LIBRO QUARTO
Dei procedimenti speciali
TITOLO I
Dei procedimenti sommari
CAPO III
Dei procedimenti cautelari
SEZIONE I
Dei procedimenti cautelari in generale

Art. 669-quaterdecies

Ambito di applicazione (1)
Testo a fronte
TESTO A FRONTE

I. Le disposizioni della presente sezione si applicano ai provvedimenti previsti nelle sezioni II, III e V di questo capo, nonché, in quanto compatibili, agli altri provvedimenti cautelari previsti dal codice civile e dalle leggi speciali. L'articolo 669-septies si applica altresì ai provvedimenti di istruzione preventiva previsti dalla sezione IV di questo capo.



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(1) La Corte cost., con sentenza 16 maggio 2008, n. 144, ha dichiarato l'illegittimità costituzionale del presente articolo nella parte in cui non prevede la reclamabilità del provvedimento di rigetto dell'istanza per l'assunzione preventiva dei mezzi di prova di cui agli articoli 692 e 696 dello stesso codice.

GIURISPRUDENZA

Reclamabilità per via sistematica o analogica dell’ordinanza di sospensione dell’efficacia esecutiva del titolo – Esclusione.
È inammissibile il reclamo avverso l’ordinanza di sospensione dell’efficacia esecutiva del titolo disposta dal giudice dell’opposizione a precetto.

La novella legislativa di cui alla legge 80/2005 (di conversione del decreto legge 35/2005), che ha introdotto la regola della reclamabilità dei provvedimenti del giudice dell’esecuzione in materia di sospensione della procedura esecutiva ex art. 624, comma 1, c.p.c., si riferisce inequivocabilmente  alla sola sospensione disposta nelle sedi di cui all’art. 615, comma 2, e 619 c.p.c., e non anche al caso che l’esecuzione non sia ancora iniziata ai sensi dell’art. 615, comma 1, c.p.c.

La reclamabilità dell’ordinanza con la quale il giudice dell’opposizione a precetto ha disposto la sospensione dell’efficacia esecutiva del titolo non può desumersi nemmeno dalle norme sul procedimento cautelare uniforme, in quanto l’art. 669 quaterdecies c.p.c. limita l’applicabilità di tali norme ai provvedimenti previsti nelle sezioni II, III e V del libro IV del codice di procedura civile, da cui esula quello de quo.

Alla paventata interpretazione analogica dell’art. 624, comma 2, osta anche il principio di tipicità dei mezzi di impugnazione che deve necessariamente far propendere per una interpretazione restrittiva del testo normativo.

La scelta del legislatore appare, peraltro ragionevole, perché, una volta respinta di sospensione ex art. 615, comma 1, c.p.c., la procedura ha di regola inizio con il pignoramento, sicché per un verso diviene inutile continuare ad occuparsi della sospensione dell’efficacia esecutiva del titolo, per altro verso il debitore ha ancora a disposizione gli strumenti di cui all’art. 624 c.p.c. per ottenere, dal giudice dell’esecuzione o dal giudice del reclamo, la sospensione della procedura esecutiva ed eventualmente la conseguente estinzione del pignoramento. (Dario Nardone) (Emanuele Argento) (riproduzione riservata)
Tribunale Teramo, 24 Ottobre 2018.


Procedimenti cautelari - Azioni di nunciazione - Definizione del procedimento cautelare - Instaurazione del processo di merito - Autonoma domanda - Necessità - Difetto - Conseguenze.
In tema di azioni di nunciazione, il procedimento cautelare termina con l'ordinanza di accoglimento o rigetto del giudice monocratico o del collegio in caso di reclamo, mentre il successivo processo di cognizione richiede un'autonoma domanda di merito. Il processo di cognizione che si svolga in difetto dell'atto propulsivo di parte, a causa dell'erronea fissazione giudiziale di un'udienza successiva all'ordinanza cautelare, è affetto da nullità assoluta per violazione del principio della domanda, rilevabile d'ufficio dal giudice e non sanata dall'instaurarsi del contraddittorio tra le parti. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 31 Agosto 2018, n. 21491.


Società cooperativa - Ricorso cautelare ante causam per la sospensione di delibera del consiglio di amministrazione - Omessa proposizione dell’azione di nullità o di annullamento - Inammissibilità.
Il provvedimento di sospensione della delibera (funzionale a conseguire anticipatamente parte degli effetti dell’azione di nullità di cui all’articolo 2378 c.c.) può essere adottato dal presidente del tribunale o dal giudice istruttore solo nel caso in cui sia stata proposta, nelle forme del processo ordinario di cognizione, l’impugnazione avverso la deliberazione di cui venga assunta la contrarietà alla legge, all’atto costitutivo o allo statuto e ciò in quanto il terzo comma dell’articolo 2378 c.c. prevede espressamente che il ricorso cautelare debba essere depositato contestualmente al deposito anche in copia della citazione; deve, pertanto, essere dichiarato inammissibile il ricorso ante causam ex articolo 700 c.p.c. che non sia accompagnato dalla proposizione della menzionata azione di nullità o di annullamento della delibera. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 03 Agosto 2016.


Applicabilità del criterio generale di cui all’art. 91 c.p.c. nella liquidazione delle spese relative al procedimento ex art. 696 bis c.p.c. – Esclusione – Applicazione del diverso criterio di cui all’art. 8 del d.P.R. 115/2002.
Il criterio della soccombenza di cui all’art. 91 c.p.c. trova applicazione nell’ambito dei procedimenti di istruzione preventiva, tra i quali può farsi rientrare il procedimento ex art. 696 bis c.p.c., solamente nell’ipotesi in cui il ricorso introduttivo di tale giudizio sia dichiarato inammissibile o rigettato, mentre qualora il ricorso introduttivo di tale procedimento sia ritenuto ammissibile, e si dia quindi corso all’accertamento richiesto, il criterio al quale occorre attenersi nella liquidazione delle spese relative a tale procedimento è quello generale di cui all’art.8 del D.p.R. 115/2002. (Massimo Vaccari) (riproduzione riservata) Tribunale Verona, 30 Dicembre 2015.


Procedimento esecutivo – Reclamo contro l’ordinanza che decide sulla sospensione della provvisoria esecuzione resa dal giudice dell’opposizione a precetto – Inammissibilità.
Il richiamo dell’art. 624 alle sole ordinanze emesse dal Giudice dell’esecuzione consente il reclamo (art. 624 co. 2, c.p.c.) avverso i soli provvedimenti emessi dal Giudice dell’esecuzione. (Emilio Pili) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 19 Novembre 2015.


Accertamento tecnico preventivo - Reclamabilità dei provvedimenti - Sentenza della Corte Costituzionale 144/2008 - Reclamabilità delle ordinanze di accoglimento - Esclusione - Reclamabilità dei soli provvedimenti in tema di istruzione preventiva per ragioni di urgenza.
L'intervento operato dalla sentenza della Corte Costituzionale n. 144 del 2008, che ha dichiarato l'illegittimità costituzionale degli articoli 669 quaterdecies e 695 c.p.c., nella parte in cui non prevedono la reclamabilità del provvedimento di rigetto dell'istanza per l'assunzione preventiva dei mezzi di prova di cui agli articoli 692 e 696 c.p.c., è consapevolmente e ragionevolmente limitato alle sole ordinanze di rigetto dei ricorsi proposti ai sensi delle norme da ultimo citate, senza quindi alcun riferimento né possibile estensione alle ordinanze di accoglimento; analogamente, attesa la mancanza del requisito del periculum in mora, l'intervento della Corte non può riguardare le ordinanze, sia esse di accoglimento che di rigetto, emesse a seguito di ricorso ex articolo 696 bis c.p.c. In definitiva, il reclamo deve ritenersi proponibile solamente contro le ordinanze di rigetto dei ricorsi con cui si invochi l'adozione di provvedimenti in tema di istruzione preventiva per ragioni di urgenza, mentre in tutti gli altri casi continua a trovare applicazione l'articolo 695 c.p.c. nel testo originario, con conseguente non impugnabilità e quindi non reclamabilità dell'ordinanza del giudice. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 29 Maggio 2015.


Procedimenti cautelari - Ante causam - Applicazione ai provvedimenti cautelari previsti da specifiche disposizioni contenute nel codice civile - Compatibilità - Necessità - Fattispecie in tema di provvedimenti relativi ad associazioni ex articolo 23, comma 3, c.c. - Prevalenza della disciplina speciale.
Le disposizioni relative al procedimento cautelare ante causam in tanto possono trovare applicazione ai provvedimenti di natura cautelare previsti da disposizione contenuta nel codice civile in quanto le prime siano “compatibili” con tali provvedimenti (art. 669 quaterdecies c.p.c.). Pertanto, nel rapporto fra le disposizioni rispettivamente contenute nell’art. 669 ter c.p.c. (in tema di competenza cautelare anteriore alla causa di merito) e nell’art. 23, terzo comma, c.c., le seconde prevalgono sulle prime perché costituenti, quanto al procedimento, diritto speciale derogativo del diritto generale; come tale esclusivamente applicabile in luogo del diritto generale, incompatibile con il procedimento previsto dalla norma speciale. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 29 Aprile 2015.


Procedimento presunzione - Sospensione dell'esecuzione provvisoria - Natura cautelare nel provvedimento - Esclusione..
Il provvedimento ex art. 649 c.p.c. non riveste natura cautelare, dovendosi intendere come mero obiter dictum il passaggio di Cass. n. 3979 del 2012 in cui la sospensione della provvisoria esecuzione è definita “provvedimento di natura lato sensu cautelare”. In ogni caso, la sentenza della Suprema Corte si limita a riconoscere la possibilità di un’applicazione in via analogica del rito cautelare uniforme nella parte in cui permette l’adozione di un decreto inaudita altera parte e la sua successiva conferma, modifica o revoca dopo l’instaurazione del contraddittorio; nella pronuncia non si rinviene alcuna equiparazione alle misure cautelari della sospensione ex art. 649 c.p.c. (con conseguente inapplicabilità dell’art. 669-quaterdecies c.p.c.), né si accenna all’estensione a questa dell’intero rito cautelare uniforme (ivi compreso il reclamo ex art. 669-terdecies c.p.c.). (Giovanni Fanticini) (riproduzione riservata) Tribunale Reggio Emilia, 18 Ottobre 2012.


Sequestro conservativo ex art. 671 codice procedura civile e sequestro conservativo correlato ad azione revocatoria ordinaria ex art. 2905, comma 2, codice civile – Differenza.

Sequestro conservativo correlato ad azione revocatoria ordinaria ex art. 2905, comma 2, codice civile – Richiesta ante causam – Ammissibilità.

Trust “interno” e donazione – Trasferimento di partecipazioni sociali – Pregiudizio per il creditore – Azione revocatoria ordinaria – Ammissibilità.

Trust “interno” e donazione – Trasferimento di partecipazioni sociali – Pregiudizio per il creditore – Sequestro conservativo correlato ad azione revocatoria ordinaria ex art. 2905, comma 2, codice civile – Ammissibilità.
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A differenza del sequestro conservativo di cui all’art. 671 codice procedura civile, che ha ad oggetto beni tuttora facenti parte del patrimonio del debitore, quello previsto dall’art. 2905 secondo comma, codice civile si riferisce a beni di cui il debitore ha ormai già disposto in favore di terzi mediante negozi (nel caso: un trust interno ed una donazione) suscettibili di azione revocatoria ordinaria; detta misura cautelare è di particolare utilità per il creditore nei casi in cui non sia possibile trascrivere la domanda giudiziale revocatoria poiché il negozio impugnato non ha ad oggetto né beni immobili né beni mobili registrati. (Saverio Bartoli) (riproduzione riservata)

Il sequestro conservativo previsto dall’art.2905 secondo comma cc può essere concesso al creditore non solo dopo che l’azione revocatoria è stata da costui iniziata, ma anche (pur se detta norma non lo prevede) ante causam: ciò a seguito dell’inserimento nel c.p.c. (per effetto della legge di riforma n°353 del 1990 e successive modifiche) dell’art.669-quaterdecies, il quale estende anche ai provvedimenti cautelari previsti nel codice civile la disciplina di cui agli artt.669-bis e segg. c.p.c., che ammette in via generalizzata la tutela cautelare ante causam. (Saverio Bartoli) (riproduzione riservata)

Il creditore può esperire azione revocatoria ordinaria, eventualmente preceduta o seguita da una richiesta di sequestro ex art. 2905, comma 2, codice civile, nei confronti dei negozi mediante i quali il debitore abbia trasferito propri beni (nel caso: quote di partecipazione in alcune s.r.l.) ad un donatario ed al trustee di un trust interno da egli istituito. Con riferimento a quest’ultimo negozio, ciò è possibile sia perché – in base all’art. 4 della Convenzione de L’Aja sulla legge applicabile ai trusts e sul loro riconoscimento (ratificata dall’Italia con legge n. 364 del 1989) – l’atto di trasferimento soggiace alla lex fori (e non, come invece accade per l’atto istitutivo, alla legge regolatrice straniera applicabile al trust), sia perché l’art. 15 paragrafo primo lettera e) di detta Convenzione fa salva l’applicazione delle norme imperative del foro riguardanti “la protezione dei creditori in casi di insolvibilità”. (Saverio Bartoli) (riproduzione riservata)
Tribunale Firenze, 09 Novembre 2010.


Condominio – Impugnazione di delibera assembleare ex art. 1137 cod. civ. – Istanza di sospensione – Natura cautelare della domanda – Sussistenza..
Ha natura cautelare la domanda di sospensione della delibera assembleare fatta oggetto di impugnazione ai sensi dell’art. 1137 cod. civ.. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Pavia, 03 Ottobre 2008.