LIBRO QUARTO
Dei procedimenti speciali
TITOLO I
Dei procedimenti sommari
CAPO III
Dei procedimenti cautelari
SEZIONE II
Del sequestro

Art. 678

Esecuzione del sequestro conservativo sui mobili
Testo a fronte
TESTO A FRONTE

I. Il sequestro conservativo sui mobili e sui crediti si esegue secondo le norme stabilite per il pignoramento presso il debitore o presso terzi. In quest'ultimo caso il sequestrante deve, con l'atto di sequestro, citare il terzo a comparire davanti al tribunale del luogo di residenza del terzo stesso per rendere la dichiarazione di cui all'articolo 547. Il giudizio sulle controversie relative all'accertamento dell'obbligo del terzo è sospeso fino all'esito di quello sul merito, a meno che il terzo non chieda l'immediato accertamento dei propri obblighi.

II. Se il credito è munito di privilegio sugli oggetti da sequestrare, il giudice può provvedere nei confronti del terzo detentore, a norma del secondo comma dell'articolo precedente.

III. Si applica l'articolo 610 se nel corso della esecuzione del sequestro sorgono difficoltà che non ammettono dilazione.


GIURISPRUDENZA

Società di capitali – Sequestro conservativo partecipazioni societarie – Attuazione – Nomina Custode – Competenza Giudice della cautela e del merito – Sussistenza.
Il sequestro conservativo, quale misura cautelare destinata alla conservazione della garanzia patrimoniale del creditore nel tempo necessario all’accertamento giudiziale delle sue pretese, ha natura ontologicamente diversa rispetto a quella delle misure adottate in sede di procedura esecutiva, di guisa che il rinvio previsto dal legislatore, ex art. 678 c.p.c., alle forme del pignoramento presso il debitore e presso i terzi, è da intendersi alle sole sue modalità attuative. (Nicola Carchia) (Riproduzione riservata)

Competente a decidere sull’attuazione del sequestro e sulla nomina dell’eventuale custode, ove resa opportuna e/o necessaria dalla natura dei beni sottoposti a misura è, prima, il giudice della cautela e, poi, quello del processo di merito, ai sensi dell’art. 669 duodecies c.p.c., ben potendo detta nomina – anche ove espressamente prevista per la sola ipotesi di sequestro giudiziario - effettuarsi anche nell’ipotesi di sequestro conservativo delle partecipazioni societarie. (Nicola Carchia) (Riproduzione riservata)

A tale conclusione induce, in particolare, i) l’estensione e la natura della garanzia patrimoniale generica del debitore riguardante un’entità dinamica, composti di tutti i beni presenti e futuri del predetto; ii) la natura delle partecipazioni societarie, considerate quali beni mobili comprensivi di diritti patrimoniali e/o amministrativi, strumentali a garantire il valore e/o la consistenza valore; iii) la natura dei poteri/doveri del custode; iv) le previsioni normative di cui agli artt. 2352 e 2471 bis che, senza distinguere tra sequestro giudiziario o conservativo, attribuiscono al custode i diritti di voto ed i diritti amministrativi derivanti dalle partecipazioni societarie. (Nicola Carchia) (Riproduzione riservata)
Tribunale Napoli, 11 Dicembre 2017.


Pignoramento presso terzi – Sequestro presso terzi – Art. 678 c.p.c. – Abrogazione – Esclusione.
La strumentalità del sequestro rispetto al pignoramento e l’orientamento giurisprudenziale per il quale il richiamo dell’art. 678 c.p.c. alle “norme stabilite per il pignoramento presso il debitore o i terzi” deve intendersi come riferito all’intero apparato normativo che disciplina l’espropriazione presso terzi, non consente di ritenere abrogato tacitamente l’art. 678 c.p.c. (nella parte in cui prevede la sospensione del giudizio di accertamento dell’obbligo del terzo, salva diversa manifestazione di volontà da parte dello stesso terzo) in conseguenza della vigente disciplina dettata dall’art. 549 c.p.c. con riferimento all’accertamento dell’obbligo del terzo in materia di pignoramento di crediti. L’abrogazione tacita (ravvisabile solo quando lo ius superveniens disciplina il medesimo istituto già precedemente regolato e quando tra le due disposizioni esiste una contraddizione tale da rendenerne impossibile la contemporanea operatività) deve infatti escludersi considerata la diversa natura (cautelare ed esecutiva) del sequestro e del pignoramento e la mancata contraddizione tra le due discipline. (Elisa Scorza) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 21 Aprile 2016.


Sequestro presso terzi – Eccezione prescrizione – Inammissibilità.
L’eccezione di prescrizione del credito (che integra un’opposizione all’esecuzione) non deve essere esaminata dal giudice del sequestro di crediti (chiamato esclusivamente a verificare il perfezionamento del vincolo derivante da sequestro), ma, successivamente alla conversione del sequestro in pignoramento, solo dal giudice dell’esecuzione. (Elisa Scorza) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 21 Aprile 2016.


Sequestro presso terzi di crediti – Giurisdizione – Giurisdizione sul rapporto dal quale deriva il credito.
La giurisdizione in materia di espropriazione o sequestro di crediti deve essere valutata alla luce dei criteri che regolano la giurisdizione con riferimento al rapporto dal quale il credito deriva. Tale soluzione, oltre ad essere maggiormente rispondente all’effettivo oggetto del pignoramento o del sequestro, salvaguarda anche nella massima misura il principio di prossimità (che impone di individuare il giudice munito di giurisdizione in quello che, in quanto più vicino alla controversia, è in grado si assicurare la più elevata efficienza nell’amministrazione della giustizia anche nella prospettiva di una possibile attività istruttoria). (Elisa Scorza) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 21 Aprile 2016.


Pignoramento presso terzi – Sequestro presso terzi – Art. 678 c.p.c. – Abrogazione – Esclusione.
La strumentalità del sequestro rispetto al pignoramento e la previsione (art. 678, co. 1, c.p.c.) per la quale il sequestro conservativo sui mobili e sui crediti si esegue secondo le norme stabilite per il pignoramento presso il debitore o presso i terzi non consentono di ritenere tacitamente abrogato il criterio di competenza previsto per il sequestro presso terzi dall’art. 678, co. 1, seconda parte c.p.c. (che ha riguardo al “tribunale del luogo di residenza del terzo”) per effetto dell’art. 26bis, co. 2, c.p.c. (che, introdotto dal d. l. n. 132/14, radica la competenza per il pignoramento di crediti nel “luogo in cui il debitore ha la residenza, il domicilio, la dimora o la sede”). Ciò non solo perché l’art. 678, co. 1, c.p.c. richiama le norme in materia di pignoramento presso terzi limitatamente all’esecuzione della misura conservativa (e non, anche, con riferimento alla competenza), ma, anche, perché non può ravvisarsi un caso di abrogazione tacita dell’art. 678 c.p.c. per effetto dell’art. 26bis, co. 2, c.p.c. atteso che l’abrogazione tacita può ravvisarsi solo quando lo ius superveniens disciplini il medesimo istituto già precedemente regolato e quando tra le due disposizioni esista una contraddizione tale da rendenerne impossibile la contemporanea operatività. (Elisa Scorza) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 21 Aprile 2016.


Sequestro presso terzi – Eccezione prescrizione – Inammissibilità.
L’eccezione di prescrizione del credito (che integra un’opposizione all’esecuzione) non deve essere esaminata dal giudice del sequestro di crediti (chiamato esclusivamente a verificare il perfezionamento del vincolo derivante da sequestro), ma, successivamente alla conversione del sequestro in pignoramento, solo dal giudice dell’esecuzione. (Elisa Scorza) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 21 Aprile 2016.


Credito derivante da contratto preliminare – Sequestrabilità ai sensi dell’art. 678 c.p.c. – Ammissibilità.
Atteso che possono essere oggetto di pignoramento anche crediti non immediatamente esigibili, è possibile sequestrare o pignorare il credito del promittente venditore al conseguimento del prezzo dovuto dal promissario acquirente; credito che, pur se condizionato, non è meramente eventuale in quanto derivante da un rapporto identificato e già esistente. (Elisa Scorza) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 21 Aprile 2016.


Sequestro conservativo di azioni di s.p.a. – Esecuzione ai sensi dell’art. 678 c.p.c. con le modalità del pignoramento presso il debitore ex art. 518 c.p.c. – Sufficienza della mera notificazione dell’ingiunzione ai sensi dell’art. 492 c.p.c. al debitore ed alla società..
Il sequestro conservativo di azioni si esegue, con effetto nei confronti della società emittente e del debitore sequestrato, ai sensi dell’art. 678 c.p.c., con le modalità del pignoramento presso il debitore ex art. 518 c.p.c. e, dunque, mediante semplice notifica dell’ingiunzione di cui all’art. 492 c.p.c. alla società ed al debitore sequestrato. (Edgardo Riccardi) (riproduzione riservata) Tribunale Nola, 14 Maggio 2013.


Procedimento cautelare – Sequestro presso il terzo – Opposizione – Giudice competente..
Il giudice competente a decidere l’opposizione al sequestro conservativo presso terzi di somme di denaro (nella specie di somme su conto corrente bancario) è il giudice dell’esecuzione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Bologna, 19 Giugno 2007.


Procedimento cautelare – Opposizione all’attuazione del provvedimento – Giudice competente – Individuazione – Criteri..
Poiché, ai sensi dell’art. 678 co. 1 c.p.c., il sequestro va attuato nelle forme del pignoramento mobiliare, il giudice competente a trattare le questioni nascenti dalla attuazione della misura cautelare che non abbiano ad oggetto la revoca o la modifica della misura stessa, deve essere individuato in base alle stesse regole che sorreggono l’espropriazione forzata. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Bologna, 09 Marzo 2007.