u. - qualora la sottostante responsabilità contrattuale o aquiliana sia contestata della controparte- soltanto nell'ipotesi in cui possa effettuarsi unicamente con l'ausilio delle sue speciali cognizioni tecniche; una diversa e più estensiva interpretazione comporterebbe l'attribuzione al c.t.u. del compito di acquisizione del materiale probatorio riservato, invece, esclusivamente al giudice di merito nell'effettivo contraddittorio delle parti e nel pieno rispetto del diritto di difesa. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Tribunale Bologna, 05 Settembre 2013.


Consulenza tecnica preventiva ex articolo 696 bis c.p.c. – Applicazione a situazioni giuridiche che non sono fonte diretta di diritto di credito – Diritti assoluti – Diritto di proprietà industriale – Esclusione.

Consulenza tecnica preventiva a fini conciliativi – Utilizzo improprio – Abuso del processo – Condanna ex articolo 96 c.p.c..
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L’ambito di operatività della consulenza tecnica preventiva di cui all’articolo 696 bis c.p.c. è circoscritto alle controversie vertenti sui diritti di credito, abbiano essi matrice contrattuale o extracontrattuale e non si applica invece alle altre situazioni giuridiche che non sono fonte diretta di un diritto di credito. Esulano dunque dall’ambito di tale disciplina i diritti assoluti e, quindi, anche le azioni volte all’accertamento della validità di un diritto di proprietà industriale. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Sussiste abuso del processo qualora il ricorso alla consulenza tecnica preventiva venga  utilizzato non in vista del raggiungimento delle finalità proprie dell’istituto, cioè per accertare la sussistenza o meno del credito della controparte e per favorire la soluzione conciliativa di una vertenza, così perseguendo finalità deflattive del contenzioso, bensì unicamente allo scopo di ottenere una rinnovazione di una consulenza tecnica al di fuori di un giudizio di merito già pendente. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Tribunale Milano, 18 Maggio 2013.


Accertamento tecnico preventivo - Chiamata di terzi in causa - Chiamata in garanzia - Deroga alle norme sulla competenza per territorio - Esclusione..
Al procedimento per accertamento tecnico preventivo si applicano le ordinarie norme sulla competenza, con la conseguenza che ad esse non è possibile derogare qualora la domanda di accertamento venga proposta anche nei confronti di un terzo chiamato in garanzia sulla base di un titolo diverso da quello dedotto in giudizio. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Brescia, 18 Aprile 2013.


Patrocinio a spese dello Stato – Effetti dell'ammissione – Liquidazione degli onorari dovuti all'ausiliario del giudice civile – Mancata previsione dell'anticipazione a carico dell'erario, in luogo della prenotazione a debito, consentita se non è possibile la ripetizione dalla parte a carico della quale sono poste le spese processuali, o dalla stessa parte ammessa, per vittoria della causa o per revoca dell'ammissione – Questione di legittimità costituzionale – Manifesta infondatezza.

Accertamento tecnico preventivo – Spese processuali.
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I compensi spettanti al consulente tecnico d’ufficio, nominato in un procedimento in cui la parte ricorrente sia stata ammessa al patrocinio a spese dello Stato, graveranno sui soggetti di cui all’art. 131 del d.lgs. n. 115 del 2002 ovvero, laddove sia impossibile ripeterli da costoro, se ne potrà chiedere la prenotazione a debito, con successiva liquidazione a carico dell’Erario. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata)

Le spese giudiziali relative all’accertamento tecnico preventivo sono ordinariamente liquidabili, in base al principio della soccombenza, o al termine del relativo procedimento, ogniqualvolta il ricorso introduttivo non sia stato accolto (Corte di cassazione, sentenza 29 marzo 1996, n. 2937), ovvero al termine del conseguente giudizio di merito (Corte di cassazione, sentenza 23 dicembre 1993, n. 12759). (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata)
Corte Costituzionale, 06 Febbraio 2013, n. 12.


Mediazione – D.lgs. 28/2010 – Controversia introdotta mediante consulenza tecnica preventiva – Applicabilità dell’art. 5 comma I d.lgs 28/2010 – Esclusione..
L’ambito dell’art. 696-bis c.p.c. è escluso dall’obbligatorietà della mediazione sancita dall’art. 5 comma I d.lgs. 28/2010 per almeno tre diverse ragioni. In primo luogo, l’istituto, almeno secondo l’indirizzo delle Sezioni Unite, conserva natura “cautelare formale” (Cass. civ., Sez. Un., 20 giugno 2007 n. 14301 in Giur. It., 2007, 11, 2525) e trova quindi applicazione l’esclusione ex lege prevista dall’art. 5, comma IIII, decreto cit.  Inoltre, in adesione ai puntuali rilievi della Dottrina,  l’istituto disciplinato dall’art. 696 bis c.p.c. non introduce, a norma dell’art. 2 del decreto legislativo 28/2010, “una controversia in materia di diritti disponibili” e, dunque, non trova applicazione l’art. 5, comma 1, del medesimo decreto (mediazione obbligatoria) in ragione dell’art. 2, comma 1, del decreto cit. (“chiunque può accedere alla mediazione per la conciliazione di una controversia civile e commerciale vertente su diritti disponibili”). In ogni caso, la consulenza tecnica preventiva, pur non avendo “sostanziale” carattere cautelare, conserva una relazione di accessorietà rispetto all’eventuale futuro giudizio di merito, posto che se la conciliazione non riesce, “ciascuna delle parti può chiedere che la relazione depositata dal consulente sia acquisita agli atti del successivo giudizio di merito” (art. 696-bis, comma V, c.p.c.). Incidendo, pertanto, sui tempi di definizione dell’eventuale futuro giudizio di merito, se ne deve quantomeno riconoscere il carattere “urgente”, in adesione alla collocazione formale dell’istituto nell’ambito dei procedimenti di istruzione preventiva, pur là dove non si voglia attibuire alla CTU preventiva la natura “cautelare formale”, proposta dalle Sezioni Unite. Ne discende l’esclusione dell’art. 5, comma 1, d.lgs. 28/2010 in ragione della deroga di cui al successivo terzo comma della medesima disposizione. Sul piano squisitamente logico-giuridico, non può poi, comunque, non segnalarsi l’aporia del “mediare per chiedere di mediare” posto che con il ricorso ex art. 696-bis c.p.c. la parte non chiede la distribuzione di torti e ragioni ma di sperimentare un tentativo di risoluzione della lite con modalità alternative. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Varese, 24 Luglio 2012.


Procedimento civile – Mediazione – Ricorso ex art. 696 bis c.p.c. – Inammissibilità..
La mancata previsione, tra le materie sottratte alla disciplina della mediazione obbligatoria, del procedimento di cui all’art. 696 bis c.p.c. comporta che, laddove il ricorso ex art. 696 bis c.p.c. verta su una delle materie di cui al primo comma dell’art. 5 del d. lgs. n. 28/2010, lo stesso sia inammissibile. La medesima finalità conciliativa che anima i due istituti e la ratio della disciplina della mediazione obbligatoria portano ad escludere l’alternatività tra i due istituti. (Fabio Mangano) (riproduzione riservata) Tribunale Siracusa, 14 Giugno 2012.


Accertamento tecnico preventivo ex articolo 696 c.p.c. - Consulenza tecnica preventiva ai fini della composizione della lite - Competenza per territorio del giudice che sarebbe competente per la causa di merito - Fattispecie in tema di locazione finanziaria con deroga convenzionale alla competenza..
La domande di accertamento tecnico preventivo ai sensi dell'articolo 696 c.p.c. e quella ai sensi dell'articolo 696 bis c.p.c. di consulenza tecnica preventiva ai fini della composizione della lite debbono essere proposte al giudice che sarebbe competente per la causa di merito o, in caso di eccezionale urgenza, al giudice del luogo in cui la prova deve essere assunta. (Nel caso di specie, il giudice adito ha ritenuto la propria incompetenza sulla base di una clausola di deroga convenzionale alla competenza contenuta nel contratto di locazione finanziaria ed ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese di lite). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 22 Dicembre 2011.


Procedimento civile – Ricorso ex art. 696 bis c.p.c. – Giudizio già pendente – Inammissibilità. .
Il ricorso ex art. 696 bis c.p.c. proposto nelle more di un giudizio già pendente tra le stesse parti e con lo stesso oggetto è del tutto inammissibile per mancanza del presupposto logico-giuridico alla base di tale strumento processuale, ovvero l’esigenza di prevenire l’insorgenza di una controversia giudiziale. (Luca Caputo) (riproduzione riservata) Tribunale Santa Maria Capua Vetere, 11 Luglio 2011.


Accertamento tecnico preventivo – Accertamento a fini conciliativi – Mancata prova dei presupposti – Inammissibilità..
  Tribunale Brescia, 20 Giugno 2011.


Consulenza tecnica Preventiva – Art. 696 bis c.p.c. – Natura giuridica – Conciliazione Delegata – Conseguenze – valutazione della ammissibilità ed attualità della Consulenza in vista del Merito – Sussiste.

Consulenza tecnica Preventiva – Incidenza delle Questioni Preliminari di Merito – Sussiste – Valutazione della fattispecie concreta – Litigiosità delle Parti – Valutazione.
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L’art.696 bis c.p.c. prevede uno strumento alternativo di risoluzione della controversia che – in quanto collocato nell’ambito di un procedimento giurisdizionale dal quale mutua le relative garanzie –  può  essere ricondotto alla categoria della cd. conciliazione delegata (cfr. art.198 c.p.c.). L’istituto in questione non può più quindi ridursi ad una tipologia di provvedimento cautelare anticipatorio delle attività istruttorie in senso stretto, come dimostra la non operatività delle condizioni richieste – al contrario – per l’accertamento tecnico preventivo ex art.696, comma 1, c.p.c. Pur avendo una propria – e più spiccata – autonomia funzionale nel senso appena espresso, la consulenza tecnica preventiva ai fini della composizione della lite deve però pur sempre essere raccordata al giudizio di merito. Da ciò deriva che all’A.G. spetta il potere di valutare l’ammissibilità e l’attualità della consulenza non urgente in relazione ai presupposti processuali ed alle condizioni dell’azione, nonché a tutti i residui profili che possano rendere di fatto inutile (perché non utilizzabile in alcun giudizio di merito) l’accertamento da effettuare. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata)

L’accoglimento del ricorso ex art. 696-bis c.p.c. può dipendere dalla presenza di questioni preliminari di fatto e di diritto facilmente accertabili allo stato degli atti come ad esempio può accadere in presenza di un’eccezione di prescrizione del diritto al risarcimento del danno di cui si chiede l’accertamento che emerga per tabulas. Negli altri casi, tale valutazione preliminare deve ritenersi prudentemente esclusa. Ciò, in particolar modo, vale per il caso della contestazione circa la dinamica dei fatti che avrebbero condotto al sorgere del diritto al risarcimento del danno. Ritenere che, in casi del genere, il giudice possa effettuare un’analisi prognostica – inevitabilmente quanto mai limitata, stante l’assenza di una vera e propria fase istruttoria – sulla potenziale fondatezza nel merito della pretesa di una o più parti significa, di fatto, attribuirgli un ruolo “attivo” nella definizione dell’intera vicenda in atto tra le parti (e non, come previsto dalla norma, nella sola composizione della lite a fini deflattivi). Allo stesso modo, il fatto che le posizioni delle parti appaiano ab initio distanti e discordi non sembra poter costituire valida ragione per rigettare in via immediata il ricorso: e ciò, va evidenziato, perché l’art.696 bis c.p.c. non ha affatto indicato la ragionevole possibilità di raggiungere un accordo tra i presupposti della consulenza tecnica preventiva. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata)
Tribunale Palmi-Cinquefrondi, 28 Gennaio 2011.


Consulenza tecnica preventiva – Indeterminatezza del ricorso – Omessa esposizione delle ragioni di fatto e di diritto dell'eventuale giudizio di merito – Inammissibilità. (27/07/2010).
Deve essere dichiarato inammissibile il ricorso per consulenza tecnica preventiva ai sensi dell'articolo 696 bis, codice procedura civile che non contenga neppure una sommaria esposizione delle ragioni di fatto e di diritto che si intendono far valere nella eventuale causa di merito. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Rimini, 13 Luglio 2010.


Mediazione – D.lgs. 28/2010 – Controversia introdotta mediante consulenza tecnica preventiva – Applicabilità dell’art. 5 comma I d.lgs. 28/2010 – Esclusione..
La consulenza tecnica preventiva (696-bis c.p.c.) e la mediazione delle controversie civili e commerciali (d.lgs. 28/2010) perseguono la medesima finalità, introducendo entrambi gli istituti un procedimento finalizzato alla composizione bonaria della lite, così da apparire tra loro alternativi e, quindi, apparendo le norme di cui al d.lgs. 28/2010 incompatibili logicamente e, quindi, non applicabili dove la parte proponga una domanda giudiziale per una CTU preventiva. Pertanto, in caso di CTU preventiva, non sussistono le condizioni di procedibilità di cui all’art. 5, comma I, d.lgs. 28/2010 e il difensore non è obbligato alla comunicazione di cui all’art. 4, comma III, d.lgs. 28/2010. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Varese, 21 Aprile 2010.


Consulenza tecnica ai fini della conciliazione della lite - Esistenza di contestazioni sull'an della pretesa - Ammissibilità..
Poiché l'istituto della consulenza tecnica preventiva di recente introdotto dal legislatore all'articolo 696 bis, codice di procedura civile, è chiaramente finalizzato alla composizione della lite prima dell'inizio del giudizio di merito, sarebbe estremamente riduttiva un'interpretazione della portata di detto istituto che ne limitasse l'ammissibilità ai soli casi in cui tra le parti non vi siano contestazioni in merito all'an della pretesa e si controverta esclusivamente in merito al quantum dell'importo dovuto a titolo di responsabilità contrattuale o extracontrattuale. È infatti lo stesso articolo 696 bis, citato, a prevedere testualmente che la verifica demandata al consulente possa essere estesa, oltre che alla determinazione dei crediti, anche all'accertamento della loro esistenza e ciò, ovviamente, nei casi in cui detto accertamento presupponga indagini non limitate a mere valutazioni giuridiche, ma richieda anche valutazioni di natura tecnica per le quali il giudice necessita dell'ausilio di un esperto. (Fattispecie in tema di responsabilità medica). (fb) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 26 Marzo 2010.


Consulenza tecnica a fini conciliativi – Natura e finalità del procedimento – Strumento di deflazione processuale – Individuazione della competenza – Ricorso ai criteri di cui all’art. 669 quinquies c.p.c. – Esclusione – Collegamento con il luogo di svolgimento delle operazioni del consulente – Necessità – Fattispecie in tema di contratti derivati..
La consulenza tecnica preventiva di cui all’art. 696 bis codice di procedura civile può essere chiesta anche ai fini dell’accertamento e della determinazione di crediti derivanti dalla mancata o inesatta esecuzione di obbligazioni processuali e si sostanzia in un vero e proprio strumento di deflazione processuale; proprio in ragione della particolare natura del procedimento, l’individuazione della competenza non può essere effettuata sulla scorta di quanto disposto dall’art. 669 quinquies codice di procedura civile, dovendosi invece avere riguardo alle concrete modalità di attuazione che richiedono un collegamento con il luogo ove il consulente deve effettuare le operazioni. (Nel caso di specie, la consulenza preventiva a fini di conciliazione è stata disposta in ordine alle caratteristiche ed agli effetti di un contratto derivato su tassi di interesse). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Trento, 22 Maggio 2009.


Consulenza tecnica preventiva – Proposizione di ricorso ex art. 696 bis c.p.c. in pendenza del giudizio di cognizione – Inammissibilità..
Poiché l’istituto di cui all’art. 696 bis c.p.c. è finalizzato alla composizione conciliativa della controversia ed è stato introdotto per ragioni eminentemente deflattive al fine di evitare l’instaurazione dell’ordinario giudizio di merito, è inammissibile il ricorso proposto ai sensi della predetta norma quando tale giudizio è già pendente. (Mauro Bernardi) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 21 Maggio 2009.


Consulenza tecnica d’ufficio a fini conciliativi - Presupposti - Limiti. .
La norma di cui all’art. 696 bis del codice procedura civile è finalizzata alla composizione della lite e presupposto per l’accertamento in parola è che la controversia fra le parti abbia come unico punto di dissenso ciò che, in sede di processo di cognizione, può costituire oggetto di consulenza tecnica. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Barcellona Pozzo Di Gotto, 03 Marzo 2009.


Consulenza tecnica preventiva a fini conciliativi – Ammissibilità – Limiti..
Poiché la funzione della consulenza tecnica preventiva di cui all’art. 696 bis del codice di procedura civile non è solo di natura cautela ma anche conciliativa (con i conseguenti effetti deflativi), al fine di raggiungere una conciliazione tra le parti nella fase ante-causam, deve essere ritenuta possibile una interpretazione ampia del disposto dell’art. 696 bis che di consenta di far ricorso all’istituto anche nei casi in cui la controversia tra le parti o le contestazioni dalle stesse sollevate attenga alla loro responsabilità. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Mondovì, 21 Novembre 2008.


Consulenza tecnica preventiva ex art. 696 bis cod. proc. civ. ai fini della composizione della lite – Condizioni di ammissibilità..
Non può nominarsi un consulente tecnico ai sensi dell’art. 696 bis c.p.c. al fine di demandargli la soluzione di questioni giuridiche controverse fra le parti e che richiedono invece l’espletamento di una istruttoria da svolgersi con le forme e le garanzie di un procedimento ordinario di cognizione. (Mauro Bernardi) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 04 Settembre 2008.


Consulenza tecnica preventiva ai fini della conciliazione della lite – Requisito dell’urgenza – Esclusione – Trasferimento in sede sommaria di questioni giuridiche e attività istruttorie complesse – Inammissibilità..
Il fatto che lo strumento di cui all’art. 696 bis cod. proc. civ. prescinda dal requisito dell’urgenza non significa che il ricorso possa essere proposto ad libitum. Oltre all’espressa limitazione alle questioni relative alle obbligazioni contrattuali e da fatto illecito, in armonia con i principi generali del procedimento civile, la consulenza tecnica preventiva in questione non potrà essere disposta quando la decisione della controversia implicherebbe la soluzione di questioni giuridiche complesse o l’accertamento di fatti che esulino dall’ambito delle indagini di natura tecnica nonché, in assenza di accordo tra le parti, quando l’espletamento della consulenza determinerebbe di fatto il trasferimento e la compressione in sede sommaria di attività istruttorie complesse tipiche del giudizio a cognizione piena. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Pavia, 14 Luglio 2008.


Processo civile – Consulenza tecnica preventiva ai fini della conciliazione della lite – Natura cautelare – Esclusione – Reclamo ex art. 669 terdecies c.p.c. – Inammissibilità..
E’ inammissibile il reclamo proposto ai sensi dell’art. 669 terdecies c.p.c. avverso il provvedimento che rigetta l’istanza di ammissione di consulenza tecnica preventiva richiesta ex art. 696 bis c.p.c. difettando a siffatto procedimento la natura cautelare. (Mauro Bernardi) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 03 Luglio 2008.


Consulenza preventiva ai fini della composizione della lite – Fumus boni iuris e periculum in mora – Irrilevanza – Esperibilità del rimedio anche per procedimenti di istruzione preventiva di natura non cautelare – Sussistenza..
L’espletamento della nuova consulenza tecnica preventiva ex art. 696 bis prescinde dai presupposti del fumus e del periculum in mora, potendo senz’altro essere domandata anche laddove non vi sia affatto urgenza di verifica, e si inscrive nel novero dei procedimenti sommari di istruzione preventiva di natura non cautelare; significativo in proposito è il testo della norma che prevede l’espletamento di una consulenza tecnica in via preventiva “anche al di fuori delle condizioni di cui al primo comma dell’art. 696”. (edc) Tribunale Torino, 31 Marzo 2008, n. 0.


Consulenza preventiva ai fini della composizione della lite – Verifica della regolarità del contraddittorio – Necessità – Partecipazione dei potenziali interessati anche a fini conciliativi..
All’udienza fissata in seguito a ricorso ex art. 696 bis c.p.c., il giudice deve verificare la regolarità del contraddittorio e specificare i quesiti tecnici sui quali il consulente dovrà rispondere. In tale sede devono, inoltre, essere risolte le eventuali questioni di rito, quali l’opportunità di disporre eventuali chiamate in causa di terzi e di fissare a tal fine altra udienza nel rispetto della regolarità e completezza del contraddittorio nonchè in considerazione del fatto che la conciliazione avrà maggiori possibilità di essere raggiunta con alla partecipazione al procedimento tutti i potenziali interessati, ai quali, in caso di fallimento delle ipotesi transattive, nel giudizio di cognizione potrà essere opposta l’efficacia della C.T.U.. (edc) Tribunale Torino, 31 Marzo 2008, n. 0.


Procedimento cautelare – Mutamento della domanda in corso di giudizio – Richiesta di consulenza preventiva a fini conciliativi – Inammissibilità..
E’ inammissibile, in quanto viola il principio del contraddittorio, il mutamento nel corso del procedimento della domanda di natura cautelare introdotta ai sensi dell’art. 696 c.p.c. in domanda di consulenza tecnica preventiva ai fini della conciliazione della lite ai sensi dell’art. 696 bis c.p.c.. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Nola, 19 Febbraio 2008.