LIBRO TERZO
Del processo di esecuzione
TITOLO II
Dell'espropriazione forzata
CAPO IV
Dell'espropriazione immobiliare
SEZIONE III
Della vendita e dell'assegnazione
PARAGRAFO 2
Vendita senza incanto

Art. 574

Provvedimenti relativi alla vendita
Testo a fronte
TESTO A FRONTE

I. Il giudice dell'esecuzione, quando fa luogo alla vendita, dispone con decreto il modo del versamento del prezzo e il termine, dalla comunicazione del decreto, entro il quale il versamento deve farsi, e, quando questo è avvenuto, pronuncia il decreto previsto nell'articolo 586. Quando l'ordinanza che ha disposto la vendita ha previsto che il versamento del prezzo abbia luogo ratealmente, col decreto di cui al primo periodo il giudice dell'esecuzione puo' autorizzare l'aggiudicatario, che ne faccia richiesta, ad immettersi nel possesso dell'immobile venduto, a condizione che sia prestata una fideiussione, autonoma, irrevocabile e a prima richiesta, rilasciata da banche, societa' assicuratrici o intermediari finanziari che svolgono in via esclusiva o prevalente attivita' di rilascio di garanzie e che sono sottoposti a revisione contabile da parte di una societa' di revisione per un importo pari ad almeno il trenta per cento del prezzo di vendita. Il giudice dell'esecuzione individua la categoria professionale alla quale deve appartenere il soggetto che puo' rilasciare la fideiussione a norma del periodo precedente. La fideiussione e' rilasciata a favore della procedura esecutiva a garanzia del rilascio dell'immobile entro trenta giorni dall'adozione del provvedimento di cui all'articolo 587, primo comma, secondo periodo, nonche' del risarcimento dei danni eventualmente arrecati all'immobile; la fideiussione e' escussa dal custode o dal professionista delegato su autorizzazione del giudice. (1)

II. Si applica anche a questa forma di vendita la disposizione dell'articolo 583.

III. Se il prezzo non è depositato a norma del decreto di cui al primo comma, il giudice provvede a norma dell'articolo 587.



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(1) Gli ultimi due periodi del comma sono stati aggiunti dall'art. 13 del D.L. 27 giugno 2015, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla L. 6 agosto 2015 n. 132. Le modifiche si applicano anche ai procedimenti pendenti alla data del 27 giugno 2015 di entrata in vigore del citato decreto. Quando e' gia' stata disposta la vendita, la stessa ha comunque luogo con l'osservanza delle norme precedentemente in vigore e le disposizioni di cui al presente decreto si applicano quando il giudice dispone una nuova vendita.

GIURISPRUDENZA

Esecuzione forzata immobiliare - Vendita senza incanto - Versamento del saldo prezzo - Termine - Modifica dell'ordinanza di vendita con provvedimento generale - Validità della vendita - Sussistenza.
In tema di espropriazione forzata immobiliare, è valida la vendita senza incanto qualora l'aggiudicatario del bene versi il saldo prezzo nel termine - diverso e maggiore rispetto a quello originariamente fissato nell'ordinanza ex art. 569 cod. proc. civ. - successivamente stabilito dal giudice dell'esecuzione, con provvedimento generale modificativo delle condizioni di svolgimento di tutte le vendite forzate dell'ufficio, che sia stato emesso prima dell'esperimento di vendita e pubblicizzato nelle forme di cui all'art. 490 cod. proc. civ. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 24 Febbraio 2015, n. 3607.


Giudice delegato nel fallimento - Provvedimenti preordinati al trasferimento del bene espropriando - Modifica o revoca - Ammissibilità - Limiti.
I provvedimenti del giudice delegato nel fallimento sono (al pari di quelli del giudice dell'esecuzione) revocabili e/o modificabili, d'ufficio o su istanza di parte, sino a quando essi non abbiano avuto esecuzione e, quindi, ove siano preordinati al trasferimento del bene espropriato, fino a quando non sia stato pronunciato il relativo decreto, cui consegue l'effetto traslativo non prodotto, viceversa, dalla sola ordinanza di aggiudicazione. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 18 Gennaio 2001, n. 697.


Fallimento - Liquidazione dell'attivo - Vendita di immobili - Modalità - Sospensione della vendita disposta dal G.D. - Legittimità - Limiti temporali.
In tema di fallimento, il potere di sospensione della vendita forzata che compete al giudice delegato si configura come facoltà discrezionale il cui esercizio, subordinato, nella sua legittimità, alla sola condizione della correlazione con una ritenuta sproporzione tra prezzo di aggiudicazione e "giusto prezzo", può trovare estrinsecazione fino a che non sua stato pronunciato, in favore dell'aggiudicatario, il decreto di trasferimento che, ponendosi come momento conclusivo del subprocedimento di vendita coattiva, costituisce il titolo formale dell'acquisto definitivo da parte del privato e la fonte di un diritto soggettivo perfetto non ulteriormente suscettibile di legittima caducazione. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 11 Febbraio 1999, n. 1148.


Fallimento - Liquidazione dell'attivo - Vendita di immobili - Modalità - Giudice delegato - Vendita - Sospensione - Potere - Esercizio - Limite temporale.
In tema di vendita di immobili acquisiti al fallimento, la facoltà che l'art. 108, terzo comma, legge Fallimentare attribuisce al giudice delegato di sospendere la vendita quando ritiene che il prezzo offerto sia notevolmente inferiore a quello giusto, può essere esercitata anche dopo l'aggiudicazione e fino a quando non venga emesso il decreto di trasferimento di cui all'art. 586 cod. proc. civ. (al quale, per la vendita senza incanto, rinvia l'art. 574) ed ancorché l'aggiudicatario abbia effettuato il versamento del prezzo. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 07 Luglio 1993, n. 7453.


Fallimento - Organi preposti al fallimento - Tribunale fallimentare - Provvedimenti Vendita di un immobile - Revoca dopo l'intervenuta aggiudicazione ma prima del trasferimento del bene - Provvedimento del Tribunale fallimentare confermativo della revoca - Impugnazione con ricorso per cassazione - Ammissibilità.
È impugnabile con ricorso per cassazione il provvedimento del tribunale fallimentare, confermativo di quello del giudice delegato, con cui sia stata revocata la vendita di un bene immobile del fallimento dopo l'intervenuta aggiudicazione, ma prima dell'emanazione del decreto di trasferimento del bene, trattandosi di un provvedimento definitivo, perché non altrimenti impugnabile, e di natura decisoria, in quanto esso incide sulle aspettative dell'aggiudicatario, tutelate secondo le disposizioni del codice di rito in base al rinvio contenuto nell'art. 105 legge fallimentare. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 20 Maggio 1993, n. 5751.


Fallimento - Liquidazione dell'attivo - Vendita di immobili - Sospensione della vendita a trattativa privata - Provvedimento di vendita senza incanto - Reclamo - Decreto di revoca del tribunale - Impugnazione - Legittimazione attiva.
Il decreto, con cui il tribunale fallimentare, pronunciando in Sede di reclamo, abbia revocato il provvedimento, emesso dal giudice delegato, di sospensione della vendita a trattativa privata di un immobile pertinente al fallimento, nonche la vendita dello stesso senza incanto, e impugnabile da colui che, offrendo un prezzo superiore a quello della vendita a trattativa privata, aveva chiesto il provvedimento (di sospensione della vendita medesima) poi revocato, poiche e evidente l'interesse di lui alla sopravvivenza di quel singolo provvedimento, anche se non alla regolarita della intera procedura fallimentare. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 07 Ottobre 1975, n. 3184.


Fallimento - Liquidazione dell'attivo - Vendita di immobili - Vendita a trattativa privata - Conclusione - Immediato effetto traslativo - Sospensione della vendita - Per prezzo inferiore - Potere del giudice delegato - Insussistenza.
Quando il curatore del fallimento sia stato autorizzato dal giudice delegato a vendere a trattativa privata un immobile pertinente al fallimento, e la vendita autorizzata sia stata conclusa, l'effetto traslativo della proprieta del bene immediatamente conseguente alla conclusione di tale negozio preclude al giudice delegato l'Esercizio del potere di sospendere la vendita, ai sensi dell'art 108, terzo comma, legge fallimentare, per apparire il prezzo offerto notevolmente inferiore a quello giusto. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 07 Ottobre 1975, n. 3184.