LIBRO TERZO
Del processo di esecuzione
TITOLO II
Dell'espropriazione forzata
CAPO VI
Dell'espropriazione contro il terzo proprietario

Art. 602

Modo dell'espropriazione
Testo a fronte
TESTO A FRONTE

I. Quando oggetto dell'espropriazione è un bene gravato da pegno o da ipoteca per un debito altrui, oppure un bene la cui alienazione da parte del debitore è stata revocata per frode, si applicano le disposizioni contenute nei capi precedenti, in quanto non siano modificate dagli articoli che seguono.


GIURISPRUDENZA

Data certa dei documenti – Fatto impeditivo rilevabile d’ufficio – Inammissibilità della verificazione del credito ipotecario verso terzo datore di ipoteca fallito – Azione esecutiva del creditore ipotecario su beni del fallito.
La mancanza di data certa nelle scritture prodotte dal creditore, che proponga istanza di ammissione al passivo fallimentare, si configura come fatto impeditivo all'accoglimento della domanda ed oggetto di eccezione in senso lato, in quanto tale rilevabile anche di ufficio dal giudice.

Il creditore ipotecario non può avvalersi del procedimento di verificazione dello stato passivo, di cui al capo V della legge fallimentare, rivendicando un diritto reale di garanzia, concesso dal soggetto fallito quale terzo garante, per crediti nascenti da mutui accordati in favore di un soggetto diverso, in quanto non essendo creditore diretto del fallito, l'accertamento del relativo diritto non può essere sottoposto alle regole del concorso, senza che sia instaurato il contraddittorio con la parte che si assume sua debitrice.

I titolari di diritti di reali di garanzia su beni immobili compresi nel fallimento e già costituiti in garanzia per crediti vantati verso debitori diversi dal fallito devono avvalersi, per la realizzazione delle loro pretese in sede esecutiva, delle modalità di cui agli artt. 602, 603 e 604 c.p.c. (Gianni Tognoni) (riproduzione riservata)
Cassazione civile, sez. I, 20 Novembre 2017, n. 27504.


Fallimento - Accertamento del passivo - Fallimento del terzo datore di ipoteca - Ammissione al passivo del creditore ipotecario - Esclusione.
In tema di garanzie costituite dal terzo, imprenditore dichiarato fallito dopo che abbia prestato garanzia a vantaggio del creditore non proprio, anche dopo la novella del II comma dell'art. 52 legge fall., introdotta dal d.lgs. n. 5 del 2006, i creditori titolari di un diritto di ipoteca sui beni immobili compresi nel fallimento, costituiti in garanzia dei crediti vantati verso debitori diversi dal fallito, non possono avvalersi del procedimento di verificazione dello stato passivo di cui al capo V della legge fallimentare, in quanto il terzo non è creditore diretto del fallito e l'accertamento dei suoi diritti non può essere sottoposto alle regole del concorso, senza che sia instaurato il contradditorio con la parte che si assume essere sua debitrice, dovendosi essi avvalere, per la realizzazione dei loro diritti in sede esecutiva, delle modalità di cui agli artt. 602-604 cod. proc. civ. in tema di espropriazione contro il terzo proprietario. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 09 Febbraio 2016, n. 2540.


Azione revocatoria - Aggressione esecutiva del terzo acquirente - Titolo esecutivo - Credito diverso da quello per il quale si era proposta la revocatoria - Ammissibilità - Esclusione.
Dato che il presupposto per l'accoglimento dell'azione revocatoria è la qualità di creditore, il presupposto per aggredire i beni, oggetto dell'atto di disposizione dichiarato inefficace, è la sussistenza di un titolo esecutivo che accerti l'esistenza non di un credito qualsiasi, ma del credito fondato sulle stesse ragioni giuridiche poste a fondamento dell'azione revocatoria. La negazione di tale principio porterebbe a risultati aberranti: il terzo acquirente non avrebbe la possibilità di liberarsi dal vincolo, eventualmente soddisfacendo i crediti fatti valere in sede di esercizio dell'azione revocatoria, ma sarebbe esposto a qualsiasi azione esecutiva promossa dal creditore; la circolazione del bene oggetto di revocatoria sarebbe gravemente compromessa, perché nessuno potrebbe avere una esatta percezione di quale vincolo gravi sul bene; sul bene oggetto di revocatoria verrebbe a gravare un vincolo addirittura più intenso di quello che sarebbe determinato dalla costituzione di un diritto reale di garanzia, come un'ipoteca o un pegno, per i quali vige il principio della "doppia specialità", in relazione al bene che ne è oggetto e al credito garantito. (Marco De Cristofaro) (riproduzione riservata) Tribunale Bolzano, 28 Gennaio 2015.


Fallimento - Effetti per i creditori - Ripartizione dell'attivo tra creditori privilegiati, ipotecari e pignoratizi - Fallimento dell'acquirente di immobile - Domanda di revocatoria ordinaria della compravendita - Trascrizione da parte del creditore dell'alienante prima del fallimento - Accoglimento - Conseguenze sul diritto dell'attore vittorioso rispetto al bene compravenduto - Separazione di somma corrispondente al suo credito dal ricavato della liquidazione fallimentare dell'immobile - Titolo per il soddisfacimento, nella sede del riporto fallimentare, in via prioritaria rispetto ai creditori concorsuali - Spettanza - Fondamento

Fallimento - Fallimento dell'acquirente di immobile - Domanda di revocatoria ordinaria della compravendita - Trascrizione da parte del creditore dell'alienante prima del fallimento - Accoglimento - Conseguenze sul diritto dell'attore vittorioso rispetto al bene compravenduto - Separazione di somma corrispondente al suo credito dal ricavato della liquidazione fallimentare dell'immobile - Titolo per il soddisfacimento, nella sede del riporto fallimentare, in via prioritaria rispetto ai creditori concorsuali - Spettanza - Fondamento
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In caso di fallimento dell'acquirente di un bene immobile, il creditore dell'alienante, che, per ottenere pronuncia di inefficacia relativa della compravendita, abbia trascritto domanda ex art. 2901 cod. civ. anteriormente alla dichiarazione di fallimento dell'acquirente, ove l'azione sia accolta, viene a trovarsi, rispetto all'immobile ormai acquisito all'attivo fallimentare, in posizione analoga a quella del titolare di diritto di prelazione su bene compreso nel fallimento e già costituito in garanzia per credito verso debitore diverso dal fallito, rappresentando il diritto tutelato in revocatoria, analogamente al detto diritto di prelazione, una passività dalla quale il patrimonio del fallito deve essere depurato prima della ripartizione dell'attivo fra i creditori concorsuali; pertanto, l'attore vittorioso in revocatoria, che non è creditore diretto del fallito e non partecipa quindi al concorso formale, può tuttavia ottenere, in sede di distribuzione del ricavato della vendita fallimentare dell'immobile, la separazione della somma corrispondente al suo credito verso l'alienante, per esserne soddisfatto in via prioritaria rispetto ai creditori concorsuali. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 02 Dicembre 2011.


Esecuzione forzata - Terzo proprietario (espropriazione contro) - Fallimento del debitore - Irrilevanza.
La dichiarazione di fallimento del debitore non e di ostacolo alla persistenza della procedura esecutiva promossa contro il terzo acquirente dell'immobile ipotecato, in quanto la presenza in essa del fallito imposta dalla legge, e assicurata attraverso la partecipazione del curatore. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 07 Marzo 1975, n. 838.